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“Evasore”, “indebitato”. Le inchieste sugli affari di Trump allontanano la rielezione

L’immagine di imprenditore di successo, di colui che incarnava “il sogno americano” è stata costruita attraverso una serie di anni in cui ha evaso il fisco. E negli Usa essere etichettati come “evasori” è la cosa più grave che possa succederti. Specie se ti chiami Donald Trump e se tra poche settimane provi a riconquistare la presidenza degli Stati Uniti. Il New York Times ha ottenuto la dichiarazione dei redditi di Trump svelando come in 10 degli ultimi 15 anni il Tycoon ha pagato solo 750 dollari di tasse federali sul reddito. Ma oltre alle proprie dichiarazione dei redditi di Trump ancora oggi non si conosce con certezza quale sia il suo patrimonio, costruito su decenni di ricadute e riprese.

Trump ha dunque costruito il suo enorme impero su enormi debiti e enormi evasioni fiscali. Nel 1985 era all’apice del suo successo, ma secondo un’altra inchiesta del New York Times pubblicata nel 2019 i suoi conti erano già disastrosi. I suoi affari avevano subito perdite per 46,1 milioni di dollari. Perdite che hanno continuato ad accumularsi per un totale di 1.17 miliardi di dollari nel corso del decennio successivo. Come riporta anche Open, “in particolare dal 1986 al 1988 mentre i debiti si fanno sempre più consistenti, Trump usa un trucchetto per fare soldi. Acquista piccoli pacchetti di grandi società. Dopo aver sparso la voce di voler acquisire il resto delle azioni, portando così a un aumento del loro valore, Trump le rivende. Il giochino è durato finché gli investitori non hanno perso fiducia nelle sue promesse”.

Dal 1990 al 1991 Trump perse più di 250 milioni all’anno. Una cifra che era più del doppio di qualsiasi altro contribuente. Nel complesso – fa notare il New York Times – Trump ha perso così tanti soldi che è stato in grado di evitare di pagare le tasse per otto anni tra il 1985 e il 1994. La perdita ammonta a mezzo miliardo di dollari, mentre nei tre anni successivi l’attuale presidente aveva ceduto le sue attività per evitare il fallimento. Dopo il 2016 il patrimonio di Donald Trump è entrato in conflitto di interessi con la sua presidenza degli Stati Uniti tanto che nel 2019 il Congresso aveva inviato un’indagine sulle sue attività.

I legami tra gli affari di Trump e la presidenza sono stati resi ancora più evidenti dall’inchiesta del New York Times. I registri privati ottenuti dal quotidiano mostrano come una sua azienda abbia pagato 747.622 dollari a un anonimo consulente per progetti alberghieri alle Hawaii e Vancouver. I moduli che Ivanka Trump ha presentato quando è entrata a far parte dello staff della Casa Bianca nel 2017 mostrano che aveva ricevuto un importo identico attraverso una società di consulenza di cui era comproprietaria. Insomma, il castello di carta del Presidente è ormai venuto giù. E negli Usa ora lo chiamano “vasore” e “indebitato”. La rielezione è sempre più lontana.

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