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Il crollo di Netflix: deluse le aspettative nel secondo trimestre

Netflix, il colosso dei contenuti in streaming, ha registrato una battuta d’arresto nella sua corsa verso il successo mediatico. I risultati del secondo trimestre dell’anno, appena resi noti, hanno fotografato una situazione rosea: la piattaforma non ha raggiunto il numero di iscritti come da previsioni, causando un crollo sostanziale delle quotazioni in borsa.

Il numero degli abbonati è infatti sceso ben al di sotto delle previsioni fissate nel primo trimestre, anche se l’azienda punta a creare quanto più possibile un’offerta illimitata di contenuti originali, al fine di creare un pubblico fidelizzato e promuovere così l’ecosistema Netflix.

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I dati dell’ultimo anno

Finora la crescita degli abbonamenti è comunque avvenuta in maniera soddisfacente, ma si è abbassata moltissimo rispetto al trimestre precedente. Perchè?

Amministratori delegati e dirigenti hanno affermato che si sono focalizzati sulla fornitura di valore a lungo termine per gli azionisti, ma Netflix è una società che ha comunque subito un tracollo importante. In realtà nel corso dell’ultimo anno, i ricavi sono più che raddoppiato in termini di valore. Infatti i dati parlano chiaro: per quanto riguarda le azioni in borsa, ha perso il 12,85%, ma ha registrato un utile netto di 384,3 milioni di dollari, quindi in crescita rispetto ai 65,6 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. I ricavi? Hanno toccato quota sono a 3,91 miliardi, mentre nel 2017 erano 2,79 miliardi.

Gli abbonati sono arrivati al numero di  5,14 milioni di unità, mentre le previsioni davano 6,27 milioni.

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La concorrenza di Disney & Co.

Se quindi i ricavi crescono, ma non parallelamente agli abbonati ci sarà un perché. La risposta può essere trovata nell’avanzamento delle nuove piattaforme concorrenti, che stanno avanzando in maniera a dir poco agguerrita: si tratta di Amazon Prime Video e Disney, per citare le più importanti, che rafforzano i lori guadagni raddoppiando l’offerta e attuando acquisizioni lungimiranti.

Secondo gli analisti, i ritmi di crescita sono troppo elevati per continuare a lungo. Il futuro si prospetta fruttuoso solo se gli investimenti seguiranno le esigenze degli abbonati, ponendosi come una valida e variegata alternativa alla concorrenza.