Senza categoria – Business.it https://www.business.it I segreti del potere - Notizie e retroscena Sun, 26 Jul 2026 07:17:57 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.3 https://www.business.it/wp-content/uploads/2023/01/cropped-Favicon_Business.it_-32x32.jpg Senza categoria – Business.it https://www.business.it 32 32 “Temperature record e danni pesantissimi”. Meteo choc, arriva Super El Niño, il più grande caldo da 150 anni: quando colpirà https://www.business.it/temperature-record-e-danni-pesantissimi-meteo-choc-arriva-super-el-nino-il-piu-grande-caldo-da-150-anni-quando-colpira/ Sun, 26 Jul 2026 07:17:54 +0000 https://www.business.it/?p=157342 Le ondate di calore, la siccità e gli incendi che stanno colpendo numerose aree del pianeta potrebbero rappresentare solo un anticipo di uno scenario più severo. L’attenzione degli scienziati è rivolta al Pacifico, dove l’evoluzione di El Niño, insieme al riscaldamento globale, potrebbe incidere sulle temperature dei prossimi anni e aumentare la frequenza di fenomeni… Read More »“Temperature record e danni pesantissimi”. Meteo choc, arriva Super El Niño, il più grande caldo da 150 anni: quando colpirà

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Le ondate di calore, la siccità e gli incendi che stanno colpendo numerose aree del pianeta potrebbero rappresentare solo un anticipo di uno scenario più severo. L’attenzione degli scienziati è rivolta al Pacifico, dove l’evoluzione di El Niño, insieme al riscaldamento globale, potrebbe incidere sulle temperature dei prossimi anni e aumentare la frequenza di fenomeni estremi.

Secondo le valutazioni riportate dalla rivista Nature, il fenomeno potrebbe raggiungere livelli eccezionali e trasformarsi in un Super El Niño. In tale contesto, il 2027 viene indicato come un possibile candidato a diventare l’anno più caldo mai osservato nelle rilevazioni moderne, anche se l’evoluzione resta legata alle prossime analisi oceaniche e climatiche.

Super El Niño e temperature globali: lo scenario monitorato

El Niño è un fenomeno climatico periodico associato al riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico centrale e orientale. Si manifesta generalmente tra dicembre e gennaio e, in media, torna con una cadenza di circa cinque anni. Quando l’intensità è elevata, può modificare i regimi delle precipitazioni e incidere sulle temperature in diverse regioni del mondo.

Gli esperti stanno seguendo l’aumento delle temperature oceaniche, considerate un indicatore decisivo per comprendere la possibile portata dell’evento. Un episodio particolarmente forte, sommato all’aumento della temperatura media globale legato alle attività umane, potrebbe favorire nuovi record e rendere più probabili eventi meteorologici estremi.

Le stime della Noaa per il 2026 e il 2027

Le rilevazioni disponibili indicano un’accelerazione degli effetti di El Niño sul Pacifico già a partire dal mese di giugno. La National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti, la Noaa, ha stimato al 40% la probabilità che il fenomeno possa assumere caratteristiche di elevata intensità entro la fine del 2026.

Secondo le proiezioni richiamate nell’analisi, qualora la tendenza dovesse proseguire, la probabilità di un evento molto intenso potrebbe aumentare sensibilmente entro aprile 2027. Le previsioni climatiche, tuttavia, vengono aggiornate periodicamente perché dipendono dall’interazione tra oceani, atmosfera e altri fattori su scala globale.

Il confronto con il forte El Niño del 2015-2016

Il climatologo di Berkeley Earth, Zeke Hausfather, ha confrontato le simulazioni di 14 modelli climatici dedicati all’attuale evoluzione di El Niño. Dall’analisi emerge che la superficie del Pacifico risulterebbe più calda di circa 0,8 gradi rispetto al precedente massimo associato al forte episodio registrato nel 2015-2016.

Hausfather ritiene che l’attuale episodio potrebbe superare il precedente primato di riscaldamento con uno scarto rilevante. Le sue valutazioni richiamano anche il rischio che il 2026 possa collocarsi tra gli anni più caldi mai misurati, in conseguenza del rapido incremento delle temperature medie mondiali.

Danni economici ed ecosistemi: le conseguenze possibili

Le possibili conseguenze di un Super El Niño non riguardano soltanto i valori termici. Piogge anomale, periodi di siccità più lunghi, incendi e altri eventi estremi possono incidere sulle colture, sulle infrastrutture e sulle popolazioni esposte ai cambiamenti del clima.

Il ricercatore Justin Mankin ha stimato che, se le proiezioni dovessero trovare conferma anche solo in parte, l’impatto economico del fenomeno potrebbe tradursi in perdite fino a 10 trilioni di dollari entro il 2032. Restano inoltre sotto osservazione gli ecosistemi marini, comprese le barriere coralline, particolarmente vulnerabili al riscaldamento delle acque e alle alterazioni degli habitat oceanici.

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Gratta e vinci, pensa di aver vinto 500€, poi la scoperta da brividi https://www.business.it/gratta-e-vinci-pensa-di-aver-vinto-500-poi-la-scoperta-da-brividi/ Thu, 23 Jul 2026 18:39:22 +0000 https://www.business.it/?p=157189 Social. Gratta e vinci, pensa di aver vinto 500€, poi la scoperta da brividi. Il gratta e vinci è il marchio che identifica le lotterie nazionali ad estrazione istantanea previste dal D.M. 12 febbraio 1991 n. 183, regolamentate dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Le lotterie ad estrazione istantanea vengono realizzate con la vendita di… Read More »Gratta e vinci, pensa di aver vinto 500€, poi la scoperta da brividi

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Social. Gratta e vinci, pensa di aver vinto 500€, poi la scoperta da brividi. Il gratta e vinci è il marchio che identifica le lotterie nazionali ad estrazione istantanea previste dal D.M. 12 febbraio 1991 n. 183, regolamentate dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Le lotterie ad estrazione istantanea vengono realizzate con la vendita di biglietti su cui è stampata una combinazione di numeri o di simboli, nascosta da una patina asportabile con abrasione. La combinazione risulta vincente se risponde a quanto previsto dalle regole del gioco, riportate sul biglietto stesso. Un colpo di fortuna si è verificato in queste ore in un paese del Nord Italia, dove un uomo è diventato miliardario. (Continua a leggere dopo le foto)

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Gratta e vinci fortunato a Varese: con 5 euro ne vince 500mila

Colpo grosso con un Gratta e Vinci Miliardario in provincia di Varese. Il gioco è semplice si devono scoprire i “numeri vincenti” celati dall’immagine di cinque monete recanti il simbolo “€” e “i tuoi numeri”, celati dall’immagine di quindici blocchetti di banconote. Se ne “i tuoi numeri” si trovano, una o più volte, uno o più “numeri vincenti” si vince il premio o la somma dei premi corrispondenti. E così nella mattinata di ieri, 6 Ottobre 2024, come riportato da Leggo, un uomo con 5 euro ha vinto 500mila euro, nonostante lui fosse convinto di averne scovati solo 500. Il tutto è avvenuto presso il bar Brown Sugar di Masnago, un rione della città di Varese situato nella parte settentrionale.

“Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva”

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“Sta tremando tutto”. Forte scossa di terremoto in Italia, proprio ora https://www.business.it/sta-tremando-tutto-forte-scossa-di-terremoto-in-italia-proprio-ora/ Wed, 22 Jul 2026 13:35:49 +0000 https://www.business.it/?p=157115 Attimi di paura in Italia per una nuova scossa di terremoto che nel primo pomeriggio ha fatto tremare il terreno, sorprendendo centinaia di persone. Il sisma è stato avvertito distintamente dalla popolazione, che ha raccontato sui social di aver sentito porte e finestre vibrare e un improvviso movimento del pavimento. In pochi minuti sono decine… Read More »“Sta tremando tutto”. Forte scossa di terremoto in Italia, proprio ora

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Attimi di paura in Italia per una nuova scossa di terremoto che nel primo pomeriggio ha fatto tremare il terreno, sorprendendo centinaia di persone. Il sisma è stato avvertito distintamente dalla popolazione, che ha raccontato sui social di aver sentito porte e finestre vibrare e un improvviso movimento del pavimento.

In pochi minuti sono decine i messaggi comparsi online da parte di cittadini preoccupati, molti dei quali sono usciti di casa per precauzione. Fortunatamente, nonostante lo spavento, al momento non risultano segnalazioni di feriti o danni a edifici e infrastrutture.

La scossa è stata registrata alle nel primo pomeriggio di mercoledì 22 luglio dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Il terremoto ha avuto una magnitudo 3.0, con epicentro a Campello sul Clitunno, in provincia di Perugia, e un ipocentro a circa 7,3 chilometri di profondità.

L’evento sismico è stato percepito in modo netto soprattutto nelle aree vicine all’epicentro, ma le segnalazioni sono arrivate anche da diversi comuni limitrofi. Tra le località dove il terremoto è stato avvertito con maggiore intensità figurano Spoleto, mentre testimonianze sono giunte anche dalla provincia di Rieti, nel Lazio.

A confermare l’evento è stato anche l’Osservatorio Meteo-Sismico dei Carabinieri, che ha riferito come il sisma sia stato avvertito dalla popolazione nell’area epicentrale e in diverse zone della Valnerina e della Valle Umbra, evidenziando la natura superficiale dell’evento.

La profondità relativamente contenuta dell’ipocentro ha contribuito a rendere la scossa chiaramente percepibile dai residenti, nonostante la magnitudo non particolarmente elevata. In molti hanno raccontato di aver avvertito un boato seguito da un breve ma intenso movimento del terreno.

Subito dopo il terremoto sono stati avviati i consueti controlli da parte delle autorità competenti per verificare eventuali criticità sul territorio. Al momento, però, non sono emerse situazioni di particolare gravità né richieste di intervento legate a danni strutturali.

L’INGV continua a monitorare l’attività sismica nell’area, mentre la situazione resta sotto osservazione. Al momento non sono state diffuse comunicazioni relative a ulteriori eventi di rilievo collegati alla scossa registrata nel primo pomeriggio.

L’episodio riporta ancora una volta l’attenzione sull’importanza della prevenzione e del monitoraggio del territorio in un Paese come l’Italia, caratterizzato da un’elevata attività sismica. Fortunatamente, questa volta il terremoto ha provocato soltanto paura tra la popolazione, senza conseguenze per persone o cose.

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Agenzia delle entrate, sorpresa per 2 milioni di contribuenti e per una volta è positiva https://www.business.it/agenzia-delle-entrate-sorpresa-per-2-milioni-di-contribuenti-e-per-una-volta-e-positiva/ Sat, 18 Jul 2026 09:02:28 +0000 https://www.business.it/?p=157010 Fino a due milioni tra cartelle esattoriali, avvisi di intimazione e solleciti resteranno temporaneamente fermi nel mese di agosto. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha deciso di sospendere, per l’intero periodo estivo e salvo i casi urgenti e indifferibili, la notifica degli atti. La misura, confermata da una nota ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, punta a garantire una… Read More »Agenzia delle entrate, sorpresa per 2 milioni di contribuenti e per una volta è positiva

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Fino a due milioni tra cartelle esattoriali, avvisi di intimazione e solleciti resteranno temporaneamente fermi nel mese di agosto. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha deciso di sospendere, per l’intero periodo estivo e salvo i casi urgenti e indifferibili, la notifica degli atti. La misura, confermata da una nota ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, punta a garantire una gestione più equilibrata delle comunicazioni, evitando concentrazioni nei mesi precedenti o successivi a quello per il quale il legislatore ha previsto lo stop degli invii.

L’operazione richiede tuttavia un’attenta pianificazione. Non tutti gli atti seguono infatti lo stesso canale di recapito. Se per le comunicazioni destinate ai contribuenti dotati di posta elettronica certificata è relativamente semplice rinviare l’invio, lo stesso non vale per gli atti notificati in formato cartaceo. In questo caso è necessario coordinare l’attività dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione con quella del gestore del servizio postale, così da assicurare il corretto riallineamento dei flussi. L’obiettivo è evitare che, terminata la pausa estiva, i contribuenti ricevano un numero eccessivo di notifiche concentrate nello stesso periodo.

C’è poi un secondo aspetto da considerare. Ricevere una cartella esattoriale durante il mese di agosto è spesso fonte di particolare disagio per cittadini e professionisti. Rinviare di alcune settimane le notifiche contribuisce quindi a rendere meno gravoso questo momento, senza però compromettere l’organizzazione dell’attività amministrativa. L’Agenzia ha precisato che non si tratta di una forzatura né di un’anomala concentrazione degli invii in altri periodi dell’anno. La convenzione stipulata con il ministero dell’Economia prevede infatti che nel corso del 2026 vengano notificati complessivamente tra i 24 e i 31 milioni di documenti, comprendendo cartelle di pagamento, avvisi di intimazione e solleciti.

Secondo le stime elaborate sulla base dei volumi mensili, il rinvio interesserà circa due milioni di atti. Una scelta valutata con attenzione dagli uffici delle due Agenzie guidate da Vincenzo Carbone, anche perché sospendere le notifiche ad agosto evita il rischio di sovraccaricare i mesi limitrofi.

Le Entrate hanno inoltre ricordato che le lettere di compliance programmate per luglio rappresentano appena il 9% del totale annuo. Nello stesso mese le comunicazioni di irregolarità risultano diminuite del 40% rispetto al corrispondente periodo del 2025 e costituiscono oggi il 7,6% del volume annuale. Anche le cartelle predisposte nel primo semestre del 2026, sulla base dei carichi trasmessi dagli enti creditori, registrano un calo del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In questo quadro di collaborazione tra amministrazione finanziaria e contribuenti, resta comunque un dato che non può essere ignorato: il magazzino della riscossione continua a crescere. I crediti affidati dal 2000 in avanti hanno raggiunto, alla fine del 2025, i 1.331 miliardi di euro. Per questo motivo una delle priorità strategiche dell’Agenzia è ridurre i tempi che intercorrono tra l’affidamento dei carichi e la loro notifica.

La convenzione 2026-2028 sottoscritta con il ministero dell’Economia fissa infatti obiettivi precisi. Tra questi figura la notifica, entro la fine del terzo mese successivo alla consegna dei carichi da parte degli enti creditori, di almeno il 53% delle cartelle predisposte. Un traguardo che si accompagna al target di 14,3 miliardi di euro di riscossioni complessive previsto per il 2026. Perché, al di là della pausa estiva, il principio resta invariato: imposte, contributi e sanzioni ormai affidati alla riscossione devono comunque essere pagati.

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4 milioni di italiani li usano già! Salute c’è un boom che fa bene, eccolo https://www.business.it/4-milioni-di-italiani-li-usano-gia-salute-ce-un-boom-che-fa-bene-eccolo/ Tue, 14 Jul 2026 15:11:36 +0000 https://www.business.it/?p=156908 Dieci milioni di italiani che ogni anno acquistano medicinali omeopatici, un mercato da 160 milioni di euro e una normativa che ancora non si allinea a quella degli altri Paesi europei. Sono questi i numeri del settore della medicina omeopatica, al centro dell’incontro promosso dal senatore di Fratelli d’Italia Giovanni Satta presso la Sala Caduti… Read More »4 milioni di italiani li usano già! Salute c’è un boom che fa bene, eccolo

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Dieci milioni di italiani che ogni anno acquistano medicinali omeopatici, un mercato da 160 milioni di euro e una normativa che ancora non si allinea a quella degli altri Paesi europei. Sono questi i numeri del settore della medicina omeopatica, al centro dell’incontro promosso dal senatore di Fratelli d’Italia Giovanni Satta presso la Sala Caduti di Nassiriya del Senato sul quadro normativo, gli orientamenti e le prospettive del settore in Italia e in Europa.

«Quando milioni di cittadini ricorrono a questi medicinali, è dovere delle istituzioni promuovere un confronto serio, basato sulla ricerca, sulla trasparenza e sulla tutela del paziente», ha detto Satta aprendo i lavori. Una linea condivisa dal Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che ha ribadito la necessità di proseguire l’armonizzazione della normativa italiana con quella europea — a partire da uno strumento concreto e spesso trascurato: il foglietto illustrativo. «L’obiettivo è un’informazione sempre più chiara e qualificata: quando oltre 10 milioni di italiani dichiarano di avere utilizzato medici i omeopatici nell’ultimo anno, il tema non può essere considerato affatto marginale», ha dichiarato Gemmato, ricordando l’istituzione di un tavolo di confronto presso il Ministero della Salute dedicato al comparto, anche nella sua dimensione di integratori.

A moderare l’incontro è stato Alessandro Pizzoccaro, Presidente di GUNA, che ha fissato subito il perimetro del dibattito: «Non servono contrapposizioni ideologiche, ma un dialogo fondato sulle evidenze scientifiche e sul diritto dei cittadini a essere informati correttamente». Un invito a uscire da una polarizzazione che blocca da anni qualsiasi avanzamento regolatorio.

I numeri del settore li ha presentati Silvia Nencioni, Presidente di Omeoimprese: l’Italia è il terzo mercato europeo, con 25 aziende e circa 2.000 addetti. Secondo l’indagine Eumetra 2026, il 97% degli italiani conosce i medicinali omeopatici, 22,5 milioni li hanno acquistati almeno una volta e 10,4 milioni nell’ultimo anno. Ma il dato più rilevante, secondo Nencioni, è un altro: «Otto italiani su dieci chiedono informazioni più chiare e trasparenti. La vera sfida oggi non è far conoscere l’omeopatia, ma consentire ai cittadini di comprenderla meglio».

Sul piano scientifico sono intervenuti due accademici. Il Professor Valter Santilli, ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa alla Sapienza, ha posto una distinzione metodologica importante: l’assenza di evidenze definitive non equivale alla dimostrazione di inefficacia. Ha quindi chiesto un maggiore sostegno alla ricerca indipendente e lo sviluppo di metodologie adeguate a valutare approcci terapeutici non convenzionali. Il Professor Sergio Bernasconi, Professore Emerito di Pediatria ed ex Presidente della Società Italiana di Pediatria, ha illustrato i risultati della ricerca preclinica e clinica disponibile, soffermandosi in particolare sulla Low Dose Medicine basata sulle molecole segnale e sul profilo di sicurezza di questi medicinali. «In specifici contesti clinici», ha spiegato Bernasconi, «la farmacologia omeopatica può rappresentare una terapia complementare da integrare con la medicina convenzionale».

Il filo conduttore dell’intera conferenza è stato uno solo: uscire dallo stallo ideologico per costruire un quadro normativo chiaro, coerente con quello europeo, nell’interesse dei pazienti e del Servizio Sanitario Nazionale.

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Il requiem dei giornali di carta https://www.business.it/il-requiem-dei-giornali-di-carta/ Tue, 14 Jul 2026 14:15:40 +0000 https://www.business.it/?p=156901 Sei milioni di copie al giorno nel 2000. Meno di un milione nel 2025. In venticinque anni, la stampa quotidiana italiana ha bruciato cinque sesti della sua diffusione. Non è una crisi. È un’estinzione a rate.Eppure continuiamo a chiamarla “crisi”. Come se fosse una congiuntura, una cattiva stagione, qualcosa che passerà. Non passerà. La traiettoria… Read More »Il requiem dei giornali di carta

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Sei milioni di copie al giorno nel 2000. Meno di un milione nel 2025. In venticinque anni, la stampa quotidiana italiana ha bruciato cinque sesti della sua diffusione. Non è una crisi. È un’estinzione a rate.
Eppure continuiamo a chiamarla “crisi”. Come se fosse una congiuntura, una cattiva stagione, qualcosa che passerà. Non passerà. La traiettoria è lineare, spietata, documentata: ogni anno, da almeno un decennio, i quotidiani cartacei perdono attorno al 7% delle copie vendute. Il 2025 ha consegnato il dato simbolico: per la prima volta nella storia repubblicana, gli italiani che ogni giorno comprano un giornale sono meno di un milione. Un Paese di sessantuno milioni di persone si informa su carta in meno di quanto riempia uno stadio di Serie A.

Il Corriere della Sera è ancora il primo quotidiano italiano. Duecento ottomila copie al giorno, carta e digitale sommate. Un numero che, detto così, suona ancora rispettabile. Ma significa che il secondo giornale del Paese — Repubblica — ne vende la metà. E che il terzo, la Gazzetta dello Sport, lo insegue di un soffio, con la sua vocazione di prodotto di nicchia (sportiva, ma pur sempre nicchia) che ne garantisce una fedeltà che i giornali generalisti non riescono più a costruire.
Sotto di loro, il vuoto. Il Sole 24 Ore arranca attorno alle centomila copie. I giornali di destra — Il Giornale, La Verità, Libero — si contendono un pubblico anziano, con il 90% delle vendite ancora in edicola. Non è una scelta editoriale: è demografia. Quando quel pubblico non ci sarà più, non ci sarà più nemmeno quella diffusione.
La cosa più inquietante, però, non è la discesa dei numeri. È la sua geometria. Le quote di mercato delle singole testate non cambiano. Chi smette di comprare giornali non si sposta su una concorrente: smette e basta. Non c’è un vincitore in questo mercato. C’è solo un impoverimento collettivo.

Per anni l’industria editoriale si è raccontata che il digitale avrebbe compensato. Non è andata così. Le copie digitali crescono in volume, sì — ma vendute a un decimo del prezzo di copertina, come offerte promozionali per trattenere abbonati che altrimenti se ne andrebbero. Il Fatto Quotidiano, che pure è tra i pochi in crescita, ha trasformato il 53% del suo venduto in copie digitali da due euro. Non è una transizione riuscita: è un tapis roulant. Si corre per restare fermi.
Il Corriere della Sera ha 754mila abbonati digitali, quasi il doppio di cinque anni fa. Ma i ricavi digitali di RCS sono “sostanzialmente fermi da due anni”. La raccolta pubblicitaria online è calata di undici milioni di euro solo nell’ultimo biennio. Gli abbonamenti crescono, i ricavi no. Perché il prezzo medio per abbonato scende ogni anno.
Nel frattempo, i costi fissi della carta rimangono. Stampare e distribuire un giornale assorbe una quota enorme del prezzo di copertina. Gli editori lo sanno. E corrono verso il digitale non perché abbiano una visione, ma perché scappano da una logistica che definiscono “fuori controllo”.

E sul web? Sul web i giornali ci sono, ma non comandano. La classifica dei siti più visitati in Italia nel 2026 racconta un’altra storia: Google, YouTube, Facebook, Amazon, Instagram. I quotidiani appaiono nella Top 50, non nella Top 10. RaiNews è il sito di informazione più visitato con 35 milioni di visitatori unici al mese — ma è un sito pubblico, finanziato dal canone, senza l’imperativo del profitto.
Corriere.it e Repubblica.it resistono. Ma il traffico non si trasforma in ricavi proporzionali. La pubblicità digitale va a Google e Meta, non alle testate. Gli editori italiani, come quelli di tutto il mondo, hanno costruito contenuti gratuiti che hanno educato i lettori a non pagare, e ora faticano a far capire perché dovrebbero ricominciare a farlo.

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Clamoroso alla Camera, scossone votazioni: Il colpo di scena per milioni di italiani. Cambia tutto https://www.business.it/clamoroso-alla-camera-scossone-votazioni-il-colpo-di-scena-per-milioni-di-italiani-cambia-tutto/ Sat, 11 Jul 2026 16:27:49 +0000 https://www.business.it/?p=156804 È stata approvata una riforma significativa che modifica il sistema di voto in Italia, consentendo ai cittadini fuorisede di votare nel Comune dove risiedono temporaneamente per motivi di studio, lavoro o cure mediche. Questa novità, frutto di un accordo formale all’interno della coalizione di governo, elimina il precedente obbligo di tornare nel Comune di residenza… Read More »Clamoroso alla Camera, scossone votazioni: Il colpo di scena per milioni di italiani. Cambia tutto

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Schede elettorali e seggio elettorale

È stata approvata una riforma significativa che modifica il sistema di voto in Italia, consentendo ai cittadini fuorisede di votare nel Comune dove risiedono temporaneamente per motivi di studio, lavoro o cure mediche. Questa novità, frutto di un accordo formale all’interno della coalizione di governo, elimina il precedente obbligo di tornare nel Comune di residenza per esercitare il diritto di voto nelle prossime consultazioni politiche, europee e referendarie.

L’intesa, raggiunta a pochi giorni dalla discussione in aula alla Camera, rappresenta una svolta rilevante nel quadro democratico nazionale, garantendo un accesso più agevole al voto a milioni di elettori fuorisede e superando ostacoli burocratici e logistici storicamente irrisolti.

Dettagli normativi e modalità di iscrizione

La proposta di modifica, formalizzata in un emendamento alla legge elettorale, introduce un sistema rigoroso per evitare abusi. Gli elettori che per motivi di studio, lavoro o salute sono domiciliati temporaneamente in un Comune diverso da quello di residenza, per almeno nove mesi e in una provincia diversa, potranno richiedere l’iscrizione in un apposito elenco entro 30 giorni dal trasferimento o comunque entro il 31 dicembre di ogni anno.

La domanda dovrà essere presentata personalmente o tramite strumenti telematici al Comune di temporaneo domicilio ed essere corredata da un documento di riconoscimento valido e dalla certificazione che attesti la condizione di elettore fuori sede. Una volta iscritti, gli elettori saranno inseriti nelle sezioni ordinarie del Comune ospitante, dove potranno esprimere il proprio voto.

Reazioni politiche e prospettive parlamentari

Il relatore della riforma per Fratelli d’Italia, Angelo Rossi, ha definito l’approvazione un «impegno mantenuto» dalla maggioranza. I leader delle organizzazioni giovanili del centrodestra hanno parlato di una «vittoria storica», sottolineando il valore simbolico e trasversale della norma. Posizioni più critiche emergono dalle opposizioni, con +Europa pronta a sostenere la legge se effettivamente applicata, mentre altri partiti minori chiedono confronti più approfonditi per evitare che la norma rimanga un mero atto di propaganda.

Alcune forze politiche come Azione e Italia Viva hanno manifestato apertura, ritenendo la riforma una battaglia condivisa. Anche deputati di Forza Italia hanno espresso soddisfazione definendo l’accordo un segnale importante per avvicinare i cittadini alla politica.

Il nodo delle preferenze e le tensioni nel centrodestra

Nonostante l’accordo sul voto ai fuorisede, permangono difficoltà all’interno del centrodestra sul tema delle preferenze. Le divergenze tra Fratelli d’Italia e l’asse Lega-Forza Italia sembrano difficili da superare. Il vicapogruppo leghista Riccardo Molinari ha espresso scetticismo sulla possibilità di un compromesso, mentre il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami resta ottimista su un’intesa da raggiungere entro la scadenza parlamentare.

Le trattative proseguiranno anche durante il fine settimana per evitare che la frattura si consumi in Aula con un voto a scrutinio palese. Nel frattempo, le opposizioni si preparano a una forte opposizione al testo generale, con iniziative pubbliche come la “Veglia per la democrazia” organizzata da +Europa a Montecitorio.

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Fanno una processione “sacra” per celebrare l’I.A. (Provocazione o blasfemia?) https://www.business.it/fanno-una-processione-sacra-per-celebrare-li-a-provocazione-o-blasfemia/ Sat, 11 Jul 2026 14:02:14 +0000 https://www.business.it/?p=156781 Per le strade di San Giovanni a Piro, in provincia di Salerno, il passo lento di una processione ha attraversato il borgo richiamando gesti, tempi e immagini appartenenti alla tradizione religiosa. I partecipanti hanno seguito il corteo con i telefoni tra le mani, accompagnando il percorso fino alla Cappella del Carmine di Bosco, nel Cilento.… Read More »Fanno una processione “sacra” per celebrare l’I.A. (Provocazione o blasfemia?)

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Per le strade di San Giovanni a Piro, in provincia di Salerno, il passo lento di una processione ha attraversato il borgo richiamando gesti, tempi e immagini appartenenti alla tradizione religiosa. I partecipanti hanno seguito il corteo con i telefoni tra le mani, accompagnando il percorso fino alla Cappella del Carmine di Bosco, nel Cilento. Ma quella andata in scena non era una celebrazione convenzionale e l’oggetto portato a spalla non aveva le sembianze di una statua sacra.

Durante il cammino, infatti, gli smartphone dei presenti sono diventati parte integrante dell’azione artistica. Attraverso un Qr code, ogni dispositivo è stato collegato all’opera e ha diffuso una litania digitale. I suoni, propagandosi lungo le strade del paese, hanno creato una sorta di preghiera collettiva e diffusa, mentre la luce degli schermi illuminava il percorso e i volti delle persone coinvolte.

La processione si è conclusa nella Cappella del Carmine di Bosco, dove l’opera è stata deposta e resterà esposta per tutta la durata di MicroCosmi. Il format, ideato e diretto da Vittorio Cosma, è curato dallo stesso Cosma insieme ad Annarita Masullo di The Goodness Factory ed è in programma fino a domenica 12 luglio tra San Giovanni a Piro, Bosco e Scario.

Solo osservando il centro del corteo emergeva pienamente la natura dell’esperimento: al posto di un simulacro religioso, i partecipanti trasportavano un grande schermo digitale. L’azione era inoltre guidata a distanza attraverso un sistema di intelligenza artificiale, capace di coordinare i telefoni dei fedeli trasformandoli simbolicamente in lumini contemporanei. Tecnologia, ritualità e partecipazione collettiva si sono così sovrapposte in una scena costruita per evocare una processione tradizionale e, nello stesso tempo, metterne in discussione i simboli.

Il progetto porta il nome di Machina Sacra ed è stato realizzato dagli artisti Max Magaldi e Matteo Mandelli. L’iniziativa arriva nell’anno della pubblicazione di Magnifica Humanitas, l’enciclica di Papa Leone XIV dedicata alla tutela della persona umana nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Secondo i promotori, l’opera nasce “inserendosi in una riflessione contemporanea sul rapporto tra spiritualità, tecnologia e collettività”.

L’intenzione dichiarata dagli autori non è quella di contestare la dimensione religiosa, ma di utilizzare la forma della processione per interrogarsi sui nuovi oggetti attorno ai quali si formano le comunità. “Non volevamo mettere in discussione la fede, ma osservare come cambiano i simboli che attraversano il nostro tempo. Le processioni non parlano solo di religione: parlano di comunità, di appartenenza e di ciò che decidiamo di seguire”, ha dichiarato Mandelli.

Il grande schermo portato a spalla diventa così l’immagine visibile di una devozione quotidiana che non si svolge più soltanto nei luoghi di culto. Lo smartphone, consultato continuamente e spesso in modo automatico, assume nell’opera la funzione di un oggetto rituale, mentre l’intelligenza artificiale coordina il comportamento dei dispositivi e rende collettiva un’attività normalmente percepita come individuale.

È proprio su questa apparente contraddizione che si concentra la riflessione di Magaldi. “A testa bassa, quando col telefono tra le mani scrolliamo, scriviamo, commentiamo, cerchiamo, compriamo, crediamo che quel momento sia nostro. Intimo, privato. Invece, proprio in quel momento siamo parte di una nuova liturgia, collettiva e inconsapevole, durante la quale cediamo tutti le stesse cose: dati, attenzione, tempo, presenza”, dice Magaldi.

Machina Sacra propone dunque una processione senza statua, nella quale il sacro viene sostituito da uno schermo e i tradizionali lumini lasciano spazio ai telefoni cellulari. L’immagine del corteo, sospesa tra provocazione artistica e riflessione sociale, mette al centro una domanda: quali sono oggi i simboli che le persone scelgono di seguire e quanto spazio resta alla dimensione umana in una comunità sempre più governata da dispositivi, connessioni e algoritmi.

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Cooperative e logistica, l’effetto delle inchieste milanesi: stabilizzati migliaia di lavoratori https://www.business.it/cooperative-e-logistica-leffetto-delle-inchieste-milanesi-stabilizzati-migliaia-di-lavoratori/ Thu, 09 Jul 2026 11:56:55 +0000 https://www.business.it/?p=156636 Le indagini della Procura di Milano sul sistema degli appalti nella logistica avrebbero prodotto un effetto rilevante sul mercato del lavoro: quasi 70 mila persone, per l’esattezza 69.003, sarebbero passate da condizioni occupazionali precarie a rapporti più stabili. Secondo quanto riportato, si tratta di lavoratori che in precedenza dipendevano da cooperative o società utilizzate come… Read More »Cooperative e logistica, l’effetto delle inchieste milanesi: stabilizzati migliaia di lavoratori

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Le indagini della Procura di Milano sul sistema degli appalti nella logistica avrebbero prodotto un effetto rilevante sul mercato del lavoro: quasi 70 mila persone, per l’esattezza 69.003, sarebbero passate da condizioni occupazionali precarie a rapporti più stabili. Secondo quanto riportato, si tratta di lavoratori che in precedenza dipendevano da cooperative o società utilizzate come serbatoi di manodopera, spesso inserite in catene di subappalti complesse.

Workers move boxes inside Snowman Logistics, India’s largest cold storage company in Taloja on the outskirts of Mumbai, India, Saturday, Oct. 17, 2020. (AP Photo/Rajanish Kakade)

Al centro delle verifiche ci sono 45 aziende finite sotto la lente degli inquirenti milanesi, tra cui grandi nomi della distribuzione, dell’e-commerce e della logistica. L’ipotesi investigativa riguarda l’esternalizzazione di servizi a cooperative capaci di proporre costi molto bassi perché, secondo l’accusa, non avrebbero rispettato pienamente gli obblighi fiscali e contributivi, compresi i versamenti all’Inps.

Nell’ambito di questo filone, la Guardia di Finanza ha eseguito un nuovo sequestro preventivo legato all’ipotesi di frode fiscale e somministrazione illecita di manodopera. Il provvedimento avrebbe riguardato Bcube, Bcube spa e Bonzai spa per oltre 15 milioni di euro, oltre a Fiege Logistics Italia srl per 12,5 milioni.

Il quadro descritto dagli inquirenti è quello di una rete di subappalti in cui alcuni fornitori, privi di adeguata struttura organizzativa e finanziaria, avrebbero omesso il pagamento di Iva e imposte dirette. Questo meccanismo avrebbe consentito di praticare prezzi più competitivi, trasferendo un vantaggio economico ai committenti e garantendo loro una forza lavoro più flessibile.

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Autovelox, pioggia di incassi per i Comuni: nel 2025 multe per milioni di euro https://www.business.it/autovelox-pioggia-di-incassi-per-i-comuni-nel-2025-multe-per-milioni-di-euro/ Thu, 09 Jul 2026 11:10:36 +0000 https://www.business.it/?p=156617 Nel 2025 le multe per eccesso di velocità hanno portato nelle casse dei Comuni italiani più di 284 milioni di euro. Il dato emerge da un’analisi di Facile.it sui rendiconti trasmessi dagli enti locali al Ministero dell’Interno, relativi alle violazioni dei limiti rilevate tramite autovelox, tutor e altri dispositivi di controllo. Tra i capoluoghi, la… Read More »Autovelox, pioggia di incassi per i Comuni: nel 2025 multe per milioni di euro

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Nel 2025 le multe per eccesso di velocità hanno portato nelle casse dei Comuni italiani più di 284 milioni di euro. Il dato emerge da un’analisi di Facile.it sui rendiconti trasmessi dagli enti locali al Ministero dell’Interno, relativi alle violazioni dei limiti rilevate tramite autovelox, tutor e altri dispositivi di controllo.

Tra i capoluoghi, la città con gli incassi più alti è Firenze, che ha superato i 19,7 milioni di euro. Seguono Bologna, con oltre 9,2 milioni, e Milano, con quasi 6,95 milioni. Nella parte alta della classifica figurano anche Padova, Genova, Palermo, Ravenna, Modena, Treviso e Venezia. Roma, invece, si ferma al dodicesimo posto con poco più di 2,3 milioni.

Il quadro cambia se si considerano anche i Comuni non capoluogo: tra questi spiccano Villapiana, in provincia di Cosenza, con quasi 7 milioni di euro, Fiumicino, alle porte di Roma, e Galatina, nel Leccese. Per molte amministrazioni locali questi introiti rappresentano una risorsa importante per i bilanci, mentre per gli automobilisti il peso delle sanzioni continua a farsi sentire

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Lutto in casa Berlusconi https://www.business.it/lutto-in-casa-berlusconi/ Tue, 07 Jul 2026 10:37:52 +0000 https://www.business.it/?p=156468 È venuta a mancare Mity Simonetto, figura chiave nella costruzione dell’immagine pubblica di Silvio Berlusconi. Per oltre quindici anni è stata al fianco del fondatore di Forza Italia, occupandosi con dedizione e rigore della sua comunicazione visiva e mediatica. Nonostante la sua riservatezza e lontananza dai riflettori, Simonetto ha avuto un ruolo determinante nel delineare… Read More »Lutto in casa Berlusconi

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Mity Simonetto, consulente immagine di Silvio Berlusconi

È venuta a mancare Mity Simonetto, figura chiave nella costruzione dell’immagine pubblica di Silvio Berlusconi. Per oltre quindici anni è stata al fianco del fondatore di Forza Italia, occupandosi con dedizione e rigore della sua comunicazione visiva e mediatica.

Nonostante la sua riservatezza e lontananza dai riflettori, Simonetto ha avuto un ruolo determinante nel delineare lo stile comunicativo dell’ex presidente del Consiglio dal 1994 al 2010, accompagnandolo nei momenti più importanti della sua carriera politica.

Carriera e formazione di Mity Simonetto

Le origini di Mity Simonetto sono poco documentate. Dopo aver conseguito un diploma in un liceo linguistico, ha ottenuto anche un diploma da figurinista. Ha iniziato la sua carriera lavorando come indossatrice in Giappone, per poi passare alla conduzione di sfilate di moda e alla segreteria del presidente della Snia Viscosa.

Successivamente si è dedicata alle pubbliche relazioni nel settore moda, prima di approdare nel mondo televisivo come addetta stampa di Canale 5, esperienza che le ha consentito di entrare nell’ambiente che ruotava intorno a Berlusconi.

In un suo racconto, Simonetto ha ricordato che bastarono «dieci minuti di colloquio con il Dottore» per iniziare una lunga collaborazione professionale.

Il ruolo di consulente d’immagine per Berlusconi

Dal 1994 al 2010 è stata la responsabile dell’immagine di Berlusconi, seguendolo in ogni sua apparizione pubblica, evento e campagna elettorale con attenzione meticolosa.

In un’intervista al Quotidiano Nazionale, Simonetto ha descritto il rapporto con il leader di Forza Italia, ricordando di essere stata l’unica donna presente alle riunioni del venerdì ad Arcore e l’unica a cui Berlusconi dava del lei, talvolta chiamandola «signora».

Questi dettagli testimoniano il rispetto reciproco maturato negli anni di collaborazione.

Il commosso addio dopo la morte del Cavaliere

Anche dopo la fine del rapporto professionale, Simonetto ha manifestato un profondo affetto per Berlusconi. Il 12 giugno 2023, giorno della scomparsa del Cavaliere, ha pubblicato un messaggio sui social che ha toccato molti sostenitori.

«Caro Dottore, la tristezza come l’amore è un sentimento che non si può descrivere. Io continuerò a curare la sua immagine per tutta la vita» sono state le sue parole, che sintetizzano il legame costruito nel tempo.

La leggenda della calza sulla telecamera

Tra le storie più note legate a Simonetto vi è la leggenda secondo cui sarebbe stata lei a suggerire di applicare una calza velata davanti all’obiettivo della telecamera durante l’annuncio di Berlusconi nel 1994, per attenuare le rughe. La consulente ha sempre smentito questa versione, definendola una leggenda metropolitana.

Una vita privata riservata e dedita al cinema

Dopo aver lasciato l’entourage di Berlusconi, Simonetto ha continuato a lavorare come consulente freelance nel campo della comunicazione e dell’immagine. La sua vita privata è sempre rimasta un mistero, senza dettagli pubblici su famiglia o residenza.

Tra le sue passioni vi era il cinema, a cui dedicava gran parte del suo tempo libero. In un’intervista ha raccontato con ironia di arrivare a vedere «anche dodici film al giorno col velocino».

Con la sua scomparsa si chiude il percorso di una professionista che, pur restando dietro le quinte, ha contribuito a definire uno dei volti politici più riconoscibili della storia recente italiana, lasciando un segno indelebile nella comunicazione di Silvio Berlusconi.

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La solitudine ha un prezzo. In Cina il boom dei robot “affettuosi” https://www.business.it/la-solitudine-ha-un-prezzo-in-cina-il-boom-dei-robot-affettuosi/ Sun, 05 Jul 2026 11:29:58 +0000 https://www.business.it/?p=156382 Non lavorano più in magazzino, non controllano più la qualità sulla catena di montaggio. La nuova generazione di umanoidi cinesi ha un compito diverso: tenere compagnia a chi torna a casa da solo. Un lancio, tredicimila richieste Quando UbTech Robotics — colosso di Shenzhen quotato alla borsa di Hong Kong, con una capitalizzazione che sfiora… Read More »La solitudine ha un prezzo. In Cina il boom dei robot “affettuosi”

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Non lavorano più in magazzino, non controllano più la qualità sulla catena di montaggio. La nuova generazione di umanoidi cinesi ha un compito diverso: tenere compagnia a chi torna a casa da solo.


Un lancio, tredicimila richieste

Quando UbTech Robotics — colosso di Shenzhen quotato alla borsa di Hong Kong, con una capitalizzazione che sfiora i 6,1 miliardi di euro — ha presentato la famiglia di umanoidi “U1”, nessuno si aspettava una risposta così immediata. Bastano 48 ore perché gli ordini superino quota tredicimila, ciascuno accompagnato da una caparra di circa 400 euro.


Il listino parte da 17.600 dollari e può arrivare fino a nove volte tanto, a seconda delle personalizzazioni. Chi acquista può scegliere le sembianze: una versione “maschile” alta 1,83 metri e da 42 chili, oppure una “femminile” di 1,68 metri e 35 chili. La consegna è fissata per settembre.
Fino a ieri i robot di UbTech svolgevano mansioni industriali: smistamento merci, ispezioni di qualità, persino la sostituzione autonoma della propria batteria. Con lo U1 l’azienda cambia mercato, e cambia soprattutto pubblico: non più le imprese, ma i singoli consumatori.


Due Cine che si intrecciano


Dietro questo prodotto si intravedono due fenomeni che stanno ridisegnando la società cinese, apparentemente distanti ma sempre più connessi.
Il primo è la corsa dell’automazione. La Cina domina già oggi la produzione robotica mondiale: l’anno scorso è arrivato dal Paese l’80% degli oltre 16mila robot installati nel pianeta. Le stime di Morgan Stanley parlano di un mercato globale da 7.500 miliardi di dollari, con un miliardo di unità prodotte entro il 2050. I produttori cinesi beneficiano di ingenti sussidi statali, condizionati al reinvestimento in ricerca e sviluppo — una leva industriale che spiega in parte il primato del Paese nel settore.


Il secondo fenomeno è più difficile da programmare: il crollo demografico. Dal 2016, anno in cui Xi Jinping ha abolito la politica del figlio unico, il tasso di fertilità cinese non è affatto risalito. È crollato — passando da 1,7 a 0,98 figli per donna in appena un decennio, il calo più veloce al mondo dopo quello registrato nelle Filippine. Oggi la Cina si colloca al penultimo posto nella classifica mondiale della fertilità, davanti soltanto alla Corea del Sud (e a un’Ucraina flagellata dalla guerra). A Shanghai, una metropoli con un’economia paragonabile a quella dei Paesi Bassi o dell’Indonesia, il dato scende addirittura a 0,5 figli per donna.
Le cause sono note e si sommano tra loro: il costo crescente delle abitazioni, le spese per l’istruzione dei figli, e un mercato del lavoro segnato dal sistema “996” — orari che vanno dalle 9 del mattino alle 9 di sera, sei giorni su sette.


Compagnia su misura


È in questo spazio, tra automazione industriale e solitudine di massa, che si inserisce lo U1. Il robot non si limita a eseguire comandi: funziona come un vero agente di intelligenza artificiale, capace di apprendere le abitudini di chi lo possiede e — con il tempo — di restituire risposte sempre più calibrate su ciò che l’utente desidera sentirsi dire.


Non è un caso isolato. Anche altri dispositivi pensati per il pubblico domestico, incluso qualche gadget per bambini, integrano ormai sistemi di intelligenza artificiale sviluppati in Cina, come quello di DeepSeek. E altri produttori del settore — da Unitree ad Agibot — stanno già introducendo umanoidi capaci di gestire compiti domestici o alberghieri: distribuire farmaci agli orari prescritti, svolgere funzioni di portineria.
Ciò che colpisce nello U1, però, è un dettaglio che va oltre la funzionalità: l’estetica dei suoi modelli è marcatamente sessualizzata, con figure femminili e maschili costruite per risultare desiderabili. Un tratto che stride con l’austerità pubblica promossa dalla leadership di Xi Jinping, e che segnala forse qualcosa di più profondo: un cambiamento nel modo in cui la tecnologia si propone di rispondere ai vuoti affettivi lasciati da ritmi di vita e di lavoro sempre più totalizzanti.
Una trasformazione che, avverte chi osserva da vicino questi mercati, difficilmente resterà confinata alla sola Cina.

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Ultimo fa litigare la sinistra: “Cosa dobbiamo fare con lui?” https://www.business.it/ultimo-fa-litigare-la-sinistra-cosa-dobbiamo-fare-con-lui/ Sun, 05 Jul 2026 10:28:50 +0000 https://www.business.it/?p=156378 Il cantante romano Ultimo continua a essere protagonista di un acceso dibattito che travalica la musica. Dopo il concerto record tenutosi a Tor Vergata, che ha registrato la presenza di circa 250mila spettatori, l’artista è nuovamente al centro delle riflessioni di un editoriale pubblicato da Repubblica. L’articolista Stefano Cappellini ha preso spunto dal successo dell’artista… Read More »Ultimo fa litigare la sinistra: “Cosa dobbiamo fare con lui?”

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Ultimo durante un concerto con sfondo del pubblico

Il cantante romano Ultimo continua a essere protagonista di un acceso dibattito che travalica la musica. Dopo il concerto record tenutosi a Tor Vergata, che ha registrato la presenza di circa 250mila spettatori, l’artista è nuovamente al centro delle riflessioni di un editoriale pubblicato da Repubblica. L’articolista Stefano Cappellini ha preso spunto dal successo dell’artista per esaminare il suo rapporto con la sinistra italiana, ripercorrendo anche le polemiche sorte in seguito al Festival di Sanremo 2019.

Dal Festival di Sanremo al riconoscimento del pubblico

Nel 2019, dopo aver ottenuto il secondo posto al Festival di Sanremo, vinto da Mahmood con il brano Soldi, Ultimo aveva reagito con durezza alle critiche ricevute dalla stampa. Durante una conferenza stampa dichiarò: «Voi avete questa settimana per sentirvi importanti e avete rotto il ca**o», sostenendo che il suo vero successo sarebbe arrivato attraverso i concerti e il sostegno del pubblico.

Oggi, i risultati confermano quella previsione: l’artista ha accumulato un totale di 86 dischi di platino, 19 dischi d’oro e conta oltre tre milioni di ascoltatori mensili su Spotify. Inoltre, il recente concerto di Tor Vergata ha stabilito un nuovo record di biglietti venduti per un evento musicale in Italia.

L’analisi di Repubblica sulla figura di Ultimo

Stefano Cappellini, nel suo editoriale, riflette sulla figura di Ultimo, evidenziando come molti artisti contemporanei rivendichino un passato segnato da difficoltà personali e riscatto sociale. Nel caso di Ultimo, nato e cresciuto nel quartiere romano di San Basilio, noto soprattutto per problemi legati allo spaccio di droga, l’autore ricorda che la zona ospita anche numerose famiglie comuni.

L’editorialista sottolinea che il cantante non proviene da un contesto economico svantaggiato: suo padre è un ingegnere civile, mentre sua madre è un’impiegata. Inoltre, Ultimo ha iniziato a studiare musica fin da bambino presso il Conservatorio Santa Cecilia.

Il rapporto di Ultimo con la sinistra italiana

Un tema centrale dell’articolo riguarda il legame tra Ultimo e il mondo progressista. Viene ricordato come Goffredo Bettini avesse indicato il cantante come un possibile punto di partenza per la sinistra. Tuttavia, Cappellini esprime dubbi ironici su cosa effettivamente la sinistra avrebbe potuto fare per avvicinarsi a Ultimo, citando con sarcasmo l’ipotesi di una recensione su Rinascita, un convegno al Teatro Eliseo o un endorsement da parte di Furfaro.

Un artista che suscita consenso e divisioni

Al di là delle controversie, Ultimo rimane uno degli artisti italiani più seguiti della sua generazione. Il concerto di Tor Vergata, che ha registrato il maggior numero di spettatori paganti per un singolo evento in Italia, conferma una popolarità costruita principalmente sul rapporto diretto con il pubblico.

Proprio questo legame con i fan rende Ultimo una figura capace di generare sia ammirazione sia critiche, alimentando un dibattito che si estende ben oltre il semplice ambito musicale.

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“Arrestate quel poliziotto”. Caos in Italia, la clamorosa richiesta: polemiche ferocissime https://www.business.it/arrestate-quel-poliziotto-caos-in-italia-la-clamorosa-richiesta-polemiche-ferocissime/ Sat, 04 Jul 2026 08:38:33 +0000 https://www.business.it/?p=156320 Una svolta significativa nell’inchiesta sugli scontri verificatisi prima del derby tra Torino e Juventus del 24 maggio. La Procura di Torino ha richiesto gli arresti domiciliari per un agente del Reparto mobile, accusato di aver colpito con un lacrimogeno alla testa il tifoso juventino Marco Basoccu, di 36 anni, che rimase gravemente ferito e fu… Read More »“Arrestate quel poliziotto”. Caos in Italia, la clamorosa richiesta: polemiche ferocissime

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Scena degli scontri al derby Torino-Juventus

Una svolta significativa nell’inchiesta sugli scontri verificatisi prima del derby tra Torino e Juventus del 24 maggio. La Procura di Torino ha richiesto gli arresti domiciliari per un agente del Reparto mobile, accusato di aver colpito con un lacrimogeno alla testa il tifoso juventino Marco Basoccu, di 36 anni, che rimase gravemente ferito e fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico dopo essere finito in coma.

Accuse e ricostruzione dell’episodio

Secondo quanto ipotizzato dalla Procura, il poliziotto avrebbe violato le procedure di gestione dell’ordine pubblico utilizzando il lacrimogeno in modo improprio, sparandolo con una traiettoria orizzontale anziché a “campanile” come previsto. L’agente è indagato per lesioni personali aggravate e, dopo l’interrogatorio preventivo previsto dalla riforma Nordio, il pubblico ministero ha avanzato la richiesta di misura cautelare degli arresti domiciliari. La decisione del giudice è attesa nei prossimi giorni.

Le indagini, affidate alla Squadra mobile, si sono basate su migliaia di fotogrammi, un filmato in timelapse e numerose testimonianze, incluse quelle di altri membri delle forze dell’ordine. Gli investigatori ritengono che Basoccu sia stato colpito direttamente dall’involucro in acciaio del lacrimogeno, esploso a distanza troppo ravvicinata e senza aprirsi.

Contesto degli scontri e testimonianze raccolte

Il ferimento si è verificato durante gli scontri tra tifosi granata e bianconeri nelle vicinanze dello stadio Olimpico Grande Torino. In un primo momento si era ipotizzato che Basoccu fosse stato colpito da una pietra o da una bottiglia lanciata dagli ultras, ma gli accertamenti successivi hanno orientato l’inchiesta verso una diversa dinamica.

Fondamentali per l’indagine sono state le dichiarazioni dell’autista del pullman dei Viking Milano, gruppo ultras di cui Basoccu faceva parte, e di diversi agenti presenti durante le operazioni di ordine pubblico. Nel corso degli scontri furono sparati circa 130 lacrimogeni, ma solo quello attribuito all’agente indagato risulterebbe lanciato con una traiettoria non conforme alle direttive operative.

Impatti giudiziari e posizione della famiglia

La famiglia del tifoso ha sempre sostenuto che le gravissime lesioni riportate da Basoccu fossero compatibili con l’impatto di un lacrimogeno. La richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura rappresenta la prima significativa evoluzione giudiziaria nell’inchiesta riguardante il grave episodio avvenuto prima del derby torinese.

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Maltempo Italia, la situazione precipita: auto sommerse e trascinate dall’acqua https://www.business.it/maltempo-italia-la-situazione-precipita-auto-sommerse-e-trascinate-dallacqua/ Thu, 02 Jul 2026 17:00:12 +0000 https://www.business.it/?p=156222 Un intenso nubifragio ha interessato questa mattina la provincia di Napoli, causando allagamenti diffusi e notevoli disagi in numerose località, da Brusciano all’area flegrea, fino all’isola di Ischia. In pochi minuti si è verificata una precipitazione eccezionale che ha messo in difficoltà il sistema di drenaggio delle acque, rendendo impraticabili diverse strade e sottopassi. Tra… Read More »Maltempo Italia, la situazione precipita: auto sommerse e trascinate dall’acqua

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Strade allagate in provincia di Napoli durante il nubifragio

Un intenso nubifragio ha interessato questa mattina la provincia di Napoli, causando allagamenti diffusi e notevoli disagi in numerose località, da Brusciano all’area flegrea, fino all’isola di Ischia. In pochi minuti si è verificata una precipitazione eccezionale che ha messo in difficoltà il sistema di drenaggio delle acque, rendendo impraticabili diverse strade e sottopassi.

Tra le zone più colpite figura Brusciano, dove la violenza della pioggia ha sommerso veicoli e trascinato detriti sulle carreggiate. Le immagini recenti mostrano vie completamente invase dall’acqua, con gravi ripercussioni sulla mobilità locale.

Auto sommerse e strade allagate a Brusciano

Il sindaco Giacomo Romano ha descritto la situazione di emergenza attraverso i canali social, evidenziando come la forza della bomba d’acqua abbia messo in ginocchio vaste aree della città metropolitana. Le pompe di drenaggio sono state attivate e monitorate, ma l’intensità della precipitazione ha superato la capacità di smaltimento.

Romano ha inoltre chiarito che, nonostante i controlli effettuati dall’azienda incaricata per garantire il funzionamento degli impianti, la quantità d’acqua caduta in mezz’ora ha provocato numerosi allagamenti. Il sindaco è in costante comunicazione con la Prefettura e ha sottolineato che l’elevato numero di emergenze sta limitando l’efficacia degli interventi dei Vigili del Fuoco.

Interventi dei Vigili del Fuoco durante il maltempo in Campania

Situazione critica anche a Pomigliano d’Arco, dove sono stati registrati circa 78 millimetri di pioggia. Diverse autovetture sono rimaste semisommerse, e un uomo è stato soccorso dopo essere rimasto bloccato in un sottopasso allagato.

Nel capoluogo, a Napoli Est, si sono misurati circa 80 millimetri di pioggia, con allagamenti diffusi in vari quartieri. In considerazione dell’allerta meteo prorogata fino alle 23:59 di venerdì 3 luglio, il Comune di Napoli ha disposto la chiusura di parchi pubblici, del pontile Nord di Bagnoli, delle spiagge e degli impianti sportivi all’aperto Ascarelli, Caduti di Brema e San Pietro a Patierno.

Gravi danni si registrano anche sull’isola di Ischia, dove il nubifragio ha provocato allagamenti estesi, infiltrazioni nelle attività commerciali e numerosi interventi di soccorso. Il sistema di smaltimento delle acque è stato sopraffatto, con diversi tombini saltati.

Un episodio rilevante è avvenuto in Piazza degli Eroi, dove la forza dell’acqua ha trascinato via un tombino, lasciando un pozzetto scoperto nel quale è rimasta incastrata un’automobile. Nel comune di Barano, nel parcheggio della Fonte di Nitrodi, un’auto e uno scooter sono stati completamente sommersi. In molte aree dell’isola, le caditoie non hanno retto l’intensità della pioggia, trasformando le strade in torrenti e causando danni diffusi in tutti i centri abitati.

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Acque minerali in bottiglia, il nuovo divieto Ue sulle confezioni: cosa prevede https://www.business.it/acque-minerali-in-bottiglia-il-nuovo-divieto-ue-sulle-confezioni-cosa-prevede/ Tue, 30 Jun 2026 14:31:28 +0000 https://www.business.it/?p=156072 Il 12 agosto entrerà in vigore il Regolamento Ue 2025/40, noto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation), che introduce nuove norme sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio. Questa misura è parte della strategia europea per ridurre i rifiuti e incrementare la riciclabilità degli imballaggi di uso quotidiano, con effetti significativi sul settore delle… Read More »Acque minerali in bottiglia, il nuovo divieto Ue sulle confezioni: cosa prevede

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Il 12 agosto entrerà in vigore il Regolamento Ue 2025/40, noto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation), che introduce nuove norme sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio. Questa misura è parte della strategia europea per ridurre i rifiuti e incrementare la riciclabilità degli imballaggi di uso quotidiano, con effetti significativi sul settore delle acque minerali.

La normativa interesserà in modo particolare le confezioni più diffuse nei supermercati italiani, come i multipack da sei bottiglie da un litro e mezzo avvolti in plastica e dotati di maniglia per il trasporto. Il regolamento mira a limitare l’uso di imballaggi in plastica meno sostenibili, promuovendo alternative più riciclabili.

Queste nuove disposizioni coinvolgeranno produttori, distributori e consumatori, che dovranno adeguarsi alle regole entro i prossimi mesi. Le associazioni di categoria hanno già espresso alcune preoccupazioni in merito ai tempi e alle modalità di applicazione della normativa.

Bottiglie d'acqua minerale in confezione con maniglia

Ettore Fortuna, vicepresidente di Mineracqua, ha dichiarato a La Verità che la confezione con manico facilita la portabilità e protegge le bottiglie, sottolineando la necessità di una pianificazione più chiara da parte delle istituzioni europee. Al momento, però, non sono ancora stati pubblicati dettagli ufficiali che confermino eventuali modifiche alla norma.

Consumo di acqua minerale in Italia e impatto della normativa

Il settore delle acque minerali è particolarmente rilevante in Italia, dove il consumo medio familiare si attesta intorno ai 273 litri annui. Questo equivale all’acquisto di circa sette-otto multipack da sei bottiglie da un litro e mezzo al mese. Le nuove regole, dunque, avranno un impatto diretto su un mercato molto ampio.

Introduzione del sistema di cauzione dal 2029

Un’ulteriore novità prevista dal regolamento riguarda l’implementazione, a partire dal 2029, di un sistema di cauzione sulle bottiglie di plastica per i Paesi che non raggiungeranno l’obiettivo del 90% di raccolta. Il consumatore sarà tenuto a versare una somma aggiuntiva al momento dell’acquisto, che verrà restituita al momento della riconsegna della bottiglia vuota nei punti di raccolta autorizzati.

Situazione della raccolta differenziata in Europa

L’Italia si distingue per risultati significativi nella raccolta differenziata, con una percentuale di circa il 70%. Al contrario, in altri Paesi europei come la Francia, la raccolta delle bottiglie di plastica si attesta tra il 35% e il 37%. Le autorità europee monitoreranno attentamente l’applicazione delle nuove norme per verificare il raggiungimento degli obiettivi ambientali fissati dall’Unione.

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“Che mese, ottimo. Chi di voi può sorridere”. Oroscopo luglio 2026, Branko avvisa questi segni: cosa succede https://www.business.it/che-mese-ottimo-chi-di-voi-puo-sorridere-oroscopo-luglio-2026-branko-avvisa-questi-segni-cosa-succede/ Tue, 30 Jun 2026 12:39:20 +0000 https://www.business.it/?p=156057 Luglio 2026 si presenta come un mese ricco di cambiamenti astrologici significativi. L’ingresso di Giove nel segno del Leone rappresenta un evento centrale che influenzerà fortemente i dodici segni zodiacali, portando nuove opportunità ma anche sfide da affrontare. Amore, lavoro, fortuna e benessere saranno condizionati da un assetto celeste dinamico, con Venere, Marte, Mercurio e… Read More »“Che mese, ottimo. Chi di voi può sorridere”. Oroscopo luglio 2026, Branko avvisa questi segni: cosa succede

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Luglio 2026 si presenta come un mese ricco di cambiamenti astrologici significativi. L’ingresso di Giove nel segno del Leone rappresenta un evento centrale che influenzerà fortemente i dodici segni zodiacali, portando nuove opportunità ma anche sfide da affrontare. Amore, lavoro, fortuna e benessere saranno condizionati da un assetto celeste dinamico, con Venere, Marte, Mercurio e il Sole protagonisti.

Di seguito, le previsioni di Branko per il mese di luglio 2026, segno per segno, con indicazioni precise su come muoversi in ogni ambito della vita.

Oroscopo Branko luglio 2026

Previsioni per ogni segno zodiacale a luglio 2026

Ariete: Il mese sarà caratterizzato da emozioni intense. Giove nel settore sentimentale favorirà incontri e renderà più semplici anche le situazioni affettive complesse. I primi giorni saranno favorevoli per chi è alla ricerca dell’anima gemella o desidera consolidare un legame. Dal punto di vista professionale sarà necessario recuperare energie all’inizio del mese, ma Marte dal 9 luglio spingerà verso nuovi obiettivi. Attenzione all’alimentazione e agli eccessi. Voto: 8,5.

Oroscopo mese luglio 2026

Toro: Luglio segnerà l’inizio di una nuova fase. L’ingresso di Giove in una nuova posizione richiederà qualche adattamento. Il sostegno di Saturno, Urano e Nettuno aiuterà a mantenere equilibrio e lucidità. Fino al 21 luglio Mercurio favorirà affari e nuovi contratti, mentre dal 9 Venere porterà romanticismo con emozioni inattese. Attenzione a questioni burocratiche e salute. Voto: 7,5.

Gemelli: Il mese si prospetta molto positivo. Nonostante piccoli contrasti sentimentali dopo il 9 luglio, Marte renderà i rapporti intensi e appassionati. Giorni particolarmente fortunati per incontri e matrimoni sono il 2, 3, 7, 8, 15, 16, 19, 20, 29 e 30 luglio. Sul lavoro, protezione per investimenti e immobili. Possibilità di amori inattesi durante viaggi. Ottima energia fisica. Voto: 8,5.

“Arriva quello che volevate, mese grandioso”. Oroscopo luglio 2026, Paolo Fox avvisa questi segni: “Preparatevi, belle cose”

Cancro: Il compleanno del segno inaugurerà un nuovo capitolo. L’uscita di Giove potrebbe portare incertezze iniziali, ma il Sole e Mercurio nel segno favoriranno progetti concreti. Dal 9 luglio Venere migliorerà la serenità emotiva. Possibilità di una sorpresa economica nella prima parte del mese. Consigliato il mare e il relax per recuperare energie. Voto: 8,5.

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In campo migliaia di agenti: caos per le strade italiane. Forze dell’ordine schierate https://www.business.it/in-campo-migliaia-di-agenti-caos-per-le-strade-italiane-forze-dellordine-schierate/ Sat, 13 Jun 2026 13:16:16 +0000 https://www.business.it/?p=155342 La capitale si prepara ad affrontare una giornata di grande mobilitazione con l’arrivo di circa ventimila manifestanti in quattro cortei distinti. Le autorità hanno predisposto un imponente piano di sicurezza per garantire il regolare svolgimento delle iniziative e la tutela dell’ordine pubblico, attivando migliaia di agenti e strumenti tecnologici avanzati come droni ed elicotteri. Il… Read More »In campo migliaia di agenti: caos per le strade italiane. Forze dell’ordine schierate

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Vista aerea della città di Roma con presidi di sicurezza

La capitale si prepara ad affrontare una giornata di grande mobilitazione con l’arrivo di circa ventimila manifestanti in quattro cortei distinti. Le autorità hanno predisposto un imponente piano di sicurezza per garantire il regolare svolgimento delle iniziative e la tutela dell’ordine pubblico, attivando migliaia di agenti e strumenti tecnologici avanzati come droni ed elicotteri.

Agenti di polizia in assetto di sicurezza durante un corteo

Il piano operativo della Questura e le manifestazioni in programma

La Questura di Roma ha coordinato un dispositivo senza precedenti per monitorare le aree urbane interessate dalle manifestazioni. L’attenzione si concentra su aeroporti, scali ferroviari e stazioni della metropolitana, luoghi strategici per il controllo dei flussi di manifestanti e dei partecipanti alle quattro iniziative che si svolgeranno nel pomeriggio.

Tra i cortei, uno è dedicato alla cosiddetta remigrazione, mentre gli altri tre sono promossi da sindacati, associazioni e gruppi della società civile, oltre a un raduno dei sostenitori delle politiche Pro Vita. Tre cortei si terranno nel centro storico, mentre uno interesserà il quartiere Prati.

Le misure di sicurezza sono state definite durante un tavolo tecnico in Questura, con un confronto prolungato con gli organizzatori per scongiurare tensioni tra i diversi gruppi e prevedere importanti modifiche alla viabilità e al trasporto pubblico.

Il corteo di Prati e il Comitato Remigrazione e Riconquista

Il quartiere Prati rappresenta il punto più delicato sotto il profilo della sicurezza. Qui si svolgerà il corteo legato alle politiche di remigrazione, con una partecipazione stimata di circa 4mila persone. Il raduno è previsto per le ore 15 in piazza della Libertà, da dove i manifestanti si dirigeranno verso piazza Risorgimento attraversando via Cola di Rienzo.

L’evento è organizzato dal Comitato Remigrazione e Riconquista, un’alleanza nata tra quattro realtà: CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, VFS e Brescia ai Bresciani. Gli organizzatori sottolineano la natura trasversale e istituzionale della manifestazione, nata per sostenere una proposta di legge di iniziativa popolare che ha già superato il triplo delle firme necessarie per il deposito parlamentare.

Nel comunicato ufficiale del Comitato si legge: «La manifestazione intende conferire il massimo slancio istituzionale a una proposta di legge popolare. Invitiamo tutti gli italiani contrari alla rassegnazione a unirsi per restituire dignità alla Nazione. L’invito è rivolto a realtà sociali, associazioni, movimenti, partiti, parlamentari e amministratori locali che vogliono concretamente fermare l’immigrazione incontrollata. L’unica bandiera ammessa sarà il Tricolore».

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La scuola ha perso la funzione di ascensore sociale. “La laurea si tramanda da genitori a figli” https://www.business.it/la-scuola-ha-perso-la-funzione-di-ascensore-sociale-la-laurea-si-tramanda-da-genitori-a-figli/ Fri, 26 Jul 2024 09:36:20 +0000 https://www.business.it/?p=140073 C’era una volta l’ascensore sociale. Quel meccanismo virtuoso che permetteva anche a individui provenienti da classi sociali meno abbienti, o da famiglie che non potevano permettersi grosse spese, di migliorare la propria posizione attraverso lo studio. Secondo l’ultimo rapporto dell‘Istat su “Livelli di istruzione e ritorni occupazionali“, quel meccanismo non esiste quasi più. Tanto che… Read More »La scuola ha perso la funzione di ascensore sociale. “La laurea si tramanda da genitori a figli”

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C’era una volta l’ascensore sociale. Quel meccanismo virtuoso che permetteva anche a individui provenienti da classi sociali meno abbienti, o da famiglie che non potevano permettersi grosse spese, di migliorare la propria posizione attraverso lo studio. Secondo l’ultimo rapporto dell‘Istat su “Livelli di istruzione e ritorni occupazionali“, quel meccanismo non esiste quasi più. Tanto che oggi si laurea solo il 12,8% di studenti provenienti da famiglie con un basso livello di istruzione. Una percentuale che fra i figli dei laureati si attesta invece intorno al 70%. Ma il discorso della laurea è solo uno degli aspetti di questo fenomeno. Perché secondo l’Istat, nel 2023 un ragazzo su quattro con genitori che hanno come titolo di studio al massimo la licenzia media ha abbandonato gli studi prima del diploma. Un tasso di abbandono scolastico che scende al 5% se almeno un genitore è diplomato o ha comunque un titolo di scuola superiore e all’1,6% se uno dei due genitori è laureato.

Sono dati preoccupanti, che segnano un ritorno indietro nel tempo, quando esistevano classi sociali molto definite e la possibilità di cambiare le cose per i meno fortunati era quasi inesistente. Anche perché il percorso di studi si riflette sul lavoro: l’84,3% dei laureati ha un’occupazione, mentre questo dato fra chi si è fermato alla licenzia media scende al 54%. L’istituto di statistica ha sottolineato come fra chi abbandona gli studi prima di prendere un diploma sia alto anche il fenomeno del part time involontario, e come sia decisamente superiore l’incidenza dei contratti a tempo determinato. Come scrive Repubblica, “è molto facile che un early leaver finisca per diventare un Neet: una sigla che indica i giovani usciti da percorsi di istruzione e non ancora occupati. Apostrofati nei modi più vari”, prosegue il quotidiano romano, “da nullafacenti a bamboccioni, i Neet in realtà sono troppo spesso giovani bloccati in un limbo da cui nessuno prova davvero a tirarli fuori”. Anche la quota di lavoro in formazione non aiuta i meno fortunati: fra chi lavora, infatti, la formazione è una realtà soprattutto per i laureati (25,2%), mentre per chi ha solo la licenzia media la percentuale scende a un misero 3,2%.

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Bimbo chiuso dentro l’auto al caldo. Salvato da un passante: “Un colpo di genio” https://www.business.it/bimbo-chiuso-dentro-lauto-al-caldo-salvato-da-un-passante-un-colpo-di-genio/ Fri, 26 Jul 2024 09:20:39 +0000 https://www.business.it/?p=140068 Un episodio drammatico ha sconvolto la tranquilla cittadina di Caravaggio, in provincia di Bergamo, verso le 19 di mercoledì 24 luglio. Un bambino di appena un anno è rimasto chiuso nell’auto della madre dopo aver accidentalmente attivato la sicura delle portiere mentre la donna stava caricando la spesa. Le temperature estive hanno fatto sì che… Read More »Bimbo chiuso dentro l’auto al caldo. Salvato da un passante: “Un colpo di genio”

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Un episodio drammatico ha sconvolto la tranquilla cittadina di Caravaggio, in provincia di Bergamo, verso le 19 di mercoledì 24 luglio. Un bambino di appena un anno è rimasto chiuso nell’auto della madre dopo aver accidentalmente attivato la sicura delle portiere mentre la donna stava caricando la spesa. Le temperature estive hanno fatto sì che l’interno del veicolo raggiungesse rapidamente i 33 gradi, creando una situazione di emergenza.

La madre, visibilmente presa dal panico, ha immediatamente chiesto aiuto temendo per la salute del suo piccolo. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco, pronti a rompere un finestrino per liberare il bambino intrappolato. Tuttavia, un giovane passante ha suggerito una soluzione alternativa e, fortunatamente, meno distruttiva.

Ricordandosi che il modello dell’auto disponeva di un’applicazione per l’apertura delle portiere da remoto, il giovane ha suggerito di contattare il padre del bambino. Grazie all’applicazione sullo smartphone del padre, le portiere dell’auto sono state aperte in pochi minuti, permettendo il salvataggio del piccolo senza danneggiare il veicolo.

Dopo aver risolto l’emergenza, si è cercato di capire come fosse stato possibile che un bambino di neanche un anno avesse attivato la chiusura centralizzata. È emerso che il piccolo, giocando con le chiavi dell’auto mentre la madre era occupata con la spesa, aveva premuto accidentalmente il pulsante che attiva la sicura.

La tempestiva soluzione proposta dal giovane passante ha evitato potenziali danni e, soprattutto, ha salvato la vita del piccolo, dimostrando come la tecnologia possa essere un alleato prezioso anche nelle situazioni più critiche.

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Abusi su minori, l’inchiesta shock sugli istituti statali e religiosi: 200mila casi https://www.business.it/abusi-su-minori-linchiesta-shock-sugli-istituti-statali-e-religiosi-200mila-casi/ Fri, 26 Jul 2024 09:04:40 +0000 https://www.business.it/?p=140063 La Nuova Zelanda è scossa da una rivelazione scioccante: circa 200 mila bambini, giovani e adulti sono stati vittime di abusi per decenni negli orfanotrofi, nelle case famiglia, negli ospedali psichiatrici e in altre istituzioni statali e religiose. Questa drammatica realtà è emersa grazie a un’inchiesta pubblica durata sei anni, che ha gettato luce su… Read More »Abusi su minori, l’inchiesta shock sugli istituti statali e religiosi: 200mila casi

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La Nuova Zelanda è scossa da una rivelazione scioccante: circa 200 mila bambini, giovani e adulti sono stati vittime di abusi per decenni negli orfanotrofi, nelle case famiglia, negli ospedali psichiatrici e in altre istituzioni statali e religiose. Questa drammatica realtà è emersa grazie a un’inchiesta pubblica durata sei anni, che ha gettato luce su una pagina oscura della storia neozelandese.

L’indagine ha analizzato le cure fornite a circa 650mila neozelandesi dal 1950 al 2019, rivelando un quadro agghiacciante di violenze e negligenze. I risultati dell’inchiesta sono devastanti: gli autori del rapporto hanno descritto gli abusi diffusi nelle istituzioni sanitarie statali e religiose come una “catastrofe nazionale impensabile” che ha causato “danni inimmaginabili”.

Le testimonianze shock

Le testimonianze raccolte durante l’inchiesta dipingono un quadro di sofferenza e disperazione, dove coloro che avrebbero dovuto essere protetti e curati sono stati invece vittime di un sistema che ha fallito nel modo più tragico. I dettagli degli abusi sono così terribili da sembrare appartenere a un incubo, ma purtroppo rappresentano la realtà vissuta da migliaia di neozelandesi.

Questo rapporto non è solo un atto d’accusa contro le istituzioni coinvolte, ma rappresenta anche un appello alla giustizia e alla riforma. È necessario un cambiamento radicale per garantire che tali atrocità non si ripetano mai più. La Nuova Zelanda deve ora affrontare le conseguenze di questa catastrofe nazionale, ascoltare le voci delle vittime e intraprendere azioni concrete per sanare le ferite e ristabilire la fiducia nelle sue istituzioni.

La strada verso la giustizia è lunga e complessa, ma è fondamentale che il paese non dimentichi queste vittime e lavori senza sosta per riparare i danni causati da decenni di abusi.

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“Amazon Pharmacy”: il colosso americano irrompe nella distribuzione di medicinali https://www.business.it/amazon-pharmacy-il-colosso-americano-irrompe-nella-distribuzione-di-medicinali/ Fri, 26 Jul 2024 08:56:32 +0000 https://www.business.it/?p=140059 Amazon Pharmacy sbarca in Giappone, pronta a rivoluzionare il sistema sanitario del Paese. Non è una novità assoluta, poiché i servizi di Amazon Pharmacy, il settore della multinazionale di Jeff Bezos che si occupa della distribuzione di medicinali, sono già disponibili in diversi Paesi. Ma ora il colosso della distribuzione ha dato un’accelerata aprendo una… Read More »“Amazon Pharmacy”: il colosso americano irrompe nella distribuzione di medicinali

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Amazon Pharmacy sbarca in Giappone, pronta a rivoluzionare il sistema sanitario del Paese. Non è una novità assoluta, poiché i servizi di Amazon Pharmacy, il settore della multinazionale di Jeff Bezos che si occupa della distribuzione di medicinali, sono già disponibili in diversi Paesi. Ma ora il colosso della distribuzione ha dato un’accelerata aprendo una sua filiale anche in Giappone. E dà l’impressione di voler puntare forte su questo business potenzialmente enorme.

Una svolta che, se confermata, promette di portare a una vera e propria rivoluzione nel sistema sanitario, perlomeno sul modo in cui i consumatori finali potranno entrare in possesso dei prodotti. L’azienda di Jeff Bezos, nell’annunciare l’approdo in Giappone, mette in risalto il fatto che i clienti “non saranno più costretti a fare code in farmacia” per ritirare i prodotti di cui hanno bisogno. Non solo: i pazienti potranno ricevere indicazioni sulla somministrazione dei farmaci attraverso video chat con farmacisti, accessibili attraverso i loro account Amazon.

Il servizio Amazon Pharmacy consente agli utenti di ricevere prescrizioni elettroniche dopo una diagnosi online attraverso l’applicazione CLINICS, oltre ovviamente a coprire l’invio di farmaci prescritti presso cliniche e ospedali. Il servizio, sottolinea il colosso americano, è rivolto soprattutto a persone che presentano condizioni di salute croniche e che necessitano regolarmente di prescrizioni. Gli utenti hanno anche la possibilità di farsi inviare i farmaci presso farmacie di loro fiducia e di andare a ritirarli in loco.

L’ingresso di Amazon nell’industria farmaceutica è stato segnato da passaggi non semplici, che hanno portato al taglio di molti posti di lavoro nelle unità One Medical e Pharmacy per la necessità di risparmiare 100 milioni di dollari. Al taglio del personale è seguita comunque un’espansione dei servizi e, come sottolinea l’azienda, “il recente lancio in Giappone ha rappresentato un passo significativo nella sua espansione globale“.

Insomma, Amazon Pharmacy non solo mira a semplificare la vita dei pazienti giapponesi, ma punta anche a trasformare il modo in cui le persone gestiscono la loro salute, portando una ventata di novità e tecnologia in un settore tradizionalmente lento a cambiare. Il futuro della distribuzione dei medicinali è qui e porta il nome di Amazon.

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Decreto salva casa, sanatorie al via da lunedì: cosa si potrà fare https://www.business.it/decreto-salva-casa-sanatorie-al-via-da-lunedi-cosa-si-potra-fare/ Fri, 26 Jul 2024 08:42:10 +0000 https://www.business.it/?p=140055 Finalmente, il Decreto Salva Casa è diventato legge! Con 106 voti favorevoli, 68 contrari e un astenuto, il Senato ha dato il via libera alle nuove regole per la sanatoria edilizia 2024. Nonostante i numerosi tentativi dell’opposizione di bloccarne l’esame in Commissione e di proporre una questione pregiudiziale in Aula, il testo approvato dal Senato… Read More »Decreto salva casa, sanatorie al via da lunedì: cosa si potrà fare

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Finalmente, il Decreto Salva Casa è diventato legge! Con 106 voti favorevoli, 68 contrari e un astenuto, il Senato ha dato il via libera alle nuove regole per la sanatoria edilizia 2024. Nonostante i numerosi tentativi dell’opposizione di bloccarne l’esame in Commissione e di proporre una questione pregiudiziale in Aula, il testo approvato dal Senato è identico a quello già passato alla Camera la settimana scorsa.

Le nuove disposizioni permetteranno sia ai privati che alle Amministrazioni di richiedere il permesso di costruire o la Scia in sanatoria, assistiti da un tecnico che attesti la conformità degli interventi alle norme urbanistiche ed edilizie vigenti al momento della domanda e della realizzazione. Per ottenere il permesso di costruire in sanatoria, i privati dovranno pagare una sanzione pari al doppio del contributo di costruzione, mentre per la Scia in sanatoria la sanzione sarà pari al doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile, compresa tra 1.032 e 10.328 euro. In caso di inerzia del Comune, scatterà il silenzio assenso.

Inoltre, ci sarà più tempo per rimuovere gli abusi edilizi negati dal Comune: 240 giorni anziché 90, in caso di comprovate esigenze di salute o gravi situazioni di disagio socio-economico.

La sanatoria edilizia 2024 permetterà di sanare le difformità parziali e le variazioni essenziali, purché le opere risultino conformi alle norme urbanistiche vigenti al momento della domanda e ai requisiti edilizi vigenti al momento della realizzazione. Le opere realizzate entro il 24 maggio 2024 non necessiteranno più della sanatoria edilizia, grazie all’innalzamento delle tolleranze costruttive ed esecutive. Le nuove tolleranze saranno:

  • 2% per unità immobiliari con superficie utile superiore ai 500 mq;
  • 3% per unità immobiliari tra i 300 e i 500 mq;
  • 4% per unità immobiliari tra i 100 e i 300 mq;
  • 5% per unità immobiliari inferiori ai 100 mq;
  • 6% per unità immobiliari inferiori ai 60 mq.

Saranno considerate tolleranze esecutive:

  • il minore dimensionamento dell’edificio;
  • la mancata realizzazione di elementi architettonici non strutturali;
  • le irregolarità geometriche e modifiche alle finiture degli edifici di minima entità;
  • la difforme ubicazione delle aperture interne;
  • la difforme esecuzione di opere rientranti nella manutenzione ordinaria;
  • gli errori progettuali corretti in cantiere e gli errori materiali di rappresentazione progettuale.

Per ottenere lo stato legittimo dell’immobile, sarà sufficiente rifarsi alternativamente al titolo abilitativo che ha previsto la costruzione o la sanatoria dell’immobile, o a quello che ha disciplinato l’ultimo intervento edilizio. Non si considereranno le eventuali difformità presenti nelle parti comuni o nelle singole unità immobiliari.

I cambi di destinazione d’uso saranno sempre ammessi sia all’interno della stessa categoria funzionale sia tra diverse categorie funzionali (residenziale, turistico-ricettiva, produttiva e direzionale, commerciale) in tutte le zone urbane. I cambi di destinazione d’uso dei primi piani fuori terra e dei piani seminterrati saranno sempre consentiti se previsti dalle norme regionali. Inoltre, il recupero dei sottotetti sarà sempre consentito anche se non rispetta le distanze minime tra edifici e confini, purché rispetti i limiti di distanza, l’altezza massima e la forma del sottotetto come delimitato dalle pareti perimetrali.

I nuovi requisiti di abitabilità degli immobili saranno meno stringenti. Negli edifici recuperati o in ristrutturazione, saranno considerati abitabili locali con un’altezza minima interna di 2,40 metri e monolocali con una superficie minima di 20 metri quadrati per una persona e di 28 metri quadrati per due persone.

Infine, nell’edilizia libera rientreranno opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici, come tende, tende da sole e tende a pergola, anche bioclimatiche, addossate o annesse agli immobili. Le Vepa installate su logge interne o porticati non gravati da diritti di uso pubblico e non prospicenti aree pubbliche saranno considerate interventi di edilizia libera.

Il Decreto Salva Casa rappresenta un passo significativo verso la risoluzione delle problematiche legate all’edilizia e all’abitabilità, offrendo soluzioni concrete e adattamenti alle esigenze moderne dei cittadini.

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L’Europa ci ricaccia nell’austerity: la procedura di infrazione ci costerà (almeno) 10/12 miliardi l’anno https://www.business.it/leuropa-ci-ricaccia-nellausterity-la-procedura-di-infrazione-ci-costera-almeno-10-12-miliardi-lanno/ Fri, 26 Jul 2024 08:32:14 +0000 https://www.business.it/?p=140051 Questa dell’austerity imposta dall’Europa è diventata una specie di storia infinita che sta costando tantissimo all’Italia. Soprattutto agli italiani, che a causa della procedura di infrazione per “deficit eccessivo” si vedranno tagliare il Welfare per altri 10/12 miliardi ogni anno. Se non di più. Come se i tagli decennali che hanno colpito la Sanità, la… Read More »L’Europa ci ricaccia nell’austerity: la procedura di infrazione ci costerà (almeno) 10/12 miliardi l’anno

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Questa dell’austerity imposta dall’Europa è diventata una specie di storia infinita che sta costando tantissimo all’Italia. Soprattutto agli italiani, che a causa della procedura di infrazione per “deficit eccessivo” si vedranno tagliare il Welfare per altri 10/12 miliardi ogni anno. Se non di più. Come se i tagli decennali che hanno colpito la Sanità, la Scuola e tanti altri settori non fossero bastati. Quelle di Bruxelles sono politiche che stanno letteralmente spolpando il nostro Paese.

Non solo per la richiesta di riduzione del rapporto fra deficit e Pil di almeno uno 0,5% l’anno, ma anche per le politiche green che rappresenteranno un salasso per le tasche dei cittadini. Sempre che, come chiedono in molti, non si istituisca un fondo straordinario di intervento per la messa in regola delle case rispetto ai nuovi criteri “ecologici”. La cui portata, peraltro, sarà quasi ininfluente sull’inquinamento mondiale, visto che l’Europa pesa sulle emissioni nocive solo per il 7%. Ma questo è un discorso che dovremo affrontare nel prossimo futuro. Mentre nell’immediato il Governo Meloni si trova quest’altra gatta da pelare. E non è cosa da poco.

La procedura a cui dovrà sottostare l’Italia toccherà ad altri 6 Paesi: Francia, Belgio, Polonia, Ungheria, Slovacchia e Malta. Ma non è un mal comune mezzo gaudio. L’esecutivo di centrodestra dovrà trovare ogni anno il modo di tagliare 10/12 miliardi di spesa nel bilancio pubblico. La cifra esatta sarà nota quando saranno decisi i percorsi di aggiustamento dei conti statali secondo le nuove regole del Patto di Stabilità.

“Se la situazione lo richiederà, raccomanderemo un aggiustamento maggiore allo 0,5%“, ha spiegato il vicepresidente della commissione Valdis Dombrovskis, uno dei falchi dell’austerità. Nella peggiore delle ipotesi, questo potrebbe portare a un taglio dell’1,08%, che corrisponderebbe a 20 miliardi annui da trovare nelle pieghe del bilancio statale. Una cifra che metterebbe a serio rischio la sostenibilità, fra l’altro, delle riforme fiscali volute dal Governo. Sarebbe una vera e propria mazzata, perché da una parte l’Europa ci chiede riforme migliorative, dall’altro – di fatto – ci impedisce di metterle in atto. Con pessime conseguenze per la nostra economia e per i cittadini.

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Tumore al pancreas: trovata una cura che può sconfiggerlo. Lo studio tutto italiano… https://www.business.it/tumore-al-pancreas-trovata-una-cura-che-puo-sconfiggerlo-lo-studio-tutto-italiano/ Thu, 25 Jul 2024 08:13:13 +0000 https://www.business.it/?p=140048 Il tumore al pancreas, in particolare l’adenocarcinoma duttale pancreatico, si conferma come una delle neoplasie più aggressive e difficili da trattare. I dati recenti sono allarmanti: nel 2022 in Italia sono stati diagnosticati ben 14.500 nuovi casi, consolidando questo tumore come una delle principali cause di morte per cancro nel paese. La sopravvivenza è tragicamente… Read More »Tumore al pancreas: trovata una cura che può sconfiggerlo. Lo studio tutto italiano…

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Il tumore al pancreas, in particolare l’adenocarcinoma duttale pancreatico, si conferma come una delle neoplasie più aggressive e difficili da trattare. I dati recenti sono allarmanti: nel 2022 in Italia sono stati diagnosticati ben 14.500 nuovi casi, consolidando questo tumore come una delle principali cause di morte per cancro nel paese. La sopravvivenza è tragicamente bassa, sia a un anno che a cinque anni dalla diagnosi.

Un fattore di rischio significativo è il fumo, che raddoppia la probabilità di ammalarsi. L’adenocarcinoma duttale pancreatico è particolarmente temibile a causa di un processo chiamato macropinocitosi, che permette alle cellule tumorali di crescere e sviluppare resistenza ai trattamenti tradizionali come radioterapia e chemioterapia. Questo meccanismo consente alle cellule di assorbire nutrienti dall’ambiente circostante, anche in condizioni di carenza, ingoiando letteralmente ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere e prosperare.

Ma c’è speranza all’orizzonte grazie alla ricerca italiana. Gli scienziati dell’Università Statale di Milano e dell’Istituto Fondazione di Oncologia Molecolare (Ifom) hanno fatto una scoperta promettente. Dopo aver testato 3.600 molecole su campioni di cellule tumorali in coltura, sono riusciti a individuare quattro molecole che potrebbero inibire la macropinocitosi, potenzialmente bloccando la crescita dell’adenocarcinoma duttale pancreatico. Due di queste molecole sono particolarmente interessanti perché già conosciute nel campo medico: l’ivermectina e il privinione pamoato, solitamente utilizzate per trattare le infezioni parassitarie.

Questa scoperta apre la strada al riposizionamento dei farmaci, un approccio che potrebbe avere un impatto significativo nella lotta contro il cancro. Il drug repositioning permette infatti di ridurre significativamente i tempi e i costi necessari per l’approvazione di nuovi trattamenti, offrendo speranza per la cura di malattie oggi difficilmente trattabili.

Il dottor Ciro Mercurio, a capo del gruppo di ricerca Ifom, ha sottolineato l’importanza di questa scoperta, indicando che l’uso di farmaci approvati per altre patologie potrebbe rivoluzionare il trattamento del cancro al pancreas. La strada è ancora lunga, ma i progressi della ricerca italiana rappresentano un passo importante verso una possibile soluzione per una delle forme tumorali più devastanti del nostro tempo.

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Emergenza medici di famiglia: studi stracolmi, mancano anche i sostituti estivi https://www.business.it/emergenza-medici-di-famiglia-studi-stracolmi-mancano-anche-i-sostituti-estivi/ Thu, 25 Jul 2024 07:46:07 +0000 https://www.business.it/?p=140044 La situazione delle sostituzioni estive per i medici di famiglia è diventata un problema significativo, descritto come “complessa e a tratti drammatica” dalla dottoressa Cristina Patrizi, segretaria dell’Ordine dei Medici di Roma e segretaria regionale del Sindacato Medici Italiani (Smi) Lazio. In un’intervista, la Patrizi ha evidenziato come i medici di famiglia debbano autonomamente trovare… Read More »Emergenza medici di famiglia: studi stracolmi, mancano anche i sostituti estivi

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La situazione delle sostituzioni estive per i medici di famiglia è diventata un problema significativo, descritto come “complessa e a tratti drammatica” dalla dottoressa Cristina Patrizi, segretaria dell’Ordine dei Medici di Roma e segretaria regionale del Sindacato Medici Italiani (Smi) Lazio.

In un’intervista, la Patrizi ha evidenziato come i medici di famiglia debbano autonomamente trovare e pagare un collega per coprire le loro assenze, nonostante il contratto preveda un riposo psicofisico. La difficoltà nel trovare sostituti, spesso giovani colleghi o medici già in pensione, è aggravata dalla generale carenza di personale medico. La Patrizi ha sottolineato che, in molti casi, i medici che dovrebbero sostituire all’ultimo momento si ritirano, rendendo la situazione ancora più difficile.

Questo problema non si limita solo al periodo estivo; le sostituzioni sono necessarie anche in caso di gravidanza, malattia, o altre emergenze personali, causando un notevole stress per i medici di famiglia che sono spesso contattati anche durante le ferie. I costi associati a queste sostituzioni sono aumentati, in parte a causa dell’abitudine del sistema pubblico di utilizzare medici a “gettone”, un sistema che grava ulteriormente sulle finanze dei medici di famiglia.

Inoltre, la Patrizi ha osservato che, contrariamente al passato, quando l’affluenza agli studi medici diminuiva durante l’estate, ora i medici sono sommersi di lavoro anche in questo periodo. Gli studi e le farmacie sono affollati, complici anche il ritorno di forme influenzali, virali e casi di Covid-19.

Di fronte a questa situazione, la Patrizi auspica che il futuro sistema organizzativo delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) possa risolvere questi problemi, permettendo alle aziende sanitarie di mantenere una lista aggiornata di medici sostituti disponibili.

La speranza è che queste riforme portino finalmente un po’ di respiro ai medici di famiglia, affinché possano svolgere il loro lavoro con la tranquillità e la dignità che meritano, senza dover affrontare continuamente l’incubo delle sostituzioni improvvisate.

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Orribile: accoltella un soldato, si volta verso i passanti e lecca la lama insanguinata https://www.business.it/orribile-accoltella-un-soldato-si-volta-verso-i-passanti-e-lecca-la-lama-insanguinata/ Thu, 25 Jul 2024 07:34:48 +0000 https://www.business.it/?p=140040 Un orribile episodio di violenza ha sconvolto i passanti a Gillingham, una cittadina a una cinquantina di chilometri a nord di Londra. Martedì sera, un uomo in motorino, con il volto coperto da un passamontagna e indossando un giubbotto da motociclista della NASA, si è scagliato contro un ufficiale dell’esercito britannico a soli 200 metri… Read More »Orribile: accoltella un soldato, si volta verso i passanti e lecca la lama insanguinata

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Un orribile episodio di violenza ha sconvolto i passanti a Gillingham, una cittadina a una cinquantina di chilometri a nord di Londra. Martedì sera, un uomo in motorino, con il volto coperto da un passamontagna e indossando un giubbotto da motociclista della NASA, si è scagliato contro un ufficiale dell’esercito britannico a soli 200 metri dall’entrata di una caserma.

Secondo un testimone, il militare 40enne ha tentato di sfuggire all’agguato, ma l’aggressore, armato di due coltelli da cucina, lo ha inseguito e colpito ripetutamente, causandogli gravi ferite. In un gesto di inaudita efferatezza, il 24enne, arrestato poco dopo, si è voltato verso i passanti terrorizzati, si è portato il coltello alle labbra e ha leccato la lama insanguinata. Le motivazioni di questa barbarie restano ancora oscure. La Polizia, dopo alcuni dubbi iniziali, ha escluso l’atto terroristico, concentrando le indagini sulla stabilità mentale del giovane.

Il primo ministro Keir Starmer, in un tweet pubblicato su X, si è detto “scioccato e sconvolto per l’accaduto. Tutti i nostri pensieri sono con il soldato, la sua famiglia e la nostra comunità delle Forze Armate, che servono a tenere tutti al sicuro. Gli auguro una rapida guarigione“.

Un secondo testimone ha raccontato che “c’era sangue ovunque mentre cercavo di fare pressione sulle sue ferite finché è arrivata la Polizia”. Un altro testimone, intervistato dal quotidiano The Sun, ha riferito che l’aggressore era alla ricerca di un militare da attaccare. “Quando la moglie del soldato è uscita dalla caserma e ha tentato di allontanarlo dal marito, lui non ha nemmeno provato a farle del male. Aveva solo puntato a fare del male a un soldato britannico”.

L’ufficiale aggredito ha riportato ferite al volto e in altre parti del corpo. Appena giunte le ambulanze, è stato trasportato in ospedale in condizioni gravi ma stabili e non sarebbe in pericolo di vita. Il 24enne è stato arrestato e ora dovrà rispondere dell’accusa di tentato omicidio.

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“Prepariamoci alla guerra mondiale”. Il nuovo capo dell’esercito britannico lancia l’allarme. Quando potrebbe iniziare https://www.business.it/prepariamoci-alla-guerra-mondiale-il-nuovo-capo-dellesercito-britannico-lancia-lallarme-quando-potrebbe-iniziare/ Thu, 25 Jul 2024 07:22:36 +0000 https://www.business.it/?p=140036 Era il suo primo discorso pubblico, e non si può dire che Sir Roly Walker sia stato prudente o diplomatico. Nuovo capo dell’esercito britannico, il generale ha preso il posto di Sir Patrick Sanders, il cui principale interesse ultimamente sembrava quello di aumentare il numero di soldati in dotazione alle forze armate di Sua Maestà.… Read More »“Prepariamoci alla guerra mondiale”. Il nuovo capo dell’esercito britannico lancia l’allarme. Quando potrebbe iniziare

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Era il suo primo discorso pubblico, e non si può dire che Sir Roly Walker sia stato prudente o diplomatico. Nuovo capo dell’esercito britannico, il generale ha preso il posto di Sir Patrick Sanders, il cui principale interesse ultimamente sembrava quello di aumentare il numero di soldati in dotazione alle forze armate di Sua Maestà. Walker, che ha alle spalle un passato da ex leader delle forze speciali in Afghanistan, nel suo intervento non ci ha girato tanto intorno. “Londra deve prepararsi alla guerra“, ha detto, perché “c’è un asse dello sconvolgimento composto da Russia, Cina, Corea del Nord e Iran” che si è unito e sta costruendo rapporti sempre più forti. Il nuovo governo laburista inglese, in questo scenario, ha avviato un lavoro di ristrutturazione delle strategie di difesa – che sarà reso noto nel 2025 – attraverso il quale sono filtrate alcune indiscrezioni. Che confermano la volontà di questi Paesi di mettere in atto una strategia per “destabilizzare l’Occidente“.

Il nuovo capo dell’esercito inglese ha individuato il maggiore pericolo per la pace nel mondo in un eventuale attacco della Cina a Taiwan. Ed è la stessa cosa che pensano gli americani. Non a caso, perché l’Isola è uno snodo di cruciale importanza per il funzionamento dell’intero settore tecnologico occidentale. Se sino a oggi Pechino ha sempre messo in primo piano il mantenimento di buoni rapporti con l’Occidente e con gli Usa per salvaguardare i propri interessi commerciali, da qualche tempo i vertici del partito comunista sembrano avere intrapreso una “doppia via”. Quella commerciale rimane primaria, ma ora viene affiancata da quella militare. La Cina, infatti, ha iniziato a produrre armamenti in grande quantità e a stringere accordi con altri Paesi, culminati con l’invio – per la prima volta nella storia – del suo esercito in territorio europeo per effettuare manovre congiunte con la Bielorussia. Ecco perché Walker sostiene che il mondo debba prepararsi al possibile scoppio della Terza Guerra Mondiale. Secondo il Times, le parole del generale sono state “le più serie pronunciate da un capo della Difesa negli ultimi anni”.

Il nuovo capo dell’esercito ha voluto comunque lanciare un messaggio che, nella sua drammaticità, presenta anche uno sfondo di ottimismo. Secondo lui il Regno Unito, pur trovandosi attualmente in una situazione difficile, “ha tempo a sufficienza per ristabilire una forza di terra credibile (oggi conta solo su 72.000 soldati, ndr), soprattutto come fattore di deterrenza contro le forze ostili”. Walker non ha parlato solo del numero di uomini necessari per ricostituire un esercito in grado di combattere in una guerra globale, ma ha anche sottolineato la “necessità di acquisire munizioni più intelligenti, missili con molte testate, sciami di droni” in grado di colpire molti nemici nello stesso tempo. Miglioramenti necessari perché “anche la Russia si riarmerà pesantemente entro il 2027 grazie all’aiuto di Paesi come Iran, Cina e Corea del Nord, e si vorrà vendicare per come abbiamo sostenuto gli ucraini”. Secondo il generale, infine, il vero obiettivo di Mosca sarebbe quello di minare la sicurezza dell’Alleanza Atlantica. Una situazione “molto pericolosa, perché un conflitto potrebbe detonarne un altro.

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La folle serata di una 38enne: si introduce nella casa dell’ex marito, lo massacra, lo deruba e non contenta… https://www.business.it/la-folle-serata-di-una-38enne-si-introduce-nella-casa-dellex-marito-lo-massacra-lo-deruba-e-non-contenta/ Thu, 25 Jul 2024 07:06:15 +0000 https://www.business.it/?p=140031 Bolzano, quartiere San Quirino, teatro di una serata di violenza domestica che ha richiesto l’intervento delle forze dell’Ordine e si è conclusa con un maldestro tentativo di omicidio. I carabinieri sono accorsi dopo la segnalazione di una violentissima lite domestica. Tuttavia, ciò che si sono trovati di fronte ha superato ogni aspettativa. La volante, arrivata… Read More »La folle serata di una 38enne: si introduce nella casa dell’ex marito, lo massacra, lo deruba e non contenta…

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Bolzano, quartiere San Quirino, teatro di una serata di violenza domestica che ha richiesto l’intervento delle forze dell’Ordine e si è conclusa con un maldestro tentativo di omicidio. I carabinieri sono accorsi dopo la segnalazione di una violentissima lite domestica. Tuttavia, ciò che si sono trovati di fronte ha superato ogni aspettativa. La volante, arrivata da poco sul posto, ha subito notato una scena inquietante: una donna in fuga verso il tetto del palazzo e diverse tracce di sangue sul pianerottolo.

La fuggitiva è stata bloccata al piano superiore: si trattava di una bolzanina di 38 anni, già colpita da un provvedimento di divieto di avvicinamento all’ex marito, un uomo di 40 anni trovato con il volto insanguinato e ricoperto di graffi ed ematomi. La donna, in preda a una “serata di ordinaria follia”, era supportata dal fratello, sopraggiunto dall’Emilia Romagna.

La serata dell’uomo aggredito era iniziata in modo tranquillo, trascorsa in compagnia di due amiche e dei loro figli. Ma l’armonia è stata presto interrotta dall’arrivo dell’ex moglie furiosa, che ha dato inizio al suo show: dapprima pesanti insulti, poi un tentativo di strangolare una delle due donne, accusandole di averle sottratto il marito. Le due amiche, spaventate, sono fuggite per tornare a casa, inseguiti dalla 38enne imbufalita. L’ex marito ha tentato invano di fermarla, subendo una violentissima aggressione che ha portato al suo ricovero in ospedale con una prognosi di 20 giorni.

Non soddisfatta del caos già creato, l’esagitata ex moglie ha pensato bene di derubare l’uomo, sottraendogli 400 euro e una telecamera, successivamente ritrovata addosso a lei durante la perquisizione. Il fratello della donna non si è limitato a guardare, ma ha incitato la sorella urlando “ammazzalo” e altre frasi di questo genere.

Gli agenti non hanno potuto fare altro che arrestare la donna, ora accusata di rapina, violenza privata e violazione del divieto di avvicinamento. Il fratello, che ha opposto resistenza contro i pubblici ufficiali, è stato rispedito in Emilia Romagna con un foglio di via.

Una serata che resterà impressa nella memoria dei residenti di San Quirino, dove la violenza ha preso il sopravvento, richiedendo l’intervento risoluto delle Forze dell’Ordine.

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“Reddito universale” assegnato per anni a 3.000 persone negli Usa. I risultati dell’esperimento di Sam Altman https://www.business.it/reddito-universale-assegnato-per-anni-a-3-000-persone-negli-usa-i-risultati-dellesperimento-di-sam-altman/ Thu, 25 Jul 2024 06:58:57 +0000 https://www.business.it/?p=140026 Sull’avvento dell’intelligenza artificiale si legge di tutto. Che cancellerà centinaia di milioni di posti di lavoro, che rappresenta una grande opportunità per il futuro dell’umanità, che rappresenta un enorme fattore di rischio per la nostra sopravvivenza e tante altre teorie. Il bello è che queste posizioni differenti vengono dagli stessi esperti in materia e da… Read More »“Reddito universale” assegnato per anni a 3.000 persone negli Usa. I risultati dell’esperimento di Sam Altman

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Sull’avvento dell’intelligenza artificiale si legge di tutto. Che cancellerà centinaia di milioni di posti di lavoro, che rappresenta una grande opportunità per il futuro dell’umanità, che rappresenta un enorme fattore di rischio per la nostra sopravvivenza e tante altre teorie. Il bello è che queste posizioni differenti vengono dagli stessi esperti in materia e da chi si occupa dello sviluppo delle AI. Ora dall’America giunge una notizia più concreta. E riguarda un esperimento voluto, non a caso, proprio da Sam Altman, pioniere degli studi sulle nuove tecnologie e primo Amministratore Delegato di OpenAI. Non è un caso se Altman, da anni, sembra puntare all’introduzione di un reddito universale che vada a mitigare le possibili conseguenze dello sviluppo dei suoi stessi progetti. Per questo, nel 2016, proprio lui fece partire un’iniziativa di cui ora si conoscono per la prima volta i risultati. Il progetto di Altman consisteva nell’assegnare un’entrata aggiuntiva di 1.000 dollari al mese a 3.000 famiglie a basso reddito del Texas e dell’Illinois. Per realizzare questo studio, lo stesso autore ha stanziato 14 milioni ed è riuscito a raccoglierne altri 60.

L’esperimentoreddito universale” è iniziato ufficialmente nel 2019. Insieme alle famiglie che ricevevano 1.000 dollari al mese, era presente un gruppo di controllo che invece poteva contare su una cifra aggiuntiva di soli 50 dollari. Oggi, a quasi 5 anni di distanza, sono stati pubblicati i primi risultati dello studio. Secondo i ricercatori, i beneficiari hanno espresso “riduzioni significative dello stress, del disagio mentale e dell’insicurezza alimentare durante il primo anno”. Poi l’effetto si sarebbe mitigato perché i soggetti non sono riusciti a trarre benefici per l’assistenza sanitaria privata (un tema molto sentito negli Usa, non nel resto d’Occidente dove la Sanità è ancora pubblica). A parte questo, i ricercatori hanno riferito alcuni dati interessanti. Il primo, piuttosto ovvio, è che i percettori del reddito universale di Altman hanno speso la maggior parte della quota aggiuntiva al loro reddito per il cibo, l’affitto e i trasporti. Per un aumento di spesa mensile di 310 dollari. Poi, hanno aiutato conoscenti in difficoltà per un totale di 26 dollari al mese. Soprattutto, i loro risparmi bancari sono aumentati mediamente del 25%. Sembra un’ovvietà: se le persone guadagnano di più, spendono di più e riescono anche a mettere via un po’ di risparmi.

Ma il vantaggio di ricevere il reddito, per le persone coinvolte nell’esperimento, non è stato solo di tipo economico. Ha permesso loro di migliorare il loro livello di istruzione o di intraprendere una formazione professionale. Insomma, una volta eliminati i problemi di stretta sopravvivenza, le persone hanno investito anche su se stesse. Studiando, approfondendo le loro conoscenze lavorative o aprendo attività da soli o in comproprietà con altri (circa il 26% del campione). Risultati che hanno in parte confermato la convinzione di Altman, secondo il quale il reddito di base nell’era dell’intelligenza artificiale sarà necessario sia per il probabile aumento della disoccupazione, sia perché, come ha dichiarato lo stesso ex AD di OpenAI, “è impossibile avere veramente pari opportunità senza una qualche versione di reddito garantito”. Altman ha anche lanciato un’altra idea, più complessa, che ha chiamato “calcolo di base universale“. Consisterebbe nel possedere “una fetta del computer di GPT-7 per usarlo, rivenderlo, donarlo a qualcuno che lo utilizzi per esempio per la ricerca sul cancro”. Questo “possesso”, secondo l’ex AD, potrebbe risultare “più prezioso del denaro. Possiedi, tipo, parte della produttività”. Ma questo meccanismo non è ancora chiaro nel suo funzionamento, soprattutto per l’impatto reale che potrebbe avere sulla vita quotidiana delle persone.

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Molesta una donna russa, ma lei reagisce e lo prende a pugni. Le immagini del clamoroso ko https://www.business.it/molesta-una-donna-russa-ma-lei-reagisce-e-lo-prende-a-pugni-le-immagini-del-clamoroso-ko/ Wed, 24 Jul 2024 08:55:37 +0000 https://www.business.it/?p=140023 Una serata come tante a San Pietroburgo si è trasformata in una lezione memorabile per un molestatore che ha scelto male la sua vittima. Alina Irinova, una bella ragazza bionda, minuta e indifesa all’apparenza, indossava un elegante vestito bianco e tacchi alti, mentre si trovava all’ingresso di un bar. Accanto a lei si è avvicinato… Read More »Molesta una donna russa, ma lei reagisce e lo prende a pugni. Le immagini del clamoroso ko

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Una serata come tante a San Pietroburgo si è trasformata in una lezione memorabile per un molestatore che ha scelto male la sua vittima. Alina Irinova, una bella ragazza bionda, minuta e indifesa all’apparenza, indossava un elegante vestito bianco e tacchi alti, mentre si trovava all’ingresso di un bar. Accanto a lei si è avvicinato un uomo robusto e con la barba, iniziando a molestarla. Purtroppo, scene di questo tipo si vedono troppo spesso, ma stavolta l’epilogo è stato diverso.

Secondo quanto riferito dalle autorità, l’uomo aveva cominciato a molestare Alina e il suo gruppo già all’interno del locale, ignorando qualsiasi richiesta di smetterla. La sicurezza del bar è rimasta indifferente alle richieste di aiuto, permettendo all’uomo di seguire la ragazza fino all’ingresso. Qui, con fare minaccioso, ha continuato a infastidirla.

Quello che il molestatore non sapeva, però, è che la sua “indifesa” vittima era in realtà una campionessa di MMA (Mixed Martial Arts), una disciplina che combina tecniche di pugilato, karate, taekwondo, judo e altre arti marziali. Alina, inizialmente mantenendo un basso profilo, ha perso la pazienza e ha deciso di reagire. Con due micidiali ganci al volto, lo ha messo letteralmente KO.

Il video della scena, ripreso dalle telecamere del locale, mostra la tecnica fulminea e precisa di Irinova, che ha colpito l’uomo con una rapidità impressionante. Dopo averlo messo a terra, si è allontanata tranquillamente, mentre il molestatore barcollava nel tentativo di rialzarsi, completamente confuso dalla meritata lezione ricevuta.

Questa vicenda, purtroppo comune in molte città, ha avuto un finale inaspettato grazie alle abilità di Alina Irinova. Una storia che fa riflettere sulla forza nascosta dietro un’apparenza delicata e sulla determinazione di chi, come Alina, sa difendersi e mettere al tappeto qualsiasi avversario.

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Amazon, guai grossi per lo sfruttamento dei lavoratori. La Guardia di Finanza di Milano sequestra 121 milioni https://www.business.it/amazon-guai-grossi-per-lo-sfruttamento-dei-lavoratori-la-guardia-di-finanza-di-milano-sequestra-121-milioni/ Wed, 24 Jul 2024 08:43:00 +0000 https://www.business.it/?p=140019 La Guardia di Finanza milanese ha messo a segno un colpo clamoroso contro l’evasione fiscale, effettuando un sequestro preventivo d’urgenza per un valore di ben 121 milioni di euro nei confronti della filiale italiana di Amazon. L’azione è il risultato di un’inchiesta dettagliata condotta dai pubblici ministeri Paolo Storari e Valentina Mondovì, che ha puntato… Read More »Amazon, guai grossi per lo sfruttamento dei lavoratori. La Guardia di Finanza di Milano sequestra 121 milioni

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La Guardia di Finanza milanese ha messo a segno un colpo clamoroso contro l’evasione fiscale, effettuando un sequestro preventivo d’urgenza per un valore di ben 121 milioni di euro nei confronti della filiale italiana di Amazon. L’azione è il risultato di un’inchiesta dettagliata condotta dai pubblici ministeri Paolo Storari e Valentina Mondovì, che ha puntato i riflettori su un fenomeno chiamato “serbatoi di manodopera”, un sistema che garantisce tariffe altamente competitive a scapito dei lavoratori.

Il sistema dei “serbatoi di manodopera”

Questa pratica, definita come una vera e propria frode fiscale, coinvolge la creazione di reti di cooperative, consorzi e società filtro che permettono a giganti della logistica e piattaforme online di evitare il pagamento di oneri previdenziali e contributivi. La Procura ha spiegato che “Amazon Italia Transport srl è priva di qualsiasi presidio idoneo a selezionare i fornitori dei servizi di logistica, in modo da evitare che gli stessi siano meri serbatoi di personale”. Ciò consente all’azienda di sfruttare i benefici offerti dal sistema illecito, esternalizzando la manodopera e gli oneri connessi, attraverso contratti fittizi d’appalto.

Amazon non è l’unica società nel mirino. L’indagine ha fatto emergere un quadro che coinvolge altri giganti come DHL, Gls, Lidl, Uber, Geodis, Esselunga, Securitalia, Ups, Gs del gruppo Carrefour e Gxo. Tutte queste aziende, secondo quanto riportato, utilizzano metodi simili per la somministrazione di personale in violazione delle normative, con contratti fittizi e falsi documenti per coprire operazioni giuridicamente inesistenti.

Il sequestro effettuato dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della GdF di Milano dovrà ora essere convalidato dall’ufficio del Gip. Il procuratore di Milano, Marcello Viola, ha chiarito che le ipotesi investigative riguardano una complessa frode fiscale derivante dall’uso di fatture per operazioni inesistenti e fittizi contratti d’appalto, che ha portato all’emissione e utilizzo di falsi documenti. Le indagini hanno rivelato lavoratori sfruttati, costretti a passare da una società all’altra senza mai ricevere i contributi previdenziali e assistenziali dovuti.

Questo caso di frode fiscale e sfruttamento della manodopera è solo l’ultimo di una serie di scandali che stanno scuotendo il settore della grande distribuzione organizzata e della logistica in Italia. Le autorità continuano a combattere per proteggere i diritti dei lavoratori e garantire che le grandi aziende rispettino le leggi fiscali e previdenziali. Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi e della convalida del sequestro da parte del Gip.

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Scandalo Nestlé, timori per l’acqua contaminata da batteri in Germania: “Ritiratela!” https://www.business.it/scandalo-nestle-timori-per-lacqua-contaminata-da-batteri-in-germania-ritiratela/ Tue, 23 Jul 2024 07:55:19 +0000 https://www.business.it/?p=139996 Consumatori e ambientalisti in allarme: l’acqua minerale venduta da Nestlé in Francia è risultata contaminata da batteri, residui di pesticidi e PFAS. Questa preoccupante scoperta ha sollevato il timore che l’acqua contaminata possa essere distribuita anche in Germania, con accuse alla multinazionale di mancanza di trasparenza. Foodwatch, un’organizzazione per la difesa dei consumatori tedeschi, ha… Read More »Scandalo Nestlé, timori per l’acqua contaminata da batteri in Germania: “Ritiratela!”

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Consumatori e ambientalisti in allarme: l’acqua minerale venduta da Nestlé in Francia è risultata contaminata da batteri, residui di pesticidi e PFAS. Questa preoccupante scoperta ha sollevato il timore che l’acqua contaminata possa essere distribuita anche in Germania, con accuse alla multinazionale di mancanza di trasparenza.

Foodwatch, un’organizzazione per la difesa dei consumatori tedeschi, ha sollevato la questione chiedendo a gran voce: “Nestlé deve essere trasparente e rivelare quanta acqua contaminata è stata distribuita in Germania e quali misure intende prendere per risolvere il problema”. Lo scandalo, scoppiato inizialmente in Francia, sta rapidamente attirando l’attenzione di altri paesi europei, inclusa la Germania.

Origini dello scandalo

In Francia, lo scandalo è esploso quando Le Monde e France Info hanno scoperto che i pozzi utilizzati per imbottigliare la famosa acqua minerale Perrier di Nestlé erano contaminati da Escherichia coli e altri batteri. Le autorità francesi hanno immediatamente sospeso le operazioni presso uno dei pozzi dello stabilimento di Vergèze, nel dipartimento del Gard, dopo aver rilevato una contaminazione il 10 marzo 2024, attribuita alle forti piogge della tempesta Monica.

Nestlé ha risposto distruggendo circa 2 milioni di bottiglie di Perrier come misura precauzionale, dichiarando che le altre bottiglie sul mercato sono sicure. Tuttavia, documenti dell’Anses (Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, ambientale e sanitaria sul lavoro) hanno rivelato che il ministero della Salute francese era già consapevole della contaminazione diffusa delle acque minerali Nestlé, inclusi marchi come Hépar, Vittel e Contrex, con presenza di batteri, pesticidi e PFAS.

Le rivelazioni francesi hanno spinto gli ambientalisti tedeschi a richiedere un intervento immediato. In una lettera aperta, firmata da oltre 38.000 consumatori e indirizzata da Foodwatch a Christoph Ahlborn, amministratore delegato di Nestlé Deutschland, si chiede il ritiro immediato delle bottiglie contaminate dal mercato tedesco e una piena trasparenza sulla quantità di acqua venduta in Germania. La lettera sottolinea l’urgenza di proteggere la salute pubblica ritirando l’acqua minerale sospetta.

Le autorità tedesche sembrano esitare nell’azione. L’Ufficio federale per la protezione dei consumatori e la sicurezza alimentare ha dichiarato di non ritenersi competente, lasciando la questione alle autorità locali. Il dipartimento dell’ordine pubblico di Francoforte ha deciso di non prendere misure speciali, affidando la responsabilità alle autorità francesi.

Necessità di un approccio europeo

Questo caso mette in luce una più ampia problematica di frammentazione e inefficienza nella sicurezza alimentare europea. Nonostante le evidenze di contaminazione e le richieste di azioni decise da parte degli ambientalisti e della società civile, le risposte delle autorità sono risultate disorganizzate e spesso inefficaci. Secondo Foodwatch, il caso Nestlé rappresenta un esempio emblematico della necessità di maggiore trasparenza e regolamentazione nel settore delle acque minerali. Con milioni di consumatori potenzialmente a rischio, è cruciale che le autorità europee adottino misure più rigorose per garantire la sicurezza e la purezza dell’acqua in bottiglia, un bene che dovrebbe essere sinonimo di salute e affidabilità.

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Aids. Nuovo caso di possibile guarigione da Hiv a Berlino, è il settimo al mondo https://www.business.it/aids-nuovo-caso-di-possibile-guarigione-da-hiv-a-berlino-e-il-settimo-al-mondo/ Tue, 23 Jul 2024 07:36:31 +0000 https://www.business.it/?p=139988 Un uomo di Berlino è stato dichiarato guarito dall’infezione da Hiv dopo un trapianto di cellule staminali effettuato nel 2015 per curare una leucemia mieloide acuta (LMA). Questo caso rappresenta il secondo in Germania e il settimo al mondo di un individuo dichiarato libero dal virus dell’Hiv grazie a una procedura simile. Il successo del caso è stato annunciato oggi dall’ospedale che ha… Read More »Aids. Nuovo caso di possibile guarigione da Hiv a Berlino, è il settimo al mondo

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Un uomo di Berlino è stato dichiarato guarito dall’infezione da Hiv dopo un trapianto di cellule staminali effettuato nel 2015 per curare una leucemia mieloide acuta (LMA). Questo caso rappresenta il secondo in Germania e il settimo al mondo di un individuo dichiarato libero dal virus dell’Hiv grazie a una procedura simile. Il successo del caso è stato annunciato oggi dall’ospedale che ha curato l’uomo, che aveva contratto l’Hiv nel 2009 e la leucemia nel 2015. È risultato libero dal virus per cinque anni, anche se il caso è stato descritto solo ora. Come per gli altri casi di persone considerate «guarite» dall’Aids, il donatore era stato selezionato per una mutazione genetica che conferisce resistenza all’HIV.
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Le prime due persone considerate guarite dall’Hiv sono state Timothy Ray Brown, il (primo) “paziente di Berlino” (nato nel 1966, di nazionalità americana), il cui caso fu pubblicato nel 2009 e il “paziente di Londra” Adam Castillejo, uno chef britannico di origine venezuelana dichiarato guarito nel 2019. La “paziente di New York” fu la terza: ricevette un trattamento diverso dagli altri: invece delle cellule staminali del midollo osseo provenienti da donatori, le trapiantarono cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale di un neonato sempre dotato di immunità all’HIV. Paul Edmonds, di Desert Springs, California, fu la quarta persona al mondo, il “paziente di City of Hop” l’uomo più anziano all’epoca (66 anni) e con l’Hiv da più tempo (31 anni). Il “paziente di Dusseldorf” fu il quinto, un tedesco di 53 anni libero dal virus e secondo tedesco a guarire. Il sesto caso è noto come il “paziente di Ginevra“.

La sua remissione è ancora considerata breve, 20 mesi, ma è unico nel suo genere perché ha ricevuto cellule staminali da un donatore che non aveva la mutazione genetica che impedisce all’Hiv di entrare nelle cellule. In tutti i precedenti casi di guarigione dall’Hiv, la procedura ha previsto la selezione di un donatore di cellule staminali con una mutazione genetica che conferisce immunità al virus. Nonostante il successo di questa formula, i casi di guarigione sono pochi perché tali interventi sono estremamente costosi e ad alto rischio, oltre che potenzialmente letali. Questi trapianti vengono utilizzati come ultima risorsa nei casi più gravi di pazienti affetti da patologie come la leucemia, in cui le terapie standard non sono più efficaci. Non possono rappresentare una soluzione per le circa 40 milioni di persone nel mondo che convivono ancora con il virus dell’Aids. Inoltre, va sottolineato che ci sono stati altri pazienti che, pur avendo ricevuto un trapianto di midollo, non sono riusciti a liberarsi dall’infezione.

Attualmente, la cura più efficace per l’Hiv rimane la terapia antiretrovirale (ART), che deve essere assunta per tutta la vita. La ART permette di controllare la replicazione del virus e mantenere il sistema immunitario funzionante, impedendo lo sviluppo dell’Aids e migliorando significativamente la qualità della vita delle persone affette. Tuttavia, non elimina il virus dall’organismo, rendendo indispensabile l’assunzione continua dei farmaci. Con l’attenzione ai comportamenti, innanzitutto e con gli strumenti di prevenzione come la PrEP (profilassi pre-esposizione contro l’Hiv, prescritta da infettivologi a persone ad alto rischio a carico del Servizio sanitario). 

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Malori al ristorante sushi, la colpa è dell’alga Wakame: bloccato il commercio https://www.business.it/malori-al-ristorante-sushi-la-colpa-e-dellalga-wakame-bloccato-il-commercio/ Tue, 23 Jul 2024 07:15:32 +0000 https://www.business.it/?p=139982 Nei giorni scorsi, un’ondata di malesseri, nausea e diarrea ha colpito alcuni cittadini dopo aver consumato piatti a base di pesce crudo in un noto ristorante di sushi della città. Le prime indagini hanno subito escluso la responsabilità del ristorante, che è rimasto aperto senza interruzioni, e hanno invece puntato il dito contro un’alga contaminata… Read More »Malori al ristorante sushi, la colpa è dell’alga Wakame: bloccato il commercio

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Nei giorni scorsi, un’ondata di malesseri, nausea e diarrea ha colpito alcuni cittadini dopo aver consumato piatti a base di pesce crudo in un noto ristorante di sushi della città. Le prime indagini hanno subito escluso la responsabilità del ristorante, che è rimasto aperto senza interruzioni, e hanno invece puntato il dito contro un’alga contaminata da un virus. Il dipartimento di prevenzione dell’Ulss 4 ha lanciato un alert nazionale per bloccare la distribuzione della partita di alghe incriminate e ritirare quelle già acquistate da altri ristoranti. La vicenda risale a un paio di settimane fa, quando alcuni clienti del ristorante “all you can eat” hanno iniziato a sentirsi male. Mal di stomaco, dissenteria e vomito sono stati i sintomi più comuni tra i malcapitati, alcuni dei quali si sono rivolti al pronto soccorso dell’ospedale Città del Piave. Qui, come da protocollo, è stata fatta una segnalazione al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria del Veneto orientale.
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Sopralluoghi e Indagini

Il personale del dipartimento, dopo una rapida indagine epidemiologica, ha eseguito sopralluoghi nel locale, analisi su campioni biologici dei pazienti e del personale del ristorante, identificando la presenza di un norovirus. Questo virus, noto per causare gastroenteriti, può contaminare sia l’acqua che gli alimenti. Le successive analisi effettuate dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie hanno confermato la presenza del virus nelle alghe, specificamente l’alga Wakame, usata in vari piatti di sushi.

A seguito dei risultati, il servizio igiene degli alimenti e nutrizione ha attivato il sistema di allerta rapido per gli alimenti, procedendo al blocco immediato del commercio delle alghe contaminate e ritirando quelle già distribuite in altri ristoranti.

Nessuna responsabilità da parte del ristorante

Il ristorante di sushi di San Donà di Piave ha continuato a operare regolarmente, dimostrando il rispetto delle norme igienico-sanitarie e confermando che non c’era alcun motivo di preoccupazione immediata per i clienti. Le analisi hanno definitivamente escluso qualsiasi responsabilità diretta del locale, evidenziando che il problema era limitato alla partita di alghe infette.

In conclusione, il caso ha evidenziato l’importanza di un sistema di allerta e controllo efficiente, che ha permes

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“Tumore provocato dal cellulare”, un uomo fa causa a due ministeri: “Correlazione plausibile, dallo Stato scarse informazioni sui rischi” https://www.business.it/tumore-provocato-dal-cellulare-un-uomo-fa-causa-a-due-ministeri-correlazione-plausibile-dallo-stato-scarse-informazioni-sui-rischi/ Fri, 19 Jul 2024 10:08:12 +0000 https://www.business.it/?p=139902 A settant’anni, un uomo si ritrova a combattere una battaglia inaspettata: quella contro il neurinoma dell’acustico, un tumore benigno all’orecchio che, secondo lui, sarebbe stato provocato dall’uso prolungato del telefono cellulare. Forte di numerosi documenti medici e sanitari che supportano la sua tesi, l’uomo ha deciso di chiedere i danni al Ministero della Salute e… Read More »“Tumore provocato dal cellulare”, un uomo fa causa a due ministeri: “Correlazione plausibile, dallo Stato scarse informazioni sui rischi”

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A settant’anni, un uomo si ritrova a combattere una battaglia inaspettata: quella contro il neurinoma dell’acustico, un tumore benigno all’orecchio che, secondo lui, sarebbe stato provocato dall’uso prolungato del telefono cellulare. Forte di numerosi documenti medici e sanitari che supportano la sua tesi, l’uomo ha deciso di chiedere i danni al Ministero della Salute e al Ministero dell’Ambiente. Una decisione coraggiosa, definita “plausibile” dal tribunale di Firenze.

Il verdetto del Tribunale

I giudici fiorentini hanno infatti sottolineato come lo Stato non abbia dimostrato di aver “svolto campagne informative sull’uso dei cellulari con la stessa intensità, ad esempio, delle campagne contro il tabagismo”. Questo, come riportato dal Corriere della Sera, mette in luce una mancanza di informazione adeguata da parte delle istituzioni. Il processo, che vedrà il settantenne opporsi ai due ministeri, si svolgerà nelle prossime settimane presso il Tar di Firenze.

Responsabilità e prevenzione

I giudici hanno ritenuto i due ministeri colpevoli di non aver adeguatamente informato i consumatori sui rischi legati all’uso prolungato dei cellulari tramite apposite campagne di sensibilizzazione. Questo tipo di prevenzione è stato invece adottato per il tabagismo, un paragone che rende ancora più evidente la negligenza istituzionale. Inoltre, la corte ha considerato “sostenibile” la correlazione probabilistica tra l’uso prolungato del cellulare e l’insorgenza del neurinoma acustico.

La prossima sfida

Ora, il Tar di Firenze dovrà decidere se riconoscere il diritto alla salute del settantenne, indipendentemente dal fatto che l’uso del cellulare fosse legato alla sua professione. Una decisione che potrebbe aprire nuovi scenari in tema di responsabilità e prevenzione sanitaria, e che sicuramente sarà osservata con grande interesse da molti.

In attesa del verdetto, questa vicenda porta alla ribalta un tema di estrema attualità: l’impatto della tecnologia sulla salute, e il ruolo delle istituzioni nel proteggere i cittadini.

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Bergamo, la storia surreale di Anna: “Mia sorella è morta da quasi due anni, ma per disdire il contratto della linea telefonica chiedono la sua firma” https://www.business.it/bergamo-la-storia-surreale-di-anna-mia-sorella-e-morta-da-quasi-due-anni-ma-per-disdire-il-contratto-della-linea-telefonica-chiedono-la-sua-firma/ Fri, 19 Jul 2024 09:13:37 +0000 https://www.business.it/?p=139910 Una vicenda straziante e quasi surreale giunge da Canonica d’Adda, in provincia di Bergamo. La famiglia Avogardo vive un incubo burocratico dopo la morte di Benedetta, sorella di Anna, avvenuta il 15 novembre 2022. Benedetta aveva solo 40 anni e ha lasciato una bambina di due anni e mezzo. Da quel tragico giorno, la famiglia… Read More »Bergamo, la storia surreale di Anna: “Mia sorella è morta da quasi due anni, ma per disdire il contratto della linea telefonica chiedono la sua firma”

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Una vicenda straziante e quasi surreale giunge da Canonica d’Adda, in provincia di Bergamo. La famiglia Avogardo vive un incubo burocratico dopo la morte di Benedetta, sorella di Anna, avvenuta il 15 novembre 2022. Benedetta aveva solo 40 anni e ha lasciato una bambina di due anni e mezzo. Da quel tragico giorno, la famiglia sta cercando disperatamente di chiudere il contratto telefonico con Fastweb, ma l’azienda insiste nell’esigere la firma della defunta.

La madre di Anna ricorda con commozione quel giorno fatale: “L’avevo sentita al mattino, nel pomeriggio mi dissero che non c’era più”. Un dolore immenso, acuito dalle complicazioni burocratiche. Anna, incredula, racconta di aver inviato una PEC con il certificato di morte di Benedetta, ma Fastweb continua a ignorare la richiesta di cessazione dell’utenza. Ogni nuova fattura che arriva riapre la ferita. Dieci mesi dopo la prima richiesta, Fastweb continua a fatturare e ha persino passato la pratica al recupero crediti, con un insoluto di 163,90 euro. Non è una questione di soldi, ma di principio e rispetto. La famiglia ha chiuso tutte le altre utenze di Benedetta senza problemi, ma con Fastweb è una battaglia infinita.

Continuano ad arrivare le fatture

Ad aprile, Anna trova nella posta una comunicazione da Fastweb che reclama il mancato pagamento delle fatture di novembre e dicembre, emesse dopo la richiesta di chiusura del contratto. Quando ha contattato il servizio clienti, le hanno assicurato che tutto era risolto. Ma così non è stato. I solleciti di pagamento continuano ad arrivare e Fastweb consiglia di sporgere un reclamo, una procedura che la famiglia ha già seguito due volte senza successo.


“Né cuore, né buonsenso”

Un’operatrice del servizio clienti ha detto che la richiesta di cessazione deve provenire dall’account email di Benedetta. Ma la famiglia non ha accesso a quell’email. “Mia sorella non c’è più e voi pretendete che sia lei a chiedervi di disdire il contratto? Devo richiamarla dall’aldilà per questo?” si sfoga Anna. Fastweb e Covisian Credit Management di Cuneo, la società di recupero crediti, insistono sulla necessità della firma di Benedetta.

Ogni sollecito è una pugnalata al cuore. “Anche Covisian sostiene che serve la firma in originale del defunto. Una cosa che non sta né in cielo né in terra”. Benedetta, una ragazza precisa e puntigliosa, non c’è più. La madre la ricorda con dolcezza. In terra, insieme ai ricordi, restano questioni umane che potrebbero essere risolte con più buon senso e umanità. Fastweb, contattata il 16 luglio, non ha ancora fornito spiegazioni.

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Tumori: stile di vita scorretto per il 73% degli italiani https://www.business.it/tumori-stile-di-vita-scorretto-per-il-73-degli-italiani/ Fri, 19 Jul 2024 09:06:32 +0000 https://www.business.it/?p=139906 Il 73% degli adulti italiani adotta uno stile di vita scorretto e pericoloso per la salute. In particolare, il 19% è un fumatore abituale, il 33% è sedentario e il 15% consuma alcol in eccesso. Questi comportamenti aumentano significativamente il rischio di cancro. Per affrontare questo problema, la Fondazione Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) ha lanciato… Read More »Tumori: stile di vita scorretto per il 73% degli italiani

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Il 73% degli adulti italiani adotta uno stile di vita scorretto e pericoloso per la salute. In particolare, il 19% è un fumatore abituale, il 33% è sedentario e il 15% consuma alcol in eccesso. Questi comportamenti aumentano significativamente il rischio di cancro. Per affrontare questo problema, la Fondazione Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) ha lanciato la campagna nazionale “Tumori, scegli la prevenzione”. Presentata oggi a Roma con il supporto di Daiichi Sankyo Italia, questa iniziativa include un booklet informativowebinarpodcast e attività social rivolti a tutta la popolazione, con un’attenzione particolare alle donne. Il testimonial della campagna è l’allenatore pluricampione Massimiliano Allegri.
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Saverio Cinieri, presidente della Fondazione Aiom, ha evidenziato che negli ultimi anni si è registrato un miglioramento dei tassi di sopravvivenza per molte neoplasie grazie a diagnosi precoci e nuove terapie. Tuttavia, ogni anno oltre 180mila persone muoiono a causa del cancro, una malattia che continua a pesare sulla società e sul Servizio Sanitario Nazionale. L’invecchiamento della popolazione rappresenta un ulteriore fattore di rischio su cui non si può intervenire. “Come recita il claim della nostra campagna,” ha dichiarato Cinieri, “‘Evitare un tumore, attraverso stili di vita sani, è possibile.’ È fondamentale smettere di fumare, seguire la dieta mediterranea, praticare regolarmente esercizio fisico e ridurre il consumo di alcol”.

Paolo Marchetti, presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata, ha spiegato che oltre 3 milioni e mezzo di italiani vivono con una diagnosi di tumore. Mantenere uno stile di vita sano è cruciale per prevenire la ricomparsa della malattia e migliorare la qualità della vita durante e dopo le cure.

Nel 2023, in Italia, sono stati stimati 395mila nuovi casi di tumore, di cui 208mila tra gli uomini e 187mila tra le donne. Antonella Campana, Patient Advocate di Fondazione IncontraDonna, ha ricordato che il carcinoma più diffuso è quello alla mammella, con 834mila persone che vivono dopo la diagnosi. Sovrappeso e obesità sono fattori di rischio modificabili che influenzano l’insorgenza della malattia. Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia, ha denunciato che meno del 50% delle donne italiane aderisce allo screening mammografico organizzato, con percentuali particolarmente basse in Calabria (8.6%), Sardegna (22.7%) e Sicilia (27.3%). È urgente sensibilizzare le donne sull’importanza dello screening e facilitare l’accesso ai programmi di prevenzione. Massimiliano Allegri ha dichiarato: “Da 50 anni vivo nel mondo dello sport e ho imparato che ogni sfida può essere vinta seguendo alcune regole. Anche la lotta contro il cancro può essere affrontata adottando stili di vita sani”. Mauro Vitali, responsabile della divisione oncologica di Daiichi Sankyo Italia, ha concluso: “I tumori continuano ad avere un forte impatto sulla vita di milioni di persone. La prevenzione primaria è una delle strategie più efficaci per combattere il cancro, e deve essere incentivata attraverso una corretta informazione”. La campagna “Tumori, scegli la prevenzione” mira a sensibilizzare la popolazione italiana sull’importanza di adottare stili di vita sani per prevenire il cancro e migliorare la qualità della vita.

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Gismondo: “Dal lockdown agli eventi avversi: vi dico tutto”. L’intervista esplosiva al GdI https://www.business.it/gismondo-dal-lockdown-agli-eventi-avversi-vi-dico-tutto-lintervista-esplosiva-al-gdi/ Fri, 19 Jul 2024 08:52:06 +0000 https://www.business.it/?p=139897 Maria Rita Gismondo, nota virologa in prima linea per la verità su Covid e vaccini, ha rilasciato una intensa intervista al Giornale d’Italia, riaccendendo il dibattito su temi caldi come l’obbligo vaccinale per bambini, la variante del Covid Kp3 e il tavolo tecnico sugli eventi avversi da vaccino Covid, promosso dal ministro della Salute Orazio… Read More »Gismondo: “Dal lockdown agli eventi avversi: vi dico tutto”. L’intervista esplosiva al GdI

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Maria Rita Gismondo, nota virologa in prima linea per la verità su Covid e vaccini, ha rilasciato una intensa intervista al Giornale d’Italia, riaccendendo il dibattito su temi caldi come l’obbligo vaccinale per bambini, la variante del Covid Kp3 e il tavolo tecnico sugli eventi avversi da vaccino Covid, promosso dal ministro della Salute Orazio Schillaci.

Partendo dal suo ultimo libro, “La pecora nera”, la dottoressa Gismondo ha evidenziato i punti più critici della pandemia. Ha criticato lo spreco economico incredibile che, a suo dire, non ha migliorato la scienza, mentre altre risorse cruciali sono state ridotte. Ha inoltre evidenziato le conseguenze psicologiche e sociali del lockdown, sottolineando il drammatico aumento di suicidi tra i giovani e il loro crescente isolamento sociale dovuto alla didattica a distanza. Secondo Gismondo, l’uso della Tachipirina e la vigile attesa è stato un nonsense per le malattie infettive che richiedono interventi tempestivi.

Riguardo al recente ritiro del vaccino Covid di AstraZeneca, Gismondo ha sottolineato come fosse noto che il vaccino potesse creare trombosi. Ha spiegato che il virus usato come vettore aveva già una vasta letteratura che ne documentava i rischi di provocare trombi, ma nonostante ciò è stato comunque impiegato.

In merito al tavolo tecnico sugli eventi avversi istituito dal ministro Schillaci, Gismondo ha condiviso la sua partecipazione attiva: “Sono stata a colloquio con il ministro Schillaci e sono a disposizione per una collaborazione, ho pressato molto in quest’ottica. Ritengo sia più utile della commissione d’inchiesta Covid, che per avere forza deve attingere a una commissione scientifica. Quindi, ben venga il tavolo tecnico, si faccia al più presto in maniera operativa. Abbiamo l’obbligo di dare una risposta a persone che dopo la vaccinazione hanno avuto problemi. Dobbiamo capire se questi siano da attribuire al vaccino Covid o no. È necessario approfondire la conoscenza di questi vaccini in futuro per la rapidità con cui vengono prodotti”.

Gismondo ha espresso il suo parere anche sulla proposta di stop all’obbligo dei vaccini pediatrici avanzata dal senatore Borghi, poi bocciata. “Sono d’accordo a metà,” ha detto, “perché è vero che siamo il paese con il numero più alto di vaccinazioni per i bambini, ma è un argomento che va affrontato tramite l’impatto che la vaccinazione ha sulla popolazione. Ci vorrebbe una campagna informativa pressante riguardo le informazioni sulla vaccinazione. Far calare dall’alto l’obbligo vaccinale crea un effetto negativo, soprattutto ora che la gente si è sentita frastornata dal Covid”.

Gismondo ha poi chiarito quali vaccini ritiene necessari: “Non ci si vaccina più contro il vaiolo perché è scomparso, mentre nel 1991 è stata inserita la vaccinazione contro l’epatite B per l’aumento dell’infezione. Bisognerebbe rivedere lo schema ogni 4-5 anni. Togliere oggi il vaccino contro il morbillo non è una buona idea perché il morbillo si sta diffondendo molto. Serve che la Prevenzione del Ministero della Salute faccia una revisione critica e dinamica degli schemi di vaccinazione”.

La virologa conclude con un appello: “Abbiamo l’obbligo di rispondere alle persone che hanno avuto problemi post-vaccinazione e di migliorare continuamente la nostra comprensione e gestione dei vaccini per il futuro”.

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“Non ammesso”. Delusione per Francesco Vaia. Ecco cosa gli è successo: “Non ha i titoli” https://www.business.it/non-ammesso-delusione-per-francesco-vaia-ecco-cosa-gli-e-successo-non-ha-i-titoli/ Fri, 19 Jul 2024 08:20:48 +0000 https://www.business.it/?p=139891 Brutta delusione per il dottor Francesco Vaia, già direttore dello Spallanzani e noto al grande pubblico per il suo ruolo di spicco durante l’era Covid. Ora direttore generale della Prevenzione del ministero, Vaia aspirava a diventare professore universitario. Tuttavia, la sua domanda è stata bocciata. Il motivo? Gli mancano i titoli. Come riporta Repubblica, il… Read More »“Non ammesso”. Delusione per Francesco Vaia. Ecco cosa gli è successo: “Non ha i titoli”

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Brutta delusione per il dottor Francesco Vaia, già direttore dello Spallanzani e noto al grande pubblico per il suo ruolo di spicco durante l’era Covid. Ora direttore generale della Prevenzione del ministero, Vaia aspirava a diventare professore universitario. Tuttavia, la sua domanda è stata bocciata. Il motivo? Gli mancano i titoli.

Come riporta Repubblica, il giudizio del collegio, basato su dati documentali, rivela che Vaia possiede i titoli richiesti solo in due delle otto categorie valutate dalla commissione. Ad esempio, gli mancano titoli di “organizzazione o partecipazione come relatori a convegni di carattere scientifico in Italia o all’estero” e “responsabilità di studi e ricerche scientifiche affidati da qualificate istituzioni pubbliche o private”. Inoltre, non ha dimostrato di aver avuto “responsabilità scientifica per progetti di ricerca internazionali e nazionali, ammessi al finanziamento sulla base di bandi competitivi che prevedano la revisione tra pari”.

Come ha potuto sperare di ottenere l’abilitazione, l’ex virostar, visto il suo curriculum e considerati i titoli ben noti necessari per passare la selezione? Vaia ha commentato così la decisione della commissione: “Premesso che sono già da vari anni professore straordinario, sono molto sereno e soddisfatto che la parte riguardante le pubblicazioni scientifiche sia stata considerata molto positiva”. Poi ha annunciato un ricorso: “A maggioranza è stato deciso che i requisiti riguardanti la partecipazione ai congressi non fossero sufficienti. Non tutti i commissari erano d’accordo. Siamo già pronti a presentare alle magistrature competenti ricorso e quindi attenderei i giudizi definitivi per esprimermi”.

Una vicenda che lascia l’amaro in bocca e solleva dubbi sulle procedure di valutazione accademica. Il dottor Vaia, che ha dedicato la sua carriera alla salute pubblica, ora dovrà attendere il responso dei giudici per capire se il suo sogno di diventare professore universitario potrà finalmente realizzarsi.

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Elon Musk: “Ecco l’accordo segreto che ci ha offerto l’Europa”. L’incredibile rivelazione https://www.business.it/elon-musk-ecco-laccordo-segreto-che-ci-ha-offerto-leuropa-lincredibile-rivelazione/ Fri, 19 Jul 2024 08:11:23 +0000 https://www.business.it/?p=139883 Elon Musk torna a terremotare l’Europa con una rivelazione incredibile. Negli ultimi anni, il rapporto tra il patron di Tesla e l’UE è andato via via deteriorandosi, anche per una profonda differenza di vedute con la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Un punto di caduta è stato l’idea fondamentale di libertà di espressione,… Read More »Elon Musk: “Ecco l’accordo segreto che ci ha offerto l’Europa”. L’incredibile rivelazione

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Elon Musk torna a terremotare l’Europa con una rivelazione incredibile. Negli ultimi anni, il rapporto tra il patron di Tesla e l’UE è andato via via deteriorandosi, anche per una profonda differenza di vedute con la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Un punto di caduta è stato l’idea fondamentale di libertà di espressione, materia su cui stanno “discutendo” il proprietario di Twitter e la Commissione Europea.

Possono essere imposte sanzioni“, aveva annunciato su X Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno e i servizi, riguardo a presunti contenuti illegali pubblicati sul social. La domanda però è: illegali per chi? Per il Digital Services Act (DSA), la legge europea per combattere la cosiddetta “disinformazione”. Che, stando a quanto abbiamo vissuto col Covid, abbiamo capito che per loro “disinformazione” è tutto ciò che non rientra nel pensiero che vogliono imporre in Europa.

Musk aveva risposto: “Vi preghiamo di elencare le violazioni su X, cui si allude, in modo che il pubblico possa vederle”. Da Breton arrivò un “No, dille tu”, cui seguì l’avviso di Musk: “Noi agiamo all’aperto. Niente accordi sul retro”. Poi la svolta con la rivelazione di Musk. Come spiega RadioRadio, la Commissione, fa sapere Margrethe Vestager, commissario europeo per la concorrenza, ha dato una prima “opinione preliminare” sulle infrazioni di X. A loro avviso, il social starebbe violando “la legge sui servizi digitali (DSA) in aree legate ai dark pattern, alla trasparenza della pubblicità e all’accesso ai dati da parte dei ricercatori”.

Ovviamente, si legge nella nota, “X ha ora la possibilità di esercitare i propri diritti di difesa esaminando i documenti contenuti nel fascicolo dell’indagine della Commissione”. Se venissero accertate le colpe, potrebbero essere imposte sanzioni fino al 6% del fatturato annuo mondiale. Infine: “La Commissione può anche imporre penalità periodiche per obbligare una piattaforma a conformarsi”. Che “bella” parola.

Ovviamente non si è fatto attendere Elon Musk, che ha risposto svelando un retroscena bomba: “La Commissione Europea ha offerto a X un accordo segreto illegale: se censurassimo silenziosamente i discorsi senza dirlo a nessuno, non ci multerebbero. Le altre piattaforme hanno accettato l’accordo. X no”. Ecco come lavora l’Ue, ecco cosa è davvero l’Ue.

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Stipendi Ue, ecco quanto guadagnano. Da von der Leyen a Metsola, le cifre da capogiro https://www.business.it/stipendi-ue-ecco-quanto-guadagnano-da-von-der-leyen-a-metsola-le-cifre-da-capogiro/ Fri, 19 Jul 2024 07:45:00 +0000 https://www.business.it/?p=139886 In Italia, la questione degli stipendi dei politici è spesso al centro delle polemiche, con promesse di tagli e rimodulazioni che poi svaniscono alla prima busta paga del Parlamento. Ma raramente ci si sofferma sugli stipendi Ue, che spesso sono ancor più elevati e meno noti al grande pubblico. E allora, quanto guadagnano i nostri… Read More »Stipendi Ue, ecco quanto guadagnano. Da von der Leyen a Metsola, le cifre da capogiro

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In Italia, la questione degli stipendi dei politici è spesso al centro delle polemiche, con promesse di tagli e rimodulazioni che poi svaniscono alla prima busta paga del Parlamento. Ma raramente ci si sofferma sugli stipendi Ue, che spesso sono ancor più elevati e meno noti al grande pubblico. E allora, quanto guadagnano i nostri rappresentanti a Bruxelles?

I numeri dei vertici europei

Con le recenti elezioni dei vertici del Parlamento di Strasburgo, i ruoli apicali nelle istituzioni europee sono stati ridistribuiti. A quanto ammontano dunque gli stipendi dei principali esponenti dell’Unione Europea? La risposta arriva dal regolamento del Consiglio europeo e dallo statuto degli eurodeputati.

Ursula von der Leyen, presidente uscente della Commissione Europea, ha uno stipendio lordo di ben 27.436,90 euro al mese. Una cifra simile è riservata al presidente del Consiglio Europeo. Come spiegato da Stefano Baldolini su Repubblica, la paga base della spitzenkandidat del PPE è pari al 138% dello stipendio più alto tra i funzionari di livello 16, terzo scatto.

I vice-presidenti della Commissione ricevono il 125% della retribuzione del più alto funzionario, circa 24.852,26 euro. Gli altri commissari, invece, percepiscono il 112,5% dello stesso salario, ossia 22.367,04 euro. L’Alto rappresentante per la Politica estera e di difesa guadagna poco meno: 24.994 euro al mese.

Benefici e indennità

Ma non finisce qui. Come riportato da Euonews, gli stipendi base includono anche benefici e indennità che possono, in linea di principio, raddoppiare l’importo mensile percepito dai titolari delle cariche, a seconda che abbiano un coniuge o figli a carico. Inoltre, non si pagano tasse nel paese di appartenenza, portando il totale a circa 33.506,89 euro al mese per il presidente della Commissione.

Gli stipendi al Parlamento Europeo

Passando al Parlamento Europeo, la presidente Roberta Metsola, recentemente rieletta, ha uno stipendio (comprensivo di indennità) che oscilla tra i 20 e i 25mila euro al mese. I suoi vice, secondo lo statuto adottato nel 2005, ricevono una retribuzione pari a quella degli altri eurodeputati: indennità mensile netta di 7.853,89 euro (detratte imposte Ue e contributi assicurativi), più indennità per le spese generali di 4.950 euro al mese e indennità di soggiorno di 350 euro al giorno.

E non finisce qui: viaggi pagati, spese mediche rimborsate al 67% e un’indennità di fine mandato equivalente a un mese di stipendio per ogni anno di esercizio del mandato. Un eurodeputato come Ilaria Salis, dunque, arriva a ricevere una busta paga di circa 18 mila euro al mese.

Conclusione

Mentre in Italia ci si interroga sugli stipendi dei politici nazionali, a Bruxelles le cifre sono decisamente più elevate. Gli stipendi Ue rappresentano una realtà ben diversa, con somme che fanno riflettere e, inevitabilmente, sollevano domande sulla giustizia e l’equità di tali compensi.

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Case, arriva la sanatoria che fa felici gli italiani: è svolta. Ecco le nuove regole: dalle cubature alle multe, cosa cambia https://www.business.it/case-arriva-la-sanatoria-che-fa-felici-gli-italiani-e-svolta-ecco-le-nuove-regole-dalle-cubature-alle-multe-cosa-cambia/ Fri, 19 Jul 2024 07:27:16 +0000 https://www.business.it/?p=139880 Il decreto “salva Casa” fa felici gli italiani. Una sanatoria il cui principio di base è che il “perdono edilizio” si fa più generoso. Ma quali sono le novità più importanti? Dalle multe alle cubature, dai sottotetti all’altezza dei soffitti, dalla tutela del paesaggio fino alle “variazioni sostanziali“, la tolleranza è decisamente più gentile. Dalla “stanza-casa” con bagno e cucina nello stesso ambiente al lavatoio trasformato in mini… Read More »Case, arriva la sanatoria che fa felici gli italiani: è svolta. Ecco le nuove regole: dalle cubature alle multe, cosa cambia

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Il decreto “salva Casa” fa felici gli italiani. Una sanatoria il cui principio di base è che il “perdono edilizio” si fa più generoso. Ma quali sono le novità più importanti? Dalle multe alle cubature, dai sottotetti all’altezza dei soffitti, dalla tutela del paesaggio fino alle “variazioni sostanziali“, la tolleranza è decisamente più gentile. Dalla “stanza-casa” con bagno e cucina nello stesso ambiente al lavatoio trasformato in mini abitazione, ecco che a tutti questi spazi sarà riconosciuta l’abitabilità. I requisiti minimi, superficie altezza, vengono infatti ridotti: da 28 a 20 metri quadrati, se il monolocale è abitato da una persona; si scende da 38 a 28 se sono in due a viverci. La soglia minima per l’altezza dei soffitti passa invece da 2,70 a 2,40 metri (oggi ammessa solo per corridoi, bagni e ripostigli). I sottotetti potranno essere recuperati e resi abitabili anche in assenza della distanza minima tra gli edifici. Come spiega Giuseppe Colombo su Repubblica, aumentano anche le percentuali delle tolleranze costruttive, le piccole difformità dentro casa che non sono considerate abusi. “Per altezze, distacchi, cubature e superfici delle case fino a 60 metri quadrati, lo scostamento rispetto al progetto può salire fino al 6%. In questo modo, ad esempio, un tramezzo potrà essere spostato di 3,6 metri: la stessa variazione sarà ammessa anche per allargare una camera o un soppalco. La novità riguarderà tutti gli interventi realizzati entro il 24 maggio”.
Leggi anche: La denuncia di Regoli: “Ecco il legame tra Big Pharma, Green e finanza” (il VIDEO)

Tutte le novità

Importanti novità riguardano anche negozistudi uffici ubicati al piano terra o nei seminterrati. Questi, infatti, potranno cambiare destinazione d’uso più facilmente e diventare case o B&B. Per tutti gli altri immobili, i cambi saranno ammessi anche in presenza di opere. C’è poi il tema della doppia conformità: per ottenere una sanatoria, l’immobile deve essere conforme sia alla normativa in vigore al momento della sua realizzazione che a quella vigente al momento della presentazione della domanda. La doppia conformità, però, non servirà più in caso di “variazioni essenziali” tra il progetto e i lavori. “Sarà inoltre tollerato un aumento delle cubature: un balcone che si è fatto più grande piuttosto che un piano arretrato meno di quanto doveva. In generale tutto ciò che ha determinato un aumento della dimensione dell’edificio. Esclusi i casi di totale difformità”. Si diceva del mega sconto per i lavori in sanatoria. “Le sanzioni da pagare passano da una forchetta compresa tra 1.032 e 30.984 euro a un intervallo che va dallo stesso valore minimo fino a un massimo di 10.328 euro. Tra 516 e 5.164 euro nei casi in cui l’intervento è conforme alla disciplina vigente ‘sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda’”. Altra importante novità è che una parte dei proventi delle multe andrà ai Comuni per completare o demolire le opere incompiute. C’è infine una sanatoria per gli interventi soggetti a vincoli paesaggistici: “Nello specifico si tratta di quegli interventi che sono stati autorizzati dai Comuni prima dell’entrata in vigore del Codice dei beni culturali (2006), ma che sono sprovvisti del documento preventivo, redatto da un tecnico, per l’accertamento della compatibilità paesaggistica”.

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Esperimenti medici sui bambini, orrore nella Sanità. Molti di loro sono morti. “Usati di nascosto come cavie”, lo sconvolgente scoop della Bbc https://www.business.it/esperimenti-medici-sui-bambini-orrore-nella-sanita-molti-di-loro-sono-morti-usati-di-nascosto-come-cavie-lo-sconvolgente-scoop-della-bbc/ Thu, 18 Jul 2024 09:20:59 +0000 https://www.business.it/?p=139876 E’ a dir poco spaventoso ciò che sta emergendo a seguito di un’inchiesta condotta dalla Tv inglese BBC. I giornalisti che hanno investigato su questo caso raccapricciante sono riusciti ad avere accesso a carte riservate, scoprendo così un’incredibile serie di abusi, a partire dai test clinici ad alto rischio effettuati sui bambini mentre le famiglie… Read More »Esperimenti medici sui bambini, orrore nella Sanità. Molti di loro sono morti. “Usati di nascosto come cavie”, lo sconvolgente scoop della Bbc

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E’ a dir poco spaventoso ciò che sta emergendo a seguito di un’inchiesta condotta dalla Tv inglese BBC. I giornalisti che hanno investigato su questo caso raccapricciante sono riusciti ad avere accesso a carte riservate, scoprendo così un’incredibile serie di abusi, a partire dai test clinici ad alto rischio effettuati sui bambini mentre le famiglie erano ignare di tutto.

I fatti risalgono agli anni Settanta e Ottanta e la loro rilevanza sta avendo una vasta eco in tutto il Regno Unito. Questo dei bambini è solo uno degli aspetti, anche se certamente il più sconvolgente, di un’inchiesta più vasta conosciuta come lo “scandalo del sangue infetto“. Questo scandalo ha visto alcuni medici agire in modo sconsiderato e criminale, con condotte irresponsabili che hanno causato malattie gravissime in centinaia di persone. La maggior parte delle quali, nel corso delle sperimentazioni mediche, sono state infettate con i virus dell’Epatite C e dell’AIDS.

Le sperimentazioni riguardavano, ad esempio, bambini con disturbi della coagulazione del sangue. Spesso tutto avveniva all’insaputa delle loro famiglie, che non avevano dato il consenso. Ora, la maggior parte di questi piccoli ha perso la vita. La BBC ha mostrato il caso di un uomo sopravvissuto a questa strage, Luke O’Shea Phillips, oggi 42enne, che contrasse il virus dell’Epatite C a tre anni, mentre era in cura al Middlesex Hospital di Londra a causa di un piccolo taglio in bocca. L’uomo fu trattato con un prodotto noto come Fattore VIII, efficace ma notoriamente a rischio di contaminazione da virus.

Secondo quanto rivelato dalla BBC, il medico che lo aveva in cura voleva verificare il grado di probabilità dei pazienti di contrarre malattie dopo la somministrazione di una nuova versione del farmaco trattato termicamente. Ma quello di O’Shea non è un caso isolato. I documenti, infatti, proverebbero che in tutto il Regno Unito i medici dei centri per l’emofilia avessero l’abitudine di usare prodotti ad alto rischio di contaminazione. Una sorta di roulette russa giocata sulla pelle dei pazienti e di bimbi in tenera età.

Chi ha fatto queste cose conosceva benissimo la situazione. E ha scelto di utilizzare prodotti provenienti dagli Stati Uniti che avevano come donatori soggetti appartenenti a categorie ad alto rischio, come tossicodipendenti e carcerati. E si sapeva che in questo modo i pazienti si sarebbero potuti ammalare di malattie mortali e invalidanti. Ora si aspettano i risultati definitivi dell’inchiesta, previsti per il 20 maggio prossimo.

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La trappola delle borseggiatrici, ecco come funziona. Scoperta la tecnica e il covo (VIDEO) https://www.business.it/la-trappola-delle-borseggiatrici-ecco-come-funziona-scoperta-la-tecnica-e-il-covo-video/ Thu, 18 Jul 2024 09:19:11 +0000 https://www.business.it/?p=139873 Nella atmosfera rarefatta in cui vivono i soloni del politicamente corretto taluni problemi, semplicemente, non esistono. E se qualcuno, che invece li vive quotidianamente, solleva legittime istanze viene immediatamente tacciato di razzismo, fascismo ed “etichette” analoghe, così dirottando l’attenzione dal problema in sé. Ora, dapprima rassicuriamo tutti: noi non siamo razzisti o fascisti, ma non possiamo immolare sull’altare… Read More »La trappola delle borseggiatrici, ecco come funziona. Scoperta la tecnica e il covo (VIDEO)

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Nella atmosfera rarefatta in cui vivono i soloni del politicamente corretto taluni problemi, semplicemente, non esistono. E se qualcuno, che invece li vive quotidianamente, solleva legittime istanze viene immediatamente tacciato di razzismo, fascismo ed “etichette” analoghe, così dirottando l’attenzione dal problema in sé. Ora, dapprima rassicuriamo tutti: noi non siamo razzisti o fascisti, ma non possiamo immolare sull’altare del politically correct alcune considerazioni sulla vocazione dei rom a commettere furti e scippi sui mezzi pubblici, ma anche en plein air, per così dire. Smartphone e denaro in contanti che “spariscono” in un attimo. Un fenomeno che ha assunto i canoni dell’emergenza, testimoniata da innumerevoli denunce sui social network (oltre che in Questura) con tanto di video che abbondano in Rete. Ecco perché la trasmissione Dritto e Rovescio, concentrandosi su quanto avviene nella metropolitana di Milano, uno dei posti preferiti dai rom, ha ricostruito una vera e propria organizzazione e un modus operandi professionale, affinato con l’esperienza pluridecennale.

Il tutto è documentato nel servizio completo che si può vedere cliccando QUI. Sono per lo più donne, ciò che ne accresce l’impunità anche perché, secondo la legge, le perquisizioni e le ispezioni personali debbono essere eseguite da persona dello stesso sesso, e il personale di vigilanza delle stazioni è in larga parte maschile; inoltre, sovente, sono incinte e non possono neppure andare in carcere. Dal reportage della trasmissione di Rete Quattro di giovedì 25 aprile, condotta da Paolo Del Debbio, emerge anche il loro potenziale covo. Queste donne, infatti, fanno parte di una rete molto ampia, che interessa vari paesi in Europa. Sono solite spostarsi spesso, e in ogni zona trovano un luogo in cui rifugiarsi prima del prossimo furto. Il quartier generale delle borseggiatrici è un bed&breakfast nella zona nord di Milano. Alcune delle borseggiatrici vivono saltuariamente. “Una volta hanno rubato la borsa che era in un furgone mentre erano qui”, ha detto la signora addetta alle pulizie. “Sì, ogni tanto vivono qua”, conferma un residente. “Vengono dalla Spagna“, aggiunge, sollecitata dall’inviata della trasmissione televisiva, Sara Scorpati. Ed è proprio dal Bed&Breakfast individuato dalla trasmissione che, in un secondo momento, escono due borseggiatrici. Entrambe molto conosciute sul web. L’inviata riesce a seguirle, ma viene spinta e allontanata appena rivolge loro delle domande.Le ladre agiscono da sole, oppure in coppia. Una delle tante tecniche prevede un’azione combinata: mentre una si copre la mano con una sciarpa e la infila nella borsa della vittima, l’altra nasconde il furto alla vista agli altri viaggiatori, aprendo il cappotto. In zona macchinette, invece, si aggirano quelle che su Il Giornale d’Italia vengono definite “borseggiatrici vecchio stampo”. Queste si avvicinano alle persone, fingendo di aiutarle a fare i biglietti, ma in realtà osservano il contenuto del portafogli della vittima. Quando ne individuano uno interessante fanno cenno a una loro complice di colpire. E poi ci sono anche le “sentinelle” pronte a intervenire in caso le complici venissero individuate.

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Bob, il robot cameriere che lavora 12 ore al giorno. L’ultima frontiera della disumanizzazione: è instancabile e “guadagna” una miseria. Ecco quanto (VIDEO) https://www.business.it/bob-il-robot-cameriere-che-lavora-12-ore-al-giorno-lultima-frontiera-della-disumanizzazione-e-instancabile-e-guadagna-una-miseria-ecco-quanto-video/ Thu, 18 Jul 2024 08:09:23 +0000 https://www.business.it/?p=139856 Il “caso” è esploso a Sorrento quando un ristorante ha deciso di affidare il servizio in sala ai suoi clienti a un robot cameriere. Questo particolare tipo di automa è stato creato e implementato dal 33enne Leonardo Fontana ed è il risultato di 5 anni di studi e miglioramenti tecnologici. Il robot, chiamato Bob, si… Read More »Bob, il robot cameriere che lavora 12 ore al giorno. L’ultima frontiera della disumanizzazione: è instancabile e “guadagna” una miseria. Ecco quanto (VIDEO)

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Il “caso” è esploso a Sorrento quando un ristorante ha deciso di affidare il servizio in sala ai suoi clienti a un robot cameriere. Questo particolare tipo di automa è stato creato e implementato dal 33enne Leonardo Fontana ed è il risultato di 5 anni di studi e miglioramenti tecnologici. Il robot, chiamato Bob, si muove fra i tavoli in totale autonomia grazie a un complesso sistema di sensori e stabilizzatori. Può trasportare fino a quattro vassoi per un peso massimo complessivo di 40 chilogrammi. La sua caratteristica principale? Non si stanca, non si lamenta e costa solo 350 euro al mese.
Leggi anche: Auto elettriche: “Sono spazzatura, lo dissi fin da subito”. L’esperto smonta il bluff del finto ecologismo

Fontana sostiene che questo tipo di servizio non mira a sostituire il personale umano, ma a supportarlo. Tuttavia, sorge spontanea una domanda: quale essere umano potrebbe essere “competitivo” in un confronto con le macchine? Se un ristoratore ha la possibilità di impiegare personale, anche se non umano, a un costo così basso, quali saranno le prospettive economiche per i camerieri in carne e ossa?

Leonardo Fontana, in un’intervista a Repubblica, ha spiegato: “L’idea di introdurre i robot è frutto di un’esperienza diretta. Io stesso sono ristoratore, gestisco due bar e un ristorante. Dopo un viaggio in Cina mi sono appassionato alla robotica e ho importato i primi modelli nei miei locali per migliorare l’organizzazione del servizio. La collaborazione con OrionStar ci ha permesso di potenziare il servizio e di estenderlo a tutta Italia. Grazie al nostro software, per il professionista diventa facile gestire un asset così in autonomia”. E infatti, sono già 250 i modelli attivati in tutta Italia.

Cosa fa Bob

Secondo il suo inventore, Bob non sostituisce il personale, ma permette ai camerieri di concentrarsi maggiormente sull’interazione con i clienti e sulle attività di up-selling, suggerendo altri prodotti o combinazioni di menu. Ma questa visione sembra un tantino ottimistica. Alla fine dei conti, chi spenderebbe uno stipendio pieno per un cameriere se una macchina può fare lo stesso lavoro, senza avere i problemi e le “limitazioni” di un essere umano?

Fontana ha continuato: “A Dubai, in Giappone e in Cina l’utilizzo dei robot è già molto avanzato. Per noi occidentali potrebbero essere un grande aiuto. Con un’altra start-up stiamo pensando a come automatizzare alcuni processi ripetitivi in cucina, con la possibilità di incidere sul food cost grazie alla razionalizzazione delle operazioni”. Ha aggiunto poi che, negli Usa, Nala Robotics ha già lanciato il primo locale con la cucina completamente robotizzata. “Il cuoco rimarrà sempre centrale, così come il cameriere, ma le mansioni cambiano”, ha affermato. Ma la cucina completamente robotizzata?

C’è anche un altro aspetto da considerare: la privacy. Bob può trasformare il suo monitor frontale in uno schermo per campagne di marketing, mentre ordinazioni, richieste di informazioni e la guida dei clienti avvengono tramite un microfono attraverso il quale il robot ascolta e parla con loro. Ufficialmente, viene garantita la privacy e la non archiviazione dei dati, ma è lecito avere qualche dubbio sulle possibili conseguenze e sugli usi impropri di questa tecnologia. Gli esempi già esistenti non mancano.

In ogni caso, Bob lavora per 12 ore filate per un costo di circa 350 euro di canone mensile. Ma a Bob va bene così, perché non ha una famiglia da mantenere.

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Redditi degli italiani, l’Ocse certifica il disastro. Ecco i dati reali. E come ci collochiamo in Europa https://www.business.it/redditi-degli-italiani-locse-certifica-il-disastro-ecco-i-dati-reali-e-come-ci-collochiamo-in-europa/ Thu, 18 Jul 2024 07:43:20 +0000 https://www.business.it/?p=139862 In questi giorni, l’Ocse ha pubblicato la “classifica dei redditi” europei, basata sui rilevamenti dell’Eurostat. E i dati sono impietosi per l’Italia. Il nostro Paese è all’ultimo posto per la crescita del reddito pro capite nel continente. Va sottolineato che i redditi medi dei cittadini dei Paesi dell’Unione Europea, rapportati ai prezzi e al costo… Read More »Redditi degli italiani, l’Ocse certifica il disastro. Ecco i dati reali. E come ci collochiamo in Europa

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In questi giorni, l’Ocse ha pubblicato la “classifica dei redditi” europei, basata sui rilevamenti dell’Eurostat. E i dati sono impietosi per l’Italia. Il nostro Paese è all’ultimo posto per la crescita del reddito pro capite nel continente. Va sottolineato che i redditi medi dei cittadini dei Paesi dell’Unione Europea, rapportati ai prezzi e al costo della vita, sono diminuiti ovunque. Ma l’Italia è all’ultimo posto in questa non esaltante classifica: nel nostro Paese si guadagnava di più 30 anni fa rispetto a oggi.
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Salari in calo

I salari reali degli italiani sono calati del -2,9% fra il 1990 e il 2020. Ma la notizia peggiore è che alla fine del 2022 i salari da noi erano diminuiti di un ulteriore -7,5% rispetto al periodo pre-Covid, rispetto a una media Ocse del 2,2%. Numeri pesanti, che sono il risultato della crescita dei prezzi dovuta in primo luogo al caro energia. Sull’altro lato, gli stipendi non sono aumentati. Dal 1991 a oggi, i salari sono rimasti pressoché invariati (+1%).

Ovviamente, a soffrire di più per il prepotente calo del potere d’acquisto sono le persone che percepiscono i redditi più bassi, che si sono visti “decurtare” il 10,3% del loro potere d’acquisto. Un dato meno severo, ma comunque molto negativo, per i percettori di salari medi (-7,5%) e per chi ha la fortuna di appartenere alle classi più abbienti (-6%). Tutti numeri nettamente superiori a quelli della media Ocse. E che pesano in modo drammatico sulle famiglie a basso reddito.

Fra il 2019 e il 2022, la perdita media di reddito familiare mensile è stata di 240 Euro (317 per le famiglie bireddito, 150 Euro per quelle monoreddito). Altro problema è la media degli interessi dovuti per i mutui a causa dell’inflazione, che è stata in media di 340 euro annuali. Ma per chi ha acceso un mutuo nel 2020, sino al 2022 l’aumento degli interessi ha pesato per 1.060 euro.

Una serie di numeri che disegna un quadro impietoso della situazione economica dei cittadini italiani e dovrebbe aprire una robusta discussione su ciò che è accaduto da quando il Paese è entrato in area euro. Basti pensare che solo nel periodo 2021-2023 ogni italiano ha perso 6.700 Euro di potere d’acquisto. E l’enorme diminuzione del potere d’acquisto (intorno al 50% secondo alcuni dati) dall’introduzione dell’Euro, in altri Paesi è stata compensata dall’aumento dei salari. Per cui dare la colpa all’inflazione è una foglia di fico, che qualcuno usa per non ammettere che in Italia l’abbandono della sovranità monetaria è stato fatto pagare ai lavoratori e ai cittadini attraverso la deflazione dei salari.

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Auto elettrica, lo studio che la seppellisce. Ecco quanto inquina di più delle automobili tradizionali https://www.business.it/auto-elettrica-lo-studio-che-la-seppellisce-ecco-quanto-inquina-di-piu-delle-automobili-tradizionali-2/ Thu, 18 Jul 2024 07:36:06 +0000 https://www.business.it/?p=139852 Immaginiamo il corto circuito che potrà pervadere le menti dei più accaniti sostenitori della transizione green – una vera ossessione, una sorta di ideologia, quasi una religione – nel leggere la notizia che stiamo per dare. La conversione energetica, oltre ai costi economici e sociali, comporta costi per l’ambiente e in termini di inquinamento, sebbene… Read More »Auto elettrica, lo studio che la seppellisce. Ecco quanto inquina di più delle automobili tradizionali

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Immaginiamo il corto circuito che potrà pervadere le menti dei più accaniti sostenitori della transizione green – una vera ossessione, una sorta di ideologia, quasi una religione – nel leggere la notizia che stiamo per dare. La conversione energetica, oltre ai costi economici e sociali, comporta costi per l’ambiente e in termini di inquinamento, sebbene venga propagandato l’esatto contrario. Non giriamoci attorno, dunque: i veicoli elettrici inquinano di più e hanno un impatto addirittura 1850 volte maggiore sull’ambiente, perché usano elettricità prodotta con il carbone; perché ci sono le batterie da smaltire; perché le batterie stesse contengono metalli la cui estrazione danneggia l’ambiente.
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Non lo diciamo noi: sono i risultati di uno studio condotto da Emissions Analytics, società indipendente di test e ricerca sulle emissioni globali con sede nel Regno Unito. Tale ricerca ha raffrontato l’auto tradizionale e quella elettrica lungo un percorso di 1600 chilometri, osservando, tra gli altri parametri, anche il peso maggiore trasferito agli pneumatici delle auto elettriche. Non è noto a tutti, ma anche l’usura degli pneumatici gioca un ruolo importante nell’emissione di sostanze inquinanti. La gomma sintetica utilizzata per produrre pneumatici contiene alcune sostanze chimiche che vengono rilasciate nell’aria e le auto elettriche sono significativamente più pesanti delle auto convenzionali a causa delle loro enormi batterie al litio.

Per tacere delle batterie stesse, che generano l’immissione in atmosfera di enormi quantità di CO2, “sia diretta che equivalente”: dai 150 ai 200 chilogrammi per ogni chilowattora di potenza. Produrre un veicolo elettrico ha emissioni più elevate sul versante della produzione, dunque: produrre un’auto elettrica, si legge, “comporta oggi maggiori emissioni di CO2 rispetto a un’analoga vettura endotermica”. Nel complesso, i veicoli elettrici pesano circa il 30% in più rispetto ai veicoli a benzina e costano migliaia di euro in più, sia per la produzione che per l’acquisto.

Le batterie dei veicoli elettrici pesano circa 450 chilogrammi e possono comportare emissioni di pneumatici quasi 400 volte superiori alle emissioni allo scarico. L’inquinamento da particolato dei veicoli elettrici, relativo agli pneumatici di cui abbiamo già scritto, inoltre, può anche aumentare il rischio di problemi di salute come malattie cardiache, asmatiche e polmonari e, in casi estremi, può persino portare al ricovero in ospedale, al cancro e alla morte prematura. Hesham Rakha, docente della Virginia Polytechnic Institute and State University ha confermato, con il suo team, che i veicoli elettrici emettono circa il 20% in più di microplastiche nell’aria rispetto ai veicoli alimentati a gas.

A tutto ciò vanno altresì aggiunte criticità forse persino più gravi, e ci riferiamo ai frequenti casi di autocombustione nei veicoli elettrici, dunque non solo le automobili, che si verificano in tutto il mondo, l’ultimo dei quali non più tardi di due settimane fa allorché a prendere fuoco spontaneamente era stata la batteria di una bicicletta elettrica.

Dinanzi a tutto ciò, appare davvero incomprensibile, e irrealizzabile, la visione full electric dell’Unione europea, che ha fissato nel 2035 la data della definitiva conversione green. Green, ma non così tanto

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Liste d’attesa sanità, via libera dal Senato al decreto: le misure per ridurre i tempi https://www.business.it/liste-dattesa-sanita-via-libera-dal-senato-al-decreto-le-misure-per-ridurre-i-tempi/ Thu, 18 Jul 2024 07:09:53 +0000 https://www.business.it/?p=139847 Dopo mesi di dibattiti serrati, il Senato ha dato il via libera al decreto sulle liste d’attesa nel settore sanitario, un provvedimento che promette di cambiare le regole del gioco per milioni di cittadini. Il testo, inizialmente proposto a giugno, ha subito una serie di modifiche cruciali prima di ottenere l’approvazione finale, aprendo la strada alla sua… Read More »Liste d’attesa sanità, via libera dal Senato al decreto: le misure per ridurre i tempi

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Dopo mesi di dibattiti serrati, il Senato ha dato il via libera al decreto sulle liste d’attesa nel settore sanitario, un provvedimento che promette di cambiare le regole del gioco per milioni di cittadini. Il testo, inizialmente proposto a giugno, ha subito una serie di modifiche cruciali prima di ottenere l’approvazione finale, aprendo la strada alla sua conversione in legge entro il prossimo 6 agosto. Tra le novità più rilevanti, spicca l’introduzione del meccanismo del salta coda, che permette ai cittadini di evitare le lunghe attese ricorrendo a strutture private convenzionate o all’intramoenia, pur rimanendo esenti dal pagamento del ticket se già dovuto. Questa misura non solo accelera l’accesso alle prestazioni, ma estende anche gli orari disponibili, includendo la possibilità di visite e esami anche nei weekend. Per evitare abusi nel sistema dell’intramoenia, sarà necessario un rigoroso monitoraggio da parte del direttore generale dell’Asl locale, con potere di sospendere l’attività extra solo in caso di irregolarità.
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Nasce l’Agenas

Un’altra innovazione cruciale è la nascita della Piattaforma nazionale per le liste d’attesa, ospitata presso l’Agenas, che promette di rivoluzionare il controllo delle attese attraverso un monitoraggio in tempo reale delle prestazioni in tutte le Regioni. Tale iniziativa è accompagnata da sanzioni severe per chi tenta di eludere le regole, inclusa una flat tax agevolata del 15% sugli straordinari di medici e infermieri.

Unificando il sistema di prenotazione attraverso il Cup unico regionale, il decreto mira a ridurre il caos attuale, garantendo ai cittadini un accesso più rapido e trasparente alle cure, sia nel settore pubblico che privato convenzionato. Tale strumento non solo gestirà le prenotazioni ma attiverà anche un sistema di recall per prevenire il fenomeno delle prenotazioni non onorate, che attualmente affligge il 20% dei casi.

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Boom di targhe “polacche” su scooter e auto, cosa c’è dietro lo strano fenomeno. L’inchiesta (VIDEO) https://www.business.it/boom-di-targhe-polacche-su-scooter-e-auto-cosa-ce-dietro-lo-strano-fenomeno-linchiesta-video/ Wed, 17 Jul 2024 09:07:47 +0000 https://www.business.it/?p=139842 Se avete girato per le strade di grandi città italiane di recente, non ti sarà sfuggito un curioso aumento di veicoli con targhe straniere, soprattutto quelle con la sigla PL, che identifica orgogliosamente la Polonia. Ma perché questo improvviso influxo? E soprattutto, è legale? L’incremento di veicoli polacchi è legato a un drammatico aumento delle… Read More »Boom di targhe “polacche” su scooter e auto, cosa c’è dietro lo strano fenomeno. L’inchiesta (VIDEO)

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Se avete girato per le strade di grandi città italiane di recente, non ti sarà sfuggito un curioso aumento di veicoli con targhe straniere, soprattutto quelle con la sigla PL, che identifica orgogliosamente la Polonia. Ma perché questo improvviso influxo? E soprattutto, è legale?

L’incremento di veicoli polacchi è legato a un drammatico aumento delle polizze RC auto, salite del 7,1% nell’ultimo anno, superando di gran lunga il tasso di crescita di altri settori. Secondo l’IVASS, per assicurare un veicolo in Italia si paga il 27% in più rispetto alla media europea. Un gap così significativo ha spinto molti a cercare alternative.

Il programma RaiTre “FarWest” ha documentato come Napoli sia diventata la capitale italiana delle targhe straniere, con ben 35.000 veicoli polacchi su un totale di 53.000 in tutto il Paese. Il giornalista Salvo Sottile ha persino suggerito che Napoli stia diventando “la periferia di Varsavia” per via di questo fenomeno.

Ma come funziona esattamente questo stratagemma e quali sono le implicazioni legali? I motocicli vengono spediti in Polonia per una nuova immatricolazione: dall’Italia diventano polacchi. Un’agenzia locale gestisce la “radiazione per esportazione”, seguita da una riconfigurazione sotto contratto di noleggio con una nuova società intestataria. Questo passaggio in genere riduce drasticamente i costi assicurativi, da un’incidenza annuale italiana di 2000-2500 euro a soli 300-350 euro.

Il fenomeno si estende anche alle auto, che vengono “ripiazzate” in Polonia per una seconda immatricolazione, aggirando così le costose assicurazioni italiane. Tuttavia, come sottolinea il Corriere della Sera, le compagnie assicurative polacche sono note per ritardi nei pagamenti dei sinistri, quando non addirittura per fallimenti improvvisi, lasciando i proprietari senza protezione.

La domanda sorge spontanea: in caso di incidente tra due veicoli polacchi, chi si assume la responsabilità? La risposta è tutt’altro che chiara, specialmente considerando che i mediatori che operano in Italia per assicurazioni straniere non sempre godono di una reputazione impeccabile.

In sintesi, mentre l’idea di risparmiare sui costi delle assicurazioni può sembrare allettante, è cruciale considerare anche i rischi associati. La pratica delle targhe polacche, sebbene diffusa, rimane un terreno minato di incertezze legali e pratiche discutibili, dove la convenienza potrebbe rivelarsi una trappola per i più sprovveduti.

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Deodoranti, cosa c’è davvero dentro e quali sono quelli più “pericolosi”. La scoperta choc https://www.business.it/deodoranti-cosa-ce-davvero-dentro-e-quali-sono-quelli-piu-pericolosi-la-scoperta-choc/ Wed, 17 Jul 2024 08:34:49 +0000 https://www.business.it/?p=139836 Una nuova indagine ha scosso il mondo dei deodoranti, svelando contenuti inquietanti che potrebbero far storcere il naso a molti consumatori. Commissionata da ÖKOTEST, rinomata rivista tedesca per i consumatori, l’analisi ha messo sotto la lente 39 deodoranti roll-on con l’etichetta “senza alluminio”, svelando verità sconcertanti. Contrariamente alle aspettative, sono stati proprio i prodotti dei… Read More »Deodoranti, cosa c’è davvero dentro e quali sono quelli più “pericolosi”. La scoperta choc

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Una nuova indagine ha scosso il mondo dei deodoranti, svelando contenuti inquietanti che potrebbero far storcere il naso a molti consumatori. Commissionata da ÖKOTEST, rinomata rivista tedesca per i consumatori, l’analisi ha messo sotto la lente 39 deodoranti roll-on con l’etichetta “senza alluminio”, svelando verità sconcertanti.

Contrariamente alle aspettative, sono stati proprio i prodotti dei marchi più famosi a finire sotto accusa, classificati come “insufficienti” per la presenza di sostanze pericolose. Ökitest ha rivelato la presenza di formaldeide, fragranze problematiche, composti Peg, dietilftalato e polimeri sintetici in vari deodoranti. Marchi rispettati come Vichy, Dove, Nivea e Avéne hanno visto alcuni dei loro prodotti elencati tra i peggiori.

Secondo Roberto Demaio, esperto intervistato sull’argomento, la presenza di formaldeide è particolarmente preoccupante, essendo classificata come allergene e potenzialmente cancerogena per gli esseri umani dall’Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC). Sebbene il suo utilizzo puro sia vietato nei cosmetici, sono permessi altri composti che possono rilasciarla nel tempo.

Non è finita qui: l’analisi ha rilevato anche la presenza di altri ingredienti indesiderati come i Peg, noti per essere derivati cancerogeni, utilizzati come emulsionanti e tensioattivi in prodotti per la pulizia domestica. Questi composti sono stati individuati in deodoranti di marchi noti come Dove, Rexona e Nivea.

Non solo sostanze chimiche problematiche, ma anche fragranze allergeniche come l’isoeugenolo, l’idrossicitronellale e il cashmeran sono state individuate in vari deodoranti. Queste fragranze non solo possono causare reazioni cutanee, ma alcune sono anche difficilmente biodegradabili, aumentando il rischio di impatti ambientali negativi.

Inoltre, ÖKOTEST ha rivelato che i sali di alluminio, noti per la loro controversa relazione con possibili problemi di salute, sono stati trovati in molti deodoranti antitraspiranti, anche in quelli di marchi rinomati come Borotalco, Breeze, Dove e Nivea.

Questa scoperta ha scatenato preoccupazione tra i consumatori che, fidandosi delle etichette “senza alluminio”, si trovano ora a confronto con una realtà ben diversa. Come sempre accade in questi casi, la verità dietro le etichette potrebbe essere più complessa di quanto appare.

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L’ospedale e il “trucco” dell’orario sbagliato, una storia di (ordinaria) malasanità. Il VIDEO https://www.business.it/lospedale-e-il-trucco-dellorario-sbagliato-una-storia-di-ordinaria-malasanita-il-video-2/ Wed, 17 Jul 2024 08:22:44 +0000 https://www.business.it/?p=139832 Tutti noi lamentiamo il collasso della Sanità pubblica, vittima di tagli indiscriminati e del processo di aziendalizzazione dei presidi sanitari, oltre a essere gravata da carenze di personale e persino di medicinali. C’è anche una tendenza preoccupante verso una sorta di privatizzazione delle cure – emblematico il caso dei Pronto soccorso “a pagamento” in Veneto.… Read More »L’ospedale e il “trucco” dell’orario sbagliato, una storia di (ordinaria) malasanità. Il VIDEO

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Tutti noi lamentiamo il collasso della Sanità pubblica, vittima di tagli indiscriminati e del processo di aziendalizzazione dei presidi sanitari, oltre a essere gravata da carenze di personale e persino di medicinali. C’è anche una tendenza preoccupante verso una sorta di privatizzazione delle cure – emblematico il caso dei Pronto soccorso “a pagamento” in Veneto.

In questo scenario si inserisce la pratica truffaldina delle visite private: in ospedale si deve attendere mesi, talvolta anni, per una visita, ma intramoenia, pagando, lo stesso medico riceve il paziente in pochi giorni. Le liste d’attesa si accorciano magicamente per chi può permetterselo.

E ora veniamo ai fatti, riportati in una meritoria inchiesta del portale informativo Fanpage. Un cittadino milanese, William Picciau, si è rivolto all’ospedale San Giuseppe di Milano per una visita specialistica alla mano, dopo un infortunio domestico. Dopo aver pagato per il trattamento, ha notato che l’orario registrato all’accettazione era diverso da quello effettivo della visita. Alla sua domanda, la segreteria dell’ospedale ha risposto candidamente: “È la prassi”, perché il personale sanitario non può svolgere la libera professione durante il loro orario di lavoro.

L’Ospedale San Giuseppe, nel cuore di Milano, è una struttura privata accreditata dalla Regione Lombardia e rinomata per la chirurgia della mano. Picciau racconta: “Mi sono rivolto alla struttura il 22 aprile alle 15:20 per una visita e per un tutore. Dopo la visita, sono andato in segreteria per pagare e ho notato la cifra 20:10 sul foglio, nonostante fosse ancora pomeriggio”.

La redazione di Fanpage ha voluto approfondire. Nel video che hanno condiviso, un addetto allo sportello spiega: “Mettiamo l’orario 20:10 perché il fisioterapista non può farlo durante il lavoro ufficiale. È solo una questione burocratica”.

Ma questa “prassi” non è solo una questione burocratica: si tratta di un comportamento illegale, un falso ideologico. Vittorio Agnoletto, medico e membro di Medicina Democratica, esprime indignazione: “Di fronte a situazioni di questo tipo – dice a Fanpage – la Regione che controlli esercita?”. E aggiunge: “I miliardi che passano dalla Sanità regionale alla sanità privata convenzionata devono essere monitorati per garantire che la salute dei cittadini venga prima del profitto”.

Una situazione che getta ombre sulla gestione della sanità privata convenzionata e solleva dubbi sulla priorità data alla salute dei cittadini.

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“Ha il seno troppo in vista”, e il personale di bordo la fa scendere dal volo. Scatta la multa per la compagnia aerea https://www.business.it/ha-il-seno-troppo-in-vista-e-il-personale-di-bordo-la-fa-scendere-dal-volo-scatta-la-multa-per-la-compagnia-aerea-2/ Wed, 17 Jul 2024 08:03:59 +0000 https://www.business.it/?p=139826 Fra le strane storie che a volte giungono dagli aeroporti, quella che ha riguardato una procace signorina in viaggio da Maiorca a Barcellona con la compagnia Vueling è particolarmente bizzarra. La giovane ragazza, dotata di un seno prorompente, si è presentata sull’aereo che doveva portarla a destinazione con le grazie strizzate in un body scollato… Read More »“Ha il seno troppo in vista”, e il personale di bordo la fa scendere dal volo. Scatta la multa per la compagnia aerea

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Fra le strane storie che a volte giungono dagli aeroporti, quella che ha riguardato una procace signorina in viaggio da Maiorca a Barcellona con la compagnia Vueling è particolarmente bizzarra. La giovane ragazza, dotata di un seno prorompente, si è presentata sull’aereo che doveva portarla a destinazione con le grazie strizzate in un body scollato che non lasciava tanto spazio all’immaginazione. Per questo motivo, il personale del volo l’ha invitata a scendere, e non ha voluto sentire ragioni. Il fatto, accaduto nel 2019, è stato reso noto solo ora dall’associazione spagnola di consumatori Facua, che ha informato di come la compagnia aerea sia stata in seguito condannata a pagare una multa di 28.000 Euro per le “violazioni di normativa nazionale ed europea riguardante le condizioni di trasporto in aviazione civile”.

Molto soddisfatti i rappresentanti di Facua, che in un comunicato hanno spiegato come siano “stati così puniti il maschilismo di Vueling e l’atteggiamento discriminatorio del suo personale”. L’associazione consumatori ha aggiunto che “nessuna norma vieta espressamente l’ammissione di passeggeri a bordo in base al loro abbigliamento, purché non sia contrario all’ordine pubblico“. Il portavoce della compagnia aerea, peraltro, ha ritenuto di intervenire per dare una spiegazione al comportamento dei propri dipendenti. “La passeggera aveva risposto in modo aggressivo al personale di bordo”, ha affermato. “Le condizioni di viaggio, che si applicano allo stesso modo a uomini e donne, stabiliscono la possibilità di negare l’imbarco per motivi comportamentali”. Sia come sia, la difesa di Vueling non è stata ritenuta sufficiente ed è scattata la maxi multa per la compagnia.

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Bonus elettrodomestici 2024: come richiederlo e cosa si potrà acquistare. Attenzione alle date https://www.business.it/bonus-elettrodomestici-2024-come-richiederlo-e-cosa-si-potra-acquistare-attenzione-alle-date/ Wed, 17 Jul 2024 07:54:24 +0000 https://www.business.it/?p=139829 In un periodo di grande attenzione per l’ambiente e l’efficienza energetica, arriva una notizia che potrebbe far felici molti cittadini: l’attuale proposta di legge prevede un bonus destinato a chi acquisterà elettrodomestici “green”. Vediamo insieme tutti i dettagli di questa interessante iniziativa. Per prima cosa, è importante sottolineare che gli aiuti saranno destinati a coloro… Read More »Bonus elettrodomestici 2024: come richiederlo e cosa si potrà acquistare. Attenzione alle date

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In un periodo di grande attenzione per l’ambiente e l’efficienza energetica, arriva una notizia che potrebbe far felici molti cittadini: l’attuale proposta di legge prevede un bonus destinato a chi acquisterà elettrodomestici “green”. Vediamo insieme tutti i dettagli di questa interessante iniziativa. Per prima cosa, è importante sottolineare che gli aiuti saranno destinati a coloro che acquisteranno lavatrici e lavasciuga di Classe energetica almeno A, lavastoviglie almeno di classe C, e frigoriferi e congelatori almeno di Classe D. Questo significa che non tutti gli elettrodomestici “green” saranno coperti dal bonus, ma solo quelli che raggiungono certi standard di efficienza energetica.
Leggi anche: I 7 elettrodomestici che consumano più energia e i consigli per risparmiare

Ma non finisce qui. Per avere accesso al bonus, sarà necessario riciclare o demolire un vecchio elettrodomestico appartenente a una classe energetica più bassa. Questo requisito è pensato per incentivare non solo l’acquisto di nuovi prodotti più efficienti, ma anche la corretta gestione dei rifiuti elettronici, che rappresentano un problema ambientale sempre più pressante.

Come funziona il bonus

Al momento, il bonus varrebbe per gli acquisti effettuati dal 2023 al 2025. Tuttavia, c’è la possibilità che queste date vengano corrette per renderle meno retroattive, facilitando così l’accesso al beneficio anche per coloro che hanno acquistato elettrodomestici green prima di sapere dell’iniziativa.

Nel frattempo, non mancano le richieste di ampliamento del provvedimento. Confcommercio ha infatti chiesto al Governo di estendere il bonus anche alle imprese, affinché anche il settore produttivo possa beneficiare di questa misura e contribuire alla transizione ecologica. Inoltre, Aires ha domandato un aumento della cifra del bonus, che al momento ha un massimale di 200 Euro. Secondo Aires, questa cifra è troppo bassa per incentivare davvero i consumatori a fare il passaggio a elettrodomestici più efficienti.

In attesa di ulteriori sviluppi, è chiaro che questa proposta di legge rappresenta un passo importante verso un futuro più sostenibile. Non resta che attendere per vedere se e come verrà modificata per soddisfare le esigenze di tutti gli attori coinvolti.

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Digitale terrestre, da Agosto cambia tutto. Milioni di televisori a rischio. Cosa fare per continuare a guardare la TV https://www.business.it/digitale-terrestre-da-agosto-cambia-tutto-milioni-di-televisori-a-rischio-cosa-fare-per-continuare-a-guardare-la-tv/ Wed, 17 Jul 2024 07:34:02 +0000 https://www.business.it/?p=139822 Ma la tecnologia non doveva servire a semplificarci la vita? In molte occasioni in effetti lo fa, ma in altre ci costringe ad attraversare veri e propri labirinti di regole e passaggi complessi. E a volte, le due cose si intrecciano. È il caso delle novità in arrivo dal prossimo 28 di agosto per il… Read More »Digitale terrestre, da Agosto cambia tutto. Milioni di televisori a rischio. Cosa fare per continuare a guardare la TV

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Ma la tecnologia non doveva servire a semplificarci la vita? In molte occasioni in effetti lo fa, ma in altre ci costringe ad attraversare veri e propri labirinti di regole e passaggi complessi. E a volte, le due cose si intrecciano. È il caso delle novità in arrivo dal prossimo 28 di agosto per il digitale terrestre.
Leggi anche: Il nucleo della Terra rallenta la sua velocità: le possibili conseguenze sul campo magnetico del pianeta

Gli aggiornamenti di questi sistemi migliorano la ricezione dei segnali e permettono di vedere più canali in modo più chiaro. Ma gli aggiornamenti frequenti rendono obsoleti i televisori comprati poco tempo fa. Poiché molti non possono permettersi di cambiare apparecchio con tanta frequenza, è importante sapere quali saranno le nuove regole del digitale terrestre in vigore dalla fine del mese prossimo e cosa dovremo fare per continuare a vedere i nostri programmi preferiti se possediamo un televisore non compatibile con il nuovo sistema.

Cos’è il Mux? È il diminutivo di Multiplex. Il 28 agosto verrà acceso il primo Mux in Dvb-T2. In parole semplici, questo è il nome del nuovo sistema, il nuovo standard europeo per la televisione digitale terrestre. Perché adottare questa nuova tecnologia? Perché consente una trasmissione migliore e più stabile.

Ma non tutti i televisori sono dotati di questo sistema. Se il vostro televisore è compatibile con il Dvb-T2, non avrete problemi e potrete continuare a ricevere i programmi come se niente fosse. Se invece non è compatibile, sarà necessario aggiornare l’apparecchio oppure ricorrere all’uso di un decoder esterno da collegare alla TV.

La tecnologia, quindi, ci offre nuove opportunità, ma richiede anche attenzione e adattamento. Mentre ci prepariamo per il 28 agosto, è bene informarsi e assicurarsi di essere pronti per il passaggio al nuovo sistema, così da non perdere i nostri programmi preferiti.

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Organizza il matrimonio perfetto e si presenta all’altare in abito bianco. C’è solo un piccolo particolare… https://www.business.it/organizza-il-matrimonio-perfetto-e-si-presenta-allaltare-in-abito-bianco-ce-solo-un-piccolo-particolare/ Wed, 17 Jul 2024 07:13:55 +0000 https://www.business.it/?p=139818 Quante parole, pagine di romanzi, feste, lacrime e pellicole cinematografiche sono state spese per raccontare il giorno più importante della vita di un adulto? Il matrimonio, sogno niente affatto segreto di tante ragazzine. Ma anche dei maschietti, sia pure non dichiarato. Sarà anche vero che oggi la gente è restia a sposarsi e che le… Read More »Organizza il matrimonio perfetto e si presenta all’altare in abito bianco. C’è solo un piccolo particolare…

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Quante parole, pagine di romanzi, feste, lacrime e pellicole cinematografiche sono state spese per raccontare il giorno più importante della vita di un adulto? Il matrimonio, sogno niente affatto segreto di tante ragazzine. Ma anche dei maschietti, sia pure non dichiarato. Sarà anche vero che oggi la gente è restia a sposarsi e che le celebrazioni sono in costante calo, ma le nozze con la Chiesa addobbata e l’abito bianco, gli invitati e tutto il resto continuano a rappresentare un momento speciale, denso di magia. Ed è quello che deve aver pensato una ragazza pugliese della Valle d’Itria, che quel momento lo ha voluto preparare badando a ogni particolare: la navata della Chiesa impreziosita dai fiori, lei che avanza in abito bianco verso l’altare. Tutto perfetto. Solo che non c’erano gli invitati, perché al matrimonio non era stato invitato nessuno. E, cosa più importante, non c’era nemmeno lo sposo. Ma non perché non si è presentato o ha cambiato idea all’ultimo. Lo sposo proprio non esisteva. Un “lui”, in questa storia, non c’è mai stato.

A dire il vero il sacerdote che avrebbe dovuto celebrare le fantomatiche nozze, qualche sospetto lo aveva già avuto. La solerte ragazza, infatti, non gli aveva consegnato tutti i documenti richiesti. Il parroco si è così trovato da solo con la sposa, e si è dovuto prodigare per farla ragionare: senza un marito, ovviamente, era impossibile andare avanti con la cerimonia. Curiosamente, la vicenda è avvenuta nel luogo in cui è ambientato il romanzo “Il Paese delle spose infelici“. Solo che quella era letteratura. Questa invece è realtà, e infatti ormai in paese si parla solo della sposa solitaria e del finto matrimonio. Si è poi saputo che, nella mente della donna, il “potenziale marito” esiste. Si tratterebbe di un uomo del quale la “sposa infelice” è infatuata. Così tanto da organizzare le nozze senza di lui, letteralmente parlando. Solo che il “marito immaginario” non ne vuole assolutamente sapere e non ha alcun rapporto con lei. E, spaventato e preoccupato dalla piega che hanno preso i fatti, avrebbe deciso di diffidarla. A lui auguriamo di non essere più coinvolto in questa strana faccenda. E a lei di trovare, prima o poi, un marito vero a cui dedicare le sue attenzioni.

La Chiesa addobbata, il vestito bianco e l’altare pronto: tutto era predisposto per un matrimonio da favola. Ma mancava l’elemento principale, lo sposo, mai esistito se non nella fantasia di una donna che, forse per un eccesso di romanticismo o per una triste illusione, ha deciso di inscenare una cerimonia impossibile. La storia, divenuta presto di dominio pubblico, ha scosso la comunità della Valle d’Itria, lasciando tutti increduli e commossi per il gesto estremo di questa sposa solitaria.

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Computer a capo di aziende, è realtà. Le AI come Amministratori Delegati. E i manager si arrendono: “Ci sostituiranno tutti” (VIDEO) https://www.business.it/computer-a-capo-di-aziende-e-realta-le-ai-come-amministratori-delegati-e-i-manager-si-arrendono-ci-sostituiranno-tutti-video/ Tue, 16 Jul 2024 11:21:09 +0000 https://www.business.it/?p=139814 La discussione su cosa siano veramente le Intelligenze Artificiali impazza in tutto il mondo. In molti, istintivamente, rifiutano l’idea che questi prodotti dell’evoluzione tecnologica possano rivaleggiare con gli esseri umani o superarli come capacità cognitive. La frase ricorrente è: “sono solo macchine controllate dagli umani”. Ma molti degli sviluppatori dei nuovi modelli più avanzati di… Read More »Computer a capo di aziende, è realtà. Le AI come Amministratori Delegati. E i manager si arrendono: “Ci sostituiranno tutti” (VIDEO)

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La discussione su cosa siano veramente le Intelligenze Artificiali impazza in tutto il mondo. In molti, istintivamente, rifiutano l’idea che questi prodotti dell’evoluzione tecnologica possano rivaleggiare con gli esseri umani o superarli come capacità cognitive. La frase ricorrente è: “sono solo macchine controllate dagli umani”. Ma molti degli sviluppatori dei nuovi modelli più avanzati di AI la pensano diversamente. Tanto che pochi giorni fa, un gruppo di 25 ricercatori fra i maggiori esperti di intelligenze artificiali a livello mondiale ha lanciato un appello attraverso la rivista Science. “Le AI crescono rapidamente, governarne lo sviluppo è indispensabile e urgente per evitare che diventino ingestibili e pericolose”: questo il sunto dell’allarme lanciato dagli esperti, che chiedono ad aziende e governi di trovare contromisure efficaci.

Rischi enormi all’orizzonte

Gli studiosi segnalano rischi enormi: dall’instabilità sociale alla manipolazione di massa, per arrivare a guerre combattute in modo autonomo dalle macchine. Ma anche senza arrivare a questi scenari estremi, è evidente che nel silenzio generale le AI stiano guadagnando terreno e sconvolgendo il nostro modo di vivere. Un passo alla volta, senza clamore. Perché ciò che sta succedendo proprio ora in alcune aziende dimostra che no, le intelligenze artificiali non sono solo macchine. Ma possiedono tutte le abilità richieste per sostituire gli esseri umani anche ai vertici delle aziende.

Ceo artificiali: la nuova frontiera

Non è la fosca previsione di qualche scrittore di fantascienza, ma la realtà presente. Alcune aziende stanno già affidando le mansioni di Amministratore Delegato ai computer. Ad esempio, la cinese NetDragon Websoft, per gestire i suoi 5.000 dipendenti, ha “assunto” un AI Driven Rotating CEO: cioè un Amministratore Delegato a rotazione guidato dall’Intelligenza Artificiale. Mentre la compagnia polacca Dictator, che commercia in rum colombiano, ha affidato le funzioni di guida a un CEO artificiale con fattezze umanoidi di nome Mika. E a pensare che le AI rimpiazzeranno non solo i lavoratori, ma anche i manager ai più alti livelli, sono gli stessi CEO delle aziende. Partecipando a un sondaggio – dagli esiti clamorosi – lanciato dall’Università di Harvard, che ha interpellato centinaia di Amministratori Delegati e dirigenti di grandi aziende, i manager hanno risposto in modo scioccante: “La maggior parte o tutti i ruoli esecutivi dovrebbero essere completamente automatizzati o rimpiazzati dalle AI”. E se lo dicono loro, è difficile stare tranquilli. Come ha scritto il New York Times, “persino gli stessi CEO credono di essere superflui. Se l’intelligenza artificiale può fare il vostro lavoro, può anche rimpiazzare il vostro capo”.

L’inesorabile avanzata delle Ai

Viene smentita dunque la convinzione che i ruoli più importanti resteranno appannaggio degli esseri umani. Perché le AI avanzate hanno grande capacità di analisi e di analisi dei mercati, saranno abili nelle comunicazioni e potranno prendere decisioni complesse senza farsi influenzare dalle emozioni. Inoltre, a differenza dei loro omologhi umani, le AI non si stancano, possono lavorare senza sosta e costano poco, rendendo il cambio vantaggioso per le aziende. I CEO, dunque, saranno i primi a essere sostituiti, e non i lavoratori che svolgono mansioni più semplici. A quelli toccherà in un secondo tempo.

Questa rivoluzione silenziosa sta già cambiando il nostro mondo. Le Intelligenze Artificiali stanno guadagnando terreno, e presto potrebbero dominare anche i vertici delle aziende. È un futuro inquietante, ma sembra ormai inevitabile. E chissà, forse un giorno ci chiederemo come abbiamo potuto permettere che accadesse.

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“Condanna a morte per violenze sui minori”. Svolta negli Stati Uniti, cosa prevede la nuova legge https://www.business.it/condanna-a-morte-per-violenze-sui-minori-svolta-negli-stati-uniti-cosa-prevede-la-nuova-legge/ Tue, 16 Jul 2024 11:13:14 +0000 https://www.business.it/?p=139810 Negli Stati Uniti, come purtroppo in molti altri luoghi nel mondo, le violenze sui minori sono un fenomeno terribile e in crescita. Diversi Stati stanno correndo ai ripari promulgando leggi più severe di quelle vigenti. Il 9 maggio, il governatore del Tennessee Bill Lee ha firmato una nuova legge che “autorizza la pena di morte… Read More »“Condanna a morte per violenze sui minori”. Svolta negli Stati Uniti, cosa prevede la nuova legge

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Negli Stati Uniti, come purtroppo in molti altri luoghi nel mondo, le violenze sui minori sono un fenomeno terribile e in crescita. Diversi Stati stanno correndo ai ripari promulgando leggi più severe di quelle vigenti. Il 9 maggio, il governatore del Tennessee Bill Lee ha firmato una nuova legge che “autorizza la pena di morte come punizione per lo stupro di un bambino, lo stupro aggravato di un bambino o lo stupro particolarmente aggravato di un bambino”. La novità di questo nuovo decreto legislativo è che chi compie questo terribile e disgustoso crimine, potrà essere condannato alla pena capitale anche senza che la violenza porti alla morte della vittima. La pena alternativa alla morte, in ogni caso, non potrà essere inferiore all’ergastolo.

Il Tennessee non è il primo Stato ad adottare una legge così severa per questo tipo di reati. Il primo a promulgare una legge in linea con quella del Tennessee era stato il governatore della Florida Ron DeSantis circa un anno fa. Questa decisione da parte dei due governatori ha aperto un dibattito in tutti gli Stati Uniti. Anche perché altri 7 Stati hanno adottato una legislatura simile.

In molti pensano che la mossa di Lee e di DeSantis dovrebbe servire a convincere la Corte Suprema degli Usa, attualmente sotto il controllo dei conservatori, ad adottare le stesse misure su tutto il territorio americano. La Corte, infatti, in un caso di violenza su minore avvenuto in Louisiana aveva ritenuto incostituzionale l’applicazione della pena capitale in un caso di violenza proprio perché la vittima minorenne era sopravvissuta all’abuso. Ora è opinione diffusa che la Corte Suprema potrebbe eliminare il divieto e consentire agli Stati di applicare la pena di morte per i colpevoli di questi crimini.

In conclusione, le nuove leggi del Tennessee e della Florida rappresentano un tentativo di affrontare con maggiore severità il terribile problema delle violenze sui minori, nella speranza che un inasprimento delle pene possa fungere da deterrente per questi crimini orribili. L’attenzione ora si sposta sulla Corte Suprema, che potrebbe essere chiamata a decidere se estendere questa legislazione a livello nazionale, segnando un punto di svolta nella lotta contro gli abusi sui minori negli Stati Uniti.

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Come si “nasconde” un aereo? Strane storie di evasione fiscale. Che ci dicono la verità su chi sono i veri evasori https://www.business.it/come-si-nasconde-un-aereo-strane-storie-di-evasione-fiscale-che-ci-dicono-la-verita-su-chi-sono-i-veri-evasori/ Tue, 16 Jul 2024 10:40:20 +0000 https://www.business.it/?p=139806 Ogni Governo in carica, nei suoi programmi, inserisce la lotta all’evasione fiscale. I giornaloni ci informano che le tasse le pagano in pochi, omettendo i dati secondo cui la metà degli italiani ha un reddito familiare inferiore a 23.500 Euro annui, e quindi non può dare un grande contributo, essendo impegnata a sopravvivere. Ma una… Read More »Come si “nasconde” un aereo? Strane storie di evasione fiscale. Che ci dicono la verità su chi sono i veri evasori

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Ogni Governo in carica, nei suoi programmi, inserisce la lotta all’evasione fiscale. I giornaloni ci informano che le tasse le pagano in pochi, omettendo i dati secondo cui la metà degli italiani ha un reddito familiare inferiore a 23.500 Euro annui, e quindi non può dare un grande contributo, essendo impegnata a sopravvivere. Ma una bizzarra storia che arriva dalla Liguria ci fornisce alcune informazioni utili a comprendere chi sono i veri evasori. Oltre naturalmente all’elusione legalizzata dei grandi gruppi monopolisti che godono di un regime fiscale incredibilmente favorevole pur guadagnando cifre impensabili per i comuni mortali.

A Savona, la Guardia di Finanza ha sequestrato un jet privato del valore di 10 milioni di Euro “nascosto” in un hangar dell’aeroporto di Villanova d’Albenga. Un Cessna Citation X con un valore iniziale di circa 25 milioni di Euro battente bandiera statunitense. Il velivolo è rimasto in quell’hangar per più di 6 mesi, oltre il tempo massimo previsto per lo sdoganamento. Sono scattate le indagini, e il Gip ha rilevato la “posizione di contrabbando del velivolo e l’evasione dell’Iva”. Per un importo pari a circa 2,2 milioni di Euro. Ma le sanzioni complessive per le irregolarità riscontrate ammontano addirittura a 11 milioni di Euro.

Banche dati e appostamenti mirati hanno permesso di risalire al proprietario del velivolo, un imprenditore monegasco che utilizzava un trust con sede in Delaware e tre società fiduciarie alle Isole Cayman e a Panama per ottenere indebiti vantaggi fiscali. Ma non finisce qui. Il lavoro della GdF ha permesso di individuare altri aerei con la stessa situazione fiscale irregolare. Si parla di due jet e di un elicottero Agusta Westland per un valore complessivo di circa 80 milioni di Euro.

Così, mentre i media parlano di redditometro e di scontrini fiscali, e mentre la pressione fiscale schiaccia commercianti e imprese, sopra le nostre teste ci sono persone che accumulano grandi ricchezze, vivono nel lusso e che, da sole, evadono il fisco per milioni di Euro. E che “pesano” sui mancati incassi per lo Stato quanto migliaia di comuni cittadini messi insieme.

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Istat, report da brividi. Ecco perché i nostri padri mantenevano una famiglia con uno stipendio. Mentre a noi non ne bastano due https://www.business.it/istat-report-da-brividi-ecco-perche-i-nostri-padri-mantenevano-una-famiglia-con-uno-stipendio-mentre-a-noi-non-ne-bastano-due/ Tue, 16 Jul 2024 10:20:31 +0000 https://www.business.it/?p=139802 L’ultimo rapporto completo pubblicato dall’Istat sulla salute del nostro Paese e dei suoi abitanti ha portato alla luce dinamiche evidenti, dipingendo un ritratto d’Italia e degli italiani che lascia poco spazio all’ottimismo. Le difficoltà sempre crescenti che incontrano per vivere e le dinamiche sociali ammantano il futuro di ombre e preoccupazioni. I numeri non mentono… Read More »Istat, report da brividi. Ecco perché i nostri padri mantenevano una famiglia con uno stipendio. Mentre a noi non ne bastano due

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L’ultimo rapporto completo pubblicato dall’Istat sulla salute del nostro Paese e dei suoi abitanti ha portato alla luce dinamiche evidenti, dipingendo un ritratto d’Italia e degli italiani che lascia poco spazio all’ottimismo. Le difficoltà sempre crescenti che incontrano per vivere e le dinamiche sociali ammantano il futuro di ombre e preoccupazioni. I numeri non mentono e mostrano un quadro con molte ombre e poche luci: siamo più poveri, più vecchi e a pagare il conto di tutte le crisi sono stati il ceto medio e le classi povere. Siamo un Paese che va all’indietro, come i gamberi.

Uno dei problemi principali che si riscontrano in Italia è dato dai cattivi contratti e dalle basse retribuzioni. È il dato che spaventa di più: l’incidenza di povertà individuale fra gli occupati è aumentata dal 4,9% del 2014 al 7,6% del 2024. Questo dato considera solo le persone che, pur avendo un lavoro, si trovano sotto la soglia di povertà. Il numero aumenta considerevolmente se vengono compresi tutti quelli che con lo stipendio riescono a stento a sopravvivere. Il costo della vita, rispetto ai tempi del passaggio fra Lira ed Euro, in Italia segna mediamente un +100%. Per alcuni prodotti e servizi, si arriva addirittura al triplo. A fronte di un aumento dei salari che in 23 anni è stato del 50%. In pratica, i 100 Euro guadagnati nel 2002 valevano 100, mentre i 100 Euro guadagnati oggi valgono (a essere ottimisti) il 50% in meno.

Non c’entra l’inflazione: la differenza è data dal livello salariale rispetto ai costi. Le dinamiche economiche e le crisi le hanno pagate soprattutto i ceti medi, i poveri e in generale i lavoratori. Non a caso, la “propensione al risparmio” per cui gli italiani erano famosi nel mondo continua a scendere: -6,3% nel 2023, per un totale di circa 80 miliardi annui. Per avere un’idea, nel 2001 questa cifra era pari a 106 miliardi. E gli 80 miliardi di oggi, come potere d’acquisto, valgono il 50% in meno rispetto ad allora. Tra il 2014 e il 2023, la spesa delle famiglie è diminuita del 5,8%. Un dato che aumenta all’8,8% per le famiglie meno abbienti, all’8,1% per il ceto medio-basso e al 6,3% per il ceto medio.

Pil e Crescita

Il PIL italiano è tornato solo adesso ai livelli del 2007. In 15 anni, si è verificato un profondo divario di crescita fra l’Italia e gli altri Paesi. Il divario è di 10 punti con la Spagna, di 14 con la Francia e di 17 con la Germania. E se si parte a calcolare dal 2000, questo numero aumenta: -30 punti dalla Spagna, -20 da Francia e Germania. Per il 2024 le previsioni di crescita, in un’economia europea sostanzialmente ferma, sono del 1,6% in Spagna, dello 0,5% in Italia e Francia, mentre la Germania è in recessione: -0,3%.

Uno dei dati che preoccupa di più in proiezione futura è quello dell’invecchiamento della popolazione. Negli ultimi 20 anni, l’Italia ha “perso” 3 milioni di giovani. Nel 2023 nel nostro Paese c’erano solo 10,33 milioni di persone comprese fra i 18 e i 34 anni di età, contro i 13,39 milioni del 2003. Mentre le persone che hanno raggiunto o superato i 65 anni sono passate da 9 a 14 milioni: +54,4%. Nonostante questo, il lavoro per i giovani è sempre più precario e poco redditizio. Fra i laureati, il 35% svolge mansioni inferiori rispetto al livello di istruzione e preparazione.

Spaventa il tasso degli “inattivi”, cioè delle persone comprese nella fascia 15-64 anni che non lavorano e non cercano un lavoro. Sono il 33,3%, il dato più alto in Europa dove la media è del 25%. Infine, l’età media in cui ci si sposa è aumentata a 36 anni per gli uomini e a 33 per le donne. Il 67,4% dei 18-34enni vive in famiglia. Non a caso: comprare casa è sempre più difficile, per chi non può contare su aiuti dei familiari.

Questo rapporto dell’Istat è un vero e proprio campanello d’allarme. Un invito a riflettere seriamente sulle politiche economiche e sociali del nostro Paese, per invertire una tendenza che sembra portarci sempre più all’indietro.

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Abbandono di animali, “tolleranza zero”. Ecco le pene previste dal nuovo Codice della Strada. Il commovente VIDEO di un cane disperato https://www.business.it/abbandono-di-animali-tolleranza-zero-ecco-le-pene-previste-dal-nuovo-codice-della-strada-il-commovente-video-di-un-cane-disperato/ Tue, 16 Jul 2024 09:42:43 +0000 https://www.business.it/?p=139799 Finalmente una buona notizia per gli amanti degli animali e per chi si batte per i diritti delle nostre amate bestiole! Il Senato è in procinto di approvare una norma che inasprisce le pene per chi si macchia dell’odioso reato di abbandono di animali. Un atto crudele e incivile che, purtroppo, è ancora troppo diffuso… Read More »Abbandono di animali, “tolleranza zero”. Ecco le pene previste dal nuovo Codice della Strada. Il commovente VIDEO di un cane disperato

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Finalmente una buona notizia per gli amanti degli animali e per chi si batte per i diritti delle nostre amate bestiole! Il Senato è in procinto di approvare una norma che inasprisce le pene per chi si macchia dell’odioso reato di abbandono di animali. Un atto crudele e incivile che, purtroppo, è ancora troppo diffuso nel nostro Paese. Ma ora, chi abbandonerà il proprio animale potrà pagare caro il proprio gesto, con pene che, nel caso in cui l’animale lasciato per strada provochi incidenti, potranno arrivare fino a 7 anni di carcere e al ritiro della patente.

Il nuovo Codice della Strada, attualmente in discussione al Senato, prevede misure drastiche per combattere questo malcostume. Ricordiamo che l’abbandono di animali domestici è già riconosciuto come un reato penale, con ammende che possono arrivare fino a 10.000 Euro e con l’arresto fino a un anno per i colpevoli. Tuttavia, le nuove normative propongono un ulteriore giro di vite: oltre alle pene già previste, saranno applicate anche le pene comminate per i reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali gravi a chi mette in pericolo gli automobilisti abbandonando il proprio animale sulle strade o nelle loro vicinanze.

L’abbandono di animali non è solo un atto di crudeltà verso le povere bestiole, ma rappresenta anche un grave pericolo per la sicurezza stradale. Animali spaventati e disorientati possono causare incidenti con gravi conseguenze. Con queste nuove norme, si spera di porre un freno a questi gesti disumani e di garantire maggiore sicurezza sulle nostre strade.

Che sia un segnale forte per tutti: abbandonare un animale non solo è un atto vergognoso, ma ora può costare caro. La lotta per i diritti degli animali fa un importante passo avanti, e chi continua a macchiarsi di questi reati dovrà fare i conti con la giustizia.

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Addio cellulari? Arriva la nuova tecnologia: ecco cosa li sostituirà e quando https://www.business.it/addio-cellulari-arriva-la-nuova-tecnologia-ecco-cosa-li-sostituira-e-quando/ Tue, 16 Jul 2024 09:15:51 +0000 https://www.business.it/?p=139777 Addio cellulari? Sembra un’idea impossibile anche solo da immaginare, eppure la tecnologia ci ha abituato a cambiamenti rapidi e inaspettati. Proprio come i vecchi telefoni fissi delle nostre nonne, anche i cellulari potrebbero presto diventare un ricordo del passato. Questi dispositivi, ormai centrali nella nostra vita quotidiana, sono utilizzati per comunicare, lavorare, divertirsi e organizzarsi.… Read More »Addio cellulari? Arriva la nuova tecnologia: ecco cosa li sostituirà e quando

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Addio cellulari? Sembra un’idea impossibile anche solo da immaginare, eppure la tecnologia ci ha abituato a cambiamenti rapidi e inaspettati. Proprio come i vecchi telefoni fissi delle nostre nonne, anche i cellulari potrebbero presto diventare un ricordo del passato. Questi dispositivi, ormai centrali nella nostra vita quotidiana, sono utilizzati per comunicare, lavorare, divertirsi e organizzarsi. Tuttavia, alcuni esperti sostengono che i telefoni cellulari potrebbero scomparire del tutto in un futuro non troppo lontano.

Com’è possibile? Cosa potrebbe mai rimpiazzare così rapidamente uno strumento indispensabile per miliardi di persone? Tutta la nostra esistenza, ormai, è racchiusa in questi piccoli dispositivi. Siamo davvero pronti per un cambiamento così radicale?

Gli smartphone hanno trasformato la nostra vita quotidiana negli ultimi decenni. Hanno rivoluzionato il modo in cui comunichiamo, interagiamo con il mondo, raccogliamo informazioni, facciamo affari e viviamo le nostre giornate. È difficile immaginare un’altra innovazione che abbia avuto un impatto così profondo nella storia moderna. Non possiamo negarlo, siamo diventati tutti dipendenti dai nostri telefoni cellulari. Questa dipendenza, sebbene porti con sé effetti negativi come la distrazione, la stimolazione continua del cervello e una tendenza a vivere in una realtà virtuale, è quasi impossibile da abbandonare. La nostra vita e il nostro lavoro sono ormai inscindibili da questi dispositivi.

L’evoluzione della tecnologia ha portato a telefoni sempre più sofisticati e pieni di funzionalità. Tuttavia, sembra che abbiamo raggiunto un limite. I nuovi modelli di iPhone o Samsung offrono solo miglioramenti marginali rispetto ai loro predecessori: una fotocamera leggermente migliore, più memoria, ma le funzionalità principali restano immutate. La grande rivoluzione del touch screen e delle app, avvenuta circa un decennio fa, sembra ormai lontana. Il progresso tecnologico sembra aver raggiunto un punto di stasi.

Per questo motivo, alcuni esperti guardano oltre gli attuali telefoni cellulari. Elon Musk, ad esempio, prevede una nuova era tecnologica alle porte. Secondo lui, il prossimo grande passo sarà l’implementazione di chip sottopelle che sostituiranno i dispositivi fisici, permettendo l’uso della tecnologia direttamente tramite il cervello. Può sembrare fantascienza, ma Neurolink è già realtà.

La società di Elon Musk ha sviluppato il primo chip sottocutaneo, testato lo scorso anno. Il primo chip cerebrale ha dato risultati promettenti, permettendo a un volontario tetraplegico di comunicare con un computer usando solo il pensiero. Questa innovazione potrebbe trasformare la vita di molte persone con difficoltà motorie. Ma Musk ha ambizioni ancora più grandi: secondo lui, nel prossimo futuro, le persone inizieranno a impiantarsi chip nel cervello, abbandonando per sempre smartphone e cellulari.

Il futuro è già qui, e potrebbe essere molto diverso da quello che abbiamo immaginato. Siamo pronti a dire addio ai nostri cellulari? Solo il tempo lo dirà.

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Lo fermano alla dogana e fanno una scoperta incredibile. Ecco cos’aveva nei pantaloni (VIDEO) https://www.business.it/lo-fermano-alla-dogana-e-fanno-una-scoperta-incredibile-ecco-cosaveva-nei-pantaloni-video/ Tue, 16 Jul 2024 08:44:06 +0000 https://www.business.it/?p=139781 I doganieri sono abituati a vederne di tutti i colori, affrontando quotidianamente tentativi da parte di malviventi o trafficanti di varcare la frontiera con sostanze illecite, denaro o altro. Tuttavia, quello che è successo nei giorni scorsi al valico tra le province di Shenzhen, in Cina, e Hong Kong ha superato ogni immaginazione. Durante un… Read More »Lo fermano alla dogana e fanno una scoperta incredibile. Ecco cos’aveva nei pantaloni (VIDEO)

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I doganieri sono abituati a vederne di tutti i colori, affrontando quotidianamente tentativi da parte di malviventi o trafficanti di varcare la frontiera con sostanze illecite, denaro o altro. Tuttavia, quello che è successo nei giorni scorsi al valico tra le province di Shenzhen, in Cina, e Hong Kong ha superato ogni immaginazione.

Durante un normale controllo, i doganieri hanno fermato un uomo che ha subito destato sospetti. Dopo un’attenta ispezione, il personale doganale è rimasto senza parole. “Dopo l’ispezione”, recita il comunicato ufficiale, “gli ufficiali doganali hanno scoperto che le tasche dei pantaloni indossati da un passeggero erano piene di sei sacchetti di tela con coulisse, sigillati con nastro adesivo. Una volta aperti, ogni borsa conteneva serpenti vivi di tutte le forme, dimensioni e colori”.

Alla fine, gli ispettori hanno contato ben 104 esemplari di varie razze, tra cui serpenti del latte e serpenti del grano. Alcuni erano specie autoctone, mentre la maggior parte proveniva da altre parti del mondo. Se esistesse un Guinness dei Primati per il contrabbando, il trasporto di 104 serpenti nei pantaloni avrebbe probabilmente garantito all’uomo un posto di rilievo. Invece, il suo tentativo di contrabbando è finito con un inevitabile arresto.

Il video rilasciato dalle autorità mostra i doganieri alle prese con sacchetti di plastica trasparente in cui gli animali si muovono e si contorcono. Questa operazione si inserisce nei controlli intensificati degli ultimi anni dalle autorità cinesi per frenare il contrabbando di animali, una pratica molto diffusa nel Paese, sia in uscita, sia in entrata.

Le autorità doganali hanno spiegato che l’uomo “sarà punito secondo la legge”, senza specificare l’entità della pena che lo attende. Resta da vedere quale sarà il destino di questo aspirante contrabbandiere, ma una cosa è certa: la sua impresa non passerà inosservata.

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Ragno violino, boom di chiamate al centro antiveleni: “In casa ce l’abbiamo un po’ tutti” https://www.business.it/ragno-violino-boom-di-chiamate-al-centro-antiveleni-in-casa-ce-labbiamo-un-po-tutti/ Tue, 16 Jul 2024 07:57:35 +0000 https://www.business.it/?p=139788 Quando si parla del temuto ragno violino, è importante mettere le cose in chiaro: non rappresenta un’urgenza medica. A rassicurare gli italiani ci pensa Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni e Tossicologia Maugeri di Pavia. Secondo l’esperto, “i ragni che vivono in Italia non sono particolarmente tossici. Ce ne sono due o tre che possono… Read More »Ragno violino, boom di chiamate al centro antiveleni: “In casa ce l’abbiamo un po’ tutti”

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Quando si parla del temuto ragno violino, è importante mettere le cose in chiaro: non rappresenta un’urgenza medica. A rassicurare gli italiani ci pensa Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni e Tossicologia Maugeri di Pavia. Secondo l’esperto, “i ragni che vivono in Italia non sono particolarmente tossici. Ce ne sono due o tre che possono causare qualche danno, ma non sono pericolosi come quelli americani, australiani o africani”.

Il morso del ragno violino è raramente letale. “Non abbiamo riscontri in medicina o in letteratura scientifica, né nella nostra esperienza, di decessi causati dal morso del ragno violino”, afferma Locatelli. Nonostante il Centro Antiveleni riceva circa cento richieste di consulenza all’anno per morsi confermati di questo ragno, “tutti guariscono”.

Aumenta l’attenzione dopo la morte di un carabiniere

L’attenzione sul ragno violino, “normalmente presente in Italia, anche nelle nostre case”, è aumentata drammaticamente dopo la tragica morte di un carabiniere 52enne a Palermo. Negli ultimi giorni, il Centro ha registrato un boom di chiamate di persone preoccupate. “Chi era di guardia ieri ha ricevuto quaranta o cinquanta richieste di consulenza”, riporta Locatelli. Le domande più comuni riguardano cosa fare se si viene morsi o se si trova un ragno violino in casa.

Cosa fare in caso di morso

La risposta del Centro Antiveleni è chiara e rassicurante: il ragno violino è molto comune e tende a rimanere nascosto. Non attacca l’uomo e, se morde, generalmente non lascia segni visibili, che spariscono in pochi giorni. In caso di lesioni più significative, “si applica una crema antibiotica e si valuta se è necessaria una terapia antibiotica orale”, come indicato sul portale del Centro Antiveleni di Pavia. “Se la lesione diventa necrotica, è necessario contattare il centro per una valutazione e trattamento specifico”, aggiunge Locatelli.

Non allarmarsi

“Se si vede solo un piccolo segno rosso, si può applicare una crema e monitorare la situazione da casa”. Solo in caso di una lesione più seria, con un’area scura e rossastra che forma una crosta, si interviene con un trattamento specifico, ma questi casi sono rari. L’evoluzione da semplice morso a lesione necrotica è molto rara, e meno dell’1% dei casi presenta sintomi simil-influenzali, febbricola o dolori articolari.

In definitiva, non c’è motivo di farsi prendere dal panico per il ragno violino. La sua presenza nelle nostre case non deve destare preoccupazioni e, anche in caso di morso, le conseguenze sono generalmente lievi e facilmente gestibili. Il consiglio degli esperti è chiaro: non allarmarsi e rivolgersi al Centro Antiveleni per qualsiasi dubbio o necessità.

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Prodotti contraffatti, Italia invasa: quali sono i più acquistati e a cosa fare attenzione (soprattutto online) https://www.business.it/prodotti-contraffatti-italia-invasa-quali-sono-i-piu-acquistati-e-a-cosa-fare-attenzione-soprattutto-online/ Tue, 16 Jul 2024 07:23:18 +0000 https://www.business.it/?p=139795 Nelle nostre case entrano continuamente prodotti contraffatti e molti di noi nemmeno se ne accorgono. Eppure, questo fenomeno è estremamente grave. Non solo per la qualità inferiore e la mancata conformità agli standard di sicurezza e salute, ma anche perché il mercato dei falsi marchi infligge un duro colpo alle aziende, mettendo a rischio ben… Read More »Prodotti contraffatti, Italia invasa: quali sono i più acquistati e a cosa fare attenzione (soprattutto online)

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Nelle nostre case entrano continuamente prodotti contraffatti e molti di noi nemmeno se ne accorgono. Eppure, questo fenomeno è estremamente grave. Non solo per la qualità inferiore e la mancata conformità agli standard di sicurezza e salute, ma anche perché il mercato dei falsi marchi infligge un duro colpo alle aziende, mettendo a rischio ben 268mila posti di lavoro.

Negozi, bar e ristoranti sono sempre più minacciati dall’abusivismo commerciale, dalla contraffazione e dal taccheggio, che da soli sottraggono ai fatturati tra i 22 e i 23 miliardi di euro, secondo un’indagine Confcommercio-Format Research riportata da Il Messaggero. I numeri sono impressionanti: un consumatore su quattro ha acquistato un prodotto contraffatto o un servizio illegale nel 2023.

L’indagine

L’indagine è stata presentata in occasione della Giornata nazionale per la legalità, promossa da Confcommercio. Nel 2023 l’illegalità è costata alle imprese del settore ben 38,6 miliardi di euro. Questo ha un impatto diretto sui posti di lavoro. “Da un lato – spiega il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli – ci sono reati come usura, estorsioni, rapine, reati violenti, che gli imprenditori subiscono e temono apertamente, anche se a volte non vengono denunciati per paura. Dall’altro ci sono invece i reati come contraffazione e abusivismo, che potremmo definire ‘bianchi’ perché percepiti come meno violenti e veicolati in modo più o meno consapevole dalle stesse scelte dei consumatori”.

L’indagine di Confcommercio-Format Research quantifica i costi dell’abusivismo commerciale in 10,4 miliardi di euro, quelli nella ristorazione in 7,5 miliardi, la contraffazione in 4,8 miliardi e il taccheggio in 5,2 miliardi. Cifre davvero impressionanti. Inoltre, vandalismo, rapine, furti ed estorsione pesano sempre più sui commercianti, con oltre il 62,8% delle imprese che si ritengono penalizzate da questi fenomeni. In particolare, concorrenza sleale e riduzione dei ricavi sono gli effetti più pesanti, rispettivamente per il 59,9% e per il 29,1% delle imprese intervistate.

Ma come si comportano i consumatori che acquistano prodotti taroccati? Secondo Francesco Bisozzi su Il Messaggero, la maggior parte (il 70,6%) utilizza il canale online e circa la metà (il 45,6%) effettua acquisti esclusivamente online. Quali sono i prodotti più soggetti a contraffazione? Abbigliamento, pelletteria e calzature, musica, film e abbonamenti TV, ma anche elettronica, profumi e cosmetici.

Tra i prodotti maggiormente contraffatti troviamo: abbigliamento e scarpe, borse e occhiali da sole, orologi e gioielli, CD, DVD, giochi, fotocamere e videocamere, rasoi e dentifrici, batterie, accendini, piastre per capelli, alimenti (Parmigiano, prosciutto San Daniele, olio extravergine, mozzarelle e simili), vini e bevande alcoliche come vodka, gin e whisky, giocattoli per bambini, medicinali e preservativi.

Per un consumatore, identificare un originale da una contraffazione non è facile. Come fare dunque? A cosa fare attenzione? I segni che indicano un prodotto fake includono: non riuscire a trovare il prodotto identico sul sito ufficiale del produttore, differenze nel design, diverse descrizioni dei prodotti (tipo di materiali e dimensioni) e una differenza significativa nel prezzo. Il prezzo è infatti il punto critico: a meno che non si tratti di un acquisto in un outlet originale, se l’offerta è irrealisticamente bassa si sta sicuramente acquistando un falso. Insomma: se gli affari sembrano troppo belli per essere veri, probabilmente non si tratta di articoli autentici.

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“Amore a distanza e sesso con i robot”. Sex Toys con intelligenza artificiale, le novità arrivano dalla Cina. E ci renderanno sempre più soli… https://www.business.it/amore-a-distanza-e-sesso-con-i-robot-sex-toys-con-intelligenza-artificiale-le-novita-arrivano-dalla-cina-e-ci-renderanno-sempre-piu-soli/ Tue, 16 Jul 2024 07:03:45 +0000 https://www.business.it/?p=139791 La rivoluzione tecnologica porta con sé, ormai da tempo, una grande domanda: come diventerà l’umanità quando le AI avranno invaso ogni spazio delle nostre vite, anche negli aspetti più intimi? Le risposte, purtroppo, arrivano ogni giorno. E ci dicono che saremo sempre più soli e divisi, incapaci di intraprendere relazioni affettive, abbandonati agli istinti primordiali… Read More »“Amore a distanza e sesso con i robot”. Sex Toys con intelligenza artificiale, le novità arrivano dalla Cina. E ci renderanno sempre più soli…

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La rivoluzione tecnologica porta con sé, ormai da tempo, una grande domanda: come diventerà l’umanità quando le AI avranno invaso ogni spazio delle nostre vite, anche negli aspetti più intimi? Le risposte, purtroppo, arrivano ogni giorno. E ci dicono che saremo sempre più soli e divisi, incapaci di intraprendere relazioni affettive, abbandonati agli istinti primordiali in uno spazio sempre più virtuale. Scordatevi l’amore romantico, i corteggiamenti, i primi rossori, la scoperta passo dopo passo di un altro essere umano con cui condividere la nostra intimità. Perché il futuro che ci stanno apparecchiando è spaventoso.

E a confermarlo, ci sono le novità presentate alla Fiera dell’Erotismo di Shangai. Sì, perché il 70% dei giocattoli erotici usati nel mondo vengono prodotti in Cina. E stanno diventanto sempre più sofisticati: alcuni di essi utilizzano l’intelligenza artificiale. Proprio così: le AI si infilano anche nei nostri letti. I cosiddetti “giocattoli intelligenti” sono sempre più popolari e ricercati. Non solo in Cina, ma anche in Europa e negli Stati Uniti, si vendono prodotti che permettono di fare l’amore a distanza. Mentre si è soli, ma con l’illusione di stare con qualcuno. Senza toccarsi, senza un bacio. Solo un’azione meccanica.

Tanto che ormai siamo a un passo dalla realizzazione di qualcosa che sinora era relegato ai film di fantascienza distopica: il sesso con i robot. Che passa dalla realizzazione di “bambole erotiche” sempre più iperrealistiche e dai sex toys che, sfruttando le AI, sono in grado di “sincronizzarsi” con i film hard replicando i movimenti degli attori. Anziché uscire per cercare compagnia, resteremo a casa per accoppiarci virtualmente con Rocco Siffredi o con i divi dell’hard che preferiamo. Così, nascono i social network in cui gli utenti si ritrovano per fare sesso controllando da remoto i giocattoli sessuali del “partner” di turno.

Oltre alla freddezza di un gesto d’amore che si trasforma in mera soddisfazione di istinti primordiali, rigorosamente senza incontrare un altro essere umano, c’è anche una gigantesca questione che riguarda la privacy. Non bastavano i dati che ci sottraggono sui social. Ora c’è il rischio che siano catalogati (se non lo sono già), i nostri gusti e le nostre più intime reazioni anche sotto le lenzuola. Ma anche parlare di lenzuola è ormai obsoleto. Meglio riferirsi a un pezzo di plastica o di metallo che sarà in grado di ricordare il tipo di pulsazioni dell’utente al momento dell’orgasmo.

Così ci penserà il sex toys, senza che facciamo fatica. Ansimanti e chiusi in camerette sempre più simili a celle, dove l’umanità e i suoi sentimenti evaporano nel vuoto tecnologico.

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Denuncia l’ex per maltrattamenti per farsi intestare una tabaccheria. 39enne sotto accusa, ora rischia grosso https://www.business.it/denuncia-lex-per-maltrattamenti-per-farsi-intestare-una-tabaccheria-39enne-sotto-accusa-ora-rischia-grosso/ Tue, 16 Jul 2024 06:51:33 +0000 https://www.business.it/?p=139784 Il tema della violenza sulle donne è molto sentito, come è giusto che sia. Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia. E riguarda chi, approfittandosi di un dramma reale, si rivolge alla giustizia presentando false denunce per violenze mai avvenute contro gli ex mariti o conviventi. Un problema serio che, oltretutto, rende più difficile il… Read More »Denuncia l’ex per maltrattamenti per farsi intestare una tabaccheria. 39enne sotto accusa, ora rischia grosso

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Il tema della violenza sulle donne è molto sentito, come è giusto che sia. Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia. E riguarda chi, approfittandosi di un dramma reale, si rivolge alla giustizia presentando false denunce per violenze mai avvenute contro gli ex mariti o conviventi. Un problema serio che, oltretutto, rende più difficile il lavoro delle Forze dell’Ordine e danneggia gravemente le vere vittime di abusi.

Un caso eclatante, che ha avuto inizio nel 2016, è venuto alla luce in questi giorni a Torino, dove una donna di 39 anni si era rivolta ai Carabinieri per presentare una denuncia contro il suo ex per maltrattamenti. Ma non era vero niente, e l’uomo era stato assolto sia in primo grado, sia in appello, dopo aver subito la gogna di un’accusa infamante e tutte le rogne e le spese legate al percorso giudiziario.

Ma stavolta la faccenda non si è chiusa qui, come accade troppo spesso. Perché è emersa una telefonata fra i due che ha portato all’apertura di un nuovo procedimento. Solo che in questo caso a essere sotto accusa per calunnia ed estorsione è proprio lei. La svolta è stata resa possibile, per l’appunto, dall’esistenza della conversazione in cui la donna garantiva al suo ex che sarebbero tornati insieme e che avrebbe ritirato la denuncia. A patto che lui rinunciasse a tutto per lei e le intestasse la tabaccheria di proprietà di entrambi.

Un esercizio che avevano preso in gestione insieme nel 2014 (dopo altri due tentativi falliti), e nella quale l’uomo aveva investito più della metà del denaro in cambio di un terzo degli utili, come riferiscono Repubblica e il Corriere della Sera. L’ex compagno della donna, che lavorava in una ditta di ricambi d’auto, si era anche impegnato a dare una mano con la gestione del negozio nel tempo libero.

L’uomo si era quindi accollato gli orari di apertura, chiusura e pausa pranzo della tabaccheria. Ma la gestione si era rivelata più difficile del previsto e nella coppia erano iniziate le discussioni, seguite dalla rottura e dalla denuncia presentata dalla donna. Grazie alla telefonata incriminata, la vittima della falsa denuncia – dopo l’assoluzione piena dalle accuse – ha potuto costituirsi parte civile nel processo avviato contro la sua ex compagna, assistito dai legali Andrea Fenoglio e Alessia Di Donado, mentre la donna ha scelto come avvocato Davide Parlatano. L’uomo ora chiede alla sua ex 130.000 Euro come risarcimento per danni economici e di salute. Per l’accusata, il Pubblico Ministero Laura Ruffino ha chiesto una pena di tre anni di reclusione.

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“Errori assurdi”. McDonald’s dice basta all’Intelligenza Artificiale: ecco gli ordini più divertenti https://www.business.it/errori-assurdi-mcdonalds-dice-basta-allintelligenza-artificiale-ecco-gli-ordini-piu-divertenti/ Mon, 15 Jul 2024 10:49:57 +0000 https://www.business.it/?p=139762 È un momento di riflessione per l’Intelligenza Artificiale, specie per il gigante dei fast food McDonald’s, che ha deciso di tirare i remi in barca dopo una serie di disastri comici con il suo sistema di ordini automatizzato basato sull’IA. Iniziato con grande fervore nei ristoranti drive-through negli Stati Uniti, il progetto ha subito un… Read More »“Errori assurdi”. McDonald’s dice basta all’Intelligenza Artificiale: ecco gli ordini più divertenti

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È un momento di riflessione per l’Intelligenza Artificiale, specie per il gigante dei fast food McDonald’s, che ha deciso di tirare i remi in barca dopo una serie di disastri comici con il suo sistema di ordini automatizzato basato sull’IA. Iniziato con grande fervore nei ristoranti drive-through negli Stati Uniti, il progetto ha subito un brusco stop a causa degli errori assurdi che hanno spesso trasformato ordinazioni semplici in situazioni surreali.
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Secondo quanto riportato da Green Me, dopo tre anni di esperimenti, l’azienda ha annunciato internamente il 13 giugno di interrompere la collaborazione con IBM per il sistema di Automated Order Taking, con una data di cessazione fissata per il 26 luglio. Tuttavia, non è escluso un ritorno delle tecnologie simili in futuro, magari attraverso soluzioni basate sulla voce anziché su algoritmi di IA.

Gli episodi più bizzarri hanno fatto la gioia dei social media, trasformando McDonald’s in una sorta di palcoscenico digitale per le gaffe dell’IA. Tra le perle da antologia, spiccano gelati con il bacon e pacchetti mastodontici di crocchette di pollo, ordinati a cifre astronomiche che hanno lasciato clienti e spettatori a bocca aperta.

L’ironia della situazione non è passata inosservata, con molti che hanno criticato il sistema per il rischio di sostituire gli lavoratori umani con una tecnologia ancora acerba. McDonald’s, alla fine, ha dovuto cedere ai clamori, confermando che, almeno per ora, la superiorità umana rimane indiscussa nei drive-through.

Uno dei casi più virali è stato il video di una ragazza su TikTok alle prese con un sistema incapace di capire un semplice gelato al caramello, insistendo invece nel proporre combinazioni improbabili come il burro.

Un altro cliente, invece, ha avuto la sorpresa di ricevere nove bicchieri di tè anziché il suo ordine originale, grazie a un bizzarro scambio di richieste nel sistema.

Fortunatamente, in Italia non abbiamo ancora avuto il piacere di sperimentare le gioie di un sistema di ordini così incline agli errori. Tuttavia, se dovesse mai arrivare, non mancheranno spunti per comici e intrattenitori che potranno divertire il pubblico con le peripezie dell’IA che tenta di decifrare i nostri dialetti e accenti.

In conclusione, McDonald’s ha deciso di tirare il freno di emergenza sull’avventura dell’IA nei drive-through, lasciando la porta aperta a nuove possibilità tecnologiche, ma solo dopo aver risolto le pecche che hanno reso famoso il loro sistema, forse più per le sue pecche che per le sue soluzioni.

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Insalata pronta, è vero che non va rilavata? Tutto quello che c’è da sapere e le migliori al supermercato (VIDEO) https://www.business.it/insalata-pronta-e-vero-che-non-va-rilavata-tutto-quello-che-ce-da-sapere-e-le-migliori-al-supermercato-video/ Mon, 15 Jul 2024 10:22:06 +0000 https://www.business.it/?p=139758 La domanda che affligge molti tra i corridoi dei supermercati ha finalmente una risposta definitiva. L’insalata pronta, quella comoda e già lavata che tanto solleva dal pensiero di dover pulire foglia per foglia sotto il rubinetto, non ha bisogno di un ulteriore trattamento al ritorno in casa. La prassi comune vede questa verdura già lavata… Read More »Insalata pronta, è vero che non va rilavata? Tutto quello che c’è da sapere e le migliori al supermercato (VIDEO)

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La domanda che affligge molti tra i corridoi dei supermercati ha finalmente una risposta definitiva. L’insalata pronta, quella comoda e già lavata che tanto solleva dal pensiero di dover pulire foglia per foglia sotto il rubinetto, non ha bisogno di un ulteriore trattamento al ritorno in casa. La prassi comune vede questa verdura già lavata accuratamente in fabbrica, sottoposta a un processo che include il lavaggio con acqua clorata e successivamente confezionata in atmosfera protettiva per mantenere la freschezza. Questo metodo non solo garantisce un prodotto sicuro, ma riduce il rischio di contaminazione batterica che potrebbe invece verificarsi in ambiente domestico.
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Secondo gli esperti, lavare di nuovo l’insalata pronta potrebbe addirittura essere controproducente, esponendola a potenziali agenti contaminanti dall’acqua o dalle superfici di lavaggio casalinghe. Dunque, la regola d’oro è chiara: se sulla confezione è scritto “già lavata”, è meglio non aggiungere un passaggio di pulizia domestica.

Ma quali sono le migliori marche di insalata in busta sul mercato? Secondo l’ultima analisi di AltroConsumo, spiccano alcune eccellenze. Bonduelle si erge in cima alla classifica con la sua proposta biologica di insalata mista, apprezzata per la qualità igienico-sanitaria, l’assenza di residui di pesticidi e metalli pesanti, e un sapore fresco e gradevole che la distingue. NaturaSì e Esselunga seguono a ruota, confermando la loro affidabilità nel settore delle insalate pronte.

Tra le altre marche ben valutate, si segnalano Eurospin, Conad, Elite-Selex, Carrefour, Lidl e DimmidiSì, tutte apprezzate per un buon rapporto qualità-prezzo e un’attenzione alla freschezza e alla sicurezza alimentare che non passa inosservata.

In conclusione, mentre il dibattito sull’insalata in busta può sembrare banale, la scelta della marca giusta può fare la differenza tra un piatto fresco e sicuro e uno che lascia dubbi. Con la giusta informazione, il piatto verde della salute è sempre a portata di mano, senza bisogno di ulteriori preoccupazioni da lavare via.

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Farmaci dimagranti, una “minaccia esistenziale” per l’industria alimentare. E un affare per le Multinazionali https://www.business.it/farmaci-dimagranti-una-minaccia-esistenziale-per-lindustria-alimentare-e-un-affare-per-le-multinazionali/ Mon, 15 Jul 2024 10:10:09 +0000 https://www.business.it/?p=139748 Inizialmente, a parlarne (involontariamente) sono state le star del cinema e della TV, che hanno confessato di averne fatto uso per perdere peso. Poi è toccato agli influencer. Ora è diventato un prodotto utilizzato a livello globale, creando problemi di vario genere, in particolare ai malati di diabete, che hanno cominciato a riscontrare difficoltà nel… Read More »Farmaci dimagranti, una “minaccia esistenziale” per l’industria alimentare. E un affare per le Multinazionali

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Inizialmente, a parlarne (involontariamente) sono state le star del cinema e della TV, che hanno confessato di averne fatto uso per perdere peso. Poi è toccato agli influencer. Ora è diventato un prodotto utilizzato a livello globale, creando problemi di vario genere, in particolare ai malati di diabete, che hanno cominciato a riscontrare difficoltà nel reperirlo. Stiamo parlando dell’Ozempic, il farmaco a base di semaglutide indispensabile per chi soffre di diabete, ma conosciuto anche per i risultati che permette di raggiungere in abbinamento con le diete ipocaloriche.
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Gli effetti di questo farmaco su chi ne fa uso per asciugare il proprio fisico sono ormai noti, tanto da aver creato un neologismo: il “viso Ozempic”, cioè l’aspetto emaciato e poco sano che assume il volto di chi utilizza il farmaco per ritrovare la linea. Ora le multinazionali del settore alimentare hanno fiutato l’affare e stanno cercando di sfruttare questo fenomeno producendo linee di alimenti dedicati ai “consumatori di farmaci dimagranti”.

La Nestlé ha previsto di iniziare da quest’anno con la commercializzazione di una linea di prodotti chiamata Vital Pursuit. Si tratta di un set di 12 pasti surgelati in porzioni controllate che contengono grandi quantità di proteine e fibre, pensati per l’appetito dei consumatori di farmaci dimagranti. Il produttore di KitKat ha deciso di vendere un integratore per la crescita dei capelli a base di compresse di elettroliti, che aiutano a incrementare i propri ritmi di allenamento, e peptidi di collagene, che hanno l’effetto di rendere più elastica la pelle e di mitigare l’aspetto scavato del viso che preoccupa i consumatori di Ozempic. Anche l’azienda sanitaria Abbot e il produttore di pasta in scatola Conagra Brands hanno dichiarato di aver venduto più prodotti dedicati alle esigenze di chi assume farmaci per perdere peso. Mentre la produttrice di vitamine e integratori alimentari GNC vorrebbe addirittura aggiungere ai suoi 2.300 punti vendita negli USA un reparto dedicato appositamente a chi consuma questi farmaci.

La lista delle aziende che si sono buttate a capofitto su questo nuovo, inatteso comparto è molto lunga e comprende anche la francese Danone, che ha segnalato l’aumento di richieste per i suoi yogurt ad alto contenuto proteico. Questa tendenza preoccupa molti nutrizionisti, tanto che Marion Nestle, professoressa emerita di nutrizione, studi sull’alimentazione e salute pubblica all’Università di New York, in un’intervista sul New York Times dello scorso gennaio non ha esitato a dichiarare che la crescente diffusione di Ozempic e di altri farmaci per dimagrire potrebbe rappresentare “una minaccia esistenziale per l’industria alimentare e per quella degli alimenti trasformati”. Ed è per questo che le multinazionali hanno iniziato a correre ai ripari, evitando di farsi trovare impreparate. Gli affari sono affari. Forse è per questo che tutti sembrano aver scelto di ignorare le segnalazioni di possibili problemi e complicazioni derivanti dall’uso di questi farmaci. Allarmi dei medici che per ora cadono nel vuoto.

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Ora i Rom possono picchiare le figlie. Incredibile sentenza della Corte d’Appello di Torino. Ecco le motivazioni https://www.business.it/ora-i-rom-possono-picchiare-le-figlie-incredibile-sentenza-della-corte-dappello-di-torino-ecco-le-motivazioni/ Mon, 15 Jul 2024 09:52:12 +0000 https://www.business.it/?p=139744 – Non ci sono parole per descrivere lo stupore e l’indignazione provocati da una sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Torino, che ha assolto una coppia di genitori Rom accusata di aver picchiato selvaggiamente le proprie due figlie. Una decisione che ribalta il verdetto di primo grado, dove i genitori, rispettivamente di 54 e 44… Read More »Ora i Rom possono picchiare le figlie. Incredibile sentenza della Corte d’Appello di Torino. Ecco le motivazioni

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– Non ci sono parole per descrivere lo stupore e l’indignazione provocati da una sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Torino, che ha assolto una coppia di genitori Rom accusata di aver picchiato selvaggiamente le proprie due figlie. Una decisione che ribalta il verdetto di primo grado, dove i genitori, rispettivamente di 54 e 44 anni, erano stati condannati a 2 anni e 6 mesi di carcere.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica, non si trattava di qualche schiaffetto, ma di calci, angherie e pestaggi anche gravi, avvenuti in quello che è stato descritto come “un ambiente malsano”. Inoltre, emerge che la coppia litigava violentemente anche davanti alle figlie. Gli episodi di violenza erano talmente evidenti che nemmeno la Corte d’Appello ha messo in discussione che fossero realmente avvenuti. Tuttavia, la decisione di assolvere i genitori è stata giustificata con una motivazione che lascia senza parole: “La violenza è un connotato di quell’ambiente”.
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Questa sentenza, oltre a sembrare un’offesa al buon senso, apre la strada a interpretazioni pericolose per altri reati commessi in contesti degradati. Chi può negare, infatti, che vi siano periferie degradate quanto un campo Rom? Se un genitore in tali contesti massacra di botte i figli, dobbiamo aspettarci che venga assolto perché vive in “condizioni di degrado” e quindi prone alla violenza?

Il Tribunale d’Appello, in una valutazione curiosa, ha anche stabilito che in casa c’era da parte dei genitori un “atteggiamento amorevole”, e che “in questa logica” le percosse avevano solo un obiettivo educativo. Immediate le reazioni dal mondo politico. La senatrice di Fratelli d’Italia, Paola Ambrogio, ha definito la sentenza “aberrante e paradossale”.

“Chiedo formalmente”, ha incalzato la Ambrogio, “che il Ministro della Giustizia mandi gli ispettori. È un fatto gravissimo e un precedente pericolosissimo: da un lato si certifica che i campi Rom sono un contesto dove la violenza è all’ordine del giorno, dall’altro si sdogana la violenza contro donne e bambini proprio perché in quel contesto è normale. Mentre la prima è una non notizia, la seconda è una potenziale bomba sociale. C’è il rischio che si legittimi la violenza e gli abusi di un popolo che rifiuta sistematicamente qualsiasi percorso di integrazione e rimane, volontariamente, ai margini della società in vere e proprie zone franche. Che questo sia avallato dal nostro sistema giudiziario è intollerabile”.

Una sentenza che non solo sconvolge, ma che rischia di creare un pericoloso precedente in un paese già alle prese con gravi problemi di degrado e violenza familiare.

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Boeing si dichiara responsabile per i disastri aerei. Multata per “Cospirazione per frode criminale”. I parenti delle vittime si oppongono https://www.business.it/boeing-si-dichiara-responsabile-per-i-disastri-aerei-multata-per-cospirazione-per-frode-criminale-i-parenti-delle-vittime-si-oppongono/ Mon, 15 Jul 2024 09:46:24 +0000 https://www.business.it/?p=139740 Boeing dichiara la propria colpevolezza nella “cospirazione per frode criminale”: un accordo da milioni di dollari per evitare il peggio . Dopo un lungo contenzioso con il Dipartimento di Giustizia americano, il colosso dell’aviazione Boeing ha finalmente accettato di dichiararsi colpevole della gravissima accusa di “cospirazione per frode criminale”. La controversia era legata a due… Read More »Boeing si dichiara responsabile per i disastri aerei. Multata per “Cospirazione per frode criminale”. I parenti delle vittime si oppongono

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Boeing dichiara la propria colpevolezza nella “cospirazione per frode criminale”: un accordo da milioni di dollari per evitare il peggio . Dopo un lungo contenzioso con il Dipartimento di Giustizia americano, il colosso dell’aviazione Boeing ha finalmente accettato di dichiararsi colpevole della gravissima accusa di “cospirazione per frode criminale”. La controversia era legata a due tragici incidenti – avvenuti rispettivamente nel 2018 in Indonesia e nel 2019 in Etiopia – che avevano coinvolto il modello di aereo 737 Max e causato la morte di 346 persone. Questo tipo di velivolo aveva già sollevato numerose preoccupazioni per vari problemi legati alla sicurezza.
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Le fonti di giustizia degli USA hanno confermato che l’azienda è stata condannata a pagare una multa di ben 243,6 milioni di dollari. La stessa Boeing ha riferito di aver “raggiunto un accordo” con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che prevede anche l’investimento di altri 455 milioni di dollari nei prossimi tre anni per migliorare la sicurezza e il comfort dei voli.

La decisione di “patteggiare” è stata presa per evitare guai peggiori. I pubblici ministeri statunitensi, infatti, accusavano l’azienda di aver “ingannato le autorità di regolamentazione” responsabili dell’autorizzazione all’agibilità di questo tipo di aereo e dei requisiti per l’addestramento dei piloti. Per questo, Boeing rischiava di andare a processo per cospirazione mirata a frodare gli Stati Uniti. Ammettendo di aver frodato la Federal Aviation Administration, il colosso dei voli USA ha di fatto evitato ulteriori approfondimenti che avrebbero leso gravemente la sua immagine, già ora fortemente offuscata.

Anche perché i parenti delle vittime, delusi dalla risoluzione, hanno già annunciato che chiederanno al giudice di respingere l’accordo. I familiari delle persone decedute, infatti, avevano chiesto sanzioni per 25 miliardi di dollari. Nei due disastri aerei, sono morti nove cittadini italiani, tra cui l’Assessore della Regione Sicilia Sebastiano Tusca.

La vicenda ha segnato profondamente l’azienda e ha sollevato dubbi e preoccupazioni a livello globale sulla sicurezza dell’aviazione commerciale. L’impegno di Boeing nei prossimi anni sarà cruciale per riconquistare la fiducia del pubblico e garantire che tragedie simili non si ripetano mai più.

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“Arsenico, piombo e metalli pesanti”. Ecco cosa è stato trovato negli assorbenti interni https://www.business.it/arsenico-piombo-e-metalli-pesanti-ecco-cosa-e-stato-trovato-negli-assorbenti-interni/ Mon, 15 Jul 2024 09:42:49 +0000 https://www.business.it/?p=139737 Gli assorbenti interni sono tra i prodotti più utilizzati dal mondo femminile. Una recente ricerca ha rivelato che oltre l’80% delle donne con le mestruazioni li acquista e li utilizza regolarmente. Tuttavia, fino ad oggi, sono state effettuate poche indagini sui contaminanti presenti in questi prodotti e sui potenziali rischi per la salute.Leggi anche: È… Read More »“Arsenico, piombo e metalli pesanti”. Ecco cosa è stato trovato negli assorbenti interni

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Gli assorbenti interni sono tra i prodotti più utilizzati dal mondo femminile. Una recente ricerca ha rivelato che oltre l’80% delle donne con le mestruazioni li acquista e li utilizza regolarmente. Tuttavia, fino ad oggi, sono state effettuate poche indagini sui contaminanti presenti in questi prodotti e sui potenziali rischi per la salute.
Leggi anche: È vero che le auto elettriche soffrono il caldo? Come “salvare” la batteria in estate

A rispondere a questa preoccupazione ci hanno pensato i ricercatori della University of California di Berkeley, che hanno condotto delle analisi per verificare la sicurezza degli assorbenti. I risultati, riportati da Marta Musso su Wired, sono risultati contrastanti. Gli esami hanno infatti rilevato che gli assorbenti interni possono contenere metalli pesanti, inclusi piombo e arsenico. Questa notizia ha sollevato preoccupazioni, anche se i ricercatori hanno sottolineato che le quantità rilevate non sono sufficienti a costituire un pericolo significativo per la salute.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Environment International, ha analizzato 30 tipi di assorbenti interni venduti sia negli Stati Uniti sia in Europa, rilevando la presenza di 16 metalli pesanti. Le quantità e il tipo di sostanze variavano in base alla provenienza geografica, al produttore, alla marca e alla natura organica o meno del prodotto. Jenni Shearston, autrice principale dello studio, ha spiegato che “non c’era un tipo di tampone che sembrava avere una concentrazione inferiore di tutti i metalli. Abbiamo trovato concentrazioni di tutti i metalli analizzati, inclusi quelli tossici come l’arsenico e il piombo. Sebbene i metalli tossici siano onnipresenti e siamo tutti esposti a bassi livelli, il nostro studio mostra che i metalli sono presenti anche nei prodotti mestruali e che le donne potrebbero essere maggiormente esposte usando questi prodotti”.

Cosa è emerso dallo studio

Un dato preoccupante emerso dallo studio è che le concentrazioni di piombo erano più elevate negli assorbenti non organici, mentre quelle di arsenico erano più alte negli assorbenti organici. La Shearston ha aggiunto che “abbiamo testato solo se questi metalli fossero presenti o meno. Non sappiamo se escono”.

Jennifer Lincoln, esperta intervistata dalla Nbc News, ha sottolineato che la quantità media di piombo trovata negli assorbenti interni è molto inferiore a quella considerata preoccupante nel cibo o nell’acqua, suggerendo che questo dato è importante per chi decide se continuare a usare gli assorbenti interni.

Anche Mitchell Kramer, ginecologo all’Huntington Hospital Northwell Health, ha rassicurato che “le persone non devono farsi prendere dal panico. Non abbiamo stabilito se questi prodotti siano pericolosi o causino malattie. Penso che questi livelli di metalli siano molto bassi”.

In conclusione, mentre lo studio della University of California di Berkeley ha portato alla luce la presenza di metalli pesanti negli assorbenti interni, le quantità rilevate non sembrano costituire un pericolo immediato. Tuttavia, il dibattito sulla sicurezza di questi prodotti rimane aperto, e ulteriori ricerche saranno necessarie per comprendere appieno i potenziali rischi associati all’uso degli assorbenti interni.

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Musk attacca l’Unione Europea: “Le vostre norme sono disinformazione” https://www.business.it/musk-attacca-lunione-europea-le-vostre-norme-sono-disinformazione/ Mon, 15 Jul 2024 09:22:22 +0000 https://www.business.it/?p=139734 Durissimo scontro fra Elon Musk e l’Unione Europea in relazione alle accuse ricevute da X, la piattaforma di proprietà del magnate australiano, per il mancato rispetto delle norme europee del Digital Service Act. Questo complesso di regolamenti, noto anche come Dsa, è stato creato dall’Unione per contrastare la diffusione di contenuti illegali online.Leggi anche: Usi… Read More »Musk attacca l’Unione Europea: “Le vostre norme sono disinformazione”

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Durissimo scontro fra Elon Musk e l’Unione Europea in relazione alle accuse ricevute da X, la piattaforma di proprietà del magnate australiano, per il mancato rispetto delle norme europee del Digital Service Act. Questo complesso di regolamenti, noto anche come Dsa, è stato creato dall’Unione per contrastare la diffusione di contenuti illegali online.
Leggi anche: Usi le registrazioni vocali dello smartphone? Ecco quali rischi corri: dovresti preoccuparti

Elon Musk non ha esitato a rispondere a tono: “Il Dsa è disinformazione“, ha scritto sul suo social network, lanciando così un chiaro attacco diretto all’Unione Europea.

Dall’altra parte, la Commissione di Bruxelles non ha fatto mancare le sue critiche. Il sistema a pagamento della spunta blu utilizzato da X è stato definito “ingannevole“. Ma non è tutto: sono state riscontrate diverse irregolarità, tra cui il mancato rispetto degli obblighi di trasparenza sugli annunci pubblicitari e la mancata garanzia di accesso ai dati da parte dei ricercatori.

Le parole di Elon Musk

In una risposta stringata ma incisiva, Elon Musk ha indirizzato le sue parole direttamente alla Vicepresidente della Commissione Europea Margrethe Vestager, sottolineando la sua opposizione alle accuse mosse dalla Commissione.

La battaglia tra il visionario imprenditore e le istituzioni europee sembra destinata a intensificarsi, con Musk che difende a spada tratta la sua piattaforma e l’Unione Europea determinata a far rispettare le proprie norme. La vicenda, ricca di colpi di scena, è solo agli inizi e promette di avere sviluppi molto interessanti nei prossimi mesi.

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Sinistre europee, assalto alla proprietà privata. In Svizzera proposta la tassa di successione al 50% “in nome del green” https://www.business.it/sinistre-europee-assalto-alla-proprieta-privata-in-svizzera-proposta-la-tassa-di-successione-al-50-in-nome-del-green/ Mon, 15 Jul 2024 09:17:01 +0000 https://www.business.it/?p=139731 Desta scalpore la recente proposta dei giovani socialisti svizzeri di elevare al 50% la Tassa di Successione, prelevando così metà delle eredità dei “Paperoni” elvetici. Non per redistribuire ricchezza fra i meno abbienti, ma in nome dell’ossessione per le politiche green. La supertassa proposta, infatti, secondo loro dovrebbe essere finalizzata a rafforzare le politiche per… Read More »Sinistre europee, assalto alla proprietà privata. In Svizzera proposta la tassa di successione al 50% “in nome del green”

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Desta scalpore la recente proposta dei giovani socialisti svizzeri di elevare al 50% la Tassa di Successione, prelevando così metà delle eredità dei “Paperoni” elvetici. Non per redistribuire ricchezza fra i meno abbienti, ma in nome dell’ossessione per le politiche green. La supertassa proposta, infatti, secondo loro dovrebbe essere finalizzata a rafforzare le politiche per l’ambiente. Che, ricordiamolo, soffre dell’inquinamento senza freni da parte di Cina e India, mentre l’Europa incide sullo scacchiere mondiale per un modesto 7%. Vero che l’iniziativa dei socialisti svizzeri, almeno per ora, sarebbe finalizzata a colpire solo i patrimoni superiori ai 50 milioni di Franchi. Ma dichiarazioni di stampo “marxista”, che vedono la proprietà privata come fumo negli occhi, arrivano da altre forze della sinistra europea. A partire da quel Melenchon che, a sorpresa, è uscito parzialmente vincitore dalle elezioni francesi.
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Paperoni in fuga dalla Svizzera

Fa sorridere che proprio la Svizzera, sino a poco tempo fa rifugio sicuro per i patrimoni delle persone più abbienti grazie ai benefici fiscali applicati da molti Cantoni, ora stia rischiando di far scappare altrove i propri “Paperoni”. Perché l’iniziativa popolare dei giovani socialisti trova proseliti, e ha già raccolto 140.000 firme a supporto. L’idea che gli eredi di un defunto versino la metà di ciò che gli spetta alla Confederazione per implementare le politiche ambientali, però, sta seminando il panico fra i benestanti. Che prendono in considerazione di abbandonare il Paese, almeno sino a che non sarà chiaro il risultato dell’iniziativa popolare. Peter Spuhler, 64enne presidente del colosso ferroviario Stadler Rail ed ex deputato del partito sovranista svizzero Udc, sta pensando di trasferirsi in Italia o in Austria. “Poiché non intendo pagare questa orrenda tassa di successione”, ha dichiarato al quotidiano Blick, “devo emigrare, almeno temporaneamente”. Gli ha risposto la leader del movimento giovanile Mirjam Hostetmann, che ha bollato il magnate come “un criminale fiscale“.

Gli uomini più ricchi della Svizzera non sono affatto d’accordo con l’idea di “regalare” allo Stato montagne di soldi. Che servirebbero, secondo le intenzioni dei promotori dell’iniziativa, a rendere il Paese una sorta di “oasi ecologica”. Se i giovani socialisti riuscissero nella loro impresa di cambiare la Tassa di Successione, lo Stato incasserebbe all’incirca 6 miliardi di Euro. Che sono il prezzo dei 36 caccia F35 che il governo di Berna ha ordinato per rafforzare la propria aviazione. Una spesa che, peraltro, proprio i socialisti non volevano. Alla fine, l’iniziativa popolare dei socialisti sta portando a una possibile diaspora, con i magnati in fuga verso i tanti paradisi fiscali esistenti in giro per il mondo. Così, rischiamo di assistere alla fuga dei patrimoni più ingenti dei cittadini benestanti dalla Svizzera verso altri lidi. In una sorta di nemesi che rischierebbe, anziché di portare ricchezze alle casse dello Stato, di vederle sparire verso Paesi stranieri.

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Rischio listeria, panini, toast, focacce e altri prodotti: più di 100 articoli ritirati dal commercio. I marchi coinvolti https://www.business.it/rischio-listeria-panini-toast-focacce-e-altri-prodotti-piu-di-100-articoli-ritirati-dal-commercio-i-marchi-coinvolti/ Mon, 15 Jul 2024 07:56:09 +0000 https://www.business.it/?p=139728 Allarme alimentare: il Ministero della Salute ha emesso una segnalazione urgente per il ritiro di ben 123 prodotti dai supermercati italiani. Tra i prodotti coinvolti troviamo panini, tramezzini, sandwich, hot dog, pinse, focacce, toast e pucce. La causa del maxi richiamo è la possibile presenza del batterio della listeria monocytogenes, dovuta alla contaminazione degli ambienti… Read More »Rischio listeria, panini, toast, focacce e altri prodotti: più di 100 articoli ritirati dal commercio. I marchi coinvolti

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Allarme alimentare: il Ministero della Salute ha emesso una segnalazione urgente per il ritiro di ben 123 prodotti dai supermercati italiani. Tra i prodotti coinvolti troviamo panini, tramezzini, sandwich, hot dog, pinse, focacce, toast e pucce. La causa del maxi richiamo è la possibile presenza del batterio della listeria monocytogenes, dovuta alla contaminazione degli ambienti e delle superfici di lavoro.
Leggi anche: Gelati, quali sono i migliori al supermercato: ecco la classifica. Qualità, prezzo e salute

Gli alimenti interessati sono tutti commercializzati con il marchio Alba Tramezzini Duetto, anche in collaborazione con noti brand come Riomare e Rovagnati, e venduti sotto diversi marchi tra cui Panpiccoli, Idea Fresco, Buono e Fresco, Eataly, Sigma, Penny Market e altri.

L’avviso del ministero: “Non consumare quei prodotti”

L’avviso ministeriale è perentorio: “non consumare i prodotti”. Questo maxi richiamo segue un precedente ritiro di un lotto di tramezzini dello stesso produttore, effettuato a scopo precauzionale. Stavolta, a differenza delle consuete segnalazioni, non sono state fornite le fotografie dei prodotti interessati. Tuttavia, sono indicati i lotti a cui prestare particolare attenzione: tutti quelli che vanno da L160 a L180 e da 24160 a 24180, con date di scadenza fino al 12 ottobre 2024.

Se avete acquistato uno di questi prodotti, il consiglio è di riportarli immediatamente al punto vendita per ottenere un rimborso o un buono dello stesso valore dei cibi restituiti. Il Ministero della Salute ha ribadito l’importanza di non consumare tali prodotti per evitare rischi alla salute, vista la potenziale contaminazione da listeria, un batterio pericoloso che può causare gravi infezioni.

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Attenti alla nuova truffa per chi prenota vacanze online. Colpito anche il sito Booking.com, come difendersi https://www.business.it/attenti-alla-nuova-truffa-per-chi-prenota-vacanze-online-colpito-anche-il-sito-booking-com-come-difendersi/ Mon, 15 Jul 2024 07:47:38 +0000 https://www.business.it/?p=139725 Le truffe online ormai dilagano, complici la sempre maggiore abilità di chi le mette in pratica. In periodo estivo, ovviamente, i criminali informatici si accaniscono sul settore del turismo e dei viaggi estivi, un assalto vigliacco alle finanze di persone che cercano solo di godersi una meritata vacanza dopo un anno di lavoro. Si sa,… Read More »Attenti alla nuova truffa per chi prenota vacanze online. Colpito anche il sito Booking.com, come difendersi

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Le truffe online ormai dilagano, complici la sempre maggiore abilità di chi le mette in pratica. In periodo estivo, ovviamente, i criminali informatici si accaniscono sul settore del turismo e dei viaggi estivi, un assalto vigliacco alle finanze di persone che cercano solo di godersi una meritata vacanza dopo un anno di lavoro. Si sa, i truffatori non brillano per empatia. Ma sono diventati molto abili, tanto che essere raggirati ora è molto facile.
Leggi anche: Al via i dazi europei sulle auto elettriche importate, ma la Germania contesta l’operazione e favorisce ancora la Cina

La truffa parte da un messaggio che, apparentemente, arriva direttamente dal sito sul quale sono stati prenotati viaggi e soggiorni. A essere colpito, di recente, è stato soprattutto un sito molto utilizzato, Booking.com. Il messaggio dei truffatori chiede di confermare la prenotazione già effettuata, e mette in allarme gli acquirenti minacciando la cancellazione delle vacanze in caso di mancato invio della conferma.

“Si prega di confermare nuovamente la verifica (dei dati, ndr) per completare la prenotazione”, si legge nel testo inviato da un lettore truffato al portale Today.it. “Il denaro non verrà sottratto questa volta. Apri qui o in un altro browser per compilare i campi vuoti e confermare l’applicazione”. Il problema è che il messaggio ha, in apparenza, una provenienza sicura, arrivando direttamente dal portale di Booking.com. E questo fa abbassare le difese a molti che, magari, stanno lavorando o sono impegnati e cercano di liberarsi in fretta di questa apparentemente “piccola” scocciatura. O si spaventano all’idea che le agognate ferie vengano cancellate.

Le parole del lettore raggirato

Come ha spiegato il lettore raggirato a Today.it, “stavo già comunicando da diverse settimane con la struttura, per cui non ho avuto sospetti e ho autorizzato il pagamento. Mi sono accorto della truffa solo quando ho autorizzato per la seconda volta, inconsapevolmente, il pagamento della stessa cifra. A quel punto ho contattato la struttura che mi ha confermato di non avermi mai inviato quel link”.

Il risultato, come spiega lo stesso lettore, è che pur avendo cercato di bloccare le carte appena scoperto l’inganno, entrambi gli addebiti – quello “reale” e quello legato alla truffa – erano ormai andati a buon fine. A questo punto, all’incauto turista si è presentato un altro problema. Pur essendosi recato alla Polizia per fare denuncia, una volta presentatosi in banca gli è stato negato il rimborso. E non è stato nemmeno possibile bloccare la transazione, effettuata attraverso una carta di credito.

Tutto ciò è successo perché la piattaforma scelta dai truffatori era ritenuta affidabile e rispettava le condizioni di sicurezza previste dalla banca stessa, come l’autenticazione a due fattori per la conferma del pagamento. Nonostante ciò, la banca ha contestato al cliente di essere stato “poco diligente” nell’autorizzare la transazione. Il risultato è che chi cade in questa trappola finisce per pagare la vacanza due volte, subendo un esborso doppio rispetto a quanto previsto.

Questo caso evidenzia quanto sia importante rimanere vigili e attenti quando si effettuano transazioni online, soprattutto in settori come quello dei viaggi, dove le truffe sono in aumento. Per evitare di cadere in questi inganni, è consigliabile verificare sempre l’autenticità delle comunicazioni ricevute e utilizzare canali ufficiali per le conferme e i pagamenti.

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Auto elettriche, vendite al rallentatore: Volkswagen taglia. E costano miliardi allo Stato, ecco perché https://www.business.it/auto-elettriche-vendite-al-rallentatore-volkswagen-taglia-e-costano-miliardi-allo-stato-ecco-perche/ Mon, 15 Jul 2024 07:36:38 +0000 https://www.business.it/?p=139721 Non accenna a fermarsi la crisi che sta investendo il settore delle auto elettriche. Ormai è evidente che le aspettative sulle vendite di questa tipologia di autoveicoli sono state disattese, con conseguenze che si stanno riflettendo su tutto il comparto e sui produttori. Ora è il turno di Volkswagen, che per la prima volta potrebbe… Read More »Auto elettriche, vendite al rallentatore: Volkswagen taglia. E costano miliardi allo Stato, ecco perché

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Non accenna a fermarsi la crisi che sta investendo il settore delle auto elettriche. Ormai è evidente che le aspettative sulle vendite di questa tipologia di autoveicoli sono state disattese, con conseguenze che si stanno riflettendo su tutto il comparto e sui produttori. Ora è il turno di Volkswagen, che per la prima volta potrebbe trovarsi costretta a licenziare 2.600 addetti. Il colosso tedesco, primo produttore in Europa e secondo produttore mondiale di veicoli a trazione elettrica, ha rivisto al ribasso il proprio margine operativo e paga la scarsa richiesta di Suv elettrici e di altre auto di modelli più vecchi.
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E mentre Volkswagen ristruttura e rivede i suoi obiettivi, il Consumer Mobility Pulse 2024 di McKinsey riporta che solo il 18% dei consumatori nel mondo desidera un’auto a batteria come sua prossima vettura e che un possessore su tre di auto elettrica vorrebbe tornare al motore termico. Va detto però che non tutti i produttori sono in crisi: BMW, per esempio, ha aumentato le vendite di auto a batteria del 22%. Forse, non a caso, perché si rivolge a un pubblico di acquirenti mediamente più abbiente e con maggiore possibilità di spendere.

Gli altri dati disponibili ci informano che la quota di auto elettriche in Europa si è stabilizzata intorno al 20% del totale, mentre in Cina questa quota ha raggiunto il 40%. Ma c’è anche un’altra questione legata al (parziale) passaggio all’elettrico da parte dei consumatori. Ed è legata al “buco” causato dalle politiche green legate alle automobili nei conti dello Stato italiano. Secondo le previsioni dell’Unem (Unione Energie per la Mobilità), “se nel 2030 ci saranno 4 milioni di auto elettriche in circolazione, verranno a mancare 3,8 miliardi in accise: un milione di tonnellate di carburante equivale, in proposito, a un miliardo di accise”. E a quel punto “il governo dovrà far quadrare i conti, e la scelta sarà politica”. Cioè, visto che lo Stato non si può permettere di perdere certe cifre, il futuro esecutivo sarà costretto a tassare le auto elettriche per rientrare nei bilanci.

Fratin: “Un’assurdità…”

Il ministro Fratin ha definito “un’assurdità la scelta dell’Ue di arrivare a imporre una regola sullo stop dei motori endotermici al 2035. La politica, infatti, non è mai arrivata prima della tecnologia”. E ha sottolineato come una prossima Commissione Ue potrebbe inserire in un nuovo progetto i biocarburanti, che “possono avere un uso molto più diffuso”. Il ministro si augura che, in questo senso, si arrivi a creare una serie di incentivi per tutti i carburanti low carbon. Sotto accusa, infine, per quanto riguarda il sistema italiano, è stata messa l’inefficienza della rete di distribuzione sul modello delle aree di servizio in autostrada: “Non funziona e il prezzo non è competitivo”, ha detto il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. “Almeno il 15% degli impianti andrebbe chiuso”.

La situazione è critica e richiede interventi tempestivi e mirati per risolvere una crisi che, se non affrontata adeguatamente, rischia di compromettere non solo il futuro delle auto elettriche, ma anche l’intero settore automobilistico e le economie legate a esso.

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La società dei malati di selfie: rovinano rarissimi fiori del deserto per una foto da postare sui social (VIDEO) https://www.business.it/la-societa-dei-malati-di-selfie-rovinano-rarissimi-fiori-del-deserto-per-una-foto-da-postare-sui-social-video-2/ Mon, 15 Jul 2024 07:20:26 +0000 https://www.business.it/?p=139718 Telefonini e social hanno ormai causato seri danni alla psiche e al buon senso delle persone. Non possiamo più negarlo: in questa follia siamo coinvolti tutti, chi più chi meno, anche senza accorgercene. Tuttavia, ciò che è accaduto recentemente nel deserto cileno di Atacama è davvero imperdonabile. In seguito alle piogge torrenziali portate da El… Read More »La società dei malati di selfie: rovinano rarissimi fiori del deserto per una foto da postare sui social (VIDEO)

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Telefonini e social hanno ormai causato seri danni alla psiche e al buon senso delle persone. Non possiamo più negarlo: in questa follia siamo coinvolti tutti, chi più chi meno, anche senza accorgercene. Tuttavia, ciò che è accaduto recentemente nel deserto cileno di Atacama è davvero imperdonabile.

In seguito alle piogge torrenziali portate da El Nino in una zona notoriamente arida, e alle alte temperature che ne sono seguite, il deserto di Atacama ha visto la fioritura di rarissimi fiori del deserto. Questo fenomeno, che si verifica solo ogni due anni, se va bene, e mai in questa stagione, ha creato una spettacolare distesa di petali lilla che ha coperto le sabbie dell’Atacama. Un evento unico e bellissimo che ha attirato numerosi curiosi e turisti.

Purtroppo, alcuni di questi turisti, pur di scattarsi un selfie o girare un filmato di questo raro evento, non hanno esitato a calpestare i fragili germogli e i fiori già sbocciati. In particolare, ha suscitato grande riprovazione tra gli utenti dei social un filmato postato da diversi media argentini, in cui si vede una giovane turista calpestare i fiori appena spuntati. L’indignazione è aumentata quando la stessa donna ha risposto in maniera arrogante a chi la criticava.

Il comportamento di chi non rispetta la fioritura è estremamente grave. Oltre a compromettere la fragilissima flora desertica e danneggiare uno spettacolo unico, rischia di avere gravi conseguenze per la biodiversità dell’ambiente. I fiori sbocciati nel deserto, conosciuti come “zampa di guanaco” o “doquilla”, rappresentano un caso quasi unico. Grazie alle particolari condizioni atmosferiche, sono sbocciati in pieno inverno, fenomeno che, come spiegato da un esperto, non ha niente a che vedere con le tradizionali fioriture che solitamente avvengono in primavera.

Questa mancanza di rispetto e consapevolezza dimostra quanto sia necessario educare le persone al rispetto dell’ambiente e delle sue delicate bellezze. Solo così potremo sperare di preservare fenomeni naturali così straordinari per le generazioni future.

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Maradona, il Fisco gli chiedeva 40 milioni. Ora si scopre l’incredibile verità. Ecco a quanto ammontava il suo “debito” https://www.business.it/maradona-il-fisco-gli-chiedeva-40-milioni-ora-si-scopre-lincredibile-verita-ecco-a-quanto-ammontava-il-suo-debito/ Thu, 11 Jul 2024 09:33:54 +0000 https://www.business.it/?p=139637 È giunta a conclusione una delle saghe più controverse della vita di Diego Maradona. L’ex campione argentino, scomparso due anni fa, è stato oggetto di un clamoroso verdetto della Corte di Giustizia Tributaria, che ha ribaltato una sentenza fiscale datata agli anni ’80 e ’90. Il mitico numero 10, già tormentato da anni di lotta… Read More »Maradona, il Fisco gli chiedeva 40 milioni. Ora si scopre l’incredibile verità. Ecco a quanto ammontava il suo “debito”

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È giunta a conclusione una delle saghe più controverse della vita di Diego Maradona. L’ex campione argentino, scomparso due anni fa, è stato oggetto di un clamoroso verdetto della Corte di Giustizia Tributaria, che ha ribaltato una sentenza fiscale datata agli anni ’80 e ’90. Il mitico numero 10, già tormentato da anni di lotta con il Fisco italiano, si è visto ridimensionare un debito da record a cifre quasi simboliche.
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L’episodio risale agli anni 1987, 1988 e 1990, quando il fisco italiano aveva colpito Maradona con richieste di pagamento per un ammontare totale di ben 40 milioni di Euro. Una somma che aveva segnato la sua esistenza, costringendolo a pignoramenti e limitazioni economiche drastiche. Tuttavia, la recente sentenza ha gettato una luce completamente diversa sulla vicenda.

Contrariamente alle aspettative, il Tribunale ha decretato che l’ex calciatore non doveva alla Agenzia delle Entrate decine di milioni, bensì una somma irrisoria: 951,82 Euro. Una cifra così esigua che ha fatto riflettere molti sulle ingiustizie subite da Maradona nel corso degli anni.

Il suo avvocato, Angelo Pisani, che ha combattuto al suo fianco fin dall’inizio delle controversie fiscali, ha commentato con amarezza ma anche con sollievo: “Diego è stato perseguitato ingiustamente per anni. Hanno pignorato ogni cosa, dagli orecchini ai suoi guadagni televisivi. Ora finalmente la verità è venuta a galla: il debito reale era di meno di mille Euro.”

Questa sentenza non chiude però definitivamente la vicenda. Pisani ha annunciato che ora si aprirà un nuovo capitolo legale per ottenere il risarcimento per gli eredi di Maradona, tra cui spicca Diego Junior, il figlio avuto dall’ex moglie italiana Cristiana Sinagra. “Quella somma pignorata deve essere restituita alla famiglia di Diego”, ha dichiarato Pisani con fermezza.

La saga fiscale di Maradona, fatta di eccessi, gloria e tragedie personali, continua a essere uno dei capitoli più controversi nella storia recente del calcio e del paese. L’Argentina ha perso il suo eroe, ma la lotta per la sua memoria e il suo onore continua, nelle aule di tribunali e nei cuori dei suoi tifosi sparsi per il mondo.

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Bagnoschiuma, ecco qual è il migliore al supermercato. La classifica https://www.business.it/bagnoschiuma-ecco-qual-e-il-migliore-al-supermercato-la-classifica-2/ Thu, 11 Jul 2024 09:14:02 +0000 https://www.business.it/?p=139633 Felce Azzurra si conferma al primo posto nella classifica nazionale dei bagnoschiuma, consolidando il suo status di icona dell’eccellenza italiana nel settore della detergenza personale. Confezionato da Paglieri, un nome rispettato nel panorama cosmetico italiano, questo prodotto si distingue per la sua qualità superiore e il rapporto qualità-prezzo imbattibile. La fragranza classica di Felce Azzurra,… Read More »Bagnoschiuma, ecco qual è il migliore al supermercato. La classifica

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Felce Azzurra si conferma al primo posto nella classifica nazionale dei bagnoschiuma, consolidando il suo status di icona dell’eccellenza italiana nel settore della detergenza personale. Confezionato da Paglieri, un nome rispettato nel panorama cosmetico italiano, questo prodotto si distingue per la sua qualità superiore e il rapporto qualità-prezzo imbattibile. La fragranza classica di Felce Azzurra, composta con più di cento ingredienti provenienti da ogni angolo del globo, continua a conquistare il cuore degli italiani. Un mix segreto tramandato gelosamente da generazione a generazione all’interno della famiglia Paglieri, custodito in un antico taccuino, rappresenta un’esperienza olfattiva unica nel suo genere.
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Con l’avvicinarsi dell’estate e l’aumento delle temperature, il mercato della detergenza personale in Italia sta vivendo un periodo di intenso fermento. Non solo bagnoschiuma, ma anche shampoo, deodoranti, creme per il corpo e saponi stanno vedendo un aumento significativo delle vendite, rispecchiando un crescente interesse dei consumatori per prodotti di qualità che rispettano l’ambiente e la salute della pelle.

Al secondo posto si posiziona Malizia, proposto dall’azienda piemontese Mirato. Con fragranze come latte, muschio bianco, talco, mora e muschio, bacche di goji e argan, Malizia si distingue per la sua varietà e il suo prezzo competitivo sul mercato. Un’opzione che combina qualità italiana con un’ampia scelta di profumazioni che soddisfano ogni gusto.

Al terzo posto troviamo Vidal, con la sua vasta gamma di 17 profumazioni intense e formulazioni rigeneranti. Un altro esempio di eccellenza italiana nel settore dei docciaschiuma, Vidal continua a essere una scelta popolare tra chi cerca un prodotto che garantisca freschezza e cura della pelle.

Winni’s Naturel occupa il quarto posto, rappresentando l’impegno di Madel, azienda romagnola, nel campo della detergenza green. Questo bagnodoccia, privo di solventi chimici, siliconi, parabeni e coloranti, offre un’opzione naturale che rispetta l’ambiente e la pelle.

Infine, al quinto posto, Bionsen Zen si distingue per la sua collezione innovativa che sposa l’eccellenza cosmetica italiana con i benefici dei minerali termali giapponesi. Un prodotto che testimonia l’importanza delle collaborazioni internazionali nel mondo della cosmesi.

In conclusione, il successo dei bagnoschiuma italiani non è solo una questione di profumo o di confezione, ma rappresenta un impegno costante verso l’innovazione, la qualità e il rispetto per la tradizione. Le aziende italiane continuano a guidare il settore con prodotti che non solo puliscono, ma anche coccolano e rispondono alle esigenze sempre crescenti dei consumatori moderni.

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Auto, dal 7 luglio scattano i nuovi obblighi. Ecco i sistemi di sicurezza da installare https://www.business.it/auto-dal-7-luglio-scattano-i-nuovi-obblighi-ecco-i-sistemi-di-sicurezza-da-installare/ Thu, 11 Jul 2024 08:50:10 +0000 https://www.business.it/?p=139629 Da domenica 7 luglio, l’Unione Europea implementerà un nuovo regolamento sulla sicurezza stradale, mirato a ridurre gli incidenti e proteggere passeggeri, pedoni e ciclisti. Le nuove normative prevedono l’installazione obbligatoria di avanzati sistemi di assistenza alla guida su tutti i veicoli nuovi venduti nell’UE. Uno dei principali cambiamenti sarà l’introduzione di limitatori di velocità connessi… Read More »Auto, dal 7 luglio scattano i nuovi obblighi. Ecco i sistemi di sicurezza da installare

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Da domenica 7 luglio, l’Unione Europea implementerà un nuovo regolamento sulla sicurezza stradale, mirato a ridurre gli incidenti e proteggere passeggeri, pedoni e ciclisti. Le nuove normative prevedono l’installazione obbligatoria di avanzati sistemi di assistenza alla guida su tutti i veicoli nuovi venduti nell’UE. Uno dei principali cambiamenti sarà l’introduzione di limitatori di velocità connessi alla rete GPS, progettati per avvisare i conducenti in tempo reale se superano i limiti di velocità. Questo sistema, integrato con segnali sensoriali simili a quelli delle cinture di sicurezza, non è stato oggetto di critiche significative.
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Oltre a questo, sarà obbligatorio installare una sorta di “scatola nera”, tecnicamente nota come Event Data Recorder (EDR), che registrerà e memorizzerà dati in caso di incidenti. Tuttavia, secondo esperti di sicurezza stradale, le restrizioni imposte da Bruxelles potrebbero comprometterne l’utilità, poiché non potrà registrare informazioni cruciali come data, ora e posizione dell’incidente. Questi dati sono fondamentali per le indagini sulla sicurezza stradale e la ricostruzione degli incidenti.

Per quanto riguarda i diversi tipi di veicoli, le automobili e i furgoni dovranno anche essere equipaggiati con sistemi di mantenimento della corsia e frenata automatizzata, mentre per i camion e gli autobus saranno implementate tecnologie per ridurre i punti ciechi e monitorare la pressione degli pneumatici.

È importante notare che le nuove regole non si applicheranno ai veicoli acquistati prima del 7 luglio 2024, garantendo una transizione graduale verso l’adozione completa delle tecnologie di sicurezza stradale avanzate.

Nonostante le critiche sulle limitazioni dell’EDR, l’Unione Europea ha ribadito che i dati raccolti saranno trattati in forma anonima e utilizzati solo per analizzare incidenti in generale, senza rivelare dettagli specifici sui singoli casi. Questo approccio, sebbene possa limitarne l’efficacia investigativa, è destinato a migliorare complessivamente la sicurezza su strada nell’UE.

Con l’entrata in vigore di queste nuove misure, si prevede un significativo miglioramento nella protezione di tutti gli utenti della strada, contribuendo a ridurre il numero di vittime e feriti gravi entro il 2038, secondo le stime della Commissione Europea.

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Allarme iPhone, “se avete questi modelli, buttateli subito”. I consigli degli esperti di sicurezza https://www.business.it/allarme-iphone-se-avete-questi-modelli-buttateli-subito-i-consigli-degli-esperti-di-sicurezza-2/ Thu, 11 Jul 2024 08:40:52 +0000 https://www.business.it/?p=139625 L’attenzione degli esperti di privacy e sicurezza è ora concentrata sui possessori di vecchi modelli di iPhone e smartphone, che potrebbero essere vulnerabili a gravi rischi informatici. Secondo le segnalazioni, numerosi di questi dispositivi non ricevono più gli aggiornamenti necessari, aumentando così il rischio di essere bersaglio di attacchi informatici. Jake Moore, consulente globale per… Read More »Allarme iPhone, “se avete questi modelli, buttateli subito”. I consigli degli esperti di sicurezza

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L’attenzione degli esperti di privacy e sicurezza è ora concentrata sui possessori di vecchi modelli di iPhone e smartphone, che potrebbero essere vulnerabili a gravi rischi informatici. Secondo le segnalazioni, numerosi di questi dispositivi non ricevono più gli aggiornamenti necessari, aumentando così il rischio di essere bersaglio di attacchi informatici.

Jake Moore, consulente globale per la sicurezza informatica di Ese, ha lanciato l’allarme: “Ci sono ancora molti vecchi iPhone in circolazione che non ricevono aggiornamenti di sicurezza. Questa mancanza di patch rende i dispositivi vulnerabili, esponendoli a potenziali aggressori”.

L’esperto ha enfatizzato l’importanza di agire tempestivamente: “I possessori di questi dispositivi dovrebbero considerare seriamente l’opzione di sostituirli con modelli più recenti e sicuri, nonostante la frustrazione che questo possa causare.”

La situazione è preoccupante anche se spesso trascurata dalle persone comuni, meno consapevoli delle implicazioni della sicurezza informatica. Secondo il sito del Corriere della Sera, “qualsiasi smartphone, sia iPhone che Android, che non riceva più aggiornamenti di sicurezza rappresenta un potenziale rischio per la sicurezza dei dati.”

Gli aggiornamenti regolari sono cruciali poiché proteggono i dispositivi da nuovi virus e minacce informatiche in continua evoluzione. Senza questi aggiornamenti, i dispositivi diventano vulnerabili al furto di informazioni personali, come password e dati sensibili relativi a pagamenti online e informazioni personali.

In conclusione, la situazione richiede un’azione pronta e consapevole da parte dei proprietari di dispositivi obsoleti. Investire in un dispositivo più recente potrebbe essere non solo un miglioramento tecnologico, ma anche una scelta cruciale per la sicurezza dei propri dati personali, che oggi risiedono, come diceva un personaggio del film Perfetti Sconosciuti, nelle “scatole nere” dei nostri smartphone.

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Tesla a guida autonoma “sceglie” il bersaglio sbagliato: schianto pauroso. Il macabro conto di incidenti e vittime dal 2021 a oggi (VIDEO) https://www.business.it/tesla-a-guida-autonoma-sceglie-il-bersaglio-sbagliato-schianto-pauroso-il-macabro-conto-di-incidenti-e-vittime-dal-2021-a-oggi-video/ Thu, 11 Jul 2024 08:23:12 +0000 https://www.business.it/?p=139622 La tranquilla cittadina di Fullerton è stata teatro di un incidente che ha suscitato grande scalpore negli Stati Uniti. Una Tesla Model S, in modalità guida autonoma, ha perso il controllo e si è schiantata contro un’auto della Polizia posteggiata lungo la carreggiata. Questo episodio non è passato inosservato, soprattutto considerando che non è la… Read More »Tesla a guida autonoma “sceglie” il bersaglio sbagliato: schianto pauroso. Il macabro conto di incidenti e vittime dal 2021 a oggi (VIDEO)

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La tranquilla cittadina di Fullerton è stata teatro di un incidente che ha suscitato grande scalpore negli Stati Uniti. Una Tesla Model S, in modalità guida autonoma, ha perso il controllo e si è schiantata contro un’auto della Polizia posteggiata lungo la carreggiata. Questo episodio non è passato inosservato, soprattutto considerando che non è la prima volta che un veicolo della società guidata da Elon Musk provoca incidenti in modalità autonoma.
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Gli agenti si trovavano sul posto per effettuare rilevamenti e regolare il traffico in seguito a un altro grave incidente che aveva coinvolto diversi automezzi. Fortunatamente, in quel momento, nessuno dei membri delle Forze dell’Ordine si trovava a bordo o nei pressi della vettura. Altrimenti, quello che è stato un bizzarro incidente si sarebbe potuto trasformare in qualcosa di molto più serio.

Lo schianto

Le immagini registrate mostrano la Model S procedere a velocità costante sino a schiantarsi contro l’auto della Polizia, senza alcun tentativo di frenata. I danni subiti da entrambi i veicoli sono ingenti, con le parti anteriori semi distrutte. Il proprietario della Tesla, collaborativo con gli agenti, ha spiegato di aver attivato la modalità di guida autonoma per poter parlare al cellulare. Questo comportamento, seppur comune, è estremamente pericoloso. Anche in modalità autonoma, l’attenzione del conducente dovrebbe rimanere vigile.

L’incidente mette nuovamente in discussione la sicurezza del sistema Autopilot della Tesla. Dal 2021 a oggi, le auto dotate di questo sistema hanno provocato 467 incidenti, con un bilancio pesante di 14 vittime e 54 feriti. Nonostante i costanti miglioramenti applicati dall’azienda, questi numeri preoccupano e sollevano dubbi sull’affidabilità delle auto a guida autonoma.

Questo episodio, oltre a rinnovare il dibattito sulla sicurezza delle auto autonome, sottolinea l’importanza di un uso responsabile della tecnologia. La questione è aperta: fino a che punto possiamo fidarci delle auto a guida autonoma? E quanto dobbiamo ancora lavorare per garantire che eventi simili non si ripetano? Una cosa è certa: le risposte a queste domande saranno cruciali per il futuro della mobilità.

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Ronde private contro i borseggiatori, i sindacati insorgono: “Inaccettabili, razzismo e idea distorta della legge”. Ma intanto i cittadini… (VIDEO) https://www.business.it/ronde-private-contro-i-borseggiatori-i-sindacati-insorgono-inaccettabili-razzismo-e-idea-distorta-della-legge-ma-intanto-i-cittadini-video/ Thu, 11 Jul 2024 08:11:02 +0000 https://www.business.it/?p=139619 Nelle metropolitane di Milano e Roma, i casi di borseggi, scippi e violenze si moltiplicano senza sosta, creando un clima di crescente preoccupazione tra i cittadini. La situazione sembra ormai fuori controllo, come dimostra il recente e scioccante video pubblicato dalla conduttrice Emanuela Folliero, che racconta dello scippo subito dalla madre 93enne. La paura di… Read More »Ronde private contro i borseggiatori, i sindacati insorgono: “Inaccettabili, razzismo e idea distorta della legge”. Ma intanto i cittadini… (VIDEO)

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Nelle metropolitane di Milano e Roma, i casi di borseggi, scippi e violenze si moltiplicano senza sosta, creando un clima di crescente preoccupazione tra i cittadini. La situazione sembra ormai fuori controllo, come dimostra il recente e scioccante video pubblicato dalla conduttrice Emanuela Folliero, che racconta dello scippo subito dalla madre 93enne. La paura di subire furti o aggressioni è diventata una costante per chi utilizza i mezzi pubblici, spingendo molti a evitare di prendere la metropolitana. In risposta a questo fenomeno, sono nate le ronde private, gruppi di cittadini che tentano di colmare le lacune lasciate dalle Forze dell’Ordine, spesso a corto di personale o ostacolate dalla rapida scarcerazione dei colpevoli.
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Un esempio eclatante di queste iniziative è quella di Simone Cicalone, youtuber ed ex pugile, che insieme a due esperti di arti marziali e boxe, si dedica alla “caccia ai borseggiatori”. Cicalone pubblica sui social video delle loro “azioni punitive”, suscitando un acceso dibattito.

I sindacati insorgono

La Cgil non ha tardato a esprimere la propria contrarietà. Il sindacato ha scritto al Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, manifestando preoccupazione per le attività di Cicalone e dei suoi compagni. Nella lettera, la Cgil critica i comportamenti mostrati nei video, che includono atti intimidatori e inseguimenti nei confronti di presunti ladri, definiti come “comportamenti inaccettabili”. Questi video, sostiene il sindacato, rischiano di “normalizzare violenza, razzismo e un’idea distorta della legge”.

Mentre la Cgil chiede un intervento deciso del Prefetto contro questa forma di “giustizia privata”, l’esasperazione dei cittadini non fa che aumentare. Gli episodi di borseggio e la mancanza di sicurezza nelle metropolitane portano a reazioni sempre più violente da parte dei passeggeri. In alcune occasioni, si è arrivati al punto che i borseggiatori hanno rischiato il linciaggio.

La questione è complessa: se da un lato la giustizia privata non può essere accettata in uno Stato di diritto, dall’altro la percezione di impunità per i criminali alimenta la frustrazione dei cittadini. La ricerca di soluzioni efficaci e rispettose delle leggi è dunque più urgente che mai, per garantire la sicurezza nelle metropolitane e la serenità di chi le utilizza.

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Tonno in scatola, ecco i migliori al supermercato. La classifica di Altroconsumo https://www.business.it/tonno-in-scatola-ecco-i-migliori-al-supermercato-la-classifica-di-altroconsumo/ Thu, 11 Jul 2024 07:59:45 +0000 https://www.business.it/?p=139615 Non passa mai di moda, anzi, il suo consumo aumenta sempre più, anche se negli ultimi anni è lievitato anche il suo prezzo. Del resto, con il tonno ci si fanno un sacco di cose, soprattutto i pasti dell’ultimo momento, quando non si è riusciti a fare la spesa e il frigo piange. È un… Read More »Tonno in scatola, ecco i migliori al supermercato. La classifica di Altroconsumo

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Non passa mai di moda, anzi, il suo consumo aumenta sempre più, anche se negli ultimi anni è lievitato anche il suo prezzo. Del resto, con il tonno ci si fanno un sacco di cose, soprattutto i pasti dell’ultimo momento, quando non si è riusciti a fare la spesa e il frigo piange. È un alimento versatile, perfetto come condimento della pasta o dell’insalata, ma allo stesso tempo anche un proteico secondo. Lo si usa sulla pizza, nel sugo, sui crostini, nelle salse. Ci si fa di tutto.
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Ma qual è il miglior tonno in scatola in mezzo a tante marche che affollano gli scaffali dei nostri supermercati? Anche stavolta, per fortuna, ci ha pensato Altroconsumo, l’organizzazione indipendente di consumatori in Italia, a venirci in soccorso stilando un’accurata classifica che tiene conto di tutte le caratteristiche che è giusto conoscere quando si va a fare la spesa. È stato verificato l’olio utilizzato, il contenuto di istamina e azoto (che garantiscono freschezza al pesce), la presenza di mercurio, il peso del tonno pescato e infine i valori presenti sulla scatoletta come le informazioni sulle calorie e la data di inscatolamento.

E quali sono stati i risultati? Di seguito la classifica del tonno in scatola realizzata nel 2024 da Altroconsumo con relativa valutazione della qualità. Il primo posto va a Rio Mare pescato a canna (74). Seguono Angelo Parodi trancio (73) e Callipo (71). Giù dal podio gli altri a seguire: Rio Mare filodolio (70); Carrefour Classic pinne gialle (70); Consorcio (70); Nostromo extravergine basso in sale (67); Conad (67); As do Mar meno olio (67); Nostromo (67); Palmera (67); Mare Aperto un pizzico di sale (67); Mareblu verosapore tranci i extravergine (65); Rio Mare (64); Maruzzella (63).

È bene infine ricordare che in 100 grammi di tonno in scatola c’è un apporto di 192 calorie suddivise in 53% di proteine e 47% di lipidi. Il tonno, come tutto il pesce, è anche una grande fonte di omega 3, utili per prevenire le malattie cardiovascolari e tenere sotto controllo la pressione sanguigna. Però è bene sottolineare come non si debba esagerare, a causa della presenza di mercurio.

Insomma, il tonno rimane un alleato prezioso in cucina, sempre pronto a salvare i nostri pranzi e cene, ma occhio a scegliere il migliore e a non abusarne!

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“Ha il seno troppo in vista”, e il personale di bordo la fa scendere dal volo. Scatta la multa per la compagnia aerea https://www.business.it/ha-il-seno-troppo-in-vista-e-il-personale-di-bordo-la-fa-scendere-dal-volo-scatta-la-multa-per-la-compagnia-aerea/ Thu, 11 Jul 2024 07:46:31 +0000 https://www.business.it/?p=139612 Fra le strane storie che a volte giungono dagli aeroporti, quella che ha riguardato una procace signorina che si apprestava a viaggiare da Maiorca a Barcellona con la compagnia Vueling è particolarmente bizzarra. La giovane ragazza, a quanto pare dotata di un seno prorompente, si è presentata sull’aereo che doveva portarla a destinazione con le… Read More »“Ha il seno troppo in vista”, e il personale di bordo la fa scendere dal volo. Scatta la multa per la compagnia aerea

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Fra le strane storie che a volte giungono dagli aeroporti, quella che ha riguardato una procace signorina che si apprestava a viaggiare da Maiorca a Barcellona con la compagnia Vueling è particolarmente bizzarra. La giovane ragazza, a quanto pare dotata di un seno prorompente, si è presentata sull’aereo che doveva portarla a destinazione con le grazie strizzate in un body scollato che non lasciava tanto spazio all’immaginazione. Per questo motivo, il personale del volo l’ha invitata a scendere, e non ha voluto sentire ragioni.
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Il fatto, accaduto nel 2019, è stato reso noto solo ora dall’associazione spagnola di consumatori Facua. Che ha informato di come la compagnia aerea sia stata in seguito condannata, a causa di questo episodio, a pagare una multa di 28.000 Euro per le “violazioni di normativa nazionale ed europea riguardante le condizioni di trasporto in aviazione civile”.

Molto soddisfatti i rappresentanti di Facua, che in un comunicato hanno spiegato come siano “stati così puniti il maschilismo di Vueling e l’atteggiamento discriminatorio del suo personale”. L’associazione consumatori ha aggiunto che “nessuna norma vieta espressamente l’ammissione di passeggeri a bordo in base al loro abbigliamento, purché non sia contrario all’ordine pubblico“.

Il portavoce della compagnia aerea, peraltro, ha ritenuto di intervenire per dare una spiegazione al comportamento dei propri dipendenti. “La passeggera aveva risposto in modo aggressivo al personale di bordo”, ha affermato. “Le condizioni di viaggio, che si applicano allo stesso modo a uomini e donne, stabiliscono la possibilità di negare l’imbarco per motivi comportamentali”. Sia come sia, la difesa di Vueling non è stata ritenuta sufficiente ed è scattata la maxi multa per la compagnia.

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Alì Agca: “Ecco la verità su Emanuela Orlandi: mi resta poco da vivere”. La rivelazione: “Mi tolgo un peso” https://www.business.it/ali-agca-ecco-la-verita-su-emanuela-orlandi-mi-resta-poco-da-vivere-la-rivelazione-mi-tolgo-un-peso/ Thu, 11 Jul 2024 07:35:55 +0000 https://www.business.it/?p=139608 Ali Agca, che tutti ricordano come l’attentatore di Papa Wojtyla, torna sotto i riflettori con nuove, sorprendenti dichiarazioni sul caso Emanuela Orlandi. La figura di Agca è stata spesso legata anche a questo mistero, e negli anni ha fornito diverse versioni dei fatti, spesso contraddittorie, al punto che sia gli inquirenti che Pietro Orlandi, il… Read More »Alì Agca: “Ecco la verità su Emanuela Orlandi: mi resta poco da vivere”. La rivelazione: “Mi tolgo un peso”

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Ali Agca, che tutti ricordano come l’attentatore di Papa Wojtyla, torna sotto i riflettori con nuove, sorprendenti dichiarazioni sul caso Emanuela Orlandi. La figura di Agca è stata spesso legata anche a questo mistero, e negli anni ha fornito diverse versioni dei fatti, spesso contraddittorie, al punto che sia gli inquirenti che Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, lo hanno considerato inattendibile. Ma oggi, Agca promette di cambiare tutto.
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“Sono malato di cancro e ho poco tempo da vivere. Perciò voglio liberarmi la coscienza e spiegare quel che so su Emanuela Orlandi“, ha dichiarato in un videomessaggio di 6 minuti. Secondo Agca, Emanuela sarebbe stata rapita dalla Santa Sede. “Sono passati 41 anni esatti dal rapimento di Emanuela Orlandi. Dichiaro al mondo che Emanuela Orlandi fu rapita da entità. Entità è il nome di un servizio segreto. È anche il nome di satana. Il mistero di Emanuela Orlandi: mai comprensibile se non all’interno del segreto di Fatima che è l’unico movente del rapimento”.

Agca prosegue spiegando che la scomparsa è avvenuta nell’Anno Santo del 1983, sottolineando come secondo lui sia stato il Vaticano a rapire Emanuela. “È una cosa allucinante, ma è l’unica verità questa. Da 41 anni la tengono in un Paese cattolico con la protezione di un governo cattolico e questo lo potete capire anche dall’intervista del padre di Emanuela. Lui era sicuro che fosse viva. Gli avevano detto che l’avrebbero riportata a casa dopo poco tempo, dopo la mia liberazione. Naturalmente il piano non è andato come pensavano loro. Dio aveva un suo piano impenetrabile, incomprensibile. Se non è morta per cause naturali, sta benissimo sotto la protezione di un governo”.

Le parole di Agca sono forti e sconvolgenti: “Ha una nuova carta d’identità, non è più Emanuela Orlandi…”. La verità di Ali Agca getta nuove ombre su un caso che da 41 anni appassiona e intriga l’Italia e il mondo intero. Resta da vedere se queste dichiarazioni porteranno a nuove indagini o se saranno considerate, ancora una volta, inattendibili.

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“Metà dell’inquinamento mondiale è colpa loro.” Ecco le aziende che inquinano di più https://www.business.it/meta-dellinquinamento-mondiale-e-colpa-loro-ecco-le-aziende-che-inquinano-di-piu/ Wed, 10 Jul 2024 10:47:29 +0000 https://www.business.it/?p=139585 In un mondo che urla contro i combustibili fossili, un’altra minaccia inesorabile cresce sotto il radar: l’inquinamento da plastica. Non c’è grido di protesta, non c’è marcia indignata contro le multinazionali che riversano milioni di tonnellate di rifiuti plastici nei nostri mari e nei nostri fiumi. Eppure, è un problema che non possiamo più ignorare,… Read More »“Metà dell’inquinamento mondiale è colpa loro.” Ecco le aziende che inquinano di più

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In un mondo che urla contro i combustibili fossili, un’altra minaccia inesorabile cresce sotto il radar: l’inquinamento da plastica. Non c’è grido di protesta, non c’è marcia indignata contro le multinazionali che riversano milioni di tonnellate di rifiuti plastici nei nostri mari e nei nostri fiumi. Eppure, è un problema che non possiamo più ignorare, perché non riguarda solo l’ambiente, ma minaccia direttamente la nostra catena alimentare.

Un recente studio pubblicato su Science Advances ha rivelato la gravità della situazione: oltre centomila volontari in tutto il mondo hanno raccolto quasi 2 milioni di rifiuti plastici in cinque anni. Questi rifiuti, recuperati da spiagge, parchi e corsi d’acqua in 84 paesi diversi, sono un segnale allarmante dell’entità del problema. Da dove provengono queste montagne di plastica? Principalmente dalle produzioni di Coca-Cola, PepsiCo, Nestlé, Danone, e Altria – le multinazionali che dominano il mercato globale degli imballaggi plastici monouso.

Queste aziende, con la loro corsa sfrenata verso l’usa e getta, hanno contribuito a creare una crisi ambientale senza precedenti. E nonostante i programmi di riciclaggio auto-proclamati, la realtà è ben diversa: solo il 9% della plastica mondiale viene riciclata con successo. Il resto finisce nei nostri oceani, dove si decompone in microplastiche che vengono ingerite dai pesci e, alla fine, finiscono nei nostri piatti.

La scoperta di microplastiche persino nei tessuti cardiaci e nei polmoni di pazienti umani dimostra che questo problema non è più solo ambientale, ma una minaccia diretta alla nostra salute.

Eppure, le multinazionali responsabili di questa catastrofe continuano a lucrare, ignorando o minimizzando le conseguenze delle loro azioni. È ora di smetterla di chiudere un occhio su questo problema globale. Salvaguardare la biodiversità e mitigare i cambiamenti climatici non può avvenire senza affrontare il flagello dell’inquinamento plastico. È tempo di agire, prima che sia troppo tardi.

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I privati si sono “comprati i partiti”. Fra conti in rosso e propaganda, così va a pezzi la democrazia https://www.business.it/i-privati-si-sono-comprati-i-partiti-fra-conti-in-rosso-e-propaganda-cosi-va-a-pezzi-la-democrazia/ Wed, 10 Jul 2024 07:37:02 +0000 https://www.business.it/?p=139581 Alla fine i nodi vengono al pettine. Quando la martellante propaganda del Movimento 5 Stelle aveva portato alla cancellazione del finanziamento pubblico per i partiti politici, in pochi avevano osato protestare. I politici erano cattivi e i partiti non dovevano avere soldi, questo era il messaggio. Qualcuno aveva provato a far notare che, sia pure… Read More »I privati si sono “comprati i partiti”. Fra conti in rosso e propaganda, così va a pezzi la democrazia

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Alla fine i nodi vengono al pettine. Quando la martellante propaganda del Movimento 5 Stelle aveva portato alla cancellazione del finanziamento pubblico per i partiti politici, in pochi avevano osato protestare. I politici erano cattivi e i partiti non dovevano avere soldi, questo era il messaggio. Qualcuno aveva provato a far notare che, sia pure in forme differenti, il finanziamento ai partiti esiste in tutti i Paesi d’Europa come salvaguardia dell’indipendenza della politica dal mondo degli affari. Ormai era partita la propaganda e chi si opponeva veniva sottoposto alla gogna mediatica. Ma come insegnava Manzoni nei Promessi Sposi, quando una folla di persone ragiona di pancia, alla fine non ragiona.

E la prima cosa su cui si sarebbe dovuto ragionare era la tenuta di una democrazia europea che, a differenza di quella americana, ha sempre rifiutato il lobbismo, cioè l’abitudine – che negli USA ritengono normale – di ricevere soldi da privati per finanziare le campagne elettorali. Noi europei pensiamo che se qualcuno offre dei soldi a un politico a qualsiasi titolo, poi verrà meno l’imparzialità di quel politico nei confronti del benefattore. Quindi, siccome la politica costa – poco, in realtà, rispetto alle spese che deve sobbarcarsi uno Stato ogni anno per funzionare, ma costa – se si interrompe il finanziamento pubblico ai partiti, si apre la strada a una deriva lobbistica della politica.

Cioè, succede quello che sta emergendo in questi giorni nell’inchiesta scandalo sulle presunte tangenti in Liguria. Ora che il caso è esploso ed è stato reso pubblico, possiamo farci un’idea più chiara del problema. Le “elargizioni liberali”, cioè le donazioni versate ai politici da aziende e imprenditori, sono diventate indispensabili per tenere a galla i conti dei partiti. Ma causano conseguenze. Ne ha parlato il Direttore dell’Associazione The Good Lobby, Federico Anghelè, in un’intervista su Domani. “Il Presidente Toti”, ha sostenuto Anghelè, “era sostenuto non da chi ne condivideva le idee, ma da chi si aspettava, in cambio delle donazioni, decisioni favorevoli e trattamenti preferenziali“. Per poi concludere: “L’assenza di regole e di codici di condotta, che i partiti colpevolmente continuano a non darsi in materia di finanziamento da parte dei privati genera, ancora prima di illeciti, evidenti conflitti di interesse“.

Ma a parte che in realtà le leggi ci sono, il problema è comunque inevitabile: se i partiti non ricevono un finanziamento pubblico, devono cercare quello privato. E questo tipo di finanziamento che a noi europei giustamente non piace, perché rende i politici dipendenti da chi li finanzia, si chiama lobbismo ed è il fulcro del sistema americano. Dove i partiti e i candidati vengono finanziati con donazioni anche cospicue dalle grandi lobby. Da chi vende armi a chi produce farmaci, dai colossi della tecnologia alle multinazionali di ogni settore. Miliardi di dollari affluiscono legalmente a sostegno dei candidati.

La situazione in Italia vede i partiti ricevere finanziamenti dai privati, ma con regole e leggi che teoricamente pongono limiti e impediscono il lobbismo. In realtà i conti dei partiti piangono. Per capire l’entità del problema, nel 2022 la Lega di Salvini ha incassato 2 milioni di Euro dai finanziamenti privati, ma ha chiuso i bilanci con un passivo di 4 milioni di Euro. Italia Viva di Renzi, partito di più piccole dimensioni, ha ricevuto anch’esso 2 milioni in donazioni eppure ha chiuso in rosso di 50mila Euro.

Secondo l’Associazione The Good Lobby, la soluzione del problema starebbe nella promessa, da parte dei partiti che ricevono donazioni elettorali, di “impegnarsi a rendicontare le spese in maniera chiara e corretta entro 90 giorni”. Ma questo obbligo i partiti ce l’hanno già! E anche i singoli candidati devono presentare un rendiconto preciso delle loro spese elettorali, se ne sostengono. Ma siccome è evidente che i partiti non possono sopravvivere solo con i proventi dei versamenti volontari del 2xmille, il problema è destinato a peggiorare.

E infatti ora si parla di come aumentare il contributo pubblico e trasparente ai partiti per impedire che vengano, di fatto, “comprati” da chi ha interesse a controllarli o a influenzarli attraverso le donazioni. E a questa conclusione è giunto, alla fine, anche il Movimento 5 Stelle di Conte. Che inizialmente aveva rinunciato ad accedere al 2xMille, ma poi ha cambiato idea. Perché senza soldi la politica non si può fare, come qualsiasi altra attività.

Quindi, a nostro modesto parere, le strade sono due: o si aumenta il contributo pubblico ai partiti come avviene nel resto d’Europa. Oppure si cambiano le leggi e si accetta che i politici siano sostenuti apertamente da lobby, multinazionali e imprenditori, come avviene negli Usa. Con tutte le conseguenze del caso.

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Cina choc: “Ecco come Pechino vuole usare le neuro-tecnologie sugli esseri umani”. Un salto nel buio verso il transumanesimo https://www.business.it/cina-choc-ecco-come-pechino-vuole-usare-le-neuro-tecnologie-sugli-esseri-umani-un-salto-nel-buio-verso-il-transumanesimo/ Wed, 10 Jul 2024 07:21:04 +0000 https://www.business.it/?p=139577 Negli ultimi anni, il termine interfacce neurali è diventato sempre più comune. Questi dispositivi, al di là del nome complesso, sono piccoli impianti inseriti nel cervello umano per ottenere vari risultati. Un esempio straordinario ci viene da Elon Musk, che ha recentemente presentato al mondo il primo chip neurale impiantato in un essere umano. Il… Read More »Cina choc: “Ecco come Pechino vuole usare le neuro-tecnologie sugli esseri umani”. Un salto nel buio verso il transumanesimo

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Negli ultimi anni, il termine interfacce neurali è diventato sempre più comune. Questi dispositivi, al di là del nome complesso, sono piccoli impianti inseriti nel cervello umano per ottenere vari risultati. Un esempio straordinario ci viene da Elon Musk, che ha recentemente presentato al mondo il primo chip neurale impiantato in un essere umano. Il paziente, Noland Arbaugh, è un uomo diventato tetraplegico dopo un incidente. Grazie a questo chip, inserito nella corteccia cerebrale, Arbaugh ha raggiunto risultati sorprendenti: ora può usare smartphone e computer con la sola forza del pensiero. Gioca ai videogiochi, naviga in Internet e utilizza il suo MacBook senza muovere un dito. Questo segna un grande passo avanti nella tecnologia, promettendo di migliorare la vita di molte persone con disabilità.

Sebbene l’uso etico di questa tecnologia susciti speranze e aspettative positive, c’è un’altra faccia della medaglia. Gli impianti neurali, senza un rigoroso codice etico di regolamentazione, potrebbero portare a scenari inquietanti. Questa preoccupazione è stata alimentata dall’annuncio di un’azienda cinese, che ha sviluppato una propria interfaccia neurale. Il loro esperimento, che ha coinvolto una scimmia con un chip impiantato, ha mostrato il primate usare la forza del pensiero per muovere un braccio meccanico e afferrare del cibo, nonostante le zampe fossero legate.

Il progetto cinese prevede l’innesto di elettrodi nel cervello, un avanzamento significativo che avvicina Pechino agli standard occidentali. Tuttavia, non è l’uso medico di questi chip a preoccupare gli esperti, ma l’intenzione dichiarata dalle autorità cinesi di potenziare le capacità cognitive dei soggetti sani. Questo significa che Pechino sta considerando la creazione di “superuomini” e, nel contesto militare, di “supersoldati”. Margaret Kosal, professoressa e ricercatrice al Georgia Institute of Technology, ha espresso chiaramente la sua preoccupazione. “Negli Stati Uniti, la neuroscienza civile non è esplicitamente collegata alla ricerca militare,” ha detto Kosal. “La Cina, invece, punta a integrare i settori militare e commerciale, ed è questo che preoccupa maggiormente.” Kosal ha spiegato che un progetto cinese, avviato nel 2016, mira a collegare gli esseri umani alle macchine, non per scopi terapeutici, ma per creare esseri potenziati.

Se questo scenario dovesse realizzarsi, altri paesi sarebbero costretti a seguire la stessa strada per non rimanere indietro, portando a conseguenze potenzialmente disastrose. Il movimento del transumanesimo sostiene l’idea di una fusione tra uomo e macchina, con l’obiettivo di creare individui con capacità intellettuali straordinarie e una vita significativamente più lunga rispetto alla media. Ma come sarebbe un mondo dominato da pochi potenti “superumani”, lasciando la maggior parte della popolazione indietro? Non è difficile immaginarlo, ma certamente non è il futuro che desideriamo.

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Da “patrono di Internet” a Santo. La storia di Carlo Acutis, morto a 15 anni. Il suo miracolo riconosciuto dalla Chiesa (VIDEO) https://www.business.it/da-patrono-di-internet-a-santo-la-storia-di-carlo-acutis-morto-a-15-anni-il-suo-miracolo-riconosciuto-dalla-chiesa-video/ Wed, 10 Jul 2024 07:06:45 +0000 https://www.business.it/?p=139574 Carlo Acutis era un ragazzino di 15 anni nato a Londra, ma vissuto sempre a Milano, grande appassionato di informatica e profondamente devoto alla fede. Colto da leucemia fulminante, il ragazzo venne ricoverato all’Ospedale San Gerardo di Monza dove morì dopo tre giorni di agonia. “L’eucaristia è la mia autostrada per il cielo”, ripeteva Carlo… Read More »Da “patrono di Internet” a Santo. La storia di Carlo Acutis, morto a 15 anni. Il suo miracolo riconosciuto dalla Chiesa (VIDEO)

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Carlo Acutis era un ragazzino di 15 anni nato a Londra, ma vissuto sempre a Milano, grande appassionato di informatica e profondamente devoto alla fede. Colto da leucemia fulminante, il ragazzo venne ricoverato all’Ospedale San Gerardo di Monza dove morì dopo tre giorni di agonia. “L’eucaristia è la mia autostrada per il cielo”, ripeteva Carlo in quei giorni. Ma la sua storia terrena non era destinata a finire con quel tragico evento.

Il 2 Ottobre del 2012, secondo quanto certificato ufficialmente dalla Chiesa in questi giorni, il ragazzino milanese avrebbe cambiato per sempre la vita di un altro ragazzo, il 12enne brasiliano Matheus, affetto da una rara malattia anatomica congenita – il pancreas anulare – che avrebbe necessitato di un delicato intervento chirurgico per essere corretta.

Il 12 Ottobre 2013, nella Chiesa brasiliana di San Sebastiano, era in corso una benedizione con una reliquia appartenuta ad Acutis: un pezzo del pigiama macchiato di sangue con il quale aveva dormito il ragazzino nei giorni precedenti alla sua morte. (continua dopo il VIDEO) Matheus chiese di toccare la reliquia e in quel momento formulò il desiderio che i suoi dolorosi sintomi cessassero. Di lì a poco, il ragazzino brasiliano guarì completamente dalla sua malattia in un modo che gli stessi medici non seppero spiegare. Anche perché si trattava di una patologia congenita, per cui teoricamente quella condizione non poteva cambiare.

Ora la Chiesa, da sempre molto cauta nel certificare questi fenomeni, ha riconosciuto che la guarigione di Matheus sia stata “un miracolo”. Papa Francesco ha dunque ricevuto il Cardinale Marcello Semeraro, prefetto al Dicastero delle Cause dei Santi, e ha autorizzato il Dicastero a promulgare i Decreti riguardanti il miracolo attribuito all’intercessione del Beato Acutis, fedele laico. Carlo Acutis è diventato così il primo “millennial” proclamato Santo dalla Chiesa.

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Auto elettriche, perché in Europa è scoppiata una guerra Francia-Germania https://www.business.it/auto-elettriche-perche-in-europa-e-scoppiata-una-guerra-francia-germania/ Wed, 10 Jul 2024 06:57:24 +0000 https://www.business.it/?p=139570 Sulle auto elettriche si sta consumando una vera e propria guerra in Europa. La Cina sta invadendo il mercato, creando ovviamente più di un cortocircuito. Francia e Germania, i veri “capoccia” dell’Ue, sono allo scontro, ferme su due posizioni contrapposte. La filiera dell’auto, infatti, per decenni ha spinto le fortune della “locomotiva” europea, cioè la… Read More »Auto elettriche, perché in Europa è scoppiata una guerra Francia-Germania

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Sulle auto elettriche si sta consumando una vera e propria guerra in Europa. La Cina sta invadendo il mercato, creando ovviamente più di un cortocircuito. Francia e Germania, i veri “capoccia” dell’Ue, sono allo scontro, ferme su due posizioni contrapposte. La filiera dell’auto, infatti, per decenni ha spinto le fortune della “locomotiva” europea, cioè la Germania, che però adesso si ritrova stretta nel nodo gordiano dei suoi rapporti con la Cina.

A spiegare bene il quadro ci ha pensato Nicola Borzi sul Fatto Quotidiano: “Pechino sta rafforzando il suo primato produttivo sul fronte dei veicoli elettrici, minacciando di invadere il mercato Ue e di fatto ha già vinto la competizione con i produttori europei”. Intanto, gli Usa hanno quadruplicato i dazi sull’import di auto elettriche cinesi. La Germania “pesa” un quarto della produzione di auto e un quinto delle immatricolazioni dell’intera Ue, ma lo strapotere cinese rischia di stravolgere proprio il segmento del mercato auto che, nelle intenzioni di Bruxelles, deve spingere la strategia Ue di de-carbonizzazione dei trasporti.

La Cina è già dominante in Europa nel settore delle auto elettriche, visto che quasi un quinto (19,5%) dei veicoli elettrici venduti in Europa nel 2023 sono stati prodotti proprio in Cina, e quest’anno la quota dovrebbe raggiungere un quarto delle immatricolazioni. Spiega Borzi: “Sinora l’import di auto elettriche cinesi è stato guidato da veicoli Tesla, Dacia e Bmw prodotti nella Repubblica popolare, ma quest’anno i marchi cinesi potrebbero raggiungere l’11% del mercato Ue e salire sino al 20% nel 2027”.

Il problema nel problema è che la Cina rimane un mercato fondamentale per le case tedesche, che lì continuano a vendere e investire pesantemente. E ora si crea il controsenso per cui a pagare i rischi nascosti da decenni di politiche dei governi tedeschi sono tutti gli europei. Come? E perché? Spiega ancora Borzi: “Nel contesto del passaggio ai veicoli elettrici si prevede che i posti di lavoro della filiera dell’auto tedesca diminuiranno di un quarto entro il 2030”.

Si deve tenere conto che l’Ue è il maggiore destinatario di veicoli elettrici cinesi, e l’asse franco-tedesco che gestisce l’Ue in tutto e per tutto ora sta scricchiolando proprio su questo fronte. Parigi chiede a Bruxelles maggiore protezione per le sue case automobilistiche, mentre Berlino “teme che i suoi colossi nazionali possano venire tagliati fuori per ritorsione dall’enorme mercato cinese”. Gli interessi e il destino dell’Ue e di milioni di lavoratori, dunque, dipendono dagli interessi di Francia e Germania. La Francia, dunque, ora pressa l’Ue affinché freni “l’invasione” delle auto elettriche prodotte in Cina, mentre Berlino cerca di temporeggiare per non mandare in fumo i suoi investimenti in Cina.

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“2.000 € al mese per restare viva!” L’incubo di una paziente e la sua lotta per il Servizio sanitario nazionale https://www.business.it/2-000-e-al-mese-per-restare-viva-lincubo-di-una-paziente-e-la-sua-lotta-per-il-servizio-sanitario-nazionale/ Wed, 10 Jul 2024 06:46:56 +0000 https://www.business.it/?p=139566 I farmaci più innovativi – spesso quelli più efficaci – costano quanto un gioiello o un orologio di lusso, e non è accettabile. Dietro prescrizione medica, la signora affetta da una malattia neurodegenerativa che ha scritto alla testata online Fanpage, lo ottiene gratuitamente, ciò che l’ha portata a considerare: “Ricevo queste medicine senza pagare un euro, perché vivo in un Paese che… Read More »“2.000 € al mese per restare viva!” L’incubo di una paziente e la sua lotta per il Servizio sanitario nazionale

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I farmaci più innovativi – spesso quelli più efficaci – costano quanto un gioiello o un orologio di lusso, e non è accettabile. Dietro prescrizione medica, la signora affetta da una malattia neurodegenerativa che ha scritto alla testata online Fanpage, lo ottiene gratuitamente, ciò che l’ha portata a considerare: “Ricevo queste medicine senza pagare un euro, perché vivo in un Paese che si è dotato di un Servizio sanitario nazionale”. Effettivamente l’approccio universalistico alle cure (cosa non scontata, basti pensare al sistema sanitario statunitense) è garantito dalla nostra Costituzione, all’articolo 32. Certo, la donna riconosce le “enormi lacune”, e secondo noi è anche un eufemismo, visto che “va sempre peggiorando”, come lamenta la stessa autrice della lettera. In questa missiva a Fanpage ha raccontato la sua giornata tipo alla ricerca di un farmaco iniettabile che costa oltre i duemila euro, per la precisione 2.035,31 euro: “Un prodotto di lusso”, scrive la signora, non senza un meritorio velo di ironia. (Continua a leggere dopo la foto)
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Si tratta di siringa pre-riempita del prezioso farmaco, ch’ella dovrà iniettarsi a cadenza mensile. Ora, pensiamo se non esistesse il Servizio sanitario nazionale: come farebbe la stragrande maggioranza della popolazione, pressoché la totalità a dirla tutta, a sostenere una spesa di duemila euro al mese, solo di medicine? Ecco l’importanza di avere un sistema sanitario di competenza statale, nonostante la deriva aziendalistica delle strutture sanitarie, i criteri manageriali con cui vengono dirette le aziende sanitarie, i tagli alla Sanità endemici nei governi degli ultimi trent’anni e la carenza cronica di personale. Il resto della lettera racconta le peripezie per ottenere il farmaco, anzitutto perché può essere consegnato solo dalla farmacia interna all’ospedale che ha in cura la donna, e solo al paziente in persona; racconta le corse a casa per posare la siringa nel frigorifero; le difficoltà a conciliare tutto questo con gli orari di lavoro

Dopo lunghe peripezie, “alla fine arrivi davanti a una porta che magicamente si apre con una spinta e lascia intravedere un camice bianco. Ecco, sei arrivata, puoi varcare la soglia e consegnare la tua ricetta rossa”. Insomma, “Un sistema con enormi lacune, che aumentano sempre più e che sembra destinato a peggiorare. Esattamente come me”. Altri passaggi della lettera trattano della varia umanità che si incontra durante queste disavventure sanitarie.
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Prende fuoco una macchina elettrica nel garage, evacuata una palazzina https://www.business.it/prende-fuoco-una-macchina-elettrica-nel-garage-evacuata-una-palazzina/ Tue, 09 Jul 2024 10:12:57 +0000 https://www.business.it/?p=139563 Momenti di paura hanno scosso i residenti del palazzo situato in via Risaliti, a causa di un principio di incendio che ha avuto luogo nel vano interrato destinato ai garage. La situazione è rapidamente degenerata quando una vettura elettrica è andata a fuoco, generando un denso fumo che ha iniziato a propagarsi verso i piani… Read More »Prende fuoco una macchina elettrica nel garage, evacuata una palazzina

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Momenti di paura hanno scosso i residenti del palazzo situato in via Risaliti, a causa di un principio di incendio che ha avuto luogo nel vano interrato destinato ai garage. La situazione è rapidamente degenerata quando una vettura elettrica è andata a fuoco, generando un denso fumo che ha iniziato a propagarsi verso i piani abitati dell’edificio.

Fortunatamente, grazie alla pronta reazione dei vigili del fuoco, che sono intervenuti tempestivamente sul luogo dell’incidente, è stato possibile evacuare gli appartamenti per garantire la sicurezza di tutti i residenti. Le autorità hanno agito con estrema cautela, coordinando l’operazione di soccorso con l’ausilio di un’ambulanza del 118 e della polizia municipale, che ha provveduto a chiudere la strada per agevolare le operazioni di salvataggio.

Al momento non si segnalano feriti, e l’incendio è stato contenuto prima che potesse estendersi ulteriormente. L’episodio ha messo in evidenza l’importanza di una risposta rapida e coordinata in situazioni di emergenza, salvaguardando la vita e l’incolumità dei residenti coinvolti.

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Caldo e caro bollette: come risparmiare con il condizionatore https://www.business.it/caldo-e-caro-bollette-come-risparmiare-con-il-condizionatore/ Tue, 09 Jul 2024 09:57:19 +0000 https://www.business.it/?p=139559 L’Italia è pronta ad affrontare una delle settimane più calde di questa estate, con l’arrivo di un anticiclone di matrice africana che farà impennare i termometri fino a toccare i 42-43 gradi in diverse zone del paese. Un’ondata di caldo così intenso non si vedeva da mesi, e già si prevede un aumento senza precedenti… Read More »Caldo e caro bollette: come risparmiare con il condizionatore

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L’Italia è pronta ad affrontare una delle settimane più calde di questa estate, con l’arrivo di un anticiclone di matrice africana che farà impennare i termometri fino a toccare i 42-43 gradi in diverse zone del paese. Un’ondata di caldo così intenso non si vedeva da mesi, e già si prevede un aumento senza precedenti nell’uso dei condizionatori.

Secondo l’Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie e lo sviluppo sostenibile, ci sono buone notizie per chi punta su climatizzatori a pompa di calore ad alta efficienza: non solo permettono di risparmiare sulle bollette fino al 30%, ma contribuiscono anche a ridurre le emissioni di CO2, supportando così gli obiettivi del Green Deal europeo.

Risparmio energetico e comfort: i consigli dell’Enea

L’Enea consiglia 14 pratiche per ottimizzare l’uso dei climatizzatori, tra cui la pulizia regolare, il controllo della tenuta del gas e l’utilizzo di modelli in classe energetica superiore alla A. Questi accorgimenti non solo prolungano la vita del dispositivo, ma mantengono anche sani gli ambienti domestici, evitando l’insorgere di muffe e batteri dannosi per la salute umana.

Un altro aspetto cruciale riguarda l’installazione dei climatizzatori: posizionarli nella parte alta delle pareti aiuta a distribuire uniformemente l’aria fresca e a migliorare il comfort abitativo, riducendo così il consumo energetico.

Incentivi e detrazioni: il momento giusto per acquistare

Fino alla fine dell’anno è possibile beneficiare del “bonus condizionatore”, con detrazioni fiscali fino al 65% per chi sceglie modelli a pompa di calore ad alta efficienza. Un’opportunità da non lasciarsi sfuggire per chi desidera migliorare il comfort domestico risparmiando.

Conclusione: prepararsi al caldo con intelligenza

In vista delle temperature prossime ai 43 gradi, l’adozione di pratiche intelligenti e l’investimento in tecnologie energetiche avanzate diventano essenziali per affrontare l’estate senza rinunciare al benessere. È il momento di considerare il futuro, abbassando le bollette e contribuendo alla sostenibilità ambientale.

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Cibo taroccato, all’estero 1 turista italiano su 2 si imbatte in prodotti fake https://www.business.it/cibo-taroccato-allestero-1-turista-italiano-su-2-si-imbatte-in-prodotti-fake/ Tue, 09 Jul 2024 09:43:24 +0000 https://www.business.it/?p=139552 È scandalo: secondo un’indagine condotta da Coldiretti, almeno un turista italiano su due che viaggia all’estero si è ritrovato a tavola prodotti tricolori taroccati, fatti con ingredienti e procedure che nulla hanno a che fare con la nostra amata cucina italiana. Un vero e proprio scandalo per chi, lontano da casa, cerca di ritrovare quei… Read More »Cibo taroccato, all’estero 1 turista italiano su 2 si imbatte in prodotti fake

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È scandalo: secondo un’indagine condotta da Coldiretti, almeno un turista italiano su due che viaggia all’estero si è ritrovato a tavola prodotti tricolori taroccati, fatti con ingredienti e procedure che nulla hanno a che fare con la nostra amata cucina italiana. Un vero e proprio scandalo per chi, lontano da casa, cerca di ritrovare quei sapori autentici che solo l’Italia sa offrire.

Dall’olio ‘pompeiano’ al vino Chianti Sangiovese prodotto in California, le imitazioni non risparmiano neppure i nostri simboli enogastronomici più sacri. Ma il colmo si raggiunge con il famigerato parmesan, un surrogato del nostro pregiatissimo Parmigiano Reggiano, che rappresenta uno dei simboli per eccellenza dei fake culinari. È proprio negli Usa che si registra il maggior numero di questi scempi, piazzandosi in cima alla classifica dei maggiori taroccatori.

Un vero e proprio tradimento per i palati raffinati e una sfida per chi, all’estero, cerca di promuovere e difendere l’autenticità dei prodotti italiani. Il fenomeno è dilagante e preoccupante, mettendo in pericolo non solo l’immagine del nostro Paese ma anche l’economia delle aziende italiane che con impegno e passione lavorano per offrire il meglio delle nostre tradizioni culinarie.

La Coldiretti lancia l’allarme e invita tutti i connazionali a fare attenzione quando si trovano a scegliere un piatto italiano all’estero. La battaglia contro le contraffazioni è dura, ma l’amore per la vera cucina italiana non deve mai cedere il passo a questi inganni. Difendiamo il nostro patrimonio gastronomico, perché l’Italia merita di essere rappresentata solo dai suoi veri e inimitabili sapori.

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Attenzione: queste bollette del gas sono salite del 1000% https://www.business.it/attenzione-queste-bollette-del-gas-sono-salite-del-1000/ Tue, 09 Jul 2024 09:29:33 +0000 https://www.business.it/?p=139548 Chi di noi non è mai stato spaventato dalle bollette che arrivano in un momento in cui quei soldi avremmo voluto spenderli in un altro modo? Ma ciò che sta accadendo nel Regno Unito va ben oltre l’immaginabile. Qui, alcune bollette sono lievitate fino a toccare aumenti del 1000%. Fortunatamente, non stiamo parlando dell’Italia, ma… Read More »Attenzione: queste bollette del gas sono salite del 1000%

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Chi di noi non è mai stato spaventato dalle bollette che arrivano in un momento in cui quei soldi avremmo voluto spenderli in un altro modo? Ma ciò che sta accadendo nel Regno Unito va ben oltre l’immaginabile. Qui, alcune bollette sono lievitate fino a toccare aumenti del 1000%. Fortunatamente, non stiamo parlando dell’Italia, ma la situazione è comunque allarmante.

Secondo quanto riportato dal Guardian, alcuni consumatori britannici si sono trovati di fronte a bollette “pazze”. È il caso di Lison Woods, che normalmente pagava tra le 70 e le 100 sterline al mese (circa 100 euro). Tuttavia, secondo le stime di Ofgem, il consumo di Woods sarebbe aumentato di oltre il mille per cento. Risultato? Una bolletta di oltre 2000 euro.

La storia

Woods, incredula, ha dichiarato in un’intervista: “Io non ho cambiato in alcun modo le mie abitudini”. Ma cosa può aver causato un aumento così vertiginoso dei costi dell’energia? Per capirlo, Woods ha presentato un reclamo. “Ogni volta che apro un reclamo, ricevo una risposta che ignora qualsiasi mia domanda su come la mia fattura possa essere così alta. Utilizzano le stesse frasi standard, sembra scritto da un bot, e mi dicono che il reclamo è stato risolto poiché tutto è in ordine”. Ma di ordine non c’è traccia e le risposte tardano ad arrivare.

È solo grazie all’intervento del Guardian che la British Gas ha scoperto un errore: una lettura del contatore errata che aveva aggiunto mesi di consumo già pagato da Woods. Ma Woods non è l’unica vittima. Il Guardian ha riportato numerosi altri casi, come quello di Chris Timpson e sua moglie, che si sono visti addebitare circa 1919 euro per un solo mese di consumo energetico. Dopo le loro lamentele, la bolletta è stata corretta a 77 sterline (circa 90 euro). Tuttavia, il mese successivo è arrivata un’altra bolletta da 1259 sterline, ovvero 1450 euro, ancora una volta con un aumento vicino a percentuali folli.

Questa vicenda solleva preoccupazioni non solo per i cittadini britannici, ma anche per tutti noi. Le bollette possono diventare un incubo e, se non monitorate attentamente, possono causare gravi problemi finanziari. È fondamentale che i fornitori di energia agiscano con trasparenza e correttezza, garantendo che errori simili non si ripetano. Nel frattempo, non ci resta che incrociare le dita e sperare che situazioni del genere non attraversino il Canale della Manica, arrivando fino a noi.

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Volete un gatto? Ecco la classifica delle razze che vivono di più (e quale invece di meno) https://www.business.it/volete-un-gatto-ecco-la-classifica-delle-razze-che-vivono-di-piu-e-quale-invece-di-meno/ Mon, 08 Jul 2024 07:02:49 +0000 https://www.business.it/?p=139521 Sapete quali sono stati i gatti più longevi di sempre? La prima si chiamava Creme Puff e ha vissuto per ben 38 anni (corrispondenti a 168 anni umani). Il secondo, Grandpa Rexs Allen, ha resistito per 34 anni e tre mesi (153 anni umani). Ma, ovviamente, si tratta di eccezioni. La realtà di solito è… Read More »Volete un gatto? Ecco la classifica delle razze che vivono di più (e quale invece di meno)

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Sapete quali sono stati i gatti più longevi di sempre? La prima si chiamava Creme Puff e ha vissuto per ben 38 anni (corrispondenti a 168 anni umani). Il secondo, Grandpa Rexs Allen, ha resistito per 34 anni e tre mesi (153 anni umani). Ma, ovviamente, si tratta di eccezioni. La realtà di solito è diversa, e conoscerla meglio può interessare a tutti gli amanti degli animali domestici.

Viviamo in un’epoca in cui sempre più persone cercano la compagnia di compagni di vita a quattro zampe. Da un lato l’invecchiamento della popolazione spinge molti anziani soli ad “adottare” un cane o un gatto. Dall’altro, un amico a quattro zampe piace anche ai giovani o alle famiglie con bambini. Sui cani si sa tutto, ci sono pubblicazioni che offrono ogni tipo di informazione. Dei gatti, invece, si sa un po’ meno, forse perché sono più sfuggenti e misteriosi. Ma chiunque abbia avuto un micio in casa, sa quanto possono essere affettuosi e di compagnia. Certo, più umorali dei loro “colleghi” che abbaiano, ma è proprio la spiccata personalità dei felini ad attrarre molte persone.

Perciò, se siete in cerca di un gatto o se ne avete già uno e volete affiancargli un suo simile, per aiutarvi nella scelta, oltre a considerazioni sull’aspetto e sul carattere, esiste anche uno studio sulla longevità dei nostri compagni di viaggio dalle unghie retrattili. È stato realizzato nel Regno Unito dal Royal Veterinary College di Londra e lo ha pubblicato il Journal of Feline Medicine and Surgery. Lo studio riveste una notevole importanza, perché per la prima volta sono stati raccolti dati su ben 8.000 gatti. La ricerca ha coinvolto per l’esattezza 7.936 proprietari che avevano perso il loro animale domestico nell’arco di due anni. La ricerca comprendeva anche altri parametri, per esempio se il gatto fosse sterilizzato oppure no.

Il primo dato significativo che è emerso riguarda la durata media della vita dei gatti domestici nel Regno Unito, che è di 14.7 anni. Andando nei particolari, si nota subito una differenza fra gatti di razza pura e ibridi: questi ultimi vivono 1.5 anni in più. E c’è anche una differenza di “genere”: sì, perché le gatte vivono in media 1.3 anni più dei maschi. Anche i gatti sterilizzati hanno un’aspettativa di vita maggiore: 1.1 anni in più.

Per i dati disponibili, sappiamo anche qual è la razza che vive di meno: il cosiddetto “gatto sfinge” senza pelo, che per una predisposizione genetica alle malattie cardiache vive mediamente solo 6.7 anni. Questa invece è la classifica delle razze più longeve con l’aspettativa massima di vita:

  • Gatto Sacro di Birmania (18-20 anni)
  • Siamese (16-20 anni)
  • Ragdoll (15-25 anni)
  • Gatto Europeo (15-20 anni)
  • Savannah (15-20 anni)
  • Gatto dell’Isola di Man (15-20 anni)
  • Bombay Americano (15-20 anni)
  • Mau Egiziano (15-20 anni)
  • Persiano (15-20 anni)
  • Nebelung o Gatto Grigio (15-18 anni)

Questi dati sono estremamente utili per chi desidera fare una scelta consapevole e informata, garantendo al proprio amico felino una vita lunga e sana.

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Bonus zanzariere 2024, ecco quanto puoi risparmiare. A chi spetta e per quali modelli: la guida https://www.business.it/bonus-zanzariere-2024-ecco-quanto-puoi-risparmiare-a-chi-spetta-e-per-quali-modelli-la-guida/ Mon, 08 Jul 2024 06:49:32 +0000 https://www.business.it/?p=139517 Anche nel 2024 gli interventi per sostituire o installare le zanzariere, ovviamente al ricorrere di specifici requisiti, possono essere portati in detrazione. Questa è una notizia particolarmente gradita con l’estate alle porte e soprattutto in un periodo in cui la febbre Dengue sta tornando alla ribalta, pur avendo il suo epicentro in America del Sud.… Read More »Bonus zanzariere 2024, ecco quanto puoi risparmiare. A chi spetta e per quali modelli: la guida

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Anche nel 2024 gli interventi per sostituire o installare le zanzariere, ovviamente al ricorrere di specifici requisiti, possono essere portati in detrazione. Questa è una notizia particolarmente gradita con l’estate alle porte e soprattutto in un periodo in cui la febbre Dengue sta tornando alla ribalta, pur avendo il suo epicentro in America del Sud. Vediamo come funziona questa misura, cosa è cambiato rispetto agli anni precedenti e quali sono i requisiti necessari per usufruirne, oltre a come presentare la domanda.

Innanzitutto, è importante chiarire che questo bonus non è destinato esclusivamente alle zanzariere, il che sarebbe alquanto singolare, ma rientra in un programma più ampio di interventi per la ristrutturazione e il miglioramento dell’efficienza energetica della casa. Per una spesa massima di 60.000 euro, è prevista una detrazione del 50%, con un massimo di 30.000 euro detraibili grazie all’Ecobonus. Ecco quindi un primo requisito fondamentale: la sola sostituzione o installazione delle zanzariere non basta, ma deve essere parte di una più ampia ristrutturazione dell’immobile.

Se si opta per zanzariere con schermatura solare, la spesa può rientrare negli interventi agevolabili sia con l’ecobonus che con il superbonus. Utilizzando il superbonus, la detrazione può salire al 70%, ma la sostituzione delle zanzariere deve essere accompagnata da interventi più significativi, come la sostituzione degli infissi con materiali e tipologie diverse.

La domanda per il bonus deve essere presentata tramite il portale dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Il bonus per l’installazione delle zanzariere è applicabile solo a immobili già esistenti e regolarmente registrati al catasto, escludendo quindi immobili in costruzione o assimilabili. Durante la presentazione del modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico), è necessario includere le informazioni relative al bonus zanzariere per poter beneficiare della detrazione. Il rimborso della spesa avviene in 10 quote annuali di pari importo per ecobonus e bonus ristrutturazione, e in quattro quote annuali per il superbonus.

I requisiti per accedere al bonus zanzariere 2024 sono dettagliati: devono avere la marchiatura CE; devono proteggere una superficie vetrata; devono essere fissate in modo stabile; devono essere installate all’esterno della finestra, all’interno o integrate nell’infisso; devono essere regolabili per gestire la radiazione solare. Un requisito particolarmente complesso è il valore Gtot inferiore a 0,35, che misura la capacità della zanzariera di schermare la luce solare. Più basso è questo parametro di trasmittanza energetica globale, minore sarà l’irraggiamento all’interno dell’edificio.

Per quanto riguarda i potenziali beneficiari del bonus, chiunque abbia un diritto di godimento reale sull’immobile può richiederlo, inclusi uffici ed esercizi commerciali. Tra le persone fisiche soggette all’Irpef, i beneficiari possono essere: proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, affittuari, comodatari, e condomini per le parti comuni. Tra i soggetti giuridici che possono recuperare la detrazione dall’Ires, vi sono: imprese, professionisti che utilizzano l’immobile per attività professionali, associazioni tra professionisti, enti pubblici e privati che versano l’Ires, case popolari ed enti con finalità simili.

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