Lega – Business.it https://www.business.it I segreti del potere - Notizie e retroscena Thu, 27 Apr 2023 12:59:37 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.business.it/wp-content/uploads/2023/01/cropped-Favicon_Business.it_-32x32.jpg Lega – Business.it https://www.business.it 32 32 Fondi russi alla Lega, inchiesta archiviata, Salvini prepara la vendetta: “Prepariamo le querele” https://www.business.it/fondi-russi-lega-caso-metropol-gip-archiviazione-inchiesta/ Thu, 27 Apr 2023 12:59:35 +0000 https://www.business.it/?p=115549 Si chiude con un’archiviazione l’inchiesta sui presunti fondi russi destinati alla Lega di Matteo Salvini. L’inchiesta sul caso Metropol, ovvero la presunta trattativa svoltasi nell’albergo di Mosca il 18 ottobre 2018, si trascinava ormai da anni. Ma ora la gip di Milano Stefania Donadeo ha deciso che non ci sono elementi sufficienti per procedere per… Read More »Fondi russi alla Lega, inchiesta archiviata, Salvini prepara la vendetta: “Prepariamo le querele”

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Si chiude con un’archiviazione l’inchiesta sui presunti fondi russi destinati alla Lega di Matteo Salvini. L’inchiesta sul caso Metropol, ovvero la presunta trattativa svoltasi nell’albergo di Mosca il 18 ottobre 2018, si trascinava ormai da anni. Ma ora la gip di Milano Stefania Donadeo ha deciso che non ci sono elementi sufficienti per procedere per corruzione internazionale contro il presidente dell’associazione LombardiaRussia Gianluca Savoini, l’avvocato Gianluca Meranda, l’ex bancario Francesco Vannucci e tre presunti intermediari russi. Il loro scopo secondo l’accusa sarebbe stato quello di far confluire 65 milioni di euro nelle casse della Lega grazie ad una compravendita di petrolio. Salvini esulta sui social e lancia anche minacce.
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Lega fondi russi archiviazione

Fondi russi alla Lega: gip chiede archiviazione del caso

“È emerso dalle indagini che gli atti posti in essere erano inequivocabilmente diretti verso l’obiettivo finale di finanziare illecitamente il partito Lega. – si legge nell’ordinanza con cui la gip di Milano ha stabilito l’archiviazione del caso Metropol – Grazie ai rapporti che Savoini, presidente dell’associazione culturale Lombardia-Russia, aveva saputo tessere con influenti personaggi del mondo politico, economico, culturale russo. Ma detti atti non possono qualificarsi idonei a raggiungere, almeno potenzialmente, lo scopo, non essendosi conclusa non solo la fase finale di destinazione di una certa percentuale alla Lega. Ma neanche l’operazione principale di compravendita di petrolio”.

“L’impossibilità di identificare con precisione i soggetti russi coinvolti nelle trattative descritte e le cariche pubbliche rivestite dagli stessi non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna degli indagati per il reato di corruzione internazionale. – prosegue la gip – Ulteriori indagini (sui fondi russi alla Lega) non sono possibili a causa della mancata risposta della Russia alla rogatoria già prima dell’inizio della guerra in Ucraina e l’ancora maggiore improbabilità di ottenere una risposta a seguito del conflitto”, conclude motivando così l’archiviazione del caso.

Tempo pochi minuti e il leader della Lega Matteo Salvini esulta così sui social per l’archiviazione appena arrivata: “Archiviata l’inchiesta sui presunti fondi russi del caso Metropol. Adesso aspettiamo le scuse di tanti, e prepariamo le querele per molti”. Ma anche Gianluca Savoini non perde tempo per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. “Fu un’aggressione internazionale, volevano colpire Salvini come Trump. – denuncia – Salvini al 34% dava fastidio. Dopo l’archiviazione l’ho sentito e ci siamo detti evviva”.
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Scontro nella Lega, la risposta a sorpresa di Bossi: “Fatelo ma senza di me” https://www.business.it/scontro-nella-lega-la-risposta-a-sorpresa-di-bossi/ Mon, 09 Jan 2023 13:55:24 +0000 https://www.business.it/?p=106512 Tempi duri per la Lega targata Matteo Salvini. Da quando il segretario del Carroccio ha deciso di appoggiare il governo Draghi, infatti, ha iniziato a verificarsi un’emorragia di voti dal partito che sono confluiti quasi tutti in direzione di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. E neanche l’avvio della nuova legislatura nel governo di centrodestra sembra… Read More »Scontro nella Lega, la risposta a sorpresa di Bossi: “Fatelo ma senza di me”

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Tempi duri per la Lega targata Matteo Salvini. Da quando il segretario del Carroccio ha deciso di appoggiare il governo Draghi, infatti, ha iniziato a verificarsi un’emorragia di voti dal partito che sono confluiti quasi tutti in direzione di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. E neanche l’avvio della nuova legislatura nel governo di centrodestra sembra aver dato vigore ai salviniani. Le percentuali leghiste nei sondaggi sono scese talmente ai minimi termini da indurre qualcuno a pensare ad una scissione che potesse riportare i lumbard ai vecchi fasti dell’era Bossi. Per questo è nata la corrente interna battezzata Comitato Nord, con il patrocinio proprio di Umberto Bossi. Ma ora è proprio il vecchio leader a frenare i bollenti spiriti scissionisti dei suoi.

Bossi e Salvini, scontro nella Lega

Tra poche settimane, a febbraio, sono in programma le elezioni Regionali in Lombardia. Ed è proprio su questa tornata elettorale che si starebbero consumando liti furibonde tra i fedelissimi di Matteo Salvini e quelli di Umberto Bossi che vorrebbero una svolta nella Lega. Ma anche all’interno del Comitato Nord, così si chiama la formazione bossiana, ci sono due anime. Una che vorrebbe sostenere Letizia Moratti come candidato presidente, appena passata al Terzo Polo di Carlo Calenda e Matteo Renzi, e l’altra che vorrebbe restare fedele al governatore uscente del Carroccio Attilio Fontana.

Tra questi ultimi si schiera un po’ a sorpresa proprio lo stesso Umberto Bossi. “Se volete andare con la Moratti fatelo, ma senza di me. Io ho dato la parola ad Attilio Fontana e io la mia parola la mantengo”, così il vecchio senatùr si sarebbe rivolto ai suoi, tentati dallo strappo definitivo con gli odiati salviniani. Una presa di posizione chiara che ha tagliato le gambe a chi avrebbe voluto appoggiare la Moratti. Per questo alcuni membri del Comitato si sono affrettati a dichiarare che “il Comitato Nord appoggerà Fontana alle Regionali”.

Comitato Nord che, secondo quanto riporta Libero, sarebbe entrato ora in confusione. “La questione politica è chiarita: sosterremo Fontana. Punto. Il modo in cui si concretizzerà questo sostegno, che sia con nostri candidati o con comunicati stampa, lo deciderà Bossi”, dichiara in un comunicato Paolo Grimoldi che, insieme ad Angelo Ciocca, è considerato uno dei leader del Comitato Nord. Ma dopo un paio d’ore esce un’altra nota ufficiale, stavolta di tutto il Comitato, nella quale si legge che “il Comitato prende atto che il presidente Fontana, dopo il divieto del segretario federale Matteo Salvini, non consentirà di entrare in supporto alla coalizione di centrodestra per le prossime elezioni regionali. È un errore, un’occasione persa per far valere le istanze dell’Autonomia e le richieste della militanza nordista”.

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Bossi umilia Salvini: “Non è un uomo” https://www.business.it/bossi-umilia-salvini-cosi/ Tue, 20 Dec 2022 13:15:23 +0000 https://www.business.it/?p=105526 Umberto Bossi partecipa ad una riunione al Pirellone, sede della Regione Lombardia, e decide di sparare a zero contro Matteo Salvini. Soltanto qualche giorno fa l’ex segretario della Lega aveva dato vita al Comitato Nord insieme ad altri leghisti delusi e a due esponenti di peso del Carroccio come Angelo Ciocca e Paolo Grimoldi. Un… Read More »Bossi umilia Salvini: “Non è un uomo”

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Umberto Bossi partecipa ad una riunione al Pirellone, sede della Regione Lombardia, e decide di sparare a zero contro Matteo Salvini. Soltanto qualche giorno fa l’ex segretario della Lega aveva dato vita al Comitato Nord insieme ad altri leghisti delusi e a due esponenti di peso del Carroccio come Angelo Ciocca e Paolo Grimoldi. Un nuovo movimento politico che si richiama alle origini leghiste contro il partito guidato oggi da Matteo Salvini. Partecipa all’incontro con Bossi anche il governatore lombardo Attilio Fontana, nel ruolo di mediatore, insieme a quattro consiglieri regionali appena espulsi da Salvini dopo la loro adesione al movimento bossiano.

Bossi e Salvini

Ora restano pochi giorni per capire se tra le due anime della Lega sarà rottura definitiva, oppure se sia Bossi che Salvini decideranno di unire le loro forze per sostenere la ricandidatura di Fontana alla guida della Regione. Il quotidiano Repubblica svela anche un presunto retroscena sulle dichiarazioni del senatur, durissimo contro il suo successore. “Salvini non mi parla? È un bambino, non si comporta come un uomo e io sono abituato a parlare con gli uomini”, si sarebbe sfogato così Bossi con i suoi.

“Mi farò promotore con la coalizione di centrodestra della necessità di accogliere anche loro”, dichiara invece il governatore Fontana una volta terminato l’incontro con Bossi. La riunione del Comitato Nord si conclude poi con un comunicato. “Oggi il presidente a vita della Lega Nord Umberto Bossi ha incontrato in consiglio regionale il presidente Attilio Fontana. – si legge nel documento – Una richiesta chiara ed inequivocabile: farsi parte attiva con gli alleati di coalizione al fine di riconoscere il Comitato Nord come lista all’interno della coalizione di centrodestra in appoggio al presidente Fontana”.

Come già accennato, soltanto qualche giorno fa si era tenuta la prima assemblea del Comitato Nord nel palazzo comunale di Lodi. Tra la quarantina di persone presenti c’era anche Angelo Ciocca, divenuto famoso quando, da europarlamentare, si tolse una scarpa e la battè sul tavolo del Parlamento europeo imitando il leader sovietico Nikita Krusciov. “Di questo passo alle prossime Europee la Lega non prende neanche il 4%, non supera lo sbarramento. – aveva avvertito Ciocca – Fdi ci invidia la territorialità, ma se un militante non viene ascoltato dai vertici del partito è chiaro che poi ti sfanc***. Avete presente i violinisti del Titanic? Dicono che va tutto bene, la barca affonda, nel prossimo Consiglio regionale la Lega passerà da 31 eletti a 8-9”.

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Terremoto Lega in Lombardia: tre consiglieri abbandonano Salvini https://www.business.it/la-lega-di-salvini-perde-i-pezzi/ Fri, 09 Dec 2022 13:00:58 +0000 https://www.business.it/?p=102742 La Lega targata Matteo Salvini continua a perdere pezzi. Stavolta a voltare le spalle al Carroccio sono tre consiglieri regionali della Lombardia. Si tratta di  Roberto Mura, Federico Lena e Antonello Formenti che contestualmente annunciano la formazione di un nuovo gruppo in Regione. I tre si richiamano alla recente formazione del Comitato del Nord,  la… Read More »Terremoto Lega in Lombardia: tre consiglieri abbandonano Salvini

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La Lega targata Matteo Salvini continua a perdere pezzi. Stavolta a voltare le spalle al Carroccio sono tre consiglieri regionali della Lombardia. Si tratta di  Roberto Mura, Federico Lena e Antonello Formenti che contestualmente annunciano la formazione di un nuovo gruppo in Regione. I tre si richiamano alla recente formazione del Comitato del Nord,  la corrente fondata da Umberto Bossi che richiama istanze e valori originari del Carroccio. Ma non è ancora chiaro se appoggeranno la centrista Letizia Moratti alle prossime elezioni Regionali lombarde.

La Lega perde pezzi in Lombardia

“Nella giornata di oggi, visto i malesseri interni e la non predisposizione all’ascolto delle innumerevoli criticità territoriali e l’abbandono totale delle tematiche autonomiste nordiste, i tre consiglieri hanno deciso di lasciare il gruppo Lega Salvini Premier e costituire un nuovo gruppo regionale”, si legge in una nota diramata nelle scorse ore. Il capogruppo della Lega in Regione, Roberto Anelli, commenta così l’accaduto: “Io non sono stato avvisato della scissione, l’ho letto nella nota che hanno diramato”.

Un altro consigliere della Lega, Marco Mariani, si sente invece in dovere di fare una precisazione. “In riferimento alla costituzione di un nuovo gruppo consiliare in Regione Lombardia, alcune testate giornalistiche hanno accostato in maniera arbitraria il mio nome tra possibili aderenti, in futuro, di questa nuova formazione. – dichiara Mariani – Tengo invece a precisare la mia volontà, senza alcun tipo di dubbio, di rimanere dove sono attualmente, ovvero nel gruppo Lega in Regione. La mia puntualizzazione ha lo scopo di fare chiarezza e di evitare che appaiano sulla stampa notizie prive di fondamento”.

Due settimane fa un altro consigliere del Carroccio, Gianmarco Senna, ha aderito al Terzo Polo di Renzi e Calenda. insieme al consigliere di Azione, Niccolò Carretta, e alla consigliera ex Civici europeisti lombardi, Elisabetta Strada. “Volevo rappresentare un’area ben precisa del Carroccio, laica e liberale con al centro la storia del nostro tessuto produttivo, e prendo atto che non ci sono riuscito. – commenta Senna raggiunto da Repubblica – Continuo ad avere le stesse idee di prima, però non c’erano più le condizioni per portarle avanti lì. Dopodiché è evidente che ci siano dei mal di pancia nella Lega, però non mi permetto di emettere giudizi”.

“Le fibrillazioni nel fronte della Lega hanno prodotto la scissione del gruppo regionale e potrebbe non essere finita qui. – questa invece la reazione del capogruppo del Pd lombardo Fabio Pizzul – Oggi il fronte a sostegno di Fontana è molto più debole e convinto di prima e le ragioni sono politiche, perché la Lega di Salvini non sta più rappresentando la Lombardia e i suoi interessi e men che meno lo può fare Fratelli d’Italia, un partito fortemente centralista, romanocentrico, più attento alle ragioni del sud e sempre contrario a ogni forma di autonomia. La Lega ha tradito la Lombardia, i suoi elettori alle politiche hanno tradito la Lega, e ora le crepe si vedono anche in Consiglio regionale. Questo Salvini lo sa bene e infatti chiede di votare anche il lunedì, perché teme fortemente l’astensione dei suoi elettori. La verità è che Fontana e la Lega salviniana hanno tradito la Lombardia e i lombardi se ne sono accorti”, conclude Pizzul.

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Lega, l’assessora di Ardea si ‘assume’ da sola https://www.business.it/lincredibile-notizia-sulla-fedelissima-di-salvini/ Wed, 30 Nov 2022 13:10:39 +0000 https://www.business.it/?p=102056 La protagonista di questa storia si chiama Luana Ludovici. La donna di professione fa l’assessore con delega ai servizi demografici e al personale nel Comune di Ardea che fa parte della città metropolitana di Roma. La Ludovici è finita nella bufera perché ha partecipato ad un concorso per tre posti di vigile urbano, bandito proprio… Read More »Lega, l’assessora di Ardea si ‘assume’ da sola

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La protagonista di questa storia si chiama Luana Ludovici. La donna di professione fa l’assessore con delega ai servizi demografici e al personale nel Comune di Ardea che fa parte della città metropolitana di Roma. La Ludovici è finita nella bufera perché ha partecipato ad un concorso per tre posti di vigile urbano, bandito proprio dal Comune dove lei ricopre già una importante carica. Il fatto che fa discutere è che sia già riuscita a superare la prova preselettiva. Per questo motivi i suoi avversari politici la accusano di essersi assunta da sola.

L’assessora di Ardea della Lega insieme a Salvini

La storia politica di Luana Ludovici la vede candidata ed eletta nella scorsa consiliatura di Ardea nelle file di una lista civica. Poi l’esponente politica decide di passare sotto le insegne della Lega di Matto Salvini, diventando coordinatrice cittadina del Carroccio. Quest’anno, dopo le ultime elezioni, è stata rieletta in consiglio comunale. Il sindaco di Fratelli d’Italia Maurizio Cremonini la sceglie poi per far parte della giunta con il ruolo di assessore con delega ai servizi demografici e al personale.

Prima di scendere in campo in politica, Luana Ludovici ha svolto i mestieri di operaia e poi di segretaria. La sua carriera è stata però fulminea, scelta anche come assistente dall’eurodeputata Anna Cinzia Bonfrisco. Ora però su di lei si abbatte una furiosa polemica per il fatto di aver partecipato ad un concorso indetto dal Comune dove già lavora. La Ludovici viene criticata per il fatto di voler far parte di quel personale comunale su cui lei stessa ha la delega.

Lei intanto tira dritto e, come già accennato, supera la prova preselettiva insieme a soli altri 21 candidati sui 134 totali che ambivano a quei posti da vigile urbano. “Questo è un concorso indetto già dalla precedente amministrazione. – sottolinea il sindaco di Ardea – L’assessora si era iscritta prima del ricevimento della delega. A tutela del concorso ho chiesto una commissione esterna e abbiamo anche un rappresentante della Regione Lazio. È tutto esterno. In ogni caso se l’assessora in questione entrerà in graduatoria per poter essere assunta ovvio che dovrà rinunciare al suo mandato. Ma questo può succedere e non c’è nulla contro la legge. Sotto l’aspetto etico posso essere d’accordo. Ma l’amministrazione garantisce il massimo della trasparenza”, conclude.

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Scuola, la proposta della Lega: insegnare il veneto nelle scuole della Regione https://www.business.it/la-proposta-della-lega-scatena-la-polemica/ Thu, 17 Nov 2022 10:56:37 +0000 https://www.business.it/?p=101130 La Lega di Matteo Salvini non ci pensa proprio a rinunciare ad alcuni dei suoi storici cavalli di battaglia. Stavolta si parla della possibilità di insegnare il dialetto a scuola. 18 deputati del Carroccio hanno infatti presentato alla Camera un disegno di legge per chiedere l’avvio di lezioni di lingua veneta nelle scuole dell’obbligo in… Read More »Scuola, la proposta della Lega: insegnare il veneto nelle scuole della Regione

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La Lega di Matteo Salvini non ci pensa proprio a rinunciare ad alcuni dei suoi storici cavalli di battaglia. Stavolta si parla della possibilità di insegnare il dialetto a scuola. 18 deputati del Carroccio hanno infatti presentato alla Camera un disegno di legge per chiedere l’avvio di lezioni di lingua veneta nelle scuole dell’obbligo in Veneto. Fratelli d’Italia, per bocca del vicepresidente di Montecitorio Fabio Rampelli, prendono le distanze da questa iniziativa. Ma non è detto che le pretese autonomiste della Lega non vengano esaudite.

La proposta della Lega fa discutere

Il primo firmatario del disegno di legge è il sottosegretario al Mise, il padovano Massimo Bitonci, fedelissimo di Matteo Salvini. Insieme a lui ci sono Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività produttive, e altri deputati veneti come Ingrid Bisa, Dimitri Coin e Gianangelo Bof. Nel testo del decreto si chiede esplicitamente di inserire il veneto tra le lingue delle minoranze tutelate dall’articolo 6 della Costituzione, come quelle parlate dalle comunità albanesi, germaniche o francofone. Si intende inoltre modificare la legge 482 del 1999 che tutela le minoranze linguistiche.

Lo scopo della nuova legge, come si legge nel testo del ddl, è quello di inserire “l’insegnamento delle lingue regionali nelle scuole di ogni ordine e grado, con una particolare attenzione alla scuola materna, affinché il bambino possa parlare la sua lingua materna. La presente proposta di legge inserisce quindi la lingua veneta tra le lingue minoritarie e fissa l’obbligatorietà dell’insegnamento nel rispettivo territorio regionale”.

Se il decreto dovesse essere approvato dal Parlamento, toccherebbe poi alla Regione Veneto, governata dal leghista Luca Zaia, mettersi in moto per firmare “un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione che stabilirebbe i criteri generali per l’attuazione della riforma”. Nell’ultima parte del decreto c’è scritto inoltre che la Regione Veneto potrà “sottoscrivere accordi con la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo e con le emittenti radiotelevisive locali, anche a tal fine appositamente costituite, per la promozione di trasmissioni giornalistiche e di programmi generali in lingua minoritaria”.

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Lega, Maroni contro Salvini: “È ora di un nuovo leader e so anche chi” https://www.business.it/lex-segretario-della-lega-maroni-vuole-mandare-in-pensione-salvini/ Tue, 27 Sep 2022 08:52:36 +0000 https://www.business.it/?p=97919 Musi lunghi e mugugni nella Lega dopo il deludente risultato elettorale di domenica scorsa. Vero è che il partito di Matteo Salvini, nonostante sia crollato sotto al 9% delle preferenze, sia riuscito ad eleggere quasi 100 parlamentari e ora avrà diritto a spartirsi le poltrone di governo. Ma la delusione è tanta anche tra quelli… Read More »Lega, Maroni contro Salvini: “È ora di un nuovo leader e so anche chi”

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Musi lunghi e mugugni nella Lega dopo il deludente risultato elettorale di domenica scorsa. Vero è che il partito di Matteo Salvini, nonostante sia crollato sotto al 9% delle preferenze, sia riuscito ad eleggere quasi 100 parlamentari e ora avrà diritto a spartirsi le poltrone di governo. Ma la delusione è tanta anche tra quelli che una volta erano considerati i suoi fedelissimi. È anche il caso di Roberto Maroni. L’ex segretario e uno dei fondatori del Carroccio mena fendenti durissimi contro il Capitano, invocando persino un cambio alla guida del partito.

Maroni attacca Salvini

Non usa mezze misure Roberto Maroni nella sua rubrica ‘Barbari foglianti’ tenuta sul quotidiano Il Foglio. Analizzando i deludenti risultati elettorali del suo partito decide di andare subito al nocciolo della questione. “È ora di un nuovo leader per la Lega. – spara a zero contro Salvini – Ora si parla di un congresso straordinario della Lega. Ci vuole. Io saprei chi eleggere come nuovo segretario, ma per adesso non faccio nomi”.

“Un dato è certo: la distanza tra le due coalizioni è abissale, mai sotto i 15 punti. – prosegue poi Roberto Maroni nella sua analisi del voto – La vittoria è netta. Svanisce quella che per il centrodestra era l’unica paura e per il centrosinistra l’ultima speranza. Meloni potrà contare sulla maggioranza assoluta sia alla Camera che al Senato”, esulta l’ex segretario leghista che poi parla del risultato delle elezioni come di “una vittoria per nulla sorprendente, vista la pochezza della coalizione di centrosinistra. Dei suoi argomenti, dei suoi programmi e della sua propaganda. Anzi, le varie coalizioni targate centrosinistra sono tutte quante pronte a dividersi, esercizio che le ha portate alla sonora sconfitta”.

Secondo Maroni, Giorgia Meloni “adesso riceverà dal presidente della Repubblica l’incarico di formare il nuovo governo. Anche se la prima volta che una donna diventa presidente del Consiglio, la Meloni ce la farà di sicuro. Una doppia maggioranza in Parlamento abbatte ogni possibile ostacolo sulla strada della Meloni verso Palazzo Chigi. Il risultato sotto le aspettative della lista centrista Calenda-Renzi non lascia dubbi: il centrodestra non avrà bisogno di altri voti in Parlamento”, conclude.

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Umberto Bossi fuori dal Parlamento: ore decisive https://www.business.it/la-brutta-notizia-per-il-fondatore-della-lega-umberto-bossi-ma-e-giallo/ Tue, 27 Sep 2022 08:22:07 +0000 https://www.business.it/?p=97914 Dopo 35 anni di onorata carriera, Umberto Bossi rischia di essere escluso dal prossimo Parlamento. Secondo quanto si apprende, infatti, il fondatore della Lega non compare nella lista degli eletti nella quota proporzionale pubblicata sulla piattaforma Eligendo del ministero dell’Interno. Bossi era candidato capolista per la Camera nel collegio plurinominale di Varese-Busto Arsizio, considerato super blindato. Ma il… Read More »Umberto Bossi fuori dal Parlamento: ore decisive

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Dopo 35 anni di onorata carriera, Umberto Bossi rischia di essere escluso dal prossimo Parlamento. Secondo quanto si apprende, infatti, il fondatore della Lega non compare nella lista degli eletti nella quota proporzionale pubblicata sulla piattaforma Eligendo del ministero dell’Interno. Bossi era candidato capolista per la Camera nel collegio plurinominale di Varese-Busto Arsizio, considerato super blindato. Ma il deludente risultato della Lega, finita sotto al 10% delle preferenze, potrebbe chiudergli definitivamente la via per entrare in Parlamento. Non è però ancora detta l’ultima parola.

Umberto Bossi

La circoscrizione dove è presente il nome di Umberto Bossi, la Lombardia 2, sarebbe inoltre l’unica in cui la Lega non sarebbe riuscita ad eleggere nemmeno un deputato. Altra tegola sul destino del senatur è il meccanismo della legge elettorale Rosatellum con cui i voti di una lista possono essere spostati da un collegio all’altro se in eccesso rispetto alla media nazionale.

Non tutto è perduto però per Umberto Bossi, considerato che la decisione finale sulla lista dei parlamentari arriverà con la proclamazione definitiva degli eletti. Altro filo di speranza per il fondatore del Carroccio è rappresentato dal fatto che tre deputati sono stati eletti in due circoscrizioni diverse. Si tratta di Antonio Angelucci, Vannia Gava e Silvana Comaroli che ora dovranno rinunciare ad una circoscrizione, lasciando così campo libero al secondo in lista. Per Bossi sarà decisiva la scelta della Comaroli.

Comunque sia, Umberto Bossi rischia davvero di uscire dal Parlamento dopo 35 anni consecutivi di mandato, di cui 26 trascorsi alla Camera e nove al Senato. Quasi certamente resterà fuori il tesoriere leghista Giulio Centemero, capolista nel plurinominale di Bergamo e Treviglio. Stesso destino per Alessandro Morelli che però partiva candidato in una posizione di lista molto bassa. Gira voce, infine, che l’ultima parola sul giallo che coinvolge Bossi potrebbe metterla il segretario Matteo Salvini.

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Il leghista si filma con la rom, Selvaggia Lucarelli scatena la bufera social: “Vigliacchi” https://www.business.it/il-leghista-si-filma-con-la-rom-selvaggia-lucarelli-scatena-la-bufera-social/ Mon, 05 Sep 2022 12:54:31 +0000 https://www.business.it/?p=96548 Un altro esponente della Lega accusato di essere razzista. Stavolta accade a Firenze. Protagonista della vicenda è Alessio Di Giulio, capogruppo del Carroccio nel quartiere 3 del capoluogo toscano. Nel pomeriggio di domenica 4 settembre a Di Giulio viene la bella idea di filmarsi con il suo telefonino mentre cammina per le vie del centro… Read More »Il leghista si filma con la rom, Selvaggia Lucarelli scatena la bufera social: “Vigliacchi”

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Un altro esponente della Lega accusato di essere razzista. Stavolta accade a Firenze. Protagonista della vicenda è Alessio Di Giulio, capogruppo del Carroccio nel quartiere 3 del capoluogo toscano. Nel pomeriggio di domenica 4 settembre a Di Giulio viene la bella idea di filmarsi con il suo telefonino mentre cammina per le vie del centro della città. Poco dopo però il leghista prende di mira una donna rom. Le sue parole scatenano la violenta ed indignata reazione dei social. A guidare la rivolta virtuale è la giornalista Selvagia Lucarelli.

Proteste veementi che costringono Di Giulio prima ad aggiustare il tiro delle sue critiche e poi a rimuovere definitivamente il post da Facebook, Ma ormai è troppo tardi perché in molti lo hanno già scaricato per condividerlo. “25 settembre vota Lega”, esclama l’esponente salviniano nel video in questione. Subito dopo l’uomo si avvicina ad una donna di origine rom e mentre la inquadra aggiunge sorridente: “Per non vederla mai più, per non vederla mai più”. Lei inizialmente sorride perché non capisce le vere intenzioni del suo hater. Poi però prova a difendersi esclamando: “No, non dire così, non dire così”.

Ma Alessio Di Giulio non le dà retta e conclude il video ripetendo: “Il 25 settembre vota Lega, in maniera che lei a Firenze non ci sia più”. Un atteggiamento subito tacciato di razzismo dai frequentatori dei social. Tant’è che Di Giulio prima aggiunge nel post un riferimento all’articolo 669-bis del codice penale, ovvero il reato di accattonaggio molesto.

Poi, vista la mala parata, decide direttamente di rimuoverlo. Il suo dietro front non placa però la furia dei suoi critici, con in testa Selvaggia Lucarelli che lo bacchetta così: “Alessio Di Giulio, capogruppo della Lega di Salvini a Firenze. Magari la prossima volta dimostri il suo coraggio riprendendo col telefono un uomo, magari il doppio di lui, dicendo le stesse cose. Perché non fanno solo ribrezzo. Sono pure vigliacchi”.

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Crisi di governo, la Lega detta le condizioni a Draghi: “Governo nuovo o voto” https://www.business.it/crisi-di-governo-la-lega-detta-le-condizioni-a-draghi-governo-nuovo-o-voto/ Wed, 20 Jul 2022 12:36:07 +0000 https://www.business.it/?p=94657 La crisi di governo ancora non vede la sua soluzione. Nel discorso tenuto mercoledì mattina in Senato, Mario Draghi ha lasciato intendere chiaramente di essere disposto a proseguire la sua esperienza alla guida dell’esecutivo. Ma a condizione che le forze politiche che lo sostengono la smettano con ricatti e veti incrociati. Condizioni che, a quanto… Read More »Crisi di governo, la Lega detta le condizioni a Draghi: “Governo nuovo o voto”

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La crisi di governo ancora non vede la sua soluzione. Nel discorso tenuto mercoledì mattina in Senato, Mario Draghi ha lasciato intendere chiaramente di essere disposto a proseguire la sua esperienza alla guida dell’esecutivo. Ma a condizione che le forze politiche che lo sostengono la smettano con ricatti e veti incrociati. Condizioni che, a quanto pare, la Lega di Matteo Salvini sembra disposta ad accettare. Ma solo se il premier esaudirà a sua volta le richieste dei leghisti, come spiega il senatore Massimiliano Romeo durante il suo intervento a Palazzo Madama.

Le richiesta della Lega a Draghi

“Il governo deve andare verso gli interessi degli italiani e va revisionato. – tuona Romeo durante il suo intervento in Senato – Questo non significa non aiutare i bisognosi o coloro che avranno delle difficoltà ad accedere al mondo del lavoro. Ma il reddito di cittadinanza è una misura che è stata pensata per incentivare il lavoro, però ci si accorge che lo disincentiva. Dobbiamo avere il coraggio di dire che lo vogliamo modificare. Io sono favorevole alla concorrenza. – attacca rivolto a Draghi – Ma la concorrenza deve essere anche affiancata dalla tutela dei posti di lavoro nel nostro Paese. Compatibilmente con quelli che sono gli interessi nazionali e non delle multinazionali (riferimento alla vicenda Uber, ndr)”.

“Ma non è tutto. – affonda ancora il colpo Romeo – Perché sul tema dell’immigrazione ho sentito delle recenti dichiarazioni dove lei ha messo giustamente in evidenza che siamo il Paese più accogliente del mondo. Però a un certo punto anche lei ha detto che però abbiamo raggiunto il limite. Presidente però, se lei dice che abbiamo raggiunto il limite, bisognerà avere una discontinuità sulle politiche dell’immigrazione che fino ad ora il suo governo ha portato avanti”, il leghista bacchetta così il premier.

“Qui abbiamo un Parlamento fuori controllo, visto che tra pochi mesi ci saranno le elezioni. Se nulla cambia, a settembre comincerà un altro tira e molla. E come facciamo a fare l’interesse nazionale? – chiede polemicamente Massimiliano Romeo – Un governo dovrebbe avere una forza politica tale per fare in modo che il Parlamento abbia la forza per sostenerlo fino in fondo. È per questo che ci vuole un governo nuovo con a capo lei presidente. Perché noi la stimiamo, lei è autorevole, perché gli italiani hanno detto che deve restare lì. L’alternativa, se non si dovessero verificare queste condizioni è andare al voto. A questo punto la scelta spetta a lei”, conclude il leghista.

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Firenze: “Hanno cercato di dare fuoco alla sede della Lega” https://www.business.it/la-denuncia-di-un-consigliere-comunale-leghista-di-firenze/ Fri, 01 Jul 2022 09:39:53 +0000 https://www.business.it/?p=93545 Qualcuno voleva dare fuoco alla sede della Lega a Firenze. È questa la denuncia fatta su Facebook dal consigliere comunale fiorentino in quota Carroccio, Federico Bussolin. Secondo il suo racconto, lui e alcuni militanti leghisti si trovavano all’interno della sede di viale Corsica quando, poco prima delle 10 di sera, hanno sentito suonare al citofono.… Read More »Firenze: “Hanno cercato di dare fuoco alla sede della Lega”

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Qualcuno voleva dare fuoco alla sede della Lega a Firenze. È questa la denuncia fatta su Facebook dal consigliere comunale fiorentino in quota Carroccio, Federico Bussolin. Secondo il suo racconto, lui e alcuni militanti leghisti si trovavano all’interno della sede di viale Corsica quando, poco prima delle 10 di sera, hanno sentito suonare al citofono. All’ingresso non c’era nessuno, ma delle fiamme si stavano sprigionando dal campanello. Ora indaga la procura, anche se non si esclude neanche un episodio accidentale.

Attentato alla sede della Lega a Firenze

“Poco fa alcuni sfigati hanno cercato di dare fuoco alla sede della Lega a Firenze, ci trovavamo all’interno per una riunione e abbiamo spento subito la fiamma. È uno schifoso tentativo di metterci paura, ma non ci riusciranno. Andiamo avanti!”, denuncia sulla sua pagina Facebook Bussolin, allegando anche due fotografie della sede del suo partito attaccata. Nelle immagini si vede un principio di incendio alla porta di ingresso della sede.

“Esprimo la massima vicinanza e solidarietà al segretario fiorentino Federico Bussolin e ai militanti che con lui erano nella sede. – scrive il commissario regionale della Lega in Toscana Mario Lolini – Solo la loro prontezza ha evitato conseguenze ben più gravi. Speriamo che con la visione dei filmati le forze dell’ordine assicurino alla svelta i colpevoli alla giustizia e che questi vengano puniti in maniera severa”, conclude.

“Sono fatti che non dovrebbero accadere. – dichiara invece il prefetto di Firenze Valerio Valenti – Sono molto dispiaciuto di questo episodio anche perché è il primo che si caratterizza per le modalità con cui è stato realizzato. L’auspicio è che sia un episodio isolato. Tuttavia l’avvicinarsi delle elezioni e il clima politico effervescente di queste settimane possono aver innescato questo tipo di reazione che stigmatizzo in maniera molto dura”.

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Lega in crisi: “Via il nome di Salvini dal simbolo” https://www.business.it/aumentano-le-proteste-contro-salvini-nella-lega-dopo-il-flop-elettorale/ Thu, 30 Jun 2022 07:09:36 +0000 https://www.business.it/?p=93470 Via il nome di Matteo Salvini dal simbolo del partito che così tornerebbe a chiamarsi solo Lega. È questa l’ipotesi che, secondo il quotidiano Repubblica, avrebbe iniziato a circolare insistentemente tra i dirigenti del Carroccio, soprattutto quelli lombardi, all’indomani della sconfitta elettorale nei ballottaggi delle amministrative. Per il momento l’ipotesi di congiura anti salviniana sembra… Read More »Lega in crisi: “Via il nome di Salvini dal simbolo”

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Via il nome di Matteo Salvini dal simbolo del partito che così tornerebbe a chiamarsi solo Lega. È questa l’ipotesi che, secondo il quotidiano Repubblica, avrebbe iniziato a circolare insistentemente tra i dirigenti del Carroccio, soprattutto quelli lombardi, all’indomani della sconfitta elettorale nei ballottaggi delle amministrative. Per il momento l’ipotesi di congiura anti salviniana sembra rientrata. Ma i malumori nei confronti del segretario restano intatti.

Il leader della Lega Matteo Salvini

“Attendavamo tutti il segnale, eravamo pronti. – dichiara un anti salviniano a Repubblica – poi c’è stato lo stop: in questo momento era e rimane troppo importante garantire la ricandidatura di Attilio Fontana alla regione Lombardia. “Sincero, una cosa del genere non l’ho mai sentita”, nega invece il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo che durante la scorsa legislatura guidava i consiglieri lombardi.

Il capogruppo del Lega in Regione, Roberto Anelli, assicura che “al momento il problema del nome del partito è l’ultimo che abbiamo, quello che noi vogliamo adesso è far ripartire la macchina, tornare sui territori, darci la pacca sulla spalla tra militanti, è questo che ci fa bene a tutti: ricominciare con le feste, con il pratone a Pontida, ci serve il contatto con la nostra gente”. Per quanto riguarda i molti mal di pancia nel Carroccio, Anelli ritiene che “come avviene nei partiti si sta cercando di capire perché stiano mancando i consensi, è normale però”.

“La malattia esiste e il leader non può più fare finta di nulla, ora dobbiamo fare pulizia delle mezze figure, è finito il momento degli amici al bar, servono merito e competenza”, si sfoga invece un altro deputato rimasto anonimo. “L’autonomia è la ragione fondante della Lega, non la vogliono quelli che preferiscono chiudersi nei palazzi romani e dimenticare da dove vengono”, scrive infine sui social il deputato Paolo Grimoldi, già a capo della Lega Lombarda.

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Salvini apre ai draghiani della Lega: un patto per guidare il partito https://www.business.it/salvini-si-arrende-ai-draghiani-della-lega/ Tue, 28 Jun 2022 06:51:22 +0000 https://www.business.it/?p=93372 La pesante battuta d’arresto subita dal centrodestra nelle recenti elezioni amministrative induce Matteo Salvini a cambiare strategia di gestione della Lega. Non più un uomo solo al comando, ma una gestione collegiale del partito insieme a tutti quegli esponenti considerati più governisti del segretario. È questo il retroscena raccontato dal quotidiano Repubblica, secondo cui Salvini… Read More »Salvini apre ai draghiani della Lega: un patto per guidare il partito

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La pesante battuta d’arresto subita dal centrodestra nelle recenti elezioni amministrative induce Matteo Salvini a cambiare strategia di gestione della Lega. Non più un uomo solo al comando, ma una gestione collegiale del partito insieme a tutti quegli esponenti considerati più governisti del segretario. È questo il retroscena raccontato dal quotidiano Repubblica, secondo cui Salvini potrebbe da oggi in poi compiere le sue scelte insieme a Luca Zaia, Giancarlo Giorgetti e Massimiliano Fedriga.

Salvini apre ai draghiani della Lega

L’ipotesi ventilata da Repubblica è quella della costituzione di un ufficio politico con dentro tutti i ‘colonnelli’ leghisti. Salvini ha già convocato per lunedì prossimo un vertice dei dirigenti leghisti a Milano. E forse già in quella occasione formalizzerà la sua decisione. In questo modo i draghiani della Lega potranno avere più voce in capitolo, come chiedono da tempo. Ma il segretario Salvini potrà controllare meglio il dissenso interno.

“Spiace per le città perse al ballottaggio, nonostante l’impegno di candidati e militanti, spesso per le divisioni e i litigi nel centrodestra come a Verona, che non si dovranno più ripetere. – scrive intanto sui social Salvini commentando a caldo i risultati delle elezioni amministrative – Spiace per la bassa partecipazione al voto, spesso inferiore al 30%, un segnale che costringe tutti a lavorare di più e meglio”.

“Buon lavoro a tutti i nuovi sindaci eletti e già da oggi al lavoro, che fra primo e secondo turno vedono passare il centrodestra da 54 a 58. – prosegue il leader della Lega cercando di sottolineare gli aspetti positivi di questa tornata elettorale – Un abbraccio fra i tanti al nuovo sindaco di Lucca e ai sindaci di Sesto San Giovanni e Frosinone, incontrati nei giorni scorsi. Buona settimana amici”, conclude.

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Lega primo partito in Parlamento dopo la scissione del M5S: tutti i numeri https://www.business.it/lega-primo-partito-in-parlamento-dopo-la-scissione-del-m5s/ Wed, 22 Jun 2022 13:23:16 +0000 https://www.business.it/?p=93171 Tra gli addetti ai lavori della politica non si fa che parlare dell’addio di Luigi Di Maio e della conseguente scissione del M5S. Il ministro degli Esteri dà vita al gruppo parlamentare Insieme per il futuro, formato da 51 deputati e 11 senatori. Tutti strappati al Movimento guidato da Giuseppe Conte, tranne l’ex grillino Antonio… Read More »Lega primo partito in Parlamento dopo la scissione del M5S: tutti i numeri

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Tra gli addetti ai lavori della politica non si fa che parlare dell’addio di Luigi Di Maio e della conseguente scissione del M5S. Il ministro degli Esteri dà vita al gruppo parlamentare Insieme per il futuro, formato da 51 deputati e 11 senatori. Tutti strappati al Movimento guidato da Giuseppe Conte, tranne l’ex grillino Antonio Lombardo proveniente da Coraggio Italia. Questo spostamento di onorevoli produce però una immediata conseguenza: la Lega di Matteo Salvini diventa per la prima volta nella sua storia primo partito in Parlamento.

Lega primo partito in Parlamento dopo scissione M5S

Un traguardo che neanche il Matteo Salvini col vento in poppa delle elezioni 2018 era riuscito a raggiungere: la Lega sarà il partito più rappresentato nel Parlamento italiano. Merito, se così si può dire, della mossa a sorpresa di Luigi Di Maio che si è portato via dal M5S decine di parlamentari. E pensare che il Movimento fondato da Beppe Grillo ne aveva ben 227 di deputati a inizio legislatura, poi ridottisi a 155, e ora a 105 dopo l’addio dei dimaiani. In Senato, invece, i senatori a 5 Stelle passano da 72 a 61.

Matteo Salvini (S), vice premier e ministro dell’Interno, e Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, in una recente immagine d’archivio. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Il M5S perde anche cinque degli 11 tra sottosegretari e viceministri che fanno parte del governo Draghi. La Lega dunque ne approfitta e diventa il primo partito a Montecitorio con i suoi 132 deputati. A Palazzo Madama, invece, non appena si costituirà la componente di Insieme per il futuro nel gruppo Misto. Lega e M5S potranno contare sullo stesso numero di senatori: 61.

“Eh insomma, Di Maio ha mollato i 5 stelle. – commenta soddisfatto Salvini – Quindi non è un martedì 21 giugno, primo giorno d’estate, come gli altri. Eh, ciumbia! Qua cambia il mondo, con la scissione dei 5 stelle. Ma domani il tema non sarà su questo. Il governo non può bloccarsi per le rotture nel Movimento 5Stelle: la Lega chiede con forza il decreto siccità e i rinnovi degli sconti per energia e carburanti”.

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Salvini, la rivelazione di De Angelis: “La Lega non ha il pulsante per farlo sparire” https://www.business.it/per-salvini-tira-una-brutta-aria-nella-lega/ Tue, 31 May 2022 14:06:09 +0000 https://www.business.it/?p=92218 La notizia del possibile viaggio di Matteo Salvini a Mosca non ha creato scompiglio solo tra gli alleati di governo come Pd e M5S, oltre ad irritare il presidente del Consiglio Mario Draghi. Ad entrare in fibrillazione è il suo stesso partito. “Sono delle proposte suggestive, però bisogna muoversi di concerto col governo”, così il… Read More »Salvini, la rivelazione di De Angelis: “La Lega non ha il pulsante per farlo sparire”

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La notizia del possibile viaggio di Matteo Salvini a Mosca non ha creato scompiglio solo tra gli alleati di governo come Pd e M5S, oltre ad irritare il presidente del Consiglio Mario Draghi. Ad entrare in fibrillazione è il suo stesso partito. “Sono delle proposte suggestive, però bisogna muoversi di concerto col governo”, così il ministro leghista Giancarlo Giorgetti boccia l’iniziativa del suo segretario. Ma all’interno del Carroccio i mal di pancia sarebbero ben più gravi. Lo rivela il giornalista dell’Huffington Post, Alessandro De Angelis, ospite di Tagadà su La7.

Matteo Salvini

“La Lega ha un problema: non ha il pulsante per far sparire Salvini. – spiega De Angelis – È evidente che ormai c’è tutto un pezzo del gruppo dirigente della Lega, dai ministri ai governatori, che se potessero si sbarazzerebbero di questo leader. Ma appunto non hanno il pulsante. Quindi il percorso secondo me sarà ancora lungo. E comunque se ne riparla dopo le elezioni Amministrative. Secondo me serve un tracollo elettorale, non sulla questione della Russia”.

“La vicenda della Russia è gravissima. – il giornalista punta il dito contro il leader della Lega – Denota due tendenze di Salvini che coesistono. Una tendenza alla pagliacciata e la sua non libertà nei confronti dei rapporti con la Russia. Probabilmente le due cose stanno insieme. Il viaggio a Mosca all’insaputa del governo, o il tentativo di farlo con improbabili consulenti che non si sa da dove vengono, è certamente una pagliacciata. Ma rivela che Salvini ha sostanzialmente un rapporto organico con la Russia di Putin”, sentenzia De Angelis.

“Faccio presente che il patto di unità di azione con Russia Unita (il partito di Putin, ndr) è ancora vigente. – affonda ancora il colpo De Angelis – Il suo non è pacifismo, ma un modo per mascherare il fatto della sua collocazione anti occidentale. Mi aspetto che il premier Draghi dica che un viaggio a Mosca di Salvini è incompatibile con la sua presenza nel governo. Credo che Draghi debba essere molto duro e censurare questo teatrino, perché su queste vicende di collocazione internazionale non si scherza”, conclude.

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Sesso in carcere: scontro Lega-Pd sulle ‘casette dell’amore’ https://www.business.it/scontro-lega-pd-sulle-casette-dellamore/ Wed, 25 May 2022 14:11:13 +0000 https://www.business.it/?p=91974 Prima sono stati lo ius soli e il ddl Zan a far litigare per l’ennesima volta i parlamentari di Lega e Pd. Adesso ci si mettono pure le cosiddette ‘casette dell’amore’. Il nuovo scontro tra salviniani e lettiani nasce da una proposta di legge formulata dal consiglio regionale della Toscana allo scopo di istituire queste… Read More »Sesso in carcere: scontro Lega-Pd sulle ‘casette dell’amore’

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Prima sono stati lo ius soli e il ddl Zan a far litigare per l’ennesima volta i parlamentari di Lega e Pd. Adesso ci si mettono pure le cosiddette ‘casette dell’amore’. Il nuovo scontro tra salviniani e lettiani nasce da una proposta di legge formulata dal consiglio regionale della Toscana allo scopo di istituire queste ‘casette’ in nome del diritto a fare l’amore anche in carcere. Proposta poi sbarcata in Senato grazie alla senatrice del Pd Monica Cirinnà che ne è divenuta relatrice in quanto componente della commissione Giustizia. La curiosa iniziativa ha però fatto saltare sulle poltrone i colleghi leghisti, con in testa il presidente della seconda Commissione, Andrea Ostellari.

Scontro Lega-Pd sulle ‘casette dell’amore’

Ostellari attacca frontalmente il Pd che secondo lui “non smette di sostenere iniziative ideologiche ignorando le priorità del Paese”. Una proposta, quella di istituire nelle carceri aree per gli incontri intimi dei detenuti, accusa il senatore leghista, “che ha ottenuto il parere della commissione bilancio del Senato con un impegno di spesa di 28 milioni di euro. Mentre i problemi nelle carceri sono altri. I soldi dei cittadini vanno spesi prima di tutto per garantire più personale e più dotazioni al corpo di Polizia Penitenziaria, costretto a lavorare sotto organico e, come dimostrano le ripetute aggressioni, in condizioni di grave insicurezza”.

“Mi dispiace che il presidente Ostellari, con le sue parole sul ddl di cui sono relatrice sulla tutela dell’affettività in carcere, dia l’ennesimo esempio di benaltrismo”, replica così la Cirinnà che accusa il collega di Palazzo Madama per quella che definisce una “arretrata visione del carcere come discarica sociale, in cui i detenuti ‘rifiuti’ sono gettati. Visione incostituzionale che avvalora l’idea del penitenziario come un luogo in cui carcerati e polizia penitenziaria sono nemici, contrapposti”.

“Garantire l’affettività delle persone detenute, assicurando loro colloqui in ambienti idonei con i familiari e gli affetti più cari (a partire dalle figlie e dai figli), è uno strumento fondamentale per tutelare la loro dignità e rafforzare i percorsi di reinserimento sociale. E anche per sostenere le loro famiglie, che scontano una pena nella pena. Non dobbiamo mai dimenticare che l’articolo 27 della Costituzione parla di umanità della pena stessa”, conclude la senatrice Dem.

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Soldi russi alla Lega? Il partito di Salvini nega e annuncia querela https://www.business.it/soldi-russi-alla-lega-querele-in-arrivo/ Fri, 25 Mar 2022 13:32:17 +0000 https://www.business.it/?p=89512 La Lega annuncia querela contro l’Espresso e La Stampa che denunciano pagamenti al partito di Salvini da parte di un esponente russo. Nel mirino del settimanale, diretto fino a pochi giorni fa Da Marco Damilano, sono finiti gli esponenti del Carroccio Gianluca Savoini e il senatore Paolo Tosato. Entrambi sospettati di essere la quinta colonna… Read More »Soldi russi alla Lega? Il partito di Salvini nega e annuncia querela

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La Lega annuncia querela contro l’Espresso e La Stampa che denunciano pagamenti al partito di Salvini da parte di un esponente russo. Nel mirino del settimanale, diretto fino a pochi giorni fa Da Marco Damilano, sono finiti gli esponenti del Carroccio Gianluca Savoini e il senatore Paolo Tosato. Entrambi sospettati di essere la quinta colonna di Mosca a Roma. I leghisti negano tutto e passano alle vie legali.

Il mistero dei soldi russi alla Lega

La Lega denuncia in una nota le “inaccettabili falsità”, pubblicate dai due giornali. “Il senatore Paolo Tosato non ha mai preso un centesimo da Mosca, né ha mai assecondato richieste del Cremlino. – scrivono i leghisti – Il senatore Tosato, che non è mai stato in Russia in vita sua, aveva presentato una interrogazione al governo, cioè una semplice domanda, con l’obiettivo di ricevere rassicurazioni sulle esportazioni italiane (e in particolare del suo Veneto) verso Est”.

“Anche per questi motivi, sia il senatore che la Lega hanno dato mandato ai legali di difendere la propria onorabilità. – prosegue la nota del Carroccio – Tosato e la Lega chiederanno un milione di risarcimento danni a testa: la cifra sarà interamente devoluta agli orfani di guerra ucraini”. Secondo i suoi accusatori, il senatore Tosato avrebbe svolto il compito di intermediario tra Italia e Russia, con il compito specifico di fare propaganda pro Putin in Parlamento.

Tra i vari documenti pubblicati da l’Espresso, infatti, uno in particolare riporta una comunicazione avvenuta tra lo stesso Tosato ed una collaboratrice del miliardario russo Konstantin Malofeev, ritenuto un fedelissimo di Vladimir Putin. In questa conversazione si parlerebbe di un compenso di 20mila euro. C’è da aggiungere che lo stesso senatore leghista, secondo quanto riporta Fanpage, nel 2014 si fece portatore della richiesta al governo italiano di annullare le sanzioni contro la Russia, adottate subito dopo l’occupazione della Crimea.

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Russia, deputato Lega: “Sono a San Pietroburgo, pronto per andare in Donbass” https://www.business.it/il-deputato-della-lega-si-trova-in-russia/ Tue, 15 Mar 2022 08:35:26 +0000 https://www.business.it/?p=88952 Vito Comencini è uno dei tre deputati della Lega che, lo scorso 3 marzo, ha votato contro quella parte della risoluzione del governo che riguarda l’invio di armi all’Ucraina. Comencini è sposato con una cittadina russa di nome Natalia. Per questo, qualche giorno fa, ha deciso di andare in Russia. Ora il deputato leghista si… Read More »Russia, deputato Lega: “Sono a San Pietroburgo, pronto per andare in Donbass”

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Vito Comencini è uno dei tre deputati della Lega che, lo scorso 3 marzo, ha votato contro quella parte della risoluzione del governo che riguarda l’invio di armi all’Ucraina. Comencini è sposato con una cittadina russa di nome Natalia. Per questo, qualche giorno fa, ha deciso di andare in Russia. Ora il deputato leghista si trova nella città di San Pietroburgo, dopo aver varcato il confine in auto dalla Finlandia. Ma non nasconde l’intenzione di recarsi nel territorio separatista ucraino del Donbass.

Il deputato della Lega Vito Comencini

“I voli europei non ci sono più, sono atterrato in Finlandia, poi con un van sono arrivato qui”, racconta Vito Comencini che, come appena accennato, vorrebbe andare in Donbass, “o almeno a Rostov, per dare la mia solidarietà e l’aiuto a quelle persone”. Il deputato leghista conferma il suo voto contrario all’invio di armi all’Ucraina. “Lo confermo, oggi a maggior ragione, visto anche l’effetto boomerang che sta arrivando dalle sanzioni economiche, che saranno, come ormai appare chiaro, più pesanti di quanto si pensasse”, spiega.

Secondo lui i russi sono “abituati da un po’ di tempo a subire sanzioni. Loro sapranno tamponare, hanno la loro sovranità, gli anticorpi per sopravvivere all’assedio, sanno, diciamo, essere autarchici”, aggiunge. “L’Italia avrà un grosso problema, soprattutto economico. – prosegue Vito Comencini – Ora in molti giustamente sono preoccupati, l’energia, le materie prime, salgono tutti i prezzi, una cosa che arriva dopo due anni di pandemia devastanti, ora è pure peggio”.

Poi rivolge un appello al presidente del Consiglio Mario Draghi: “L’Italia persegua la pace, tornando protagonista della diplomazia, come stanno facendo altri paesi e faccia fronte pure con misure serie per limitare gli effetti delle sanzioni per noi, come chiede la Lega. Io lì ci sono già stato due volte nel 2015 e nel 2016. – conclude poi Vito Comencini parlando del Donbass – Ho visto le vittime, la distruzione della guerra, che allora a molti in Occidente non interessava, ho molta attenzione per loro, come ora per gli ucraini che stanno soffrendo oggi, non si può fare distinzione tra civili”.

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Green pass, Lega presenta emendamento per abolirlo: maggioranza spaccata https://www.business.it/la-lega-spacca-la-maggioranza-sul-green-pass/ Mon, 21 Feb 2022 13:41:24 +0000 https://www.business.it/?p=87952 Erano giorni che il deputato della Lega, Claudio Borghi, andava ripetendo sui social network che oggi, lunedì 21 febbraio, il Carroccio avrebbe presentato un emendamento in commissione Affari sociali della Camera con cui si chiede la fine di tutte le restrizioni, compreso il green pass, con la fine dello stato di emergenza il prossimo 31… Read More »Green pass, Lega presenta emendamento per abolirlo: maggioranza spaccata

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Erano giorni che il deputato della Lega, Claudio Borghi, andava ripetendo sui social network che oggi, lunedì 21 febbraio, il Carroccio avrebbe presentato un emendamento in commissione Affari sociali della Camera con cui si chiede la fine di tutte le restrizioni, compreso il green pass, con la fine dello stato di emergenza il prossimo 31 gennaio. Una mossa che ha gettato nel caos il governo che, ovviamente, aveva dato parere negativo sulla norma. L’emendamento viene accantonato perché alcune parti della maggioranza devono riflettere. Il sospetto è che almeno una parte del M5S sia favorevole all’eliminazione del certificato verde entro la fine di marzo.

La Lega vuole abolire il green pass il 31 marzo

Non si è ancora tenuto il voto finale sul subemendamento della Lega ad un emendamento presentato dal governo durante l’esame dell’ultimo decreto Covid. Come conferma anche il capogruppo leghista in commissione, e primo firmatario dell’emendamento, Massimiliano Panizzut, il testo è stato “accantonato perché qualcuno doveva fare delle riflessioni”.

“L’emendamento è stato rimandato a dopo. Noi abbiamo dichiarato che lo avremmo votato e restiamo dell’avviso di non ritirarlo”. Panizzut aggiunge anche che “nella riunione di oggi è stato accantonato anche un emendamento che estende la possibilità di effettuare i tamponi nelle parafarmacie”. A questo punto, però, in molti si chiedono quali siano le altre forze politiche della maggioranza che stanno riflettendo sull’emendamento leghista anti green pass.

A fornire un indizio è forse il presidente della Camera, il pentastellato Roberto Fico. “La settimana parlamentare ha preso il via con le dichiarazioni di voto sulla fiducia al decreto Milleproroghe, il cui iter proseguirà domani. Sarà poi la volta del decreto 1 del 2022 che riguarda le misure per fronteggiare l’emergenza Covid. Credo che un progressivo superamento delle restrizioni sia di buon senso e in questo solco si stanno già muovendo governo e Parlamento”, scrive Fico su Facebook, in un post dedicato ai lavori parlamentari della settimana.

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Lega in crisi nel Nordest: “Salvini deve andare a lavorare” https://www.business.it/i-leghisti-dissidenti-infuriati-con-salvini/ Wed, 16 Feb 2022 09:32:48 +0000 https://www.business.it/?p=87712 Lo scontro interno alla Lega nel Nordest si concretizza nel paese di Noventa Padovana, in provincia di Padova. Qui il sindaco leghista Marcello Bano è finito sotto accusa per aver contestato la scelta, non ancora ufficiale, del candidato civico del centrodestra a Padova. Bano ora è a rischio espulsione insieme ad altri presunti dissidenti. A… Read More »Lega in crisi nel Nordest: “Salvini deve andare a lavorare”

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Lo scontro interno alla Lega nel Nordest si concretizza nel paese di Noventa Padovana, in provincia di Padova. Qui il sindaco leghista Marcello Bano è finito sotto accusa per aver contestato la scelta, non ancora ufficiale, del candidato civico del centrodestra a Padova. Bano ora è a rischio espulsione insieme ad altri presunti dissidenti. A meno di un chilometro dalla sede del Municipio di Noventa, invece, c’è la storica sede della Liga Veneta, controllata dal fedelissimo salviniano Alberto Stefani.

Lega in crisi nel Nordest

La colpa di Bano è quella di aver definito il candidato a Padova Francesco Beghin come la “brutta copia” di un altro leghista, Roberto Marcato. “Rischio di essere cacciato per aver sponsorizzato il nome di un esponente del mio partito. Ho fatto fuori la sinistra da questo paese dopo vent’anni. Quattro mesi fa i complimenti, ora questo provvedimento per aver manifestato un’opinione. Dov’è la democrazia interna?”, commenta amaro il sindaco. Insomma, secondo lui, ormai c’è una netta separazione tra “il partito degli eletti a Roma e il partito degli amministratori”.

In pratica, l’area del Nordest si sarebbe trasformata in un campo di battaglia interno per la Lega, considerato anche il calo di consensi subito dal Carroccio negli ultimi mesi e i continui commissariamenti di dirigenti a livello locale. Non solo Veneto comunque, Anche in Friuli Venezia Giulia, a Udine, una ventina di attivisti, fra cui l’ex capogruppo Marcello Mazza e l’ex assessore provinciale Stefano Teghil, hanno annunciato il loro addio strappando pubblicamente la tessera della Lega. Stessa situazione in Emilia-Romagna, a Forlì, Faenza, Scandiano, Bagnacavallo, Conselice, Viadana e Casalecchio di Reno.

Intanto a Noventa, l’ex presidente del consiglio provinciale padovano, Flavio Pettenà, protesta. “Salvini deve andare a lavorare. – attacca Pettenà – La mia Lega è la Liga, non certo la Lega per Salvini premier, e lo è da 37 anni. Ho il diritto di esprimere l’insofferenza per un partito che non discute più? Prima c’erano sezioni in ogni paese, oggi decidono tutto i commissari. Io non parlo per me, interpreto la pancia della Liga”, conclude. Ma i casi simili al suo ormai non si contano più.

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Decreto Covid, lo strappo dei ministri della Lega: “Misure senza fondamento” https://www.business.it/lo-strappo-dei-ministri-della-lega-che-irrita-draghi/ Wed, 05 Jan 2022 20:02:34 +0000 https://www.business.it/?p=85730 Nervi tesi durante il Consiglio dei ministri convocato per varare le nuove misure per contenere la diffusione della variante Omicron. Ad alzare il livello della tensione è stato un documento fatto filtrare dai ministri in quota Lega, proprio mentre era ancora in corso la riunione con i colleghi delle altre forze politiche e con il… Read More »Decreto Covid, lo strappo dei ministri della Lega: “Misure senza fondamento”

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Nervi tesi durante il Consiglio dei ministri convocato per varare le nuove misure per contenere la diffusione della variante Omicron. Ad alzare il livello della tensione è stato un documento fatto filtrare dai ministri in quota Lega, proprio mentre era ancora in corso la riunione con i colleghi delle altre forze politiche e con il premier Mario Draghi. Gli esponenti del partito guidato da Matteo Salvini hanno fatto trapelare tutto il loro scetticismo rispetto ad alcune delle misure in discussione.

La Lega mette i bastoni tra le ruote a Draghi

In modo particolare, l’insoddisfazione dei ministri del Carroccio è dovuta all’introduzione del Super green pass anche per alcuni servizi considerati essenziali, come quelli postali o bancari. La parte contenente questa norma è stata alla fine stralciata solo grazie a questa levata di scudi dei ministri Giancarlo Giorgetti, Erika Stefani e Massimo Garavaglia.

“Siamo responsabilmente al governo, ma non acquiescenti a misure, come gli obblighi che incidono profondamente sulla libertà al lavoro che è tutelata dalla Costituzione. O a misure senza fondamento scientifico, visto che la maggioranza assoluta dei ricoverati Covid ha ben più di 60 anni”, fanno sapere i ministri della Lega.

“Inoltre, manca l’assunzione esplicita di responsabilità dello Stato quando si introduce un obbligo vaccinale. Formuleremo inoltre una proposta per consentire l’anticipo del tfr a chi è rimasto senza stipendio perché sospeso dal lavoro, per permettere il sostegno delle famiglie, altrimenti prive di reddito”, conclude la loro nota. Garavaglia ha espressamente chiesto di consentire a chiunque sia in possesso di un green pass base l’accesso ai servizi alla persona, ai servizi pubblici, alle banche e ai negozi. In caso contrario, i ministri della Lega avrebbero minacciato di non votare il testo.

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Dad a scuola per i non vaccinati? La Lega contro i suoi governatori https://www.business.it/lipotesi-dad-a-scuola-spacca-la-lega/ Mon, 03 Jan 2022 07:31:48 +0000 https://www.business.it/?p=85532 L’ipotesi dad (didattica a distanza) solo per gli studenti non vaccinati fa discutere il governo, ma anche la Lega al suo interno. La Conferenza delle Regioni, guidata dal leghista Massimiliano Fedriga, ha chiesto al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi di valutare l’ipotesi di lasciare a casa solo gli studenti no vax in caso di due positività… Read More »Dad a scuola per i non vaccinati? La Lega contro i suoi governatori

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L’ipotesi dad (didattica a distanza) solo per gli studenti non vaccinati fa discutere il governo, ma anche la Lega al suo interno. La Conferenza delle Regioni, guidata dal leghista Massimiliano Fedriga, ha chiesto al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi di valutare l’ipotesi di lasciare a casa solo gli studenti no vax in caso di due positività nella stessa classe. La nuova regola varrebbe già dalla prima elementare. La proposta verrà valutata molto probabilmente durante il Consiglio dei ministri in programma il prossimo 5 gennaio. Ma i due sottosegretari all’Istruzione in quota Lega e M5S protestano. E anche il sindacato Cisl frena.

Foto LaPresse/Stefano Cavicchi 23/04/2018 Codroipo – Udine politica Matteo Salvini sul palco di Codroipo. Nella Foto Matteo Salvini e Massimiliano Fedriga

“Non si può pensare di discriminare i bambini, prevedendo per alcuni la dad e per altri la frequenza in presenza. Si continui ad investire risorse per la sicurezza, anzi si aumentino le risorse per la scuola, e si migliori il protocollo affinché sia più efficace. Ma le scuole devono restare aperte”, protesta il sottosegretario Barbara Floridia del M5S.

La dad divide la Lega

“La campagna di vaccinazione per i più piccoli è appena partita. – ribadisce il collega Rossano Sasso della Lega – E inasprire i protocolli su contagi e quarantene ci esporrebbe al rischio di eccessive penalizzazioni. Non possiamo permetterci di relegare in dad milioni di studenti”.

“In un brutto momento ma come dice il nostro presidente servono decisioni generali in grado di garantire la difesa della comunità ed è questo che pretenderemo da Bianchi. – sottolinea la segretaria della Cisl Scuola Maddalena Gissi – La ripresa delle attività didattiche non deve riprodurre modelli che già si sono rivelati ingestibili. Ricordo con molta preoccupazione l’esperienza delle lezioni organizzate in parte in presenza e in parte a distanza. Un modello organizzativo che non ha mai garantito la qualità della proposta formativa. Chi segue in classe ha bisogno di tutta l’attenzione dell’insegnante. Chi invece è in Dad ha tempi diversi e necessita di proposte più essenziali. Non si possono bloccare i bambini o gli studenti in quarantena per cinque ore davanti al pc”, conclude.

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La pasionaria leghista Jona Mullaraj finisce in manette per traffico di stupefacenti https://www.business.it/la-pasionaria-leghista-jona-mullaraj-finisce-in-manette-per-traffico-di-stupefacenti/ Fri, 03 Dec 2021 10:26:23 +0000 https://www.business.it/?p=84512 Sono scattate le manette per la pasionaria della Lega Jona Mullaraj, 36 anni, finita nei guai per un giro di hashish tra la Brianza e l’hinterland di Milano scoperto dai carabinieri della compagnia di Desio. Militante attiva e sostenitrice del Carroccio, la donna è stata scoperta dopo che i militari avevano puntato i riflettori su… Read More »La pasionaria leghista Jona Mullaraj finisce in manette per traffico di stupefacenti

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Sono scattate le manette per la pasionaria della Lega Jona Mullaraj, 36 anni, finita nei guai per un giro di hashish tra la Brianza e l’hinterland di Milano scoperto dai carabinieri della compagnia di Desio. Militante attiva e sostenitrice del Carroccio, la donna è stata scoperta dopo che i militari avevano puntato i riflettori su un presunto complice, un pregiudicato di 45 anni che aveva ricevuto il compito di custodire un carico di stupefacenti da 450 chili.

La pasionaria leghista Jona Mullaraj finisce in manette per traffico di stupefacenti

Come raccontato da Next Quotidiano, l’uomo avrebbe però inscenato il furto dell’ingente partita di droga con l’aiuto di un’altra persona, un 43enne di Limbiate: ad accorgersi dell’effrazione, nel garage di un condominio di Cesano Maderno, in Brianza, era stato il portinaio dello stabile, che ha chiamato i carabinieri insospettito anche dal forte odore di hashish.

A quel punto i militari agli ordini del maggiore Luigi Perrone, coordinati dal pm Carlo Cinque, hanno effettuato un controllo a casa del 45enne a Cesate, durante il quale hanno trovato 80 chili del carico che faceva riferimento a Mullaraj. La donna è stata riconosciuta dalla proprietaria del garage e il suo nome ha fatto capolino in alcune conversazioni intercettate, con indizi definiti dagli inquirenti “inequivocabili”.

Come raccontato dal Fatto Quotidiano, subito è scatta la gara tra gli esponenti del Carroccio per scaricare la Mullaraj: “Era una sostenitrice, e non una militante – ha detto l’ex sindaco leghista di Saronno Alessandro Fagioli – C’è stato un periodo in cui partecipava in modo molto assiduo alle attività politiche”.

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“Escludere i giovani vaccinati dalla vita sessuale”: le parole choc del consigliere della Lega https://www.business.it/escludere-i-giovani-vaccinati-dalla-vita-sessuale-le-parole-choc-del-consigliere-della-lega/ Wed, 01 Dec 2021 07:56:11 +0000 https://www.business.it/?p=84330 Un vero e proprio delirio andato in scena su Facebook e firmato dal consigliere leghista della provincia di Livorno Lorenzo Gasperini. Autore di un messaggio che si commenta da solo: “Un giovane sano che si vaccina dimostra debolezza, paura della morte, creduloneria, infermità intellettuale, facile obbedienza al primo politico che passa e lo minaccia e… Read More »“Escludere i giovani vaccinati dalla vita sessuale”: le parole choc del consigliere della Lega

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Un vero e proprio delirio andato in scena su Facebook e firmato dal consigliere leghista della provincia di Livorno Lorenzo Gasperini. Autore di un messaggio che si commenta da solo: “Un giovane sano che si vaccina dimostra debolezza, paura della morte, creduloneria, infermità intellettuale, facile obbedienza al primo politico che passa e lo minaccia e una psicologia da servo. Tutte caratteristiche che dovrebbero comportare come minimo l’esclusione dalla vita sessuale, come contrappasso naturale”.

Parole che, ovviamente, hanno scatenato un putiferio, con immediate richieste di dimissioni arrivate da più parti. “Ho chiesto al consigliere Gasperini di autosospendersi dalla Lega poiché le sue dichiarazioni, seppure espresse a titolo personale, sono lontane anni luce dalle idee del nostro movimento e quindi non ci sono le condizioni perché continui a rappresentarci nelle istituzioni. Qualora non facesse un passo indietro siamo pronti ad assumere un provvedimento a suo carico” ha commentato il commissario della Lega Toscana, Mario Lolini.

“Come Lega la nostra posizione è stata chiara e di sostegno all’azione di Governo sul tema dei vaccini – ha poi aggiunto Lolini – Io stesso sono vaccinato e sto attendendo di effettuare la terza dose. Dunque figuriamoci se posso condividere certe frasi da cui prendo le distanze. Sull’orientamento sessuale delle persone ribadisco quello che il nostro segretario federale Matteo Salvini ha più volte ribadito: ognuno è libero di amare chi preferisce e siamo contrari ad ogni forma di discriminazione”.

Sdegnato anche il commento di Buona Destra Toscana, per bocca del coordinatore regionale Kishore Bombaci: “Parole sconcertanti che lisciano il pelo a quella sequela di teorie (se così si possono chiamare) no-vax che ormai imperversano senza pudore e che trovano sponda nei partiti della destra estrema in un momento in cui la situazione sanitaria nazionale è in peggioramento e si cerca di correre ai ripari intensificando la campagna vaccinale. Stupisce poi il richiamo alla fantomatica punizione della esclusione dalla vita sessuale (che non si sa esattamente in cosa dovrebbe consistere), come se fossero profili connessi e collegati. A dimostrazione, se mai ve ne fosse bisogno, della totale assenza di senso di queste parole”.

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Rissa nella Lega sul vaccino: “Borghi è una sciagura” https://www.business.it/rissa-nella-lega-sul-vaccino/ Wed, 01 Dec 2021 07:34:08 +0000 https://www.business.it/?p=84325 Rissa sfiorata nella Lega sul tema del vaccino. A svelare questo concitato retroscena che riguarda il partito di Matteo Salvini è Repubblica. Il quotidiano riporta un episodio che sarebbe accaduto qualche giorno fa a Montecitorio, poco prima dell’approvazione del Super green pass da parte del governo. A venire quasi alle mani sarebbero stati due deputati… Read More »Rissa nella Lega sul vaccino: “Borghi è una sciagura”

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Rissa sfiorata nella Lega sul tema del vaccino. A svelare questo concitato retroscena che riguarda il partito di Matteo Salvini è Repubblica. Il quotidiano riporta un episodio che sarebbe accaduto qualche giorno fa a Montecitorio, poco prima dell’approvazione del Super green pass da parte del governo. A venire quasi alle mani sarebbero stati due deputati del Carroccio: uno scettico su vaccino e green pass, l’altro invece decisamente favorevole. Episodio che avrebbe dato il via ad un duro scontro interno, con la pattuglia dei leghisti anti vaccinisti, capitanata da Claudio Borghi, finita sotto il fuoco incrociato dei colleghi.

Scontro sul vaccino nella Lega

Insomma, in Parlamento si sarebbe sfiorata la rissa tra due leghisti alla vigilia dell’approvazione del Super green pass. “Basta con queste misure! Non dobbiamo sostenerle!”, avrebbe gridato Guglielmo Golinelli, deputato trentenne di Parma, descritto come molto vicino a Borghi. Proteste che avrebbero scatenato la reazione del collega Cristian Invernizzi, deputato bergamasco che avrebbe subito diversi lutti a causa del Covid.

“La devi smettere con queste sciocchezze, hai rotto il c… Noi dobbiamo uscire da questa tragedia, dobbiamo vaccinarci tutti. Tuttiiii!”, avrebbe inveito Invernizzi scagliandosi contro il collega della Lega e costringendo gli altri onorevoli del Carroccio ad intervenire per calmare gli animi. A pensarla come Invernizzi sarebbe la maggioranza dei parlamentari leghisti, stufi secondo Repubblica del gruppetto di no vax che fanno capo a Claudio Borghi.

“Se incrociamo i dati della Gran Bretagna e quelli della Danimarca, scopriamo che la situazione è diversa, che la strada scelta dal governo è sbagliata”, sostiene ad esempio Golinelli. Parole che avrebbero fatto definitivamente esplodere Invernizzi: “Basta, basta con le …!”. “Le scelte del governo sul green pass ci fanno perdere voti”, avrebbe invece accusato Borghi. Tesi respinta dal collega Raffaele Volpi: “Forse le nostre sciagure non sono causate dal green Pass, ma dalle tue posizioni e dai tuoi attacchi contro il governo”.

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La Lega incontra Draghi: “Fondi del Reddito di cittadinanza contro il caro-bollette” https://www.business.it/la-proposta-della-lega-a-draghi-sul-reddito-di-cittadinanza/ Tue, 30 Nov 2021 14:03:08 +0000 https://www.business.it/?p=84310 È durato circa mezz’ora l’incontro a Palazzo Chigi tra una delegazione della Lega e Mario Draghi. La pattuglia leghista, formata dal capodelegazione Giancarlo Giorgetti e dai due capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, ha esposto martedì 30 novembre al presidente del Consiglio le proprie richieste sulla legge di bilancio che il… Read More »La Lega incontra Draghi: “Fondi del Reddito di cittadinanza contro il caro-bollette”

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È durato circa mezz’ora l’incontro a Palazzo Chigi tra una delegazione della Lega e Mario Draghi. La pattuglia leghista, formata dal capodelegazione Giancarlo Giorgetti e dai due capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, ha esposto martedì 30 novembre al presidente del Consiglio le proprie richieste sulla legge di bilancio che il Parlamento si appresta ad approvare prima della fine dell’anno. Quella che ha messo di più in difficoltà il premier riguarda la possibilità di contrastare il rincaro delle bollette di luce e gas pescando soldi dal Reddito di cittadinanza.

Incontro tra la Lega e Draghi

La posizione espressa dalla Lega durante l’incontro è dunque quella di riformare l’impianto del Reddito di cittadinanza, allo scopo di recuperare risorse per contrastare l’aumento dei prezzi delle bollette. “Non so cosa abbia detto Draghi. Bollette, cartelle esattoriali e flat tax sono sempre queste tre cose quelle che chiediamo”, così il leader del Carroccio, Matteo Salvini, commenta l’esito dell’incontro.

“La delegazione della Lega – si legge invece in una nota del partito salviniano – ha espresso al presidente del Consiglio Mario Draghi forte preoccupazione per il caro-bollette, che rischia di ridimensionare i vantaggi del taglio delle tasse. Suggerendo di intervenire recuperando risorse dalla riforma del Reddito di cittadinanza. L’obiettivo della Lega è aiutare in modo concreto famiglie e imprese. Mantenendo il sussidio solo per alcune categorie ben precisate”.

La delegazione del Carroccio “ha anche sottolineato la necessità di intervenire a vantaggio di alcuni settori come quello dell’automotive. Senza dimenticare la necessità di destinare più risorse possibili alle persone con disabilità che hanno particolarmente sofferto le conseguenze della crisi Covid. Tra le altre cose, la Lega ha rimarcato l’esigenza di snellire la burocrazia. Prevedere la rottamazione delle cartelle esattoriali. Rafforzare la Flat Tax al 15% alzandola a 100mila euro”, conclude il comunicato.

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Ecco perché Salvini vuole distruggere il suo ministro Giorgetti https://www.business.it/ecco-perche-salvini-vuole-distruggere-il-suo-ministro-giorgetti/ Thu, 18 Nov 2021 11:01:45 +0000 https://www.business.it/?p=83687 La tensione è tornata alta, all’interno della Lega, con l’avvicinarsi dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Con i soliti schieramenti a darsi battaglia: da un lato Matteo Salvini e i suoi fedelissimi, dall’altro quella parte di Carroccio da tempo ormai vicina al ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. Una sfida non nuova, quella tra i… Read More »Ecco perché Salvini vuole distruggere il suo ministro Giorgetti

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La tensione è tornata alta, all’interno della Lega, con l’avvicinarsi dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Con i soliti schieramenti a darsi battaglia: da un lato Matteo Salvini e i suoi fedelissimi, dall’altro quella parte di Carroccio da tempo ormai vicina al ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. Una sfida non nuova, quella tra i due, sempre più distanti. E che ha origini in realtà lontane, venute alla luce soltanto negli ultimi mesi.

Durante l’ultima puntata di Porta a Porta, è stato un altro ministro, Stefano Patuanelli, a scoperchiare il vaso di Pandora: “Nel 2009 Salvini ha preferito far cadere il governo piuttosto che vedere Giorgetti diventare commissario europeo”. Nessuno lo aveva mai detto in maniera così netta, anche se la voce era circolata già all’epoca. Una rivelazione che permette così di rileggere quell’improvvisa crisi gialloverde, nella famosa estate del Papeete, quando i sondaggi premiavano la Lega e nessuno riuscì a capire il senso dello strappo voluto da Salvini con il M5S.

Stando a Patuanelli, dunque, Salvini avrebbe preferito sacrificare il governo e un ruolo di primissimo piano come quello di ministro degli Interni pur di salvare un partito che gli stava pericolosamente sfuggendo di mano in favore di Giorgetti, in ascesa tra gli esponenti del Carroccio. La nomina di commissario europeo avrebbe dato il colpo di grazia alla leadership del Capitano, che ha così scelto di schiantare la nave piuttosto che cederne il comando. Un passaggio che è stato l’inizio della fine, con i sondaggi da quel momento in poi sempre meno benevoli.

L’accordo, come riportato dalle testate nel 2009, era semplice: la Lega avrebbe preso le distanze dal suo passato sovranista votando la fiducia alla Commissione europea di Ursula von der Leyen e in cambio avrebbe ottenuto il commissario europeo. Ma con Giorgetti a Bruxelles, e con le polemiche per i rapporti tra Salvini e la Russia ancora fresche, sarebbe stato proprio l’attuale ministro dello Sviluppo Economico a diventare, nel giro di pochi mesi, il volto internazionale del partito. E questo il segretario del Carroccio non poteva permetterlo, per nessuna ragione al mondo. Una sfida che prosegue ancora oggi.

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Lega, il fronte del Nord spinge Salvini contro i No vax https://www.business.it/i-governatori-della-lega-spingono-salvini-contro-i-no-vax/ Thu, 11 Nov 2021 09:42:02 +0000 https://www.business.it/?p=83328 Alcuni organi di stampa lo hanno già ribattezzato il “fronte del Nord”. Si tratta dei governatori e degli amministratori locali leghisti, stufi delle continue manifestazioni dei No green pass che bloccherebbero l’economia facendo perdere clienti agli esercizi commerciali. Certo, al momento il leader della Lega è combattuto tra la condanna delle proteste che creano disagi… Read More »Lega, il fronte del Nord spinge Salvini contro i No vax

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Alcuni organi di stampa lo hanno già ribattezzato il “fronte del Nord”. Si tratta dei governatori e degli amministratori locali leghisti, stufi delle continue manifestazioni dei No green pass che bloccherebbero l’economia facendo perdere clienti agli esercizi commerciali. Certo, al momento il leader della Lega è combattuto tra la condanna delle proteste che creano disagi e la critica al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, secondo lui incapace si svolgere il suo mestiere. Ma le pressioni sempre più forti di Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana e gli altri lo spingono sempre di più su posizioni No vax.

Salvini e i governatori della Lega

“Basta cortei selvaggi. Si può manifestare ma senza disturbare il prossimo, se lo Stato non riesce a garantire il rispetto delle regole siamo messi male. Se uno cambia il percorso ne subisce le conseguenze”. Così tuona Salvini contro i manifestanti anti green pass dalle colonne del quotidiano Libero. Una presa di posizione sempre più dura contro chi protesta. Anche se il leader leghista non smette di prendere di mira il suo successore al Viminale. “Se vietiamo le manifestazioni perché non siamo in grado di far rispettare le regole, allora il ministro dell’Interno non sa fare il suo lavoro”, attacca il leader del Carroccio.

“Sabato si vedrà un altro film, ora le regole le dettiamo noi”, dichiara intanto esultante il questore di Milano, dopo che il Viminale ha stabilito nuove regole stringenti per le manifestazioni. Basta cortei nel centro delle città che bloccano il commercio. Permessi solo sit-in in piazze più periferiche. Con obbligo di indossare la mascherina ovviamente. “La manifestazione è un diritto democratico. Deve essere tollerata nella misura in cui non sia una privazione della libertà degli altri”, sostiene Zaia.

Anche Fontana si schiera senza se e senza ma dalla parte dei commercianti e contro le manifestazioni No green pass. Mentre Fedriga risulta addirittura tra i 60mila firmatari della petizione di Trieste contro le manifestazioni in centro. “Non credete alle pagliacciate sui social, vaccinatevi”. Questo l’appello del governatore friulano.

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Tutti i guai di Salvini: da Meloni a Giorgetti, il leader della Lega è circondato da insidie https://www.business.it/tutti-i-guai-di-salvini-da-meloni-a-giorgetti-il-leader-della-lega-e-circondato-da-insidie/ Wed, 10 Nov 2021 11:32:35 +0000 https://www.business.it/?p=83267 Non è davvero un periodo facile per Matteo Salvini, costretto a fare i conti con le tante tensioni all’interno della coalizione di centrodestra e con dei sondaggi sempre meno rassicuranti: il rischio, stando ai trend di decrescita, è che nelle prossime settimane la Lega possa ritrovarsi addirittura al 15%, un crollo pesantissimo rispetto ai dati… Read More »Tutti i guai di Salvini: da Meloni a Giorgetti, il leader della Lega è circondato da insidie

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Non è davvero un periodo facile per Matteo Salvini, costretto a fare i conti con le tante tensioni all’interno della coalizione di centrodestra e con dei sondaggi sempre meno rassicuranti: il rischio, stando ai trend di decrescita, è che nelle prossime settimane la Lega possa ritrovarsi addirittura al 15%, un crollo pesantissimo rispetto ai dati di un anno e mezzo fa. Giorgia Meloni, ovviamente, è lì in agguato, pronta ad approfittare della debolezza del leader del Carroccio.

Il problema è anche interno, con Giancarlo Giorgetti sempre più corpo estraneo e, anzi, pericoloso “leader ombra” della corrente leghista meno sovranista. Secondo Tpi, il ministro sarebbe già impegnato a lavorare su tanti fronti, sognando addirittura la possibilità di volare a Palazzo Chigi in caso Mario Draghi venisse scelto come prossimo Presidente della Repubblica. Scenario non proprio rassicurante per un Salvini che, a quel punto, si vedrebbe di fatto sfilare il partito da sotto il naso.

Proprio la successione di Mattarella è uno dei punti che più toglie il sonno a Salvini in questi mesi, consapevoli delle possibili conseguenze che ogni scelta avrebbe. Meloni ha già lanciato la sfida: “Con Draghi al Colle, sarebbe folle non andare a votare”. Un modo per forzare la mano alla Lega, che però continua a tenersi su posizioni più moderate: la sensazione è che, sondaggi alla mano, dalle parti del Carroccio farebbero i salti mortali per rinviare l’appuntamento con le urne, molto più sorridente a Fratelli d’Italia nelle proiezioni.

Se però Salvini dovesse cercare di opporre resistenza all’elezione di Draghi come Capo dello Stato, rischierebbe di trovarsi di fronte un Draghi per nulla amichevole una volta salito al Colle, appuntamento che per gli analisti sembra comunque inevitabile, prima o poi. Insomma, l’arrivo dell’inverno non sembra promettere nulla di buono per il Capitano, sempre più solitario al comando della nave.

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Maroni avverte Salvini: “Deve fare quello che dice Giorgetti” https://www.business.it/maroni-si-schiera-con-giorgetti-contro-salvini/ Fri, 05 Nov 2021 07:28:45 +0000 https://www.business.it/?p=82993 Dopo il consiglio federale del 4 novembre, sembrava che Matteo Salvini fosse riuscito a riportare l’ordine nel suo partito. Il segretario della Lega ribadisce a chiare lettere di essere ancora lui il capo. Salvini si dice disposto ad ascoltare tutte le voci, anche le più dissenzienti come quella di Giancarlo Giorgetti. Il ministro dello Sviluppo… Read More »Maroni avverte Salvini: “Deve fare quello che dice Giorgetti”

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Dopo il consiglio federale del 4 novembre, sembrava che Matteo Salvini fosse riuscito a riportare l’ordine nel suo partito. Il segretario della Lega ribadisce a chiare lettere di essere ancora lui il capo. Salvini si dice disposto ad ascoltare tutte le voci, anche le più dissenzienti come quella di Giancarlo Giorgetti. Il ministro dello Sviluppo economico ha provato a trainare il Carroccio verso posizioni più draghiane. Ma ora il suo tentativo rischia di sfumare dopo il chiarimento voluto dal suo segretario. A porgergli una mano ci pensa a sorpresa Roberto Maroni secondo il quale “Salvini deve fare quello che dice Giorgetti”.

Roberto Maroni e Matteo Salvini

Nel serrato dibattito che si sta svolgendo all’interno della Lega tra draghiani e sovranisti, sembra dunque che questi ultimi abbiano prevalso a schiacciante maggioranza. Anche l’ex segretario Maroni interviene nella discussione. Lo fa con un’intervista al quotidiano Repubblica. “Sarebbe bene fare quello che dice Giorgetti. – dichiara Maroni senza peli sulla lingua – Occorre che la Lega aderisca al Ppe. Giorgetti che è il più democristiano dei leghisti ha ragione. Converrebbe anche a Salvini, che potrebbe prendere il posto di Silvio Berlusconi. Diventare così il leader di un centrodestra moderato in Italia in grado di dialogare con le forze di centro che non hanno tanta forza. Lasciando a Giorgia Meloni il ruolo della destra”.

Insomma, l’ex ministro dell’Interno del governo Berlusconi sembra avere le idee chiare sul futuro della Lega. Peccato che non coincidano affatto con quelle di Salvini. “Se la Lega sceglie la linea dei sovranisti europei rischia di isolarsi. – prosegue Maroni – La Lega è l’ultimo partito leninista ed è vero che la linea la decide il segretario, è giusto che sia così. Chi non è d’accordo dovrebbe andarsene”.

Il riferimento è proprio al ministro dello Sviluppo economico. Ma, questa la previsione di Maroni, “Giorgetti resterà dentro la Lega anche se controvoglia. Se ci sarà un braccio di ferro alla fine cederà. Non penso che si dimetterà da ministro. Salvini proporrà un accordo che lo rafforzerà come segretario e Giorgetti se ne farà una ragione”.

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Di Maio: “La Lega ha due anime, io vado d’accordo con Giorgetti” https://www.business.it/di-maio-la-lega-ha-due-anime-io-vado-daccordo-con-giorgetti/ Thu, 04 Nov 2021 12:51:16 +0000 https://www.business.it/?p=82946 Secondo Luigi Di Maio, “è sotto gli occhi di tutti che all’interno della Lega in questo momento ci sono due visioni. Una che guarda all’Europa e una che guarda al sovranismo, ma tra le due visioni è perdente l’idea del sovranismo, perché dopo questa pandemia siamo tutti d’accordo nel mondo che nessuno può farcela da… Read More »Di Maio: “La Lega ha due anime, io vado d’accordo con Giorgetti”

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Secondo Luigi Di Maio, “è sotto gli occhi di tutti che all’interno della Lega in questo momento ci sono due visioni. Una che guarda all’Europa e una che guarda al sovranismo, ma tra le due visioni è perdente l’idea del sovranismo, perché dopo questa pandemia siamo tutti d’accordo nel mondo che nessuno può farcela da solo, che c’è bisogno di multilateralismo”.

Intervistato da Radio 24, il ministro degli Esteri ha spiegato come secondo cui “non è un caso che i partiti di estrema destra stiano perdendo in tutta Europa”. Sostenendo poi di avere un forte legame con Giancarlo Giorgetti: “La pizza con Giorgetti è un appuntamento mensile. Ci sono cose su cui non siamo d’accordo, altre sì e la pizza ci mette d’accordo. Ci vediamo una volta al mese per fare il punto politico del governo e affrontare le questioni cruciale. Con Giancarlo c’è stato un feeling anche quando era all’opposizione e lavoriamo per il bene del Paese”.

Di Maio attacca Salvini a Non è l'Arena

Di Maio ha parlato anche del Movimento Cinque Stelle: “I retroscena sulle lotte di potere in seno al Movimento 5 stelle fanno male a questa forza politica. Se io avessi avuto l’intenzione di sostituire Giuseppe Conte non mi sarei dimesso da capo politico del Movimento. Sostengo pienamente questo nuovo corso. I retroscena lasciano il tempo che trovano. Sono veline che fanno male non a me, ma alla forza che rappresentiamo. Dobbiamo andare avanti uniti”.

Infine, Di Maio ha sottolineato come Conte abbia “ancora tante cose da portare avanti nel suo mandato. Il rapporto con lui è assolutamente buono, l’ho invitato alla presentazione del libro, ma era a Manfredonia per la campagna elettorale delle comunali”.

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Il sorpasso: Letta sorpassa Salvini, Lega a picco nei sondaggi https://www.business.it/il-sorpasso-letta-sorpassa-salvini-lega-a-picco-nei-sondaggi/ Fri, 22 Oct 2021 11:40:37 +0000 https://www.business.it/?p=82241 La partita per le amministrative è chiusa, con il centrodestra che ha incassato una sonorissima sconfitta. Le delusioni, soprattutto per Matteo Salvini, non sono però ancora finite. Non bastasse infatti un clima di forte agitazione all’interno della Lega, con la figura del ministro Giancarlo Giorgetti che si va facendo sempre più ingombrante, ecco arrivare ora… Read More »Il sorpasso: Letta sorpassa Salvini, Lega a picco nei sondaggi

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La partita per le amministrative è chiusa, con il centrodestra che ha incassato una sonorissima sconfitta. Le delusioni, soprattutto per Matteo Salvini, non sono però ancora finite. Non bastasse infatti un clima di forte agitazione all’interno della Lega, con la figura del ministro Giancarlo Giorgetti che si va facendo sempre più ingombrante, ecco arrivare ora anche sondaggi che confermano il trend nettamente discendente del Carroccio. Con tanto di sorpasso subito da parte del Pd.

Secondo l’ultime rivelazione effettuata da outrend per Agi, infatti, al primo posto tra i partiti italiani risulta ancora Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Alle spalle, però, la Lega ha perso una posizione, risultando ora addirittura la terza formazione nelle preferenze degli italiani, scavalcata dal Pd di Enrico Letta che molti hanno indicato come vero vincitore delle elezioni.

Numeri alla mano, Fratelli d’Italia conserva il primo posto nelle intenzioni di voto degli italiani e nell’ultimo mese cresce, anche se di poco, guadagnando lo 0,2% e attestandosi al 20,5%. A seguire c’è, come anticipato, il Pd che, rispetto al mese di settembre, guadagna lo 0,6% e ottiene il secondo posto nelle intenzioni di voto degli italiani con il 19,7%. A perdere consensi, invece, è la Lega che si ferma al 19%, segnando un calo dello 0,8%.

Confermate anche le difficoltà del M5S, già evidenti durante l’ultima disastrosa tornata elettorale: nelle intenzioni di voto degli italiani, infatti, il consenso per i pentastellati cala di 0,6 punti e si ferma al 15,7%. Subito dopo ecco Forza Italia, il partito di Silvio Berlusconi che ha vinto le regionali in Calabria e le comunali a Trieste, e che però a livello nazionale perde terreno rispetto a 30 giorni prima. Gli italiani che voterebbero per il terzo partito del centrodestra sono il 6,9% contro il 7,5% raggiunto a settembre.

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Salvini ha perso il tocco magico: niente bagno di folla a Varese https://www.business.it/salvini-ha-perso-il-tocco-magico-niente-bagno-di-folla-a-varese/ Fri, 15 Oct 2021 07:08:48 +0000 https://www.business.it/?p=81821 Matteo Salvini ha perso la bacchetta magica. Da un bel pezzo. E quegli incantesimi che sembravano uscirgli con estrema naturalezza si sono trasformati, ora che non ha più i poteri, in boomerang pronti a restituire colpo su colpo. Schiacchiato da una Giorgia Meloni versione cannibale e costretto all’angolo da un Mario Draghi indomabile, il leader… Read More »Salvini ha perso il tocco magico: niente bagno di folla a Varese

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Matteo Salvini ha perso la bacchetta magica. Da un bel pezzo. E quegli incantesimi che sembravano uscirgli con estrema naturalezza si sono trasformati, ora che non ha più i poteri, in boomerang pronti a restituire colpo su colpo. Schiacchiato da una Giorgia Meloni versione cannibale e costretto all’angolo da un Mario Draghi indomabile, il leader della Lega è così corso nelle scorse ora a Varese, dove nelle prossime ore il candidato del Carroccio Matteo Bianchi tenterà di strappare il ruolo di sindaco al ballottaggio che lo vede opposto al Pd. In una città che, per il partito, non è proprio banale.

Salvini ha perso il tocco magico: niente bagno di folla a Varese

Nel cuore della storia leghista, la città dove iniziò l’avventura di Umberto Bossi e dove soltanto pochi mesi fa sono stati organizzati gli stati generali per il nord, Salvini ha confermato però come ormai i suoi stessi colleghi di partito si siano accorti della sua improvvisa debolezza. Lui che un tempo, da solo, si imbarcava in lunghissime campagne elettorali per portare piogge di voti, oggi è invece affiancato dai vari Fontana, Cecchetti, Bussetti, Candiani. Consapevoli del fatto che il segretario non riesca più a spostare gli equilibri nelle urne e che il dem Davide Galimberti potrebbe alla fine trionfare davvero.

Salvini, da par suo, continua a fingersi quello di sempre. Si è imbarcato in una 5 giorni a sostegno di Bianchi, senza prendere pause, convinto che la sua onnipresenza alla fine sarà sufficiente a ribaltare un confronto che vede Pd e M5S in leggero vantaggio dopo il primo turno. Che qualcosa non torni, però, è stato evidente anche dai primi interventi del Capitano. Meno efficace del solito, costretto a ricorrere a temi di politica nazionale per provare a colpire la pancia dei cittadini di Varese.

“A sinistra si parla degli alieni e degli anni ’30, – ha detto Salvini dal palco – stanno passando il loro tempo insultando il prossimo con dei fantasmi che non ci sono. A Varese invece discutiamo di cose concrete, del futuro”. Qualche applauso dei presenti. Che però, per una buona fetta, erano i fedelissimi del partito. Le grandi folle di una volta sono ormai lontane. Segno che qualcosa è cambiato davvero.

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Milano, il consigliere leghista che simpatizza per FN e No pass https://www.business.it/il-consigliere-leghista-di-milano-che-simpatizza-per-forza-nuova/ Mon, 11 Oct 2021 14:20:44 +0000 https://www.business.it/?p=81568 Il nome di Luigi Bragonzi era ignoto ai più fino a qualche ora fa. Poi, il consigliere municipale appena eletto a Milano con la Lega, è finito suo malgrado al centro di una bufera mediatica. Tutta colpa di quei messaggi, pubblicati sulle sue pagine Facebook e Instagram, in cui Bragonzi simpatizza per movimenti di estrema… Read More »Milano, il consigliere leghista che simpatizza per FN e No pass

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Il nome di Luigi Bragonzi era ignoto ai più fino a qualche ora fa. Poi, il consigliere municipale appena eletto a Milano con la Lega, è finito suo malgrado al centro di una bufera mediatica. Tutta colpa di quei messaggi, pubblicati sulle sue pagine Facebook e Instagram, in cui Bragonzi simpatizza per movimenti di estrema destra come CasaPound e Forza Nuova. Ma anche con il movimento No green pass. Fatali per lui, almeno mediaticamente, due messaggi postati alla vigilia e alla fine delle due manifestazioni anti green pass di Milano e Roma di sabato scorso.

Luigi Bragonzi non ha fatto nemmeno in tempo a festeggiare la sua elezione a consigliere del Municipio 2 di Milano con 118 voti, che per lui è arrivata la doccia fredda. Qualche giornalista, spulciando tra i suoi post, recenti e meno, ha scoperto infatti le sue simpatie, mai celate, per l’ultra destra di matrice neofascista. Sui suoi profili compaiono diverse immagini e slogan di Forza Nuova e CasaPound, compresi i saluti romani. Anzi, comparivano, perché, dopo le polemiche, Bragonzi ha deciso di rendere visibile solo ai suoi ‘amici’ il suo profilo Fb. Così almeno riferisce il sito Fanpage (citato da Open ndr), il primo a dare la notizia.

Luigi Bragonzi, neo consigliere della Lega a Milano

Ma ad ‘incastrare’ sul web il neo consigliere leghista di Milano sono stati due post molto recenti. “Quando le cose non vanno come previsto, passare dal green pass al manganello è un attimo. Dite di no? Ne riparliamo sabato in manifestazione…”. Così scrive nel primo. Un post quasi profetico, viste le violenze di piazza a cui si è assistito soprattutto a Roma.

Il secondo messaggio, Bragonzi lo pubblica il giorno seguente, subito dopo la conclusione delle manifestazioni. “E anche oggi a Milano e a Roma ci si è battuti in difesa dei diritti dei cittadini, vaccinati e non!”, esulta il consigliere del partito di Matteo Salvini a Milano.

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Lobby nera: Borghezio e la terza Lega contro il “debole” Salvini https://www.business.it/lobby-nera-borghezio-contro-salvini/ Fri, 08 Oct 2021 06:30:31 +0000 https://www.business.it/?p=81424 La seconda parte dell’inchiesta Lobby nera di Fanpage mette nel mirino la Lega. Nella prima puntata, a finire sotto processo mediatico sono stati i rapporti di alcuni esponenti di Fratelli d’Italia con l’estrema destra milanese. E anche nella seconda, trasmessa da Piazzapulita su La7, il tema di fondo resta sempre quello. Stavolta sono i leghisti… Read More »Lobby nera: Borghezio e la terza Lega contro il “debole” Salvini

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La seconda parte dell’inchiesta Lobby nera di Fanpage mette nel mirino la Lega. Nella prima puntata, a finire sotto processo mediatico sono stati i rapporti di alcuni esponenti di Fratelli d’Italia con l’estrema destra milanese. E anche nella seconda, trasmessa da Piazzapulita su La7, il tema di fondo resta sempre quello. Stavolta sono i leghisti ad essere accusati di voler far entrare nel partito dalla porta di servizio gli estremisti neri come quelli del gruppo Lealtà Azione. A colpire sono i rapporti tra il ‘barone nero’ Roberto Jonghi Lavarini e l’eurodeputato Angelo Ciocca, che ha già annunciato denuncia contro Jonghi dopo aver chiamato in diretta Corrado Formigli. Torna prepotentemente sul palcoscenico anche lo storico ex europarlamentare del Carroccio, Mario Borghezio, che esulta per le difficoltà politiche del segretario Matteo Salvini.

La seconda parte dell’inchiesta Lobby nera

È Mario Borghezio il protagonista assoluto della seconda parte dell’inchiesta Lobby nera. Nelle immagini girate dal giornalista infiltrato, si vede l’ex parlamentare leghista a Milano insieme a Jonghi Lavarini. Il barone nero lo va a prendere all’aeroporto insieme al finto imprenditore di Fanpage. I tre discorrono amabilmente, prima in auto e poi in un bar. Borghezio parla di “strategia per formare una corrente di estrema destra nella Lega”.

“Aspettavo questo momento da decenni”, prosegue Borghezio facendo riferimento alle difficoltà politiche che negli ultimi tempi rischiano di travolgere Salvini. Insomma, sarebbe questo il momento per far sorgere quella che lui chiama la “terza Lega”. L’opinione di Borghezio sul Capitano, infatti, non è delle più lusinghiere: “Salvini è un debole e ora è sotto tiro”. Lui comunque, raggiunto dall’Adnkronos, minimizza. “È tutta un’invenzione di Fanpage. – accusa – Sì, ho parlato di terza Lega. Ma non c’entra nulla con l’estrema destra. Per me la terza Lega è la base, i militanti, a loro mi riferivo”.

Ma anche Jonghi Lavarini sembra non essere contento della attuale gestione della Lega. Da quanto mostra Lobby nera, secondo il barone nero, il compito di rappresentare il “post Salvini” spetterebbe ad Angelo Ciocca. I due si incontrano persino negli uffici della Regione Lombardia e l’europarlamentare viene definito “il nostro primo referente politico”. Un uomo che viene presentato come un ex militante del Carroccio, racconta a volto oscurato che Jonghi avrebbe portato almeno 5.000 preferenze a Ciocca.

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Lega fuori dal governo? Bagnai litiga con la giornalista https://www.business.it/alberto-bagnai-irritato-dalla-giornalista/ Thu, 07 Oct 2021 14:53:41 +0000 https://www.business.it/?p=81418 Alberto Bagnai irritato dalla giornalista di Tagadà. L’inviata del programma di La7, condotto da Tiziana Panella, raggiunge il senatore della Lega nei pressi del Parlamento per chiedergli conto della posizione del suo partito nello scontro con Draghi sulle tasse. Bagnai prima finge di ignorarla. Ma poi perde la pazienza. Avvia una diretta Facebook e si… Read More »Lega fuori dal governo? Bagnai litiga con la giornalista

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Alberto Bagnai irritato dalla giornalista di Tagadà. L’inviata del programma di La7, condotto da Tiziana Panella, raggiunge il senatore della Lega nei pressi del Parlamento per chiedergli conto della posizione del suo partito nello scontro con Draghi sulle tasse. Bagnai prima finge di ignorarla. Ma poi perde la pazienza. Avvia una diretta Facebook e si mette a polemizzare duramente con la donna.

Alberto Bagnai irritato

L’inviata di Tagadà raggiunge Bagnai in strada, nei pressi del Parlamento. “Mi scusi eravate riuniti per discutere la linea della Lega? Che farete? Uscite dalla maggioranza?”, domanda a bruciapelo al senatore leghista senza ottenere però risposta. “Il capogruppo alla Camera ha detto che vi stanno spingendo fuori dalla porta. È questa la sensazione? Posso chiederle almeno nel merito quale può essere il punto di mediazione? Draghi e Salvini si incontreranno”, insiste la collaboratrice della Panella.

È allora che Bagnai rompe il silenzio. Ma non per rispondere alle domande della giornalista, solo per chiederle se può inquadrarla durante la diretta Facebook che sta per fare sul suo telefonino, “così capisce cosa si prova ad essere inseguiti con una telecamera”, chiosa sibillino. Lei lo autorizza negando di starlo inseguendo. “Tanto non ho nulla da dirle”, la incalza intanto il senatore. “Sono in compagnia di una persona che non so chi sia, probabilmente di qualche testata”, inaugura così la sua diretta Fb.

Lei precisa di essere una giornalista di Tagadà, Maria Grazia Gerina. Ma Bagnai ormai è incontenibile. “Si è mai chiesta come mai negli altri Paesi europei questo metodo incivile di aggredire i parlamentari in mezzo alla strada non esiste? – la bacchetta – Lei potrebbe avere la cortesia di rivolgersi al nostro ufficio stampa e prendere un appuntamento. Guardi tra un po’ piove anche, non è una questione personale”, aggiunge mentre se ne va. Tornata la linea allo studio, la conduttrice, visibilmente irritata, difende a spada tratta la sua inviata e critica duramente Bagnai per il suo atteggiamento. L’invito comunque è ufficiale: “Quando vuole venga a sedersi sul nostro divano, ma per cortesia tratti con rispetto le persone”.

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Riforma catasto: Lega abbandona cabina di regia e sfida Draghi https://www.business.it/la-lega-sfida-draghi-sulla-riforma-del-catasto/ Tue, 05 Oct 2021 14:34:02 +0000 https://www.business.it/?p=81271 Lo strappo della Lega sulla riforma delle tasse lo certifica Massimo Bitonci. “Per noi la riforma del catasto in questo modo non va bene”, dichiara il capogruppo del Carroccio in commissione Bilancio della Camera. Una giornata molto calda quella di martedì 5 ottobre, visto che i parlamentari del partito di Matteo Salvini decidono di abbandonare… Read More »Riforma catasto: Lega abbandona cabina di regia e sfida Draghi

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Lo strappo della Lega sulla riforma delle tasse lo certifica Massimo Bitonci. “Per noi la riforma del catasto in questo modo non va bene”, dichiara il capogruppo del Carroccio in commissione Bilancio della Camera. Una giornata molto calda quella di martedì 5 ottobre, visto che i parlamentari del partito di Matteo Salvini decidono di abbandonare per protesta i lavori della cabina di regia in commissione. Una decisione che sorprende il premier Mario Draghi a poche ore dalla convocazione del Consiglio dei ministri per discutere proprio il disegno di legge delega per la riforma fiscale.

Un colpo basso nei confronti di Draghi, tenendo conto che la riforma del Fisco è considerata una delle riforme strutturali necessarie per ottenere i finanziamenti dall’Ue del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). A certificare le già note divisioni tra le forze politiche su questo tema, soprattutto sulla riforma del catasto, è proprio la inaspettata presa di posizione della Lega. Una tensione interna che di sicuro non fa bene al governo guidato dall’ex governatore della Bce.

Tensione nel governo sulla riforma del catasto

In pratica, il partito di Salvini chiede più tempo per poter analizzare nel dettaglio i contenuti della delega fiscale. Per questo i suoi rappresentanti decidono di lasciare la riunione della cabina di regia quando è ancora in corso. Tra gli ‘ammutinati’ c’è anche Massimo Garavaglia. Il ministro del Turismo rappresenta la Lega al tavolo della discussione. In sostituzione del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

Garavaglia fa sapere agli altri membri della commissione che la Lega approfondirà la bozza della riforma del catasto. La polemica politica è divenuta rovente nelle ultime ore, nonostante lo stesso Draghi avesse già spiegato che si tratta di un provvedimento che indica solo i principi della riforma. Riforma che dovrebbe entrare in vigore a pieno regime solo nel 2023. Prima il Parlamento dovrà approvare il disegno di legge. Poi il governo dovrà varare i decreti legislativi previsti dalla stessa delega.

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La Lega crolla anche al Nord: ora Salvini deve guardarsi le spalle https://www.business.it/la-lega-crolla-anche-al-nord-ora-salvini-deve-guardarsi-le-spalle/ Tue, 05 Oct 2021 07:35:19 +0000 https://www.business.it/?p=81213 Non è stata decisamente una buona tornata elettorale, quella appena conclusa, per la Lega di Matteo Salvini. Sconfitta, insieme a Giorgia Meloni, in quasi tutte le principali città italiane. E costretta a registrare, suo malgrado, anche un pericoloso arretramento proprio nelle zone del Nord considerate un tempo il cuore del Carroccio, le terre di Luca… Read More »La Lega crolla anche al Nord: ora Salvini deve guardarsi le spalle

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Non è stata decisamente una buona tornata elettorale, quella appena conclusa, per la Lega di Matteo Salvini. Sconfitta, insieme a Giorgia Meloni, in quasi tutte le principali città italiane. E costretta a registrare, suo malgrado, anche un pericoloso arretramento proprio nelle zone del Nord considerate un tempo il cuore del Carroccio, le terre di Luca Zaia e Massimiliano Fedriga. A partire dal Veneto, dove senza il traino del governatore in carica l’arretramento è stato spaventoso.

La Lega crolla anche al Nord: ora Salvini deve guardarsi le spalle

E così succede che nonostante il successo del centrodestra nel Nordest, Salvini sia ora costretto a guardarsi da Giorgia Meloni e dai suoi tentativi di sorpasso anche in Friuli Venezia Giulia, una delle storiche roccaforti della Lega. E dai propri governatori. A Chioggia, in provincia di Venezia, ha vinto per esempio al primo turno il centrodestra con Mauro Armelao (56%) ma la Lega si è fermata a un modesto 16,9%. Un anno fa, alle Regionali, il Carroccio aveva sfiorato il 30%. Con Fratelli d’Italia ormai vicinissimo (15,5%).

E ancora: a Conegliano Veneto Piero Garbellotto, candidato di Lega e Fratelli d’Italia, è al 38,3 per cento, mentre il sindaco uscente Fabio Chies, di Forza Italia, è al 32,3 per cento. In questo braccio di ferro Salvini si consola con il 17 per cento, ma solo un anno fa il partito, assieme alla lista di Zaia, era arrivato addirittura al 61%. Un calo accompagnato, anche in questo caso, dalla simultanea crescita di Fratelli d’Italia. In Friuli, a Meloni è riuscito addirittura il sorpasso:a Trieste il sindaco uscente di centrodestra Roberto Dipiazza ha ottenuto al primo turno il 47,3% delle preferenze, con FdI al 15,8% e la Lega ferma appena all’8%.

Dati per nulla piacevoli agli occhi di Matteo Salvini sono arrivati anche da Pordenone, dove il sindaco uscente Alessandro Ciriani si è confermato già al primo turno con il 65,5%. Ma con la Lega ferma all’8,5% (alle Regionali del 2018 era arrivata al 28,4%) e con Meloni nel frattempo cresciuta dall’11,82 al 13,2%.

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La resa di Salvini: la Lega va verso il congresso nazionale https://www.business.it/la-resa-di-salvini-la-lega-va-verso-il-congresso-nazionale/ Mon, 04 Oct 2021 12:25:20 +0000 https://www.business.it/?p=81178 Giancarlo Giorgetti ha già vinto la propria battaglia personale contro Matteo Salvini, leader di una Lega sempre più spaccata in due, con un’ala governista da una parte e un’altra rimasta invece fedele alla figura dell’attuale segretario: il Capitano, infatti, ha dato la propria disponibilità a indire il congresso nazionale del partito entro un anno. Un… Read More »La resa di Salvini: la Lega va verso il congresso nazionale

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Giancarlo Giorgetti ha già vinto la propria battaglia personale contro Matteo Salvini, leader di una Lega sempre più spaccata in due, con un’ala governista da una parte e un’altra rimasta invece fedele alla figura dell’attuale segretario: il Capitano, infatti, ha dato la propria disponibilità a indire il congresso nazionale del partito entro un anno. Un prezzo da pagare per tenere unita una formazione che rischia, altrimenti, di sfaldarsi.

Come rivelato da Tpi, infatti, Salvini ha accettato in cambio di una “pax interna”, una garanzia di coesione dopo le tante polemiche che hanno segnato lo spostamento del partito sempre più verso la causa del premier Mario Draghi e sempre più lontano, invece, dalla politica aggressiva di Salvini. Con tanto di road map già scandita.

La resa di Salvini: la Lega va verso il congresso nazionale

Non è scontato, tra l’altro, che il processo verso il congresso nazionale possa addirittura subire un’accelerazione se i risultati delle comunali dovessero essere del tutto insoddisfacenti. In quel caso, la bocciatura per Salvini e la sua linea sarebbe evidente.

MATTEO SALVINI

In molti, secondo Tpi, si aspettano non a caso un cambio di rotta dopo i risultati della tornata elettorale. Poi, pandemia permettendo, “sarà dato il via alla stagione dei congressi locali della Lega che dovrebbe essere avviata tra fine ottobre e inizio novembre”. Prima, le assemblee cittadine e provinciali che eleggeranno i rispettivi coordinatori.

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Letta smaschera il “giochino” di Giorgetti e Salvini https://www.business.it/enrico-letta-smaschera-il-giochino-della-lega/ Fri, 01 Oct 2021 15:01:06 +0000 https://www.business.it/?p=81112 È un Enrico Letta a tutto campo quello che si presenta in tv a Oggi è un altro giorno. Il segretario del Pd il primo ottobre è ospite del programma televisivo di Ra1 condotto da Serena Bortone. Letta dice la sua sui due casi giudiziari del momento: quello che coinvolge Luca Morisi e quello che… Read More »Letta smaschera il “giochino” di Giorgetti e Salvini

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È un Enrico Letta a tutto campo quello che si presenta in tv a Oggi è un altro giorno. Il segretario del Pd il primo ottobre è ospite del programma televisivo di Ra1 condotto da Serena Bortone. Letta dice la sua sui due casi giudiziari del momento: quello che coinvolge Luca Morisi e quello che ha per protagonista Mimmo Lucano. Poi, rivolge la sua attenzione verso gli avversari politici della Lega. Ma, forse un po’ a sorpresa, non si mette dalla parte del dissidente moderato Giorgetti, e condanna sia il suo comportamento che quello di Salvini.

Enrico Letta

“I pm avevano chiesto una pena per Mimmo Lucano e i magistrati l’hanno raddoppiata, una cosa unica nel nostro paese”, dichiara Letta parlando della condanna a oltre 13 anni per l’ex sindaco di Riace. “Per quello che ha fatto Lucano, la solidarietà e la vicinanza è assolutamente naturale. Ho detto che questo tipo di sentenza e quello che è successo ieri aumenta la sfiducia nella popolazione e credo di dire una cosa vera e oggettiva”, puntualizza il segretario Dem che però aggiunge di avere ancora fiducia nei giudici.

Un pochino meno morbido il giudizio sul caso Morisi. Si tratta di un “fatto di cronaca nera. – Spiega Letta – Io ho sempre criticato quell’uso dei social media così cattivo nei confronti delle persone. La critica a Morisi e Salvini io l’ho fatta per fatti precedenti, i comportamenti inaccettabili sono quelli precedenti, sugli attuali lo diranno gli inquirenti se sono inaccettabili o meno”.

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 28-11-2019 Roma Politica Camera dei Deputati. Conferenza stampa della Lega sul MES Nella foto Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti

Ma è sulla crisi interna alla lega che Letta dà il meglio di sé. “Giorgetti dice che il candidato della destra non gli piace? Se ne assume la responsabilità. Il giochino di Giorgetti e Salvini, del poliziotto buono e del poliziotto cattivo è un giochino stucchevole, che non funziona più”, sentenzia. Insomma, per Letta, non esistono due Leghe, ma solo una che, nonostante le apparenze, resta sempre la stessa.

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Salvini pronto a lasciare la Lega per fondare un nuovo partito https://www.business.it/salvini-pronto-a-fondare-un-nuovo-partito/ Fri, 01 Oct 2021 06:30:00 +0000 https://www.business.it/?p=81052 Matteo Salvini “ha un piano B per salvarsi. Un nuovo partito con sovranisti e transfughi raccolti al Sud”. O, almeno, così scrive il giornalista Antonio Fraschilla su l’Espresso. Secondo il periodico diretto da Marco Damilano, il leader leghista starebbe lavorando ad una sorta di “exit strategy” dalla Lega. La ragione delle sue preoccupazioni sarebbe giustificata… Read More »Salvini pronto a lasciare la Lega per fondare un nuovo partito

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Matteo Salvini “ha un piano B per salvarsi. Un nuovo partito con sovranisti e transfughi raccolti al Sud”. O, almeno, così scrive il giornalista Antonio Fraschilla su l’Espresso. Secondo il periodico diretto da Marco Damilano, il leader leghista starebbe lavorando ad una sorta di “exit strategy” dalla Lega. La ragione delle sue preoccupazioni sarebbe giustificata dallo scontro interno con i moderati del Carroccio, dalla pressione che arriva da destra di Giorgia Meloni e anche dall’inchiesta per droga sul suo ex guru Luca Morisi. Il piano B di Salvini sarebbe già a buon punto, visto che l’Espresso cita anche il nome della presunta nuova forza politica: Prima gli italiani.

Matteo Salvini

Secondo le anticipazioni pubblicate, dunque, Matteo Salvini avrebbe già avvertito i suoi fedelissimi di “stare pronti per far scattare il piano B”. E poi, sempre il Capitano si sarebbe sfogato: “Questi non hanno capito che i voti ce li ho io. Sono stato io a prendere un partito al 5% e portarlo al picco del 40 e stabilmente sopra il 20%”. La sua amarezza, come appena accennato, sarebbe dovuta alla situazione interna alla Lega che sembra ormai fuori controllo. Con il cosiddetto ‘partito di Draghi’, guidato dal ministro Giancarlo Giorgetti e dai governatori del Nord, pronto a fargli le scarpe alla prima occasione.

Per non parlare del caso Morisi che sta mettendo in seria difficoltà il segretario. Salvini si sarebbe convinto che troppi esponenti del partito stiano alla finestra attendendo che, con Morisi, muoia anche la spinta propulsiva sovranista che ha caratterizzato l’ascesa del salvinismo. I governisti della Lega, che lo hanno spinto ad entrare nel governo Draghi facendogli perdere i voti dei populisti, sarebbero dunque la causa di tutti i suoi mali.

E così, per evitare una spiacevole conta interna dopo le elezioni Amministrative, visto che le previsioni non sono rosee per il Carroccio, Salvini avrebbe deciso di convocare un gruppo di suoi fedelissimi. A loro avrebbe detto di tenersi pronti per il cosiddetto piano B. Ovvero l’uscita dal partito per dare vita ad una nuova formazione politica. Prima gli italiani sarebbe già stato scelto come nome.

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Salvini a Torino, ma il candidato di Giorgetti gli dà buca https://www.business.it/il-candidato-di-giorgetti-da-buca-a-salvini/ Thu, 30 Sep 2021 08:51:26 +0000 https://www.business.it/?p=81011 Matteo Salvini, così come tutti gli altri leader di partito, prosegue nel suo frenetico tour elettorale in giro per l’Italia. Nel pomeriggio di mercoledì 29 settembre, il leader della Lega arriva a Torino per tenere un comizio nel quartiere Barriera di Milano. Peccato però che ad accoglierlo sul palco non ci sia il candidato sindaco… Read More »Salvini a Torino, ma il candidato di Giorgetti gli dà buca

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Matteo Salvini, così come tutti gli altri leader di partito, prosegue nel suo frenetico tour elettorale in giro per l’Italia. Nel pomeriggio di mercoledì 29 settembre, il leader della Lega arriva a Torino per tenere un comizio nel quartiere Barriera di Milano. Peccato però che ad accoglierlo sul palco non ci sia il candidato sindaco del centrodestra Paolo Damilano, ufficialmente impegnato in un incontro con il collega di Genova Marco Bucci. Ma le male lingue ipotizzano che Damilano, descritto come molto vicino a Giancarlo Giorgetti, abbia voluto giocare un brutto tiro al Capitano.

Matteo Salvini a Torino

Matteo Salvini sale sul palco torinese filmando con lo smartphone i suoi sostenitori che lo acclamano. Ma, ai margini della piazza, non manca nemmeno un gruppo di contestatori. “Siamo tutti antifascisti”, intonano slogan i manifestanti. “Ci sono i centri sociali. Basta che non facciano casino, non aggrediscano nessuno e va bene così”, commenta il leader leghista.

“Un mercoledì pomeriggio alla faccia di spacciatori e centri sociali. – arringa la piccola folla dei presenti Salvini – Anche se Torino sarà una città normale quando in ogni quartiere, anche in Barriera di Milano, si potrà parlare di giovani, di casa, di lavoro e di futuro. Non ci dovranno essere poliziotti e carabinieri perché in democrazia ognuno è libero di portare nelle piazze le idee che vuole”.

“Questa piazza è la dimostrazione che domenica a Torino si cambia”, dichiara poi speranzoso prima di scendere dal palco per il solito giro di saluti e selfie con i suoi sostenitori. Ma a fare rumore non sono tanto le voci dei presenti, quanto quelle di chi non c’è. Come accennato, infatti, il candidato sindaco del centrodestra, Paolo Damilano, non si presenta all’appuntamento di piazza con il leader della Lega. I ben informati ipotizzano che dietro la sua assenza possa essere lo zampino di Giorgetti.

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Giorgetti sfida Salvini e prova a prendersi la Lega https://www.business.it/giorgetti-lancia-la-sfida-a-salvini/ Wed, 29 Sep 2021 08:59:51 +0000 https://www.business.it/?p=80949 Guerra di successione aperta nella Lega. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, indicato come il maggiore avversario di Matteo Salvini nel partito, avrebbe lanciato la sua sfida. Una sorta di congresso aperto nel Carroccio per stabilire la nuova linea politica che, secondo gli avversari del segretario, dovrebbe essere più moderata e vicina alle posizioni… Read More »Giorgetti sfida Salvini e prova a prendersi la Lega

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Guerra di successione aperta nella Lega. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, indicato come il maggiore avversario di Matteo Salvini nel partito, avrebbe lanciato la sua sfida. Una sorta di congresso aperto nel Carroccio per stabilire la nuova linea politica che, secondo gli avversari del segretario, dovrebbe essere più moderata e vicina alle posizioni del Partito polare europeo.

Giorgetti sfida Salvini

A cercare di dipanare la matassa della scontro interno nella Lega ci prova anche Francesco Verderami. Il giornalista pubblica un retroscena sul Corriere della Sera in cui scrive che il congresso della Lega sarebbe già iniziato, anche se non ufficialmente. Ad aprirlo con la forza sarebbe stato Giorgetti. Il ministro avrebbe scommesso tutto su una sconfitta della Lega salviniana nelle urne delle elezioni Amministrative di domenica prossima. Il ragionamento dei giorgettiani è che, se il risultato delle urne dovesse consegnare un Carroccio sotto al 10% nelle regioni del Sud, a quel punto verrebbe meno il sogno di trasformare la Lega in un partito di respiro nazionale.

L’eventuale ritorno della lega ad essere solo il partito del Nord, permetterebbe a Giorgetti di immaginare di mettersi alla guida di un partito moderato, molto simile alla Csu bavarese in Germania, ovviamente inserito nel Ppe. Basta con il sovranismo insomma. La dipartita politica di Luca Morisi, poi, colpito da un’indagine per droga, sta dando la spinta propulsiva finale ai nemici interni di Salvini.

Ma la sfida resta comunque tutta politica. Giorgetti negli ultimi tempi si è dimostrato contrario su tutto rispetto alle scelte del suo segretario. Si guardi al green pass voluto dal governo Draghi, oppure ai mancati attacchi al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese sulla questione migranti. Ma, soprattutto, a rendere palese la spaccatura è stata l’apertura di Giorgetti nei confronti di Carlo Calenda, candidato sindaco di Roma in contrapposizione al candidato ufficiale del centrodestra Michetti. Il no del potente ministro all’ipotesi Berlusconi al Quirinale, poi, mirerebbe a far saltare la federazione di centrodestra agognata da Salvini.

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Salvini punge Giorgetti: “I salotti di Calenda non servono” https://www.business.it/scontro-aperto-nella-lega-tra-salvini-e-giorgetti/ Wed, 29 Sep 2021 06:32:15 +0000 https://www.business.it/?p=80919 Matteo Salvini si sente accerchiato. Forse è per questo motivo che, negli ultimi giorni, il leader della Lega ha deciso di aumentare ancora di più il numero delle interviste e delle dichiarazioni pubbliche. Le elezioni Amministrative di domenica 3 ottobre sono ormai alle porte e, a preoccupare Salvini, c’è il caso Morisi. Ma soprattutto lo… Read More »Salvini punge Giorgetti: “I salotti di Calenda non servono”

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Matteo Salvini si sente accerchiato. Forse è per questo motivo che, negli ultimi giorni, il leader della Lega ha deciso di aumentare ancora di più il numero delle interviste e delle dichiarazioni pubbliche. Le elezioni Amministrative di domenica 3 ottobre sono ormai alle porte e, a preoccupare Salvini, c’è il caso Morisi. Ma soprattutto lo scontro interno nel Carroccio, con il presunto partito dei moderati draghiani, guidato da Giancarlo Giorgetti, pronto a fargli le scarpe alla prima occasione.

Salvini e Giorgetti

La prima mossa di Salvini è quella di annunciare che la chiusura della campagna elettorale verrà fatta da tutto il centrodestra unito. Lui, Antonio Tajani di Forza Italia e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia parteciperanno alle due manifestazioni in programma a Milano e a Roma, rispettivamente giovedì e venerdì. Un modo per replicare indirettamente a Giorgetti che, in una recente intervista a La Stampa, ha bocciato il candidato di centrodestra Michetti, dicendo di preferirgli Carlo Calenda.

Una tornata elettorale che sembra dunque decisiva per il segretario leghista. Soprattutto dopo le batoste subite sul green pass, approvato dal governo Draghi con il placet dei colonnelli leghisti. Ma anche a causa della vicenda che ha per protagonista Luca Morisi. Il suo ormai ex spin doctor è finito nei guai per una storia di droga. Salvini decide di replicare alle accuse attaccando. Difende Morisi e non si pente della violenta campagna anti droga giocata sui social in questi anni.

Ma la vera resa dei conti per il Capitano è rappresentata dallo scontro con il ministro dello Sviluppo economico. Salvini viene descritto molto irritato per l’endorsement di Giorgetti a Calenda. Un attacco paragonato addirittura da qualcuno allo strappo compiuto da Gianfranco Fini nei confronti di Berlusconi nell’allora Pdl. La paura dei salviniani è che Giorgetti aspiri a mettersi alla guida di una sorta di partito di Draghi. Per puntare poi forse anche a Palazzo Chigi. “Penso che a Roma Michetti abbia la competenza giusta per ripartire dalle periferie, non dai salotti di Calenda”.

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Calenda scarica Salvini: “Sì a governo con Giorgetti, mai con la Lega” https://www.business.it/calenda-al-governo-con-giorgetti-ma-senza-salvini/ Tue, 28 Sep 2021 09:33:44 +0000 https://www.business.it/?p=80878 Carlo Calenda si mostra raggiante dopo le parole spese in suo favore da Giancarlo Giorgetti. Il ministro dello Sviluppo economico leghista ha di fatto scaricato il candidato del centrodestra a Roma, Enrico Michetti, per puntare tutto sul leader di Azione. Un endorsement al quale Calenda replica con un’intervista al Corriere della Sera nel corso della… Read More »Calenda scarica Salvini: “Sì a governo con Giorgetti, mai con la Lega”

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Carlo Calenda si mostra raggiante dopo le parole spese in suo favore da Giancarlo Giorgetti. Il ministro dello Sviluppo economico leghista ha di fatto scaricato il candidato del centrodestra a Roma, Enrico Michetti, per puntare tutto sul leader di Azione. Un endorsement al quale Calenda replica con un’intervista al Corriere della Sera nel corso della quale non esclude un eventuale governo in tandem con Giorgetti. Ma senza la Lega di Matteo Salvini, precisa.

Carlo Calenda e Giancarlo Giorgetti

“Il Paese ha bisogno essenzialmente di questo. Di una classe dirigente liberal-democratica ed europeista fatta di persone che, al di là delle attuali appartenenze, si danno una mano a vicenda”, dichiara Calenda nel corso dell’intervista concessa a Tommaso Labate. “A mio modo di vedere, Michetti non è presentabile come sindaco di Roma. Non è credibile, non ha esperienza. Sta là soltanto perché è amico di Giorgia Meloni e Matteo Salvini”, attacca rispondendo alla domanda sul perché Giorgetti si sia esposto in questa maniera in suo favore.

“Giorgetti è un galantuomo che fa politica, sa riconoscere il valore delle persone, capisce chi può essere utile alla causa di Roma e dell’Italia”, usa parole al miele Calenda. L’ex ministro rivela anche di aver già ringraziato il suo successore al Mise. “in pubblico, e anche in privato con un messaggio”. Poi, alla domanda se sarebbe disponibile a fare parte dello stesso schieramento politico di Giorgetti, risponde a sorpresa: “No di certo se quello schieramento è la Lega. Starei nello stesso governo di Giancarlo Giorgetti. E anche di Antonio Bassolino, che sostengo a Napoli”.

Per Calenda il punto fondamentale è “scardinare questa finta sfida tra destra e sinistra che, come accade a Roma, sotto sotto sono sostenute a turno dallo stesso gruppo di potere che ha sfasciato la città”. Il leader di Azione immagina un’alleanza politica tra europeisti e liberali, “isolando i populismi e i sovranismi di Salvini e Meloni”. Poi conclude: “Io con uno come Salvini non ho nulla a che spartire”.

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Pillon sul caso Morisi: “I gay del mio partito li conosco tutti” https://www.business.it/pillon-su-morisi-i-gay-della-lega-li-conosco-tutti/ Tue, 28 Sep 2021 08:09:35 +0000 https://www.business.it/?p=80867 Anche Simone Pillon non risparmia critiche e colpi bassi a Luca Morisi. L’ormai ex spin octor dei canali social di Matteo Salvini è finito nella bufera politica e mediatica per la brutta storia di droga che tutti gli organi di stampa stanno raccontando nei minimi particolari. A colpire l’opinione pubblica sono soprattutto le ricostruzioni uscite… Read More »Pillon sul caso Morisi: “I gay del mio partito li conosco tutti”

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Anche Simone Pillon non risparmia critiche e colpi bassi a Luca Morisi. L’ormai ex spin octor dei canali social di Matteo Salvini è finito nella bufera politica e mediatica per la brutta storia di droga che tutti gli organi di stampa stanno raccontando nei minimi particolari. A colpire l’opinione pubblica sono soprattutto le ricostruzioni uscite nelle ultime ore, secondo le quali Morisi, in compagnia di un altro uomo, si sarebbe intrattenuto per una giornata intera nel suo appartamento veronese con due ventenni romeni consumando cocaina e ghb (la cosiddetta droga dello stupro). Il senatore cattolico leghista Pillon commenta: “Morisi non mi è mai piaciuto”.

Simone Pillon attacca Luca Morisi

Nel corso della sua intervista al Foglio, il senatore della Lega Simone Pillon non afferma espressamente che Luca Morisi sia omosessuale, ma lo lascia intendere chiaramente. Da ricordare che Pillon è uno dei maggiori oppositori del ddl Zan, la proposta di legge a firma Pd bloccata ormai in Parlamento da mesi. “Non mi stupisce, viste le note attitudini del personaggio. – afferma gelido Pillon commentando quanto accaduto all’inventore della Bestia – La giustizia divina ha fatto il suo corso. A me questo Morisi non è mai piaciuto. Mai. Poi mi ha sempre fatto la guerra, ora capisco tante cose”, si sfoga il senatore.

“Adesso capisco quando a Verona, al congresso mondiale della famiglia, Morisi si mise di traverso. Non voleva che Matteo vi partecipasse, diceva che era divisivo, poco conveniente politicamente”, ricorda un inviperito Pillon. “Luca decideva tutto. – si sfoga contro Morisi – Diceva chi andava in televisione e chi no. Sceglieva i contenuti. Non mi mandava mai in tv, ma io ho i miei canali. Per me è una  brutta notizia per l’uomo e pregherò per lui nonostante la guerra che mi ha sempre fatto, ma magari è una bella notizia per la Lega”, aggiunge sibillino.

Poi, la stoccata finale contro il suo avversario caduto in disgrazia. “Sta parlando della corrente Mykonos? – risponde al giornalista che gli domanda se esista ipocrisia nella Lega sull’omosessualità – Sono i gay del mio partito. Li conosco tutti. Tra Camera e Senato non bastano due mani per contarli. Niente di personale, ci mancherebbe. Ognuno vive come vuole. Basta saperlo. Questo sì”, conclude Pillon.

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Lega spaccata, la rabbia di Salvini contro Giorgetti https://www.business.it/resa-dei-conti-nella-lega/ Tue, 28 Sep 2021 07:05:43 +0000 https://www.business.it/?p=80855 Matteo Salvini deve fronteggiare il periodo più difficile per lui da quando è alla guida della Lega. Gli ultimi giorni sono stati un vero martirio politico per il capitano leghista. Prima la serie di colpi sotto la cintura sferrati dai colonnelli del partito su green pass e gestione della pandemia. E, poi, il colpo da… Read More »Lega spaccata, la rabbia di Salvini contro Giorgetti

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Matteo Salvini deve fronteggiare il periodo più difficile per lui da quando è alla guida della Lega. Gli ultimi giorni sono stati un vero martirio politico per il capitano leghista. Prima la serie di colpi sotto la cintura sferrati dai colonnelli del partito su green pass e gestione della pandemia. E, poi, il colpo da ko rappresentato dall’inchiesta per droga su Luca Morisi. Problemi che ora rischiano addirittura di far traballare la leadership della Lega.

Con il forzato addio di Luca Morisi dalla guida della Bestia social, sembra ormai spegnersi la spinta propulsiva populista della Lega salviniana sul web. Populismo che potrebbe presto essere sostituito dalla linea più moderata, europeista e draghiana rappresentata dal ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e dai governatori del Nord come Fontana, Zaia e Fedriga. La recente intervista rilasciata da Giorgetti a La Stampa, poi, rappresenta forse un colpo ancora più duro per Salvini rispetto all’affaire Morisi.

Lega spaccata

Giorgetti, in pratica, ha sconfessato l’intera linea politica salviniana sulle elezioni Amministrative. Meglio il Dem Sala del candidato di centrodestra Bernardo a Milano,secondo il potente titolare del Mise. Ma, soprattutto, a Roma meglio Calenda di Michetti, il candidato sostenuto con forza da Salvini e Meloni. Dichiarazioni, quelle di Giorgetti, che trasformano di fatto le prossime elezioni locali in una resa dei conti all’interno della Lega.

Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, la tensione nel partito sarebbe altissima. Ma il segretario Salvini, almeno per il momento, avrebbe deciso di mantenere una linea soft, evitando di replicare direttamente alle bordate di Giorgetti. Fatto sta che la fine dell’era Morisi sui social, accompagnata dall’ammutinamento di Giorgetti, suona a Salvini, e non solo a lui, come un tentativo di logorarlo dall’interno per sfilargli la poltrona della segreteria. Ma non solo, il vero obiettivo del ministro, si mormora, sarebbe quello di candidarsi per Palazzo Chigi in un prossimo futuro, rubando il posto proprio al suo Capitano.

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Luca Morisi indagato per droga: “Nessun reato, ma sono caduto come uomo” https://www.business.it/luca-morisi-indagato-per-droga-nessun-reato-ma-sono-caduto-come-uomo/ Mon, 27 Sep 2021 07:14:04 +0000 https://www.business.it/?p=80785 Indagato dalla procura di Verona nell’ambito di una storia che vede nella droga il comune denominatore. Luca Morrisi, ex guru dei social di Matteo Salvini, ha commentato con queste parole la notizia: “Non ho commesso alcun reato ma la vicenda personale che mi riguarda rappresenta una grave caduta come uomo: chiedo innanzitutto scusa per la… Read More »Luca Morisi indagato per droga: “Nessun reato, ma sono caduto come uomo”

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Indagato dalla procura di Verona nell’ambito di una storia che vede nella droga il comune denominatore. Luca Morrisi, ex guru dei social di Matteo Salvini, ha commentato con queste parole la notizia: “Non ho commesso alcun reato ma la vicenda personale che mi riguarda rappresenta una grave caduta come uomo: chiedo innanzitutto scusa per la mia debolezza e i miei errori a Matteo Salvini e a tutta la comunità della Lega”.

Luca Morisi indagato per droga: "Nessun reato, ma sono caduto come uomo"

È stata la consapevolezza di essere finito in un guaio a spingerlo, prima ancora che la vicenda diventasse di dominio pubblico, ad abbandonare la gestione dei social del segretario della Lega: “Ho rassegnato il 1 settembre le dimissioni dai miei ruoli all’interno della Lega: è un momento molto doloroso della mia vita, rivela fragilità esistenziali irrisolte a cui ho la necessità di dedicare tutto il tempo possibile nel prossimo futuro, contando sul sostegno e sull’affetto delle persone che mi sono più vicine”.

Morisi aveva fatto inizialmente filtrare l’idea di voler “staccare un po’”, allontanandosi da quella Bestia, il nome con cui viene definito l’imponente macchina social che assiste Salvini, della quale era stata guida indiscussa per anni. Qualcuno aveva anche avanzato l’idea che potessero esserci motivi politici dietro la sua scelta di lasciare l’incarico. Poi, la rivelazione.

Nei giorni scorsi, è infatti stata avviata un’inchiesta dopo la denuncia di carabinieri che hanno perquisito la cascina di Morisi a Belfiore, paesino in provincia di Verona, e trovato alcune dosi di droga. L’indagine era iniziata dopo che tre giovani, fermati a metà agosto in possesso di stupefacenti, avevano indicato proprio in Morisi l’uomo che aveva venduto loro le sostanze illecite.

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Luca Morisi: dietro al suo addio ci sarebbe la mano di Giorgetti https://www.business.it/luca-morisi-cacciato-da-giancarlo-giorgetti/ Sat, 25 Sep 2021 09:00:57 +0000 https://www.business.it/?p=80770 Luca Morisi non è più lo spin doctor dei canali social della Lega di Matteo Salvini. Il professore universitario ha annunciato l’abbandono della guida della sua creatura, la Bestia, che tanta fortuna ha portato al segretario leghista sui social negli ultimi anni. Morisi ha motivato la sua decisione inviando una breve lettera ai parlamentari del… Read More »Luca Morisi: dietro al suo addio ci sarebbe la mano di Giorgetti

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Luca Morisi non è più lo spin doctor dei canali social della Lega di Matteo Salvini. Il professore universitario ha annunciato l’abbandono della guida della sua creatura, la Bestia, che tanta fortuna ha portato al segretario leghista sui social negli ultimi anni. Morisi ha motivato la sua decisione inviando una breve lettera ai parlamentari del Carroccio. Ci sarebbero solo ragioni di natura familiare dietro al suo gesto. Ma sugli organi di stampa le ipotesi alternative si sprecano. Quella più gettonata vorrebbe che, contro Morisi, si sia alzata la voce del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, descritto come leader dell’ala governista della Lega.

Luca Morisi

Secondo la versione fornita dal Fatto Quotidiano, Luca Morisi non sarebbe la prima ‘vittima’ di Giorgetti. Prima di lui, il potente ministro avrebbe “scaricato con un’alzata di spalle” l’ormai ex sottosegretario Claudio Durigon, fedelissimo di Salvini. Tutta colpa della gaffe di Durigon sul parco da intitolare ad Arnaldo Mussolini invece che a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. “Al governo bisogna stare attenti quandosi parla”, avrebbe sentenziato Giorgetti mettendo fine alla presenza nel governo di Durigon.

Il mirino dei governisti della Lega si sarebbe poi spostato proprio su Luca Morisi. Il creatore della Bestia sarebbe stato mal visto, perché il suo modo di fare comunicazione sui social sarebbe stato considerato troppo populista. “Quando si sta al governo non si può comunicare tutto e subito come all’opposizione”. Questa la frase, riportata dal Fatto, pronunciata da un parlamentare di fede giorgettiana.

Il senatore e segretario della Lega Matteo Salvini, ospite della trasmissione Rai “Porta a porta”, parla con Luca Morisi e Iva Garibaldi prima della puntata, Roma, 10 settembre 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

La pax leghista si sarebbe rotta alla fine di agosto, quando le frizioni tra i salviniani e i governisti sul green pass si sono acuite. A quel punto, la presenta degli uomini dello staff di Luca Morisi al Mise, con il compito di coordinare la comunicazione della Lega, non sarebbe risultata più gradita. “Giorgetti ha imposto che in via Veneto non entrasse più nessuno della squadra di Morisi”, rivela il giornale diretto da Marco Travaglio. A pesare su Morisi anche il calo di click e interazioni sulle pagine social della Lega, dovuto probabilmente alla svolta governista del Carroccio.

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Salvini fischiato dai cacciatori a Brescia: “Buffone” https://www.business.it/matteo-salvini-contestato-dai-cacciatori-a-torbole-casaglia/ Fri, 24 Sep 2021 12:57:16 +0000 https://www.business.it/?p=80740 Ennesima contestazione per Matteo Salvini durante questa campagna elettorale per le elezioni Amministrative. I politici, che in questi giorni stanno battendo in lungo e in largo l’Italia, devono comunque mettere nel conto la possibilità di essere fischiati e contestati dai cittadini che non la pensano come loro. È accaduto ad Enrico Letta a Trieste, dove… Read More »Salvini fischiato dai cacciatori a Brescia: “Buffone”

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Ennesima contestazione per Matteo Salvini durante questa campagna elettorale per le elezioni Amministrative. I politici, che in questi giorni stanno battendo in lungo e in largo l’Italia, devono comunque mettere nel conto la possibilità di essere fischiati e contestati dai cittadini che non la pensano come loro. È accaduto ad Enrico Letta a Trieste, dove il segretario del Pd si è scontrato faccia a faccia sul palco con una no-vax. Ma anche il leader del M5S, Giuseppe Conte, ha avuto il suo bel da fare a Roma durante un comizio tenuto insieme al sindaco Virginia Raggi. A Salvini sono toccati prima i fischi in Calabria e, nella giornata del 23 settembre, la dura protesta dei cacciatori bresciani.

È noto come quella dei cacciatori sia molto vicina alle posizioni della Lega di Matteo Salvini. Il Carroccio da sempre strizza l’occhio alle associazioni venatorie, preoccupate dalle sempre più pressanti richieste degli animalisti. Stavolta, però, i cacciatori si sentono in qualche modo traditi da chi dice invece di proteggerli.

Salvini contestato dai cacciatori

Accade tutto in Lombardia, vicino Brescia. Nel paese di Torbole Casaglia. Nella giornata di giovedì 23 settembre, il leader leghista sale sul palco per offrire il suo sostegno ai sindaci Roberta Sisti e Giorgio Guarneri, rispettivamente di Torbole Casaglia e di Castel Mella. Ma l’appuntamento elettorale si trasforma in un calvario per lui. Il segretario della Lega viene accolto da una salva di fischi dei cacciatori bresciani e bergamaschi.

Il loro disappunto si deve alla decisione assunta dal Tar della Lombardia di sospendere fino al 6 ottobre l’attività venatoria. Il Tribunale amministrativo ha infatti accolto il ricorso della Lac (Lega per l’abolizione della caccia) che ha chiesto ed ottenuto la sospensione della caccia su tutto il territorio nazionale. I cacciatori si sentono traditi dalla Lega, loro tradizionale partito di riferimento. E riversano allora tutta la loro rabbia su Salvini al grido di “buffone, buffone”.

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Luca Morisi molla la ‘Bestia’ di Salvini: “Devo staccare” https://www.business.it/luca-morisi-lascia-la-guida-della-bestia/ Thu, 23 Sep 2021 19:39:34 +0000 https://www.business.it/?p=80690 Luca Morisi non è più alla guida dei canali social della Lega. Lo apprende l’agenzia di stampa Adnkronos nel tardo pomeriggio di giovedì 23 settembre. Notizia confermata a stretto giro di posta proprio dal diretto interessato. Morisi chiarisce le motivazioni della sua scelta in una lettera inviata ai parlamentari leghisti. Nessuna frizione politica con Matteo… Read More »Luca Morisi molla la ‘Bestia’ di Salvini: “Devo staccare”

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Luca Morisi non è più alla guida dei canali social della Lega. Lo apprende l’agenzia di stampa Adnkronos nel tardo pomeriggio di giovedì 23 settembre. Notizia confermata a stretto giro di posta proprio dal diretto interessato. Morisi chiarisce le motivazioni della sua scelta in una lettera inviata ai parlamentari leghisti. Nessuna frizione politica con Matteo Salvini. Ma solo la necessità di “staccare” per motivi familiari

Luca Morisi e Matteo Salvini

Dunque, Luca Morisi non sarà più il braccio operativo del segretario della Lega sui social network. Dopo tante battaglie mediatiche e politiche affrontate al fianco del ‘capitano del Carroccio, ha deciso che era venuto il momento di dire basta. La sua famigerata ‘Bestia’ social rimane ora senza testa. Un bel problema per Salvini, visto che proprio con la ‘Bestia’ i consensi social leghisti erano esplosi. E pensare che era stato lo stesso Salvini a sceglierlo personalmente quasi dieci anni fa allo scopo di curare la comunicazione sul web del Carroccio. Nell’ottobre scorso, poi, Morisi era riuscito ad entrare nella segreteria ‘allargata’ del partito.

Foto LaPresse/Stefano Cavicchi 16/08/2017 Ponte di Legno, Brescia PoliticaMatteo Salvini a Ponte di Legno Nella foto: Salvini all’Hotel Pegra’ di Ponte di Legno con Luca Morisi consigliere personale

A chi, dopo aver ricevuto la notizia dell’abbandono di Luca Morisi, aveva ipotizzato potessero esserci questioni politiche dietro al suo gesto, ha risposto lo stesso professore dell’Università degli studi di Verona. La lettera inviata ai parlamentari del Carroccio non lascia apparentemente spazio ai dubbi. Nessuna questione personale con Salvini dunque.

“Cari amici, mi avete scritto in tanti. – scrive Luca Morisi – Ringrazio tutti per l’interesse e l’amicizia. Sto bene, non c’è alcun problema politico, in questo periodo ho solo la necessità di staccare per un po’ di tempo per questioni famigliari. Un abbraccio e ancora grazie”.

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Sul Green pass la Lega si spacca: in Aula 63 assenti, tensioni nel partito di Salvini https://www.business.it/sul-green-pass-la-lega-si-spacca-in-aula-63-assenti-tensioni-nel-partito-di-salvini/ Thu, 23 Sep 2021 06:52:25 +0000 https://www.business.it/?p=80612 Mentre i parlamentari leghisti disertavano il voto sul Green Pass a Roma, Salvini da Milano si limitava a commentare: “Sono liberi di esserci o non esserci, ognuno è libero di agire secondo coscienza”. Portando avanti ancora, nonostante la comprensibile insoddisfazione degli elettori, una linea ambigua sul fronte del certificato verde, a tratti difeso e a… Read More »Sul Green pass la Lega si spacca: in Aula 63 assenti, tensioni nel partito di Salvini

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Mentre i parlamentari leghisti disertavano il voto sul Green Pass a Roma, Salvini da Milano si limitava a commentare: “Sono liberi di esserci o non esserci, ognuno è libero di agire secondo coscienza”. Portando avanti ancora, nonostante la comprensibile insoddisfazione degli elettori, una linea ambigua sul fronte del certificato verde, a tratti difeso e a tratti osteggiato per tentare di intercettare anche il malumore di certa parte della popolazione. A costo di insistere su un percorso a dir poco schizofrenico.

Evidente, d’altronde, che il partito sia ormai pericolosamente scisso in due. Con una fronda guidata dall’economista Claudio Borghi che continua a osteggiare il Green pass, reso obbligatorio dal governo Draghi per tentare di ripartire in sicurezza nonostante la pandemia. E con, dall’altra parte, l’ala governista che fa capo al ministro Giancarlo Giorgetti, della quale fa parte anche il governatore del Friuli Venezia-Giulia Massimiliano Fedriga. Che, non a caso, ha tuonato: “Non c’è spazio per i No Vax nella Lega”.

Matteo Salvini pronto alla svolta moderata

Il grosso problema per la Lega di Salvini resta il rapporto con Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni ha scelto una linea più netta: opposizione dura e pura, anche a un governo che tentati di risollevare il Paese da un’emergenza senza precedenti e che può contare su un consenso bipartisan nello scacchiere politico. Il Carroccio, invece, continua a tenere un piede dentro e uno fuori l’esecutivo, facendo spesso e volentieri imbufalire i suoi stessi elettori, increduli di fronte ai continui cambi di rotta di un partito che sembra avere due, tre, troppe facce.

Sul Green pass la Lega si spacca: in Aula 63 assenti, tensioni nel partito di Salvini

Al momento di votare il Green pass, l’ennesima dimostrazione di totale anarchia: 69 parlamentari presenti in Aula, su 132 eletti. Quasi la metà, a conferma di quanto ambigua continui a essere la posizione della Lega. Non a caso, un’esponente del Carroccio storicamente contraria al certificato verde, Francesca Donato, ha annunciato un passo indietro, ufficializzando il suo addio al partito. Forse nemmeno lei ha capito, in fondo, quale sia il pensiero di Matteo Salvini.

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La Lega fa campagna acquisti, Forza Italia irritata: “Incomprensibile” https://www.business.it/tre-esponenti-forzisti-passano-nella-lega-di-salvini-lirritazione-di-berlusconi/ Thu, 23 Sep 2021 06:51:00 +0000 https://www.business.it/?p=80613 Non tira una bella aria tra la Lega di Matteo Salvini e Forza Italia di Silvio Berlusconi. I due partiti sarebbero ai ferri corti dopo il passaggio nel Carroccio di tre esponenti lombardi forzisti. O, almeno, così raccontano i retroscena apparsi questa mattina su alcuni quotidiani. I berlusconiani giudicano “incomprensibile” questo cambio di casacca a… Read More »La Lega fa campagna acquisti, Forza Italia irritata: “Incomprensibile”

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Non tira una bella aria tra la Lega di Matteo Salvini e Forza Italia di Silvio Berlusconi. I due partiti sarebbero ai ferri corti dopo il passaggio nel Carroccio di tre esponenti lombardi forzisti. O, almeno, così raccontano i retroscena apparsi questa mattina su alcuni quotidiani. I berlusconiani giudicano “incomprensibile” questo cambio di casacca a pochi giorni dalle elezioni amministrative. La campagna acquisti della Lega non sarebbe piaciuta nemmeno al fondatore Berlusconi. A rischio la manifestazione unitaria del centrodestra prevista a Milano.

Una Lega a due facce nell’ultimo periodo. Da una parte Salvini deve fronteggiare la fronda interna dei parlamentari contrari al green pass. Durante la votazione sull’ultimo decreto, infatti, quasi la metà dei deputati del Carroccio erano assenti, quasi tutti ingiustificati. “Basta con le insinuazioni pretestuose. Gli assenti erano in missione o in malattia”, ha provato a giustificarsi il capogruppo a Montecitorio Riccardo Molinari. “Siamo in democrazia, non in un regime.” – ha aggiunto lo stesso segretario – La Lega è un movimento democratico con decine di amministratori locali e milioni di consensi. Ogni idea è rispettata e rispettabile.

Dall’altra parte, però, Salvini si esibisce in una campagna acquisti di politici di Forza Italia. Accade in Lombardia dove il presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi, il consigliere Mauro Piazza e l’ex presidente della Provincia di Lecco, Mauro Nava, prendono armi e bagli e si trasferiscono da Arcore al Carroccio. “Se esce un’europarlamentare (Francesca Donato ndr) ed entrano 30 sindaci a settembre, sono un uomo felice”, ha commentato soddisfatto Salvini.

Ma la reazione di Forza Italia non si è fatta attendere. Tempistica del cambio di casacca dei tre politici “assolutamente incomprensibile a dieci giorni dal voto”, fanno sapere fonti azzurre. Mentre fonti parlamentari avrebbero fatto trapelare che lo stesso Berlusconi avrebbe cercato, invano, di far cambiare idea ad Alessandro Fermi. E ora sarebbe a rischio anche la manifestazione comune del centrodestra a Milano.

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Salvini cambia rotta: “Sono un moderato” https://www.business.it/matteo-salvini-pronto-alla-svolta-moderata/ Wed, 22 Sep 2021 09:15:34 +0000 https://www.business.it/?p=80544 Matteo Salvini pronto alla svolta moderata. È quanto racconta il quotidiano Il Foglio, secondo cui il leader della Lega starebbe preparando un cambio di strategia per cercare di tenere unita la Lega. Salvini si sarebbe definito un “moderato”. E avrebbe anche rivendicato la scelta di nominare ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, descritto come il… Read More »Salvini cambia rotta: “Sono un moderato”

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Matteo Salvini pronto alla svolta moderata. È quanto racconta il quotidiano Il Foglio, secondo cui il leader della Lega starebbe preparando un cambio di strategia per cercare di tenere unita la Lega. Salvini si sarebbe definito un “moderato”. E avrebbe anche rivendicato la scelta di nominare ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, descritto come il più draghiano dei suoi colonnelli. Una svolta tattica, dettata forse dalla disperazione di vedere un partito atomizzato sul green pass, che Salvini potrebbe pagare caro dopo il voto delle amministrative. Potrebbero essere proprio i suoi, infatti, a chiedergli il conto.

“Non c’è nulla di male a parlare di ristrutturazione. Ma sono io che ho portato la Lega oltre il 30%”. Così Matteo Salvini si sarebbe sfogato con i suoi dopo le tribolazioni dovute ai decreti sul green pass. Ma non è tutto, perché il leader del Carroccio, sempre secondo quanto riporta Il Foglio, si sarebbe spinto ancora più in là. “Io sono un moderato. Giancarlo Giorgetti al governo ce l’ho messo io”, avrebbe rivendicato con orgoglio.

Il leader della Lega Matteo Salvini durante il convegno in occasione dei 20 anni dall’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, Roma, 10 settembre 2021. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

E poi, ancora, “dobbiamo cambiare agenda e linguaggio. Non parliamo più di green pass ma di responsabilità”. Insomma, Matteo Salvini sembra quasi un altro rispetto al leader salito sulle barricate fino a pochi giorni fa per dire no all’estensione dell’uso del green pass. Un cambio di rotta a 360° dovuto soprattutto, come già accennato, alla fronda interna proprio sul lasciapassare verde. Da una parte il già citato Giorgetti insieme ai governatori del Nord come Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e Attilio Fontana. Tutti favorevoli al green pass come “strumento di libertà” e non di oppressione dei cittadini.

Dall’altra, la pattuglia degli scettici. Il caso di Francesca Donato ha fatto scuola. L’europarlamentare è stata costretta a lasciare il partito a causa delle sue posizioni ritenute troppo estreme e vicine alle ragioni dei no-vax. Ma anche i parlamentari ribelli come Claudio Borghi e Alberto Bagnai sono stati caldamente invitati al silenzio. Una bella gatta da pelare per Salvini insomma.

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Lega divisa sul decreto green pass: il 40% non lo vota https://www.business.it/il-40-dei-deputati-della-lega-non-ha-votato-il-nuovo-decreto-sul-green-pass/ Wed, 22 Sep 2021 07:05:37 +0000 https://www.business.it/?p=80519 Non c’è pace per la Lega sul green pass. Il nuovo decreto sul lasciapassare verde, che contiene anche le norme sugli ingressi nelle scuole, non è stato votato alla Camera da quasi la metà dei deputati del Carroccio. Una situazione di scontro interno al partito che, secondo alcuni organi di stampa come Repubblica, starebbe spingendo… Read More »Lega divisa sul decreto green pass: il 40% non lo vota

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Non c’è pace per la Lega sul green pass. Il nuovo decreto sul lasciapassare verde, che contiene anche le norme sugli ingressi nelle scuole, non è stato votato alla Camera da quasi la metà dei deputati del Carroccio. Una situazione di scontro interno al partito che, secondo alcuni organi di stampa come Repubblica, starebbe spingendo il segretario Matteo Salvini ad una conta interna dei suoi per vedere di chi si può veramente fidare.

Il voto di fiducia alla Camera sul decreto green pass è stato disertato dal 40% dei deputati leghisti. Su 132 eletti, solo 80 hanno partecipato alla votazione. Un dato di fatto che non lascia dormire sonni tranquilli al segretario. Una evidente spaccatura nella Lega che Salvini tenta di coprire mostrandosi pubblicamente insieme ai suoi presunti avversari interni: il ministro Giancarlo Giorgetti e i governatori del Nord. Ma è chiaro che, come scritto in alcuni messaggi di una chat interna da Marco Zanni, presidente leghista del gruppo Identità e Democrazia al Parlamento europeo, il rischio concreto è quello di un “trauma nel governo o nel partito”.

Lo scontro nella Lega tra favorevoli a green pass e contrari alle misure di emergenza si è acuito proprio nella giornata di ieri, 21 settembre. L’europarlamentare Francesca Donato ha annunciato l’abbandono del partito, in aperta polemica con l’ala governista e draghiana. “Le nostre porte sono chiuse per i no-vax”, ha fatto invece sapere il governatore del Friuli, Massimiliano Fedriga.

Sembra ormai scontato, quindi, che dopo le elezioni amministrative di inizio ottobre, nella Lega ci sarà una resa dei conti tra le sue due anime. O, almeno, una verifica. Secondo Repubblica, infatti, lo stesso Salvini sarebbe orientato ad aprire una discussione. Con tanto di conta interna. Sul tavolo anche l’ipotesi di un congresso federale per ristabilire l’autorità del segretario.

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Cirino Pomicino smaschera la Lega: “Non lascerà mai il governo” https://www.business.it/per-cirino-pomicino-la-lega-non-lascera-mai-il-governo/ Tue, 21 Sep 2021 15:13:55 +0000 https://www.business.it/?p=80492 Paolo Cirino Pomicino è scettico. Ciò che non lo convince proprio sono le continue voci di corridoio che descrivono la Lega di Matteo Salvini spaccata. Ma, soprattutto, l’ex politico democristiano dimostra di non credere affatto all’ipotesi di un Carroccio pronto a lasciare il governo guidato da Mario Draghi per passare all’opposizione. La Lega secondo lui… Read More »Cirino Pomicino smaschera la Lega: “Non lascerà mai il governo”

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Paolo Cirino Pomicino è scettico. Ciò che non lo convince proprio sono le continue voci di corridoio che descrivono la Lega di Matteo Salvini spaccata. Ma, soprattutto, l’ex politico democristiano dimostra di non credere affatto all’ipotesi di un Carroccio pronto a lasciare il governo guidato da Mario Draghi per passare all’opposizione. La Lega secondo lui “non lascerà mai il governo”.

Ospite di Tagadà su La7 nel pomeriggio di martedì 21 settembre, Paolo Cirino Pomicino non la manda certo a dire alla classe politica attualmente al potere. Sollecitato dalla conduttrice Tiziana Panella, l’ex ministro del Bilancio della Dc, andreottiano di ferro, chiede con falsa modestia di poter sciorinare quella che definisce una “pillola di saggezza”.

“Posso dire una pillola di saggezza? – domanda – Guardate che la Lega potrà dire tutto quello che vuole. Non lascerà mai il governo. E approverà tutti i provvedimenti del governo”. Insomma, secondo Cirino Pomicino, le voci incontrollate che, in questi ultimi giorni, vorrebbero la Lega pronta a lasciare il governo, non avrebbero alcun fondamento. Vero che il segretario leghista Matteo Salvini è stato messo in minoranza dai suoi ‘colonnelli’ sulla questione green pass. Come è anche vero che il leader del Carroccio deve ora togliersi la spina del fianco della dissidenza interna.

Caso di scuola è quello della europarlamentare Francesca Donato che, in polemica su green pass e vaccini, ha abbandonato il partito. “Questo chiacchiericcio permanente è il modo per dire che noi esistiamo”, spiega però Cirino Pomicino. “E naturalmente gli fa sponda la sinistra perché naturalmente, rispondendo, mantiene la sciocchezza come verità possibile. E quindi diventa una sorta di pantomima”, se la prende per par condicio anche con la sinistra. Insomma, conclude, “basterebbe lasciare chi dichiara queste cose a se stesso con le proprie dichiarazioni”.

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Salvini scarica i ribelli leghisti: “Chi va lo ringrazio” https://www.business.it/salvini-scarica-i-ribelli-della-lega/ Tue, 21 Sep 2021 13:49:00 +0000 https://www.business.it/?p=80482 Rischio di tutti contro tutti nella Lega dopo l’addio di Francesca Donato. L’europarlamentare annuncia la sua decisione prima con un’intervista a Repubblica e, poi, con una nota ufficiale. La sua è una dura presa di posizione contro i provvedimenti “liberticidi” del governo Draghi che la Lega starebbe approvando senza protestare. Ma le parole della Donato… Read More »Salvini scarica i ribelli leghisti: “Chi va lo ringrazio”

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Rischio di tutti contro tutti nella Lega dopo l’addio di Francesca Donato. L’europarlamentare annuncia la sua decisione prima con un’intervista a Repubblica e, poi, con una nota ufficiale. La sua è una dura presa di posizione contro i provvedimenti “liberticidi” del governo Draghi che la Lega starebbe approvando senza protestare. Ma le parole della Donato provocano la reazione dei suoi ormai ex compagni al Parlamento europeo che parlano di “divergenze insanabili”. Sulla spinosa vicenda interviene anche il segretario Matteo Salvini, scaricando di fatto i ribelli del partito.

“Dopo una lunghissima e approfondita riflessione, sono giunta alla sofferta decisione di uscire dal partito nel quale sono stata eletta”, scrive Francesca Donato in una nota. La sua scelta sarebbe maturata dopo mesi molto difficili durante i quali, aggiunge,  “i valori in cui credo fermamente, quelli dell’uguaglianza, della libertà individuale e della dignità umana, sono stati sempre più calpestati dai provvedimenti presi dal governo nazionale, di cui la Lega fa parte”. Il suo riferimento va soprattutto ai provvedimenti sul green pass che stanno rischiando di spaccare il partito.

“Nonostante le rassicurazioni e le battaglie interne del nostro leader, sono passati decreti liberticidi e discriminatori che, a mio avviso, sono incompatibili con i principi fondamentali del nostro ordinamento”. Questa la grave accusa della Donato che, comunque, precisa di lasciare la Lega, ma non il gruppo Identità e Democrazia al Parlamento europeo. I suoi toni, però, non piacciono affatto ai suoi ex colleghi di Bruxelles. “Fare parte di un partito significa fare gioco di squadra. Quando prevalgono i personalismi e le divergenze sono insanabili, bene che le strade si dividano”, fanno sapere  il capogruppo di Identità e democrazia al parlamento europeo Marco Zanni e il capo delegazione della Lega Marco Campomenosi.

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 12-07-2019 Roma Politica Viminale. Matteo Salvini incontra le Associazioni dei gestori delle discoteche Nella foto Matteo Salvini Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 12-07-2019 Roma (Italy) Politic Interior Ministry. Matteo Salvini meets the night club management associations In the pic Matteo Salvini

Secondo i leghisti, Francesca Donato avrebbe “messo in cattiva luce la Lega per giustificare il suo abbandono” e getterebbe “discredito sui colleghi”. E Salvini che dice? Il leader del Carroccio, a Montepulciano per la campagna elettorale, assicura di non avere timori per l’unità del partito. Ma poi avverte: “Chi va lo ringrazio, lo saluto e tanti auguri”.

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Francesca Donato non fa più parte della Lega. L’europarlamentare annuncia il suo fragoroso addio al partito di Matteo Salvini, in aperta polemica con l’ala più draghiana capitanata, così raccontano le cronache, dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. In un’intervista a Repubblica, la Donato si sfoga e svela i motivi che l’hanno spinta al grande passo dell’abbandono del Carroccio.

Francesca Donato ammette di aver deciso di lasciare la Lega perché la sua linea critica nei confronti del governo Draghi, condivisa a suo dire da buona parte della base leghista, sarebbe “diventata minoritaria”. Secondo Donato ormai nel partito “prevale la posizione dei ministri, con Giorgetti, e dei governatori. Io non mi trovo più a mio agio e tolgo tutti dall’imbarazzo”.

Sollecitata a motivare la sua scelta, e definita come una delle parlamentari leghiste “più aggressive sul green pass”, la Donato rivela di aver fatto una “riflessione lunga e sofferta” prima di prendere una decisione così importante. Dice di credere “nella libertà individuale e nel principio di autodeterminazione delle scelte sulla salute. Principi inderogabili che questo governo sta violando”, accusa. Insomma, sbotta Francesca Donato, “non posso più stare in un partito che sostiene l’esecutivo Draghi”.

Ammette di aver discusso “puntualmente con il segretario Salvini di tutti i problemi in questi mesi”. Il suo leader “ha dovuto mediare” tra le varie anime del partito. “Ma ad un certo punto si è fermato”, racconta Donato secondo la quale ormai, nella Lega, “c’è una prevalenza della linea dei presidenti di Regione e dei ministri capeggiati da Giorgetti” in favore della linea Draghi. Insomma, Salvini sarebbe finito in minoranza “almeno all’interno della segreteria del partito”. L’europarlamentare conclude la sua intervista paventando anche una possibile scissione e strizzando l’occhio a Giorgia Meloni: “Ha mostrato coraggio”.

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Lega nel caos, aria di scissione nel partito https://www.business.it/le-chat-interne-della-lega-confermano-il-rischio-di-scissione/ Tue, 21 Sep 2021 06:40:48 +0000 https://www.business.it/?p=80427 L’addio alla Lega dell’eurodeputata Francesca Donato è solo l’ultimo atto di una tragedia che si sta consumando in casa del partito di Matteo Salvini. Lo scontro interno sul green pass, infatti, pare aver lasciato il segno. A leggere le chat interne leghiste, poi, qualcuno non esclude nemmeno una prossima scissione, con la nascita di un… Read More »Lega nel caos, aria di scissione nel partito

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L’addio alla Lega dell’eurodeputata Francesca Donato è solo l’ultimo atto di una tragedia che si sta consumando in casa del partito di Matteo Salvini. Lo scontro interno sul green pass, infatti, pare aver lasciato il segno. A leggere le chat interne leghiste, poi, qualcuno non esclude nemmeno una prossima scissione, con la nascita di un nuovo movimento politico ultra salviniano.

Il quotidiano Repubblica è venuto in possesso di alcuni messaggi whatsapp che testimonierebbero inequivocabilmente l’esistenza di una spaccatura, forse insanabile, tra le due anime della Lega. La situazione avrebbe iniziato a precipitare lunedì 13 settembre. In quell’occasione, il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, annuncia da Città di Castello, in Umbria, l’estensione del green pass a tutti i lavoratori, pubblici e privati. Un taglio netto con la linea anti lasciapassare verde portata avanti dal segretario Salvini.

Quasi contemporaneamente va in scena al Senato un convegno sulle cure alternative per il Covid. Ad organizzarlo è la senatrice leghista Roberta Ferrero. Ma è lo stesso Salvini a prenderne le distanze, dichiarando di non essere nemmeno stato informato. Al contrario, la Donato annuncia la sua partecipazione al convegno. “Ero pronta ad andare. C’erano fior di scienziati. Ma mi è stato chiesto di non partecipare. Da chi? Dal capogruppo Francesco Romeo”, racconta la stessa europarlamentare.

Il timore dei vertici leghisti è quello di esporsi troppo alle critiche politiche e mediatiche strizzando l’occhio ai no-vax. Ma la polemica esplode lo stesso. Poi, l’approvazione del decreto sul super green pass mette di fatto i salviniani in minoranza nel partito. “Non me la sento di tacere e stare a guardare”, avrebbe messaggiato a quel punto la Donato a Salvini. “GG non perde l’occasione per dimostrare che Salvini non conta più nulla”, avrebbe poi commentato la stessa Donato riferendosi a Giorgetti, chattando con il presidente dei deputati europei, Marco Zanni. “Ormai è così. Decide Draghi. Lui non obietta e via. Non potrà durare molto. Vedrai che qualcosa succederà”, avrebbe aggiunto amaramente lo stesso Zanni. “Un trauma nel governo o nella Lega”, questa la sua previsione.

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Rischia di trasformarsi in una vera e propria odissea, la tornata elettorale di Milano, per la Lega di Matteo Salvini. La candidatura di Luca Bernarndo al sindaco, col passare delle settimane, è andata incontro a sondaggi sempre meno ottimisti. E Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni rischia addirittura di sorprassare, all’interno del capoluogo lombardo, il Carroccio. Uno smacco che, se confermato al voto, sarebbe storico. Ma l’ex ministro degli Interni ha anche un altro problema da gestire: Gianluigi Paragone.

Milano, la Lega ora teme "l'effetto Paragone"

Il senatore ex Movimento Cinque Stelle si è infatti candidato a sua volta come primo cittadino milanese, alla testa del partito Italexit da lui stesso fondato. L’ultimo sondaggio commissionato dalla stessa Lega, dipinge ora Paragone come una potenziale mina vagante: veleggia tra tra il 5 e l’8 per cento, voti per buona parte rubati proprio a Matteo Salvini e company.

Un problema non da poco, che ha aperto riflessioni all’interno della Lega sulle strategie adottate nel recente passato dal segretario. Paragone, con il suo insistere sulla necessità di uscire dall’euro e sui dubbi che circondano ancora i vaccini, rischia infatti di portare via a Salvini un elettorato contrario fin da subito all’ingresso del Carroccio nel governo Draghi. E che non ha poi gradito le posizioni ondivaghe dell’ex ministro, a tratti vicino al premier e a tratti quasi all’opposizione.

A preoccupare Salvini c’è anche un altro dettaglio, non da poco: Paragone infatti verrà sostenuto anche da Grande Nord, il movimento indipendentista che si rifà alla vecchia Lega Nord e che continua a postulare di autonomismo e Padania. Dentro ci sono ex leghisti di peso come Davide Boni, Roberto Bernardelli e Monica Rizzi. Per il Carroccio, uno smacco nello smacco.

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Salvini: “Congresso? Qualche leghista deve parlare meno” https://www.business.it/salvini-congresso-qualche-leghista-deve-parlare-meno/ Fri, 17 Sep 2021 12:43:03 +0000 https://www.business.it/?p=80288 Un Matteo Salvini nervoso, decisamente nervoso, quello intervenuto ai microfoni di Affari Italiani per affrontare varie tematiche, dai prossimi congressi alla sconfitta della Lega sul Green pass, reso obbligatorio dal governo Draghi per i lavoratori del pubblico e del privato. Un passaggio, quest’ultimo, che ha evidentemente lasciato il segno sul segretario del Carroccio, ora costretto… Read More »Salvini: “Congresso? Qualche leghista deve parlare meno”

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Un Matteo Salvini nervoso, decisamente nervoso, quello intervenuto ai microfoni di Affari Italiani per affrontare varie tematiche, dai prossimi congressi alla sconfitta della Lega sul Green pass, reso obbligatorio dal governo Draghi per i lavoratori del pubblico e del privato. Un passaggio, quest’ultimo, che ha evidentemente lasciato il segno sul segretario del Carroccio, ora costretto a fare i conti anche con la distanza di una parte, corposa, del suo stesso partito.

Salvini: "Congresso? Qualche leghista deve parlare meno"

“I congressi locali – ha spiegato Salvini – delle 1.500 sedi della Lega (con 100 mila militanti), sono stati già fissati la scorsa primavera per ottobre e novembre, dopo le elezioni amministrative e prima di Natale. Non si fanno i congressi a Ferragosto o con le elezioni alle porte. Verranno rinnovati tutti i segretari cittadini e i direttivi, poi il prossimo anno ci saranno i congressi provinciali”.

Per quanto riguarda il congresso federale, invece, “tempo al tempo, verrà il momento. Siamo gli unici a fare i congressi, che certo non si potevano fare nel pieno dell’emergenza Covid. Poi se qualche leghista parlasse di meno e facesse più incontri con i cittadini male non farebbe”.

Infine, l’ennesimo tentativo di sminuire la sconfitta leghista sul certificato verde: “Una mia sconfitta il green pass? A me interessa il bene del Paese, stiamo ottenendo tamponi gratis per chi è in difficoltà e tamponi calmierati per gli altri. La salute non è un tema sul cui mettere bandiere politiche”.

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“Sparare agli immigrati”, il caso Voghera imbarazza Salvini https://www.business.it/alcuni-assessori-di-voghera-in-chat-minacciavano-di-sparare-agli-immigrati/ Fri, 17 Sep 2021 09:10:07 +0000 https://www.business.it/?p=80267 Il caso Voghera continua a scuotere la Lega. La cittadina in provincia di Pavia, già famosa tra le altre cose per le sue ‘casalinghe’, è tornata recentemente alla ribalta delle cronache. A fare notizia è stato il caso di Massimo Adriatici. L’ormai ex assessore alla Sicurezza del Comune lombardo che, il 21 luglio scorso, ha… Read More »“Sparare agli immigrati”, il caso Voghera imbarazza Salvini

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Il caso Voghera continua a scuotere la Lega. La cittadina in provincia di Pavia, già famosa tra le altre cose per le sue ‘casalinghe’, è tornata recentemente alla ribalta delle cronache. A fare notizia è stato il caso di Massimo Adriatici. L’ormai ex assessore alla Sicurezza del Comune lombardo che, il 21 luglio scorso, ha ucciso a colpi di pistola un immigrato di origine marocchina che, secondo la sua versione, lo avrebbe aggredito in strada. Ora, però, a far discutere ci sono le dichiarazioni di altri politici leghisti di Voghera contro gli immigrati.

Il primo a finire nella bufera mediatica è il successore di Adriatici alla Sicurezza. Giancarlo Gabba, questo il suo nome, il 26 giugno scorso, un mese prima dello sparo di Adriatici, ricopriva il ruolo di assessore all’Urbanistica. “Finché non si comincerà a sparare sarà sempre peggio”, aveva scritto in una chat Gabba riferendosi agli immigrati presenti in città.

Nella stessa chat era presente anche l’assessore all’Istruzione Simona Virgilio. L’osservazione della donna sul fatto che “davanti all’Africa market c’è un mega assembramento con tantissimi individui con bottiglie in mano, non si riesce neanche a passare”, aveva poi indotto Gabba a proporre la soluzione di sparare. “Temo che anche il buon Massimo (Adriatici) non sappia più come affrontare il problema con i nostri poliziotti”, aveva aggiunto.

Ma a finire nell’occhio del ciclone è ora anche Francesca Miracca. Lei era fino a poco fa responsabile del Commercio a Voghera. Ma è stata costretta anche lei alle dimissioni dopo aver minacciato di sparare agli immigrati. Intervistata dal quotidiano La stampa, la leghista prova a difendersi. “La frase nella chat era in tono goliardico. – puntualizza – Non era solo l’assessore Gabba ad esprimersi in quel modo. Anche io lo facevo. Anche la sindaca faceva battute sgradevoli. Direi che tutti, tranne due assessori, ci confrontavamo in quel modo”. Per la Miracca in Comune si parlava “come al bar. Ma qui non c’è razzismo”, assicura.

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La strategia di Salvini: parlare d’altro per non ammettere la sconfitta sul Green pass https://www.business.it/la-strategia-di-salvini-parlare-daltro-per-non-ammettere-la-sconfitta-sul-green-pass/ Thu, 16 Sep 2021 13:05:05 +0000 https://www.business.it/?p=80207 Il Green pass è un nervo evidentemente scoperto di Matteo Salvini, costretto a rimangiarsi in fretta posizioni belligeranti per assecondare le direttive di Mario Draghi. Facendo i conti, tra l’altro, con una netta spaccatura all’interno del suo stesso partito, visto che molti big della Lega hanno preso posizioni diversi, opposte rispetto al segretario. Un bel… Read More »La strategia di Salvini: parlare d’altro per non ammettere la sconfitta sul Green pass

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Il Green pass è un nervo evidentemente scoperto di Matteo Salvini, costretto a rimangiarsi in fretta posizioni belligeranti per assecondare le direttive di Mario Draghi. Facendo i conti, tra l’altro, con una netta spaccatura all’interno del suo stesso partito, visto che molti big della Lega hanno preso posizioni diversi, opposte rispetto al segretario. Un bel boomerang, sottolineato da sondaggi in calo. Come riuscire a rialzare subito la testa?

La strategia di Salvini: parlare d'altro per non ammettere la sconfitta sul Green pass

Salvini ha scelto di adottare in queste ore una tattica precisa: far finta di niente e parlare d’altro, come se il certificato verde non fosse mai stato argomento di attualità politica. E così proprio nel giorno del Green pass, il leghista ha tentato di spostare l’attenzione verso un tema diverso e decisamente meno sentito dagli italiani, quello del nucleare e delle centrali che lui sarebbe disposto a far costruire in terra lombarda, in particolar modo a Mantova.

Salvini è entrato sulla vicenda a gamba tesa, come suo solito, cercando soprattutto di scatenare la reazione dei grillini, da tempo sul piede di guerra contro la linea favorevole al nucleare. Così da creare clamore e dimenticare i guai del certificato verde: “Una centrale nucleare in Lombardia? E che problema c’è? Ci sono centrali nucleari nei pieni centri storici di tante città. L’Italia è l’unico Paese del G8 senza nucleare, oggi sono funzionanti 128 centrali nucleari, di cui 58 in Francia, e la Svezia di Greta ha otto centrali nucleari”.

Oltre al nucleare, Salvini è tornato anche sul vecchio, caro cavallo di battaglia Quota 100, sempre nella speranza che le cronache non sottolineino come lo sconfitto del giorno è in realtà proprio lui: il Green pass allargato al mondo del lavoro, infatti, è un colpo durissimo alla sua Lega, quella che prometteva agli italiani che l’estensione del certificato non si sarebbe mai trasformata in realtà.

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Lega spaccata sul green pass, Borghi contro Zaia: “Conti come De Luca” https://www.business.it/la-lega-divisa-sul-green-pass/ Tue, 14 Sep 2021 19:40:24 +0000 https://www.business.it/?p=80028 La Lega rischia di uscire a pezzi dalla battaglia sul green pass. La linea ufficiale del partito, portata avanti dal segretario Matteo Salvini, subisce ogni giorno la pressione montante delle critiche interne. Ad esprimersi in favore di una estensione sempre più massiccia dell’uso del lasciapassare verde sono in prima linea i governatori del Carroccio. Da… Read More »Lega spaccata sul green pass, Borghi contro Zaia: “Conti come De Luca”

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La Lega rischia di uscire a pezzi dalla battaglia sul green pass. La linea ufficiale del partito, portata avanti dal segretario Matteo Salvini, subisce ogni giorno la pressione montante delle critiche interne. Ad esprimersi in favore di una estensione sempre più massiccia dell’uso del lasciapassare verde sono in prima linea i governatori del Carroccio. Da quello della Lombardia Attilio Fontana, a quello del Veneto Luca Zaia, passando per Massimiliano Fedriga del Friuli Venezia Giulia.

Ma anche il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha rotto nelle ultime ore gli indugi, schierandosi senza se e senza ma dalla parte del green pass allargato. Una bella gatta da pelare per il segretario Salvini che, almeno stando alle cronache giornalistiche, sembra ormai messo in minoranza all’interno del partito che dovrebbe governare.

A provare a mettere una pezza alla presunta fronda anti salviniana ci pensa Claudio Borghi. Il parlamentare leghista, notoriamente schierato contro il green pass e in favore della libertà vaccinale, è ospite di Tagadà su La7 nella puntata del 14 settembre. La conduttrice Tiziana Panella lo punzecchia sul fatto che la Lega sia totalmente divisa sul tema. E cita appunto le parole di Zaia (“green pass patente di libertà”), di Giorgetti (“green pass utile”) e di Fontana (“mezzo per realizzare una maggiore libertà”).

Ma Borghi non sembra turbato. Intanto, lascia intendere di pensarla come Salvini sulla questione. Fatto non da poco se si considera che è ancora lui il segretario del partito, sottolinea. Il parlamentare prova quindi a sminuire il valore delle parole pronunciate dai governatori. Mentre Giorgetti in questo momento “rappresenta le istanze delle imprese”. Almeno a suo dire. Insomma, conclude Borghi, “vengono fuori delle grandi questioni per un’opinione di un governatore della Lega”, dice riferito a Zaia. “Mi pare che se Emiliano o De Luca o qualche governatore del Pd ha una sua opinione personale, non mi pare che vengano fuori delle questioni così clamorose”. Conclude deciso.

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La sconfitta di Salvini: da Zaia a Giorgetti, la Lega dice sì al Green pass https://www.business.it/la-sconfitta-di-salvini-da-zaia-a-giorgetti-la-lega-dice-si-al-green-pass/ Tue, 14 Sep 2021 06:36:09 +0000 https://www.business.it/?p=79956 Una Lega ormai a due velocità, sempre più distinte. Con Matteo Salvini che affronta il tema dell’estensione del Green pass trincerato dietro un totale silenzio (“Non ne sappiamo nulla”) e con i vari Fedriga, Zaia, Fontana e Giorgetti che, invece, hanno già espresso a Draghi il loro parere totalmente positivo. Il finale è già scritto:… Read More »La sconfitta di Salvini: da Zaia a Giorgetti, la Lega dice sì al Green pass

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Una Lega ormai a due velocità, sempre più distinte. Con Matteo Salvini che affronta il tema dell’estensione del Green pass trincerato dietro un totale silenzio (“Non ne sappiamo nulla”) e con i vari Fedriga, Zaia, Fontana e Giorgetti che, invece, hanno già espresso a Draghi il loro parere totalmente positivo. Il finale è già scritto: dopo aver dichiarato per settimane guerra al provvedimento, il Carroccio darà l’ok per l’allargamento ai dipendenti pubblici dell’obbligo del certificato.

La sconfitta di Salvini: da Zaia a Giorgetti, la Lega dice sì al Green pass

Giorgetti, nel frattempo, si è spinto addirittura oltre, aprendo alla possibilità di un’estensione del pass a tutti i lavoratori. Spiegando agli imprenditori riuniti che le esigenze delle aziende devono essere al primo posto per far ripartire appieno il Paese. In caso di estensione “non bisogna discriminare nessuno”, ha chiarito il ministro dello Sviluppo economico. Dunque neppure i privati.

Una linea già sposata dal governatore del Friuli Massimiliano Fedriga: “Alle imprese noi dobbiamo dare garanzie e fiducia. Quindi dobbiamo dire con chiarezza che invece di chiudere c’è l’alternativa, cioè tenere aperto col Green Pass”. E sul tema era arrivato nelle scorse settimane anche l’ok del presidente della Lombardia Attilio Fontana e di quello del Veneto Luca Zaia, che aveva paragonato il Green Pass a una “una patente di libertà”.

E Salvini? Al segretario, alla fine, non resterà che fare un passo indietro e cedere, ancora una volta, con il rischio dell’ennesima resa dei conti con i propri elettori, pronti a massacrarlo in caso di retromarcia. Non a caso, il leader del Carroccio è già ripartito alla carica contro la ministra degli Interni Luciana Lamorgese: almeno lì, spera, nessun esponente del suo partito verrà a rompergli le uova nel paniere.

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“Meglio Bianchi”: lo slogan elettorale della Lega dal “vago” sapore razzista https://www.business.it/meglio-bianchi-lo-slogan-elettorale-della-lega-dal-vago-sapore-razzista/ Mon, 13 Sep 2021 09:41:29 +0000 https://www.business.it/?p=79876 Va bene i giochi di parole e l’ironia, nel tentativo di creare slogan accattivanti e invogliare gli elettori a dare il proprio sostegno. Ma la sensazione è che dalle parti della Lega qualcuno abbia decisamente esagerato, per usare un eufemismo. Perché Luigi Bianchi, aspirante candidato sindaco a Varese, ha deciso di provare a conquistare il… Read More »“Meglio Bianchi”: lo slogan elettorale della Lega dal “vago” sapore razzista

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Va bene i giochi di parole e l’ironia, nel tentativo di creare slogan accattivanti e invogliare gli elettori a dare il proprio sostegno. Ma la sensazione è che dalle parti della Lega qualcuno abbia decisamente esagerato, per usare un eufemismo. Perché Luigi Bianchi, aspirante candidato sindaco a Varese, ha deciso di provare a conquistare il cuore dei cittadini con un il moto “Per Varese, meglio Bianchi”.

Un ritornello che la Lega ha poi puntualmente ripreso sulle proprie pagine social, con tanto di pronta risposta a chi puntava il dito annusando un “leggero”, si fa per dire, odore di razzismo: “Basta con il politicamente corretto”. Tutto finito con qualche lieve polemica? Macché: Nel Carroccio, in pochi riescono a tenersi lontani dalle polemiche. E così, ecco che il caso si è poi ingigantito.

Un collega di partito del candidato, il consigliere regionale lombardo della Lega Giacomo Cosentino, ha infatti postato su Facebook la foto del candidato con il commento: “In effetti, soprattutto in Piazza della Repubblica, non se ne vedono più” riferendosi ai cittadini italiani, ovvero i “bianchi”. Il consigliere ha anche ammesso il doppio senso: “Ovviamente ho giocato ironicamente sul doppio senso della parola bianchi”.

Di fronte alle accuse, Cosentino si è poi difeso così: “C’è una categoria di persone che davvero mi fa pena e sono i repressi, i tristi, i rosiconi e gli schiavi del politicamente corretto. Gente rancorosa col mondo diverso dal loro, gente che ti dice che sei razzista, ma sotto casa propria non vuole gli zingari. È questa la stessa gente che usa la prima pagina di un fantastico quotidiano nazionale per provare a mettere in difficoltà Matteo Luigi Bianchi. Ma ci fanno solo un grande favore”.

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Green Pass: la Lega del Nord non ne può più di Salvini https://www.business.it/green-pass-governatori-leghisti-contro-salvini/ Sat, 11 Sep 2021 07:00:15 +0000 https://www.business.it/?p=79823 Il Green Pass dovrebbe essere esteso ancora di più. È questa la richiesta pressante che da giorni i governatori leghisti delle Regioni del Nord stanno facendo a Matteo Salvini. Linea sposata anche dal ministro della Pubblica amministrazione, in quota Forza Italia, Renato Brunetta. Insomma, anche buona parte della destra italiana si pone sulla stessa lunghezza… Read More »Green Pass: la Lega del Nord non ne può più di Salvini

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Il Green Pass dovrebbe essere esteso ancora di più. È questa la richiesta pressante che da giorni i governatori leghisti delle Regioni del Nord stanno facendo a Matteo Salvini. Linea sposata anche dal ministro della Pubblica amministrazione, in quota Forza Italia, Renato Brunetta. Insomma, anche buona parte della destra italiana si pone sulla stessa lunghezza d’onda di Joe Biden. Il presidente Democratico americano ha infatti deciso di introdurre l’obbligo vaccinale per i lavoratori federali e per quelli delle aziende con più di 100 dipendenti.

Secondo Brunetta il Green Pass rappresenta una “misura geniale” che dovrebbe essere resa obbligatoria per tutti, visto che “fa aumentare il costo della non vaccinazione per gli opportunisti contrari al vaccino”. Insomma, secondo il ministro berlusconiano, l’estensione dell’obbligatorietà del Green Pass spingerà a “ridurre lo zoccolo duro degli opportunisti” e ridurrà “la probabilità di circolazione del virus”. Sul fronte leghista, invece, sono i governatori come Luca Zaia (Veneto), Attilio Fontana (Lombardia) e Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) a chiedere sempre più con insistenza una massiccia estensione del Green Pass. Richieste che, almeno per il momento, non vengono recepite da Matteo Salvini.

Il leader del Carroccio si trova in queste ore al centro di una bufera mediatica. Tutta colpa delle sue dichiarazioni sul vaccino che, a suo dire, provocherebbe la formazione di varianti del coronavirus. Affermazione respinta al mittente dal mondo scientifico, con in testa virologi come Massimo Galli, Fabrizio Pregliasco e Matteo Bassetti. Come se non bastasse, ora Salvini deve anche affrontare i suoi governatori, contrari alla linea ‘no vaccino obbligatorio’ portata avanti dal loro leader. A questo proposito, Zaia ha pronunciato parole nette e durissime. “La nostra stella polare è il riconoscimento della campagna vaccinale e della sua promozione – ha precisato il governatore veneto – e dall’altro lato il riconoscimento del Green Pass che è una patente di libertà”. Problemi in vista per Salvini?

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Green pass, per Salvini è un disastro: la Lega sconfitta su tutti i fronti https://www.business.it/green-pass-per-salvini-e-un-disastro-la-lega-sconfitta-su-tutti-i-fronti/ Fri, 10 Sep 2021 06:52:58 +0000 https://www.business.it/?p=79788 Si dice felice, soddisfatto. Gonfia il petto sostenendo di aver spinto Mario Draghi a rivedere le sue posizioni. Ma in realtà il grande sconfitto delle ultime ore è proprio lui, Matteo Salvini, costretto a chinare il capo e accettare un decreto legge con nuove misure per fronteggiare l’emergenza sanitaria, a partire da quell’estensione del Green… Read More »Green pass, per Salvini è un disastro: la Lega sconfitta su tutti i fronti

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Si dice felice, soddisfatto. Gonfia il petto sostenendo di aver spinto Mario Draghi a rivedere le sue posizioni. Ma in realtà il grande sconfitto delle ultime ore è proprio lui, Matteo Salvini, costretto a chinare il capo e accettare un decreto legge con nuove misure per fronteggiare l’emergenza sanitaria, a partire da quell’estensione del Green pass che il segretario leghista aveva in passato pubblicamente ostaggiato. E che invece ha dovuto ingoiare, ennesimo boccone amaro della sua esperienza di governo.

Green pass, per Salvini è un disastro: la Lega sconfitta su tutti i fronti

Il certificato verde prevede che fino al prossimo 31 dicembre (si vedrà poi se estendere ulteriormente la durata delle misure) chiunque acceda a una struttura scolastica dovrà necessariamente esibire il Green pass, con la sola eccezione degli alunni. Anche i genitori o le baby sitter, dunque, dovranno mostrare la certificazione al momento dell’ingresso. In arrivo, poi, un’altra npvità_ gli statali senza certificato verde potrebbero vedere il loro stipendio sospeso.

Come spiega il Messaggero a proposito della nuova normativa, “per i docenti e i bidelli il Qr code valido è necessario per lavorare, visto che senza la certificazione risultano assenti ingiustificati, hanno una sanzione da 400 a mille euro e la sospensione dal servizio dopo il 5 giorno di assenza. I genitori non avranno alcuna sanzione, ovviamente, ma non potranno accedere a scuola”. Tanti sostenitori della Lega sono già andati all’attacco del segretario, accusandolo di aver tradito le promesse fatte nelle scorse settimane. Ma, con tutta probabilità, non è finita qui.

Stando alle ultime indiscrezioni, nelle prossime settimane toccherà infatti alla Pubblica amministrazione, con il ministro Renato Brunetta al lavoro su un testo considerato in realtà già pronto. Salvini chiede che l’obbligo del lasciapassare verde sia limitato al personale a contatto con il pubblico, ma quasi sicuramente si andrà in direzione opposta: “Obbligo di certificazione per tutto il comparto del pubblico impiego”. Nessuna eccezione, dunque. E il leader della Lega, ancora una volta, si troverà a chinare il capo fingendo comunque di cantare vittoria.

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Approvata l’estensione del Green pass. Il successo di Draghi, l’imbarazzo di Salvini https://www.business.it/approvata-lestensione-del-green-pass-il-successo-di-draghi-limbarazzo-di-salvini/ Thu, 09 Sep 2021 13:59:18 +0000 https://www.business.it/?p=79784 Ancora una volta Mario Draghi è riuscito a serrare le fila, compattando i partiti che sostengono il suo governo e strappando anche l’ok in Consiglio dei ministri per il provvedimento che estenderà il Green pass. Come rivelato dall’Huffington Post, infatti, anche se non c’è stato ancora nessun annuncio ufficiale in merito il semaforo verde è… Read More »Approvata l’estensione del Green pass. Il successo di Draghi, l’imbarazzo di Salvini

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Ancora una volta Mario Draghi è riuscito a serrare le fila, compattando i partiti che sostengono il suo governo e strappando anche l’ok in Consiglio dei ministri per il provvedimento che estenderà il Green pass. Come rivelato dall’Huffington Post, infatti, anche se non c’è stato ancora nessun annuncio ufficiale in merito il semaforo verde è in realtà già arrivato, con Matteo Salvini che ancora una volta si prepara a far fronte all’insoddisfazione dei suoi stessi sostenitori.

Approvata l'estensione del Green pass. Il successo di Draghi, l'imbarazzo di Salvini

Il certificato verde, stando a quanto trapelato, sarà esteso a chi accede a luoghi come le scuole e le università, compreso il personale incaricato della gestione del servizio mensa e le imprese di pulizia. Il decreto legge “per fronteggiare l’emergenza da Covid-19 in ambito scolastico, della formazione superiore e socio sanitario – assistenziale” estenderà inoltre l’obbligo di Green pass anche ai lavoratori delle Rsa.

Soltanto un primo passo, in realtà, visto che come anticipato dall’Adnkronos successivamente lo stesso Draghi ha intenzione di procedere con un’estensione più ampia del Green Pass, che pian piano sarà quindi sempre più necessario. Il tutto con non poco imbarazzo, ovviamente, da parte degli esponenti della Lega.

Matteo Salvini si era lasciato andare, di recente, alle solite intemperanze di superficie, rincorrendo Giorgia Meloni sul terreno della contestazione alle decisioni del governo. Inevitabile che, non appena tutto sarà messo nero su bianco, il leader della Lega si troverà ancora una volta sulla graticola, da un lato accusato dai suoi sostenitori di aver tradito le promesse fatte, dall’altro sempre più detronizzato da una parte del Carroccio, quella incarnata da Zaia e Giorgetti, decisamente più in linea con Draghi. Una situazione che non potrà durare in eterno.

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Carfagna “spara” su Salvini: sui vaccini ora è scontro totale https://www.business.it/carfagna-spara-su-salvini-sui-vaccini-ora-e-scontro-totale/ Tue, 07 Sep 2021 10:58:19 +0000 https://www.business.it/?p=79727 Mara Carfagna contro Matteo Salvini, ennesimo atto. La ministra per il Sud e la Coesione Territoriale ha ribadito ancora una volta quanto lontane siano le posizioni di Forza Italia da quelle della Lega, auspicando l’estensione del Green pass e dell’obbligo vaccinale per scongiurare nuovi focolai di Covid e la necessità di ulteriori chiusure. Parole che… Read More »Carfagna “spara” su Salvini: sui vaccini ora è scontro totale

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Mara Carfagna contro Matteo Salvini, ennesimo atto. La ministra per il Sud e la Coesione Territoriale ha ribadito ancora una volta quanto lontane siano le posizioni di Forza Italia da quelle della Lega, auspicando l’estensione del Green pass e dell’obbligo vaccinale per scongiurare nuovi focolai di Covid e la necessità di ulteriori chiusure. Parole che sicuramente non faranno piacere al segretario del Carroccio.

Carfagna "spara" su Salvini: sui vaccini ora è scontro totale

“Il mio centrodestra crede nella scienza, non possiamo permetterci di richiudere scuole e imprese – ha spiegato Carfagna al Corriere della Sera – Salvini non voterà l’obbligo vaccinale? Il vaccino non è una camicia di forza, è l’unica soluzione per uscire dall’incertezza. Tra i lavoratori attivi le percentuali di vaccinati sono ancora insufficienti e tra gli over 50 ci sono oltre 3,5 milioni che non hanno ricevuto neanche una dose. Bisogna recuperare in fretta prima che il virus porti all’esplosione di una nuova ondata e ci obblighi ad altri lockdown che sarebbero insostenibili”.

Sulla possibilità di una fiducia per la conversione in legge al primo decreto Green Pass, Carfagna ha poi aggiunto: “È uno strumento estremo ma, in caso di incertezze di una parte della maggioranza, pienamente giustificato. Il governo ha il diritto di chiedere un chiaro sì o no sulla sua strategia contro il virus”.

Infine, Carfagna ha sottolineato il suo apprezzamento per le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ha detto che chi si sottrae al vaccino mette a rischio la vita degli altri: “Sono parole che dovevano essere pronunciate ed è importante che lo abbia fatto il garante dell’unità nazionale. Davanti a una pandemia che ha ucciso in Italia 130mila persone l’egoismo e i piccoli calcoli di fazione sono inaccettabili”.

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La Lega si spacca a metà: i governatori del Nord si schierano contro Salvini https://www.business.it/la-lega-si-spacca-a-meta-i-governatori-del-nord-si-schierano-contro-salvini/ Fri, 03 Sep 2021 08:50:58 +0000 https://www.business.it/?p=79665 A forza di tirare, recita un proverbio, anche la corda apparentemente più robusta rischia di spezzarsi. Parole che evidentemente sono sconosciute a Matteo Salvini, capace di infilarsi nelle scorse ore nell’ennesimo tunnel senza uscita, intrappolato dalla sua stessa strategia politica. Vittima di sé stesso, insomma, con lo strappo sul Green pass in Commissione Affari sociali… Read More »La Lega si spacca a metà: i governatori del Nord si schierano contro Salvini

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A forza di tirare, recita un proverbio, anche la corda apparentemente più robusta rischia di spezzarsi. Parole che evidentemente sono sconosciute a Matteo Salvini, capace di infilarsi nelle scorse ore nell’ennesimo tunnel senza uscita, intrappolato dalla sua stessa strategia politica. Vittima di sé stesso, insomma, con lo strappo sul Green pass in Commissione Affari sociali che, nelle intenzioni del leader della Lega, avrebbe dovuto portare consenso elettorale al partito e segnare una piccola vendetta dopo le dimissioni obbligate di Durigon. E che invece si è trasformato in un pericolosissimo boomerang.

La Lega si spacca a metà: i governatori del Nord si schierano contro Salvini

Soltanto ora Salvini sta infatti metabolizzando che, dopo aver fatto le bizze sul certificato verde, il suo partito sarà con tutta probabilità costretto a incassare l’obbligo vaccinale. Tema sul quale è tornato il premier Mario Draghi, che ha insistito sulla necessità delle somministrazioni per vincere il Covid. E che vede, teoricamente, la Lega contraria: “Siamo e rimaniamo contro obblighi, multe e discriminazioni”. Una posizione che, però, in realtà non è condivisa da una grossa fetta del partito, su posizioni opposte rispetto al segretario.

Non c’è soltanto il ministro per lo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti a tenersi lontano da Salvini. Anche il fronte dei governatori del Nord Italia, la zona più colpita dalla pandemia, sono agli antipodi: vedono il vaccino come passaggio fondamentale per poter rilanciare economie messe in ginocchio dall’emergenza sanitaria, e auspicano un’immunizzazione di massa della popolazione sul territorio, il prima possibile. Criticando quel Salvini che, invece, continua a strizzare l’occhio alla folla no vax, tenendo una posizione ancora ambigua.

E così ecco che, per esempio, il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha ribadito in queste ore tutto il suo sostegno alla campagna vaccinale, “che trova fondamento nei numeri”. La conferma di uno strappo ormai sempre più evidente: Salvini da una parte, mina vagante un po’ al governo con Draghi e un po’ amico dei no vax, la vecchia Lega dall’altra, sempre più insofferente di fronte alle sparate del segretario.

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Salvini vota contro il Green pass. E i leghisti si chiedono: “Ma siamo con o contro il governo?” https://www.business.it/salvini-vota-contro-il-green-pass-e-i-leghisti-si-chiedono-ma-siamo-con-o-contro-il-governo/ Thu, 02 Sep 2021 07:14:50 +0000 https://www.business.it/?p=79625 Alla fine, Matteo Salvini ha deciso di votare contro il Green pass. Confermando ancora una volta quanto distanti siano le sue posizioni da quelle del resto del governo Draghi del quale, però, continua a far parte. Limitandosi a piccole amnesie alle quali ormai sono abituati anche gli stessi elettori leghisti: di tanto in tanto, il… Read More »Salvini vota contro il Green pass. E i leghisti si chiedono: “Ma siamo con o contro il governo?”

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Alla fine, Matteo Salvini ha deciso di votare contro il Green pass. Confermando ancora una volta quanto distanti siano le sue posizioni da quelle del resto del governo Draghi del quale, però, continua a far parte. Limitandosi a piccole amnesie alle quali ormai sono abituati anche gli stessi elettori leghisti: di tanto in tanto, il Capitano finge improvvise di aver dimenticato di essere un sostenitore dell’esecutivo e lo attacca su questo o quel punto, come fosse un corpo estraneo.

Una posizione, quella di Salvini sul Green pass, che ha subito scatenato forti reazioni. A partire da quella del leader dem Enrico Letta: “Io forse sarò all’antica, ma penso che un partito politico su un tema di enorme rilevanza dica una cosa e che quella stessa cosa la dicano i ministri e la dicano i parlamentari. La Lega oggi ha votato contro il green pass insieme a Fdi: è gravissimo, inaccettabile e incompatibile con lo stare in maggioranza. E se fossero passati quegli emendamenti contro il green pass? Con quale coraggio mi chiedo si possa stare al governo… Chiediamo un chiarimento. Come si può andare avanti con questi atteggiamenti della Lega?”.

Da par suo, Salvini ha tentato di difendere la sua scelta, che ha scatenato anche tensioni interne alla Lega: “Se lo Stato impone il Green Pass per lavorare, viaggiare, studiare, fare sport, volontariato e cultura, deve anche garantire tamponi, rapidi e gratuiti, per tutti. Sono certificati, funzionano, costano poco e possono essere usati da tutti, come in altri Paesi stranieri. Ci sono milioni di italiani che non possono spendere altre centinaia di euro ogni settimana, in un momento già economicamente difficile. Vediamo se PD e 5Stelle voteranno a favore di questa proposta della Lega in Commissione. Non si tratta di essere no vax o no Green Pass, si tratta di aiutare milioni di italiani in difficoltà. Non tutti trovano 24.000 euro in contanti nella cuccia del cane…”.

Anche il Movimento Cinque Stelle è andato subito alla carica, puntando il dito contro Salvini e il suo atteggiamento, giudicazo al limite dello schizofrenico: “Dica la Lega una volta per tutta da che parte sta, se con la maggioranza che sostiene il governo Draghi o se all’opposizione”.

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“Giorgetti e Zaia uniti per far fuori Salvini”: il sospetto dei fedelissimi del Capitano https://www.business.it/giorgetti-e-zaia-uniti-per-far-fuori-salvini-il-sospetto-dei-fedelissimi-del-capitano/ Mon, 30 Aug 2021 12:41:01 +0000 https://www.business.it/?p=79573 Un Matteo Salvini sempre più in difficoltà, quello che abbiamo visto nelle ultime settimane. Combattuto tra la necessità di insistere con la sua propaganda aggressiva, martellante, e il silenzio imbarazzato di chi, a partire dal numero due della Lega Giancarlo Giorgetti, coi suoi silenzi continua a ricordargli come il Carroccio sia parte della maggioranza che… Read More »“Giorgetti e Zaia uniti per far fuori Salvini”: il sospetto dei fedelissimi del Capitano

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Un Matteo Salvini sempre più in difficoltà, quello che abbiamo visto nelle ultime settimane. Combattuto tra la necessità di insistere con la sua propaganda aggressiva, martellante, e il silenzio imbarazzato di chi, a partire dal numero due della Lega Giancarlo Giorgetti, coi suoi silenzi continua a ricordargli come il Carroccio sia parte della maggioranza che sostiene il premier Mario Draghi e quindi no, non si può sparare su un governo di cui si fa parte. Con figuracce in sequenza, come quella relativa al rave party andato in scena in provincia di Viterbo poco dopo Ferragosto.

"Giorgetti e Zaia uniti per far fuori Salvini": il sospetto dei fedelissimi del Capitano

Un evento che Salvini ha apertamente condannato, arrivando ad annunciare il 18 agosto un’interrogazione parlamentare rivolta alla ministra Luciana Lamorgese. Iniziativa che, però, è rimasta soltanto su carta, senza mai tradursi in qualcosa di concreto. Anche perché avrebbe finito per chiamare in causa anche Nicola Molteni, sottosegretario leghista che al Viminale ha proprio la delega all’ordine pubblico. E così il Capitano si è trovato a incassare l’ennesima figuraccia, rimarcata sui social dai sostenitori del partito, inviperiti.

Stando a quanto riportato in queste ore da Salvatore Merlo sulle pagine de Il Foglio, ecco che avrebbe così iniziato a farsi strada tra i fedelissimi salviniani i timori di una crescente frattura tra chi ancora è vicino al segretario e la “vecchia Lega”: “Ma non è che Giorgetti ha un piano per scalzare Salvini? E non è che forse lo condivide con Luca Zaia, che governa quel Veneto in cui sindaci e amministratori leghisti sempre più spesso fanno il controcanto a Salvini? Giorgetti e i veneti hanno scaricato Claudio Durigon, ne hanno favorito l’espulsione dal governo. E Durigon, che si è dimesso, è il Leporello laziale di Salvini. Il più fidato”.

Il timore, insomma, di un piano per smantellare la muraglia salviniana mattone dopo mattone. Iniziando proprio dalle armi di sempre, come la retorica social, l’aggressività delle campagne mediatiche, ormai quasi del tutto disinnescate. “Anche il progetto della federazione, del partito unico con Forza Italia, viene osservato con diffidenza. C’è spazio per uno come Salvini in un grande partito che entra nel Ppe come vorrebbero Silvio Berlusconi e Giorgetti? Sarebbe riadattabile in questo contesto il leader scamiciato che trova la sua forza nell’iperbole e nella sparata? Forse no. E a chi toccherebbe allora? A Zaia? E chi lo sa. Un piano troppo perfetto per essere vero. Forse”.

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Il destino segnato di Durigon: anche Salvini ormai lo ha mollato https://www.business.it/il-destino-segnato-di-durigon-anche-salvini-ormai-lo-ha-mollato/ Wed, 25 Aug 2021 09:44:56 +0000 https://www.business.it/?p=79519 Alla fine Matteo Salvini sembra davvero pronto a mollare Claudio Durigon, sottosegretario all’economia del governo Draghi finito nella bufera ormai da mesi. Il segretario della Lega lo ha lasciato intuire durante il meeting al quale ha presenziato a Rimini: “Ragioneremo su quello che è più utile fare per lui e per il movimento, per l’esecutivo… Read More »Il destino segnato di Durigon: anche Salvini ormai lo ha mollato

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Alla fine Matteo Salvini sembra davvero pronto a mollare Claudio Durigon, sottosegretario all’economia del governo Draghi finito nella bufera ormai da mesi. Il segretario della Lega lo ha lasciato intuire durante il meeting al quale ha presenziato a Rimini: “Ragioneremo su quello che è più utile fare per lui e per il movimento, per l’esecutivo e l’Italia”. Parole che arrivano mentre in Parlamento si va verso la mozione di sfiducia.

Il destino segnato di Durigon: anche Salvini ormai lo ha mollato

Un passo spontaneo di Durigon eviterebbe, infatti, un passaggio in Aula che potrebbe lasciare strascichi nel partito. E così il sottosegretario che voleva togliere l’intitolazione del parco di Latina a Falcone e Borsellino per onorare invece Mussolini (Arnaldo, fratello di Benito) sembra avere davvero i giorni contati, anche perché pochi big si sono mossi per difenderlo. Non una parola, per esempio, da Giancarlo Giorgetti o Luca Zaia.

Durigon era stato il padre di “Quota 100” ed era stato già al centro di accese polemiche per le sue affermazioni sulle indagini della Gdf sui 49 milioni della Lega. Per lui, scrive il Fatto Quotidiano, l’addio non sarebbe però dolorosissimo: pronta, come risarcimento, la candidatura a presidente della Regione Lazio, con la quale il partito si farebbe perdonare per averlo “mollato”.

Una tesi che ha subito scatenato attacchi e veleni da parte degli utenti, con Durigon che in ogni caso sembra ormai avere un destino segnato. Anche perché il rischio, in caso non faccia da solo un passo indietro, è un intervento del premier Mario Draghi, che finirebbe per creare ancora più imbarazzo alla Lega.

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Marcato, l’assessore di Zaia: “Durigon? Nella Lega non c’è posto per i fascisti” https://www.business.it/marcato-lassessore-di-zaia-durigon-nella-lega-non-ce-posto-per-i-fascisti/ Tue, 24 Aug 2021 11:00:35 +0000 https://www.business.it/?p=79512 Lo aveva sostenuto in passato e lo ha ribadito in maniera più netta in questi giorni, trovandosi a fare i conti con l’odio dei sostenitori del suo stesso partito. Lui, Roberto Marcato, assessore allo Sviluppo Economico della giunta veneta con il Carroccio, si è sempre dichiarato fortemente antifascista. E sul caso Durigon ha espresso parole… Read More »Marcato, l’assessore di Zaia: “Durigon? Nella Lega non c’è posto per i fascisti”

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Lo aveva sostenuto in passato e lo ha ribadito in maniera più netta in questi giorni, trovandosi a fare i conti con l’odio dei sostenitori del suo stesso partito. Lui, Roberto Marcato, assessore allo Sviluppo Economico della giunta veneta con il Carroccio, si è sempre dichiarato fortemente antifascista. E sul caso Durigon ha espresso parole chiare: “Nel partito non c’è spazio per i fascisti”. Una presa di posizione che molti, nel Carroccio, non gli hanno perdonato.

L'assessore leghista insultato dai leghisti perché ricorda Gino Strada

Nel giro di pochi giorni, Marcato si è trovato nella bufera per diversi motivi. Innanzitutto un post su Facebook in cui commentava la morte di Gino Strada, fondatore di Emergency, e che gli ha attirato contro insulti a non finire. Con tanto di risposta dello stesso assessore agli hater: “Trovo intollerabile la mancanza di pietà cristiana di fronte alla morte di una persona. Trovo intollerabile la violenza di alcuni commenti a questo post. Trovo intollerabile che si debba avere pietà solo per chi la pensa come noi”.

Poi, in un’intervista al Corriere della Sera, Marcato aveva spiegato: “Io mi sono iscritto alla Lega nel 1992 perché era autonomista, nordista o meglio venetista, e antifascista”. Secondo l’assessore, quello della Lega di destra “è un cortocircuito tutto italiano”, dettato probabilmente dalle “posizioni nette, giustissime, sulla sicurezza e l’immigrazione” prese dal Carroccio col passare degli anni. “Ma che c’entriamo noi col fascismo, il centralismo, il culto di Roma, il nazionalismo? Assolutamente nulla”.

“Noi siamo alternativi alla proposta politica di Fdi, se uno ha certe idee, meglio vada lì o cerchi altri lidi, nella Lega non c’è posto” aveva aggiunto Marcato. Con parole che molti avevano interpretato come un riferimento al caso Durigon, il sottosegretario leghista all’Economia che vorrebbe intitolare il parco di Latina ad Arnaldo Mussolini, il fratello del Duce. E allora giù con insulti e minacce. Evidentemente dichiararsi antifascista, nella Lega di oggi, è estremamente pericoloso.

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L’assessore leghista insultato dai leghisti perché ricorda Gino Strada https://www.business.it/lassessore-leghista-insultato-dai-leghisti-perche-ricorda-gino-strada/ Mon, 23 Aug 2021 13:25:30 +0000 https://www.business.it/?p=79471 Essere antifascista, a quanto pare, è una gravissima colpa. Almeno se si è iscritta alla Lega di Matteo Salvini, partito che evidentemente non tollera certe posizioni. E così Roberto Marcato, assessore allo Sviluppo Economico della giunta veneta con il Carroccio, si è trovato di colpo a fare i conti con gli attacchi e gli insulti… Read More »L’assessore leghista insultato dai leghisti perché ricorda Gino Strada

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Essere antifascista, a quanto pare, è una gravissima colpa. Almeno se si è iscritta alla Lega di Matteo Salvini, partito che evidentemente non tollera certe posizioni. E così Roberto Marcato, assessore allo Sviluppo Economico della giunta veneta con il Carroccio, si è trovato di colpo a fare i conti con gli attacchi e gli insulti dei sostenitori del suo stesso partito, che non gli hanno perdonato una serie di posizioni ritenute non in linea con quelle dei suoi colleghi.

L'assessore leghista insultato dai leghisti perché ricorda Gino Strada

Nel giro di pochi giorni, Marcato si è trovato così nella bufera. Innanzitutto per un post su Facebook in cui commentava la morte di Gino Strada, fondatore di Emergency, e che gli ha attirato contro insulti a non finire. Con tanto di risposta dello stesso assessore agli hater: “Trovo intollerabile la mancanza di pietà cristiana di fronte alla morte di una persona. Trovo intollerabile la violenza di alcuni commenti a questo post. Trovo intollerabile che si debba avere pietà solo per chi la pensa come noi”.

Poi, in un’intervista al Corriere della Sera, Marcato aveva spiegato: Io mi sono iscritto alla Lega nel 1992 perché era autonomista, nordista o meglio venetista, e antifascista”. Secondo l’assessore, quello della Lega di destra “è un cortocircuito tutto italiano”, dettato probabilmente dalle “posizioni nette, giustissime, sulla sicurezza e l’immigrazione” prese dal Carroccio col passare degli anni. “Ma che c’entriamo noi col fascismo, il centralismo, il culto di Roma, il nazionalismo? Assolutamente nulla”.

“Noi siamo alternativi alla proposta politica di Fdi, se uno ha certe idee, meglio vada lì o cerchi altri lidi, nella Lega non c’è posto” aveva aggiunto Marcato. Attirandosi subito contro rabbia e insulti, con tanto di richieste immediate di dimissioni dal partito. Evidentemente, essere antifascisti non è tollerabile, nella Lega di oggi.

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La Lega lancia mascherine in spiagga: rabbia dei bagnanti per l’inquinamento https://www.business.it/la-lega-lancia-mascherine-in-spiagga-rabbia-dei-bagnanti-per-linquinamento/ Mon, 16 Aug 2021 11:10:08 +0000 https://www.business.it/?p=79395 Non è piaciuta a molti, l’ultima trovata della Lega andata in scena in occasione del Ferragosto sulle spiagge della Calabria. Mentre i bagnanti si rilassavano tra un tuffo in mare e qualche lettura sotto l’ombrellone, infatti, ecco che sono iniziate a piovere sulle loro teste delle mascherine chirurgiche all’interno di confezioni di plastica, accompagnate dal… Read More »La Lega lancia mascherine in spiagga: rabbia dei bagnanti per l’inquinamento

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Non è piaciuta a molti, l’ultima trovata della Lega andata in scena in occasione del Ferragosto sulle spiagge della Calabria. Mentre i bagnanti si rilassavano tra un tuffo in mare e qualche lettura sotto l’ombrellone, infatti, ecco che sono iniziate a piovere sulle loro teste delle mascherine chirurgiche all’interno di confezioni di plastica, accompagnate dal bigliettino: “Omaggio della Lega, vota Leo Battaglia”. Una trovata che ha sollevato critiche durissime.

La Lega lancia mascherine in spiagga: rabbia dei bagnanti per l'inquinamento

A lanciare i “regalini” per la popolazione calabrese, firmati dal candidato leghista alle ultime elezioni regionali, è stato un elicottero che volava a bassa quota. E che ovviamente, complice il vento e la difficoltà dell’operazione, non è riuscito a completare correttamente l’operazione: una parte delle mascherine è così finita in mare, tra le proteste dei presenti per l’inquinamento.

Di fronte alle polemiche sono subito scattate le prese di distanza. Come quella di uno storico esponente del Carroccio, Claudio Borghi, che si è affrettato a mettere le mani avanti: “Se è vero, è un’iniziativa assai infelice”. Come raccontato da molti utenti su Facebook, il lancio è avvenuto lungo le spiagge di Sibari e di Trebisacce.

Leo Battaglia non è nuovo a iniziative singolari di marketing politico: lo scorso 14 febbraio aveva fatto stampare un cartellone con una dichiarazione d’amore per Matteo Salvini. Inoltre, tanti cittadini calabresi avevano segnalato la sua presenza sui muri cittadini in coincidenza delle varie tornate elettorali, protagonista di messaggi impressi con la bomboletta.

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Green pass, gli utenti della Lega massacrano Salvini: “Pentiti di averti votato” https://www.business.it/green-pass-gli-utenti-della-lega-massacrano-salvini-pentiti-di-averti-votato/ Fri, 23 Jul 2021 13:31:26 +0000 https://www.business.it/?p=79045 L’ultima giravolta rischia di costare carissima a Matteo Salvini, che nelle scorse ore aveva promesso ai suoi elettori opposizione ferma all’ipotesi di introdurre il green pass come elemento fondamentale per avere accesso a una vita normale e che invece ha poi ceduto alla volontà del governo: dal 5 agosto, il certificato sarà richiesto per entrare… Read More »Green pass, gli utenti della Lega massacrano Salvini: “Pentiti di averti votato”

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L’ultima giravolta rischia di costare carissima a Matteo Salvini, che nelle scorse ore aveva promesso ai suoi elettori opposizione ferma all’ipotesi di introdurre il green pass come elemento fondamentale per avere accesso a una vita normale e che invece ha poi ceduto alla volontà del governo: dal 5 agosto, il certificato sarà richiesto per entrare al chiuso in bar e ristoranti, a una mostra, a ferie ed eventi. Con immediata, rabbiosa reazione dei militanti del Carroccio.

Green pass, gli utenti della Lega massacrano Salvini: "Pentiti di averti votato"

Dopo mesi in cui i consensi erano in netto calo, con Giorgia Meloni ormai accreditata come nuova leader del centrodestra, Salvini si è così trovato ancora una volta a fare i conti con un boomerang. Alcuni utenti della Lega gli hanno fatto notare come il governo gialloverde sia caduto per molto meno, mentre invece il leader del Carroccio sembra ora disposto a ingoiare passivamente il boccone amaro. Altri si sono detti addirittura pentiti di averlo sostenuto.

Salvini ha provato a rendere meno amara la giornata pubblicando alcuni scatti in famiglia, così da stemperare i toni. Ma non è bastato. “Mi tocca dare ragione a chi mi dava del cretino perché votavo Salvini” scrive un internauta deluso. E ancora: “Parli di libertà mentre la maggior parte delle persone si vedranno togliere le proprie libertà personali. E pensare che ti ho anche votato”.

Delusione totale, insomma, e annunci di pronta inversione di marcia. Tanti sostenitori hanno parlato di un addio alla Lega, chi per fuggire verso Fratelli d’Italia e chi verso partiti che non fanno parte della coalizione di centrodestra. I sondaggi, con queste premesse, rischiano di farsi presto ancora più horror.

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Sparatoria Voghera, Salvini: “Normale girare con la pistola se si ha il porto d’armi” https://www.business.it/sparatoria-voghera-salvini-normale-girare-con-la-pistola-se-si-ha-il-porto-darmi/ Thu, 22 Jul 2021 14:01:52 +0000 https://www.business.it/?p=79005 Continua a far discutere il caso della morte di Youns El Boussetai, il 39enne marocchino ucciso con un colpo di pistola dall’Assessore alla Sicurezza Massimo Adriatici. Stando a quanto rivelato dall’Agi, la vittima sarebbe stata sottoposta a un Tso (trattamento sanitario obbligatorio) tre settimane fa prima del drammatico episodio in quanto soffriva di problemi psichici… Read More »Sparatoria Voghera, Salvini: “Normale girare con la pistola se si ha il porto d’armi”

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Continua a far discutere il caso della morte di Youns El Boussetai, il 39enne marocchino ucciso con un colpo di pistola dall’Assessore alla Sicurezza Massimo Adriatici. Stando a quanto rivelato dall’Agi, la vittima sarebbe stata sottoposta a un Tso (trattamento sanitario obbligatorio) tre settimane fa prima del drammatico episodio in quanto soffriva di problemi psichici che si sarebbero poi acuiti durante il periodo del lockdown.

Sparatoria Voghera, Salvini: "Normale girare con la pistola se si ha il porto d'armi"

In queste ore è prevista la richiesta di convalida della Procura di Pavia dell’arresto di Adriatici, accusato di ‘eccesso colposo di legittima difesa’. I pm potrebbero però non chiedere anche la conferma delle misure cautelari ai domiciliari, dando quindi l’ok per il ritorno dell’assessore in libertà in attesa di un nuovo interrogatorio.

Agli atti dell’inchiesta, come rivelato da Repubblica, c’è anche un video, ripreso da una telecamera di sorveglianza, in cui l’immigrato avvicina l’assessore leghista Massimo Adriatici e, dopo una breve discussione, lo colpisce con un pugno. Le immagini mostrano l’assessore cadere a terra, ma non il momento in cui spara alla vittima. Subito dopo lo si vede rialzarsi ed essere avvicinato da un paio di persone.

Continua a far discutere la posizione assunta in merito all’episodio dal segretario della Lega Matteo Salvini, che ospite di Agorà su RaiTre ha risposto così a chi gli chiedeva se fosse normale che Adriatici andasse in giro con la pistola: “Se il porto d’armi lo hanno 1.300.000 italiani, certificati da questure e prefetture, allora sì. Lasciamo che la magistratura, Polizia e Carabinieri facciano le indagini. Da quello che emerge chi si è difeso ha agito avendo davanti un soggetto pregiudicato, clandestino, noto per violenze, aggressioni e atti osceni in luogo pubblico. Non sta a me giudicare, lasciamo che le indagini vadano avanti”.

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Giorgetti contro la svolta green europea: “Avrà un prezzo” https://www.business.it/giorgetti-contro-la-svolta-green-europea-avra-un-prezzo/ Mon, 19 Jul 2021 12:24:25 +0000 https://www.business.it/?p=78926 Il verde “non è sempre bello” per Giancarlo Giorgetti, che intervistato da Libero Quotidiano si è scagliato contro la “retorica del green a ogni costo”. Il numero uno dello Sviluppo Economico ha spiegato che “da qui a un decennio l’economia cambierà completamente, nasceranno nuovi settori, e altri in base a questa sorta di eutanasia decisa… Read More »Giorgetti contro la svolta green europea: “Avrà un prezzo”

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Il verde “non è sempre bello” per Giancarlo Giorgetti, che intervistato da Libero Quotidiano si è scagliato contro la “retorica del green a ogni costo”. Il numero uno dello Sviluppo Economico ha spiegato che “da qui a un decennio l’economia cambierà completamente, nasceranno nuovi settori, e altri in base a questa sorta di eutanasia decisa dalla politica moriranno, è già scritto. L’Europa ha voluto accelerare sul green, ma attenzione a non finire fuori strada”.

Secondo il leghista, “o tutto il mondo condivide lo stesso obiettivo e quindi le stesse regole, oppure l’Europa con questa decisione si lega mani e piedi e perde da subito la competizione con Cina, Stati Uniti, Russia e India. Temo che la politica italiana ritenga il futuro green tutto rose e fiori, ma cosa faremo quando chiuderanno le aziende che non saranno in grado di riconvertire la produzione? Formeremo i licenziati sulle nuove tecnologie per reinserirli o aspetteremo che si moltiplichino le situazioni di crisi con milioni di persone disperate per strada? Sono inaccettabili situazioni come quella della Whirlpool, di Embraco o della Gianetti Ruote”.

“La motor-valley dell’Emilia Romagna senza una deroga rispetto alle direttive Ue che hanno stabilito obiettivi ambiziosi in termini ambientali è uno dei settori condannati a morte” ha aggiunto l’esponente della Lega, puntando il dito contro Bruxelles.

Giorgetti ha poin concluso l’intervista spiegando: “Dobbiamo creare un sistema che sia il West, non il Far-West”. Con tanto di sintesi finale, lapidaria: “Vogliamo puntare sulla transizione ecologica? Bene, ma questa avrà un prezzo”.

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Sorpresa: Salvini ora mette fretta sull’approvazione del Ddl Zan (alle sue condizioni) https://www.business.it/sorpresa-salvini-ora-mette-fretta-sullapprovazione-del-ddl-zan-alle-sue-condizioni/ Mon, 05 Jul 2021 13:16:05 +0000 https://www.business.it/?p=78558 Altro colpo di scena, l’ennesimo in una linea politica sempre più caotica, quella di Matteo Salvini. Il leader della Lega, infatti, ora ha messo all’improvviso l’approvazione del Ddl Zan tra le priorità della squadra di governo. Ovviamente, però, alle condizioni. Alla base della svolta del segretario del CArroccio, gli emendamenti proposti da Italia Viva su… Read More »Sorpresa: Salvini ora mette fretta sull’approvazione del Ddl Zan (alle sue condizioni)

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Altro colpo di scena, l’ennesimo in una linea politica sempre più caotica, quella di Matteo Salvini. Il leader della Lega, infatti, ora ha messo all’improvviso l’approvazione del Ddl Zan tra le priorità della squadra di governo. Ovviamente, però, alle condizioni. Alla base della svolta del segretario del CArroccio, gli emendamenti proposti da Italia Viva su tre articoli al testo del decreto legge già approvato, nell’autunno scorso, alla Camera dei deputati. Che hanno creato un’inedita convergenza tra Renzi e lo stesso Salvini.

Colpo di scena: Salvini ora mette fretta sull'approvazione del Ddl Zan (alle sue condizioni)

Mentre il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle continuano a insistere sul testo originale, infatti, Lega e Italia Viva si sono trovate di colpo dalla stessa parte della barricata. Con tanto di nota firmata da Salvini e inviata agli altri partiti che compongono la maggioranza del governo Draghi: “Accogliamo l’invito della Santa Sede, troviamoci entro domani e condividiamo insieme un testo che aumenti le pene per chi discrimina o aggredisce due ragazzi o due ragazze che si amano, la libertà di amare è sacra”.

“Se da ddl Zan togliamo l’ideologia – si legge ancora nel testo scritto dal segretario della Lega – il coinvolgimento dei bambini e l’attacco alla libertà di pensiero, intervenendo sugli articoli 1, 4 e 7, finalmente si smette di litigare e si approva una norma di protezione e civiltà”. Salvini, quindi, ora mette sorprendentemente fretta agli altri partiti affinché vengano approvati il prima possibile gli emendamenti ai tre articoli.

Addirittura, nel mirino della Lega è finito ora il Partito Democratico: “Se il Pd invece rifiuterà ascolto e dialogo, invocati anche da tante associazioni e movimenti di gay, lesbiche e femministe, si assumerà la responsabilità di affossare questa legge. A me non interessa litigare, io lavoro per risolvere i problemi e proteggere gli italiani”. Il tutto mentre Renzi, che aveva esultato per la prima approvazione alla Camera, ora si schiera con Salvini.

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Cartabia premier e Draghi al Colle: il piano di Giorgetti per evitare il ritorno al voto https://www.business.it/cartabia-premier-e-draghi-al-colle-il-piano-di-giorgetti-per-evitare-il-ritorno-al-voto/ Thu, 17 Jun 2021 13:43:59 +0000 https://www.business.it/?p=78224 Mentre una battagliera Giorgia Meloni vorrebbe tornare al voto subito, sicura di potersi imporre come leader del centrodestra e futuro premier, dall’altro c’è chi, anche nel centrodestra, punta invece a ritardare il più possibile l’appuntamento con le urne. Di quest’idea è anche il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, esponente di spicco della Lega, che… Read More »Cartabia premier e Draghi al Colle: il piano di Giorgetti per evitare il ritorno al voto

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Mentre una battagliera Giorgia Meloni vorrebbe tornare al voto subito, sicura di potersi imporre come leader del centrodestra e futuro premier, dall’altro c’è chi, anche nel centrodestra, punta invece a ritardare il più possibile l’appuntamento con le urne. Di quest’idea è anche il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, esponente di spicco della Lega, che avrebbe già pronto un piano per evitare le elezioni anticipate anche in caso di elezione di Mario Draghi al Quirinale.

Cartabia premier e Draghi al Colle: il piano di Giorgetti per evitare il ritorno al voto

Come riportato in queste ore da Tpi, il ministro sarebbe talmente determinato nel suo piano da aver già spinto i colleghi parlamentari a parlare di “Lodo Giorgetti” per ribattezzare lo scenario che permetterebbe l’elezione di Draghi a Capo dello Stato senza però capitomboli del governo. Il leghista, d’altronde, è insieme a Renato Brunetta uno dei fedelissimi del premier, con il quale vanta un rapporto costante e diretto. E proprio per questo avrebbe deciso di farsi carico della regia di un’operazione complicata, ma non impossibile.

Il piano di Giorgetti, sostanzialmente, prevederebbe che dopo l’ascesa di Draghi al Colle e un breve interregno di Renato Brunetta, che in quanto ministro più anziano avrebbe per legge la reggenza del Paese, toccherebbe poi a una donna mettersi in tasca le chiavi di Palazzo Chigi, succedendo all’ex presidente della Bce. Chi? Il nome è sempre quello, Marta Cartabia, attuale ministro della Giustizia e figura particolarmente gradita sia a Mattarella, il presidente uscente, che a Draghi, il suo successore designato.

Cartabia si prenderebbe così l’incarico di portare a termine la legislatura senza discostarsi dall’operato di Draghi, che nel frattempo dal Quirinale continuerebbe a esercitare la sua influenza. Scenario che non piace affatto a Fratelli d’Italia, ovviamente, a conferma di come ormai tra il partito di Giorgia Meloni e quello di Matteo Salvini i nervi siano tutt’altro che distesi.

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“Vaccini obbligatori per gli under 12”: ma è solo una bufala lanciata dalla Lega https://www.business.it/vaccini-obbligatori-per-gli-under-12-ma-e-solo-una-bufala-lanciata-dalla-lega/ Mon, 14 Jun 2021 13:15:39 +0000 https://www.business.it/?p=78149 Nel bel mezzo del caos di una campagna vaccinale che ha visto l’ennesimo colpo di scena, lo stop improvviso agli Open Day con farmaco AstraZeneca, sarebbe dovere dei politici evitare quantomeno di fare cattiva informazione e aumentare la confusione nei cittadini. Esattamente il contrario di quanto fatto, invece, da Alessandro Pagano, deputato della Lega che… Read More »“Vaccini obbligatori per gli under 12”: ma è solo una bufala lanciata dalla Lega

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Nel bel mezzo del caos di una campagna vaccinale che ha visto l’ennesimo colpo di scena, lo stop improvviso agli Open Day con farmaco AstraZeneca, sarebbe dovere dei politici evitare quantomeno di fare cattiva informazione e aumentare la confusione nei cittadini. Esattamente il contrario di quanto fatto, invece, da Alessandro Pagano, deputato della Lega che si è reso protagonista della pubblicazione di un messaggio a dir poco ambiguo sulla propria pagina Facebook.

Nel post di Pagano ecco il riferimento, senza molti dettagli per la verità, a un presunto voto programmato alla Camera per rendere obbligatoria la vaccinazione per tutti i minori al di sotto dei 12 anni. Niente di più, se non il commento entusiasta dello stesso esponente della Lega che si autocelebrava per aver votato contro. Un messaggio che ha fatto ovviamente discutere, salvo poi sparire di colpo dall’etere.

Pagano, forse rendendosi conto dell’inesattezza di quanto scritto, ha infatti cancellato nelle ore successive il messaggio, che era però stato immortalato nel frattempo dagli utenti: “Premessa: ho votato contro questa norma e quindi mi sento moralmente a posto, ma purtroppo la settimana scorsa la Camera dei Deputati ha votato la vaccinazione obbligatoria per i ragazzi minorenni e fino a 12 anni. Ora dico: questo ministro Speranza senza dati scientifici e in assenza di linee guida come ha potuto portare il parlamento a votare questa norma???”.

Il messaggio si concludeva poi così: “Le sue responsabilità sono gravissime così come lo furono in occasione delle mancate linee guida per le cure domiciliari. Adesso basta!! Vogliamo le dimissioni del ministro della Salute, Roberto Speranza”. La legge di cui parla Pagano, ovviamente, non esiste. Tanto che ecco arrivare la replica di Mariolina Castellone, portavoce del Movimento 5 Stelle al Senato della XII Commissione Permanente Igiene e Sanità: “Vaccinazione obbligatoria per i minori?? Ma di cosa parla? Come potrebbe mai essere obbligatoria la vaccinazione per i minori per i quali non ci sono studi e non per gli adulti?? Ma perché raccontate queste frottole?”.

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Sondaggi, colpo di scena: oggi il Pd è il primo partito d’Italia https://www.business.it/sondaggi-colpo-di-scena-oggi-il-pd-e-il-primo-partito-ditalia/ Sat, 12 Jun 2021 10:20:45 +0000 https://www.business.it/?p=78135 Si parla da mesi, nei sondaggi politici, della sfida tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni per la leadership del centrodestra, con numeri in costante aggiornamento. Eppure, a dar retta all’ultima rilevazione effettuata da Nando Pagnoncelli, la notizia sarebbe in realtà un’altra: nel mezzo della guerra tra la Lega e Fratelli d’Italia, il Partito Democratico può… Read More »Sondaggi, colpo di scena: oggi il Pd è il primo partito d’Italia

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Si parla da mesi, nei sondaggi politici, della sfida tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni per la leadership del centrodestra, con numeri in costante aggiornamento. Eppure, a dar retta all’ultima rilevazione effettuata da Nando Pagnoncelli, la notizia sarebbe in realtà un’altra: nel mezzo della guerra tra la Lega e Fratelli d’Italia, il Partito Democratico può infatti aspirare al primo posto del podio.

Sondaggi, colpo di scena: oggi il Pd è il primo partito d'Italia

Stando all’ultimo sondaggio Ipsos, il Partito Democratico “ha il consenso del 20,8% del campione intervistato”, superando Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni ferma al 20,5%. Il tutto mentre la Lega di Salvini è data al 20,1%. Differenze minime tra i tre partiti, certo. Ma comunque vedere i dem nel ruolo di primo partito d’Italia fa un certo effetto, con un salto in avanti di quasi un punto nel corso dell’ultima settimana.

Numeri che sorridono decisamente meno, invece, al Movimento Cinque Stelle, che stando al sondaggio sarebbe oggi al 14,2%, in attesa che Conte assuma il ruolo di leader e dia il via alla nuova fase del partito. Secondo Ipsos, “sia il Pd sia FdI prolungano un trend positivo (molto recente nel caso del Pd, ben più duraturo nel caso di FdI) che è infine giunto ad incrociare il lento ma abbastanza costante declino del partito di Matteo Salvini”.

In attesa degli sviluppi delle prossime settimane, che potrebbero confermare o confutare il dato, una certezza c’è: Matteo Salvini è il leader politico più in difficoltà negli ultimi mesi, e continua a pagare pesantemente dazio all’ascesa di Giorgia Meloni, ormai sempre più lanciata verso la candidatura a primo premier donna nella storia d’Italia.

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Comunali, la sconfitta di Salvini: i candidati li scelgono Meloni-Berlusconi https://www.business.it/comunali-la-sconfitta-di-salvini-i-candidati-li-scelgono-meloni-berlusconi/ Fri, 11 Jun 2021 07:48:10 +0000 https://www.business.it/?p=78123 Matteo Salvini insiste. Ribadisce, a ogni intervista possibile, che la federazione unica di centrodestra va fatta, e presto. E di fronte al no di Fratelli d’Italia e alle tante perplessità dei fedelissimi di Silvio Berlusconi, cerca di mostrarsi il più accondiscendente possibile con gli alleati, assecondando ogni loro richiesta, pur di continuare a tenere vivo… Read More »Comunali, la sconfitta di Salvini: i candidati li scelgono Meloni-Berlusconi

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Matteo Salvini insiste. Ribadisce, a ogni intervista possibile, che la federazione unica di centrodestra va fatta, e presto. E di fronte al no di Fratelli d’Italia e alle tante perplessità dei fedelissimi di Silvio Berlusconi, cerca di mostrarsi il più accondiscendente possibile con gli alleati, assecondando ogni loro richiesta, pur di continuare a tenere vivo il suo progetto. Anche perché, agli occhi del leader della Lega, è nella nascita di una nuova formazione unica che risiedono le ultime chance, non moltissime, di tenersi la leadership della coalizione, altrimenti destinata a finire tra le grinfie di Giorgia Meloni.

Comunali, la sconfitta di Salvini: i candidati li scelgono Meloni-Berlusconi

Salvini, pur di tenere rapporti amichevoli con i compagni di centrodestra, ha così accettato di fare un grande passo indietro sul fronte candidature per le prossime Comunali. A Roma Giorgia Meloni ha così imposto il proprio candidato ideale, l’avvocato Enrico Michetti, con la Lega che si è accontentata di scegliere il vice, Simonetta Matone. Qualche ora, ed ecco il Capitano dare il via libera anche alla designazione di Vittorio Sgarbi per il ruolo di potenziale assessore alla Cultura. Con Forza Italia che, nel frattempo, intascava l’ok su Roberto Occhiuto in Calabria.

Del vecchio Salvini arrogante e baldanzoso, quello che invocava più poteri al premier convinto che tanto le chiavi di Palazzo Chigi sarebbero presto scivolate nelle sue tasche, non sembra esserci più traccia. Oggi Salvini lancia continui messaggi d’amore a Forza Italia, sostenendo che Berlusconi “vuole la federazione di centrodestra più di me”. E si prepara all’ennesima rinuncia, la più dolorosa, quella su Milano. A spuntarla potrebbero essere nomi non proprio graditi alla Lega come il dirigente Mediolanum Oscar di Montigny o addirittura Maurizio Lupi.

Tanti rospi da ingoiare tutti insieme, pur di salvare il progetto della fusione. Poi, con l’arrivo dell’estate, Salvini ripartirà con i suoi celebri tour in giro per l’Italia al grido di “Prima gli italiani”, con la campagna per i referendum che proseguirà anche sulle spiagge nel tentativo di rafforzare e rilanciare l’identità di un partito che, al momento, è disposto ad accettare qualsiasi compromesso pur di non perdere la leadership.

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Lega, condannati a 5 e 4 anni di carcere gli ex revisori contabili del partito https://www.business.it/lega-condannati-a-5-e-4-anni-di-carcere-gli-ex-revisori-contabili-del-partito/ Thu, 03 Jun 2021 13:16:17 +0000 https://www.business.it/?p=77912 Cinque anni ad Alberto Di Rubba e quattro anni e quattro mesi per Andrea Manzoni. Queste le condanne stabilite dal giudice Guido Salvini per i due ex revisori contabili della Lega in Parlamento, a processo per la storia di una capannone rivenduto a un prezzo gonfiato a una fondazione pubblica. L’accusa per entrambi è di… Read More »Lega, condannati a 5 e 4 anni di carcere gli ex revisori contabili del partito

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Cinque anni ad Alberto Di Rubba e quattro anni e quattro mesi per Andrea Manzoni. Queste le condanne stabilite dal giudice Guido Salvini per i due ex revisori contabili della Lega in Parlamento, a processo per la storia di una capannone rivenduto a un prezzo gonfiato a una fondazione pubblica. L’accusa per entrambi è di peculato e turbata libertà di scelta del contraente. La decisione arriva al termine del processo con rito abbreviato.

Lega, condannati a 5 e 4 anni di carcere gli ex revisori contabili del partito

Il processo è incentrato sulla compravendita di un capannone di Cormano, acquistato alla fine del 2017 dalla Lombardia Film Commission, il cui presidente era proprio Di Rubba: secondo l’accusa, l’immobile sarebbe poi stato venduto a un prezzo gonfiato, portando così a una spesa di 800 mila euro di fondi pubblici.

Piermaria Corso, avvocato che difende sia Di Rubba che Manzoni, ha commentato così la notizia della condanna: “Massimo rispetto per la sentenza e massimo dissenso dalla sentenza”. Il giudice ha aumentato la pena per entrambi gli imputati di quattro mesi rispetto alla richiesta della procura e ha “dichiarato i due imputati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l’esecuzione della pena e interdetti per anni quattro dall’esercizio della professione di commercialista”.

Lo stesso magistrato ha poi disposto la confisca di porzioni delle due villette sul lago di Garda riconducibili agli imputati fino a circa 300 mila euro, cifra pari alla metà del loro valore di acquisto. I due immobili si trovano a Desenzano del Garda presso il Green Residence Sirmione ed erano già stati sequestrati dalla Finanza nel corso delle indagini. Il giudice ha infine riconosciuto un risarcimento “da liquidarsi in separato giudizio con l’assegnazione di una provvisionale provvisoriamente esecutiva” di 150 mila euro a Fondazione Lombardia Film commission (la richiesta era 1,7 milioni di euro) e di 25 mila al Comune di Milano (117 mila la richiesta) che si sono costituiti parti civili.

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Salvini parla di “turisti che causano problemi” davanti alle foto dei migranti morti https://www.business.it/salvini-parla-di-turisti-che-causano-problemi-davanti-alle-foto-dei-migranti-morti/ Wed, 26 May 2021 14:05:16 +0000 https://www.business.it/?p=77749 Dopo l’ennesima tragedia in mare, con le forto dei corpi di bambini sulle spiagge della Libia naufragati e riportati a terra dalle onde, Matteo Salvini ha pubblicato un post su Facebook che ha fatto infuriare molti utenti, in cui sostanzialmente il leader della Lega definisce le persone che partono alla ricerca di una nuova vita… Read More »Salvini parla di “turisti che causano problemi” davanti alle foto dei migranti morti

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Dopo l’ennesima tragedia in mare, con le forto dei corpi di bambini sulle spiagge della Libia naufragati e riportati a terra dalle onde, Matteo Salvini ha pubblicato un post su Facebook che ha fatto infuriare molti utenti, in cui sostanzialmente il leader della Lega definisce le persone che partono alla ricerca di una nuova vita oltre il mare “turisti che creano problemi”. Il messaggio, per intero, è stato il seguente: “L’Italia non può essere il campo profughi d’Europa. Dopo un anno e mezzo di Covid noi abbiamo bisogno di turisti che portano bellezza e ricchezza, non di turisti che sbarcano portando problemi”.

Salvini parla di "turisti che causano problemi" davanti alle foto dei migranti morti

Un concetto ribadito anche a Cartabianca, trasmissione in onda su RaiTre condotta da Bianca Berlinguer, dove sono state mostrate le foto dei corpi senza vita abbandonati su una spiaggia di Zuwara, forse da diversi giorni. Salvini le ha viste insieme agli altri ospiti in studio. Poi, nemmeno due minuti dopo, ha insistito sul fatto che il nostro Paese non ha bisogno di “turisti che portano problemi”.

Tanti utenti si sono scagliati subito contro il leader della Lega, accusandolo di mancanza di umanità e rispetto per quelle persone che hanno perso la vita lanciandosi in un viaggio disperato. “Mi fai orrore” si legge in uno dei tanti messaggi comparsi, “parli di morti come le persone parlano di calciano al bar, senza nemmeno una parola per ricordare queste povere vittime”.

Davanti agli scatti, Salvini ha prima detto che “l’obiettivo è quello di permettere a questi bambini e ai loro genitori di non cominciare questi viaggi ad altissimo rischio di mortalità. Quindi lavorando con la Libia, con la Tunisia…”. Per poi aggiungere: “Se l’Europa esiste deve lavorare con soldi veri. Lei sa chi sta investendo decine di miliardi in Africa? La Cina, che sta costruendo porti, aeroporti, ospedali, fabbriche. Penso che l’Europa non possa essere da meno e quindi permettere a queste persone, come dice anche il Santo Padre, di non essere costretti a emigrare. Molto semplicemente aiutare queste persone e non scappare da casa loro e combattere gli scafisti e i trafficanti di esseri umani, che sono i veri delinquenti”.

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Operazione sorpasso: il Pd di Letta ora può scavalcare la Lega https://www.business.it/operazione-sorpasso-il-pd-di-letta-ora-puo-scavalcare-la-lega/ Sat, 08 May 2021 08:30:53 +0000 https://www.business.it/?p=77155 I sondaggi si sono trasformati mese dopo mesi in un incubo per Matteo Salvini, l’uomo che un tempo gongolava di fronte agli altissimi indici di gradimento della sua Lega e che ora, invece, guarda con preoccupazione crescente ogni nuova rilevazione. L’ultima, quella realizzata da Index Research per la trasmissione Piazza Pulita, evidenzia addirittura come il… Read More »Operazione sorpasso: il Pd di Letta ora può scavalcare la Lega

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I sondaggi si sono trasformati mese dopo mesi in un incubo per Matteo Salvini, l’uomo che un tempo gongolava di fronte agli altissimi indici di gradimento della sua Lega e che ora, invece, guarda con preoccupazione crescente ogni nuova rilevazione. L’ultima, quella realizzata da Index Research per la trasmissione Piazza Pulita, evidenzia addirittura come il Carroccio potrebbe addirittura subire a breve il sorpasso da parte del Partito Democratico del nuovo segretario Enrico Letta, uno scenario imprevedibile soltanto qualche settimana fa e che si sta invece facendo via via sempre più concreto.

Operazione sorpasso: il Pd di Letta ora può scavalcare la Lega

Stando ai numeri di Index Research, infatti, la Lega resta ancora il primo partito nelle preferenze degli italiani, ma continua a perdere consenso. Il partito di Salvini è al 21,1%, inseguito dal Pd di Letta che è distante solo un punto, al 20,1%. Piccola flessione per Fratelli d’Italia che però è ancora terza forza nelle intenzioni di voto al 17,8%, con il Movimento 5 Stelle non troppo indietro, al 16,5%.

Il sondaggio vede Forza Italia stabile al 6,8%, seppur lontanissimo dal risultato raggiunto alle politiche del 2018. Azione di Carlo Calenda apre la lista dei partiti più piccoli, con il 3,4% raccolto dal candidato sindaco di Roma. Sinistra italiana è al 2,8%, Italia Viva al 2% come i Verdi, Articolo 1 è all’1,8%, +Europa all’1,5% e Cambiamo di Giovanni Toti all’1,3%.

Allargando lo sguardo al governo, torna a salire la fiducia nel premier Mario Draghi, che al momento raccoglie l’appoggio del 58,1% degli italiani, mentre il governo ha la fiducia del 44% dei cittadini. Più di un italiano su due è soddisfatto dell’andamento della campagna di vaccinazione contro il Covid, precisamente il 53,3%, contro il 42,8% che non crede che il piano sia all’altezza. Il Recovery di Draghi convince però meno gli italiani: il 45,8% è soddisfatto del piano presentato alla Commissione europea, il 35,9% no.

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Caso Durigon, il M5s ora chiede le dimissioni del sottosegretario della Lega https://www.business.it/caso-durigon-il-m5s-ora-chiede-le-dimissioni-del-sottosegretario-della-lega/ Fri, 07 May 2021 12:41:47 +0000 https://www.business.it/?p=77137 Una mozione per la revoca della nomina al sottosegretario leghista al ministero dell’Economia e delle Finanze Claudio Duringon da parte del Movimento Cinque Stelle, perché “come emerge da un servizio giornalistico di Fanpage, mantiene comportamenti e utilizza parole inappropriate circa l’indagine della magistratura che riguarda il partito a cui appartiene”. Gli esponenti del Movimento Cinque… Read More »Caso Durigon, il M5s ora chiede le dimissioni del sottosegretario della Lega

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Una mozione per la revoca della nomina al sottosegretario leghista al ministero dell’Economia e delle Finanze Claudio Duringon da parte del Movimento Cinque Stelle, perché “come emerge da un servizio giornalistico di Fanpage, mantiene comportamenti e utilizza parole inappropriate circa l’indagine della magistratura che riguarda il partito a cui appartiene”.

Caso Durigon, il M5s ora chiede le dimissioni del sottosegretario della Lega

Gli esponenti del Movimento Cinque Stelle che hanno firmato la mozione, chiedono al governo di “avviare immediatamente le procedure di revoca, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dei ministri, della nomina a Sottosegretario di Stato” di Durigon.

“Riferendosi all’indagine sui presunti fondi occulti della Lega – si legge nel testato firmato dal M5s – e sui 49 milioni di rimborsi elettorali frutto di truffa, parlando con un conoscente, Durigon afferma: ‘Quello che indaga della Guardia di Finanza […] il generale lo abbiamo messo noi'”. I Cinque Stelle fanno così riferimento all’inopportunità che Durigon conservi il suo incarico al Mef e le numerose deleghe, sostenendo che “le esternazioni del sottosegretario Durigon riguardo a un millantato ‘controllo’ delle indagini e dei processi portati avanti dalla Guardia di Finanza rispetto al suo partito gettano una oscura e pesante ombra sull’imparzialità e sull’incorruttibilità di tale Corpo dello Stato”.

Caso Durigon, il M5s ora chiede le dimissioni del sottosegretario della Lega

Anche Alessandro Di Battista, ex deputato del M5s, ha sposato la posizione dei grillini: “In quanto elettore del M5s, anche se non più militante né iscritto, ritengo di avere il diritto di fare un appello”, ha detto intervistato da Fanpage, “consiglio e chiedo ai miei ex colleghi di alzare i toni. Basterebbe andare da Draghi dicendo che questa situazione è molto complicata, che il governo non la può reggere dal punto di vista etico e che bisogna intervenire. Direi se non si interviene su questo caso evidentemente l’andazzo è un andazzo che non ci piace e noi lasciamo la maggioranza. Io ritengo che il sottosegretario Durigon si dovrebbe dimettere all’istante e ritengo anche che se le forze politiche, a cominciare dal Movimento 5 stelle, fossero dure su questo punto, le dimissioni arriverebbero molto molto presto. Lui adesso è sottosegretario all’economia in un momento in cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze è capofila nella gestione di centinaia di miliardi miliardi di euro del Recovery Fund”.

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Salvini-Giorgetti, nuova rottura: il ministro non firma la petizione anti-coprifuoco https://www.business.it/salvini-giorgetti-nuova-rottura-il-ministro-non-firma-la-petizione-anti-coprifuoco/ Fri, 30 Apr 2021 13:25:00 +0000 https://www.business.it/?p=76933 Proprio nei giorni in cui Matteo Salvini va sbandierando ai quattro venti la sua raccolta firme contro il coprifuoco, presentandola come un grande successo nonostante non abbia di fatto alcun peso nelle decisioni del governo Draghi, c’è un dettaglio non proprio da poco che conferma come lo stesso Carroccio sia piuttosto diviso sulla strada da… Read More »Salvini-Giorgetti, nuova rottura: il ministro non firma la petizione anti-coprifuoco

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Proprio nei giorni in cui Matteo Salvini va sbandierando ai quattro venti la sua raccolta firme contro il coprifuoco, presentandola come un grande successo nonostante non abbia di fatto alcun peso nelle decisioni del governo Draghi, c’è un dettaglio non proprio da poco che conferma come lo stesso Carroccio sia piuttosto diviso sulla strada da intraprendere, a partire dalla lotta alle restrizioni. Sul foglio manca, infatti, la firma “di un ministro”, come rivelato da fonti vicine alla Lega stessa. Con tanto di identikit che ha già iniziato a circolare in rete.

Salvini-Giorgetti, nuova rottura: il ministro non firma la petizione anti-coprifuoco

Secondo il Corriere della Sera, infatti, il grande assente, l’uomo che ha rifiutato di sostenere la sfida al premier Draghi sul coprifuoco, sarebbe Giancarlo Giorgetti, il titolare dello Sviluppo Economico dato da tempo in rottura con Salvini, del quale non condivide le prese di posizione più nette e populiste. Che si sarebbe “scordato” di scrivere il suo nome sul foglio eletto a totem dal segretario del suo partito, confermando così la sua presa di distanza.

E pensare che, a parole, Salvini continua a scongiurare qualsiasi ipotesi di divisioni interne al suo partito, sottolineando come Giorgetti sia il suo fedele braccio destro. Eppure non è la prima volta che il ministro rompe con le direttive del segretario: lo scorso 21 aprile, le stesse fonti leghiste avevano parlato di un forte imbarazzo da parte del titolare dello Sviluppo Economico di fronte alla decisione del Capitano di astenersi sul voto durante il Consiglio dei ministri.

Due anime ben diverse, a tratti opposte, continuano dunque a vivere all’interno della Lega, con la tensione che rischia di esplodere da un momento all’altro. Anche perché nel frattempo Giorgia Meloni continua a rimontare pericolosamente terreno nei sondaggi, insidiando ormai da vicinissimo la leadership all’interno del centrodestra.

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Caso Duringon, caos in Aula Lega-M5S: rissa e seduta sospesa https://www.business.it/caso-duringon-caos-in-aula-lega-m5s-rissa-e-seduta-sospesa/ Thu, 29 Apr 2021 14:03:04 +0000 https://www.business.it/?p=76884 Alta tensione alla Camera dei deputati, dove si è addirittura sfiorata la rissa a causa della vicenda Claudio Duringon, sollevata dalla testata Fanpage: l’esponente della Lega era stato ripreso dalle telecamere del quotidiano online mentre parlava del caso dei 49 milioni di euro che il partito di Matteo Salvini dovrà restituire allo Stato, lasciandosi scappare… Read More »Caso Duringon, caos in Aula Lega-M5S: rissa e seduta sospesa

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Alta tensione alla Camera dei deputati, dove si è addirittura sfiorata la rissa a causa della vicenda Claudio Duringon, sollevata dalla testata Fanpage: l’esponente della Lega era stato ripreso dalle telecamere del quotidiano online mentre parlava del caso dei 49 milioni di euro che il partito di Matteo Salvini dovrà restituire allo Stato, lasciandosi scappare la frase “Quello che fa le indagini sulla Lega lo abbiamo messo noi”. Parole particolarmente pesanti, visto che a pronunciarle è stato il coordinatore del Carroccio nel Lazio e commissario della stessa Lega a Roma. Con la vicenda approdata anche in Aula.

L’esponente del M5S è infatti intervenuto sulla vicenda: “Le parole di Durigon sono gravissime, è un sottosegretario del ministero dell’Economia, perché fa sorgere dubbi sulla Guardia di Finanza”. Questo “è inaudito” e “noi non lo accettiamo, chiediamo l’intervento del ministro Franco perché qui c’è bisogno di chiarezza, di trasparenza e di tutelare lo stesso Ministero dell’Economia”, perciò “rinnovo la richiesta di chiarimento del ministro nelle Aule parlamentari”.

A seguire è arrivata la dura risposta del deputato della Lega Edoardo Ziello, che ha contrattaccato: “Pensate a quello che ha detto il sottosegretario Macina”, con riferimento alle dichiarazioni della sottosegretaria pentastellata alla Giustizia che aveva messo in dubbio il ruolo di Giulia Bongiorno, avvocato della presunta vittima di stupro del caso che coinvolge il figlio di Beppe Grillo e allo stesso tempo senatrice della Lega. La tensione, a quel punto, è salita oltre il livello di guardia.

Mentre infatti la discussione proseguiva, la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni si è trovata costretta a interrompere la seduta per evitare che la situazione potesse degenerare, visto che tra i deputati della Lega e del Movimento Cinque Stelle erano iniziati i primi contatti fisici. Per sedare sul nascere la rissa sono intervenuti anche i commessi dell’Aula.

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Report e il 2×1000 alla Lega: “Con questo escamotage il partito paga il suo debito con lo Stato” https://www.business.it/report-e-il-2x1000-alla-lega-con-questo-escamotage-il-partito-paga-il-suo-debito-con-lo-stato/ Tue, 27 Apr 2021 12:44:43 +0000 https://www.business.it/?p=76798 Una brutta storia che va avanti da tanto, troppo tempo. Quella che in gergo viene ormai riassunta sotto l’espressione “truffa dei rimborsi elettorali” e che ha visto coinvolta la Lega, partito che oggi vede Matteo Salvini nel ruolo di segretario e che si trova però a dover restituire la bellezza di 49 milioni di euro… Read More »Report e il 2×1000 alla Lega: “Con questo escamotage il partito paga il suo debito con lo Stato”

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Una brutta storia che va avanti da tanto, troppo tempo. Quella che in gergo viene ormai riassunta sotto l’espressione “truffa dei rimborsi elettorali” e che ha visto coinvolta la Lega, partito che oggi vede Matteo Salvini nel ruolo di segretario e che si trova però a dover restituire la bellezza di 49 milioni di euro intascati in passato senza averne avuto il diritto. Soldi che secondo i magistrati sono entrati nelle casse come “contributi non dovuti” e che ora vanno restituiti allo Stato, senza troppa fretta. Una vicenda che si è arricchita in queste ore di nuovi dettagli e nuove polemiche, sollevate da un servizio mandato in onda dalla trasmissione Report su RaiTre.

La Lega, come ormai molti sanno, è stata condannata alla restituzione dei 49 milioni di euro intascati senza averne diritto. Con una formula che anche all’epoca fece discutere parecchio: rate da 600 mila euro l’anno che si protrarranno per diversi decenni, prima di raggiungere la somma stabilita. Ben 76 anni, per la precisione, con i magistrati che avevano tentato di recuperare i soldi dalle casse del partito trovandosi però di fronte un saldo totale di soli 110 mila euro. Per far fronte all’esborso mensile, secondo Report, ecco però lo stratagemma ideato dalla Lega, che ha sollevato più di qualche perplessità.

La trasmissione Rai ha infatti mostrato come, dopo la trasformazione della Lega Nord in Lega, si sia creata una situazione paradossale in merito alle donazioni che gli elettori decidono di fare al partito, il famigerato 2×1000. A chi vengono indirizzati, infatti, questi soldi? “Alla nuova formazione guidata da Salvini o alla vecchia Lega Nord, che esiste ancora formalmente e che ha deciso tra l’altro di non presentarsi alle ultime elezioni Comunali?”.

In sostanza, la vecchia Lega Nord esiste soltanto in maniera formale, non permette nemmeno ai propri rappresentanti di partecipare alle elezioni amministrative eppure continua a riscuotere il 2×1000 come fosse un partito ancora attivo, tangibile. Proprio grazie a quelle donazioni, paga pian piano il suo debito con lo Stato, senza alcuna fretta. Un escamotage che aiuta non poco il partito a rispettare la sentenza.

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L’onorevole leghista campione di assenteismo: non va in Parlamento da un anno https://www.business.it/lonorevole-leghista-campione-di-assenteismo-non-va-in-parlamento-da-un-anno/ Tue, 20 Apr 2021 13:47:07 +0000 https://www.business.it/?p=76561 In Aula non lo vede nessuno da un bel pezzo. Eppure, d’accordo con i suoi onorevoli colleghi, Luis Roberto Lorenzato continua a firmare le interrogazioni parlamentari presentate dalla Lega, anche se, di fatto, non mette piede in Parlamento. Il caso di Luis Roberto Lorenzato, esponente del partito di Matteo Salvini che si è trasformato in… Read More »L’onorevole leghista campione di assenteismo: non va in Parlamento da un anno

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In Aula non lo vede nessuno da un bel pezzo. Eppure, d’accordo con i suoi onorevoli colleghi, Luis Roberto Lorenzato continua a firmare le interrogazioni parlamentari presentate dalla Lega, anche se, di fatto, non mette piede in Parlamento. Il caso di Luis Roberto Lorenzato, esponente del partito di Matteo Salvini che si è trasformato in una sorta di fantasma, è finito in queste ore all’attenzione di diverse testate, che hanno raccontato di come il deputato, di origini brasiliane, si sia segnalato negli ultimi mesi per le pochissime presenze, con addirittura un solo volto nel corso degli ultimi 13 mesi. Un piccolo record.

L'onorevole leghista campione di assenteismo: non va in Parlamento da 1 anno

A cercare di fare un po’ di chiarezza ci ha pensato Fanpage, che è riuscita a intervistare il diretto interessato. Il quale ha prima negato le sue tante assenze, poi è stato costretto ad ammettere che a causa delle restrizioni ai viaggi introdotte durante la pandemia, si è trovato nella situazione di non poter tornare in Italia. Un passaggio in realtà non troppo convincente, considerando che i politici godono di particolari privilegi e riescono a spostarsi senza troppe difficoltà da un capo all’altro del mondo, anche in piena crisi Covid-19.

L'onorevole leghista campione di assenteismo: non va in Parlamento da 1 anno

La storia del deputato brasiliano della Lega che non si presenta più in Aula ha però anche altri risvolti. Il Fatto Quotidiano, infatti, ha raccolto la testimonianza di un suo collega di partito che ha dichiarato: “Forse è venuto un paio di giorni a luglio e stop”. Un po’ come certi compagni di scuola che dopo i primi giorni spariscono dietro una misteriosa nebbia, impenetrabile. Sul sito OpenPolis, dove ogni parlamentare ha una propria scheda, i numeri del leghista sono impietosi: assenze pari al 54,56% a cui si somma lo 0,16% di mancata presenza per “missioni”.

Il dato più eclatante arriva però dai voti, quasi sempre disertati. L’ultima partecipazione concreta ai lavori dell’Aula di Montecitorio risale infatti alla votazione sull’istituzione della Commissione Bibbiano, il 21 luglio 2019. Poi il nulla: per trovare un altro contributo, bisogna infatti arrivare al voto sul decreto Milleproroghe del 20 febbraio 2020, oltre un anno fa.

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La crisi ha messo in ginocchio la Lega: perso il 10% dei consensi in un anno https://www.business.it/la-crisi-ha-messo-in-ginocchio-la-lega-perso-il-10-dei-consensi-in-un-anno/ Tue, 06 Apr 2021 12:34:24 +0000 https://www.business.it/?p=76170 Un segno meno costante, irreversibile. Comparso nel momento in cui la pandemia ha iniziato a colpire il nostro Paese, ormai oltre un anno fa, a sottolineare come Matteo Salvini sia tra i politici meno apprezzati dagli italiani durante l’emergenza. Un calo in realtà iniziato già all’indomani della crisi del Papeete, ma che il Covid-19 ha… Read More »La crisi ha messo in ginocchio la Lega: perso il 10% dei consensi in un anno

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Un segno meno costante, irreversibile. Comparso nel momento in cui la pandemia ha iniziato a colpire il nostro Paese, ormai oltre un anno fa, a sottolineare come Matteo Salvini sia tra i politici meno apprezzati dagli italiani durante l’emergenza. Un calo in realtà iniziato già all’indomani della crisi del Papeete, ma che il Covid-19 ha fortemente accentuato. Al punto che oggi il segretario della Lega vede seriamente messa in discussione anche la leadership nel centrodestra, a favore di una Giorgia Meloni sempre più vicina nei sondaggi.

La crisi ha messo in ginocchio la Lega: perso il 10% dei consensi in un anno

Come riassunto dal Fatto Quotidiano, nel gennaio 2020 la Lega viaggiava ancora forte, con il 32% delle preferenze. L’ultima rilevazione effettuata da YouTrend nelle scorse ore, invece, sancisce il passaggio al di sotto della soglia, psicologicamente molto importante, del 23.%. Un dato che è il minimo storico per il partito negli ultimi tre anni. Nemmeno l’ingresso nel governo Draghi è servito a risollevare le sorti del Carroccio, che anzi si trova oggi al centro di forti polemiche per la strategia schizofrenica di Salvini.

La crisi ha messo in ginocchio la Lega: perso il 10% dei consensi in un anno

Salvini invoca chiusure, i suoi ministri sono parte di un governo che invece decide di insistere sulla strada delle restrizioni. Un copione che ormai abbiamo tutti imparato a conoscere bene e che, però, non sembra pagare. Un’analisi effettuata da Open Polis sottolinea come, facendo una media dell’ultimo anno, mentre nel centrosinistra il rapporto tra M5S e Pd è rimasto immutato, in termini di reciproca forza, nel centrodestra si è assistito all’inesorabile avanzata di Giorgia Meloni a danno di Matteo Salvini. Il distacco tra Lega e Fratelli d’Italia è oggi un terzo di quello evidenziato dodici mesi fa, ridotto ormai a soli 7 punti.

La scelta di entrare nel governo Draghi è stata probabilmente dettata proprio dalla voglia di smarcarsi dalla pericolosa alleata. Ma Salvini non è riuscito a imporre la propria agenda all’esecutivo guidato dall’ex presidente Bce, finendo piuttosto per sembrare un pesce fuor d’acqua nella nuova veste. Con gli stessi militanti della Lega che continuano, da settimane, a mostrarsi in netto disaccordo con un leader sempre più debole.

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I leghisti insorgono contro Salvini: “Chiusi in casa fino a maggio, ci prendi in giro” https://www.business.it/i-leghisti-insorgono-contro-salvini-chiusi-in-casa-fino-a-maggio-ci-prendi-in-giro/ Thu, 01 Apr 2021 13:51:11 +0000 https://www.business.it/?p=76112 Non è proprio un momento fantastico per Matteo Salvini, costretto a fare i conti con le accuse dei suoi stessi sostenitori da diverse settimane a causa di una strategia politica a dir poco schizofrenica. Da un lato, il leader della Lega invoca infatti da tempo riaperture, in contrasto con l’operato del governo Draghi. Dall’altro, gli… Read More »I leghisti insorgono contro Salvini: “Chiusi in casa fino a maggio, ci prendi in giro”

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Non è proprio un momento fantastico per Matteo Salvini, costretto a fare i conti con le accuse dei suoi stessi sostenitori da diverse settimane a causa di una strategia politica a dir poco schizofrenica. Da un lato, il leader della Lega invoca infatti da tempo riaperture, in contrasto con l’operato del governo Draghi. Dall’altro, gli esponenti del suo stesso partito con ruoli chiave nell’esecutivo si trovano invece a dover giustificare provvedimenti che vanno in ben altra direzione. La misura, per i militanti del Carroccio, sembra colma.

I leghisti insorgono contro Salvini: "Chiusi in casa fino a maggio, ci prendi in giro"

A far insorgere gli stessi utenti vicini solitamente a Salvini sono stati gli ultimi sviluppi sul fronte restrizioni. Il nuovo decreto approvato dall’esecutivo ha infatti certificato che non ci saranno zone gialle per tutto il mese di aprile, misura voluta per evitare che la curva dei contagi possa di nuovo impennarsi in maniera pericolosa. L’unica concessione? La norma che prevede la possibilità di allentare le misure nelle Regioni in regola con le vaccinazioni degli anziani. Di fatto, nessuna.

Salvini ha cercato ugualmente di intestarsi i meriti di questo passaggio, ma è finito travolto dalla rabbia dei leghisti stessi, che hanno presto intuito la reale portata della norma. “Ma sai leggere? Fino al 30 aprile non ci saranno zone gialle. Smettila di prenderci per il c***” si legge in uno dei commenti apparsi sulla pagina di Salvini. E ancora: “Se hai un minimo di dignità, ritira i tuoi ministri immediatamente dal governo”.

Le ultime scelte del governo sembrano molto indigeste ai leghisti, in un susseguirsi di lamentele e attacchi a Salvini: “Hai capito o no che conti come il 2 di bastoni quando regna denari”.”Ma te pensi che la gente non legge i decreti legge che anche tu hai discusso e dato il via libera? Dopo Pasqua non si riapre un bel niente mettiamoci l’anima in pace, basta illudere le persone!”. Insomma, il leader del partito rischia di perdere anche il sostegno dei propri elettori. Non proprio un segnale incoraggiante, considerando i sondaggi già in calo.

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Vaccini: Salvini invoca brevetti liberi, ma i leghisti a Bruxelles difendono le case farmaceutiche https://www.business.it/vaccini-salvini-invoca-brevetti-liberi-ma-i-leghisti-a-bruxelles-difendono-le-case-farmaceutiche/ Tue, 23 Mar 2021 14:50:52 +0000 https://www.business.it/?p=75781 Due facce in Italia, due facce in Europa: la Lega di Matteo Salvini continua a soffrire di una pericolosa schizofrenia che la porta a dire tutto e il contrario di tutto, divisa tra un’ala “istituzionale” allineata alle direttive del governo Draghi e un’altra, guidata dal segretario, decisamente più riottosa. A Bruxelles, le contraddizioni riguardano invece… Read More »Vaccini: Salvini invoca brevetti liberi, ma i leghisti a Bruxelles difendono le case farmaceutiche

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Due facce in Italia, due facce in Europa: la Lega di Matteo Salvini continua a soffrire di una pericolosa schizofrenia che la porta a dire tutto e il contrario di tutto, divisa tra un’ala “istituzionale” allineata alle direttive del governo Draghi e un’altra, guidata dal segretario, decisamente più riottosa. A Bruxelles, le contraddizioni riguardano invece la campagna vaccinale lanciata per portarci fuori dall’incubo Covid-19, con il Carroccio che in pubblico chiede farmaci accessibili a tutti e in privato sembra invece fare il gioco delle case farmaceutiche.

Stando a quanto riportato dalla testata Fanpage, infatti, una lettera riservata inviata il 24 febbraio 2021 alla Commissaria Ue per la Salute Stella Kyriakides avrebbe avuto come prima firmataria l’eurodeputata leghista Gianna Gancia, moglie del senatore Roberto Calderoli. Accanto al suo nome, quello di altri due compagni di partito, Matteo Adinolfi e Lucia Vuolo. Ci sarebbero, inoltre, le sottoscrizioni di alcuni deputati del gruppo dei Popolari, tra cui gli italiani Martuscello e De Meo, e di uno dei Socialisti.

Nella missiva, i parlamentari chiederebbero alla Commissione europea di opporsi con fermezza a una richiesta che pochi giorni dopo sarebbe stata discussa davanti all’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto), l’organismo all’interno del quale si decidono le regole del mercato globale. Si trattava della proposta avanzata dall’India e dal Sud Africa per sospendere temporaneamente le regole sui brevetti dei vaccini contro il Coronavirus. In questo modo, le ricette dei medicinali sarebbero state rese liberamente disponibili a chiunque avesse capacità di produrli nel mondo, accelerando la produzione e distribuzione delle dosi su scala mondiale. Ipotesi per nulla gradita ai colossi di Big Pharma, che avrebbero visto ovviamente ridotti i propri profitti.

Nella lettera inviata alla Commissione europea, secondo Fanpage gli eurodeputati definiscono la richiesta di rilasciare i brevetti dei vaccini “cieca e ideologica”. La proposta sarebbe poi stata effettivamente bloccata dal Wto. Il tutto mentre, ufficialmente, Matteo Salvini continua a chiedere di mettere il vacino a disposizione di tutti, superando barriere e restrizioni, vista la gravità del momento. Ma qual è, allora, delle due la vera Lega? Beato chi è in grado di dare una risposta certa.

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Salvini perde pezzi: l’europarlamentare Sofo lascia la Lega e va con la Meloni https://www.business.it/salvini-perde-pezzi-leuroparlamentare-sofo-lascia-la-lega-e-va-con-la-meloni/ Thu, 18 Feb 2021 12:49:13 +0000 https://www.business.it/?p=74529 La Lega di Matteo Salvini perde i primi pezzi. Nello specifico l’eurodeputato Vincenzo Sofo, noto anche per essere il fidanzato di Marion Le Pen, che ha deciso di passare con Giorgia Meloni dopo le ultime decisioni del Carroccio, corso ad appoggiare il governo Draghi dopo un passato decisamente euroscettico: “La fiducia al governo Draghi per… Read More »Salvini perde pezzi: l’europarlamentare Sofo lascia la Lega e va con la Meloni

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La Lega di Matteo Salvini perde i primi pezzi. Nello specifico l’eurodeputato Vincenzo Sofo, noto anche per essere il fidanzato di Marion Le Pen, che ha deciso di passare con Giorgia Meloni dopo le ultime decisioni del Carroccio, corso ad appoggiare il governo Draghi dopo un passato decisamente euroscettico: “La fiducia al governo Draghi per la Lega rappresenta una svolta netta rispetto al progetto politico al quale ho lavorato da quando Matteo Salvini è diventato segretario federale. Sono entrato in questo movimento nel 2009 perché era l’unica alternativa al Pdl e a una deriva centrista del centrodestra che lasciava orfani milioni di italiani in cerca di qualcuno che ne difendesse le istanze identitarie, patriottiche e sociali”.E ancora: “Ecco perché, pur comprendendo il momento emergenziale, per coerenza con le mie convinzioni non posso condividere il percorso intrapreso entrando nella grande alleanza a sostegno del neonato governo Draghi, il quale temo che provvederà passo dopo passo a un reset di tutto ciò per il quale ci siamo battuti. Con questa decisione la missione della Lega cambia e mira a raccogliere l’eredità del Pdl più che a costruire un grande movimento patriottico, identitario, conservatore e sociale. Scelta legittima e probabilmente affine alla sua natura originaria ma in contrasto con le ragioni per le quali personalmente aderii a questo movimento e ai fondamenti che hanno sempre caratterizzato la mia attività politica”.“Proprio per questo – ha detto Sofo, nello spiegare la sua scelta – fui tra i primissimi e più entusiasti sostenitori della svolta nazionale impressa al Carroccio da Salvini per costruire una forza politica in grado di dare battaglia a Bruxelles per impedire il suicidio dell’Europa e del nostro paese a colpi di folli direttive Ue. Oltre che essere tra i più convinti promotori di un’alleanza con Fratelli d’Italia come alternativa al monopolio politico del centrismo”.“Prendo dunque atto di questa svolta che però, nonostante sia difficile e doloroso lasciare un movimento dopo quasi dodici anni e molte battaglie fatte, mi impedisce di proseguire oltre la militanza per la Lega. Che non rinnego, che ringrazio e che continuo a ritenere un interlocutore politico importante su molti temi – ha concluso Sofo – Per continuare nella mia missione a Bruxelles, nei prossimi giorni offrirò il mio contributo alla famiglia di conservatori europei attualmente guidati da Giorgia Meloni”.

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Salvini europeista a giorni alterni: “L’euro? Di irreversibile c’è solo la morte” https://www.business.it/salvini-europeista-a-giorni-alterni-leuro-di-irreversibile-ce-solo-la-morte/ Tue, 16 Feb 2021 14:43:06 +0000 https://www.business.it/?p=74431 Non è durato molto l’appello lanciato da Mario Draghi, che aveva invitato i ministri del suo governo e i principali esponenti politici dei partiti di maggioranza a “parlare solo con i fatti”, evitando pericolose polemiche in un momento di grande difficoltà per il Paese. I primi conflitti interni non hanno infatti faticato a esplodere, detonati… Read More »Salvini europeista a giorni alterni: “L’euro? Di irreversibile c’è solo la morte”

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Non è durato molto l’appello lanciato da Mario Draghi, che aveva invitato i ministri del suo governo e i principali esponenti politici dei partiti di maggioranza a “parlare solo con i fatti”, evitando pericolose polemiche in un momento di grande difficoltà per il Paese. I primi conflitti interni non hanno infatti faticato a esplodere, detonati come era ampiamente prevedibile da Matteo Salvini, andato all’attacco del Pd che pure sarebbe alleato nel nuovo esecutivo. Amici ma non troppo, dev’essere evidentemente il motto del leader della Lega, che ha puntato il dito contro il segretario dem.“L’Euro è irreversibile? C’è solo la morte che è irreversibile” ha detto il numero uno della Lega a ‘L’aria che tira’. “L’euro e l’Europa sono la dimensione dove pensare e rafforzare il futuro dell’Italia. Dovrebbe essere anche superfluo ripeterlo” è stata la replica via Twitter di Nicola Zingaretti.  Il vertice tra i due doveva restare segreto ma Il Fatto Quotidiano ha immortalato entrambi i leader all’uscita e Salvini non ha negato: “Abbiamo parlato di lavoro, del prossimo blocco dei licenziamenti, bisognerà parlare con le parti sociali”.Il leghista ha anche spiegato che vedrà anche i segretari di M5s, Fi, Iv. I vertici tra i leader potrebbero diventare la camera di compensazione della larghissima maggioranza, spiegano più fonti. “Conto di incontrare gli altri leader entro la settimana. Oggi spero di incontrare Gelmini e Giovannini” ha detto sempre a La7. “Stiamo cercando soluzioni alle tante crisi aziendali: c’è un progetto di fattibilità sul ponte dello Stretto con l’acciaio prodotto a Taranto, Sarebbero circa 100mila posti di lavoro. Mi aspetto che Draghi rilanci il Ponte sullo Stretto”.

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I sovranisti fuori, Speranza e Lamorgese dentro: un governo che non piace a Salvini https://www.business.it/i-sovranisti-fuori-speranza-e-lamorgese-dentro-un-governo-che-non-piace-a-salvini/ Sat, 13 Feb 2021 12:31:10 +0000 https://www.business.it/?p=74359 Trarre bilanci ora, con la lista dei ministri appena resa nota e il governo Draghi ancora in attesa di giurare, è impossibile. Di sicuro, però, tra chi si sarebbe aspettato di più c’è quel Matteo Salvini costretto a ingoiare negli ultimi giorni rospi su rospi. E scontento, sicuramente, dei nomi scelti dal nuovo premier per… Read More »I sovranisti fuori, Speranza e Lamorgese dentro: un governo che non piace a Salvini

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Trarre bilanci ora, con la lista dei ministri appena resa nota e il governo Draghi ancora in attesa di giurare, è impossibile. Di sicuro, però, tra chi si sarebbe aspettato di più c’è quel Matteo Salvini costretto a ingoiare negli ultimi giorni rospi su rospi. E scontento, sicuramente, dei nomi scelti dal nuovo premier per formare la sua squadra. Compresi quelli del Carroccio, tutti parte dell’ala più moderata del partito a scapito di quella sovranista.

Salvini si troverà inoltre a dover votare la fiducia a un esecutivo in cui il ministro dell’Interno è quella Luciana Lamorgese da lui contestata in passato in maniera feroce. Per non parlare di Roberto Speranza alla Salute, decisamente non quel “modello Bertolaso” che pure il leader della Lega aveva invocato di recente. Il Capitano ha mostrato subito i primi segnali di nervosismo: “Speranza e Lamorgese o cambiano marcia o avranno bisogno di aiuto”. Ma si dovrà rassegnare a sopportare entrambi, almeno per un po’.Draghi ha sì accolto alcune delle richieste di Matteo Salvini, che ha ottenuto un ministero di spesa importante (Mis), una roccaforte per il Carroccio (il Turismo) e una bandiera come il ministero per la Disabilità. Ma, di fatto, nel nuovo esecutivo non c’è nessun vero e proprio salviniano. Erika Stefani è vicina a Luca Zaia, Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia sono di area moderata. Tutti lontani dal segretario, insomma, che pure ha di recente messo in atto una svolta europeista.Per capire lo stato d’animo dei fan di Salvini, basta d’altronde dare una letta ai commenti: “Matteo, ti ho sostenuto e difeso sempre, ma stavolta che devi difendere l’operato della LAMORGESE, dopo che 4 mesi fa ti ha abolito i decreti sicurezza col tuo nome……. La delusione nei tuoi confronti è tanta”.

Un governo “decontizzato”: da Bonafede a Gualtieri, via tutti i fedelissimi di Conte

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Sondaggi, Draghi già promosso: per 2 italiani su 3 è la scelta migliore https://www.business.it/sondaggi-draghi-gia-promosso-per-2-italiani-su-3-e-la-scelta-migliore/ Mon, 08 Feb 2021 15:52:30 +0000 https://www.business.it/?p=74153 Con un governo che ancora non è stato definito, e nel quale ora sembra voler entrare anche la Lega di Matteo Salvini dopo tanti scetticismi iniziali, gli italiani hanno intanto già dato un primo giudizio su Mario Draghi, l’uomo giusto, stando all’opinione popolare, per traghettare l’Italia fuori dalla crisi economica. Secondo gli ultimi sondaggi realizzati… Read More »Sondaggi, Draghi già promosso: per 2 italiani su 3 è la scelta migliore

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Con un governo che ancora non è stato definito, e nel quale ora sembra voler entrare anche la Lega di Matteo Salvini dopo tanti scetticismi iniziali, gli italiani hanno intanto già dato un primo giudizio su Mario Draghi, l’uomo giusto, stando all’opinione popolare, per traghettare l’Italia fuori dalla crisi economica. Secondo gli ultimi sondaggi realizzati dall’Istituto Tecnè per l’agenzia Dire, infatti, l’ex presidente della Bce e futuro premier è già il leader con il più alto indice di gradimento.Il primo giudizio degli italiani, insomma, è più che positivo: il 60,2% ha espresso un parere favorevole nei confronti di Mario Draghi. Seconda tra i leader politici è Giorgia Meloni, con il 37,8%. Poi ci sono Giuseppe Conte con il 35%, Matteo Salvini con il 32,1%, Silvio Berlusconi con il 24,4%, Nicola Zingaretti con il 23%, Emma Bonino con il 21,4%, Carlo Calenda con il 17,4%, Matteo Renzi con l’11,4% e Vito Crimi con il 9,3%.Un gradimento che, però, non si limita alla persona: secondo il 64,2% dei cittadini la scelta migliore è il governo Draghi, piuttosto che andare alle elezioni (27,2%). Una percentuale che sale al 70% tra gli elettori giallorossi. Fiducia anche nel fatto che l’ex numero uno della Bce riuscirà a governare con una maggioranza molto eterogenea (56,9%). E infine il 68,6% degli italiani vorrebbe Draghi come successore di Mattarella alla presidenza della Repubblica.Le intenzioni di voto, secondo lo stesso sondaggio dell’istituto Tecnè, premierebbero ancora la Lega. Il partito di Matteo Salvini sarebbe ancora primo in Italia, con il 23,8% delle preferenze. Segue il Partito Democratico, che però cala sotto i venti punti e si ferma al 19,4%. Fratelli d’Italia, stabilmente terza forza, punta i dem e sale al 16,9%. Il Movimento 5 Stelle continua a calare e, dopo essere stato superato dal partito di Giorgia Meloni, vede avvicinarsi anche Forza Italia, in rapida risalita. I grillini raccoglierebbero il 13,6%, il partito di Berlusconi il 10,5%. Staccati Azione (3,5%), La Sinistra (2,9%) e Italia Viva (2,7%).

La Lega ora vuole Salvini ministro: “Sarebbe logico in un governo politico”

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