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Jeff Bezos Vs Elon Musk: Blue Origin e SpaceX, differenze e analogie

Jeff Bezos ed Elon Musk, entrambi imprenditori visionari ed entrambi interessati allo Spazio tanto da fondare rispettivamente Blue Origin e SpaceX. Nonostante questo, il loro istinto all’esplorazione dello Spazio che ci circonda nasce da due convinzioni molto differenti. Il patron di Amazon, infatti, ha fondato la sua Blue Origin allo scopo di rendere lo Spazio anche la meta perfetta per i turisti più avventurosi. Elon Musk, invece, vede nell’esplorazione spaziale e nella colonizzazione di nuovi pianeti una delle speranze di sopravvivenza della Terra e della razza umana: è proprio con quest’idea, infatti, che ha previsto di portare l’uomo su Marte entro il 2030 al fine di iniziare i primi progetti di colonizzazione del Pianeta Rosso.

Jeff Bezos e Blue Origin

Da sempre convinto che l’esplorazione spaziale sia fondamentale per mantenere viva la curiosità umana e la sua spinta all’esplorazione, Jeff Bezos nel 2000 fonda Blue Origin. Nata come startup, la sua azienda con sede a Kent si focalizza sin da subito su voli spaziali sub-orbitali destinati al trasporto di turisti nello Spazio. Stando a quanto dichiarato dall’uomo più ricco del mondo, però, Blue Origin non è riuscita a rispettare le tappe che si era inizialmente prefissata: effettuare un volo a settimana già a partire dal 2010. Nel 2008, Bezos e il suo team hanno rivisto i programma spostando la dead-line al 2018: entro fine 2018, quindi, vedremo probabilmente i primi turisti salire a bordo di New Shepard.

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New Shepard è una delle tecnologie più innovative tra quelle ideate da Blue Origin. Si tratta, in particolare, di un sistema di volo sub-orbitale (almeno per ora lo standard per la nascente industria del turismo spaziale) formato da un razzo e da una capsula. La particolarità dei razzi utilizzati di recente è quella di essere riutilizzabili almeno in parte: la capsula, invece, è progettata per ospitare tre o più astronauti. Come annunciato poche ore fa, il sistema New Shepard ha portato a termine con successo anche l’ottavo test di lancio.

Elon Musk e SpaceX

Nel 2002 l’imprenditore visionario Elon Musk fonda SpaceX. L’obiettivo è chiaro sin da subito: abbattere notevolmente i costi di accesso allo Spazio e creare sistemi tecnologici capaci di portare l’uomo su Marte, al fine della colonizzazione del Pianeta Rosso. Negli anni, l’azienda ha sviluppato lanciatori quali Falcon 1, Falcon 9 e Falcon Heavy e si è distinta – tra le altre cose – per essere stata la prima società privata ad inviare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale.

jeff-bezos-elon-musk-blue-origin-spacexIl fine ultimo, comunque, rimane Marte: Elon Musk – convinto di poter portare l’uomo sul Pianeta Rosso tra il 2030 e l’inizio del 2040 – ha stimato il costo totale di una prima colonizzazione in 36 miliardi di dollari, 500mila dollari a testa (circa). Durante il meeting della Royal Aeronautical Society di Londra, infatti, Musk ha affermato “Saranno necessarie milioni di persone per una colonia su Marte, per cui 80.000 è soltanto il numero di persone inviate su Marte ogni anno. So bene che può sembrare una follia. Non sono diventato pazzo, e nemmeno credo che la SpaceX possa fare tutto questo da sola. Ma se l’umanità spera di diventare una specie multi-planetaria, dobbiamo trovare un modo per spostare milioni di persone su Marte”.

I razzi di SpaceX, a differenza di quelli di Bezos, sono pensati per voli orbitali ma anch’essi sono in parte riutilizzabili: non solo, Elon Musk ha di recente affermato di voler lavorare ad enormi palloni gonfiabili al fine di recuperare anche altre parti dei razzi.

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Sabina Schiavon
Visionaria per vocazione, blogger in erba per passione, freelance per professione. Milanese per nascita e vercellese d’adozione, si occupa di startup, imprese, Industria 4.0 e di tutti i temi legati all’innovazione. Ama la birra belga e il whisky scozzese, gustati accanto a un gatto che fa le fusa.