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Finito il Natale, è tempo di espulsioni: la dura resa dei conti tra i Cinque Stelle, chi salta

Il momento della resa dei conti all’interno del Movimento Cinque Stelle, dopo mesi di tensioni sedate a fatiche, è alla fine arrivato. Affidato, ancora una volta, al tanto amato etere. Lo strumento scelto per mettere i dissidenti di fronte alle proprie responsabilità è infatti quello della mail, indirizzata al gruppo degli scontenti capitanati da quel senatore De Falco che l’Italia aveva imparato a conoscere ai tempi della tragedia della Concordia, quando era emerso in contrapposizione alla figura dello sciagurato Schettino.

A ognuno dei cosiddetti dissidenti è arrivato lo stesso messaggio, un testo in cui si chiede ai diretti interessati di inviare delle controdeduzioni entro dieci giorni per difendere le proprie posizioni. Ma, scrive La Repubblica in queste ore, il destino di alcuni è già segnato, mentre per altri esistono margini di rientro. De Falco, per esempio, non ha votato nemmeno votato la fiducia sulla manovra e la sua permanenza all’interno del Movimento sembra ormai impossibile.
La paura di ricorsi di fronte alle espulsioni è alta, e proprio per questo si stanno studiando le procedure in maniera da farle risultare inattaccabili agli occhi dei supporter grillini sparsi per l’etere, al solito divisi in merito a un argomento così delicato. C’è anche Paola Nugnes, altra senatrice sotto osservazione ma considerata meno in bilico, che ha mostrato nelle ultime ore posizioni diverse da quelle dei Cinque Stelle sull’introduzione del vincolo di mandato parlando di una sua ostilità “politica e personale” verso la riforma.Dai vertici M5S su questo sono per ora cauti. L’abolizione dell’assenza di vincolo di mandato, seppur sventolata nelle piazze elettorali, non è tra le riforme costituzionali su cui sta lavorando il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro. Che tra Camera e Senato ne sta mandando avanti altre due: il taglio dei parlamentari e i referendum consultivi senza quorum.

“Dov’è finita la trasparenza?”. Niente streaming in aula, le opposizioni insorgono contro i Cinque Stelle