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Israele, l’appello della madre di Shani Louk: “È viva ma ferita gravemente”

Shani Louk è viva ma gravemente ferita. La ragazza era al rave musicale attaccato dai terroristi di Hamas: le immagini della sua cattura la mostravano inerme, con le gambe in posizione innaturale e una ferita al capo.

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Le notizie dai media tedeschi

La madre di Shani, nel frattempo, ha fatto un appello, nella speranza di trovarla ancora in vita nonostante le gravissime condizioni. I media tedeschi hanno fornito aggiornamenti sulla sorte di Shani Louk e la 22enne di origine tedesca e israeliana, è stata riconosciuta in un video mentre uomini di Hamas la trasportano inerme e seminuda su un fuoristrada dopo l’irruzione al rave party nel deserto. Secondo il Tagesschau, il principale telegiornale di Das Erste, il principale canale televisivo della ARD, la giovane è attualmente ricoverata in un ospedale di Gaza e le sue condizioni sono critiche, con gravi ferite.

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L’appello

La madre della giovane ha lanciato un nuovo appello video, rivolgendosi al governo di Berlino e a tutta la Germania. “Si deve agire rapidamente e portare via Shani da Gaza, ogni minuto è fondamentale. Non è il momento di discutere di questioni di giurisdizione”, ha spiegato la donna.

Circa 250 i morti durante il rave

Hamas avrebbe ucciso 250 persone: lo riferiscono i media israeliani, scrivendo che molte vittime sono europei e americani. “Potrebbero esserci centinaia tra morti e dispersi, forse presi in ostaggio, tra i giovani che partecipavano al Nova Music Festival”, scriveva qualche giorno fa l’Independent. Diversi video mostrano l’attacco dei miliziani di Hamas alle prime luci dell’alba, gli spari e la fuga nel mezzo del deserto. Il festival di musica elettronica celebrava la Natura per la festa ebraica del Sukkot nei pressi del kibbutz di Reim, a ridosso del confine con la Striscia. Al rave c’erano almeno 3mila partecipanti, riferiscono diversi sopravvissuti. I miliziani “hanno sparato a chiunque per ore”, raccontano i testimoni. In tanti “sono stati uccisi nei bagni” dove si erano nascosti.

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