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Tutto quello che Salvini non ha ancora capito del nuovo decreto del governo

Matteo Salvini non perde occasione, ancora una volta, per andare all’attacco del governo. Pronto a gettarsi in ogni possibile focolaio di polemica, accendenone uno quando non ne trova. E andando incontro, puntualissimo, a figure alquanto barbine. L’ultima uscita a vuoto del Capitano è andata in scena subito dopo le frasi, non troppo azzeccate, del ministro Speranza a Che Tempo che Fa, quelle che aveva acceso discussioni sull’idea di limitare le feste in casa. Parole contro le quali il leader della Lega ha subito puntato il dito.

Salvini aveva già parlato prima dell’intervento di Speranza, incalzando: “Noi ci siamo, aspettiamo solo di essere coinvolti non solo tramite televisione. Che il governo non pensi di fare come ha fatto nei mesi di chiusura, facendo tutto da solo, non ascoltando nessuno, perché se non ascolti nessuno non vai lontano”. Poi, ecco subito le critiche alle raccomandazioni presenti nel decreto: “Non più di sei persone a casa di ciascuno… Perché sette porta sfortuna? Togliamo la polizia dalle strade e la trasformiamo in Psico-Polizia per controllare i condomini?”.
E ancora: “Neanche George Orwell sarebbe arrivato a tanto, rileggiamoci 1984”. Qualche minuto ed ecco gli utenti subito scatenarsi nel sottolineare come Salvini abbia ancora una volta distorto la realtà a fini propagandistici. Non esistono divieti in merito al numero di persone invitate a casa, soltanto “consigli”. Dunque non ci sarà alcun controllo da parte delle forze dell’ordine nelle abitazioni degli italiani. La critica di Salvini, insomma, non regge.Ma a criticare Salvini non sono stati gli utenti palesemente di altre opinioni politiche. Anche quel mondo sovranisti che in passato gli era stato vicino, infatti, ha iniziato a rinfacciare al Capitano il suo “limitarsi al bla bla bla sui social senza mai veramente un’iniziativa degna di nota”. Insomma, contro il leader della Lega si schierano ormai anche i suoi ex sostenitori. E i sondaggi, ovviamente, continuano a dipingere un futuro tutt’altro che roseo.

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