Tecnologia

Stampa 3D: arrivano le prime case olandesi stampate in 3D

Se qualcuno avesse predetto che nel giro di cinquant’anni una pionieristica stampante sarebbe arrivata a stampare delle case tridimensionali, probabilmente avremmo fatto una bella risata. Eppure oggi, nei pressi della città di Eindhoven, la casa editrice olandese Van Wijnen sta incredibilmente realizzando questo futuristico progetto – ribattezzato Project Milestone. Sta lanciando le prime case al mondo effettivamente abitabili realizzate con una stampante 3D.

La stampa 3D sta diventando un punto fermo in un vasto numero di applicazioni industriali diverse: dai dispositivi di metallo liquido per veicoli spaziali alla stampa 3D di tessuti viventi. Ma adesso è persino possibile costruire case intere utilizzando enormi stampanti 3D su scala industriale. Quello che sarà sperimentato a Eindhoven nel futuro più che prossimo è un qualcosa di rivoluzionario a livello internazionale.

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Quando la tecnologia è di “casa”

L’Olanda si conferma ancora una volta come la patria dell’innovazione e della tecnologia. In questi giorni ha destato molto stupore la costruzione di un complesso di case attraverso la stampa 3D, nella città di Eindhoven. Progetto pilota, “Milestone” è il primo nel mondo e non a caso il comprensorio prende il nome di “pietra miliare”, precursore di un nuovo modo di ideare l’architettura, totalmente personalizzabile, ecologica e “smart”. I sensori wireless, l’illuminazione e il riscaldamento delle abitazioni possono essere incorporati direttamente nelle pareti, che potranno essere ideate, in futuro, a proprio piacimento. Grazie alle stampanti 3D, che costruiscono in modo tridimensionale sulla base di un disegno, e all’utilizzo di un cemento innovativo appositamente creato per questo processo di stampa, è possibile infondere alle costruzioni qualsiasi forma e dimensione. 

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Attualmente, ci sono cinque case in totale, ognuna con una forma e dimensioni uniche che mostra la flessibilità della tecnologia all’avanguardia. Poiché la stampante è essenzialmente un gigantesco ugello di cemento che si muove lungo una traccia bidimensionale in alto nell’aria, gli architetti sono in grado di progettare le case in quasi tutte le forme che desiderano. In questo momento, le case vengono stampate a pezzi al di fuori del sito, quindi trasportate alla loro destinazione finale. Verso la fine del progetto, il team spera di apportare ulteriori modifiche portando la stampante sul posto.

Ma, come pronosticato dal team di esperti del progetto, lo sviluppo di questa tecnica potrebbe addirittura consentire di evitare questi dispendiosi spostamenti e portare la stampante direttamente sul posto. “Il metodo ridurrà sia i costi di produzione sia il danno ambientale, riducendo la quantità di cemento che viene generalmente utilizzato” ha dichiarato Rudy Van Gurp, manager dell’azienda capofila che sta collaborando al progetto con l’Università tecnologica di Eindhoven. “Inoltre questa tecnica non necessita dei classici stampi usati per creare le tipiche case di cemento, motivo per cui quest’ultimo non verrà mai usato in quantità superiori al necessario”.

Oltre all’innegabile fascino futuristico, a catalizzare l’attenzione e la curiosità del grande pubblico per questa innovativa proposta è anche il significativo effetto domino di vantaggi che, a detta dei suoi fautori, si andrebbe a creare: la forte riduzione dei tempi di lavoro, i bassi costi di realizzazione, la diminuzione del numero di incidenti sul lavoro e – più di tutto – il positivo effetto sull’impatto ambientale dovuto ad enormi tagli al consumo e successivo trasporto del cemento tradizionale.

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Il futuro è la stampa 3D?

La visione futuristica di Van Wijnen è solo uno dei tanti progetti in tutto il mondo che utilizzano la stampa 3D per costruire case uniche. L’Olanda è tra i paesi, insieme a Stati Uniti e Cina, a guidare la tecnologia all’avanguardia della stampa 3D, utilizzando computer e robotica per costruire oggetti e strutture d’uso quotidiano a partire da zero. Questo fenomeno nasce nel 2009 in America, con l’apertura dei primi spazi hackers per l’innovazione collaborativa, in cui gli appassionati di tecnologia potevano incontrarsi e dare libero sfogo alle idee, migliorando la vita delle persone e la fruibilità dei luoghi con le loro invenzioni. 

Ma una cosa è chiara: c’è un sacco di eccitazione e di cauto ottimismo dietro la tecnologia, e questo è destinato ad avere un effetto di ricaduta sui metodi di costruzione convenzionali. Tuttavia, è improbabile che questi metodi convenzionali vengano completamente sostituiti immediatamente: è molto più probabile che la stampa 3D si estenda e modifichi il modo in cui costruiamo le case nel prossimo futuro. Inoltre, chi non vorrebbe che le case fossero più sicure, più ecologiche e meno costose da costruire?

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