Esteri

“Bugiardo”, “Clown”. Trump-Biden, lo scontro in tv tra insulti e interruzioni: chi ha vinto

E così è andato in scena lo show del “confronto” (ma più che confronto è stato uno scontro) tra Donald Trump e Joe Biden nel corso del primo dibattito presidenziale del 2020, organizzato nell’Ohio, vera “pancia” dell’America. Corte Suprema, gestione dell’emergenza Covid-19, economia, rivolte razziali, integrità delle elezioni, le rispettive carriere politiche: per novanta fittissimi minuti i due litigano intorno ai sei grandi temi scelti dal conduttore di Fox News Chris Wallace. Biden votato all’attacco, Trump sulla difensiva, ma esce con efficacia solo a metà discussione. “Perché entrambi pensate di aver diritto di nominare il successore di Ruth Bader Ginsburg alla Corte Suprema?”. La prima domanda di Wallace entra subito nel vivo della discussione che al momento più divide il paese: la nomina della giudice Amy Coney Barrett – da molti considerata una fondamentalista cattolica – al posto della pioniera femminista morta due settimane fa.

“Ho vinto le elezioni e ho diritto di scegliere, non governo tre anni ma quattro” taglia corto Trump, tesissimo. Il dem contrattacca pacato: “Non mi oppongo alla persona, ma spetta al popolo americano e dunque a chi vince le elezioni nominarla”. Trump lo interrompe più volte ma l’effetto è solo di gran confusione. Biden, appunto descritto dal presidente come confuso e poco reattivo, parlando di Covid snocciola numeri e dati con gran precisione. Trump continua a interromperlo: “Sei ostaggio della sinistra radicale”. E poi: “Quello che dici non è quel che sostiene il tuo partito” gli dice. “Il partito sono io” risponde l’avversario, contrattaccando: “Non hai un piano. Non sai di cosa parli. Sei quello che davanti ai numeri del Covid ha detto ‘le cose sono come sono'”.

In breve si passa agli insulti personali: “Sei un clown, un bugiardo. La persona sbagliata al momento sbagliato”, affonda il democratico. “Ho fatto più io in 47 mesi che tu in 47 anni, in te non c’è nulla di intelligente” ribatte il repubblicano, continuando ad interrompere l’ex vicepresidente, fin quando questo lo apostrofa: “Perché non stai un po’ zitto?”. L’inquilino della Casa Bianca non gradisce: “Tu hai buona stampa, io no. Ma tu al mio posto non avresti chiuso alla Cina. Quando l’ho fatto mi hai chiamato xenofobo. Con te avremmo ora 2 milioni di morti”.

Si parla di vaccino, di distanza sociale di mascherine: “Ho seguito i consigli di Fauci, all’inizio ha detto che non servivano poi ha cambiato idea” abbozza Trump, tirando in causa il noto virologo, ben sapendo che la gestione del virus è il suo punto più debole. Trump ritrova verve parlando di economia: “Avevamo la migliore del mondo, poi è arrivato il virus cinese”. E parla ai suoi fan quando dice: “Tu richiuderesti tutto. Ma non è quel che vuole la gente”. “La gente vuole sicurezza”, ribatte Biden. Il momento peggiore per il Presidente è quando Wallace gli chiede: “È vero che hai pagato solo 750 dollari di tasse quando eri già alla Casa Bianca?”. Lui divaga: “Ne ho pagati milioni…”.

A quel punto il dem ri-attacca: “Facci vedere le dichiarazioni dei redditi”. Ma Trump: “Sono un imprenditore, ho commercialisti bravi che sanno come usare la legge”. Argomento che però offre all’avversario la possibilità di ricordare agli americani che ha pagato “meno di un maestro di scuola”. Parlando di tasse, però, Biden perde un po’ il filo. Dura pochissimo, ma è una defaillance evidente. Incassa però senza perdere la calma gli attacchi al figlio Hunter: “Ha avuto dal sindaco di Mosca 3,5 milioni di dollari”. “È falso”. Lo scontro si fa davvero duro quando si parla della morte di George Floyd e delle conseguenti rivolte razziali.

Insidiosa, arriva però un’altra domanda di Wallace: “Presidente, lei è pronto a condannare i suprematisti bianchi?”. Lui non lo fa, esita, le rivolte sono colpa degli Antifa, dice. Un autogol. Come d’altronde affermare di non sostenere il Green New Deal caro alla sinistra di Alexandria Ocasio Cortez, salvo riprendersi in corner: “Sostengo il piano Biden”. Quando ormai si passa a un tema serissimo come il voto postale sono tutti esausti. L’ex vicepresidente invita a votare ormai spompato. L’altro ripete meccanicamente “è una vergogna, una frode”. “Finirà male” dice Trump. “Hai solo paura” conclude Biden. L’America è più divisa che mai. Un sondaggio post dibattito della Cbs assegna la vittoria al candidato democratico: per gli elettori sondati dalla Cbs rivela che per il 48% degli elettori il vincitore è stato Biden, contro il 41% che appoggia il presidente. Per il 10% la serata si è chiusa in un pareggio.

 

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