Tecnologia

Startup: Larry Page investe sulla tecnologia delle macchine volanti

Il futuro, quello vero, immaginato da tanti film di fantascienza, potrebbe essere già domani. Il mercato delle macchine volanti si fa sempre più interessante e, con il passare dei mesi, assistiamo alla pubblicazione di progetti innovativi che stuzzicano la nostra fantasia ed interesse. Quello di cui vi parliamo oggi proviene dal Canada, da una società Opener che vuole rendere il mercato quanto più reale possibile. Il cofondatore di Google Larry Page è così serio sulle macchine volanti che ha appena versato un sacco di soldi in una seconda startup focalizzata sulla tecnologia. Page ha investito una somma non rivelata in Opener, che ha svelato un sedile unico, un velivolo elettrico di atterraggio e decollo verticale chiamato BlackFly, due requisiti fondamentali per l’utilizzo personale, visto che non tutti gli utenti hanno a disposizione una pista a casa. Impegnato a collaudare segretamente in Nuova Zelanda un taxi volante elettrico e a guida autonoma, le cui manovre sarebbero sorvegliate a distanza da controllori di volo addestrati. Il nome del velivolo sarebbe Cora e a realizzarlo sarebbe Kitty Hawk la start-up che avrebbe già realizzato il Flyer: una sorta di auto volante in cui Page aveva investito personalmente 100 milioni di dollari.

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Kitty Hawk, la prima macchina volante

Larry Page, il celebre co-fondatore di Google e attuale CEO di Alphabet Inc., ha appena annunciato il lancio di una nuova startup, chiamata Kitty Hawk, nata con l’ambizioso obiettivo di portare sul mercato consumer la prima macchina volante a propulsione elettrica. Nel 2016 alcuni report evidenziarono che Larry Page, co-fondatore di Google ed attuale CEO di Alphabet, avesse in cantiere due progetti di auto volanti. L’anno scorso, venne alla luce il prototipo “Kitty Hawk Flyer” sostanzialmente un velivolo a propulsione elettrica destinato ad uso personale in grado di essere pilotato senza alcun patentino speciale. Adesso, per Larry Page è arrivato il momento di togliere i veli al secondo progetto che riguarda, invece, un vero e proprio taxi volante, Cora. Sviluppato sempre da Kitty Hawk di proprietà di Larry Page, questo particolare velivolo è stato pensato per i servizi di trasporto delle persone e non come mezzo personale. Opener, in fase di presentazione, ha sottolineato che BlackFly è dotata di un sistema di controllo intuitivo che chiunque può imparare ad usare. E’ anche presente un sistema di pilota automatico che può far atterrare il veicolo in caso di emergenza, ma può anche trasportare le persone a casa in automatico. Il design è modulare, con tre sistemi di controllo di backup. Opener afferma che BlackFly ha funzionato perfettamente su 40.000 sistemi di propulsione, test ed ha percorso con successo 12.000 miglia.

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Il BlackFly può volare fino a 25 miglia ad una velocità di 62 mph. Come il Flyer, il pilota utilizza un joystick per controllare il veicolo. L’avvio introdurrà BlackFly “in modo controllato e responsabile”. Resta inoltre da vedere quale sarà il costo della macchina. Per garantire la sicurezza, BlackFly richiederà ai piloti di sostenere l’esame scritto del pilota privato FAA e di ricevere una formazione dalla compagnia. Come i loro colleghi di Kitty Hawk, gli sviluppatori di BlackFly considerano le macchine volanti come una soluzione alla congestione del traffico. “I nostri veicoli hanno lo scopo di liberare il pubblico dalle restrizioni del viaggio su strada bidimensionale aprendo un nuovo mondo di volo tridimensionale non verniciato,” afferma il sito web di Opener. “Compatti e semplici, i nostri veicoli stanno aprendo la strada a una nuova era di viaggi senza stress.” Per un futuro fatto di veicoli volanti, va detto, servirebbe un sistema per la gestione del traffico aereo molto più sofisticato di quelli attuali: dovrebbe essere in grado di monitorare persino i droni, che in futuro dovrebbero occuparsi della consegna delle merci e, probabilmente, anche di sostituire i taxi. Ma, forse a sorpresa, la NASA ha cominciato già due anni fa a lavorare a un sistema capace di regolare “un cielo oscurato dai droni” e ci si aspetta che i test inizino già nel 2019.

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