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“Mi dimetto!”. Altri guai per il governo: “Posizioni antiscientifiche nell’esecutivo”

Walter Ricciardi, dopo quattro anni da direttore dell’Istituto Superiore di Sanità, ha annunciato a fine dicembre il suo addio alla carica. Le sue dimissioni non sono passate inosservate e soprattutto sono arrivate in aperta polemica con l’ esecutivo gialloverde. Del quale, appunto, disse: “Non posso nascondere che per quanto mi riguarda questo governo ha presentato posizioni opinabili, soprattutto sui vaccini, sulla salute dei migranti e sullo smaltimento dei rifiuti. Non mi riferisco alla ministra Grillo, ma ad altri esponenti dell’esecutivo”.

Nelle ultime ore il professore è tornato a motivare la sua scelta: “La prima ragione è che dopo 4 anni e mezzo di lavoro intensissimo avevo raggiunto gli obiettivi che mi ero prefissato: il risanamento economico-finanziario, la riorganizzazione, il rilancio dell’Istituto”, spiega.

Dunque, l’affondo all’esecutivo Lega-Movimento 5 Stelle: “C’è una seconda ragione. Malgrado il buon rapporto personale con la ministra della Salute Giulia Grillo, la collaborazione tra l’Istituto e l’attuale governo non è mai decollata. Al contrario, su molti argomenti alcuni suoi esponenti hanno sostenuto posizioni ascientifiche o francamente antiscientifiche”. E qui Ricciardi punta il dito anche contro Matteo Salvini.

“È chiaro che quando un vicepresidente del Consiglio dice che per lui, da padre, i vaccini sono troppi, inutili e dannosi, questo non è solo un approccio ascientifico. È antiscientifico”. Più le altre esternazioni di membri del governo che hanno messo in difficoltà il lavoro dell’Iss.

“Dire in continuazione che i migranti portano malattie è senza fondamento e mette in difficoltà le istanze tecniche, costrette a una specie di autocensura per non contraddire il livello politico. E dire che i termovalorizzatori sono una cosa di altri tempi, come ha fatto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, non ha senso”.

“Senza parlare del provvedimento del governo che amplia le opzioni per lo smaltimento dei fanghi in agricoltura: una decisione presa senza valutazione d’impatto sanitario. Eppure queste sono materie decisive per la prevenzione sanitaria e la salute pubblica”.

 

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