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Amazon si espande al mondo reale puntando sui negozi fisici

Amazon non si accontenta più del commercio elettronico

Il colosso di Seattle, leader mondiale nelle vendite online, ha da qualche anno iniziato ad interessarsi al commercio tradizionale nel tentativo di catturare l’utenza ancora restia all’e-commerce. Le iniziative sono tante: dall’apertura di librerie fisiche ad AmazonGo, che permette di fare la spesa “a portata di app“, fino al desiderio di entrare nel mercato dei generi alimentari con i punti di ritiro AmazonFresh e l’acquisizione di Whole Food Market.

Secondo eMarketer, il 90% della spesa al dettaglio a livello mondiale avviene ancora nei negozi fisici. Inoltre, pare che gli acquisti online siano maggiori in prossimità dei punti vendita materiali. Il colosso fondato da Jeff Bezos ha la possibilità di cambiare il retail con tecnologie di automazione prese in prestito dal commercio elettronico, sfumando il confine con il commercio tradizionale.

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Dalla consegna a domicilio al retail tradizionale

L’approccio iniziale di era quello di superare con l’e-commerce il commercio tradizionale, puntando soprattutto su due servizi: “Amazon Prime”, con consegna in un giorno lavorativo, e “Prime Now”, che consente di ricevere gli ordini in un’ora. In assoluta controtendenza, nel 2015 il gigante ha aperto a Seattle il suo primo negozio fisico, una sorta di estensione di Amazon.com con gli stessi prezzi della piattaforma online.

Da allora sono state aperte 11 librerie. Gli sforzi per spostare nel mondo fisico il core business originario sono proseguiti con gli Amazon Locker, dei punti di ritiro self-service, arrivati anche in Italia nel settembre 2016, che permettono ai clienti che non possono essere presenti in casa al momento della consegna di ritirare la merce in speciali armadietti protetti da una password segreta.

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AmazonGo, il primo negozio fisico di generi alimentari

In fase di sperimentazione è AmazonGo, negozio fisico di generi alimentari di nuova generazione. Vi si accede passando il proprio smartphone su un lettore; da quel momento, qualsiasi prodotto prelevato dagli scaffali verrà registrato nel carrello virtuale e, una volta abbandonato il negozio, sarà addebitato sulla carta di credito. Il tutto senza dover passare alla cassa, fare code e tirare fuori il portafogli.

Ma l’interesse di Amazon per il settore alimentare non finisce qui. Visto il fallimento di AmazonFresh, servizio di vendita online di prodotti agricoli, anziché abbandonare il mercato dei freschi, Bezos ha deciso di trasformare il servizio in un’attività tradizionale, con la possibilità di ordinare online e passare successivamente in negozio per ritirare la merce. Il gigante di Seattle ha inoltre acquisito la catena di supermercati Whole Foods.

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Una strategia “ibrida” per intercettare un maggior flusso di clienti

Oltre ad aver stretto una parternship con Kohl’s, che inizierà ad accettare i resi di Amazon.com presso 82 store, occupandosi di impacchettarli e spedirli a titolo gratuito, e ad aver introdotto Amazon Instant, distributori di prodotti da ritirare nel giro di pochi minuti, Amazon ha annunciato l’apertura di decine di pop-up store, punti dimostrativi dove provare i sistemi Amazon prima di acquistarli.

L’espansione di Amazon dal mondo dell’e-commerce a quello del retail fisico mira a moltiplicare il più possibile i punti di contatto con il consumatore e a conquistare il business del grocery fisico, un mercato troppo ghiotto per essere ignorato. Comprare con un clic è sicuramente comodo e veloce, ma, soprattutto quando si tratta di cibi freschi, bisogna tener presente la necessità di guardare e toccare con mano.

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