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Vauro difende Lucano: “Mi dichiaro complice del boss”

Ha scatenato un putiferio di polemiche la sentenza su Mimmo Lucano. L’ex sindaco di Riace è stato condannato dal Tribunale di Locri alla pena di 13 anni e due mesi. Tra i gravissimi reati contestati a Lucano c’è anche l’associazione a delinquere. Certo, si tratta solo del primo grado di giudizio, e molti sono convinti che in appello la verità giudiziaria sul ‘sindaco dei migranti’ verrà ristabilita. Ma intanto esplode lo scontro politico, con Matteo Salvini che attacca la sinistra per sviare l’attenzione dal caso Morisi. Dall’altra parte della barricata si piazza Vauro Senesi. Il vignettista usa parole nettissime per difendere l’amico Lucano.

“Riace era un gommone pieno di umanità. È stato attaccato da una porta aerei. Non ricordo nessun candidato che può tornare al suo paese solo per votare, perché è in esilio. C’è un accanimento contro questa figura”. Così twitta Vauro riprendendo le sue dichiarazioni su Mimo Lucano fatte il 30 maggio del 2019 a Piazzapulita.

Poi, il vignettista rilascia una lunga intervista all’Adnkrons. Vauro si dice amareggiato per la sentenza di primo grado contro l’ex sindaco di Riace. “Sono allucinato per una pena a 13 anni e due mesi quasi doppia rispetto a quella richiesta”, si sfoga. “Questa è una sentenza politica, risultato di un Paese che sta perdendo il senso di se stesso e si disgrega”, non ha dubbi il vignettista del Fatto Quotidiano. “Ne approfitto per dichiararmi reo-confesso. Se quella di Mimmo è una associazione criminale, io ne faccio parte”, ironizza poi con ferocia.

Vauro ricorda di essersi recato più volte a Riace e di aver “condiviso alcune attività criminali intraprese da Mimmo perché ho profonda stima per il boss Lucano”, si autodenuncia ironicamente. “Se lui è un criminale lo sono anche io, complice dei valori che ha dichiarato e per cui ha agito. La solidarietà non è declinabile, o c’è o non c’è”, prosegue poi nella difesa dell’amico. Per lui non c’è dubbio che si tratti di una “sentenza politica” e si augura che “una vicenda così grottesca riesca per lo meno a provocare uno scatto di mobilitazione civile a favore di Lucano”.

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