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Anche i selfie hanno il loro museo, il business di questo trend aumenta

Braccio allungato, occhi maliziosi ed ego a mille. Il selfie è la realizzazione, allo stesso tempo per eccesso e per difetto, del quarto d’ora di celebrità. Non poteva mancare proprio un museo dei selfie oggi che la nostra società è guidata sempre più dai social media. Il fenomeno dei selfie è diventato prolifico, tanto da prendere il suo museo. Lo fanno i ragazzini, lo fanno i vip, lo fanno tutti. Una moda che si espansa nel mondo moderno e che prevede di rivolgere il proprio smartphone verso di sé e scattare foto senza pretese artistiche se non quelle di immortalare un’espressione buffa o uno sfondo compiacente.

I tempi cambiano così come le attrazioni: motivo per cui a Los Angeles, oltre a bagni di sole e serate mondane, ad attendere i turisti è una grande novità. L’appuntamento è fissato in quel di Glendale (non troppo lontano da Downtown) al The Museum of Selfies dove dal 1 aprile al 31 maggio 2018 la città californiana ospiterà un museo temporaneo tutto dedicato all’arte dell’autoscatto, Per capire da dove nasce e quali sono i suoi antenati nobili fra arte e fotografia. Una mostra interattiva temporanea che permetterà ai visitatori di misurarsi con l’autoscatto che è divenuto, a tutti gli effetti, un vero e proprio fenomeno culturale. Amato e odiato al tempo stesso.

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Perché nasce il Selfie Museum

In fondo, a ben pensarci, il tema dell’autoritratto è caro alla storia dell’arte: molti sono gli artisti che, coerentemente con i mezzi della loro epoca, hanno fissato e consegnato ai posteri il proprio viso. In fondo, il selfie è la versione digitale di un autoritratto.

Siete stati di recente al Louvre nell’affollatissima sala che ospita la Gioconda di Leonardo? A quanto pare, a molti piace fotografarsi in compagnia della Monna Lisa, al punto che in giro per il web ci sono più selfie con la Gioconda che foto del quadro stesso. Questo ci dice molto su noi stessi, e in particolare una cosa: non ci basta più osservare un’opera d’arte, ma in qualche modo vogliamo farne parte, entrarci dentro.

A partire da questa interessante considerazione, due game designer californiani di nome Tommy Honton e Tair Mamedov hanno dato vita a The Museum of Selfies, un museo temporaneo e interattivo a Los Angeles che nei suoi 750 metri quadrati esplora la storia e gli aspetti culturali del selfie, andando indietro di 40.000 anni per analizzare le radici più profonde di questo gesto che, nella sua essenzialità, consiste in fondo nel realizzare un’immagine di se stessi.

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selfie-museumSe siete allergici ai selfie e alzate gli occhi al cielo ogni volta che vedete un vostro simile scattarne uno, niente paura: questa mostra potrebbe aiutarvi a guardare il fenomeno da un’altra prospettiva, e a capire che cosa si nasconde dietro un selfie a livello storico, sociale e culturale. Perché in effetti, a ben vedere, non si tratta affatto di qualcosa di nuovo, di una moda nata nel 2006 quando, a suo dire, Paris Hilton avrebbe coniato il termine “selfie”. Pensate soltanto ai molti autoritratti di pittori famosi, o al primo autoritratto fotografico, quello realizzato dal produttore di lampade Robert Cornelius nel 1839, restando in posa davanti alla macchina fotografica per ben 15 minuti.

Dalla preistoria a Instagram, al Museum of Selfies si esplorano le origini dell’autoritratto attraverso la lente dell’arte, della storia, della tecnologia e della cultura. Il percorso espositivo comprende rivisitazioni di celebri quadri, autoritratti di personaggi famosi e artisti contemporanei, selfie tratti da Instagram e persino un’inquietante sezione dedicata ai “death selfie”, costati la vita a chi li ha scattati in situazioni particolarmente pericolose.  Il museo, inoltre, ospiterà delle opere realizzate da artisti moderni provenienti da tutto il mondo che forniranno la loro visione (provocatoria e creativa) del fenomeno del secolo.

Che li amiate o li odiate, è molto probabile che questa mostra cambi la vostra idea dei selfie. E se doveste cambiare idea e cominciare ad apprezzarli, avrete l’occasione di scattarne qualcuno davvero speciale con l’aiuto delle installazioni interattive costruite appositamente.

A prescindere dal proprio punto di vista, il museo offre un’esperienza decisamente interessante. I biglietti sono acquistabili sul sito del museo e hanno un costo pari a 25 dollari. Ebbene sì, volenti o nolenti, i selfies hanno ormai un posto importante nella società moderna. Perché dunque non saperne di più? Non resta che attrezzarsi di selfie stick e prepararsi a cogliere l’attimo.

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Valentina Samà
Progettare, creare e stupire è la sua passione. Dopo il diploma di Grafico Pubblicitario e varie esperienze in Digital Marketing and Social Media Marketing, diventa content editor in Business.it. Ama l'arte e il disegno e scrivere sarà la sua nuova sfida.