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Tutti in fuga da Italia Viva: il deputato Carè abbandona Renzi e torna al Pd

Tutti in fuga dalla barca che affonda, come nella migliore delle tradizioni. Lasciare Italia Viva, il partito nato per iniziativa di Matteo Renzi e che i sondaggi danno, però, più debole che mai, per cercare fortuna altrove. A costo di tornare sui propri passi, e pazienza se qualcuno potrebbe parlare di poca coerenza. A inserirsi nel solco di chi ha deciso di abbandonare a sé stesso il Rottamatore, sempre più a rischio rottamazione, è il deputato Nicola Carè, che ha annunciato di voler abbracciare nuovamente quel Partito Democratico dal quale era fuoriuscito soltanto pochi mesi fa. Un caso che potrebbe non rimanere isolato.

“Lascio Renzi e torno nel PD per dare forza alle idee riformiste – ha annunciato Carè, spiegando così i motivi della sua decisione – La strada intrapresa non era quella giusta. Penso che non sia più il tempo di percorsi velleitari e di chiudersi dentro recinti sempre più stretti e che occorra, per me, avere la sincerità di riconoscere che la strada intrapresa da Italia Viva non sia quella che io avevo immaginato”.

 Carè ha poi aggiunto: “Non rinnego nulla di quanto fatto durante questi mesi ma l’ambizione di costruire un’altra forza politica capace di dare rappresentanza a un mondo moderato evidentemente non è stata condivisa da un elettorato che, come ci racconta anche il voto nelle regioni, è refrattario a frammentazioni. Torno nel Pd per l’esigenza che sento di fare politica in una comunità plurale, in cui sia possibile avere luoghi di confronto e di condivisione che solo il Pd è attualmente in grado di garantire”.Una notizia che arriva in un momento non proprio positivo per il partito di Matteo Renzi, lanciato dall’ex premier con grande entusiasmo e andato però incontro a un costante calo di consenso. Gli ultimi sondaggi svolti da Index Research per Piazza Pulita, trasmissione di La7, danno Italia Viva ormai addirittura sotto, negli indici di preferenza degli italiani, ad Azione di Carlo Calenda (3,1% contro il 3% dei renziani) e La Sinistra (3,5%). Con questi numeri, già il ritorno in Parlamento sarebbe un’impresa. Non a caso, Renzi è da tempo in pressing sugli alleati giallorossi per smontare l’impianto della riforma elettorale al momento in discussione, a partire dalla soglia di sbarramento al 5%.

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