Mass Media

Ucraina, la provocazione di Di Battista: “Perché non diamo armi ai palestinesi?”

Alessandro Di Battista ormai può essere considerato quasi un ospite fisso di Dimartedì. È in questa veste che l’ex esponente del M5S discute con Pier luigi Bersani della guerra in Ucraina durante l’ultima puntata del talk show condotto su La7 da Giovanni Floris. E Di Battista non si smentisce, lanciando una delle sue solite provocazioni.

Alessandro Di Battista

“Stasera sento dire delle cose da Bersani in materia di comportamento dell’Europa nei negoziati che io personalmente in questo studio ho detto un mese e mezzo fa. – dichiara Di Battista dando ragione al suo interlocutore – Non sento più nessun leader importante europeo, per non parlare di Biden e Johnson, pronunciare la parola negoziato. L’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica, il generale Tricarico, non un leoncavallino, ha detto che Biden non vuole la pace. E ha detto che non ha mai sentito dire da Blinken, Stoltenberg, Johnson e Biden la parola negoziato”.

“Io non so se l’abbiano pronunciata. – prosegue polemico Di Battista – Fatto sta che non si pronuncia più. Perché, come dice oggi Bersani, obiettivo di un’Europa spalmata come una sogliola su posizioni nordamericane e dell’America non è più che la guerra finisca il prima possibile, ma vincerla. La von der Leyen dice ‘io credo che l’Ucraina possa vincere la guerra’. Qui si vuole combattere una guerra fino all’ultima goccia di sangue, chiaramente ucraino, continuando a inviare armi”. Floris gli fa notare allora che “sono loro che vogliono continuarla. Zelensky il loro capo dice ‘noi continuiamo’”.

“Quello è un loro diritto. – replica deciso l’ex pentastellato – Non mi permetto di dire quello che deve fare l’Ucraina. Ma posso permettermi di dire ciò che dovrebbe fare l’Italia essendo cittadino italiano. Che loro abbiano diritto a resistere non c’è dubbio. Banalmente la questione palestinese. Per quale motivo non si devono dare armi ai palestinesi che combattono contro una occupazione straniera, militare e vivono sotto apartheid? – si domanda – Posto che io non vorrei dare le armi a nessuno. Anche perché credo nella Costituzione. E l’articolo 11 lo scrissero ex partigiani. La maggior parte dei padri costituenti avevano fatto la Resistenza. Eppure, dopo aver fatto la Resistenza, hanno scritto che l’Italia ripudia la guerra anche come strumento di risoluzione delle controversie internazionali”, conclude.

Potrebbe interessarti anche: Di Battista su Bucha: “Se inviamo ancora armi, stragi come quella aumenteranno”