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Uscire dall’Europa? Basta un po’ di bianchetto! La folle proposta di Giorgia Meloni, che continua a sognare la sua Italexit

Un botta e risposta senza fine, quello tra l’Italia e Bruxelles. Che vivrà a breve il suo momento di massima tensione, qualora il governo decidesse davvero di andare fino in fondo, come annunciato, con una manovra che all’unione non piace per niente. Proprio per questo, Luigi Di Maio ci ha tenuto a precisare in queste ore che “non esiste un piano b” e che la fantomatica uscita dall’euro, paventata di tanto in tanto, non rientra minimamente nei pensieri dei gialloverdi. Un concetto ribadito dallo stesso Salvini, che pure con l’Unione non vanta rapporti idilliaci. E che è si è rafforzato in un momento in cui, di contro, nel Regno Unito le trattative per la Brexit sono ancora in corso, a un anno e mezzo di distanza dal famoso referendum.

Ecco però che in Parlamento è stata depositata, a sorpresa, una proposta articolata in tre soli articoli e che prevede proprio l’Italexit. Prima firmataria Giorgia Meloni che, insieme agli altri componenti del gruppo di Fratelli d’Italia, ha depositato alla Camera la proposta di legge di riforma costituzionale a.c. 298. Come fare a uscire dall’Ue senza dover sottoporre il Paese e i suoi sherpa ad estenuanti trattative con l’Ue? Semplice, si cancellano con un tratto di penna i tre articoli della Costituzione che contengono riferimenti all’Ue. L’analisi del testo da parte della commissione Affari Costituzionali della Camera è iniziata lo scorso 11 ottobre.
 Eliminando i riferimenti all’Europa nei suddetti articoli, secondo gli autori, l’Italia potrà uscire senza colpo ferire dall’Europa. Nello specifico: il 97 prevede che le pubbliche amministrazioni assicurino l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico in coerenza con l’ordinamento dell’Ue. Il 117 impone allo Stato di esercitare la sua potestà legislativa anche “nel rispetto dell’ordinamento comunitario e degli obblighi internazionali”. Il 119 lega Comuni e Regioni ai vincoli comunitari. “Nell’insieme – spiegano i firmatari – su questa proposta di legge costituzionale si chiede un voto che non è contro l’Europa, ma è per la nostra dignità nazionale e per la nostra libertà. Ad essere lungimiranti e non miopi, sia l’azione in Europa del nostro Governo sia l’Europa stessa ne trarranno giovamento”. Insomma, bastava un po’ di bianchetto per fregare Bruxelles.

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