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Dati personali su internet, quanto costano e come proteggerli

Dopo lo scandalo Cambridge Analytica la questione della privacy è all’ordine del giorno. Gli utenti della Rete, sempre più preoccupati su cosa o come possa violare la sicurezza dei loro profili, cercano di capire come proteggersi. Ma se il fenomeno ha interessato “la vendita” delle nostre informazioni personali a società di marketing, quanto costano le nostre informazioni? Quanto valgono i dati nel mondo del web e quali sono le tariffe sul mercato sommerso?

Data Breach: cosa sono

Tutto questo ha a che fare in primo luogo con i data breach. Per DATA BREACH si intende un vero proprio incidente di sicurezza, ovvero un momento in cui si è creato un problema di sicurezza dove i dati vengono rubati, o copiati, o consultati senza permesso né autorizzazione del soggetto interessato. Questa divulgazione non consentita può avvenire solitamente tramite un furto, una violazione aziendale o un accesso abusivo causato da una violazione informatica che ne ha divulgato informazioni preziose.

Esistono numerose società di sicurezza informatica che, dopo lo scandalo, hanno reso noti i costi delle informazioni, in euro. La Top10VPN ha stilato una lista di numeri, nero su bianco, sui dati che di solito forniamo e quanto valgono sul mercato.

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Quanto valgono i nostri dati in euro

Nel dettaglio: un profilo Facebook può valere fino a 6 euro, e risulta uno dei più “convenienti” in ambito web. Infatti il costo sale se ci affacciamo ad altre realtà, nuove come Netflix dove il costo è di circa 8 euro. Il profilo più richiesto, e che quindi ha un valore maggiore sul mercato? Senza dubbio l’account Apple, ritenuto dai compratori il più ricco di informazioni, può arrivare a 15 euro a profilo. Se si parla poi di profili completi, ricchi di tutte le informazioni più appetibili, come accessi alle note piattaforme di PayPal, Amazon oppure Spotify, si arriva a 1200 euro di valore.

Insomma, di fatto le informazioni costano care, anche perché promettono guadagni più che considerevoli.

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Perché i nostri dati sono così preziosi?

Diciamo pure che le informazioni generali su una persona, che possono riguardare l’età, il sesso, la posizione sociale, così come gusti, tendenze, abitudini, hobby e interessi valgono intorno a $0,0005 per il singolo, o $0,50 per 1.000 persone. D’altronde, se un utente dimostra interesse sta per acquistare un’auto, piuttosto che una vacanza o un prodotto finanziario risulta preziosissima  per le aziende. Le aziende infatti sono sempre a caccia di nuovi consumatori, e saranno ben contente di promuovere i propri prodotti se sanno già che la persona ha manifestato interesse, in quanto rappresenta un cliente praticamente sicuro. Le nostre informazione girano e ogni soggetto fa la sua parte secondo il proprio fine.

Consigli pratici

L’unica soluzione per difenderci è proteggere la nostra privacy in modo efficace. In che modo? Attivando sistemi che segnalino ogni qual volta i nostri dati siano attaccati o “rubati”, avvertendoci in caso di anomalie o accessi non autorizzati. Leggendo sempre, attentamente, le informazioni sulla privacy e sul consenso delle nostre informazioni sensibili. Non accettando violazioni camuffate, filtrando cosa rilasciamo e cosa no. Utilizzare sempre password sicure, utilizzare la crittografia e il cloud, ed effettuare periodicamente dei backup. 

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Roberta Montella
Leggere le piace, scrivere ancor di più. Dopo due Università, un Master e numerose redazioni, è Content Editor di Business.it, un portale che esprime tutta la sua curiosità per i nuovi media e l’innovazione tecnologica. Adora il cinema, odia la superficialità. Usa la tastiera come tappeto magico per esplorare a fondo l’intero mondo digitale.