Lavoro

Trasformazione digitale: rinuncia il 33% delle aziende mondiali, in Italia fiducia nelle tecnologie

Trasformazione digitale, arriva uno studio della situazione

La trasformazione digitale è una rivoluzione tecnologica che si sta verificando in tutto il mondo e coinvolge la quasi totalità delle aziende. La società giapponese Fujitsu ha commissionato uno studio su questo nuovo modello di business prendendo in esame aziende che appartengono a 14 Paesi nel mondo e ora ha reso noti i risultati ottenuti.
Il report si chiama “The Digital Transformation PACT”, e PACT è l’acronimo che unisce “Persone, azioni, collaborazione e tecnologia”. Uno dei dati emersi dal report evidenzia come siano meno del 50% le aziende che hanno dichiarato di avere “implementato” dei progetti di digitalizzazione, mentre circa l’86% delle aziende che hanno risposto alle interviste lo farà nel corso dei 12 mesi successivi.
Il documento mette in evidenza le preoccupazioni delle imprese, che sono relative soprattutto ai costi della digitalizzazione, ma anche le scarse competenze, ed infine la sicurezza informatica. Un esempio di questo è dato dal fatto che nel corso degli ultimi 2 anni, un terzo delle aziende che aveva iniziato il processo di trasformazione digitale ha poi rinunciato, perdendo così il suo investimento. In media le perdite sono state intorno ai 400mila euro, ma nel 28% dei casi la perdita ha superato i 550mila euro.
Leggi anche: Trasformazione digitale, le sfide dell’impresa del domani

trasformazione digitale italia e mondo

In Italia c’è fiducia nelle nuove tecnologie

La trasformazione digitale è in grado di avviare una nuova forma di economia, promuovendo un nuovo modo di fare business e impresa. Secondo il report commissionato da Fujitsu nel nostro Paese c’è fiducia nelle nuove tecnologie.
Industria Italiana riporta alcuni dati: il 70% delle persone intervistate ammettono di avere delle carenze riguardo alle competenze digitali, e l’80% dichiara che è questo il fattore principale che frena lo sviluppo dei progetti di “cyber sicurezza”. Il 72% degli intervistati dichiara che l’unica soluzione per dare innovazioni significative alla propria azienda siano i progetti digitali “ombra”.
Un dato significativo riguarda la percezione dei clienti; l’84% delle persone intervistate ha infatti dichiarato che la clientela si aspetta una maggiore digitalizzazione da parte delle aziende. D’altro canto alla domanda sulla capacità di “adattarsi” all’intelligenza artificiale, il 71% degli intervistati ha espresso preoccupazione.
Le imprese italiane che hanno partecipato all’indagine sono state 150 ed hanno dimostrato di avere fiducia nelle nuove tecnologie, che si abbina ad una maggiore attenzione riguardo ad altri aspetti del processo di innovazione ormai in atto.
Leggi anche: Smart working: come cambia il lavoro nell’era della Digital Transformation

trasformazione digitale italia e mondo 2

Gli aspetti dell’innovazione tecnologica

Gli imprenditori italiani si sono dimostrati molto curiosi riguardo alla trasformazione digitale e tutto il panorama tecnologico. Come le aziende degli altri paesi, anche quelle italiane ritengono che i competitors, i partners ed i clienti, siano elementi influenti per quanto riguarda la trasformazione digitale, ma aggiungono all’elenco anche altri elementi. Per il 23% sono i fornitori, per il 22% i consulenti, per il 10% gli esponenti accademici e gli istituti di ricerca.
Per quanto riguarda l’innovazione tecnologia, nel totale degli intervistati nei vari paesi, circa il 25% ha dichiarato che la ritiene la parte più importante del “PACT”, e in particolare l’Italia è seconda in questa graduatoria dietro alla Cina, che si conferma la nazione maggiormente orientata al mondo verso la trasformazione digitale.
Gli intervistati italiani hanno evidenziato l’importanza dell’innovazione per quanto riguarda la loro clientela, e sono molto interessati, con percentuali che superano la media, riguardo al futuro di alcune tecnologie, come Al, con il 58%, cyber security con il 61% e cloud, con il 51%.
Leggi anche: Top 5 aziende digitali, Europa fuori dalla top ten: ecco i cinque migliori brand