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I no vax ritentano la Marcia su Roma a 100 anni di distanza

L’Italia come il Canada. Secondo quanto riporta l’Huffington Post, su alcuni canali Telegram utilizzati dalla galassia degli anti vaccinisti, da giorni rimbalza un tam tam per darsi appuntamento ai Castelli romani, alle porte della Capitale, per poi dare il via a una Marcia su Roma con camion, automobili e qualsiasi altro mezzo di locomozione. Un Freedom Convoy come quello che ha occupato la capitale canadese Ottawa per protestare contro l’obbligo vaccinale per i camionisti, insomma. La Prefettura di Roma ha però già vietato l’evento. Preoccupazioni per eventuali tensioni tra forze dell’ordine e manifestanti.

I no vax annunciano la Marcia su Roma

“La resa dei conti è vicina. La soluzione? Accerchiare il Parlamento”. Così si legge su alcuni canali Telegram, tra cui quello di uno degli organizzatori del cosiddetto Roma Freedom Convoy, Nicola Franzoni, volto noto dell’universo no vax. Qualcuno l’ha già ribattezzata ‘Operazione Trudeau’, citando il nome del primo ministro canadese, bersaglio della protesta d’Oltreoceano.

Il convoglio di no vax dovrebbe partire dai Pratoni del Vivaro, vicino Castel Gandolfo, con “automezzi e camion, tricicli, monopattini, quello che avete, insomma. – comunicano gli organizzatori – Faremo impallidire i canadesi. Saremo in milioni. L’Italia sarà liberata. Sarà un’adunata per addestrare alla resistenza i non vaccinati e organizzare una specie di esercito civile di liberazione nazionale”.

Ma la singolare Marcia su Roma non sembra avere ottenuto il consenso delle autorità. Tanto è vero che la Prefettura della Capitale l’ha già vietata ufficialmente. Lo stop al convoglio no vax, spiegano dalla Questura, “è l’esito di valutazioni con cui sono state evidenziate serie criticità per l’ordine e la sicurezza pubblica. Saranno predisposti, pertanto, specifici servizi interforze di ordine e sicurezza pubblica diretti a controllare il rispetto del provvedimento stesso. Con ordinanza della Questura e con l’impiego dei reparti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di finanza. E con il supporto delle polizie locali per gli specifici servizi di viabilità”. Anche il sindaco di Rocca di Papa, altro Comune dei Castelli interessato dal ritrovo, promette che “noi non cederemo di un passo, qui non ci sarà nessun rave”.

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