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Udine, il responsabile della protezione civile: “Forni crematori per i migranti”

Parole agghiaccianti, quelle pronunciate dal responsabile della protezione civile di Grado, in provincia di Udine, Giuliano Felluga. Impiegato nelle operazioni necessarie a sedare la rivolta scoppiata all’ex caserma Cavarzerani, dove 400 migranti avevano dato il via a una serie di vibranti proteste, l’uomo ha infatti promesso una “soluzione” parecchio drastica ai cittadini in apprensione: “Non preoccupatevi, stiamo organizzando gli squadroni della morte e nel giro di due giorni riportiamo la normalità… Quattro taniche di benzina e si accende il forno crematorio, così non rompono più”.

I migranti aveva dato origine a una serie di proteste durante le quali erano state lanciate pietre contro la polizia e accesi roghi, per manifestare contro la quarantena imposta dal sindaco di Udine, Pietro Fontanini (esponente della Lega). Su Facebook, in risposta a due utenti e sotto al post di Ilaria Cecot, ex assessore provinciale, Felluga si è lasciato andare a frasi deliranti parlando appunto di “squadroni della morte”.

Il coordinatore della Protezione civile p subito andato all’attacco: “A Grado ci sono persone che metterebbero la firma per avere la roba da mangiare che loro (i migranti, ndr) buttano via. E noi sappiamo solo assistere gli stranieri e i nostri non li aiutiamo”. L’utente Maria Maddalena Marchesan ha chiesto a quel punto spiegazioni su quel “squadroni della morte”. E Felluga ha precisato: “Quattro taniche di benzina e si accende il forno crematorio così non rompono più”.Parole “gravissime, inaccettabili e vergognose” ha subito tuonato Ilaria Cecot. Condanna anche da parte della CGIL regionale, che ha chiesto alle autorità e al sindaco di Grado di condannare le frasi di Felluga e di prendere provvedimenti, trattandosi per di più di un dipendente comunale.

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