Lavoro

Dimissioni sul lavoro: perchè i millennials lo fanno di più rispetto alle generazioni precedenti

Perché i Millennials danno le dimissioni più delle altre generazioni? É il risultato condotto da una ricerca dello studio Visier, società americana di analisi e pianificazione delle risorse umane.

Di solito, i nati tra gli anni ’80 e i 2000 sono considerati con aggettivi non certo positivi: pigri, impetuosi, irrispettosi, inaffidabili. Ma se questa è la reputazione a livello sociale, come sono invece considerati a livello nazionale?

I millennials costituiscono una significativa maggioranza della forza lavoro attuale. I CEO e i titolari di aziende più intelligenti accettano che questa generazione abbia valori e priorità diverse rispetto a quelli precedenti e, invece di lamentarsi di questo fatto, adeguano le loro pratiche occupazionali per attirare i migliori lavoratori. Ma attirare questa generazione, mantenendo alta la motivazione ​​e lavorando per il lungo periodo sono due cose ben diverse, che spesso non coincidono.

Leggi anche: Millennial, ancora hanno bisogno dei genitori come mentori finanziari

networking-lavoro-crescita

I dati della ricerca

La ricerca di Visier è stata condotta utilizzando il database interno della società, comparando 60 grandi aziende con sede negli Stati Uniti provenienti da diversi settori industriali che impiegano 1,5 milioni di lavoratori. I ricercatori hanno poi suddiviso questi dati tra i dipendenti che erano Millennials e tutti gli altri.

Le intuizioni o il sentito dire su questa generazione così giudicata da tutti sono effettivamente corrette: i Millennials cambia lavoro più di chiunque altro. Secondo i dati, questo gruppo lascia il lavoro ad un ritmo doppio rispetto ai non millennials, quindi la domanda è: si tratta di una cosa negativa? No, è semplicemente un dato di fatto, ma i motivi per cui lo fanno sono molteplici e riguardano più che altro la propensione alla crescita di carriera e ad una flessibilità dei ruoli.

Quando i Millennials fanno carriera, più in particolare a livello dirigenziale, il loro turnover diminuisce drasticamente, infatti rappresentano circa i due terzi in meno rispetto ai manager che non sono Millennials. Quando però non vengono promossi, si dimettono ad un tasso superiore alla media. Secondo i dati ottenuti dalla ricerca, si è potuto comprendere che la mancanza di promozione spinge un numero più cospicuo di Millennials a lasciare il proprio posto di lavoro rispetto alle donne. Il dato è molto interessante, visto che i Millennials tendono a lavorare più del  doppio rispetto a coloro che fanno parte di altre generazioni.

Leggi anche: Mercato del lusso, Millennials e cinesi i consumatori più influenti

millennial-finanza-genitori

Consigli agli imprenditori

Con il numero di occupazioni ai massimi storici e la guerra per i talenti più agguerrita che mai, le organizzazioni devono avere una strategia per attrarre e mantenere Millennials“, ha dichiarato John Schwarz, co-fondatore e CEO di Visier. “La nostra analisi ha confermato che i Millennials cambiano lavoro molto più spesso, ma hanno anche scoperto il potere della promozione come fattore chiave nell’essere motivati a stare con la loro azienda“.

Il consiglio agli imprenditori è questo: non lamentatevi dei Millennials! Questa è una generazione di persone molto laboriose che, in un sondaggio dopo l’indagine, valutano la mobilità, l’indipendenza e la flessibilità. Apprezzano anche il feedback, vogliono più responsabilità più velocemente e gravitano verso lavori che offrono opportunità di crescita. Altrimenti, diventano annoiati, improduttivi, infelici e … di conseguenza si licenziano, diventando ex dipendenti.

I consigli per sfruttare al meglio questa generazione, tirando fuori il loro talento, è avere un feedback costante, restare aperti ai loro ruoli di commutazione, provare cose nuove, assumere compiti diversi e persino cambiare lavoro all’interno dell’organizzazione aziendale: questo farà sì che si risponderà positivamente al desiderio di flessibilità di questa generazione, risolvendo molti problemi alla base. Avere un forte processo di inserimento, infatti, è vitale per i nuovi assunti: si sentiranno ben motivati, insomma, i benvenuti, e resteranno di più.

L’atteggiamento da considerare è il fatto stesso per cui i capi d’azienda, gli imprenditori e gli amministratori delegati devono cambiare. Ma non loro, non i Millennials. Il compito di ogni buon capo è infatti quello di massimizzare un ritorno sull’investimento e trovare tutti i modi per renderlo maggiormente redditizio.

Leggi anche: Leadership: 7 debolezze dei millennial che mettono a rischio lavoro e carriera