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Salvini si nomina Podestà d’Italia. Ecco la circolare sui “mini golpe”

Salvini firma un’altra direttiva che infiamma l’opinione pubblica. Qualcuno parla già di “mini golpe”. La materia sono le cosiddette zone rosse nelle città italiane, quelle da cui tenere lontani criminali, spacciatori, balordi, abusivi. Dalle piazze dello spaccio alle occupazioni. Il ministro dell’Interno interviene ancora una volta con una circolare che legittima poteri straordinari con i quali i prefetti potranno intervenire scavalcando i sindaci.

Questo può avvenire ogni volta che i primi cittadini, nonostante i nuovi strumenti (a cominciare dal Daspo urbano) previsti dal decreto sicurezza, non saranno in grado di mantenere la sicurezza e il decoro urbano. Come nella peggiore tradizione di ogni leader dell’estrema destra, dunque, le emergenze – vere o suscitate – diventano una scusa e un’occasione per la sospensione delle garanzie democratiche.

Un provvedimento che certamente irrompe a gamba tesa nella polemica degli ultimi giorni tra Salvini e la sindaca di Roma Virginia Raggi. La direttiva, inviata a tutti i prefetti e per conoscenza al capo della polizia Franco Gabrielli, fornisce quelli che vengono definiti “indirizzi operativi su ordinanze e provvedimenti antidegrado e contro le illegalità” e si propone di intervenire mediante ordinanza dei prefetti “ogni qualvolta emerga la necessità di un’azione di sistematico disturbo di talune condotte delittuose che destano nella popolazione un crescente allarme sociale”.

Obiettivo principale è quello dello smantellamento delle “piazze dello spaccio” impedendo fisicamente l’accesso nei luoghi a pusher e trafficanti. I provvedimenti dei prefetti potranno disporre l’allontanamento delle persone individuate “nei centri urbani caratterizzati da una elevata densità abitativa e sensibili flussi turistici oppure che si caratterizzano per l’esistenza di una pluralità di istituti scolastici e universitari, complessi monumentali e culturali, aree verdi ed esercizi ricettivi e commerciali”.

La direttiva invita i prefetti a convocare subito i Comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica per individuare le esigenze di tutela delle città e ad emanare le ordinanze antidegrado ritenute necessarie e indifferibili.

A partire dal prossimo 31 maggio il Viminale chiede ai prefetti di inviare ogni tre mesi puntuali report sul monitoraggio condotto e sulle ricadute delle ordinanze adottate.

 

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