Lifestyle

Google: i suoi profitti rimbalzano al massimo storico

Il noto motore di ricerca, ancora una volta, si è rivelato essere l’azienda numero uno al mondo per raccolta pubblicitaria sul web. La società madre Alphabet Inc di Google ha registrato un aumento del profitto trimestrale, determinato da un’impennata della pubblicità sui cellulari e del suo famoso servizio di video di YouTube. La crescita della pubblicità in Internet fa bene ai conti di Google e della “casa madre” Alphabet, che annuncia profitti in crescita del 73% nei primi tre mesi dell’anno. 

Google, che domina la pubblicità online, continua a prosperare tra le crescenti minacce di regolamentazione a Washington e una più ampia reazione contraria alla Silicon Valley e una diffusa raccolta di dati. Il titolo della società è rimbalzato nell’ultima settimana, quando le prime indiscrezioni hanno fatto capire che la trimestrale sarebbe andata bene.

Leggi anche: Google Maps aggiornamenti 2018: 5 novità da conoscere assolutamente

Google profitti record 

Google apre il periodo delle trimestrali hi-tech con risultati molto positivi. Nel primo trimestre, l’utile netto dell’azienda madre di Google Alphabet è cresciuto del 73%, per un totale di circa 9,4 miliardi di dollari. I ricavi sono aumentati del 26% a $ 31,15 miliardi da $ 24,75 miliardi dell’anno scorso, superando le stime degli analisti. Le scorte di Alphabet sono aumentate di quasi l’1 per cento nel trading post-vendita.

I risultati sono superiori alle attese degli analisti, che guardavano con timore agli investimenti della società ad esempio nelle “nuvole web” dove trasferire i dati (cloud computing). Dimostrano peraltro che le norme sulla riservatezza dei navigatori, più stringenti ad esempio in Europa, non producono ancora effetti negativi sul bilancio. Il titolo ha reagito senza particolare enfasi: dopo un iniziale momento di euforia, è tornato ai livelli precedenti con rapidità, sintomo che gli investitori vivono con cautela l’enorme attenzione alla privacy che contraddistingue il periodo.

Da un lato il tornado che ha investito Facebook (anche Google basa il proprio business sulla raccolta dei dati, ma per il momento non si segnalano leak di particolare gravità), dall’altro l’arrivo del GDPR europeo che potrebbe – il condizionale è d’obbligo – avere un peso su un’azienda che lavora sui big data e detiene il 31% del mercato pubblicitario. Ebbene i conti trimestrali di Google hanno dimostrato che il colosso del web è capace di battere anche i timori degli esperti.

Leggi anche: Amazon, Apple, Facebook, Google: ecco perché sono e saranno leader

La crescita di Google

Monica Peart, senior director of forecasting di eMarketer, ha detto che la crescita della pubblicità di Google è guidata dai cambiamenti dei consumatori verso i dispositivi mobili, che Google ha spostato per catturare, così come il successo della pubblicità e dei servizi di abbonamento per YouTube, la piattaforma video che appartiene a Google.

YouTube è stata la fonte di crescita travagliata per Google. Il popolare servizio di video-streaming ha anche attirato l’attenzione per l’emergere di contenuti discutibili ed estremisti, nonché per potenziali violazioni della privacy dei minori online. Il CEO di Google, Sundar Pichai, ha affermato che la società rimane concentrata sull’assicurare che YouTube “rimanga una piattaforma sicura con ottimi contenuti”, aggiungendo che il servizio sta “combattendo in modo aggressivo contenuti che violano le nostre severe policy”. Ha detto che YouTube ha rimosso 6 milioni di video lo scorso trimestre individuati per primi dagli strumenti di apprendimento automatico, aggiungendo che oltre il 75% di essi sono stati rimossi prima di ricevere una singola visualizzazione.

Gli ottimi conti trimestrali di Google alimentano le previsioni degli analisti sul futuro. Secondo un’indagine che è stata condotta da eMarketer, Google entro il 2018 potrebbe avere una quota di mercato pari al 31,7%. Si tratterebbe di un risultato eccezionale che confermerebbe ancora di più Alphabet come leader mondiale del settore pubblicità online. Insomma ci sono almeno due buone ragioni per comprare azioni Alphabet e comunque investire sulle azioni Google attraverso gli strumenti derivati come il trading di CFD. Il primo motivo riguarda il passato ossia i conti del primo trimestre 2018 mentre il secondo motivo riguarda il futuro ossia le previsioni sull’andamento della società nella parte restante dell’esercizio 2018. 

Leggi anche: Google leader assoluto nel web: un’infografica illustra il suo dominio