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Intelligenza artificiale: una scuola misura l’attenzione degli studenti con il riconoscimento facciale

Sentiamo parlare spesso di come i sistemi di sicurezza debbano essere rafforzati, anche a costo di violare in qualche modo la propria privacy, o l’accesso a contenuti privati. In diversi paesi, questo è quello che accade quotidianamente. Molti regimi adottano misure sempre più restrittive di controllo e, tra essi una delle più rigide è la Cina. Il gigante del nuovo capitalismo è noto per non essere particolarmente morbido con i suoi cittadini; specie per quanto riguarda il controllo dell’informazione e i diritti dei lavoratori. Ma quello che ancora non sapevate è che tale controllo parte proprio dalla scuola.

L’appello lo fa l’intelligenza artificiale. Che con il riconoscimento facciale “becca” anche gli studenti distratti. Non è la normalità, ma neanche fantascienza. C’è una scuola, in Cina, dove il riconoscimento facciale segue gli studenti qualunque cosa facciano: mentre sono in classe, quando si siedono per pranzo, quando entrano in biblioteca. Si tratta della Scuola Superiore numero 11 di Hangzhou, e la tecnologia è parte del nuovo “sistema intelligente di gestione del comportamento nelle aule”. La rigidità di questo sistema di controllo, viene giustificata dalla necessità di impedire comportamenti devianti, distrazioni, ma soprattutto dimostrare come l’evoluzione tecnologica del continente, rappresenti una componente essenziale del nuovo sistema intelligente di gestione del comportamento nelle aule.

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Come funziona questo sistema

Un’altra storia incredibile arriva dalla Cina ,dove una scuola superiore sta utilizzando un software per il riconoscimento facciale per leggere i volti degli studenti e valutarne comportamentostati d’animo e livello di attenzioneOgni 30 secondi, una videocamera installata in ogni classe effettua una scansione completa dei volti degli studenti; un software registra le presenze e analizza le espressioni per capire se ciascuno sia felice, arrabbiato, confuso, spaventato o agitato. Il programma è anche in grado di registrare le attività degli studenti: si accorge di chi alza la mano, di chi sta leggendo, di chi sta scrivendo e anche di chi si sia eventualmente addormentato sul banco.

Se uno studente si comporta male o appare distratto, il sistema avvisa automaticamente l’insegnante. Tutte le informazioni raccolte ed elaborate, con tanto di emoticon che indicano qual è l’umore prevalente in classe, vengono poi inviate agli insegnanti, che così sarebbero in grado di sorvegliare meglio comportamenti e rendimento degli studenti. Fuori dall’aula il medesimo sistema riconosce ogni studente e usa il riconoscimento facciale per permettergli di pagare il pranzo alla mensa e per prendere in prestito materiale dalla biblioteca.

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Quali sarebbero i vantaggi

Secondo il vicepreside, tutto ciò avviene nel pieno rispetto della privacy, non sembra essere una preoccupazione, ne per gli studenti ne per i genitori. Inoltre dalla scuola fanno sapere che per limitare il rischio di hacking, le immagini delle aule non vengono conservate, e i dati sono tenuti su un server interno alla scuola anziché su un servizio di cloud computing gestito da terzi.

Secondo i responsabili il sistema non ambisce a sorvegliare il singolo studente ma punta a gestire il comportamento della classe nel suo insieme, inoltre a beneficiare del riconoscimento sarebbero proprio gli studenti: grazie al sistema, infatti, i professori sprecherebbero meno tempo per fare l’appello e potrebbero modificare lo stile di insegnamento in base ai consigli dell’intelligenza artificiale.

La scuola di Hangzhou è una sorta di esperimento in questo senso, ma presto sarà tutt’altro che l’unica. I primi istituti ad adottare le videocamere sono stati gli asili, a seguito di una serie di denunce per l’uso di violenza da parte di alcune maestre verso i bambini; la diffusione della tecnologia di riconoscimento facciale sta facendo sì che sempre più realtà siano pronte ad adottare queste pratiche. C’è chi però la pensa diversamente: Ma cos’è, un campo di concentramento? Sono bambini, mica l’obiettivo della dittatura”, ha scritto un utente sulla piattaforma social Weibo.

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