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Ucraina, il generale Petraeus: “Guerra lunga, Mosca ha già subito danno irreversibile”

David Petraeus è uno degli (ex) generali americani più noti al mondo. Nel corso della sua lunga carriera di militare, durata ben 37 anni, Petraeus può vantare di essere stato capo delle missioni in Iraq e Afghanistan, oltre che numero uno della Cia. Detentore di un dottorato di ricerca in affari internazionali a Princeton, il generale è considerato uno dei più attendibili osservatori della guerra in Ucraina e delle sue possibili conseguenze a livello geopolitico. E proprio su questo argomento il quotidiano Repubblica riesce ad intervistarlo.

David Petraeus

“Né Putin né Zelensky sono pronti a una discussione seria. – chiarisce subito David Petraeus – Si studiano sul campo di battaglia. La Russia ora vuole rafforzare le posizioni conquistate dall’inizio della guerra, per poi prendere altro territorio. Per questo non vedo oggi un dialogo serio. Gli ucraini vogliono riprendere buona parte se non tutto il territorio di cui la Russia si è appropriata dal 24 febbraio. Molto dipenderà dall’assistenza dell’Occidente, anche economica e finanziaria. E dalla tenuta delle forze russe. La mia esperienza in guerra è che è molto difficile capire quando una forza militare sta per crollare”.

“Nel caso delle forze russe, la controffensiva ucraina ha reso loro unità d’attacco inefficaci. – prosegue il generale Petraeus – E arrivano sostituzioni poco addestrate. Ma i russi terranno duro. Per cui credo nelle forze ucraine ma non so quanto territorio riusciranno a riconquistare. Per il Donbass e la Crimea, sul tavolo, la decisione sarà degli ucraini, e non decideranno fino a quando non avranno visto quanto territorio riusciranno a riconquistare”.

“La Russia e Putin hanno già perso molto. – ne è certo Petraeus – I piani di modernizzazione tanto pubblicizzati delle forze militari russi si sono rivelati una fantasia, ogni aspetto delle forze e delle operazioni russe è risultato deludente, dall’impostazione generale della campagna alla struttura organizzativa, alla leadership, alle armi vere e proprie. Inoltre abbiamo capito che la cultura militare russa promuove crimini di guerra, non si preoccupa dei danni inflitti alle infrastrutture civili o della perdita di civili. Per cui se Putin voleva rifare grande la Russia ha in realtà fatto grande la Nato e l’Occidente ben prima che la Svezia e la Finlandia chiedessero l’altro giorno di entrare ufficialmente nell’Alleanza. Aggiunga che l’enorme danno all’economia russa e all’entourage di Putin sarà irreversibile”, conclude il generale.

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