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Vaccino a chi assiste fragili: “Io madre di un bimbo disabile ancora in attesa per la dose”

“La vaccinazione dei caregiver è fondamentale per i nostri bambini che non possono fare a meno dell’assistenza continuativa che gli diamo ogni giorno”. E’ l‘appello lanciato da un padre alle istituzioni per far vaccinare sua moglie, madre e caregiver del piccolo Giuseppe. Il bimbo di quasi 3 anni è affetto da una sindrome genetica rara (Sindrome del Cri du Chat), che comporta un grave deficit psicomotorio. Secondo l’appello dell’uomo inviato a Fanpage.it, sua moglie sarebbe la persona con la quale il piccolo Giuseppe interagisce di più per soddisfare i suoi bisogni, ed in completa simbiosi con lei. La donna però nonostante sia a contatto costante con un soggetto a rischio contagio, è ancora in attesa di accesso al vaccino anti Covid.

Come si legge nella lettera pubblicata dal quotidiano online, nel tentativo di sbloccare la situazione, il papà di Giuseppe insieme all’associazione nazionale ABC – Associazione Bambini Cri du Chat di cui è membro, ha inviato una lettera a tutti i presidenti e agli assessori regionali con delega alla salute, affinché tutte le Regioni possano inserire in ordine prioritario la vaccinazione dei disabili gravi (per malattie genetiche rare) e nel caso di minorenni dei loro caregiver. Inoltre, la nostra associazione ha partecipato ad un tavolo interregionale fornendo i numeri precisi, regione per regione, delle persone affette da questa sindrome (per un totale di circa 300 in tutta Italia).

Dopo le richieste di un intervento, giovedì 11 marzo 2021 il Ministero della Salute ha diffuso un nuovo documento che aggiorna le raccomandazioni sui gruppi target della vaccinazione, inserendo appunto i disabili gravi e i loro caregiver. Questa raccomandazione ministeriale è stata trasmessa a tutti i presidenti di regione e delle province autonome. Però come ha spiegato l’uomo, ad oggi solo 12 regioni hanno approvato delibere e siglato accordi ad hoc per la somministrazione prioritaria del vaccino anti-Covid alle persone non autosufficienti e ai loro caregiver. La Sicilia però, regione nella quale Giuseppe e i suoi genitori vivono è tra le regioni “inadempienti” a tal proposito.

Il papà di Giuseppe in qualità di insegnante ha ricevuto il vaccino circa tre settimane fa. Per aiutare suo figlio, l’uomo avevo chiesto che la sua dose fosse data alla moglie, proprio perché è la donna che interagisce maggiormente con il piccolo. Un tentativo però purtroppo vano: l’uomo si è sentito rispondere dall’ASP territoriale che per ragioni di equità non era possibile acconsentire alla richiesta. Da qui l’appello: “I nostri ragazzi maggiorenni sono soggetti fragili e devono essere vaccinati, mentre la vaccinazione dei caregiver è fondamentale per i nostri bambini che non possono fare a meno dell’assistenza continuativa che gli diamo ogni giorno e che non può essere svolta da nessun altro nella stessa misura ed intensità”.

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