manovra – Business.it https://www.business.it I segreti del potere - Notizie e retroscena Fri, 20 Jan 2023 17:52:58 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.business.it/wp-content/uploads/2023/01/cropped-Favicon_Business.it_-32x32.jpg manovra – Business.it https://www.business.it 32 32 Manovra, Conte perde la pazienza con la Meloni: “Una follia” https://www.business.it/conte-perde-definitivamente-la-pazienza-con-la-meloni/ Wed, 21 Dec 2022 13:05:42 +0000 https://www.business.it/?p=105606 La manovra finanziaria per il 2023 è in dirittura di arrivo, nonostante il furioso scontro politico ancora in atto in Parlamento. Il governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni dovrebbe approvare il testo della legge di bilancio alla Camera subito prima di Natale, avvalendosi dello strumento del voto di fiducia per evitare spiacevoli sorprese. Ma… Read More »Manovra, Conte perde la pazienza con la Meloni: “Una follia”

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La manovra finanziaria per il 2023 è in dirittura di arrivo, nonostante il furioso scontro politico ancora in atto in Parlamento. Il governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni dovrebbe approvare il testo della legge di bilancio alla Camera subito prima di Natale, avvalendosi dello strumento del voto di fiducia per evitare spiacevoli sorprese. Ma le opposizioni sono ovviamente sul piede di guerra. La bocciatura della manovra è praticamente unanime. Sia il segretario uscente del Pd che il leader del Terzo Polo Carlo Calenda criticano duramente le decisioni prese dal presidente del Consiglio e dai suoi collaboratori. A questo coro si unisce anche Giuseppe Conte. L’attenzione del leader del M5S è tutta concentrata sulla revisione del reddito di cittadinanza, misura bandiera dei pentastellati. E Conte non la perdona proprio alla Meloni usando parole durissime.

Giuseppe Conte contro Giorgia Meloni

”L’ultimo affondo è di questa notte, con l’emendamento Lupi. – Conte attacca il governo Meloni a margine dell’Assemblea di Coldiretti – Guardate che non riguarda il reddito di cittadinanza: dire che le persone che sono più indigenti devono accettare qualsiasi proposta di lavoro in qualsiasi parte d’Italia significa distruggere l’ascensore sociale, riguarda tutti”, avverte il leader del Movimento 5 Stelle.

“Riguarda un ingegnere che ha lavorato per anni e deve andare a fare il lavapiatti da tutt’altra parte dell’Italia. – prosegue Giuseppe Conte nel suo affondo – Riguarda chi ha studiato giurisprudenza e deve accettare un lavoro sotto pagato in qualunque parte del Paese. Siamo alla follia pura, hanno fatto saltare il concetto di congruità, che è un concetto fondamentale per tutelare la dignità del lavoro e degli studi”.

“E attenzione. – insiste ancora l’ex premier – Hanno introdotto un ulteriore emendamento per cui i ragazzi che sono vissuti in famiglie disagiate e hanno vissuto un disagio sociale non potendo terminare i percorsi di studio invece di essere quelli che vengono più aiutati, vengono abbandonati a se stessi. Siamo alla pura follia. Siamo sorpresi della incompetenza che questo governo e questa maggioranza stanno dimostrando. Hanno presentato un testo per la manovra il 15 dicembre, lo stanno riscrivendo a pezzi, ma lo stanno riscrivendo male. C’è un problema sia da un punto di vista tecnico su come scrivono le norme, poiché si sono contraddetti più volte, ma anche da un punto di vista politico e culturale”, conclude così il suo intervento Giuseppe Conte.

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Manovra in alto mare, governo Meloni in confusione https://www.business.it/manovra-in-alto-mare-governo-meloni-in-confusione/ Wed, 21 Dec 2022 08:14:56 +0000 https://www.business.it/?p=105575 Sono ore di incontenibile fibrillazione in Parlamento. La maggioranza di centrodestra cerca di stringere i tempi per l’approvazione della manovra economica, che dovrà essere per forza licenziata entro il 24 dicembre dalla Camera (per poi passare in Senato dopo Natale) se si vuole evitare il rischio dell’esercizio provvisorio. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni promette… Read More »Manovra in alto mare, governo Meloni in confusione

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Sono ore di incontenibile fibrillazione in Parlamento. La maggioranza di centrodestra cerca di stringere i tempi per l’approvazione della manovra economica, che dovrà essere per forza licenziata entro il 24 dicembre dalla Camera (per poi passare in Senato dopo Natale) se si vuole evitare il rischio dell’esercizio provvisorio. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni promette che i tempi verranno rispettati, a costo di fare nottata a Montecitorio in questi giorni che ci separano dall’inizio delle festività natalizie. Ma i problemi sono ancora molti e la discussione prosegue serrata.

Giorgia Meloni in difficoltà sulla manovra economica

“Più che un discussione parlamentare sembra un rave party”, avrebbe dichiarato l’ex ministro renziano Elena Bonetti secondo un retroscena riportato sul Corriere della Sera da Francesco Verderami. L’obiettivo di Italia Viva, a quanto sembra, sarebbe proprio quello di far saltare il decreto sui rave party, approfittando del caos generato dallo stallo sulla legge di bilancio e della necessità del governo di stringere i tempi.

“Chi evoca l’esercizio provvisorio cerca l’esercizio provvisorio. Per quanto ci riguarda andiamo avanti e mi sento di garantire che ci sarà la legge di bilancio nei tempi previsti”, avverte intanto Giorgia Meloni a margine della cerimonia per la festa ebraica dell’Hannukkah a Roma. “È una grande vittoria che otteniamo rispetto al kit dei furbetti dell’evasione, e sorveglieremo perché questo emendamento non ritorni da nessuna parte nel corso dell’iter di approvazione della manovra. – esulta invece il leader del M5S Giuseppe Conte riferendosi al ritiro della norma sul condono penale – La maggioranza non ci fa votare, non ci fanno andare avanti e non perché stiamo facendo ostruzionismo, ma perché le forze di maggioranza stanno riscrivendo gli emendamenti”.

“Il governo dia uno stop alla manovra caos e ritiri subito l’inaccettabile proposta di condono penale dell’ultimo minuto. – si è sfogato su Twitter il segretario uscente del Pd Enrico Letta – Si fermino, altrimenti porteranno l’Italia all’esercizio provvisorio e sarà solo colpa loro. Mai vista una situazione simile. Siamo al 20 dicembre sera ed è tutto per aria”. “Il punto è che la manovra è andata fuori controllo perché il processo stesso si è andato intortando. – attacca il fondatore di Azione Carlo Calenda – Il governo non ha prodotto nulla perché su tutti questi punti ha deciso di non tenere conto delle nostre indicazioni”. “Questa situazione nel passato accadeva a novembre, mai nella storia si era arrivati al 20 dicembre senza un emendamento approvato: 421 su 500 sono stati accantonati”, ci mette il carico Luigi Marattin di Italia Viva.

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Manovra, Meloni flop: tutte le cose su cui ha fatto retromarcia https://www.business.it/manovra-meloni-flop-tutte-le-cose-su-cui-ha-fatto-retromarcia/ Tue, 20 Dec 2022 08:44:10 +0000 https://www.business.it/?p=105497 Si avvicina il giorno dell’approvazione della manovra economica che dovrà avvenire per forza entro la fine dell’anno per evitare l’esercizio provvisorio. Il premier Giorgia Meloni ha promesso che i tempi verranno rispettati. Il testo della legge di bilancio dovrebbe dunque arrivare alla Camera giovedì per essere poi approvato definitivamente entro venerdì con un voto di… Read More »Manovra, Meloni flop: tutte le cose su cui ha fatto retromarcia

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Si avvicina il giorno dell’approvazione della manovra economica che dovrà avvenire per forza entro la fine dell’anno per evitare l’esercizio provvisorio. Il premier Giorgia Meloni ha promesso che i tempi verranno rispettati. Il testo della legge di bilancio dovrebbe dunque arrivare alla Camera giovedì per essere poi approvato definitivamente entro venerdì con un voto di fiducia. Il passaggio al Senato avverrebbe tra Natale e Capodanno. Ma, complici le forti pressioni provenienti da Bruxelles, il centrodestra è stato costretto a fare retromarcia su diversi provvedimenti bandiera, come ad esempio l’uso del Pos.

Flop del governo Meloni sulla manovra

Oltre all’altolà dell’Unione europea, anche le poche risorse finanziarie disponibili hanno costretto il governo Meloni a limare diversi provvedimenti dalla manovra economica. La sconfitta principale del centrodestra è rappresentata dal ritiro della norma sulla possibilità per i commercianti di accettare il Pos per pagamenti inferiori ai 60 euro. Si era parlato di abbassare la soglia a 30 euro, ma alla fine il governo ha ceduto su tutta la linea: gli esercenti saranno costretti ad accettare il pagamento elettronico anche per un caffè, pena multe salatissime.

“Il sostegno all’economia reale passa anche dalla possibilità che l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici sia previsto solo per quelli che superano una certa soglia”, aveva rivendicato con orgoglio la Meloni soltanto qualche giorno fa. Promesse poi andate in fumo. “Il cittadino deve essere libero di pagare come ritiene. Un Paese libero non ti impone costrizioni”, ci ha messo il carico Matteo Salvini, venendo poi smentito dai fatti. Troppo forti le pressioni dell’Ue e il rischio di dover rinunciare ai fondi del Pnrr. “In qualche modo faremo”, promette il premier. Ma al momento nessuno sa come.

Ma nei piani del governo Meloni non c’era solo la norma sul Pos. Il centrodestra ha dovuto abbassare le proprie aspettative anche sulla flat tax, sull’aumento delle pensioni minime, sul promesso condono fiscale e anche sulla modifica di Opzione donna. “Nel primo consiglio dei ministri la faremo per gli autonomi fino a 100mila euro”, aveva promesso Salvini due mesi fa parlando di flat tax per tutti. “È necessario fare il massimo sforzo possibile per aumentare le pensioni minime a mille euro”, batteva invece i pugni sul tavolo Silvio Berlusconi, rivendicando una delle misure bandiera di Forza Italia. Ma anche in questo caso il muro della Meloni è stato invalicabile: pensioni a 600 euro soltanto per gli over 75. Retromarcia del governo, infine, anche sul tema dei migranti e dei porti chiusi che, invece, per il momento resteranno aperti, pronti ad accogliere altri profughi.

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Manovra, opposizioni all’attacco: “Maggioranza impreparata” https://www.business.it/manovra-opposizioni-allattacco-maggioranza-impreparata/ Mon, 19 Dec 2022 17:23:20 +0000 https://www.business.it/?p=105467 Sale a livelli altissimi la tensione in Parlamento tra maggioranza e opposizione e Giorgia Meloni è in difficoltà. Oggetto del contendere sono i tempi di approvazione della manovra economica che va licenziata per forza entro il 31 dicembre per non incappare nell’esercizio provvisorio. Sono arrivati in aula gli emendamenti già firmati dal governo che ora… Read More »Manovra, opposizioni all’attacco: “Maggioranza impreparata”

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Sale a livelli altissimi la tensione in Parlamento tra maggioranza e opposizione e Giorgia Meloni è in difficoltà. Oggetto del contendere sono i tempi di approvazione della manovra economica che va licenziata per forza entro il 31 dicembre per non incappare nell’esercizio provvisorio. Sono arrivati in aula gli emendamenti già firmati dal governo che ora dovrebbero essere approvati prima dalla commissione Bilancio e poi dai deputati di Montecitorio. Alla fine la commissione è stata convocata per le 18,30 di oggi, 19 dicembre, tra le proteste dell’opposizione che pretendeva di riprendere i lavori alle 14. Il governo viene criticato aspramente soprattutto da alcuni esponenti del Terzo polo.

Critiche sulla manovra a Giorgia Meloni

“Siamo al 19 di dicembre con nessun emendamento approvato, nessun emendamento dei relatori e un ufficio di presidenza di commissione convocato solo sulla carta. – sbotta con i giornalisti di fronte a Montecitorio il deputato di Azione-Italia Viva Matteo Richetti – Io credo che questo sia un modo di procedere che mette a repentaglio non solo l’esercizio provvisorio, ma quello che sta nei fondamentali della democrazia che è il rispetto tra maggioranza e opposizione, tra governo e parlamento”.

“Da qui alle prossime ore il nostro atteggiamento sarà recriminativo, di far fare alla commissione il suo lavoro fino in fondo. Perché se qualcuno pensa, presentati i cinque maxiemendamenti che contengono la manovra, di fare qualche minuto di intrattenimento, votarli di corsa, venire in aula e mettere la fiducia, sappia che troverà qualcuno che difende le istituzioni della Repubblica sino alla fine”, conclude Richetti.

“Abbiamo passato quattro giorni in commissione Bilancio a perdere tempo nell’attesa che la maggioranza trovasse un accordo. – rincara la dose il collega Luigi Marattin – Il punto cruciale è che questa maggioranza non è pronta a modificare la legge di Bilancio. Coloro che si professavano pronti, che ogni cinque minuti ci ricordano che da trent’anni hanno un’alleanza politica solida, che governano 15 Regioni su 20, hanno vinto le elezioni e non riescono a trovare un accordo sulla legge di Bilancio, il provvedimento più importante della politica economica dello Stato”, punta il dito Marattin.

“Sono arrivati e pensavano di proseguire la campagna elettorale, forse perché da qualche tempo a questa parte in Italia la politica ti prepara a fare l’opposizione non a governare. Ma il Paese lo cambi solo lo governando, e quello che stiamo vedendo è la drammatica dimostrazione della impreparazione, approssimazione con cui qualche forza politica pensa di poter governare un Paese del G7. Ci appelliamo alle più alte istituzioni della Repubblica perché quel che sta accadendo potrebbe essere una ferita al modo in cui funzionano le nostre malconce istituzioni”, conclude Marattin.

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Manovra: si accende lo scontro sui tempi della discussione https://www.business.it/manovra-si-accende-lo-scontro-sui-tempi-della-discussione/ Mon, 19 Dec 2022 14:44:21 +0000 https://www.business.it/?p=105438 Sale a livelli altissimi la tensione in Parlamento tra maggioranza e opposizione e Giorgia Meloni è in difficoltà. Oggetto del contendere sono i tempi di approvazione della manovra economica che va licenziata per forza entro il 31 dicembre per non incappare nell’esercizio provvisorio. Sono arrivati in aula gli emendamenti già firmati dal governo che ora… Read More »Manovra: si accende lo scontro sui tempi della discussione

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Sale a livelli altissimi la tensione in Parlamento tra maggioranza e opposizione e Giorgia Meloni è in difficoltà. Oggetto del contendere sono i tempi di approvazione della manovra economica che va licenziata per forza entro il 31 dicembre per non incappare nell’esercizio provvisorio. Sono arrivati in aula gli emendamenti già firmati dal governo che ora dovrebbero essere approvati prima dalla commissione Bilancio e poi dai deputati di Montecitorio. Alla fine la commissione è stata convocata per le 18,30 di oggi, 19 dicembre, tra le proteste dell’opposizione che pretendeva di riprendere i lavori alle 14.

Problemi con la manovra per Giorgia Meloni

La maggioranza di centrodestra avverte comunque che il voto finale alla Camera dovrà tenersi al più tardi durante la notte tra il 23 e il 24 dicembre. Ma i rappresentanti delle opposizioni sono sul piede di guerra. “Usano i tempi della commissione per farsi i fatti loro”, accusa la capogruppo del Pd a Montecitorio Debora Serracchiani. “La verità è che la manovra non è pronta”, attacca Marco Grimaldi dell’Alleanza Verdi Sinistra. “Questa notte è stata presentata una manovra sostitutiva, che contiene norme ordinamentali, chiaramente inammissibili”, affonda il colpo Matteo Richetti del Terzo Polo.

Ad ogni modo, nei molti emendamenti alla manovra presentati dalla maggioranza continuano a spuntare sostanziose novità che non erano previste nella prima versione del provvedimento. Salvi sorprese, è previsto un aumento di 30 milioni per le scuole paritarie a partire dal 2023. Prorogate di un altro anno le concessioni per la raccolta a distanza dei giochi pubblici (bingo, scommesse, slot machines etc) che sarebbero scadute il 31 dicembre del 2022. secondo le previsioni del governo, quest’ultimo settore dovrebbe far entrare nelle casse dello Stato guadagni per 275 milioni di euro in due anni.

Intanto, Forza Italia spacca il fronte del governo contro il Mes. Il partito di Berlusconi non vuole accantonare il meccanismo europeo di stabilità, visto come una concreta opportunità di crescita per il Paese. “Troveremo il modo per far sì che chi lo voglia utilizzare possa farlo. Lo strumento dovrebbe essere sotto il controllo del Parlamento europeo. La mia è una critica europeista”, avverte il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

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Manovra, succede di tutto in Commissione Bilancio https://www.business.it/manovra-succede-di-tutto-in-commissione-bilancio/ Wed, 14 Dec 2022 18:47:30 +0000 https://www.business.it/?p=103178 È successo di tutto oggi alla Camera nelle ore dedicate al lavoro sulla manovra finanziaria. Poco dopo le 16.00, nel corso della discussione sulla Manovra in Commissione Bilancio per illustrare gli emendamenti, i parlamentari al governo hanno lasciato l’aula dirigendosi verso il vertice di maggioranza per discutere proprio della Legge di Bilancio, lasciando di fatto… Read More »Manovra, succede di tutto in Commissione Bilancio

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È successo di tutto oggi alla Camera nelle ore dedicate al lavoro sulla manovra finanziaria.

Poco dopo le 16.00, nel corso della discussione sulla Manovra in Commissione Bilancio per illustrare gli emendamenti, i parlamentari al governo hanno lasciato l’aula dirigendosi verso il vertice di maggioranza per discutere proprio della Legge di Bilancio, lasciando di fatto i colleghi dell’opposizione da soli.

Da qui la reazione del Partito democratico, che ha occupato la presidenza della Commissione per protesta, dopo avere chiesto la sospensione dei lavori.

“Ci dispiace rilevare che oggi, all’avvio dei lavori della Commissione per l’approvazione della Legge di Bilancio, la maggioranza di governo ha brillato per il vuoto assoluto di presenza tra i loro banchi. Quindi non abbiamo capito bene quale aiuto o accordo chiedano alle opposizioni se mancano anche la presenza fisica nei luoghi del confronto parlamentare”, hanno commentato la presidente del Gruppo Pd alla Camera, Debora Serracchiani, e il capogruppo del Pd in commissione Bilancio, Ubaldo Pagano.

La discussione è potuta riprendere solo con il rientro, più di mezz’ora dopo, del presidente della commissione, Giuseppe Mangiavalori, e del rappresentante del governo, Federico Freni.

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La protesta dell’opposizione è, però proseguita, perché erano assenti anche i tre relatori senza i quali non si poteva proseguire. Mangialavori è stato costretto a chiamare personalmente al telefono i colleghi di maggioranza.

Arrivato anche il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Trancassini, si è provato a proseguire: “Stiamo sfiorando la stupidità assoluta, diteci come si può andare avanti così”, ha commentato Pagano.

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Manovra, la critica a Meloni: “Ascolto vuol dire accettare un punto di vista diverso…” https://www.business.it/manovra-la-critica-a-meloni-ascolto-vuol-dire-accettare-un-punto-di-vista-diverso/ Wed, 14 Dec 2022 18:01:47 +0000 https://www.business.it/?p=103173 “Auspico che l’obiettivo di tutti sia la crescita del Paese, ascolto vuol dire anche accettare un punto di vista diverso e non offendersi quando noi come Confindustria poniamo alcuni temi sulla legge di bilancio lo poniamo con spirito positivo, di cercare di migliorare gli interventi al fine di consentire alle imprese di creare ricchezza”. Lo… Read More »Manovra, la critica a Meloni: “Ascolto vuol dire accettare un punto di vista diverso…”

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“Auspico che l’obiettivo di tutti sia la crescita del Paese, ascolto vuol dire anche accettare un punto di vista diverso e non offendersi quando noi come Confindustria poniamo alcuni temi sulla legge di bilancio lo poniamo con spirito positivo, di cercare di migliorare gli interventi al fine di consentire alle imprese di creare ricchezza”.

Carlo Bonomi

Lo afferma il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, all’assemblea di Confagricolura. “È stato detto che la ricchezza è bello redistribuirla, ma prima qualcuno la deve creare e chiediamo di avere le condizioni per creare ricchezza in quadro che è un po’ complicato”.

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Bilancio, nervi sempre più tesi tra Forza Italia e governo https://www.business.it/bilancio-nervi-sempre-piu-tesi-tra-forza-italia-e-governo/ Fri, 09 Dec 2022 07:42:20 +0000 https://www.business.it/?p=102704 Nervi tesi nella maggioranza di governo tra Fratelli d’Italia e Forza Italia. “La cabina di regia? La polemica non esiste, stiamo parlando del nulla: ovvero di una proposta che non ha avuto seguito”. Sono queste, secondo una ricostruzione di Repubblica, le parole utilizzate dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida per liquidare l’ipotesi della formazione di un… Read More »Bilancio, nervi sempre più tesi tra Forza Italia e governo

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Nervi tesi nella maggioranza di governo tra Fratelli d’Italia e Forza Italia. “La cabina di regia? La polemica non esiste, stiamo parlando del nulla: ovvero di una proposta che non ha avuto seguito”. Sono queste, secondo una ricostruzione di Repubblica, le parole utilizzate dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida per liquidare l’ipotesi della formazione di un coordinamento politico per affrontare i problemi legati alla manovra economica.

Nervi tesi tra Forza Italia e FdI

Proposta avanzata dallo stesso fedelissimo di Giorgia Meloni qualche ora prima allo scopo di superare i problemi sorti a causa dell’alto numero di emendamenti e di pregiudiziali che soprattutto il partito di Silvio Berlusconi aveva posto. Ma respinta al mittente dai berlusconiani con la motivazione che è prevista già una sede per il coordinamento dei lavori sulla manovra economica. Si tratta della commissione Bilancio presieduta proprio da un deputato di Forza Italia, Giuseppe Mangialavori.

“Si scrive cabina di regia ma si legge divisioni nella maggioranza”, attacca l’ex ministro forzista l’ex ministra Mariastella Gelmini, ora nel Terzo Polo di Calenda e Renzi. La mossa di Lollobrigida è dovuta probabilmente al fatto che il premier Meloni ha la assoluta necessità di approvare la legge di bilancio entro fine anno per evitare l’esercizio provvisorio. Ma evidentemente la Meloni non si fida di Berlusconi e aveva provato ad imbrigliarlo con la proposta della cabina di regia. Premier poi costretto ad un mezzo passo indietro come si è visto.

Dunque, l’esame degli oltre 3mila emendamenti presentati verrà fatta direttamente in commissione Bilancio. Particolare importante è che a presentarne di più sia stata proprio Forza Italia. “La mia proposta va oltre le decisioni sulla legge di stabilità. – commenta ancora Lollobrigida – Io avevo suggerito un tavolo permanente di confronto fra le principali forze della coalizione. Su questo non vedo difficoltà. In ogni caso, non ci sono stati sviluppi: l’idea di una cabina di regia specifica per la manovra non c’è”. Il braccio di ferro è anche tra i berlusconiani, che vorrebbero l’innalzamento delle pensioni minime a 600 euro, e la Lega di Matteo Salvini secondo cui le risorse per questa norma al momento non ci sono. Il testo della manovra dovrebbe comunque arrivare in Parlamento entro il 20 dicembre, per poi essere per forza approvata entro il 31.

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“Bocciata!” Arriva un giudizio severissimo su Giorgia Meloni https://www.business.it/bocciata-arriva-un-giudizio-severissimo-su-giorgia-meloni/ Wed, 07 Dec 2022 14:58:37 +0000 https://www.business.it/?p=102631 Giorgia Meloni ha confermato la volontà di non tornare indietro. Anzi: la leader di Fratelli d’Italia ha difeso la manovra presentata dal governo nonostante la polemica subito esplosa con la Banca d’Italia, dicendo di essere sì pronta a eventuali correzioni ma non a rivedere l’impianto generale della riforma. Proprio in queste ore, però, altre accuse… Read More »“Bocciata!” Arriva un giudizio severissimo su Giorgia Meloni

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Giorgia Meloni ha confermato la volontà di non tornare indietro. Anzi: la leader di Fratelli d’Italia ha difeso la manovra presentata dal governo nonostante la polemica subito esplosa con la Banca d’Italia, dicendo di essere sì pronta a eventuali correzioni ma non a rivedere l’impianto generale della riforma. Proprio in queste ore, però, altre accuse sono arrivate contro l’esecutivo, mosse stavolta dai sindacati. Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, dopo un incontro con Palazzo Chigi, ha infatti espresso giudizi negativi, bocciando di fatto le mosse del governo. (Continua a leggere dopo la foto)

“Abbiamo confermato il giudizio negativo sulla manovra – ha spiegato Landini, come riportato dall’Ansa, dopo il confronto con Palazzo Chigi – in particolare sui redditi. Abbiamo posto il tema della precarietà e il problema sul fisco e l’evasione. La logica della flat tax è sbagliata. Le risposte del governo hanno confermato profonde distanze sul fisco e sulla precarietà”. (Continua a leggere dopo la foto)

“È necessario proseguire la mobilitazione e richiedere modifiche profonde a una manovra che rischia di impoverire ulteriormente le persone” ha poi aggiunto Landini, ricordando anche che dal 12 al 16 dicembre sono già proclamati diversi scioperi regionali. La spaccatura si è fatta quindi sempre più forte. (Continua a leggere dopo la foto)

Ladini ha concluso: “Quelli che sono al governo si preoccupino nel fare le cose: questo è il modo per risolvere i problemi delle persone. L’esecutivo non dovrebbe aiutare quelli che evadono il fisco o continuare ad aumentare la flat tax per redditi che sono già alti. altrimenti non solo aumenterà la rabbia ma noi scenderemo ancora più in piazza”.

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Meloni: “Non torno indietro”. Le parole della premier dopo le polemiche https://www.business.it/meloni-non-torno-indietro-le-parole-della-premier-dopo-le-polemiche/ Wed, 07 Dec 2022 12:53:11 +0000 https://www.business.it/?p=102592 Nonostante gli attacchi di Bankitalia, Giorgia Meloni continua a difendere la legge di bilancio. Mostrandosi aperta a qualche passo indietro, sì, ma di piccola portata e senza ripensare l’impianto generale della manovra. Questa la posizione della premier secondo quanto riportato dall’Ansa: per la leader di Fratelli d’Italia “sul tetto al contante non si torna indietro,… Read More »Meloni: “Non torno indietro”. Le parole della premier dopo le polemiche

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Nonostante gli attacchi di Bankitalia, Giorgia Meloni continua a difendere la legge di bilancio. Mostrandosi aperta a qualche passo indietro, sì, ma di piccola portata e senza ripensare l’impianto generale della manovra. Questa la posizione della premier secondo quanto riportato dall’Ansa: per la leader di Fratelli d’Italia “sul tetto al contante non si torna indietro, le polemiche sul Pos sono strumentali, ed è possibile rivedere qualcosa ma senza cambiare l’impianto del provvedimento”. Nessuna rivoluzione all’orizzonte, dunque. Almeno per ora. (Continua a leggere dopo la foto)

Una linea, quella di Meloni, condivisa anche dal titolare dell’Economia Giorgetti, che avrebbe contestato soprattutto le critiche arrivate sul fatto che la legge di bilancio sia a vantaggio dei ricchi e non dei poveri. Al momento, anche sul reddito di cittadinanza e sul superbonus il governo non sembra affatto intenzionato a tornare indietro. (Continua a leggere dopo la foto)

Gli esponenti dell’esecutivo si sono comunque detti disponibili all’ascolto delle richieste di modifica, valutando la possibilità di aprire a un innalzamento delle pensioni minime per alcune categorie over 75. La parola d’ordine, però, è chiara: “I margini di manovra restano stretti”. (Continua a leggere dopo la foto)

In un vertice con i suoi, Meloni avrebbe anche ribadito l’importanza di rispettare i tempi e la necessità di organizzare bene i lavori d’Aula. Il ministro Giorgetti si sarebbe poi soffermato sulle richieste legate alla rateizzazione dei debiti delle società di calcio: “Il discorso potrà riguardare tutte le aziende ma non sarà possibile alcuna norma ad hoc per il calcio, avrebbe argomentato”.

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Manovra, Letta: “Destra desolante, fa cassa con i poveri” https://www.business.it/manovra-letta-destra-desolante-fa-cassa-con-i-poveri/ Wed, 30 Nov 2022 17:18:32 +0000 https://www.business.it/?p=102092 “Il nostro giudizio sulla legge di bilancio è negativo, non per partito preso o perché siamo all’opposizione. È negativo perché questa, che sarebbe la prima manovra della legislatura, non ha niente di una legge di bilancio degna di questo nome”. Lapidario il segretario dimissionario del Partito democratico, Enrico Letta, che torna a battere un colpo… Read More »Manovra, Letta: “Destra desolante, fa cassa con i poveri”

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“Il nostro giudizio sulla legge di bilancio è negativo, non per partito preso o perché siamo all’opposizione. È negativo perché questa, che sarebbe la prima manovra della legislatura, non ha niente di una legge di bilancio degna di questo nome”.

Governo contro i vaccini, l’opposizione va giù duro
Enrico Letta

Lapidario il segretario dimissionario del Partito democratico, Enrico Letta, che torna a battere un colpo al primo incontro dal titolo ‘Verso la manovra di bilancio’, organizzato dal Pd per ascoltare le associazioni di categoria e le parti sociali prima della discussione in parlamento della legge di bilancio.

La manovra, ha continuato Letta, “è solo un decreto che serve a far passare i prossimi tre mesi. Non c’è alcuna dimensione di programmazione annuale. Questo orizzonte a breve termine è desolante, a maggior ragione davanti all’impatto di potenziale recessione che l’Italia deve fronteggiare, con effetti su disuguaglianze, difficoltà diffuse e fatica di molti pezzi del Paese ad andare avanti”.

Il Pd cambia nome: ecco come si chiamerà
Enrico Letta

“La destra, che taglia su servizi e sanità, fa ancora e sempre cassa sui poveri. Si chiama iniquità e ingiustizia sociale”, ha aggiunto Letta.

“Dov’è finito il disaccoppiamento promesso per abbassare le bollette? E dopo aprile che si farà? Noi vogliamo dare un messaggio forte sul tema dell’energia: se non si affronta la separazione tra costo dell’energia prodotto da gas e quello prodotto da rinnovabili si continuano a dare soldi agli speculatori dell’energia, facendo pagare il conto ai più fragili”, ha concluso il segretario dem.

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Manovra, Berlusconi punta i piedi sulle richieste di Forza Italia https://www.business.it/manovra-berlusconi-punta-i-piedi-sulle-richieste-di-forza-italia/ Wed, 30 Nov 2022 16:44:10 +0000 https://www.business.it/?p=102087 “Maggiori risorse per la detassazione dei nuovi assunti e per l’aumento delle pensioni più basse”: sono i punti della manovra di bilancio sui quali Silvio Berlusconi insiste per Forza Italia. Il senatore e leader del partito si è collegato in videoconferenza all’assemblea del gruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati per preparare la discussione… Read More »Manovra, Berlusconi punta i piedi sulle richieste di Forza Italia

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“Maggiori risorse per la detassazione dei nuovi assunti e per l’aumento delle pensioni più basse”: sono i punti della manovra di bilancio sui quali Silvio Berlusconi insiste per Forza Italia.

Silvio Berlusconi

Il senatore e leader del partito si è collegato in videoconferenza all’assemblea del gruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati per preparare la discussione parlamentare sulla manovra.

“Forza Italia darà un contributo concreto e qualificato alla scrittura di un testo che affronti l’emergenza più grave, quella del caro energia, ma che deve cominciare a disegnare l’Italia del futuro. Chiederemo alla maggioranza un impegno ulteriore sulla detassazione dei nuovi assunti, anche per offrire un lavoro a giovani che oggi vivono col reddito di cittadinanza, e per aumentare le pensioni più basse, gravemente erose dall’inflazione”.

L’argomento, comunque, sarebbe stato secondario rispetto alle tematiche dell’immigrazione sulle quali, a quanto sembra, Berlusconi si è lungamente soffermato.

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Manovra, pronto l’agguato di Forza Italia e Lega https://www.business.it/manovra-pronto-lagguato-di-forza-italia-e-lega/ Mon, 28 Nov 2022 09:32:03 +0000 https://www.business.it/?p=101851 Entro un mese Montecitorio dovrà approvare la manovra di bilancio che il governo Meloni presenterà entro domani, ma non è finita la partita dei contrappesi nella maggioranza. Nel retroscena pubblicato oggi da Repubblica, la Lega è interessata a intestarsi ulteriori provvedimenti, mentre Forza Italia si impunta sulle pensioni minime, al punto da aver minacciato l’entrata… Read More »Manovra, pronto l’agguato di Forza Italia e Lega

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Entro un mese Montecitorio dovrà approvare la manovra di bilancio che il governo Meloni presenterà entro domani, ma non è finita la partita dei contrappesi nella maggioranza.

Nel retroscena pubblicato oggi da Repubblica, la Lega è interessata a intestarsi ulteriori provvedimenti, mentre Forza Italia si impunta sulle pensioni minime, al punto da aver minacciato l’entrata in esercizio provvisorio che potrebbe portare la discussione sul bilancio ben oltre la fine del mese di dicembre.

Gli alleati di maggioranza, Matteo Salvini, SIlvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Maurizio Lupi

Di fronte alla possibile manovra a tenaglia degli alleati minori, Fratelli d’Italia ha cercato di restringere all’osso gli emendamenti alla manovra sui quali si dovrà effettivamente votare: non più di uno a testa, per un totale di 400.

La battaglia sarà aspra, perché i fondi da piazzare nelle quote dei partiti e in dotazione alla Camera per gli interventi di partito non supereranno più di 500 milioni invece di un miliardo.

In quest’ottica, si possono intuire i mal di pancia di fronte al colloquio in calendario domani tra la premier, Giorgia Meloni, e il leader di Azione, Carlo Calenda.

Carlo Calenda

Il punto è che Berlusconi è piccato per non essere stato convocato in un vertice politico che avesse preceduto la manovra, così come il forzista Giorgio Mulè ha definito la manovra giusto “una tisana”, per non ricalcare la critica virale del giornalista devoto a Berlusconi, Mario Giordano, che l’aveva definita “un brodino”.

E la Lega di Salvini non vuole essere da meno. Già rivendica azioni non del tutto certe come Quota 103, la flat tax allargata per le partite Iva, il ponte sullo Stretto, l’esenzione Imu ai proprietari di immobili occupati, l’esclusione dalle sanzioni per gli esercenti che rifiutano il Pos per acquisti sotto i 60 euro.

Centrodestra spaccato sulla fiducia a Draghi. Meloni non si fida di Salvini e Berlusconi
Meloni, Salvini, Berlusconi

Ma non basta, Salvini punta ad alzare la soglia dei condoni fiscali per cartelle esattoriali oltre i mille euro, a portare la rateizzazione da 5 a 7 anni, a ripristinare lo sconto sulla benzina.

E poi la sua versione dello sfregio al Reddito di cittadinanza, come da indicazioni del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: niente assegno ai giovani che hanno lasciato la scuola.

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(VIDEO) Manovra, Giordano: “Aspettavamo l’arrosto, è arrivato un brodino” https://www.business.it/video-manovra-giordano-aspettavamo-larrosto-e-arrivato-un-brodino/ Wed, 23 Nov 2022 17:05:38 +0000 https://www.business.it/?p=101587 Forse per la prima volta nella storia della sua trasmissione Mediaset, “Fuori dal Coro”, in onda su Rete 4, il direttore Mario Giordano attacca Giorgia Meloni. L’oggetto del suo acidissimo editoriale di apertura? La manovra di bilancio. La sua posizione si può riassumere così: “Ci aspettavamo l’arrosto, gli agnolotti, le lasagane…è arrivato un brodino. È… Read More »(VIDEO) Manovra, Giordano: “Aspettavamo l’arrosto, è arrivato un brodino”

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Forse per la prima volta nella storia della sua trasmissione Mediaset, “Fuori dal Coro”, in onda su Rete 4, il direttore Mario Giordano attacca Giorgia Meloni.

Mario Giordano e il suo brodino

L’oggetto del suo acidissimo editoriale di apertura? La manovra di bilancio. La sua posizione si può riassumere così: “Ci aspettavamo l’arrosto, gli agnolotti, le lasagane…è arrivato un brodino. È buono il brodino, fa bene, ma è sempre un brodino”.

E ci aggiunge anche uno stacchetto musicale con coreografia e balletto, irridendo il Don Raffaè di Fabrizio De Andrè, così surreale da essere diventato virale in poche ore.

Ecco il video della coreografia e dell’editoriale di Mario Giordano.

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Manovra, Santanchè: “Bocciatura di Bonomi ingenerosa” https://www.business.it/manovra-santanche-bocciatura-di-bonomi-ingenerosa/ Wed, 23 Nov 2022 16:33:57 +0000 https://www.business.it/?p=101585 La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è piccata sulla bocciatura della manovra di bilancio da parte di Carlo Bonomi, presidente di Confindustria:”Mi dispiace moltissimo che il presidente di Confindustria abbia parlato in modo critico della nostra manovra di bilancio. È stato davvero poco generoso. Avrebbe dovuto valutare due elementi: in primo luogo, lo scarso tempo… Read More »Manovra, Santanchè: “Bocciatura di Bonomi ingenerosa”

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La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è piccata sulla bocciatura della manovra di bilancio da parte di Carlo Bonomi, presidente di Confindustria:”Mi dispiace moltissimo che il presidente di Confindustria abbia parlato in modo critico della nostra manovra di bilancio. È stato davvero poco generoso. Avrebbe dovuto valutare due elementi: in primo luogo, lo scarso tempo avuto a disposizione, siamo ad appena trenta giorni dall’insediamento; e poi le risorse disponibili”.

Daniela Santanchè, ministra del Turismo

Le dichiarazioni di Santanchè arrivano a margine del suo intervento all’assemblea nazionale dell’Anci, in corso alla Fiera di Bergamo.

“Abbiamo fatto il bilancio dello Stato come si farebbe per il bilancio di una famiglia. Abbiamo tenuto i conti pubblici in ordine, abbiamo deciso di intervenire contro il caro energia e il caro bollette che stanno strozzando le nostre famiglie e le nostre imprese”.

Daniela Santanchè

E conclude: “Abbiamo dato tanti segnali per far capire che quello che abbiamo detto in campagna elettorale lo realizzeremo, ma abbiamo bisogno di cinque anni di legislatura. Intanto, con coraggio, abbiamo dato una visione della nazione abbiamo indicato dove vogliamo andare su imprese, lavoro, famiglie”.

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Conte vede la luce: “Ex Ilva, soluzione vicina. Non escludo l’intervento pubblico” https://www.business.it/conte-vede-la-luce-ex-ilva-soluzione-vicina-non-escludo-lintervento-pubblico/ Sun, 24 Nov 2019 09:01:19 +0000 https://www.business.it/?p=55255 Di crisi Giuseppe Conte non vuol sentire parlare. Convinto che quella deadline che i giornali continuano a sottolineare, il mese di gennaio, non sarà affatto il capolinea per il governo giallorosso, destinato a durare molto di più. Purché, però, si definisca un nuovo programma e gli alleati abbraccino l’avventura con piglio diverso, meno concentrati sulle… Read More »Conte vede la luce: “Ex Ilva, soluzione vicina. Non escludo l’intervento pubblico”

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Di crisi Giuseppe Conte non vuol sentire parlare. Convinto che quella deadline che i giornali continuano a sottolineare, il mese di gennaio, non sarà affatto il capolinea per il governo giallorosso, destinato a durare molto di più. Purché, però, si definisca un nuovo programma e gli alleati abbraccino l’avventura con piglio diverso, meno concentrati sulle bandierine personali e più sull’efficacia di un piano di riforme da portare avanti. A partire dal nodo Ilva.Intervistato da Repubblica, il premier ha chiarito che “la soluzione è vicina. Il signor Mittal mi ha detto di essere pronto a tornare sui suoi passi e investire nello stabilimento. Gli ho spiegato che nel frattempo prenderà il via il ‘Cantiere Taranto’, un ventaglio di progetti che rilanceranno l’unicità della città. Le premesse per il lieto fine ci sono e abbiamo ottenuto un primo passo, il blocco del processo di recessione. Lo scudo? Sarà l’ultimo nodo da affrontare. Un intervento pubblico? Non lo escludo”.Sul fronte Alitalia, Conte ha chiarito di essere al lavoro insieme agli alleati per “una soluzione di mercato, non un salvataggio rabberciato. Abbiamo estremo bisogno di una compagnia che rafforzi il nostro sistema di trasporto”. Il Mes, il fondo monetario europeo finito al centro delle polemiche nelle scorse ore? “Abbiamo avviato una discussione nella maggioranza. Dobbiamo sederci al tavolo europeo e far valere le nostre argomentazioni”.

Agli alleati dem e Cinque Stelle, però, Conte manda un messaggio preciso: “Invito tutte le forze politiche e i protagonisti di questo impegno di governo a rimanere concentrati. Non verremo giudicati per proclami o frasi a effetto ma per quanto di buono riusciremo a produrre”.

Conte si rifà l’appartamento a Palazzo Chigi: 23mila euro e una doccia massaggiante

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L’Ue avvisa l’Italia: “La manovra rischia di violare il Patto di Stabilità” https://www.business.it/lue-avvisa-litalia-la-manovra-rischia-di-violare-il-patto-di-stabilita/ Wed, 20 Nov 2019 14:54:07 +0000 https://www.business.it/?p=55098 Non è arrivata una vera e propria bocciatura, ma l’Europa guarda con diffidenza l’Italia che rischia di non rispettare il Patto di stabilità e crescita. Il giudizio della Commissione europea sulla manovra economica 2019 non è stato troppo tenero: un esito un po’ a sorpresa, considerando che il governo Conte 2.0 era stato accolto con grandi… Read More »L’Ue avvisa l’Italia: “La manovra rischia di violare il Patto di Stabilità”

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Non è arrivata una vera e propria bocciatura, ma l’Europa guarda con diffidenza l’Italia che rischia di non rispettare il Patto di stabilità e crescita. Il giudizio della Commissione europea sulla manovra economica 2019 non è stato troppo tenero: un esito un po’ a sorpresa, considerando che il governo Conte 2.0 era stato accolto con grandi apprezzamenti da Bruxelles vista la sua impostazione più europeista della precedente versione gialloverde. Nella comunicazione ufficiale con i giudizi sulle leggi di bilancio degli Stati dell’Eurozona, la Commissione europea ha inserito il nostro Paese in un gruppo di otto stati membri a rischio di “non conformità” con le regole del Patto. Oltre all’Italia, nella lista ci sono anche il Belgio, la Spagna, la Francia, il Portogallo, la Slovenia, la Slovacchia e la Finlandia. Di fatto, non è arrivata una stroncatura ma una sorta di “arrivederci a maggio”, quando l’Ue si esprimerà sulla base dei dati di consuntivo del 2019 e potrà chiedere delle correzioni dello 0,3 per cento del Pil, circa 5-6 miliardi.Il tutto con il rischio, sempre dietro l’angolo, di una procedura per deviazioni significative dalla regola del debito, sempre in agguato per l’Italia. Il nostro problema è nel debito pubblico, che è il secondo più alto dell’eurozona dopo la Grecia. A Bruxelles non vedono sforzi per ridurlo ma anzi “una deviazione significativa dal percorso di riduzione per quest’anno e anche l’anno prossimo”. Al momento, comunque, nessun intervento: “Non chiediamo misure immediate” ha spiegato il vice-presidente con delega all’euro Valdis Dombrovskis.Le prossime valutazioni di Bruxelles saranno fatte a primavera, a metà maggio, quando si avranno i dati di consuntivo per il 2019. Quello sarà il momento del giudizio finale della Commissione: “Le misure sono necessarie per tutti i paesi a rischio non conformità – ha ggiunto Dombrovskis – ma per quanto riguarda i tempi rivaluteremo la situazione in corso d’anno, il momento successivo di valutazione dei bilanci è la primavera ventura”. 

Salvini, imbarazzo social: attacca il calciatore Suso ma finisce sbeffeggiato

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Novità nella manovra: arriva anche la mini-tassa per filtri e cartine https://www.business.it/novita-nella-manovra-arriva-anche-la-mini-tassa-per-filtri-e-cartine/ Wed, 30 Oct 2019 13:29:43 +0000 https://www.business.it/?p=54155 C’è anche un micro-balzello inedito tra le misure della Legge di Bilancio inserite nella bozza i cui dettagli stanno emergendo in queste ore. Introdotta una nuova imposta su quelli che vengono definiti “prodotti accessori ai consumi di tabacchi”: saranno colpite “le cartine, le cartine arrotolate senza tabacco e i filtri funzionali ad arrotolare le sigarette, assoggettati a… Read More »Novità nella manovra: arriva anche la mini-tassa per filtri e cartine

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C’è anche un micro-balzello inedito tra le misure della Legge di Bilancio inserite nella bozza i cui dettagli stanno emergendo in queste ore. Introdotta una nuova imposta su quelli che vengono definiti “prodotti accessori ai consumi di tabacchi”: saranno colpite “le cartine, le cartine arrotolate senza tabacco e i filtri funzionali ad arrotolare le sigarette, assoggettati a imposta di consumo in misura pari a 0,005 euro il pezzo contenuto in ciascuna confezione destinata alla vendita al pubblico”.La nuova imposta sul consumo “è dovuta dal produttore o fornitore nazionale o dal rappresentante fiscale del produttore o fornitore estero all’atto della cessione dei prodotti alle rivendite”, ovvero i tabaccai. La norma impone inoltre che tali prodotti siano venduti solo nei rivenditori autorizzati, escludendo la vendita online. “È vietata la vendita a distanza, anche transfrontaliera, ai consumatori che acquistano nel territorio dello Stato” si legge nel testo.“L’Agenzia delle dogane e dei monopoli, fermi i poteri dell’autorità e della polizia giudiziaria ove il fatto costituisca reato, comunica ai fornitori di connettività alla rete Internet ovvero ai gestori di altre reti telematiche o di telecomunicazione o agli operatori che in relazione ad esse forniscono servizi telematici o di telecomunicazione, i siti web ai quali inibire l’accesso, attraverso le predette reti, offerenti prodotti di cui al comma 1”.
In arrivo anche novità sul fronte editoria: alle scuole pubbliche che acquistano abbonamenti a quotidiani e periodici, è attribuito un contributo fino all’80% della spesa sostenuta. Inoltre, in previsione di una riforma organica del settore, tutti i termini relativi alla riduzione dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici sono differiti di 12 mesi.

Confermata, infine, la stretta sulle detrazioni per i redditi più alti: gli sgravi per i redditi oltre i 120 mila euro vengono ridotti progressivamente. La “rimodulazione degli oneri detraibili in base al reddito” tocca anche le spese per la salute, ma “sono in corso valutazioni per escludere le spese sanitarie relative a patologie gravi”. Il governo aveva annunciato che le spese sanitarie sarebbero state esenti, come quelle per i mutui prima casa.

Mattarella perde la pazienza e detta la linea: “In caso di crsi, elezioni anticipate”

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Di Maio mette in riga Conte: “Senza Cinque Stelle non esiste il governo” https://www.business.it/di-maio-mette-in-riga-conte-senza-cinque-stelle-non-esiste-il-governo/ Sun, 20 Oct 2019 11:26:23 +0000 https://www.business.it/?p=53614 Luigi Di Maio non ci sta. Mette i puntini sulle “i”, ribadendo l’importanza fondamentale del Movimento Cinque Stelle per l’azione del governo. E rimarcando posizioni del partito che non posso essere ignorate per il bene comune. “I toni ‘o si fa così o si va a casa’ fanno del male al Paese, fanno del male… Read More »Di Maio mette in riga Conte: “Senza Cinque Stelle non esiste il governo”

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Luigi Di Maio non ci sta. Mette i puntini sulle “i”, ribadendo l’importanza fondamentale del Movimento Cinque Stelle per l’azione del governo. E rimarcando posizioni del partito che non posso essere ignorate per il bene comune. “I toni ‘o si fa così o si va a casa’ fanno del male al Paese, fanno del male al governo” ha detto il leader grillino, rispondendo così a Conte che nelle scorse ore aveva dichiarato: “Chi non fa squadra è fuori dal governo”.“In politica – ha continuato il capo politico M5s – si ascolta la prima forza politica che è il M5s, perché se va a casa il M5s è difficile che possa esistere ancora una coalizione di governo”. Da Matera il ministro degli Esteri ha poi aggiunto: “Prima di tutto sono soddisfatto che domani finalmente si riunisce questo vertice di maggioranza che stavamo chiedendo da un po’, un vertice di governo che deve servire a mettere nella legge di bilancio tre proposte che per noi sono imprescindibili: o si fanno o non esiste ancora la manovra”.Di Maio ha quindi riepilogato le tre proposte del M5S considerate “imprescindibili”: “La prima è il carcere agli evasori e la confisca per sproporzione ai grandi evasori significa che chi evade più di 100 mila euro all’anno verrà punito seriamente con il carcere e bisogna confiscargli più di quanto ha evaso” ha detto il ministro.“Secondo punto: per me – ha proseguito – vanno bene le multe ai commercianti che non utilizzano il pos, ma se gli abbattiamo i costi del pos, i costi delle carte, perché altrimenti rischiamo di trovarci in una situazione in cui introduciamo una nuova tassa per i commercianti, non una multa. E poi il terzo punto per noi importante è che le partite Iva continuino a pagare solo il 15% di tasse, cosa che non è così, in questa manovra gli si alzano le tasse” ha concluso.

Il popolo di Salvini? Per la questura vale meno della metà

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Parola di Giuseppe Conte: “Abbiamo le risorse, l’Iva non aumenta” https://www.business.it/parola-di-giuseppe-conte-abbiamo-le-risorse-liva-non-aumenta/ Mon, 30 Sep 2019 11:14:59 +0000 https://www.business.it/?p=52642 Il tanto temuto aumento dell’Iva, che da mesi spaventa le famiglie italiane, non ci sarà. Ad annunciarlo è il premier Giuseppe Conte, che di fronte ai cronisti riuniti a Palazzo Chigi ha annunciato la buona novella, in vista dell’approvazione in Consiglio dei ministri della Nota di aggiornamento al Def. “Abbiamo trovato i 23 miliardi e la… Read More »Parola di Giuseppe Conte: “Abbiamo le risorse, l’Iva non aumenta”

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Il tanto temuto aumento dell’Iva, che da mesi spaventa le famiglie italiane, non ci sarà. Ad annunciarlo è il premier Giuseppe Conte, che di fronte ai cronisti riuniti a Palazzo Chigi ha annunciato la buona novella, in vista dell’approvazione in Consiglio dei ministri della Nota di aggiornamento al Def. “Abbiamo trovato i 23 miliardi e la prima buona notizia è che sterilizziamo l’Iva” ha assicurato il presidente del Consiglio.Non solo, perché l’obiettivo del governo è quello di “portare l’Iva sulle bollette dal 10% al 5% e su latte, pasta, pane dal 4% all’1%”. L’impegno del presidente del Consiglio è quello di fare qualcosa in più e non solo evitare l’incremento dell’Iva: “Sono andato a chiedere la fiducia in Parlamento e ho preso un impegno per far volare l’Italia, non mi posso accontentare solo di sterilizzare l’Iva”. Il governo è ancora al lavoro, anche perché – come sottolinea Conte – c’è ancora “qualche copertura che ci manca”.Il ruolo di Conte in questa trattativa tra le forze di maggioranza, come ha spiegato lo stesso presidente del Consiglio, non è stata quello di mediatore: “Non si tratta di fare il mediatore, sono il riformatore del Paese”. Un modo per rispondere alle stoccate arrivate dall’opposizione che lo indicavano come semplice figura di raccordo tra il mondo del Pd e quello pentastellato.Caposaldo della manovra sarà il taglio del cuneo fiscale, un concetto ribadito anche oggi dall’inquilino di Palazzo Chigi: “Dobbiamo assolutamente dare più soldi in busta paga ai lavoratori dipendenti, è giusto intervenire sul cuneo fiscale a favore dei lavoratori, lo abbiamo scritto nel nostro programma economico”.

Fine Vita, il cattolico Conte frena: “Dubito vi sia diritto alla morte. Sì a obiezione di coscienza”

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Reddito e quota 100, c’è un iceberg da superare: l’ostacolo che mette a rischio il programma gialloverde https://www.business.it/oxford-economics-mette-in-discussione-i-numeri-della-manovra-gialloverde/ Tue, 15 Jan 2019 11:57:48 +0000 https://www.business.it/?p=38770 Una trappola da disinnescare, per chi promette ai cittadini il reddito di cittadinanza, la riforma delle pensioni e il rilancio degli investimenti. Contenuta in pochi numeri: 0,3% quest’anno, 0,7% il prossimo. Si tratta della stima di crescita italiana calcolata da Oxford Economics, una prospettiva che mette a rischio lo sviluppo pieno delle misure al vaglio del… Read More »Reddito e quota 100, c’è un iceberg da superare: l’ostacolo che mette a rischio il programma gialloverde

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Una trappola da disinnescare, per chi promette ai cittadini il reddito di cittadinanza, la riforma delle pensioni e il rilancio degli investimenti. Contenuta in pochi numeri: 0,3% quest’anno, 0,7% il prossimo. Si tratta della stima di crescita italiana calcolata da Oxford Economics, una prospettiva che mette a rischio lo sviluppo pieno delle misure al vaglio del governo gialloverde, che mira ad arrivare a un pieno sviluppo del programma nel 2020. Quando però sarebbe finanziato da maxi-aumenti dell’Iva da 51,8 miliardi e da una crescita stabile all’1 per cento.Anche per l’effetto recessivo dell’Iva, spiega il Sole 24 Ore, il palcoscenico dell’economia rischia di essere troppo piccolo per ospitare sia l’Iva sia l’aumento del Pil.  Le stime che piovono in questi giorni sul Pil italiano sono tutte più modeste di quell’1% scritto dopo mille incertezze dal governo nell’ultimo programma di bilancio. Proprio Oxford Economics, uno dei più ascoltati centri studi internazionali in fatto di previsioni economiche e analisi quantitative, mette nero su bianco uno scenario su cui stanno già crescendo i timori.Si parla, infatti, di una crescita quasi piatta l’anno prossimo, lo 0,3% appunto, che sarebbe figlia di una frenata di fine anno (con un +0,9% nel 2018 invece dell’1% calcolato dal governo) e darebbe l’avvio a un lungo periodo di “zero-virgola” causati anche dall’effetto recessivo (cinque decimali di Pil all’anno) prodotto dalle maxi-clausole di salvaguardia Iva messe in legge di bilancio per il 2020 e 2021. Il deficit 2019 tornerebbe così d’incanto al 2,4%.Nelle stesse ore Standard & Poor’s ha diffuso una previsione di crescita per quest’anno un po’ meno catatonica, 0,7 per cento. Ma al di là dei balletti sui decimali un dato è certo: il 31 gennaio l’Istat diffonderà la stima preliminare del Pil per l’ultimo trimestre 2018, e si comincerà a passare dalle previsioni ai fatti. Il primo fatto, come molti temono, potrebbe essere rappresentato dalla certificazione della recessione tecnica, se la dinamica del Pil di ottobre-dicembre sarà negativa come quella di luglio-settembre.

Quasi salvi: Standard & Poor’s non declassa l’Italia, ma lancia un monito al governo gialloverde

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Partita Iva fasulla, precariato in crescita: i sindacati contro i “rischi occulti” della manovra https://www.business.it/colla-cgil-contro-i-rischi-occulta-della-manovra-del-governo/ Fri, 04 Jan 2019 10:57:00 +0000 https://www.business.it/?p=38128 Sfida Maurizio Landini, nel tentativo di succedere a Susanna Camusso e mettersi alla guida della Cgil. E intanto non risparmia attacchi al governo gialloverde, mettendo sotto la lente d’ingrandimento la manovra e alcuni dei rischi “occulti” che nasconde al suo interno e dei quali ancora nessuno sembra essersi accorto. Vincenzo Colla ha scelto le pagine… Read More »Partita Iva fasulla, precariato in crescita: i sindacati contro i “rischi occulti” della manovra

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Sfida Maurizio Landini, nel tentativo di succedere a Susanna Camusso e mettersi alla guida della Cgil. E intanto non risparmia attacchi al governo gialloverde, mettendo sotto la lente d’ingrandimento la manovra e alcuni dei rischi “occulti” che nasconde al suo interno e dei quali ancora nessuno sembra essersi accorto. Vincenzo Colla ha scelto le pagine de La Stampa per andare all’assalto di Salvini e Di Maio, parlando di una “legge di bilancio che guarda fino a maggio, e non al Paese o al futuro”. A leggerla bene, “contiene un aspetto strutturale che non è ancora stato capito nella sua pericolosità: Il vero grande condono è l’aliquota al 15% sulle partite Iva. guardate che lì ci sono due colpi: uno al principio costituzionale della progressività della tassazione in base al reddito. E poi questo nuovo regime farà in modo che un pezzo di lavoro a tempo determinato si sposterà lì”.
Una previsione che, secondo Colla, potrebbe esser incentivata anche dalla particolare situazione economica che sta attraversando il paese: “In un momento di basso sviluppo, vedrete che molti datori di lavoro chiederanno la partita Iva. Dal loro punto di vista diventa un’operazione vantaggiosissima: il lavoratore non ha diritti, viene pagato a fattura, lo prendo e lo lascio quando voglio. Ci saranno tante partite Iva fasulle! Tra l’altro anche un colpo alla crescita delle professioni: tutti vorranno stare sotto i 65mila euro e quindi se ci sono giovani che vogliono fare uno studio associato non lo faranno più”.

“Con questa operazione – prosegue Colla – il decreto dignità non c’è più: aumenterà la precarietà del lavoro. Un colpo anche al diritto al conflitto collettivo: A un ragazzo in partita Iva, il sindacato che racconta?”.Colla ha poi parlato della Cgil che vorrebbe:”Una Cgil aperta, in grado di relazionarsi con gli altri. Autonoma, capace di dire dei no scomodi, di aprire un grande scontro sul tema della redistribuzione. Ma anche di dire dei sì. Alla tap e alla tav. O all’Europa. Se c’è un sovranismo che dobbiamo volere, è il sovranismo europeo”.

La motoslitta della legalità: il video di Di Maio che fa impazzire (e divide) i social

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Stangata gialloverde: tremano le imprese italiane, i numeri di una manovra pesantissima https://www.business.it/manovra-arrivata-la-stangata-dai-gialloverdi-cosa-succedera-alle-imprese/ Sat, 29 Dec 2018 10:07:54 +0000 https://www.business.it/?p=37830 Si era partiti con l’annuncio in pompa magna di una flat tax Irpef al 15 per cento per 30 milioni di contribuenti. E invece, oggi, i numeri parlano di una pressione fiscale in crescita, decisa. Calcolata e annunciata dall’Upb, l’Ufficio studi del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, durante una movimentata seduta in Commissione Bilancio della Camera riunita… Read More »Stangata gialloverde: tremano le imprese italiane, i numeri di una manovra pesantissima

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Si era partiti con l’annuncio in pompa magna di una flat tax Irpef al 15 per cento per 30 milioni di contribuenti. E invece, oggi, i numeri parlano di una pressione fiscale in crescita, decisa. Calcolata e annunciata dall’Upb, l’Ufficio studi del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, durante una movimentata seduta in Commissione Bilancio della Camera riunita per un passaggio formale della Finanziaria: nel 2019, dopo cinque anni di costante contrazione, aumenterà di quasi mezzo punto, dal 42 per cento di quest’anno al 42,4 del prossimo.Il calcolo è stato riportato da La Repubblica, che scrive di maggiori entrate nette per 12,9 miliardi. Un calcolo che somma le nuove tasse vere e proprie che ammontano a 12,4 miliardi e le entrate per i condoni vari che arrivano a 7,3 miliardi. In tutto 19,7 miliardi ai quali, correttamente, sottrae le riduzioni di tasse che arrivano a 6,8 miliardi. In tutto un peso aggiuntivo che, in un modo o nell’altro, graverà sulle tasche degli italiani, pari appunto a 12,9 miliardi.Occhi puntati soprattutto sul trattamento alle imprese: in tre anni, scrive Repubblica numeri alla mano, subiranno un peso aggiuntivo di 2,4 miliardi, già dal prossimo anno pagheranno 1,8 miliardi in più. È vero che ci sono misure come il raddoppio della deducibilità dell’Imu sui capannoni, il forfait del 15 per cento sugli utili reinvestiti e il taglio dei contributi Inail sulla busta paga, ma queste misure non compensano la cancellazione per 2 miliardi dell’Iri, la vagheggiata flat tax al 24 per cento delle società e dell’Ace, misura per favorire il rafforzamento patrimoniale già utilizzata da oltre un milione di imprese.A salvarsi sono invece i piccoli imprenditori individuali: un insieme di 500 mila professionisti, artigiani e commercianti che beneficeranno della mini-flat tax: Irpef al 15 per cento se hanno ricavi inferiori a 65 mila euro. Colpite anche l’industria dell’auto (ecotassa), quella dei giochi (aumento del prelievo di 2 miliardi in tre anni), le web company (1,3 miliardi in tre anni), quella bancario-assicurativa (5,5 miliardi in tre anni).

Anno nuovo, nuovi aumenti: prepariamoci a una stangata che riguarda tutti

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Una manovra a sorpresa: arriva il maxisconto sui debiti fiscali, ecco come funzionerà https://www.business.it/arriva-il-maxisconto-sui-debiti-fiscali-inserito-a-sopresa-nella-manovra/ Mon, 24 Dec 2018 12:36:40 +0000 https://www.business.it/?p=37697 Dopo i condoni del decreto fiscale, la legge di bilancio porta con sé la sanatoria per i cittadini in difficoltà economiche. Il saldo e stralcio delle cartelle riguarda gli importi affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2017 e derivanti dalla liquidazione delle dichiarazioni annuali Iva e redditi. La sanatoria riguarda anche i contributi dovuti… Read More »Una manovra a sorpresa: arriva il maxisconto sui debiti fiscali, ecco come funzionerà

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Dopo i condoni del decreto fiscale, la legge di bilancio porta con sé la sanatoria per i cittadini in difficoltà economiche. Il saldo e stralcio delle cartelle riguarda gli importi affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2017 e derivanti dalla liquidazione delle dichiarazioni annuali Iva e redditi. La sanatoria riguarda anche i contributi dovuti dagli iscritti alle casse professionali e alla gestione separata Inps dei lavoratori autonomi.Sono interessate le sole persone fisiche in possesso di valori Isee non superiori a 2omila euro. Gli sconti che riguardano anche la sorte capitale, spiega il Sole 24 Ore, saranno scaglionati in funzione del valore Isee. La domanda deve essere presentata entro il 30 aprile 2019. Il versamento, inoltre, potrà essere scaglionato fino al 2021. Deve dunque trattarsi di affidamenti eseguiti sino alla fine dello scorso anno riguardanti non solo il semplice omesso versamento di Irpef e Iva, ma anche la correzione dei dati dichiarati.Oltre al totale azzeramento di sanzioni e interessi di mora, lo stralcio comporta l’obbligo di versare il 16% delle somme affidate, compresi gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, in caso di Isee non superiore a 8.500 euro, il 20%, in caso di Isee compreso tra 8.501 e 12.500 euro, il 35%, in caso di Isee superiore a 12.500 euro, con il limite massimo di 20mila euro. Occorre inoltre pagare l’aggio di riscossione sulle somme stralciate e il rimborso delle spese esecutive e di notifica della cartella.Indipendentemente dal requisito Isee, sono ammessi di diritto alla sanatoria tutti i soggetti per i quali, alla data di presentazione della domanda, risulta aperta la procedura di liquidazione dei beni di proprietà, nell’ambito della disciplina della composizione della crisi da sovra indebitamento, secondo l’articolo 14-ter, legge n. 3 del 2012. L’accesso al saldo e stralcio si esegue tramite la trasmissione di una apposita istanza, pubblicata dall’Ader, entro il 30 aprile 2019.

Il condono della discordia: il Movimento si spacca a Ischia, caos pentastellato (mentre Salvini gongola)

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Niente infrazione contro l’Italia: l’Europa ci grazia, i dubbi restano https://www.business.it/niente-infrazione-per-litalia-leuropa-ci-grazia-ma-restano-i-dubbi/ Wed, 19 Dec 2018 14:42:33 +0000 https://www.business.it/?p=37458 La tanto temuta procedura di infrazione nei confronti dell’Italia alla fine resterà soltanto un fantasma. Il governo gialloverde, con una correzione da oltre 10 miliardi, ha infatti scongiurato il pericolo proveniente da Bruxelles e che tanto aveva fatto discutere nelle scorse settimane, con il via libera arrivato dall’Ue sulla legge di bilancio per il prossimo… Read More »Niente infrazione contro l’Italia: l’Europa ci grazia, i dubbi restano

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La tanto temuta procedura di infrazione nei confronti dell’Italia alla fine resterà soltanto un fantasma. Il governo gialloverde, con una correzione da oltre 10 miliardi, ha infatti scongiurato il pericolo proveniente da Bruxelles e che tanto aveva fatto discutere nelle scorse settimane, con il via libera arrivato dall’Ue sulla legge di bilancio per il prossimo anno. Per il 2019, il deficit nominale è sceso al 2,04%, a fronte del 2,4% inizialmente messo per iscritto dal governo.salvini e luigi di maioIl vicepresidente della Commissione Ue responsabile per l’euro, Valdis Dombrovskis, ha usato parole caute: “La soluzione sul tavolo non è ideale, non dà una soluzione a lungo termine per i problemi economici italiani”. Aggiungendo però poi: “Ci consente di evitare per ora di aprire una procedura per debito, posto che le misure negoziate siano attuate pienamente”. Il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, ha usato come al solito toni più soft: “L’Italia sta a cuore all’Europa e all’area euro, che esce rafforzata da questo risultato positivo. Dimostra che le regole Ue ci sono e funzionano”.La palla passa ora al Parlamento italiano e Dombrovskis ha garantito che la Commissione monitorerà l’approvazione delle misure negoziate: “Se qualcosa va male, possiamo tornare sulla questione a gennaio”, perché “la scadenza per l’Ecofin per decidere sulla procedura è sempre febbraio. Su questo siamo stati molto chiari nella risposta all’Italia”. Restano i dubbi degli analisti sugli obiettivi fissati. Fabio Fois, economista di Barclays, a caldo sottolinea come la stima di un deficit al 2% possa ugualmente risultare ottimistica: “Ritardare le riforme su pensioni e reddito di cittadinanza genererà risparmi, ma ridurrà anche l’effetto positivo sulla crescita”. Non a caso dalla banca si aspettano un inizio di 2019 ancora stagnante, per poi accelerare nella seconda metà dell’anno.

Procedura d’infrazione contro l’Italia: la decisione Ue, cosa ci succederà il 21 novembre

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L’ecotassa cambia ancora: dietrofont del governo, chi saranno i più colpiti https://www.business.it/ecotassa-ancora-un-passo-indietro-del-governo-ecco-come-cambia-la-manovra/ Mon, 17 Dec 2018 15:52:30 +0000 https://www.business.it/?p=37295 Non è ancora chiusa la partita della legge i Bilancio 2019, con l’accordo Italia-Europa che si sta avvicinando alle richieste fatte da Bruxelles, scivolando da quel rapporto deficit/Pil fissato al 2,4% verso il 2%. Con gli interrogativi che si concentrano soprattutto sulla riforma delle pensioni e sul reddito di cittadinanza, misure sbandierate da Lega e Cinque… Read More »L’ecotassa cambia ancora: dietrofont del governo, chi saranno i più colpiti

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Non è ancora chiusa la partita della legge i Bilancio 2019, con l’accordo Italia-Europa che si sta avvicinando alle richieste fatte da Bruxelles, scivolando da quel rapporto deficit/Pil fissato al 2,4% verso il 2%. Con gli interrogativi che si concentrano soprattutto sulla riforma delle pensioni e sul reddito di cittadinanza, misure sbandierate da Lega e Cinque Stelle in questi mesi e che saranno però riviste per rispettare i nuovi paletti. salvini e luigi di maioTra i tanti casi c’è quello dell’ecotassa sulle vetture inquinanti e del corrispettivo bonus per quelle elettriche. Una misura, soprattutto nella sua prima gamba impositiva, fortemente osteggiata dalla Lega e che invece era stata difesa dai grillini, ora pronti però a scendere a compromessi. La sintesi è stata affidata a un messaggio lanciato in rete dal vice premier Luigi Di Maio.“Abbiamo confermato l’ecosconto fino a 6.000 euro per le macchine elettriche e non inquinanti – ha scritto il leader M5S – senza tassare nessuna delle auto in circolazione né l’acquisto di nuove utilitarie. Solo chi deciderà di acquistare un suv diesel o a benzina o una “super car” extralusso pagherà qualcosa in più”.La prima versione dell’ecotassa prevedeva 300 milioni di gettito per finanziare il bonus: un tesoretto che rischia di esser fortemente ridimensionato. Secondo l’emendamento approvato a Montecitorio, il bonus è suddiviso in tre fasce: 1.500 euro per le auto che emettono tra 70 e 90 grammi di CO2 al km, 3.000 euro tra 20 e 70 g/km e 6.000 euro tra 0 e 20 g/km. Possibile che anche questa platea debba esser compressa.

Lega: “Via ecotassa”, Di Maio imbufalito. Altra guerra di emendamenti in corso

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Bankitalia lancia l’allarme sullo spread: “così si rischia di vanificare gli effetti della manovra” https://www.business.it/bankitalia-lancia-lallarme-sullo-spread-cosi-si-rischia-di-vanificare-gli-effetti-della-manovra/ Mon, 26 Nov 2018 16:26:13 +0000 https://www.business.it/?p=36003 L’incertezza sull’orientamento delle politiche economiche e di bilancio ha determinato forti rialzi dei rendimenti dei titoli pubblici. Le condizioni di liquidità del mercato secondario dei titoli di Stato sono più tese rispetto ai primi mesi dell’anno. L’allarme è contenuto nel Rapporto sulla stabilità finanziaria di Bankitalia, che nella sua ricerca ha analizzato come i rialzi… Read More »Bankitalia lancia l’allarme sullo spread: “così si rischia di vanificare gli effetti della manovra”

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L’incertezza sull’orientamento delle politiche economiche e di bilancio ha determinato forti rialzi dei rendimenti dei titoli pubblici. Le condizioni di liquidità del mercato secondario dei titoli di Stato sono più tese rispetto ai primi mesi dell’anno. L’allarme è contenuto nel Rapporto sulla stabilità finanziaria di Bankitalia, che nella sua ricerca ha analizzato come i rialzi dello spread stanno rischiando di invalidare l’impatto sulla crescita della manovra di governo. Secondo la banca centrale Italiana, il governo, nel valutare una maggiore crescita tendenziale dello 0,6% nel 2019 grazie all’effetto positivo della legge di bilancio, “presuppone moltiplicatori piuttosto elevati”. In ogni caso, scrivono i tecnici di via Nazionale, “l’effettivo impatto sulla crescita e quindi sul peso del debito dipenderà dalle misure specifiche e dal mantenimento della fiducia degli investitori”.
In sostanza secondo il rapporto di Bankitalia, i problemi per la stabilità finanziaria tricolore “derivano dalla bassa crescita e dall’alto debito pubblico”, un problema che è presente nel nostro Paese ormai da troppo tempo, e a questi fattori ormai storici per il Belpaese si aggiunge una contingenza che non aiuta. L’istituto di credito di via Nazionale, ha calcolato che l’incremento dei tassi all’emissione dei titoli di Stato ha determinato negli ultimi sei mesi un’espansione della spesa per interessi di quasi 1,5 miliardi rispetto a quella che si sarebbe avuta con i tassi che i mercati si aspettavano in aprile; costerebbe oltre 5 miliardi nel 2019 e circa 9 nel 2020 se i tassi dovessero restare coerenti con le attuali aspettative dei mercati. Inoltre, ha sottolineato il rapporto, “un rialzo pronunciato e persistente dei rendimenti, a parità di tassi di crescita nominale dell’economia, aumenta il rischio che la dinamica del debito si collochi su una traiettoria crescente”.
Il rapporto ha anche ben chiarito gli effetti negativi dell’aumento dello spread: “Incrementi elevati e persistenti dei premi per il rischio sui titoli di Stato – ha scritto Bankitalia- ostacolano il calo del debito pubblico in rapporto al prodotto, incidono sul valore della ricchezza delle famiglie, frenano e rendono più oneroso il credito al settore privato, peggiorano le condizioni di liquidità e la patrimonializzazione di banche e assicurazioni”. In ogni caso, hanno aggiunto i tecnici di via Nazionale, “diversi fattori stanno attenuando le ripercussioni delle turbolenze finanziarie sull’economia. L’indebitamento del settore privato risulta tra i più bassi nell’area dell’euro, l’avanzo commerciale è ampio e la posizione debitoria netta verso l’estero si è pressoché azzerata. L’elevata vita media residua del debito pubblico rallenta la trasmissione dell’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato al costo medio del debito”.
Infine Bankitalia nel suo documento, ha lanciato un avvertimento ricordando che “il rialzo dei premi per il rischio sui titoli di Stato, se protratto nel tempo, avrebbe ripercussioni negative sul sistema finanziario e aumenterebbe i rischi per la stabilità. In particolare – ha proseguito l’istituto bancario nel suo ammonimento – incrementi elevati e persistenti dello spread ostacolano il calo del rapporto debito/Pil, riducono il valore della ricchezza delle famiglie, frenano e rendono più oneroso il credito al settore privato, peggiorano le condizioni di liquidità e la patrimonializzazione di banche e assicurazioni”. Infatti, come ha sempre segnalato Bankitalia, il calo dei titoli di Stato ha determinato una riduzione del valore della ricchezza finanziaria delle famiglie del 2% (poco meno di 85 miliardi) nei sei mesi a giugno, e negli ultimi mesi il peggioramento dei corsi azionari e obbligazionari si sarebbe riflesso in un’ulteriore perdita di valore di circa l’1,5 per cento. Il report ha ricordato che nella crisi del 2010-2011 un aumento dello spread di 100 punti base ha fatto salire di 30 punti base i tassi sui mutui alle famiglie.

 

 

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Immobili in vendita: l’Europa fa la voce grossa, l’ultima idea del governo per non arrendersi a Bruxelles https://www.business.it/il-governo-pronto-a-vendere-gli-immobili-per-sostenere-la-manovra/ Wed, 21 Nov 2018 13:58:39 +0000 https://www.business.it/?p=35693 Una situazione sempre più esplosiva, quella che vede l’Europa ormai decisa nei suoi affondi all’Italia. Il premier Conte, preoccupato dai possibili sviluppi di una procedura d’infrazione in arrivo e già accompagnata da uno spread sopra quota 300 punti, incontrerà nei prossimi giorni i vertici della Commissione Europea, cercando di gettare acqua sul fuoco. Nel frattempo,… Read More »Immobili in vendita: l’Europa fa la voce grossa, l’ultima idea del governo per non arrendersi a Bruxelles

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Una situazione sempre più esplosiva, quella che vede l’Europa ormai decisa nei suoi affondi all’Italia. Il premier Conte, preoccupato dai possibili sviluppi di una procedura d’infrazione in arrivo e già accompagnata da uno spread sopra quota 300 punti, incontrerà nei prossimi giorni i vertici della Commissione Europea, cercando di gettare acqua sul fuoco. Nel frattempo, però, nella maggioranza prende piede l’ipotesi di andare a elezioni anticipate, con una riforma del voto che permetta di governare avendo solo il 40 per cento.Il piano al varo dei gialloverdi prevede anche l’istituzione di un Fondo Patrimoniale dove far confluire e mettere in vendita gli immobili dello Stato, qualora la situazione del debito pubblico precipitasse. A rivelarlo è il Corriere della Sera, che parla anche di piani per il Quirinale che prevederebbero l’elezione diretta del capo dello Stato. Scenari, alcuni anche parecchio improbabili, che danno però l’idea di un esecutivo che ora dell’Europa ha paura davvero. L’isolamento italiano rispetto alle altre nazioni dell’Ue si sta facendo sempre più pericoloso e Conte, impegnato nell’impresa di ammorbidire un po’ Bruxelles, sa quanto già grave sia la situazione. “Se lo spread continua a lievitare, siamo pronti a prendere misure straordinarie per abbattere il debito”. È questo a far rispuntare l’idea del “Fondo patrimoniale degli italiani”.Un’idea accennata dal ministro grillino per i rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, quando assicura: “Siamo pronti a mettere in campo un piano di dismissione degli immobili”. Ipotesi difficile anche dal punto di vista costituzionale. Così restano, sullo sfondo, i pro e i contro di un ritorno anticipato alle urne. Che però finirebbero per scontarsi anche con la volontà del Quirinale. Una partita complessa e sempre più frenetica, per tutti.

La retromarcia di Salvini: la Lega si inchina all’Europa, Di Maio resta solo contro Bruxelles. Caos nella maggioranza

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Spesa pubblica, ecco dove fanno a finire davvero i soldi dati allo Stato dagli italiani https://www.business.it/spesa-pubblica-ecco-dove-fanno-a-finire-davvero-i-soldi-dati-allo-stato-dagli-italiani/ Mon, 12 Nov 2018 15:02:48 +0000 https://www.business.it/?p=35122 I rimborsi dei titoli del debito statale, pesano sulla spesa pubblica ben 228 miliardi di euro (1,3% per il 2018), che su un esborso pubblico totale di 877.346.939.404 euro, incidono sul 26% del bilancio. A dichiararlo è l’associazione indipendente I Copernicani, che tramite la sua analisi realizzata attraverso una nuova applicazione web operativa sul sito… Read More »Spesa pubblica, ecco dove fanno a finire davvero i soldi dati allo Stato dagli italiani

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I rimborsi dei titoli del debito statale, pesano sulla spesa pubblica ben 228 miliardi di euro (1,3% per il 2018), che su un esborso pubblico totale di 877.346.939.404 euro, incidono sul 26% del bilancio. A dichiararlo è l’associazione indipendente I Copernicani, che tramite la sua analisi realizzata attraverso una nuova applicazione web operativa sul sito budget.g0v.it per monitorare, sulla base delle informazioni rese pubblicamente disponibili dal ministero dell’Economia e delle Finanze italiano, i dati di spesa relativi alla legge di Bilancio 2019. Secondo lo studio, seguono i titoli del debito statale, la spesa per la tutela dei livelli essenziali di assistenza (ovvero la sanità con l’8,3%), gli oneri finanziari su titoli del debito statale (7,2%) e il sostegno alle gestioni previdenziali (7,1%).
Dal monitoraggio si evincono tutte le principali voci di spesa ascrivibili ai ministeri, dove naturalmente quello dell’Economia fa la parte del leone con una spesa di oltre 597 miliardi, seguito dal Lavoro (oltre 139 miliardi) e istruzione (oltre 59 miliardi). Per tutte le spese sono effettuate comparazioni con l’anno precedente, ad eccezione naturalmente delle novità, come i 9 miliardi per il reddito di cittadinanza. Grazie quindi a questa analisi dei Copernicani, si possono distinguere le più importanti voci di spesa che deve sostenere lo Stato, suddividendole per i principali ministeri, e con la variazione rispetto alla legge di bilancio 2018:

Ministero dell’Economia e delle Finanze
• Rimborso titoli del debito statale: 228,3 miliardi, +1,3%.
• Tutela dei livelli essenziali di assistenza: 73,2 miliardi, invariata.
• Oneri finanziari su titoli del debito statale: 67 miliardi, +0,8%.
• Rimborsi di imposte indirette: 32 miliardi, -0,2%.
• Regolazioni contabili relative alla compartecipazione delle autonomie speciali ai gettiti dei tributi erariali riscossi direttamente dalle autonomie speciali: 20,2 miliardi, -1,2%.
• Partecipazione al bilancio Ue: 18,3 miliardi, +2,7%.
• Rimborsi di imposte dirette: 17,7 miliardi, invariata.
• Vincite sui giochi e lotterie: 14 miliardi, invariata.
• Contribuzione aggiuntiva a carico del datore di lavoro per i dipendenti delle amministrazioni statali: 10,8 miliardi, invariata.
• Compartecipazione delle autonomie speciali ai gettiti dei tributi erariali per lo svolgimento delle funzioni assegnate: 9 miliardi, +2,4%.
• Politiche di coesione: 6,4 miliardi, +30,7%.
• Oneri finanziari su buoni postali fruttiferi: 6 miliardi, -3%.
• Interessi sui conti di tesoreria: 5,4 miliardi, +35%.
• Fondi di riserva: 4,8 miliardi, invariata.
• Fondi da assegnare per interventi di settore: 4,6 miliardi, +404,5%.
• Settore creditizio e bancario: 4,5 miliardi, +50%.
• Recuperi tributari effettuati nei confronti delle Regioni a statuto speciale e delle province autonome: 4,2 miliardi, invariata.
• Contratto di programma e di servizio per il trasporto ferroviario: 3,8 miliardi, -24%.
• Attuazione delle politiche comunitarie in ambito nazionale: 3,4 miliardi, -30,5%.
• Sostegno alla ricostruzione: 3,2 miliardi, +137%
• Accertamento e relativo contenzioso in materia di entrate tributarie, catasto e mercato immobiliare, svolte dall’Agenzia delle entrate: 3,1 miliardi.
• Aggi su giochi e lotterie: 2,8 miliardi, invariata.
• Spese di personale per le missioni politiche economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica: 2,3 miliardi, +0,9%.
• Garanzie assunte dallo stato: 2 miliardi, +10,7%.
• Servizio radiotelevisivo pubblico: 1,8 miliardi, +6,7%.
• Rimborso quota capitale mutui con oneri a carico dello Stato di prevalente interesse nazionale: 1,8 miliardi, +106,4%.
• Settore dell’autotrasporto: 1,6 miliardi, +9,1%.
• Fondo da assegnare per l’attuazione dei contratti del personale: 1,6 miliardi, -48,3%.Ministero dell’Istruzione
• Spese di personale per il programma (docenti di primo ciclo): 20,3 miliardi, +5,7%.
• Spese di personale per il programma (docenti di secondo ciclo): 11,0 miliardi, +5,1%.
• Finanziamento delle università statali: 7,4 miliardi, +0,8%
• Spese di personale (dirigenti scolastici e personale Ata primo ciclo: 4,5 miliardi, +5,2%.
• Spese di personale (docenti di sostegno primo ciclo): 3,5 miliardi, -4,5%.
• Spese di personale (dirigenti scolastici e Ata, secondo ciclo): 2,1 miliardi, +3,8%.
• Contributi alle attività di ricerca degli enti pubblici e privati: 1,8 miliardi, +3,7%.
Ministero della Difesa
• Spese di personale per la missione difesa e sicurezza del territorio (approntamento e impiego carabinieri): 5,9 miliardi, +4,2%.
• Spese di personale (approntamento forze terrestri): 4,9 miliardi, +3,4%.
• Spese di personale (forze aeree): 2,5 miliardi, +3,3%.
• Spese di personale (forse marittime): 1,9 miliardi, +2,0%.
• Ammodernamento, rinnovamento e sostegno delle capacita’ dello strumento militare: 1,8 miliardi, -19,8%.
Ministero dell’Interno
• Ripartizione risorse agli enti locali da devoluzione fiscalita’: 6,6 miliardi, invariata.
• Spese di personale (polizia di stato): 5,9 miliardi, +4,5%.
• Spese di personale (vigili del fuoco): 1,7 miliardi, +11,9%.
• Concorso dello Stato al finanziamento dei bilanci degli enti locali: 1,6 miliardi, -3,3%.
Ministero dello Sviluppo Economico
• Interventi per l’innovazione del sistema produttivo del settore dell’aerospazio, della sicurezza e della difesa: 2,4 miliardi, -11,9%.
Ministero della Giustizia
• Spesa di personale (polizia e amministrazione penitenziaria): 2,0 miliardi, +1%.
• Spese di personale (magistrati di giustizia penale e civile): 1,8 miliardi, +4,7%
• Spese di personale (personale civile, giustizia civile e penale): 1,4 miliardi, +2,5%.
Analizzando tutti i dati dei Copernicani, si possono notare i maggiori rialzi e ribassi delle voci di spesa. Il rialzo più significativo che emerge dall’analisi comparativa è del 404,5%, per 4,6 miliardi di spesa, per i fondi per interventi di settore cioè risorse da assegnare in corso di esercizio alle amministrazioni centrali dello Stato in base alle esigenze. A seguire, sempre in ambito Mef, l’aumento del 183,9% di 1,6 miliardi per partecipazione a banche, fondi ed organismi internazionali, e in terza posizione il rialzo del 106,4% per il rimborso quota capitale mutui con oneri a carico dello stato di prevalente interesse nazionale per 1,8 miliardi. Invece, tra i maggiori ribassi di spesa si registra nel fondo da assegnare per l’attuazione dei contratti del personale (-48,3%), e per quello dell’attuazione delle politiche comunitarie in ambito nazionale (-30,5%). A seguire il ribasso del fondo sul contratto sul contratto di servizio e di programma per il trasporto ferroviario (-24%). Infine da sottolineare, la drastica riduzione della spesa per interventi a favore degli stranieri anche richiedenti asilo e profughi (- 12,2%)

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Il morso del Fisco sull’Italia: un paese strozzato dalle tasse, quanto paghiamo rispetto al resto d’Europa https://www.business.it/il-morso-del-fisco-sullitalia-un-paese-strozzato-dalle-tasse-quanto-paghiamo-rispetto-al-resto-deuropa/ Mon, 12 Nov 2018 14:58:01 +0000 https://www.business.it/?p=35108 Sono ben 598 euro, i soldi persi in tasse da ogni italiano per l’anno 2017, a causa della pressione fiscale del nostro Paese rispetto a quella della media Ue. Il risultato arriva dall’ufficio studi della Cgia che ha messo a confronto la pressione fiscale registrata lo scorso anno nei principali Paesi europei, e confrontandone il… Read More »Il morso del Fisco sull’Italia: un paese strozzato dalle tasse, quanto paghiamo rispetto al resto d’Europa

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Sono ben 598 euro, i soldi persi in tasse da ogni italiano per l’anno 2017, a causa della pressione fiscale del nostro Paese rispetto a quella della media Ue. Il risultato arriva dall’ufficio studi della Cgia che ha messo a confronto la pressione fiscale registrata lo scorso anno nei principali Paesi europei, e confrontandone il differenziale di tassazione pro capite tra gli italiani e i cittadini dei principali paesi dell’Unione. Dall’analisi emerge che in Francia, in Belgio e in Svezia hanno pagato più di noi, rispettivamente 1.765, 1.196 e 712 euro. Ad eccezione dell’Austria che nel 2017 ha registrato il nostro stesso carico fiscale, tutti gli altri, invece, hanno avuto una pressione fiscale inferiore alla nostra; si tratta di un carico che ha assicurato un risparmio di tassazione pro capite rispetto ai cittadini italiani pari a 541 euro in Germania, a 996 euro in Olanda, a 1.964 euro nel Regno Unito e a 2.164 euro in Spagna.

Il report della Cgia non ha tenuto conto del Bonus Renzi, che per l’anno scorso ha pesato sulle casse dello stato per 9,5 miliardi di euro. Gli 80 euro dati a quei lavoratori dipendenti con retribuzioni medio-basse, sono stati contabilizzati nel bilancio dell’amministrazione pubblica come spesa aggiuntiva. Ne consegue che se si ricalcolasse la pressione fiscale considerando questi 9,5 miliardi di euro che praticamente sono un taglio delle tasse, anche se contabilmente vanno ad aumentare le uscite, la pressione fiscale scende al 41,6 per cento.Secondo il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo, “grazie all’estensione a tutti i contribuenti dell’applicazione della flat tax, nel 2019 si corre il rischio che le tasse locali tornino ad aumentare”. Zebeo infatti denuncia che la Manovra non ha confermato i blocchi delle imposte territoriali introdotte nel 2015, pertanto è probabile che le addizionali Irpef e le aliquote dell’Irap, dell’Imu e della Tasi sulle seconde case e i capannoni, possano tornare a salire.

Il Segretario della Cgia Renato Mason, invece sottolinea il divario tra l’aumento delle tasse e la diminuzione sia in qualità che in quantità, dei servizi erogati al pubblico, che come sappiamo sono proprio finanziati dai soldi che ogni contribuente versa allo Stato. “Sempre più difficile fare impresa, creare lavoro e ridistribuire ricchezza – denuncia inoltre Mason – Alle piccole e piccolissime imprese, in particolar modo, il calo dei consumi delle famiglie ha creato non pochi problemi finanziari, costringendo molte partite Iva a chiudere i battenti”.

Oltre all’eccessivo peso delle tasse, è altrettanto evidente quindi che l’efficienza e la qualità della nostra Pubblica amministrazione sono un grosso problema: dall’ultima indagine condotta dalla Commissione Europea sulla qualità della Pubblica Amministrazione in 192 territori, il risultato è che le principali regioni del Centro-Sud d’Italia sono per 8 volte nel rank dei peggiori 20, con la Calabria che si classifica addirittura al 190esimo posto. Il risultato finale è un indicatore che varia tra 100, dalla regione finlandese Aland (primo posto), allo zero andato alla regione bulgara dello Severozapaden. Sebbene sia relegato al 118esimo posto a livello europeo, il Trentino Alto Adige (indice pari a 41,4) è la realtà territoriale più virtuosa d’Italia; seguono, a pari merito, altre due regioni del Nordest, l’Emilia Romagna e il Veneto (indice pari a 39,4) che si collocano rispettivamente al 127esimo e al 128esimo posto della graduatoria generale. Subito sotto troviamo la Lombardia (38,9) che è al 131esimo posto e il Friuli Venezia Giulia (38,7) che si attesta al 133esimo gradino della classifica stilata dalla Commissione Europea.

Per le regioni del Mezzogiorno invece, si registrano le performance più allarmanti: se la Campania (indice pari a 8,4) è al 186esimo posto, l’Abruzzo (6,2) è al 189esimo e la Calabria, il territorio in cui la Pa funziona peggio tra tutte le nostre 20 realtà regionali, è addirittura al 190esimo gradino della graduatoria generale, con un indice di soli 1,8 punti.

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Una recita già finita: l’Istat scopre il bluff del governo sulla manovra, numeri impietosi https://www.business.it/linps-boccia-la-manovra-e-le-stime-del-governo-cifre-impietose/ Mon, 12 Nov 2018 14:33:52 +0000 https://www.business.it/?p=35125 Una realtà ben diversa da quella raccontata dal governo. E decisamente più preoccupante. Nell’aprire il giro di audizioni sulla legge di bilancio, l’Istat ha fatto i conti in tasca al Paese, smentendo le stime dell’esecutivo gialloverde di queste settimane. Stando all’istituto di statistica, per conseguire l’obiettivo di crescita del Pil all’1,2% nel 2018 previsto dalla nota… Read More »Una recita già finita: l’Istat scopre il bluff del governo sulla manovra, numeri impietosi

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Una realtà ben diversa da quella raccontata dal governo. E decisamente più preoccupante. Nell’aprire il giro di audizioni sulla legge di bilancio, l’Istat ha fatto i conti in tasca al Paese, smentendo le stime dell’esecutivo gialloverde di queste settimane. Stando all’istituto di statistica, per conseguire l’obiettivo di crescita del Pil all’1,2% nel 2018 previsto dalla nota di aggiornamento al Def “in termini meccanici, sarebbe necessaria una variazione congiunturale del Pil pari al +0,4% nel quarto trimestre dell’anno in corso”.Numeri considerevoli se si pensa che nell’ultimo trimestre la crescita è stata nulla e che l’istituto di statistica, come rimarcato nei giorni scorsi nella nota mensile sull’economia, ricorda che l’indicatore anticipatore “registra un’ulteriore flessione” prefigurando una persistente “una fase di debolezza del ciclo economico”. Anche per questo il presidente Istat Maurizio Franzini ha rimarcato che “un mutato scenario economico potrebbe influire sui saldi di finanza pubblica potrebbe influire sui saldi di finanza pubblica in modo marginale per il 2018 ma in misura più tangibile per gli anni successivi”.Parole che non sono però arrivate con efficacia all’orecchio del governo che, per bocca di Luigi Di Maio, ha ribadito tutta la sua convinzione: “Noi stiamo cercando di invertire la rotta il prima possibile. Condivido pienamente quello che ha detto il ministro Tria, che l’unico modo per rispettare tutti i parametri europei è fare una manovra suicida che poi porta alla recessione”.A criticare la manovra anche l’ufficio parlamentare di Bilancio, che in passato aveva già bocciato il quadro macroeconomico programmatico indicato dal governo nella nota di aggiornamento al Def.  “Nelle valutazioni più recenti dell’Upb, che incorporano la manovra al suo valore facciale il deficit si posizionerebbe nel 2019 al 2,6% del Pil”.

Manovra, riconfermato bonus ristrutturazioni 2019: tutti gli sconti e le novità in arrivo nel nuovo anno

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Una fotografia terribile: l’Istat mette in luce tutti i problemi dell’economia italiana https://www.business.it/tutte-le-debolezze-delleconomia-italiana-in-una-drammatica-fotografia-istat/ Fri, 09 Nov 2018 16:46:19 +0000 https://www.business.it/?p=34958 In Italia si evidenzia la persistenza di una fase di debolezza del ciclo economico. A segnalarlo è l’ Istat, nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana in cui si sottolinea “l’ulteriore flessione registrata dall’indicatore anticipatore. Nella nota l’Istat sottolinea anche come “a ottobre la fiducia ha mostrato andamenti discordanti tra i consumatori e le imprese”. Secondo… Read More »Una fotografia terribile: l’Istat mette in luce tutti i problemi dell’economia italiana

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In Italia si evidenzia la persistenza di una fase di debolezza del ciclo economico. A segnalarlo è l’ Istat, nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana in cui si sottolinea “l’ulteriore flessione registrata dall’indicatore anticipatore. Nella nota l’Istat sottolinea anche come “a ottobre la fiducia ha mostrato andamenti discordanti tra i consumatori e le imprese”. Secondo l’istituto di statistica, il clima di fiducia dei consumatori è lievemente aumentato, con un miglioramento del clima futuro e delle prospettive sulla disoccupazione, mentre risultano in peggioramento sia i giudizi, sia le attese sulla situazione economica del Paese. Inoltre nel mese di ottobre, è ripreso l’aumento dei prezzi al consumo e, rispetto agli altri paesi dell’area euro, il divario inflazionistico a favore dell’Italia si è leggermente ridimensionato.
Un campanello d’allarme quindi, l’indagine dell’Istat, che con la sua rilevazione della frenata dell’indicatore anticipatore dell’economia di ottobre, fa notare il costante protrarsi di una stagnazione economica che si è già palesata nel periodo precedente. Infatti è stato proprio l’Istituto di statistica a testimoniare che la spinta economica italiana va esaurendosi con segnali preoccupanti non solo dal commercio estero, ma dalla debolezza industriale interna. Infatti nel terzo trimestre, il Pil dell’Italia è rimasto invariato, e se senza un inversione della produzione industriale, degli investimenti e dei consumi, nel quarto trimestre rischia di scendere sotto lo zero.Intanto, mentre la Manovra compie il suo difficile percorso in Europa e in Parlamento con il suo carico di una previsione della crescita al +1,5% per il 2019, molti segnali aumentano l’incertezza circa quell’obiettivo. Barclay’s, sulla base di un sondaggio tra i responsabili acquisti delle imprese, stima un meno 0,14 per cento, il che porterebbe il saldo 2018 dall’uno allo 0,9, ma soprattutto complicherebbe tremendamente lo scenario per il 2019. Nella manovra del popolo, il governo stima una crescita dell’1,5 per cento (e dell’1,6 nel 2020), per sostenere un deficit del 2,4 e un debito del 130: ma tutto ciò a che il Pil non si riduca rispetto alle promesse. Se questo accadrà, aumentano deficit e debito: e la frenata in corso potrebbe preludere l’anno prossimo a una crescita di appena mezzo punto, un terzo di quanto stimato dal governo. Un nodo questo che manda molti segnali di incertezza circa la riuscita della manovra, e che riesce a far mettere d’accordo Italia, Bruxelles e Consiglio europeo.L’Italia resta indietro anche nel confronto con altri paesi dell’Unione Europea. Ne è un esempio la Germania, che secondo la lettura preliminare dell’ufficio di statistica Destatis, la produzione industriale tedesca è cresciuta a settembre dello 0,2 per cento, il doppio delle attese, nonostante la frenata del settore automobilistico. Anche le costruzioni crescono del 2,2, rilanciate dagli investimenti pubblici e privati. Lo spread dunque non è più solo sui titoli pubblici ma rischia di trasferirsi alla manifattura che ha tenuto a galla l’Italia durante la crisi.Misure consociative e assistenziali quelle della manovra, che proprio secondo gli industriali non porteranno benefici all’economia italiana: Mario Poletti Polegato di Geox non scorge nulla “per giovani, innovazione e scuola”; Giuseppe Pasini, presidente della Feralpi metallurgica e dell’associazione industriali di Brescia racconta di come “qui la crescita si è fermata, con cali di produzione superiori al 4 per cento”; Pasini invece afferma che “Gli effetti della manovra e ancora prima del decreto dignità ci preoccupano molto”. Alle voci imprenditoriali si aggiungono le denunce per il blocco delle grandi opere e la cancellazione degli incentivi all’industria digitale. Inoltre anche il settore bancario è in fermento, anche se uscito bene dagli stress test. Le banche infatti cominciano a trovare difficoltà a finanziarsi a causa dello spread e della minaccia, ad aprile, di nuove revisioni dei rating.

 

 

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Manovra, riconfermato bonus ristrutturazioni 2019: tutti gli sconti e le novità in arrivo nel nuovo anno https://www.business.it/bonus-ristrutturazioni-confermato-ecco-come-funziona-e-perche-e-importante/ Wed, 07 Nov 2018 17:14:38 +0000 https://www.business.it/?p=34829 In arrivo buone notizie per chi intendeva ristrutturare casa o indeciso sul farlo. La nuova legge di bilancio ha prorogato di un altro anno il bonus ristrutturazioni per il 2019, ovvero la detrazione fiscale Irpef del 50% per le spese sostenute dal contribuente per interventi di restauro, manutenzione, messa in sicurezza dell’immobile e risparmio energetico.… Read More »Manovra, riconfermato bonus ristrutturazioni 2019: tutti gli sconti e le novità in arrivo nel nuovo anno

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In arrivo buone notizie per chi intendeva ristrutturare casa o indeciso sul farlo. La nuova legge di bilancio ha prorogato di un altro anno il bonus ristrutturazioni per il 2019, ovvero la detrazione fiscale Irpef del 50% per le spese sostenute dal contribuente per interventi di restauro, manutenzione, messa in sicurezza dell’immobile e risparmio energetico. Viene riproposto per altri 12 mesi anche il bonus del 36% destinato agli interventi di manutenzione straordinaria sui giardini. Vediamo nel dettaglio la proroga dei bonus ristrutturazioni 2019, bonus mobili ed elettrodomestici 2019, bonus verde 2019 e l’Ecobonus 2019, per il prossimo anno.

Bonus ristrutturazioni 2019. Per il prossimo anno resta dunque la detrazione IRPEF pari al 50%, entro il tetto massimo di spesa pari a 96.000 euro, da suddividere in 10 quote annuali di pari importo, per chi effettua lavori di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia. Obbligatorio il pagamento con il bonifico con i riferimenti di legge.Bonus mobili 2019. Alla proroga dell’aliquota maggiorata della detrazione per ristrutturazione si accompagna quella del bonus mobili, con le regole attuali. Sarà quindi possibile acquistare arredi (dalle cucine ai divani, ma anche letti e materassi, armadi e lampadari ) con lo sconto fiscale del 50%, solo per chi ha eseguito interventi di ristrutturazione iniziati dallo scorso gennaio, o che partiranno nel 2019, ed effettuati prima dell’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. In questo caso è previsto un tetto massimo di spesa di 10.000 euro per immobile, per cui chi ha già speso qualcosa quest’anno dovrà aggiungere queste somme a quelle del prossimo anno. Per l’agevolazione non occorre il pagamento con il bonifico dedicato, ma sono utilizzabili anche carte di credito e bancomat e serve la fattura.

Bonus verde 2019. Nella lista delle proroghe rientra anche il bonus verde, ossia lo sconto del 36% per chi si appresta a ristrutturare lo spazio verde della propria abitazione o il giardino condominiale, e per chi finanzia lavori per il verde pubblico. Il tetto massimo di spesa è fissato a 5.000 euro. Si deve trattare però di interventi di un certo rilievo: non ci sono infatti agevolazioni per chi ha l’hobby del giardinaggio, ma è obbligatorio rivolgersi a personale specializzato.
Ecobonus 2019. Confermate infine per il nuovo anno, anche le agevolazioni per gli interventi di risparmio energetico senza sostanziali novità. Invariata quindi la detrazione del 65%, per un massimo di spesa pari a 100 mila euro, da suddividere sempre in 10 anni. Tra le modifiche avvenute già dallo scorso anno, la differenziazione di aliquote su alcune tipologie di strumenti di risparmio energetico: in base al tipo di prestazioni della caldaia acquistata, spetta una detrazione che varia dallo 0% al 50% e 65%; per il cambio di nuovi infissi, per le nuove zanzariere e la sostituzione di tende da sole e da interni, il bonus sarà pari al 50%.Sempre nel 2019, Insieme alla proroga bonus casa dovrebbe arrivare l’Ecoprestito, che permetterebbe anche ai cittadini meno abienti di accedere ai bonus, attraverso un prestito a tasso agevolato per pagare le spese.

 

 

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Risparmi in fumo: la manovra fa infuriare i tabagisti, cosa contiene il testo voluto da Lega e M5S https://www.business.it/manovra-arriva-la-stangata-per-i-fumatori-cosa-contiente-il-testo/ Wed, 24 Oct 2018 12:15:58 +0000 https://www.business.it/?p=33983 Brutte notizie anche per i fumatori. Quelli più attenti, probabilmente, avranno già scovato nei 73 articoli che compongono la bozza della manovra 2019 qualche riga che ha fatto scattare loro dei campanelli d’allarme, sparsi in un testo che non è piaciuto l’Europa facendo scattare la bocciatura. Il disegno di legge di bilancio 2019 infatti aumenta le tasse sulle sigarette,… Read More »Risparmi in fumo: la manovra fa infuriare i tabagisti, cosa contiene il testo voluto da Lega e M5S

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Brutte notizie anche per i fumatori. Quelli più attenti, probabilmente, avranno già scovato nei 73 articoli che compongono la bozza della manovra 2019 qualche riga che ha fatto scattare loro dei campanelli d’allarme, sparsi in un testo che non è piaciuto l’Europa facendo scattare la bocciatura. Il disegno di legge di bilancio 2019 infatti aumenta le tasse sulle sigarette, o almeno questo prevede una bozza della manovra datata 23 ottobre nella quale sono previsti due articoli: “disposizioni in materia di tassazione dei tabacchi lavorati” e “disposizioni in materia di tabacchi lavorati”. Il governo avrebbe previsto un aumento dei prezzi delle bionde, dei sigari e del tabacco trinciato. Intanto dopo il no alla manovra da parte della commissione europea, il governo ha aperto a possibili “tagli alla spesa” e a “verifiche trimestrali dei conti” in base alle quali rimodulare gli impegni. Una sforbiciata dunque a tutte le voci di uscita magari con una rimodulazione delle misure escludendo però ‘introduzione di una patrimoniale. I Cinque Stelle hanno tenuto a sottolineare come sia presente, nel testo, la previsione dell’ormai celebre reddito di cittadinanza, per il quale sono stati messi in conto 9 miliardi, compresi quelli necessari per l’adeguamento dei centri dell’impiego.Non c’è invece traccia di quota 100 : il disegno di legge di bilancio infatti rimanda a successivi interventi legislativi l’introduzione dell’attesa pensione anticipata e del nuovo sussidio per combattere la povertà, tanto che non viene mai nominata quota 100 né viene spiegato come e a chi sarà distribuito il reddito di cittadinanza. Nella manovra troverebbe solo spazio lo stanziamento per la creazione di un fondo ad hoc per l’introduzione delle due riforme care a Lega e M5s.

Manovra bocciata: le prossime mosse di Salvini e Di Maio. Cosa rischiamo noi

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“Devastante”. L’Inps contro il governo Conte, la drammatica previsione di Boeri sulla manovra: cosa succederà agli italiani https://www.business.it/boeri-contro-la-manovra-la-nefasta-previsione-dellinps-sul-governo/ Wed, 17 Oct 2018 13:45:13 +0000 https://www.business.it/?p=33513 Una previsione che più negativa non si potrebbe, quella fatta dall’Inps sui possibili effetti del condono contributivo. A dirlo è stato il presidente dell’ente Tito Boeri, che nel corso dell’audizione alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati non ha nascosto tutta la propria preoccupazione per quello che potrebbe succedere nei prossimi mesi. “Il condono contributivo,… Read More »“Devastante”. L’Inps contro il governo Conte, la drammatica previsione di Boeri sulla manovra: cosa succederà agli italiani

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Una previsione che più negativa non si potrebbe, quella fatta dall’Inps sui possibili effetti del condono contributivo. A dirlo è stato il presidente dell’ente Tito Boeri, che nel corso dell’audizione alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati non ha nascosto tutta la propria preoccupazione per quello che potrebbe succedere nei prossimi mesi. “Il condono contributivo, a differenza di condono fiscale – ha detto – ha un doppio effetto, non solo negativo sulla raccolta contributiva ma immediatamente anche un effetto sulla spesa e un effetto devastante sui conti del nostro istituto. Già per il fatto che se ne sia parlato abbiamo avuto una riscossione inferiore a quella che ci aspettavamo”.Boeri ha preso la parola concentrandosi sulle materie dell’equità previdenziale, virando poi ovviamente sull’agenda calda delle pensioni in vista della manovra: “Il conto per lo Stato è di 7 miliardi il primo anno, poi 11,5 miliardi nel 2020, 17 miliardi nel 2021 e nei primi dieci anni i costi di questa misura sarebbero di circa 140 miliardi. Le nostre stime ci dicono che fino al 2046 il deficit previdenziale aggiuntivo arriverà intorno a 400 miliardi, successivamente si cominceranno ad avere dei risparmi – insufficienti a colmare il distacco generato all’inizio – con impatto sul debito implicito complessivo di 117 miliardi di euro”. 
“Un elemento importante è la mancata indicizzazione alla speranza di vita, tanto per il requisito contributivo che per quello anagrafico: significa lasciare costi importanti sulle generazioni future”, ha rimarcato Boeri aggiungendo che “è lo stesso richiamo che ho fatto nella passata legislatura”, evidenziando che non si tratta dunque di un rilievo specifico per questo governo ma era già arrivato nei confronti della proposta Damiano-Sacconi. “Dobbiamo pensare ai nostri figli”.

“Due kamikaze”. Feltri contro Salvimaio, i segreti della manovra che scatenano le ire del direttore “borghese”

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Il populismo ha meno popolo, gli italiani spezzano il cuore di Salvimaio https://www.business.it/il-governo-gialloverde-perde-consenso-agli-italiani-non-piace-piu/ Tue, 16 Oct 2018 05:47:33 +0000 https://www.business.it/?p=33348 Un governo che piace, piace da impazzire, inizia a non piacere più. I sondaggi storicamente favorevoli all’esecutivo Conte fin dal suo insediamento hanno di colpo voltato le spalle ai gialloverdi, fin qui sempre forti della benevolenza del popolo italiano. E lo hanno fatto nel momento peggiore, quello di tensione massima, sul tema che sta più… Read More »Il populismo ha meno popolo, gli italiani spezzano il cuore di Salvimaio

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Un governo che piace, piace da impazzire, inizia a non piacere più. I sondaggi storicamente favorevoli all’esecutivo Conte fin dal suo insediamento hanno di colpo voltato le spalle ai gialloverdi, fin qui sempre forti della benevolenza del popolo italiano. E lo hanno fatto nel momento peggiore, quello di tensione massima, sul tema che sta più a cuore al momento a Salvini e Di Maio: la manovra. Nei giorni più caldi per il Movimento Cinque Stelle e la Lega, ecco allora i dati Tecnè fotografare una realtà non facilissima da digerire. Per la prima volta, infatti, i due partiti ottengono un consenso inferiore al 50%, con il dato di chi non ha fiducia nel governo (46%) ormai prossimo a quello di coloro che ne danno un giudizio positivo (48%). Ancora alta la fiducia nel premier Conte e nei ministri, ma anche in questo caso inferiore alla maggioranza assoluta degli intervistati tranne che per Salvini, che si ferma al 50% esatto.Basta entrare più nel dettaglio per capire il motivo dell’improvvisa perdita della fiducia da parte degli elettori. La bocciatura per la manovra è infatti secca: quasi il 50% degli italiani la ritengono negativa, solo il 40% la giudica positiva. Due sono gli elementi di allarme per il governo: il primo, la tendenza al ribasso, in quanto nel precedente sondaggio Tecnè la maggioranza approvava la manovra. Gli italiani stanno dunque cambiando idea riguardo ai provvedimenti del governo. Il secondo motivo di preoccupazione deriva dal fatto che la maggioranza ha ad oggi circa il 60% dei voti: se solo il 40% approva la manovra, vuol dire che circa un terzo degli elettori leghisti e grillini ha un giudizio invece poco lusinghiero. Alla manovra e alle incertezze che la accompagnano si sommano poi le sensazioni sulla situazione economica, con i venti arrivati da Bruxelles nelle ultime settimane a far sentire tutto il loro peso. Gli italiani ritengono, il larghissima maggioranza, che le cose non miglioreranno e anzi resteranno stabili (51%), ma il 58% pensa anche che la crisi economica sia ancora in corso. Nel complesso quindi la visione è fortemente negativa (crisi che non cambierà) e ciò è in linea con la bocciatura della manovra: il governo non è a quanto pare visto come in grado di migliorare la situazione economica.

“Due kamikaze”. Feltri contro Salvimaio, i segreti della manovra che scatenano le ire del direttore “borghese”

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Il Caso-Italia sulla bocca di tutti: il nostro Paese visto dall’estero, indicazioni chiare sul futuro https://www.business.it/il-caso-italia-sulla-bocca-di-tutti-il-nostro-paese-visto-dallestero-indicazioni-chiare-sul-futuro/ Mon, 15 Oct 2018 14:40:05 +0000 https://www.business.it/?p=33312 Un messaggio di ottimismo e di speranza che le cose si possano ancora mettere apposto, sono giunte all’Italia dall’Indonesia, dove si è tenuto il meeting annuale di Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale. Nel corso delle tre giornate di incontri e discussioni sui principali temi dell’agenda mondiale, il “Caso-Italia” è stato tra gli argomenti più… Read More »Il Caso-Italia sulla bocca di tutti: il nostro Paese visto dall’estero, indicazioni chiare sul futuro

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Un messaggio di ottimismo e di speranza che le cose si possano ancora mettere apposto, sono giunte all’Italia dall’Indonesia, dove si è tenuto il meeting annuale di Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale. Nel corso delle tre giornate di incontri e discussioni sui principali temi dell’agenda mondiale, il “Caso-Italia” è stato tra gli argomenti più trattati: “Non vogliamo entrare in conflitto con l’Italia, e il reddito di cittadinanza si può fare anche senza aumentare il deficit. Una questione di scelte politiche” ha detto il Commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. Dunque le sue, sono state parole concilianti, ben diverse da quelle pronunciate nella lettera del 5 ottobre scorso quando la Commissione espresse al Governo seria preoccupazione per le cifre contenute nel Def. La Commissione Ue si aspetta un cambio di rotta della maggioranza di governo sulla manovra prima della definitiva bocciatura della legge di bilancio, cosa mai successa in precedenza.
Nel corso di una conferenza stampa dove l’Italia, i suoi conti pubblici e lo spread sono stati i protagonisti assoluti, il Presidente della Bce Mario Draghi, ha dichiarato di essere fiducioso nel lavoro del Parlamento: “Sono ottimista su un accordo. Bisogna stare tranquilli e abbassare i toni e avere fiducia in un compromesso senza drammatizzare. Le parole sono cambiate tante volte aspettiamo i fatti”  ha rimarcato il Presidente dell’Eurotower, che ha invitato a moderare toni e parole, che fino ad ora hanno portato all’innalzamento eccessivo dello spread, tra i Btp italiani in confronto con quelli tedeschi a danno di famiglie e imprese.Uno spread che secondo il Financial Times potrebbe far ripiombare in recessione l’Italia, ipotesi che non è stata condivisa dal presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro: “Questi livelli di spread non portano a una recessione” – ha detto il Presidente, che ha inoltre annunciato che il gruppo è pronto a dare il proprio contributo per sostenere la crescita prevista dal governo e mette sul tavolo 150 miliardi, 50 miliardi l’anno per tre anni, possibile perché fuori dai divieti europei agli aiuti di Stato. “L’intero sistema bancario nazionale è solido, e assolutamente risanato in termini di capitali e di sofferenze e ho l’impressione che questo non sia ancora ben valutato. Le condizioni per colmare i veri spread con la Germania che sono quelli della crescita e degli investimenti, – ha continuato Gros-Pietro – ci sono ed il governo deve fare la sua parte. Questa manovra nasce da un’ispirazione di politica economica per generare crescita, e per questo non è negativa”.  Il presidente di Banca Intesa, (che in Italia è il principale istituto bancario) ha chiarito quindi di appoggiare la linea di politica economica del governo: il gruppo bancario è pronto a dare il proprio contributo per sostenere la crescita prevista dal governo e ha messo sul tavolo 150 miliardi, 50 miliardi l’anno per tre anni, possibile perché fuori dai divieti europei agli aiuti di Stato.

Questo “Credit crunch”, un termine tecnico per indicare una stretta creditizia, è già avvenuto nel 2011-2012 e portò al blocco non solo di investimenti e consumi, ma anche la trasmissione della politica monetaria dell’economia reale. La grande liquidità messa in circolo dalla Bce, si fermava nei bilanci delle banche e non veniva erogata a chi ne facesse richiesta per vivere o produrre. Andò così in particolar modo per quelle due aste di finanziamenti (Litro- long term Refinancing Operation) per un totale di mille miliardi che Draghi mise a disposizione di 800 banche europee a dicembre 2011 e a febbraio 2012 prima di arrivare alla mossa estrema del Quantitative easing nel 2015. Cinquanta miliardi l’anno da parte di una sola banca italiana significa molto di più di una qualsiasi manovra mai vista nella storia, e forse questa volta davvero ad invertire l’andamento dell’economia italiana.

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Numeri a caso: Salvini contraddice Tria sulla manovra, il governo sempre più nel caos https://www.business.it/i-conti-non-tornano-sulla-manovra-salvini-smentisce-il-ministro-tria/ Wed, 10 Oct 2018 15:12:57 +0000 https://www.business.it/?p=32975 Pronti a tutto, senza mediazioni. Salvini e Di Maio vanno avanti con la manovra, destreggiandosi tra i timori di Tria, le turbolenze sui mercati, gli ammonimenti dell’Ue e lo spread tornato a salire proprio in queste ore. E ribadendo la loro unità d’intenti, uno accanto all’altro per mantenere fede alle promesse fatte agli italiani. Con… Read More »Numeri a caso: Salvini contraddice Tria sulla manovra, il governo sempre più nel caos

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Pronti a tutto, senza mediazioni. Salvini e Di Maio vanno avanti con la manovra, destreggiandosi tra i timori di Tria, le turbolenze sui mercati, gli ammonimenti dell’Ue e lo spread tornato a salire proprio in queste ore. E ribadendo la loro unità d’intenti, uno accanto all’altro per mantenere fede alle promesse fatte agli italiani. Con l’ennesimo giallo che ha sollevato più di un dubbio su quanto sta accadendo in questi giorni all’interno della maggioranza gialloverde. Protagonisti il Comandante Matteo e lo stesso ministro Tria, che in in commissione Bilancio ha parlato di interventi “previsti per la flat tax dal governo che avranno un costo nel primo anno di soli 600 milioni, per poi salire a 1,8 miliardi nel 2020 e a 2,3 miliardi nel 2021: in totale 4,7 miliardi in tre anni”.Una previsione subito contestata, però, da Salvini: “Sono di più, un miliardo e 700 milioni”, ha detto il numero uno della Lega a margine dell’anniversario dalla fondazione dei Nocs della polizia.  “La manovra è di circa 16 miliardi ma per le riduzioni fiscali ha un ammontare stimabile di circa 1,7 miliardi. Comunque lunedì arriva il decreto fiscale, i numeri saranno scritti e non mentono”. Lo stesso vicepremier aveva ribadito poco prima: “La manovra non cambia, ho assunto un impegno per cambiare la Fornero e adesso perché qualcuno a Bruxelles, lo spread o Bankitalia mi dice che non va bene dico agli italiani che ho scherzato? Io la manovra non la cambio, io vado dritto”. Un concetto rilanciato anche dal collega pentastellato Di Maio: “Non si può tornare indietro. Se vengono a dire che non possiamo toccare la legge Fornero questo è un giudizio politico. Io i cittadini non li tradisco”. Parole che non fanno che accendere gli animi in un momento in cui il governo viene descritto dai giornali come vicino a una spaccatura proprio intorno alla manovra, con il ministro Tria già finito nel mirino e pronto a salvare, con conseguenze che andrebbero a interessare l’intero esecutivo Conte. Il conto alla rovescia verso il giorno della verità inizia ad avvicinarsi pericolosamente allo zero.

Il Diavolo e l’acquasanta: la Chiesa pronta alla pace con Salvini, la stretta di mano che spiazza i cattolici

 

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Una manovra “occulta”. Cosa succederà alle casse degli italiani, i segreti del governo gialloverde https://www.business.it/tutti-i-dubbi-sulla-manovra-italiana-unanalisi-estera-che-fa-paura/ Mon, 01 Oct 2018 10:58:53 +0000 https://www.business.it/?p=32295 L’Europa ha spostato da tempo il proprio cannocchiale verso il Bel Paese, osservando con un misto di fibrillazione e sana paura quanto sta accadendo in questi ultimi mesi all’interno dei nostri confini. Con un conto alla rovescia che continua a marciare inesorabile, quello che separa il governo Conte da una manovra che ha già fatto… Read More »Una manovra “occulta”. Cosa succederà alle casse degli italiani, i segreti del governo gialloverde

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L’Europa ha spostato da tempo il proprio cannocchiale verso il Bel Paese, osservando con un misto di fibrillazione e sana paura quanto sta accadendo in questi ultimi mesi all’interno dei nostri confini. Con un conto alla rovescia che continua a marciare inesorabile, quello che separa il governo Conte da una manovra che ha già fatto e continuerà a far discutere, a maggior ragione dopo i festosi annunci fatti da Di Maio e Salvini sull’intesa raggiunta al 2.4% sul rapporto deficiti/pil. Ci guarda il mondo della finanza, ci guardano tanti paesi che dell’Unione fanno parte come noi e si chiedono cosa succederà ora all’interno dei nostri confini. L’italia, d’altronde, è la terza economia per importanza tra quelle dell’Eurozona, dopo Germania e Francia. Ma il nostro sistema bancario è considerato fragile, dopo un ventennio in cui il nostro Paese ha fatto pochi, preziosi passi avanti.Aggiungete al mix la determinazione con cui il governo gialloverde si dice pronto a sfidare i diktat economici dell’Unione Europea e il cocktail è presto servito, composta da una buona dosa di preoccupazione e speranze, nel resto degli stati membri, in una riconciliazione che pare ormai utopia. Se lo chiede il Guardian, testata inglese che in piena discussione sulla Brexit ha dedicato al nostro Paese un approfondimento in cui si chiede le conseguenze delle decisioni di Lega e Cinque Stelle sullo sforamento del pil, una linea che nelle intenzioni della maggioranza dovrebbe proseguire fino al 2010. Un piano che, secondo il giornale britannico, è stato pensato per bilanciare i pessimi risultati della politica monetaria italiana degli ultimi anni, stretta tra bassi tassi di interesse e un programma di creazione di nuova moneta (all’insegna della cosiddetta “facilitazione quantitativa”) che ha penalizzato il nostro Paese più di altri.Un piano, però, destinato a scontarsi non solo con le istituzioni europee, alle quali Salvini e Di Maio hanno già mostrato i muscoli, ma anche e soprattutto con i mercati. Le banche italiane sono state grandi acquirenti dei bond venduti dal governo e rischiano di finire in una posizione pericolante qualora questi ultimi vedano precipitare il loro valore. La paura, allora, è l’innescarsi di un circolo vizioso fatto di crescita debole, deficit in aumento, bond a picco e crisi degli istituti bancari. Le conseguenze arriverebbero anche al di fuori dell’Italia, considerando come le banche di altri paesi, come la Francia, detengano una bella fetta del debito pubblico italiano. Uno scenario certamente apocalittico ma che prende forma, nella penna di chi osserva il Bel Paese, soprattutto per la “poca ragionevolezza mostrata da un governo che sembra intenzionato ad andare allo scontro con l’Ue a tutti i costi, più interessato al proprio consenso che al futuro dei cittadini”.

Cornuti e mazziati, manovra: perché a rischiare non è il governo ma i risparmiatori…

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Manovra, scontro tra Lega e M5s: la maggioranza divisa, i punti che hanno spaccato la maggioranza https://www.business.it/sulla-legge-di-bilancio-e-scontro-tra-lega-e-cinque-stelle/ Tue, 18 Sep 2018 08:40:15 +0000 https://www.business.it/?p=31469 Quasi tre ore di incontro al termine delle quali, però, i dubbi restano più numerosi delle certezze. Il premier Giuseppe Conte ha incontrato Luigi Di Maio, Matteo Salvini e ministri all’Economia e agli Affari Ue Giovanni Tria e Paolo Savona per porre le basi di un accordo sulla prossima legge di Bilancio. Un’attesa che, però,… Read More »Manovra, scontro tra Lega e M5s: la maggioranza divisa, i punti che hanno spaccato la maggioranza

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Quasi tre ore di incontro al termine delle quali, però, i dubbi restano più numerosi delle certezze. Il premier Giuseppe Conte ha incontrato Luigi Di Maio, Matteo Salvini e ministri all’Economia e agli Affari Ue Giovanni Tria e Paolo Savona per porre le basi di un accordo sulla prossima legge di Bilancio. Un’attesa che, però, è ancora lontana dall’essere raggiunta, come spiega il Corriere della Sera. I protagonisti del meeting hanno insistito sui tagli agli sprechi, segno che bisogna trovare risorse per finanziare le tante richieste di Lega e 5 Stelle. “Il vertice — ha spiegato Conte alla stampa — si è svolto in totale armonia ed è emerso l’obiettivo condiviso di provvedere ad una profonda revisione della spesa, volta a massimizzarne l’efficienza attraverso il taglio degli sprechi”. Lo stesso premier aveva avvisato che la manovra si sarebbe occupata anche di sanità. Il ministro Giulia Grillo ha chiesto di ridurre la spesa a carico dei cittadini, con la revisione dei ticket, e maggiori risorse per i contratti di lavoro. Tria è intenzionato a tenere l’obiettivo di deficit del prossimo anno intorno all’1,6%, Lega e M5S, come rivelato in queste ore da diversi esponenti della maggioranza, non si rassegnano e spingono affinché l’asticella sia fissata a un livello più alto, vicino al 2%. “Rispetteremo gli impegni con gli italiani su tasse, pensioni, reddito di cittadinanza e maggiori posti di lavoro. Gli esperti sono al lavoro per recuperare sprechi ma soprattutto per assicurare riforme coraggiose” ha detto non a caso Salvini dopo il vertice. A fargli eco, Di Maio: “Le scelte sulla legge di Bilancio devono essere coraggiose”.Uniti nel pressing a Tria, grillini e leghisti sono invece divisi sulle cose da fare. Un duello a distanza che riguarda soprattutto l’adeguamento delle pensioni minime a 780 euro e il reddito di cittadinanza. “Per tutte le definizioni internazionali, quando lo Stato cancella qualcosa che il contribuente deve pagare, è un condono – ha precisato l’economista Carlo Cottarelli, secondo il quale un deficit pubblico all’1,6% è un obiettivo accettabile e che non causerebbe una reazione eccessiva dei mercati – anche se è dura arrivarci inserendo la flat tax, il reddito di cittadinanza, una riforma delle pensioni”.

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L’inverno sta arrivando, i venti del nord (Bruxelles) parlano della guerra perfetta tra Europa e Roma. Chi vincerà? https://www.business.it/i-cinque-stelle-contro-il-ministro-tria-per-avere-piu-soldi-nella-manovra/ Fri, 14 Sep 2018 06:08:14 +0000 https://www.business.it/?p=31182 Nuvoloni neri (e ben visibili) all’orizzonte per il governo gialloverde che potrebbe ritrovarsi presto, se il vento non cambierà presto, nel bel mezzo di una tempesta. A testimoniarlo, le ultime ore che hanno visto gli esponenti della maggioranza chiamati in causa dalle continue bordate arrivate dalle istituzioni europee. Sullo sfondo c’è però sempre e solo… Read More »L’inverno sta arrivando, i venti del nord (Bruxelles) parlano della guerra perfetta tra Europa e Roma. Chi vincerà?

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Nuvoloni neri (e ben visibili) all’orizzonte per il governo gialloverde che potrebbe ritrovarsi presto, se il vento non cambierà presto, nel bel mezzo di una tempesta. A testimoniarlo, le ultime ore che hanno visto gli esponenti della maggioranza chiamati in causa dalle continue bordate arrivate dalle istituzioni europee. Sullo sfondo c’è però sempre e solo un nodo da sciogliere: il braccio di ferro con il ministro dell’Economia Giovanni Tria per ottenere più soldi e quindi margini di manovra ben diversi, rispetto a quelli che si prospettano, nella futura finanziaria. Il primo attacco a un esecutivo dai nervi già tesi era arrivato dal presidente della Bce Mario Draghi che, solitamente molto discreto, era andato dritto al bersaglio parlando di “danni fatti con le parole” dal governo italiano. Stizzito, Salvini aveva replicato augurandosi che “gli italiani in Europa facciano gli interessi dell’Italia come fanno tutti gli altri paesi, aiutino e consiglino e non critichino e basta”.Era stata poi la volta del francese Pierre Moscovici, commissario agli Affari economici della Ue: “L’Italia è un problema nell’eurozona. C’è un clima che assomiglia molto agli anni ’30. Certo, non dobbiamo esagerare, chiaramente non c’è Hitler, forse dei piccoli Mussolini”. Ad alzare la voce era stato a quel punto Luigi Di Maio, che aveva definito “ignobili” le parole di Moscovici. L’Europa, insomma, va all’attacco del governo perché per niente convinta delle sue intenzioni in materia economica, e in vista del summit sulla finanziare la tensione all’interno della maggioranza è salita alle stelle. Lega e Cinque Stelle contestano al ministro Tria i vincoli imposti, su tutti il blocco all’1,6% del rapporto deficit/Pil. I grillini, che hanno puntato molto sul tema dell’occupazione in campagna elettorale, vorrebbero destinare tra gli otto e i dieci milioni di euro per il reddito di cittadinanza. Tria è fermo alla metà.Un’insoddisfazione che in queste ore i parlamentari pentastellati non avevano nascosto, tuonando contro il ministro: “Se è della Lega e vuole fare i loro interessi lo dica pure”. Gli esponenti del Movimento si dicono pronti allo scontro, sottolineando come a decidere sia la maggioranza, non certo un singolo. L’obiettivo, stando alle indiscrezioni, sarebbe strappare una soglia di flessibilità superiore al 2%, così da tranquillizzare i mercati in caso di sforamento rispetto a quell’1,6 prospettato fin qui. Una partita che si gioca proprio mentre arrivano le dimissioni del presidente della Consob Mario Nava, accolte con non troppo dispiacere da Di Maio: “Adesso nomineremo un servitore dello Stato e non della finanza internazionale”. La sensazione è che il vaso sia ormai pieno d’acqua e le prossime gocce, potenzialmente, pericolosissime. 

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