unioni civili, parlamento, governo

Le Unioni Civili diventano legge con 369 voti

Dopo anni di lotte e lunghi mesi contraddistinti da discussioni accese, toni a volte esasperati e un forte ostruzionismo, le unioni civili diventano legge anche in Italia. Con 369 voti a favore, 193 contrari e 2 astenuti, la Camera dei Deputati approva il testo di legge che porta il nome della senatrice Monica Cirinnà e che riconosce diritti e doveri alle coppie di fatto (omosessuali ed eterosessuali). Un sì storico, quello arrivato poco prima delle 20 da quel di Montecitorio, accolto tra gli applausi soddisfatti del Partito Democratico e tra la pioggia di critiche e minacce pervenute dalle opposizioni di destra.

Le reazioni della politica

Maria Elena Boschi, ministra per il Rapporti con il Parlamento, parla di una ‹‹bellissima giornata per tutti gli italiani e le italiane››, mentre il premier Renzi si dice soddisfatto del risultato incassato dal suo governo e chiarisce: ‹‹Nessuno di noi ha fatto calcoli o verificato i sondaggi. L’atteggiamento di una parte dei cattolici era prevedibile e per certi versi è anche comprensibile. Trovo però fuori luogo le dichiarazioni di chi collega questa questione con il referendum costituzionale di ottobre. Ma sono convinto che se uno deve perdere dei voti per una battaglia giusta, che li perda pure. Facciamola finita››.

E se una dozzina di deputati di Forza Italia, alcuni membri dei Conservatori e Riformisti di Fitto, pezzi del centro e della sinistra hanno chiuso un occhio e votato una legge che per un motivo o per un altro non consideravano comunque soddisfacente, c’è invece chi come la Lega Nord e i cattolici più oltranzisti di altri partiti, continua a dare battaglia minacciando il referendum abrogativo.

Matteo Salvini, leader della Lega, ha inoltre esortato i sindaci leghisti a non rispettare la legge e a non celebrare le nozze gay. Invito tuttavia disatteso dall’alleata e candidata a sindaco di Roma Giorgia Meloni, la quale ha puntualmente fatto sapere che ‹‹se dovessi diventare sindaco rispetterò  la legge››.

Le reazioni dei giornali stranieri

Al di là dei toni particolarmente accesi, però, l’Italia ha portato a casa un risultato a dir poco storico. O perlomeno questo è il punto di vista dell’estero che ha guardato favorevolmente alla rivoluzione italiana: il giornale spagnolo El Pais parla appunto di ‹‹una legge storica››, mentre cuori arcobaleno vengono messi a corredo del titolo del The Guardian. La BBC, invece, riconosce il merito del risultato al premier Renzi che parla dell’11 maggio come di ‹‹una giornata di grande festa››.

Matteo D’Aplito

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