Vai al contenuto

Tecnologia e moda, quando l’industria tessile diventa high tech

Il settore tessile insegue l’innovazione come ogni altra azienda moderna che si rispetti. Gli abiti che indossiamo, quelli di ultimissima generazione, finiscono per essere definiti “high tech”. Non solo nel processo produttivo, ma lo diventano acquisendo l’integrazione nel prodotto finito.

Inizialmente la tecnologia applicata alla moda ha avuto a che fare con la funzionalità. Sono numerosi i brand che hanno creato funzioni tecnologiche da indossare per i disabili, per alcune divise specifiche o per occasioni particolari come le olimpiadi invernali.

Ultimamente il confine con la mera funzionalità è diventato più labile, facendo spazio anche al divertimento, all’arte e al design. Di cosa parliamo? Di abiti corredati di luci led, magliette che suonano, giacche che si riscaldano e costumi capaci di ricaricare un telefonino.

Leggi anche: Giacche tech per il team Usa alle olimpiadi invernali
moda-digital-award

Tecnologia nei processi produttivi

L’innovazione parte dal principio, dagli smart textiles, capaci di integrare sensori, fibre ottiche etc reagendo a seconda delle condizioni esterne o tramite sensori stimolanti.

Come si produce tutto ciò? Grazie all’adozione di tecniche all’avanguardia, che gestiscono tutta la filiera produttiva con tagli laser, stampanti 3D, software digitali tutti con l’obiettivo di rendere unico e performante qualsiasi cosa indossiamo.

Leggi anche: Innovazione digitale in Design e Moda, i migliori progetti del Digital Award

Tecnologia nei tessuti

Tutta questa innovazione è accessibile a tutti, vista la diffusione attraverso la quale la moda high tech sta ottenendo consensi. I campi in cui si sviluppa questa nuova tipologia sono molteplici: in primo luogo si riversa un’attenzione particolare ai tessuti, sempre più ecostenibili e ottenuto da materiali naturali combinati con fibre elastiche, resistenti, ergonomiche e antimacchia.

Le nanotecnologie rappresentano l’innovazione più studiata e ricercata al momento. Offrono infatti la possibilità di lavorare su dimensioni microscopiche andando a modificare le caratteristiche strutturali del tessuto.

Come gli enzimi che rappresentano una valida alternativa alle sostanze chimiche e nocive, utilizzate per il finissaggio dei tessuti.

tommy-hilfigerModa high tech per i non udenti

L’abbigliamento high tech non è solo qualcosa che può aiutare la nostra quotidianità come la  la Solar powered jacket del noto barba Tommy Hilfiger, dotata di pannelli fotovoltaici integrati che permettono al capo di poter ricaricare telefoni, smartphone e piccoli dispositivi elettronici.

La moda è anche funzionale, l’esempio è dato da Sound Shirt. Si tratta di una maglietta, ideata e progettata dall’azienda CuteCircuit, capace di trasformare i suoni in vibrazione e quindi di far ascoltare la musica anche a non udenti.

Non possiede fili né strani dispositivi elettronici: ha semplicemente dei sensori collegati al tessuto che trasforma in vibrazioni i suoni catturati dalla musica riprodotta.

Leggi anche: Il lusso ecosostenibile di Livia Firth