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I segreti di Jeff Bezos: ecco com'è riuscito a diventare l'uomo più ricco del mondo

Il successo di Jeff Bezos

Quali sono i segreti di Jeff Bezos e le strategie che, nel corso degli ultimi 23 anni, hanno permesso a questo imprenditore originario del New Mexico e fondatore di Amazon di diventare l’uomo più ricco del pianeta, scalzando persino Bill Gates dal suo trono secondo i dati diffusi da Forbes lo scorso luglio?
Dietro l’ascesa di questo 53enne che ha rivoluzionato il mondo del commercio elettronico ci sono strategie e piccoli trucchi che si sono rivelati vincenti: parte di questi sono stati rivelati in un saggio pubblicato in versione ebook nel 2013 da Brad Stone, reporter di Bloomberg Businessweek, ed emblematicamente intitolato “Vendere tutto. Jeff Bezos e l’era di Amazon”, nel quale si racconta la storia di un visionario uomo d’affari che ha stravolto il mondo delle Internet company.

La “regola delle due pizze”

Uno dei segreti di Jeff Bezos nel dare vita, prima ancora che all’azienda di e-commerce con sede a Seattle, a una vera e propria “vision” strategica è stata, a detta di molti, la sua capacità decisionale. Non solo: sin dagli inizi di una carriera che è letteralmente partita dal basso, l’attuale chairman di Amazon ha sempre avuto chiaro il modello organizzativo che avrebbe dato alla sua creatura.
Al pari di Bill Gates e del compianto Steve Jobs, anche Jeff Bezos è diventato celebre per dei colpi di scena o delle mosse che hanno sparigliato le carte del mercato. Basti pensare a quella che ha definito “la regola delle due pizze” e che racchiude la sua filosofia: il papà di Amazon suggerisce infatti di non organizzare mai una riunione in cui siano presenti più persone di quelle che potrebbero mangiare due pizze. Il motivo? I meeting numerosi sono indice di scarsa organizzazione e perdita di tempo.
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Il rapporto con i dipendenti e gli investitori

Tuttavia, tra i segreti di Jeff Bezos, la “regola delle due pizze” rappresenta solo la metafora di un approccio oculato alla gestione del business: infatti, la confusione e la conseguente scarsa tempestività decisionale sono alla base di quelle situazioni in cui sembra che i problemi si moltiplichino e non vi sia apparente soluzione. Non a caso, lo stesso Bezos suggerisce ai suoi dipendenti di non arrivare mai a un meeting presentando dei problemi di cui non si abbia a portata di mano almeno una soluzione.
Ma nella routine quotidiana di Mister Amazon, stando al già citato volume del giornalista di Bloomberg, ci sono anche accorgimenti e trucchi che, col tempo, sono diventati proverbiali nel suo approccio lavorativo: innanzitutto, nel rapporto con i suoi dipendenti non mancano benefit e agevolazioni (la riduzione del pendolarismo, l’incremento della qualità della vita per migliorare l’efficienza), mentre è curioso notare che Bezos ammette di incontrare i potenziali investitori per massimo sei ore all’anno e di scrivere spesso una lettera di suo pugno a tutti gli azionisti di Amazon.
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Immaginarsi a 80 anni

Non ultimo, tra i segreti di Jeff Bezos che hanno contribuito a fare di lui uno dei pionieri del commercio elettronico, stravolgendo tutti i tradizionali modelli di business, c’è una filosofia che può essere sintetizzata nella formula “io a 80 anni”: il diretto interessato ha spiegato infatti che è il modo migliore per fare fronte ai problemi che deve affrontare una multinazionale di tali dimensioni.
In pratica, in presenza di una scelta importante, questo espediente consiste nel figurarsi ottantenni e provare a immaginare quali potrebbero essere state retrospettivamente le conseguenze di quella decisione: in questo modo si valutano con più calma le ricadute di una scelta e si acquisisce maggiore consapevolezza, mantenendo anche la giusta concentrazione e non facendosi influenzare da altri fattori.
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