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Un congresso per cambiare il Carroccio: così Salvini rivoluzionerà il partito

Sarà un passaggio chiave, quello del prossimo 21 dicembre. Che vedrà, nello specifico, l’ufficializzazione di quanto nella prassi è già accaduto: la Lega assumerà un nuovo volto, trasformandosi a tutti gli effetti nella nuova creatura salviniana e troncando definitivamente con il passato. Con il vecchio partito che, però, non cesserà di esistere del tutto, se non altro perché deve ancora allo stato i 49 milioni di euro di rimborsi elettorali percepiti in maniera illecita. 

Il consiglio federale leghista, che per l’occasione ha visto riaffacciarsi Umberto Bossi dopo una lunghissima assenza, ha fissato per il 21 dicembre il congresso del Carroccio: in quell’occasione saranno approvate le correzioni agli statuti dei due partiti, con la Lega Nord, il vecchio mondo, che diventerà di fatto una “bad company”. In pratica, zero onori al netto di tanti oneri. Salvini, di rimando, non ne sarà più il segretario: sarà indicato un commissario, al quale toccherà un compito piuttosto ingrato. Resisterà, invece, il famigerato articolo 1 dello statuto del vecchio partito sull’indipendenza della Padania.
La nuova creatura non darà più spazio alle opposizioni interne nel consiglio federale e saranno integrati in un unico partito i rappresentanti del centro-sud. Un modo per allungare i tentacoli verdi anche verso quella parte del Paese che un tempo era esclusa dalle mire leghiste, che oggi arrivano fino alla lontanissima Sicilia. Tutti punti affrontati di fronte durante l’ultimo consiglio federale leghista, durante il quale Bossi ha commentato amaro: “Non fate il funerale alla Lega…”.Come racconta La Repubblica, il vecchio leader avrebbe ricevuto rassicurazioni in questo senso da Salvini. “Ma no, la vecchia Lega Nord rimane”. Una battuta, neanche troppo convinta, a margine di un evento che ha toccato vari temi, dalle elezioni in Calabria ai rapporti in Europa col Ppe. Per il passato ormai non c’è più spazio: si va avanti con la rivoluzione del Capitano.

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