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Privacy: smartphone tracciabili anche senza GPS

La società moderna è diventata oramai una società di spionaggio in cui tutti noi che usiamo quotidianamente smartphone e tablet possiamo essere costantemente rintracciati e spiati. Purtroppo questo è uno dei lati negativi della tecnologia avanzata. Per questo non basta utilizzare dispositivi sempre più all’avanguardia poiché essi diventano sempre più sensibili al controllo satellitare che viene effettuato attraverso il rilevamento del segnale GPS. Ma in alcuni casi la tracciabilità dello smartphone è possibile, anche senza consenso. È uno degli aspetti che emerge da uno studio dei ricercatori di Boston che hanno scoperto che è possibile risalire agli spostamenti anche con sistemi di localizzazione spenti. Non serve il GPS acceso per essere spiati. Scopriamo perché.

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Gps e smartphone tacciabili

Quando siamo sicuri di essere lontani da ogni tipo di spionaggio solo perché abbiamo spento il GPS o disattivato i dati mobili e li che stiamo commettendo il più grande errore. Si perché i ricercatori della Northeastern University di Boston hanno scoperto che è possibile risalire agli spostamenti dello smartphone anche senza i servizi di localizzazione. Ciò è reso possibile da quelli che in gergo vengono definiti Side Channel attacks, si tratta di dati che suggerirebbero appunto la posizione del device anche senza localizzatori accesi.

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C’è da dire che la conformazione delle strade di Boston si presta parecchio a questo tipo di indagine, poiché è strutturata in modo facilmente identificabile. In questo caso la percentuale di precisione di individuare gli spostamenti è del 50%. Si arriva però al 90% di precisione quando il soggetto compie gli stessi spostamenti con una certa routine, ad esempio per i percorsi che si fanno tutti i giorni, come quelli da casa al lavoro e viceversa. La situazione però si complica maledettamente se si vuole indagare su altre città strutturate in maniera differente, come ad esempio le grandi metropoli.

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La rapida crescita dei dispositivi connessi e dei dati sensibili che generano rappresenta una sfida significativa per i produttori che cercano di proteggere in modo completo i loro dispositivi dagli attacchi. In effetti, i consumatori si aspettano che i loro dispositivi e dati IoT siano adeguatamente protetti da una vasta gamma di vulnerabilità e exploit. In parole povere, alti livelli di sicurezza devono ora essere implementati come un parametro di progettazione primario, piuttosto che un ripensamento terziario.

Ad ogni modo, il principio alla base della scoperta è che sfruttando esclusivamente i sensori presenti in quasi tutti i nostri smartphone, come ad esempio accelerometro, giroscopio e bussola digitale, è possibile avere un’idea più o meno fedele degli spostamenti fatti. I ricercatori hanno effettuato tale analisi su smartphone Android, ma ci assicurano che il principio è il medesimo anche per iOS, quindi il risultato sarebbe lo stesso. E’ bene infine precisare che per leggere tali spostamenti i ricercatori si sono serviti di un’app atta ad effettuare tale analisi. Scongiurato quindi il pericolo che si possa essere spiati con mezzi improvvisati, anche se la falla resta.

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