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Bitcoin energia solare: all’insegna della sostenibilità ambientale

Bitcoin green che si nutrono di energia solare. L’innovativa idea parte dalla Moldavia, paese tra i più all’avanguardia in Europa in cui l’Ict – Information and Communications Technology – è un campo all’avanguardia e dove le energie rinnovabili stanno sempre più prendendo piede. Protagonista della svolta green delle valute digitali è lConsulcesi Tech che ha realizzato infatti il più grande impianto fotovoltaico del Paese, dando quindi vita ad un edificio 100% sostenibile. La capitale Chisinau e più precisamente l’Accademia delle Scienze, ospita la struttura che ingloba oltre 3mila pannelli fotovoltaici. La sostenibilità e la tecnologia qui vanno a braccetto: l’impianto destinato al mining farm, ovvero il processo di creazione della valuta virtuale, sarà infatti capace di risparmiare ogni anno 550 tonnellate di CO2 e 240 Tep (tonnellate equivalenti di petrolio). Una bella trovata considerando che tra i dubbi sollevati riguardo il bitcoin c’è proprio l’eccessivo consumo di elettricità che coinvolge i processi di produzione della moneta virtuale.  In questo caso quindi si può parlare di eco-mining perché il processo informatico su cui si basa la creazione di nuove criptovalute, i bitcoin green appunto, è energeticamente sostenibile. 

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Arriva una nuova frontiera: eco-mining

 

Eco-mining, ossia produzione di Bitcoin sfruttando l’energia solare. Un metodo innovativo che abbatte gli elevati consumi di elettricità ad oggi necessari per la creazione di criptovalute, sfatando al contempo il tabù che finora aveva sempre bollato come “energivora” la coniazione di monete digitali. I 3mila pannelli fotovoltaici installati a Chisinau permetteranno infatti di risparmiare ogni anno 550 tonnellate di CO2 e 240 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio).

Soddisfatto della realizzazione di questo impianto Andrea Tortorella, CEO di Consulcesi Tech: “L’alto consumo energetico alla base del funzionamento delle criptovalute può essere ovviato attraverso l’utilizzo di fonti alternative supportate da infrastrutture all’avanguardia. Valute digitali e blockchain rappresentano il futuro, e come tutte le rivoluzioni tecnologiche, vanno gestite affinché il loro impatto comporti un sensibile miglioramento nella qualità della vita di tutti noi, senza ripercussioni sulla sostenibilità ambientale”.

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Bitcoin a energia solare, la sfida green italiana

 

L’azienda hi-tech specializzata in soluzioni all’avanguardia legate alla blockchain ha avuto diretto mandato del Governo moldavo e ha realizzato l’impianto insieme con Fly Ren Energy Company, azienda specializzata nella produzione di elettricità da fonte solare.

Fly Ren Energy company è una società italiana che opera nel campo della produzione di elettricità da fonte solare. Consulcesi Tech è invece una hi-tech company che ha il suo quartier generale a Balerna in Svizzera: lavora a soluzioni di avanguardia che utilizzano blockchain, nata nel 2017.

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L’impatto ambientale dei bitcoin

 

Questo progetto è una risposta alla crescente preoccupazione sull’impatto ambientale delle criptovaute. Per produrre bitcoin bisogna infatti usare una notevole quantità di energia elettrica. Per farlo non basta avere un normale computer, dato che nemmeno i migliori e i più potenti hanno la potenza di calcolo necessaria per creare le criptomonete. Gli strumenti tecnologici che vengono usati per i bitcoin sono quindi dei macchinari speciali e potentissimi, con una capacità di calcolo elevata, ma che proprio per le loro caratteristiche comportano un pesante dispendio energetico.

Un analista finanziario, Alex de Vries, ha condotto uno studio sul tema, mettendo in evidenza come la produzione di bitcoin arriverà a rappresentare il 5% della domanda mondiale di elettricità. Più il valore della criptomoneta aumenterà, più verrà prodotta, più inquinamento ambientale ci sarà. Secondo Alex de Vries, se per ipotesi, il bitcoin in futuro dovesse diventare la valuta usata a livello globale, si verificherebbe una vera e propria catastrofe ambientale.

E in un futuro in cui la moneta virtuale dominerà, la scelta dell’azienda moldava potrà illuminare tante altre realtà. Se infatti il bitcoin ha fatto timidamente capolino nel 2009, adesso è diffuso in tutto il mondo e continua a sfidare le diffidenze in merito alle criptovalute. Il futuro delle energie rinnovabili e delle criptovalute è già presente in Moldavia. Per una volta tanto sarà il resto d’Europa a dover inseguire.

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