italia – Business.it https://www.business.it I segreti del potere - Notizie e retroscena Wed, 15 May 2024 11:59:34 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.business.it/wp-content/uploads/2023/01/cropped-Favicon_Business.it_-32x32.jpg italia – Business.it https://www.business.it 32 32 Auto contro la folla al Motor Bike Expo di Verona: almeno 10 feriti, nessuno di loro è grave https://www.business.it/auto-folla-verona-motor-bike-expo-feriti/ Fri, 19 Jan 2024 16:45:48 +0000 https://www.business.it/?p=133637 Attimi di vero e proprio terrore e una tragedia sfiorata hanno segnato l’edizione 2024 del Motor Bike Expo di Verona. Durante la manifestazione, infatti, almeno dieci persone sono rimaste ferite quando uno degli stuntman che si stava esibendo in pista ha improvvisamente perso il controllo della vettura sulla quale viaggiava, piombando con violenza contro le… Read More »Auto contro la folla al Motor Bike Expo di Verona: almeno 10 feriti, nessuno di loro è grave

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auto folla verona motor bike expo feriti

Attimi di vero e proprio terrore e una tragedia sfiorata hanno segnato l’edizione 2024 del Motor Bike Expo di Verona. Durante la manifestazione, infatti, almeno dieci persone sono rimaste ferite quando uno degli stuntman che si stava esibendo in pista ha improvvisamente perso il controllo della vettura sulla quale viaggiava, piombando con violenza contro le transenne dietro le quali si trovavano alcuni spettatori. Per fortuna, stando a quanto comunicato dagli organizzatori nessuno dei coinvolti sarebbe in gravi condizioni. L’incidente si è verificato poco dopo le 13 del 19 gennaio 2024. (Continua a leggere dopo la foto)



Stando a una prima ricostruzione e ai video diffusi in rete, sembra che l’auto sia finita a ridosso delle tribune, facendo cadere una decina di spettatori che stavano seguendo lo show e sono rimasti feriti. Sette di loro avrebbero riportato ferite lievi e sono stati trasportati in codice verde tra Borgo Trento e gli ospedali della provincia. Altri invece sono stati portati in codice giallo all’ospedale di Borgo Trento. (Continua a leggere dopo la foto)

Subito dopo l’incidente, sul posto sono arrivate le forze dell’ordine per i rilievi del caso. Intanto sono state sospese temporaneamente le esibizioni. Secondo gli organizzatori nessuno spettatore sarebbe stato toccato direttamente dall’auto.

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“Condizionatori, 8 su 10 da cambiare”. La stretta Ue spaventa le famiglie: chi dovrà sostituirli https://www.business.it/condizionatori-chi-dovra-sostituirli-stretta-ue-nuove-regole-gas-inquinamento/ Mon, 09 Oct 2023 13:31:31 +0000 https://www.business.it/?p=129973 Dopo le auto a benzina e diesel, ora è la volta dei condizionatori. L’Unione Europa, che cerca di portare avanti una rivoluzione Green per ridurre l’inquinamento, ha infatti approvato una nuova normativa in materia F-gas, con conseguenze ben precise per i Paesi membri: dal 2027, all’interno dei territori del vecchio continente non potranno “essere venduti i condizionatori e… Read More »“Condizionatori, 8 su 10 da cambiare”. La stretta Ue spaventa le famiglie: chi dovrà sostituirli

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Dopo le auto a benzina e diesel, ora è la volta dei condizionatori. L’Unione Europa, che cerca di portare avanti una rivoluzione Green per ridurre l’inquinamento, ha infatti approvato una nuova normativa in materia F-gas, con conseguenze ben precise per i Paesi membri: dal 2027, all’interno dei territori del vecchio continente non potranno “essere venduti i condizionatori e pompe di calore che utilizzano i gas fluorurati, i cosiddetti F-gas appunto”. Non solo: “Entro il 2032 dovranno essere eliminati gli impianti più piccoli e, a partire dal 2035, quelli più grandi. L’obiettivo è arrivare gradualmente al 2050, anno in cui qualsiasi tipologia di consumo”. Una decisione che ha spaventato tante famiglie. (Continua a leggere dopo la foto)
>>> Case Green, rischio sanzioni per gli italiani: la direttiva Ue che fa paura

condizionatori chi dovrà sostituirli

Come spiegato dal Corriere della Sera, l’accordo è stato raggiunto in pochi minuti dal Parlamento e dal Consiglio Ue. Rispetto alla prima stesura delle norme, i tempi sono ora più distesi ma il risultato non cambia: si dovranno impiegare solo gas naturali. L’Unione ha infatti dichiarato guerra agli F-gas, gas sintetici che se dispersi rilasciano un elevato livello di emissioni. Alcuni esperti li hanno indicati come nemici dell’ambiente, essendo comunemente impiegati in condizionatori e pompe di calore presenti in ogni abitazione. (Continua a leggere dopo la foto)

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“Condizionatori, 8 su 10 da cambiare”. Chi dovrà sostituirli

Quella dei gas naturali sarà, in ogni caso, una soluzione temporanea, visto che il pacchetto di norme proposto dalla Commissione ha tra i suoi obiettivi l0elettrificazione dei sistemi di riscaldamento e refrigerazione. Una condizione che richiederà un uso massiccio di pompe di calore elettriche: alcune stime parlano di circa 30 milioni di impianti entro il 2030. Le istituzioni europee, comunque, prevedono di effettuare nel 2040 le valutazioni necessarie. Ecco chi dovrà sostituirli. (Continua a leggere dopo la foto)

condizionatori chi dovrà sostituirli

Se non ci saranno ripensamenti, insomma, a partire dal 2032 la maggior parte dei condizionatori presenti nelle case italiane saranno considerati “fuorilegge“. Una notizia che, in attesa di ufficialità e dell’annuncio di eventuali agevolazioni per sostituire il proprio impianto, ha creato non poca apprensione in rete, con tanti messaggi allarmati già comparsi sui social.

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Incidente di Mestre, l’ultimo messaggio dell’autista del pullman https://www.business.it/incidente-di-mestre-lultimo-messaggio-dellautista-dellautobus-alberto-rizzotto/ Wed, 04 Oct 2023 07:39:59 +0000 https://www.business.it/?p=129575 Prima dell’incidente di Mestre, l’ultimo messaggio dell’autista dell’autobus. Alberto Rizzotto, l’autista del pullman che è precipitato a Mestre, aveva scritto un post su Facebook intitolato “Shuttle to Venice” un’ora e mezza prima della tragedia. Nel messaggio, ha condiviso la sua posizione all'”Hu Camping” di Marghera. Rizzotto, 40 anni, è deceduto insieme ad altri 20 passeggeri… Read More »Incidente di Mestre, l’ultimo messaggio dell’autista del pullman

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Prima dell’incidente di Mestre, l’ultimo messaggio dell’autista dell’autobus. Alberto Rizzotto, l’autista del pullman che è precipitato a Mestre, aveva scritto un post su Facebook intitolato “Shuttle to Venice” un’ora e mezza prima della tragedia. Nel messaggio, ha condiviso la sua posizione all'”Hu Camping” di Marghera. Rizzotto, 40 anni, è deceduto insieme ad altri 20 passeggeri nell’incidente. Almeno 18 i feriti. Dopo la diffusione delle notizie sull’incidente, gli amici di Rizzotto hanno iniziato a commentare sotto il suo post, esprimendo crescente preoccupazione poiché conoscevano il percorso che stava seguendo. I loro messaggi sono rimasti senza risposta.
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Alberto Rizzotto, incidente di Mestre, l’ultimo messaggio dell’autista

Un’ora e mezza prima dell’incidente di Mestre, l’ultimo messaggio dell’autista del pullman, Alberto Rizzotto, su Facebook. I colleghi di Alberto lo descrivono come un autista preparato, con sette anni di esperienza nel settore. In queste ore, molti messaggi online stanno emergendo per commemorare la sua vita. Alberto Rizzotto era originario di Conegliano, ma viveva a Tezze sul Brenta ed era al volante dell’autobus coinvolto nell’incidente avvenuto la sera precedente a Mestre, che ha causato la sua morte e quella di altre 20 persone.
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Sul profilo Facebook di Rizzotto, una utente, Laura, ha condiviso un pensiero: “Così orgoglioso del tuo lavoro, avresti dovuto portarci tutti nella nostra festa di classe”. Alberto Rizzotto era un dipendente della Martini Bus, che aveva noleggiato il veicolo alla società La Linea in base a un contratto per il trasporto dei turisti a Venezia.
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Le ipotesi sull’incidente

Al momento dell’incidente, l’autista aveva caricato i turisti nel centro storico e li stava riportando al campeggio di Marghera. Sembra che avesse iniziato il suo turno solo 90 minuti prima, il che sembra escludere l’ipotesi di un colpo di sonno. Massimo Fiorese, amministratore delegato de La Linea, ha sottolineato che l’autobus era nuovo e che Alberto era un bravo autista. Un video diffuso sembra suggerire l’ipotesi di un malore: “si vede il pullman, un mezzo molto pesante perché elettrico – dice Fiorese – poco prima di cadere dal cavalcavia. Il mezzo arriva, rallenta, frena. È quasi fermo quando sfonda il guardrail”. Proprio sul guardrail e sulle pessime condizioni della strada si concentrano le indagini. La morte di Rizzotto ha profondamente colpito chi lo conosceva, come dimostra il messaggio toccante di Tiziana su Facebook: “mi dispiace tanto! Speravo fosse un altro Alberto…”.

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“Gli italiani si stanno estinguendo”. La terribile fotografia dell’Istat sul Paese https://www.business.it/italiani-si-stanno-estinguendo-fotografia-istat-dati-popolazione-cosa-ci-aspetta/ Fri, 29 Sep 2023 12:38:29 +0000 https://www.business.it/?p=129235 Il nostro sarà un Paese sempre più longevo, ma anche più vecchio. E che rischia di andare incontro a una graduale quanto inesorabile riduzione della popolazione. Questo lo spaccato sul nostro futuro demografico elaborato dall’Istat, sulla base dei dati aggiornati al 2022: la popolazione residente è in decrescita e secondo le previsioni dovrebbe passare dai… Read More »“Gli italiani si stanno estinguendo”. La terribile fotografia dell’Istat sul Paese

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Il nostro sarà un Paese sempre più longevo, ma anche più vecchio. E che rischia di andare incontro a una graduale quanto inesorabile riduzione della popolazione. Questo lo spaccato sul nostro futuro demografico elaborato dall’Istat, sulla base dei dati aggiornati al 2022: la popolazione residente è in decrescita e secondo le previsioni dovrebbe passare dai 59 milioni del 1 gennaio 2022 a 58,1 milioni il 1 gennaio 2030, a 54,4 milioni nel 2050 e a 45,8 milioni nel 2080. Il rapporto tra individui in età lavorativa e non, allo stesso tempo, si andrà sempre più assottigliando, fino ad arrivare a una proporzione di uno a uno nel 2050. Un invecchiamento comune che avrà, però, un andamento diverso a seconda della Regione presa in esame, come spiegato da Repubblica. (Continua a leggere dopo la foto)
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italiani si stanno estinguendo

Secondo l’Istat, infatti, il Mezzogiorno andrà incontro a un vero e proprio spopolamento, con la popolazione che scenderà dai 19,9 milioni del 2022 a 16,3 nel 2050, fino ad arrivare a 11,9 nel 2080. Stabile il Nord, con cali significativi che saranno registrati soltanto nel 2080, un pochino meno bene il Centro. (Continua a leggere dopo la foto)

italiani si stanno estinguendo

Le famiglie sono in crescita, dati alla mano, ma con un numero di componenti sempre più piccolo: entro il 2042, soltanto una su quattro sarà composta da genitori e almeno un figlio, mentre più di una su cinque non ne avrà. Nel frattempo, la popolazione sarà sempre più vecchia: nel 2050 il 34,5% degli italiani avrà 65 anni o più e aumenterà di pari passo il numero di persone sole, anche per l’aumento di scioglimenti dei legami di coppia. (Continua a leggere dopo la foto)

italiani si stanno estinguendo

Nel passaggio che vedrà l’Italia ad avere una popolazione di 46 milioni di persone nel 2080 (contro gli attuali 59 milioni), l’Istat ha calcolato che ci saranno 21,5 milioni di nascite, 44,9 milioni di decessi, 18,3 milioni di immigrati dall’estero e 8,2 milioni di emigrati. Il volto della popolazione, dunque, è destinato a cambiare radicalmente.

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Multe, arriva il Telelaser. Come funziona il sostituto degli autovelox https://www.business.it/telelaser-come-funziona-autovelox-multe-codice-della-strada/ Mon, 25 Sep 2023 13:54:24 +0000 https://www.business.it/?p=128802 Un nuovo strumento per la misurazione della velocità si prepara a irrompere sulle strade, con la capacità di creare agli automobilisti poco attenti ben più grattacapi di un normale autovelox. Si chiama TruCam, il cosiddetto “telelaser“, ed è già in fase di test a Verona. Come funziona? Presto detto. Lo strumento è in grado di rilevare… Read More »Multe, arriva il Telelaser. Come funziona il sostituto degli autovelox

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Un nuovo strumento per la misurazione della velocità si prepara a irrompere sulle strade, con la capacità di creare agli automobilisti poco attenti ben più grattacapi di un normale autovelox. Si chiama TruCam, il cosiddetto “telelaser“, ed è già in fase di test a Verona. Come funziona? Presto detto. Lo strumento è in grado di rilevare e registrare la velocità di un mezzo a oltre un chilometro di distanza dal punto in cui viene posizionato. Al contrario degli autovelox, dunque, non sarà sufficiente rallentare in prossimità della fotocellula per evitare multe salate: arrivare nei paraggi della scatola a una velocità elevata porterà inevitabilmente a una sanzione, nonostante eventuali tentativi di frenata all’ultimo. Una notizia che arriva insieme a quella dell’inasprimento di alcune sanzioni voluto dal governo Meloni. (Continua a leggere dopo la foto)
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Come spiegato dalla testata GeoPop, TruCam è in grado di misurare la velocità istantanea di automobili e camion fino a 320 km/h. La società produttrice ha spiegato il principio su cui si basa il suo funzionamento: “Il Telelaser TruCam determina la velocità mediante la misurazione del tempo di volo del brevissimo impulso di luce infrarossa emesso dal diodo laser. Il funzionamento può essere spiegato come segue: poiché la luce viaggia a velocità costante, il tempo che impiega un raggio laser a raggiungere il bersaglio e tornare indietro è direttamente proporzionale alla distanza tra la fonte laser e il bersaglio stesso”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Arriva il Telelaser. Come funziona il sostituto degli autovelox

“Per evitare errori di misurazione – ha presciato l’azienda – la velocità di ogni veicolo viene valutata 66 volte con intervalli di 33/100 di secondo tra ogni rilevazione”. TruCam è inoltre in grado di riconoscere automaticamente la classe di ogni veicolo (auto, camion o motociclo) e utilizzare limiti di velocità specifici per quella tipologia di mezzo. Il sistema può tracciare la velocità di un mezzo fino a 1,2 km di distanza. (Continua a leggere dopo la foto)

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Una vera e propria evoluzione del normale autovelox, già ribatezzato “telelaser”, che è già attivato nella zona del Veronese. Se il test sarà rienuto pienamente superato, potremmo presto vederlo anche in altre Regioni d’Italia. Gli automobilisti, a ogni latitudine, sono avvisati.

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“IT-Alert, attenti alle truffe”. L’allarme degli esperti: cosa si rischia https://www.business.it/it-alert-truffe-allarme-cosa-fare-se-si-riceve-questo-messaggio-pericolo/ Fri, 22 Sep 2023 11:55:10 +0000 https://www.business.it/?p=128578 Tante persone hanno ricevuto in questi giorni i messaggi del nuovo servizio IT-Alert, nato per allertare la popolazione in caso di calamità naturali o emergenze di varia natura e attualmente in fase di test. In alcune Regioni d’Italia, i primi sms sono già stati inoltrati in automatico su tutti i telefonini e non richiedono nessun tipo di azione da… Read More »“IT-Alert, attenti alle truffe”. L’allarme degli esperti: cosa si rischia

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Tante persone hanno ricevuto in questi giorni i messaggi del nuovo servizio IT-Alert, nato per allertare la popolazione in caso di calamità naturali o emergenze di varia natura e attualmente in fase di test. In alcune Regioni d’Italia, i primi sms sono già stati inoltrati in automatico su tutti i telefonini e non richiedono nessun tipo di azione da parte di chi li riceve. Si tratta di una sperimentazione, ovviamente, che non deve spaventare nessuno e che all’atto pratico consiste nel ricevere il seguente testo: “IT-Alert è un messaggio di test del sistema di allarme pubblico italiano. Una volta operativo ti avviserà in caso di grave emergenza. Per informazioni vai sul sito www.it-alert.it e compila il questionario”. Non mancano, però, alcuni elementi di preoccupazione, che hanno spinto le autorità a lanciare già un allarme rivolto agli italiani. Di cosa stiamo parlando? Presto detto. (Continua a leggere dopo la foto)
>>> IT-Alert, sms di allerta in 16 regioni: cosa fare se riceviamo questo messaggio

IT-Alert truffe allarme

Gli esperti di cybersecurity hanno infatti lanciato un avvertimento: “Fate attenzione alle truffe degli hacker”. Secondo gli esperti, infatti, l’occasione potrebbe essere molto ghiotta per i pirati informatici, che potrebbero cogliere l’occasione per iniziare a inviare a loro volta una cascata di messaggi con link che finirebbero per rubare dati preziosi o installare virus. (Continua a leggere dopo la foto)
Leggi anche: IT-Alert, nuovo test in Sardegna contro l’allarme maremoto causato da sisma

IT-Alert truffe allarme

“IT-Alert, attenti alle truffe”. L’allarme degli esperti

Come sottolineato dal Resto del Carlino, la situazione sembra infatti davvero ideale per delle potenziali truffe informatiche. Bene, dunque, ribadire ancora una volta come i messaggi inviati dal governo o dalla protezione civile non richiedono affatto risposte, click o condivisione di informazioni personali. Persino il questionario da compilare online per aiutare a migliorare il servizio IT-Alert prevede il totale anonimato ed è facoltativo. (Continua a leggere dopo la foto)

IT-Alert truffe allarme

Alcune truffe sarebbero già state segnalate in queste ore. Si tratta di sms che, fingendosi un’esercitazione di IT-Alert, richiede l’invio di risposte dopo l’arrivo della notifica o fantomatici siti dove caricare i propri dati. Il consiglio è sempre ignorare questo tipo di messaggio e cancellarlo il prima possibile dal proprio telefono.

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Turista americana sulla Costiera amalfitana offende l’Italia ma per lei finisce male: “Meritate la galera” https://www.business.it/turista-americana-lexi-jordan-costiera-amalfitana/ Fri, 14 Jul 2023 11:40:42 +0000 https://www.business.it/?p=123540 Bufera social su una turista americana dopo che quest’ultima si è permessa di criticare aspramente la Costiera amalfitana, località dove si era recata in vacanza. Il nome della protagonista di questa vicenda è Lexi Jordan. La giovane turista a stelle e strisce ha pensato bene di pubblicare un video in cui esprime un giudizio molto… Read More »Turista americana sulla Costiera amalfitana offende l’Italia ma per lei finisce male: “Meritate la galera”

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Bufera social su una turista americana dopo che quest’ultima si è permessa di criticare aspramente la Costiera amalfitana, località dove si era recata in vacanza. Il nome della protagonista di questa vicenda è Lexi Jordan. La giovane turista a stelle e strisce ha pensato bene di pubblicare un video in cui esprime un giudizio molto negativo sull’esperienza vissuta. Ma contro di lei si scatena la reazione degli hater.
Leggi anche: Turista sfregia il Colosseo, l’incredibile giustificazione: “Non sapevo fosse antico”

Costiera amalfitana turista americana

Turista americana critica la Costiera amalfitana

“Tutti gli influencer e TikToker che, negli ultimi due mesi, hanno fatto comparire la Costiera Amalfitana tra i ‘consigliati per me’ meriterebbero di passare del tempo in galera. – attacca senza peli sulla lingua la turista americana nel video – Non fraintendetemi, la adoro, ma essere qui è letteralmente lavoro manuale, non vacanza”.

“Bisogna prendere un volo per Napoli, poi un treno per Sorrento e poi, con tutte le tue valigie, sotto il sole, un traghetto per arrivare qui. – si lamenta ancora la turista americana Lexi Jordan – Non ci sono strade e macchine, qui bisogna soltanto camminare. E poi la corrente è andata via perché la Costiera Amalfitana non ha le infrastrutture per far fronte a questo turismo”.

La sua sfuriata social finisce male però. Infatti le migliaia di italiani che hanno visto il suo video contro la Costiera amalfitana sono rimasti offesi e si sono sentiti feriti. Quella località che si trova in Campania, vicino Napoli, è infatti una delle più belle e ambite del nostro Paese. Certo, i disservizi non mancano, come del resto in altre parti dell’Italia. Ma il giudizio della turista americana Lexi Jordan è sembrato a tutti troppo duro.
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Meloni al nodo delle armi a Kiev, sarà tradimento? La partita è complessa https://www.business.it/meloni-al-nodo-delle-armi-a-kiev-sara-tradimento-la-partita-e-complessa/ Mon, 09 Jan 2023 08:47:58 +0000 https://www.business.it/?p=106473 È cominciata con grandi livelli di pressione la partita per lo scudo missilistico per difendere Kiev. Dopo aver ricevuto numerose volte la stessa richiesta dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e le relative pressioni statunitensi, il governo italiano deve accelerare. Giorgia Meloni, in accordo con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato tutta la sua… Read More »Meloni al nodo delle armi a Kiev, sarà tradimento? La partita è complessa

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È cominciata con grandi livelli di pressione la partita per lo scudo missilistico per difendere Kiev. Dopo aver ricevuto numerose volte la stessa richiesta dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e le relative pressioni statunitensi, il governo italiano deve accelerare.

Meloni

Giorgia Meloni, in accordo con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato tutta la sua volontà di aiutare Kiev, ma non è ancora arrivato il decreto per lo stanziamento di fondi e di armi di questo tipo per l’Ucraina.

Crosetto

E forse non arriverà prima di un altro mese. In ballo c’è il Samp-T, lo scudo missilistico, ma anche i missili Aspide: difese strategiche attese da tanto.

Come riporta La Repubblica, esistono diversi piani di attrito sul via libera definitivo.

Biden e Zelensky

Anzitutto il piano politico interno e internazionale: eventuali ritardi pregiudicheranno i rapporti internazionali dell’Italia con gli Usa, fondamentali dopo che il governo Meloni è stato messo all’angolo in Europa. E c’è anche una questione di immagine: Meloni presenzierà alla commemorazione del primo anno di guerra, il prossimo 24 febbraio, e non farà una bella figura arrivando a mani vuote.

Per il 20 gennaio, Crosetto dovrà presenziare al vertice Nato nella base aerea di Ramstein, dove la questione delle forniture sarà il primo punto in agenda.

Il sistema Samp-T italiano

La questione interna che mette a rischio tutto è il delicato equilibrio della maggioranza, che non nasconde argomenti filorussi dalle parti di Salvini e Berlusconi.

Forza Italia e Lega hanno chiesto di abbassare e rallentare l’invio delle armi. Ufficialmente, però, i due partiti sono schierati con le ragioni della Nato.

L’altra questione è quella della scarsità delle risorse difensive italiane. Inviando le forniture richieste a Kieva, la difesa aerea tricolore resterebbe sguarnita vicino a livelli di rischio.

La dotazione dell’esercito prevede, secondo i dati della Difesa, cinque batterie operative, più una per l’addestramento.

Zelensky e Meloni

Di fatto, però, una delle suddette unità è operativa in Kuwait, dove supporta il mantenimento del controllo dell’area Iran-Arabia Saudita e presiede le aree dalle quali partono i voli militari per l’Iraq.

Un’altra batteria è stata opzionata dal governo Draghi, e poi confermata da Meloni, agli Stati Uniti: verrebbe schierata in Slovacchia per rimpiazzare i Patriot americani sullo scenario dell’Europa orientale.

Anche i patriot Usa dovrebbero spostarsi in Ucraina. La data del 20 gennaio, dunque, sarà utile per comprendere se questi schieramenti devono concretizzarsi subito o essere diversamente gestiti.

Delle cinque batterie in dotazione all’esercito ne resterebbero dunque tre, delle quali, però, due sono ciclicamente in manutenzione.

Non è tuto, però, come spiega Repubblica. Secondo fonti militari si indebolirebbe l’ombrello sull’Italia, ma quella che andrebbe offerta a Kiev sarebbe la batteria utile per l’addestramento, dunque non operativa.

Non bisogna dimenticare che, in tutti i casi, la Nato presente in Italia dovrebbe essere sufficiente a garantire la difesa dell’area.

Il Samp-T italiano, inoltre, funzionò molto bene nel respingere i missili siriani che tentavano di approfittare del golpe in Turchia nel 2016, e da quel momento Ankara ha insistito per lasciarlo al suo posto.

In fondo a tutti questi criteri di opportunità strategica, annoveriamo anche la questione dei costi. Uno scudo completo si aggira sui 750 milioni di euro.

L’Italia dovrebbe fornire a Kiev un Samp-T del valore di circa 250 milioni, perché privo di alcune componenti, e dei missili, assicurati a Kiev dai francesi.

Il costo sarebbe, dunque, in linea con i precedenti decreti varati da Draghi, ma Meloni vuole che l’Europa aumenti i ristori ai paesi che si sono impegnati nel fornire armi a Kiev, partita molto complessa da giocare.

Infine, i tecnici fanno resistenze: prima di ogni decreto si è registrata una dialettica tra militari e governo attorno alla scelta dei mezzi da inviare e al peso di una riduzione delle scorte. Il diktat è quello di non scendere sotto gli standard di sicurezza necessari, ma la politica in questo campo ha sempre avuto l’ultima parola.

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Mattarella sente Macron: “Serve piena collaborazione sulla questione migratoria” https://www.business.it/mattarella-sente-macron-serve-piena-collaborazione-sulla-questione-migratoria/ Mon, 14 Nov 2022 08:29:28 +0000 https://www.business.it/?p=100818 Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. Sul tavolo il dossier bollente della cooperazione sulla questione migratoria. Una nota del Quirinale ribadisce il comune accordo sulla relazione tra i due paesi e la necessità “che vengano poste in atto condizioni di piena collaborazione… Read More »Mattarella sente Macron: “Serve piena collaborazione sulla questione migratoria”

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron.

Emmanuel Macron e Sergio Mattarella

Sul tavolo il dossier bollente della cooperazione sulla questione migratoria.

Una nota del Quirinale ribadisce il comune accordo sulla relazione tra i due paesi e la necessità “che vengano poste in atto condizioni di piena collaborazione in ogni settore sia in ambito bilaterale sia dell’Unione Europea”.

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Svastiche e jihad, il piano del foreign fighter italiano arrestato a Brescia https://www.business.it/svastiche-e-jihad-il-piano-del-foreign-fighter-italiano-arrestato-a-brescia/ Sat, 12 Nov 2022 10:45:13 +0000 https://www.business.it/?p=100782 La polizia di Brescia ha arrestato Samir Bougana, 28enne nato a Gavardo, cittadino italiano, ma originario del Marocco. L’accusa è di “sequestro di persona e lesioni personali, aggravati dall’avere adoperato sevizie e agito con crudeltà nonché dalla finalità di terrorismo e dell’odio razziale”. Nel 2019, Bougana è stato fatto estradare da Kobane, in Siria, dove… Read More »Svastiche e jihad, il piano del foreign fighter italiano arrestato a Brescia

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La polizia di Brescia ha arrestato Samir Bougana, 28enne nato a Gavardo, cittadino italiano, ma originario del Marocco.

L’accusa è di “sequestro di persona e lesioni personali, aggravati dall’avere adoperato sevizie e agito con crudeltà nonché dalla finalità di terrorismo e dell’odio razziale”.

Nel 2019, Bougana è stato fatto estradare da Kobane, in Siria, dove era stato arrestato dall’Unità di protezione popolare curda, perché si era affiliato all’organizzazione terroristica Daesh, conosciuta anche come “Stato islamico”.

L’operazione era stata condotta da funzionari della Digos di Brescia e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, in accordo con Aise, Fbi e Autorità siriana.

Bougana aveva avviato la sua radicalizzazione in Italia, l’aveva completata in Germania ed era poi partito per la Siria, dove operava come membro di Daesh.

Dopo la sua estradizione, la sua posizione si è aggravata perché i colleghi tedeschi degli investigatori italiani hanno fornito la documentazione di torture e sevizie di cui il terrorista si era reso responsabile, nei confronti di due persone, tra cui un minore, che si erano rifiutate di combattere per l’Isis e attualmente rifugiate in Germania.

La testimonianza decisiva è arrivata da una delle vittime delle torture: nel mostrare le cicatrici delle sevizie subite, il testimone ha infatti raccontato anche di torture perpetrate con scariche elettriche nei confronti di detenuti curdi appartenenti alla minoranza Yazidica al fine di costringerli alla conversione all’islam.

Bougana aveva anche pubblicato video in cui inneggiava alla superiorità dell’islam e nel quale riprendeva la figura di Hitler e faceva comparire le svastiche naziste.

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Da Parigi l’invito ad annullare gli accordi con l’Italia sulla redistribuzione dei migranti https://www.business.it/da-parigi-linvito-ad-annullare-gli-accordi-con-litalia-sulla-redistribuzione-dei-migranti/ Thu, 10 Nov 2022 15:39:29 +0000 https://www.business.it/?p=100698 La Francia accoglierà anche i 234 migranti a bordo della Ocean Viking, nave della ong Sos Mediterranee che si è vista rifiutare l’ingresso e lo sbarco nel porto di Catania. “Decisione incomprensibile”, l’ha bollata il ministro dell’Interno francese Gèrald Darmanin, che ha raccolto l’ammonimento della Commissione Ue all’Italia: “invitiamo a procedere immediatamente allo sbarco, nel… Read More »Da Parigi l’invito ad annullare gli accordi con l’Italia sulla redistribuzione dei migranti

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La Francia accoglierà anche i 234 migranti a bordo della Ocean Viking, nave della ong Sos Mediterranee che si è vista rifiutare l’ingresso e lo sbarco nel porto di Catania.

Meloni e Macron

“Decisione incomprensibile”, l’ha bollata il ministro dell’Interno francese Gèrald Darmanin, che ha raccolto l’ammonimento della Commissione Ue all’Italia: “invitiamo a procedere immediatamente allo sbarco, nel più vicino luogo sicuro, di tutte le persone soccorse che si trovano a bordo dell’Ocean Viking, perché la situazione a bordo della nave ha raggiunto un livello critico e deve essere affrontata con urgenza per evitare una tragedia umanitaria”, avevano avvertito dall’éntourage di Ursula von der Leyen.

Giorgia Meloni ha dissipato il credito europeo nei confronti dell’Italia sulla questione migranti

L’Italia ha fatto orecchi da mercante e a quel punto, dopo l’annuncio del porto sicuro ancora una volta in Francia, da Parigi fanno sapere che si sospenderà immediatamente la procedura per il previsto assorbimento del diritto d’asilo per 3500 persone temporaneamente ospitate in Italia.

Da Parigi lo stesso invito a boicottare l’Italia e a sospendere gli accordi è rivolto a tutti i membri dell’Unione che li hanno firmati, su tutti la Germania, che è il Paese che da sempre accoglie il numero maggiore di arrivi in Europa.

Un lavoro di tessitura e di accordi diplomatici durato anni, dai tempi di Gentiloni alla presidenza del Consiglio, che viene letteralmente buttato a mare da una resistenza motivata da ragioni di consenso.

È evidente che il comportamento italiano è bollato come quello di un paese canaglia e che le parole di Meloni circa il rispetto delle convenzioni internazionali non ha appigli concreti, tanto da aver provocato una risposta nel merito da parte della Commissione Europea: “È importante fornire sostegno agli Stati membri che registrano regolari arrivi via mare. Sulla base del meccanismo di solidarietà concordato, è disponibile un numero significativo di posti per la ricollocazione per contribuire ad alleviare parte della pressione attraverso la ricollocazione in altri Stati membri, ma il miglior modo per gestire la migrazione è la collaborazione tra Stati membri per ottenere soluzioni comuni a livello europeo”.

Insomma, è lontanissimo il discorso che Meloni ha fatto alla stampa la scorsa settimana parlando dei “marziani” che poi si conoscono di persona e collaborano.

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La guerra in Ucraina? Per un italiano su quattro, l’informazione è “propaganda di Kiev” https://www.business.it/la-guerra-in-ucraina-per-un-italiano-su-quattro-linformazione-e-propaganda-di-kiev/ Tue, 19 Apr 2022 09:48:57 +0000 https://www.business.it/?p=90516 Una guerra in diretta che va avanti da mesi, con aggiornamenti continui da parte di tutti i principali programmi di informazioni e con dirette streaming a susseguirsi sui principali social. In un clima di orrore e preoccupazione crescente diventato, giorno dopo giorno, “permanente”, una triste abitudine con la quale confrontarsi, senza poter fuggire. Al punto… Read More »La guerra in Ucraina? Per un italiano su quattro, l’informazione è “propaganda di Kiev”

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Una guerra in diretta che va avanti da mesi, con aggiornamenti continui da parte di tutti i principali programmi di informazioni e con dirette streaming a susseguirsi sui principali social. In un clima di orrore e preoccupazione crescente diventato, giorno dopo giorno, “permanente”, una triste abitudine con la quale confrontarsi, senza poter fuggire. Al punto da aver finito per esasperare la popolazione italiana che, stando agli ultimi sondaggi, avrebbe iniziato a reagire in maniera inaspettata di fronte al bombardamento mediatico.

Repubblica ha riportato in queste ore un sondaggio realizzato da Demos che sottolinea, innanzitutto, quanto sia ampia l’attenzione degli italiani nei confronti della guerra tra Russia e Ucraina. Su 10 persone intervistate, infatti, 7 si dicono molto o abbastanza informate sugli avvenimenti e l’evoluzione del conflitto. Giudicando positivamente, nella maggior parte dei casi, la rappresentazione della guerra offerta dalla tv. “Un po’ meno, la narrazione e la cronaca proposte dai giornali, apprezzate, comunque da metà dei cittadini”.

Gli italiani di contro si dicono “molto meno soddisfatti del ruolo svolto dai talk show. Che enfatizzano il conflitto in Ucraina, fino a trasformarlo in un spettacolo permanente, nel quale, di fronte alle immagini della tragedia, recitano attori di diversa professione e impostazione”. Dai politici ai militari fino agli esperti di geopolitica, figure ormai onnipresenti e che hanno sostituito, di fatto, virologi e scienziati nel precedente “scenario della paura”, quello legato alla pandemia.

Complessivamente, però, tra gli italiani c’è scetticismo intorno alla comunicazione: quasi metà degli italiani (intervistati da Demos), infatti, ritiene l’informazione sul conflitto “distorta e pilotata”. Quasi una persona su quattro, in particolare, la ritiene faziosa e pensa che le notizie siano largamente falsificate. Una diffidenza diffusa a livello generale ma radicata, in particolare, negli elettori di destra. Fra quelli di Fratelli d’Italia, per esempio, è al 60%.

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Sanzioni alla Russia, la furia di Mosca contro l’Italia: “Indecente posizione” https://www.business.it/sanzioni-alla-russia-la-furia-di-mosca-contro-litalia/ Thu, 07 Apr 2022 09:15:11 +0000 https://www.business.it/?p=90081 Diplomazie ai ferri corti tra la Russia e i Paesi occidentali. Le sanzioni sempre più dure che Europa e Usa si accingono ad adottare stanno mettendo Mosca con le spalle al muro. Per questo i rappresentanti del suo governo provano a mostrare i muscoli. È il caso della portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova,… Read More »Sanzioni alla Russia, la furia di Mosca contro l’Italia: “Indecente posizione”

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Diplomazie ai ferri corti tra la Russia e i Paesi occidentali. Le sanzioni sempre più dure che Europa e Usa si accingono ad adottare stanno mettendo Mosca con le spalle al muro. Per questo i rappresentanti del suo governo provano a mostrare i muscoli. È il caso della portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, che se la prende in particolar modo con l’Italia. A suo modo di vedere, infatti, la posizione assunta dal nostro governo sulla vicenda è “indecente”.

Russia e Italia ai ferri corti

Secondo Maria Zakharova, citata dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti, la posizione assunta dal governo italiano in favore delle sanzioni contro la Russia è “indecente”. Perché a Roma “si sono dimenticati” che il suo Paese, insieme alla Cina, è stato tra i primi a fornire assistenza durante la pandemia di coronavirus che ci ha colpiti in maniera particolarmente dura.

“L’Italia probabilmente ha dimenticato chi le tese una mano in quel momento difficilissimo”, ribadisce poi la Zakharova al programma Soloviev Live, il più seguito talk show politico della televisione russa. “E ora la sua leadership è in prima linea in un attacco al nostro Paese. – accusa il nostro governo – Questa non è la posizione dei cittadini italiani che scrivono di vergognarsi del loro governo. Che si dissociano da questa posizione”, ne è convinta la diplomatica di Mosca.

Maria Zakharova è inoltre tornata a fornire la posizione ufficiale del governo di Mosca sulla espulsione dei diplomatici russi da diversi Paesi. L’Italia ne ha cacciati 30 per motivi di sicurezza nazionale. La portavoce del ministero degli Esteri promette che “Mosca risponderà in modo duro”, con una risposta che sarà “vantaggiosa per la Russia”. Inoltre, già nei giorni scorsi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, si era espresso sulla questione non escludendo di “rompere i rapporti diplomatici con i Paesi occidentali se dovesse continuare l’espulsione dei diplomatici russi”.

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Italia pronta a espellere decine di diplomatici russi https://www.business.it/la-mossa-dellitalia-contro-i-possibili-agenti-segreti-di-putin/ Tue, 05 Apr 2022 09:03:48 +0000 https://www.business.it/?p=89952 Dopo Francia e Germania, anche l’Italia annuncia l’espulsione di decine di diplomatici russi sospettati di essere agenti segreti al soldo di Mosca. Berlino e Parigi cacciano rispettivamente 40 e 35 membri dell’ambasciata russa. Non è ancora chiaro il numero deciso da Roma, che dovrebbe essere però simile a quello dei partner europei. “Abbiamo selezionato 40… Read More »Italia pronta a espellere decine di diplomatici russi

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Dopo Francia e Germania, anche l’Italia annuncia l’espulsione di decine di diplomatici russi sospettati di essere agenti segreti al soldo di Mosca. Berlino e Parigi cacciano rispettivamente 40 e 35 membri dell’ambasciata russa. Non è ancora chiaro il numero deciso da Roma, che dovrebbe essere però simile a quello dei partner europei.

Italia espelle diplomatici russi

“Abbiamo selezionato 40 persone che riteniamo lavorino per i servizi segreti russi. – afferma il ministro dell’Interno tedesco, Nancy Faeser – Abbiamo deciso che queste persone devono ora lasciare il nostro paese il più rapidamente possibile. Noi non permetteremo che questa guerra criminale di aggressione sia combattuta anche come una guerra di informazione in Germania”. Concetto ribadito dal ministro degli Esteri di Berlino, Annalena Baerbock, secondo la quale i dipendenti dell’ambasciata russa di Berlino “costituiscono una minaccia per coloro che cercano protezione da noi”.

“La Francia ha deciso questa sera di espellere molto personale russo con status diplomatico assegnato alla Francia, le cui attività sono contrarie ai nostri interessi di sicurezza. Questa azione fa parte di un approccio europeo. La nostra prima responsabilità è sempre garantire la sicurezza dei francesi e degli europei”, si legge invece in una nota del ministero degli Esteri francese. Il governo lituano, invece, decide di espellere direttamente l’ambasciatore di Mosca “in risposta all’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina sovrana e alle atrocità commesse dalle forze armate russe in diverse città ucraine occupate, compreso l’orribile massacro di Bucha”.

Per quanto riguarda l’Italia, invece, l’elenco dei diplomatici da espellere è già stato stilato dal governo nelle scorse ore e verrà ufficializzato nella giornata di oggi. Lista a cui, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, avrebbero collaborato anche i nostri servizi segreti. Le persone che verranno espulse saranno dichiarate tutte “non grate” perché sospettate di essere degli agenti segreti del Cremlino.

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Il portavoce dei talebani: “Chiediamo all’Italia di essere riconosciuti” https://www.business.it/il-portavoce-dei-talebani-chiediamo-allitalia-di-essere-riconosciuti/ Thu, 02 Sep 2021 08:12:44 +0000 https://www.business.it/?p=79630 “Speriamo che l’Italia riconosca il nostro governo islamico e che riapra presto la sua ambasciata”. A dirlo è il portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid, intervistato da Mattia Sorbi di Repubblica che lo ha incontrato al ministero dell’informazione e della cultura di Kabul. Promettendo, nel tentativo di rassicurare sulle intenzioni del nuovo governo, che anche se… Read More »Il portavoce dei talebani: “Chiediamo all’Italia di essere riconosciuti”

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“Speriamo che l’Italia riconosca il nostro governo islamico e che riapra presto la sua ambasciata”. A dirlo è il portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid, intervistato da Mattia Sorbi di Repubblica che lo ha incontrato al ministero dell’informazione e della cultura di Kabul. Promettendo, nel tentativo di rassicurare sulle intenzioni del nuovo governo, che anche se “non ci saranno donne ministro, potranno lavorare nei ministeri oppure come poliziotte o infermiere. Potranno anche studiare all’università”.

Il portavoce dei talebani: "Chiediamo all'Italia di essere riconosciuti"

Per contrastare la crisi economica, invece, i talebani puntano sulla Cina: “Pechino ci aiuterà a ricostruire il Paese, sarà il nostro partner principale”. Zabiullah Mujahid ha spiegato che, dopo la ritirata degli americani, “c’è un Paese da ricostruire. Abbiamo bisogno di sicurezza, rilancio economico e nuovi posti di lavoro. Per quanto riguarda la sicurezza, posso affermare che grazie al ritiro degli americani e alle nostre forze dell’ordine il problema è risolto. Rimane in salita la lotta alla disoccupazione e la creazione di un vero e proprio rilancio economico”.

“Tutti i soldi sono stati spesi per la guerra, ora è tempo di ricostruire. Per questo abbiamo bisogno di migliorare le nostre relazioni internazionali e accreditarci davanti ai governi di tutto il mondo. Siamo consapevoli che abbiamo davanti un lavoro enorme, ma stiamo ponendo le basi per una profonda trasformazione del Paese” ha poi aggiunto Zabiullah Mujahid, chiarendo che l’intenzione dei talebani è formare “un governo d’unità nazionale il più presto possibile. Vorremmo creare un governo snello con la metà dei ministeri di prima”.

Sui rapporti con Pechino, infine: “La Cina è il nostro partner principale e rappresenta per noi una fondamentale e straordinaria opportunità poiché è disponibile a investire e ricostruire il nostro Paese. Teniamo moltissimo al progetto “One belt, one road” che porterà a rivivere l’antica Via della seta. Inoltre possediamo ricche miniere di rame che grazie ai cinesi potranno tornare in vita ed essere modernizzate. Infine la Cina rappresenta il nostro lasciapassare verso i mercati di tutto il mondo”.

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Il sogno infranto di 200 studenti e professori afghani pronti a partire per l’Italia https://www.business.it/il-sogno-infranto-di-200-studenti-e-professori-afghani-pronti-a-partire-per-litalia/ Mon, 30 Aug 2021 08:00:57 +0000 https://www.business.it/?p=79559 Vicinissimi a realizzare il loro sogno, quello di prendere l’aereo e volare in Italia, a Roma, per iniziare una nuova vita e iniziare un percorso di studi. E invece costretti, a pochi passi dall’aeroporto di Kabul, a tornare indietro. Duecento, in totale, gli uomini e le donne segnati sulle liste del nostro ministero della Difesa… Read More »Il sogno infranto di 200 studenti e professori afghani pronti a partire per l’Italia

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Vicinissimi a realizzare il loro sogno, quello di prendere l’aereo e volare in Italia, a Roma, per iniziare una nuova vita e iniziare un percorso di studi. E invece costretti, a pochi passi dall’aeroporto di Kabul, a tornare indietro. Duecento, in totale, gli uomini e le donne segnati sulle liste del nostro ministero della Difesa e pronti a viaggiare verso il nostro Paese. Obbligati alla retromarcia dall’attacco kamikaze dell’Isis-K che ha provocato una strage nello scalo afghano.

Strudenti e studentesse, docenti, parenti. Costretti momentaneamente a rinunciare al loro sogno e ora alla ricerca disperata di una nuova occasione per lasciare l’Afghanistan per correre a sedersi sui banchi di una scuola, in Italia. Alle pagine di Repubblica, la rettrice della Sapienza di Roma Antonella Polimeni, magnifica rettrice dell’università Sapienza di Roma ha spiegato: “Faremo qualunque sforzo per portare qui queste persone”.

“Certo, la nuova esplosione vicino all’aeroporto ci preoccupa”, ha poi aggiunto Polimeni. Dicendosi però ottimista circa la possibilità che studenti e docenti possano comunque riuscire a raggiungere l’Italia: “Per il momento sono al sicuro. Una parte di loro proveniva da Herat, ma fortunatamente ora si nasconde a Kabul: tornare indietro sarebbe troppo pericoloso. Sono divise in gruppi da 12/20 con un coordinatore in contatto sia con noi che col governo. Ovviamente quando dico ‘al sicuro’, intendo che non si trovano in strada, ma in appartamenti provvisori: sono costrette a spostarsi ogni tre giorni, per ragioni di sicurezza”.

La Farnesina ha precisato di avere la “massima attenzione” nei confronti della vicenda, con una riunione in programma nelle prossime ore per definire eventuali interventi: “Puntiamo molto sulla missione franco-inglese nell’auspicio di qualche corridoio o volo”.

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L’Italia di Mancini, i Maneskin, Draghi: il NY Times celebra la “rinascita azzurra” https://www.business.it/litalia-di-mancini-i-maneskin-draghi-il-ny-times-celebra-la-rinascita-azzurra/ Tue, 13 Jul 2021 12:41:48 +0000 https://www.business.it/?p=78809 Il trionfo della Nazionale di calcio di Roberto Mancini a Euro 2020. Ma anche la finale di Wimbledon conquistata da Matteo Berrettini, l’arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi, i Maneskin che dominano l’Eurovision. Secondo il New York Times, tanti pezzi del puzzle di una vera e propria rinascita italiana, un nuova forza acquisita e… Read More »L’Italia di Mancini, i Maneskin, Draghi: il NY Times celebra la “rinascita azzurra”

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Il trionfo della Nazionale di calcio di Roberto Mancini a Euro 2020. Ma anche la finale di Wimbledon conquistata da Matteo Berrettini, l’arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi, i Maneskin che dominano l’Eurovision. Secondo il New York Times, tanti pezzi del puzzle di una vera e propria rinascita italiana, un nuova forza acquisita e che ora sarà evidente anche in Europa negli anni a venire. Così, dall’estero, hanno celebrato il magico momento Azzurro.

L'Italia di Mancini, i Maneskin, Draghi: il NY Times celebra la "rinascita azzurra"

Nell’articolo della testata americana, firmato da Jason Horowitz, corrispondente del quotidiano a Roma, si sottolinea come la vittoria a Euro 2020 “l’ultimo segnale di una rinascita nazionale”. Horowitz ha poi esaltato Matteo Berrettini, primo italiano nella storia a giocare una finale di Wimbledon. I Maneskin, vincitori dell’Eurovision song contest 2021. E Khaby Lame, la ventunenne torinese con uno dei profili TikTok più seguiti al mondo.

Per il quotidiano USA, anche dal punto di vista politico l’Italia sembra entrare, con Mario Draghi, in una nuova era. La testata riassume anche i numeri della campagna di vaccinazione, con oltre metà popolazione che ha ricevuto la prima dose e con la riapertura di bar e ristoranti, e parla di miliardi in arrivo dall’Europa che aiuteranno il Paese a lanciarsi ancora più velocemente nel futuro.

Una serie di cambiamenti che “sembrano aver messo l’Italia in una posizione più forte rispetto ai Paesi vicini europei, in cui abbondano mancanza di leadership ed incertezza politica, nonché assenza di un elemento di unione, come una vittoria della nazionale di calcio. La Nazionale è il simbolo di un Paese che nei momenti difficili ha sempre saputo rialzarsi”.

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L’Italia innamorata di Luis Enrique: l’allenatore spagnolo ha vinto il suo Europeo https://www.business.it/litalia-innamorata-di-luis-enrique-lallenatore-spagnolo-ha-vinto-il-suo-europeo/ Wed, 07 Jul 2021 12:42:03 +0000 https://www.business.it/?p=78649 Nella notte magica di Wembley, quella che ha consegnato all’Italia la finale di Euro 2020 dopo aver battuto la Spagna ai calci di rigore, c’è stato un protagonista a sorpresa, capace di far breccia nel cuore dei milioni di tifosi che hanno seguito fino alla fine l’emozionante semifinale. Non uno dei calciatori in campo da… Read More »L’Italia innamorata di Luis Enrique: l’allenatore spagnolo ha vinto il suo Europeo

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Nella notte magica di Wembley, quella che ha consegnato all’Italia la finale di Euro 2020 dopo aver battuto la Spagna ai calci di rigore, c’è stato un protagonista a sorpresa, capace di far breccia nel cuore dei milioni di tifosi che hanno seguito fino alla fine l’emozionante semifinale. Non uno dei calciatori in campo da una parte o dall’altra, ma l’allenatore dei nostri rivali, Luis Enrique, ex calciatore e vecchia conoscenza del nostro calcio, in passato allenatore della Roma. Lui, più di tutti e forse anche più dei protagonisti dell’incredibile successo Azzurro, rimarrà impresso a lungo nella nostra memoria.

L'Italia innamorata di Luis Enrique: l'allenatore spagnolo ha vinto il suo Europeo

Non è un allenatore normale, Luis Enrique. Costretto dalla vita ad affrontare la prova più dura di tutte, quella che nessuno dovrebbe mai trovarsi di fronte: superare la perdita della figlia Xana, scomparsa a soli nove anni a causa di una brutta malattia, un tumore alle ossa che non le ha lasciato scampo. Per lei il mister spagnolo si è tatuato una X sull’avambraccio, un dramma che lo aveva spinto a lasciare il ruolo di guida della Spagna e fare un passo indietro, abbandonando quel mondo del calcio sul quale, però, è voluto tornare ad affacciarsi dopo mesi di sofferenza.

Un signore, Luis Enrique. Forte di un coraggio commovente, che gli ha permesso di tornare in panchina nonostante il cuore spezzato. Ricordando a tutti che, in fondo, il calcio è e sempre resterà un gioco, bellissimo, da affrontare con il sorriso. Appena Jorginho ha segnato l’ultimo rigore, quello decisivo per la vittoria italiana, si è avvicinato alla panchina degli Azzurri per fare i complimenti a Mancini e ai suoi. Annunciando poi: “Da qui in avanti tiferò per l’Italia, spero possa vincere l’Europeo”.

Avrebbe avuto ragione, Luis Enrique, di prendersela con tutto e tutti. Con gli errori sottoporta dei suoi attaccanti, con la sfortuna che ha messo di fronte alla Spagna un portiere, Gigio Donnarumma, insuperabile. Con un fato beffardo che ha visto gli iberici eliminati nonostante una prestazione a tratti di gran lunga superiore a quella degli avversari. E invece, niente, nemmeno una mezza polemica. Complimenti a tutti, la soddisfazione per aver visto “una partita di alto livello tra due squadre forti”, grazie e arrivederci. Buona fortuna, Luis Enrique. Sarebbe bello averne sempre, di avversari come te.

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Salvini su Italia-Belgio: “Azzurri in ginocchio? Non si affronta così il razzismo” https://www.business.it/salvini-su-italia-belgio-azzurri-in-ginocchio-non-si-affronta-cosi-il-razzismo/ Fri, 02 Jul 2021 10:17:12 +0000 https://www.business.it/?p=78530 La gestione della campagna Black Lives Matter durante gli Europei di calcio continua a tenere banco, con il leader della Lega Matteo Salvini intervenuto per puntare il dito sul comportamento degli Azzurri. L’Italia di Mancini non si è infatti inginocchiata durante la sfida dei quarti di finale con l’Austria (contro il Galles lo avevano fatto… Read More »Salvini su Italia-Belgio: “Azzurri in ginocchio? Non si affronta così il razzismo”

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La gestione della campagna Black Lives Matter durante gli Europei di calcio continua a tenere banco, con il leader della Lega Matteo Salvini intervenuto per puntare il dito sul comportamento degli Azzurri. L’Italia di Mancini non si è infatti inginocchiata durante la sfida dei quarti di finale con l’Austria (contro il Galles lo avevano fatto solo 5 calciatori), ma lo farà contro il Belgio: “È surreale pensare di risolvere il problema del razzismo inginocchiandosi. Il razzismo non si combatte inginocchiandosi”.

Salvini su Italia-Belgio: "Azzurri in ginocchio? Non si affronta così il razzismo"

Salvini ha poi aggiunto, intervistato a Radio 24: “Stasera gli Azzurri devono fare quello che vogliono, che il segretario del Pd sia preoccupato dell’inginocchiamento è surreale, a me interessa che l’Italia vinca”. A chiarire la posizione dell’Italia era stato il capitano Giorgio Chiellini: “Se e quando ricapiterà una richiesta di altre squadre ci inginocchieremo per sentimento di solidarietà e di sensibilità verso le altre nazionali e cercheremo di combattere il razzismo in altro modo con delle iniziative insieme alla federazione”. 

Anche se di fatto manca ancora l’ufficialità, quindi, è probabile che durante la sfida contro il Belgio gli italiani si inginocchieranno per solidarietà verso i loro avversari, decisi a onorare l’iniziativa pensata per sensibilizzare gli spettatori verso il delicato tema del razzismo. Sul tema è intervenuto anche il portavoce Amnesty International Italia Riccardo Noury, che ai microfoni di Radio Cusano Campus ha spiegato: “Bizzarro che i calciatori italiani si inginocchino solo perché lo farà il Belgio, è un autogol di comunicazione enorme e hanno svuotato di significato questo gesto”.

Salvini su Italia-Belgio: "Azzurri in ginocchio? Non si affronta così il razzismo"

“È una spiegazione bizzarra – ha detto Noury – Non solidarizzare con una causa, è un autogol di comunicazione enorme. Per quanto se n’è parlato e per come se n’è parlato è un gesto che ormai non ha più alcun significato. Ricordiamo che questo gesto di Inginocchiarsi nasce negli Usa contro il razzismo e per ricordare la modalità di blocco a terra dei poliziotti nei confronti degli afroamericani come George Floyd. È una causa giusta, forse un po’ di sforzo in più per immedesimarsi in quello che vivono altre persone sarebbe opportuno, anche perché pure in Italia qualche episodio di razzismo lo vediamo”.

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Il dramma di Stresa, continua l’odio dei francesi: “Dio è contento se muore un italiano” https://www.business.it/il-dramma-di-stresa-continua-lodio-dei-francesi-dio-e-contento-se-muore-un-italiano/ Tue, 25 May 2021 14:24:52 +0000 https://www.business.it/?p=77709 Una polemica vergognosa che si sperava esaurita nel giro di poche ore, quella che ha visto i social riempirsi di messaggi d’odio da parte di utenti francesi nei confronti dell’Italia dopo la tragedia della funivia di Stresa. E che invece purtroppo è proseguita anche nelle ore successive al dramma, nel quale hanno perso la vita… Read More »Il dramma di Stresa, continua l’odio dei francesi: “Dio è contento se muore un italiano”

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Una polemica vergognosa che si sperava esaurita nel giro di poche ore, quella che ha visto i social riempirsi di messaggi d’odio da parte di utenti francesi nei confronti dell’Italia dopo la tragedia della funivia di Stresa. E che invece purtroppo è proseguita anche nelle ore successive al dramma, nel quale hanno perso la vita 14 persone tra cui due bambini a seguito della rottura di un cavo. Con altri post disgustosi apparsi nell’etere, che hanno scatenato la rabbia degli italiani nei confronti dei transalpini.

Una vicenda nata sulla scia delle accuse reciproche per la vittoria dei Maneskin al festival musicale Eurovision, con i francesi che hanno sostenuto subito l’ingiustizia del risultato. E che si è estesa laddove mai sarebbe dovuta arrivare, andando a toccare una vicenda di cronaca nera che avrebbe meritato invece piuttosto un rispettoso silenzio e messaggi di solidarietà. E invece, come ricostruito in queste ore da diverse testate, ecco comparire altri interventi agghiaccianti, tutti all’insegna dell’hashtag “télephérique italie”.

Tra i tanti, inconcepibili messaggi comparsi ecco per esempio i vari “Dio è felice quando gli italiani muoiono” o “Dio ha ucciso 14 figli di putt*** italiani oggi. Grazie Dio. Baci”. E ancora: “Caduta la funivia a Stresa: una giusta punizione del karma dopo il cocainagate dei Maneskin all’Eurovision”, “Questo è il karma, ahahah”, “Gli italiani sono disoccupati”, “Si eliminano anche velocemente”.

“L’euforia dell’Eurovision distrutta dalla caduta di una funivia. Ballavano lì dopo la vittoria e così le corde di sono rotte. Ecco. La Francia ha dovuto lasciare la vittoria a una canzone vuota” scrive un altro utente. “La funivia è gestita dalla mafia?” si domanda l’ennesimo internauta privo di buonsenso. Una violenza verbale intollerabile che ha scatenato risposte altrettanto sopra le righe da parte di utenti italiani, in un crescendo del quale avremmo tutti fatto volentieri a meno.

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Draghi ha salvato “un’Italia delinquente”: l’articolo choc del Financial Times https://www.business.it/draghi-ha-salvato-unitalia-delinquente-larticolo-choc-del-financial-times/ Mon, 26 Apr 2021 13:30:43 +0000 https://www.business.it/?p=76743 Un articolo scritto per celebrare il premier Mario Draghi. E che suona, però, anche come un duro attacco all’Italia, quello del Financial Times. Nella sua edizione cartacea, il quotidiano finanziario inglese ha infatti elogiato il presidente del Consiglio a poche ore dalla presentazione del Recovery Fund in Parlamento. Sostenendo di aver contribuito a ridare credibilità… Read More »Draghi ha salvato “un’Italia delinquente”: l’articolo choc del Financial Times

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Un articolo scritto per celebrare il premier Mario Draghi. E che suona, però, anche come un duro attacco all’Italia, quello del Financial Times. Nella sua edizione cartacea, il quotidiano finanziario inglese ha infatti elogiato il presidente del Consiglio a poche ore dalla presentazione del Recovery Fund in Parlamento. Sostenendo di aver contribuito a ridare credibilità a un Paese che in passato veniva percepito all’estero come “delinquente”. Un passaggio che, ovviamente, ha scatenato non poche polemiche.

Draghi ha salvato "un'Italia delinquente": l'articolo choc del Financial Times

Nell’articolo, il Financial Times ha ricordato che Draghi è stato il primo leader europeo a bloccare l’esportazione di vaccini verso Paesi extra-comunitari e ha elogiato la netta presa di posizione del premier, che è arrivato a definire senza troppi giri di parole “un dittatore” il presidente turco Erdogan. Poi, però, ecco arrivare anche l’attacco all’Italia, uno Stato considerato pieno di problemi.

Nel corso dell’articolo, il Financial Times dà infatti la parola all’analista Jana Puglierin del centro studi European Council for Foreign Relations: secondo l’esperto, l’Italia sta pian piano diventando un Paese al quale guardare con fiducia, mentre in passato era catalogabile come una sorta “delinquente giovanile” per i suoi problemi irrisolti, a partire dal deficit e dal debito.

L’espressione utilizzata è “delinquent”, che si presta a diverse possibili interpretazioni. Come quella di “teppista”, nel senso di indisciplinato, poco incline a seguire le direttive comuni. E che ovviamente ha subito scatenato la reazione indignata di alcuni utenti, che si sono affrettati ad attaccare la testata.

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La ripresa a V dell’export italiano https://www.business.it/la-ripresa-a-v-dellexport-italiano/ Thu, 04 Mar 2021 14:19:14 +0000 https://www.business.it/?p=75061 di Gabriele Iuvinale Per le imprese italiane il 2021 si prospetta come un anno di transizione verso l’uscita dalla crisi pandemica. Un anno caratterizzato dai cosiddetti fattori “V”: Virus, Varianti e Vaccini, ma anche un sentiero di pieno recupero dell’economia mondiale dopo la profonda recessione registrata nel 2020. E’ quanto sostiene SACE nel suo ultimo… Read More »La ripresa a V dell’export italiano

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di Gabriele Iuvinale

Per le imprese italiane il 2021 si prospetta come un anno di transizione verso l’uscita dalla crisi pandemica. Un anno caratterizzato dai cosiddetti fattori “V”: Virus, Varianti e Vaccini, ma anche un sentiero di pieno recupero dell’economia mondiale dopo la profonda recessione registrata nel 2020.

E’ quanto sostiene SACE nel suo ultimo Risk Map 2021, elaborato in collaborazione con la Fondazione Enel, che descrive i rischi legati all’internazionalizzazione Paese per Paese.

La ripartenza per le imprese italiane sarà promossa da alcuni driver importanti. L’export, in primis, da sempre motore fondamentale della nostra economia, sarà certamente una leva da attivare, sostiene Rodolfo Errore, Presidente SACE. Ma da solo non basterà per agganciare la ripresa, prosegue. Servirà anche puntare su politiche economiche espansive; sull’attuazione del piano Next Generation EU; su un sistema finanziario globale focalizzato sul finanziamento dell’economia reale e su un’ambiziosa agenda verde, tutto questo in una logica inclusiva a servizio delle generazioni a venire”.

In un quadro di generale ripresa dell’economia e degli scambi internazionali, non mancheranno, dunque, le opportunità di crescita sui mercati esteri per le imprese italiane, con particolare riferimento a quei Paesi che risultano più “solidi” (come gli Emirati Arabi Uniti all’interno dell’area MENA o il Perù in quella latino-americana), o più resilienti (come il Vietnam, in Asia)

Le previsioni sulla ripresa economica

La ripresa sarà diffusa a tutte le geografie, seppure in maniera eterogenea, sostiene SACE.

La sua intensità nel primo trimestre dell’anno rimarrà debole, mentre a partire da aprile, grazie anche all’avanzamento dei programmi di vaccinazione, si assisterà ad una stabilizzazione. SACE prevede anche un incremento generalizzato dei rischi del credito e dei rischi politici.

Secondo le recenti previsioni di Oxford Economics (OE), nello scenario base – quello a maggiore probabilità di accadimento – l’attività economica globale è attesa in ripresa del 5% nel 2021, a metà strada tra i dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Ocse, (+4,2%) e del Fondo Monetario Internazionale, Fmi, (+5,5%). Nel prossimo biennio, il Pil mondiale è atteso stabilizzarsi su un sentiero di crescita positivo, ma meno sostenuto. Le tempistiche di risoluzione della crisi restano comunque ancora altamente variabili, rendendo l’esercizio di previsione sull’andamento dell’economia mondiale suscettibile di revisioni, sia verso l’alto sia verso il basso.

In questo contesto, il volume del commercio internazionale tornerà a crescere nel 2021, sostenuto in particolare da una ripresa intensa per i beni che più che compenserà il lento recupero dei servizi.

Il rischio di credito

SACE prevede che i livelli di rischio del credito aumenteranno in particolare nella componente sovrana, complice il notevole aumento del debito pubblico.

Questa è, infatti, una delle leve con cui hanno agito i Governi per far fronte alla crisi, ma la sua sostenibilità diventa sempre più un fattore critico, in particolare in alcune economie dell’Africa Subsahariana e dell’America Latina. Quanto ai sistemi bancari, essi si presentano più stabili, specie nei Paesi avanzati, grazie anche al rafforzamento delle politiche macro prudenziali, ma risentiranno del deterioramento creditizio – in diversi casi consistente – delle imprese clienti.

I rischi politici

Sul fronte dei rischi politici, è la componente della violenza politica a registrare un evidente peggioramento. Il quadro politico-sociale, già messo alla prova nel 2020, sarà ancora più sollecitato dalle crescenti tensioni legate al persistere del virus e ai suoi effetti sull’occupazione e sulla capacità di reddito delle famiglie e delle imprese. Questi aspetti, indica il documento, saranno più evidenti soprattutto in quei contesti dove gli assetti politico-istituzionali sono più fragili e le reti di sicurezza socio-economica meno sviluppate.

Il rischio climatico

Da tempo il rischio climatico (siccità, inondazioni) è diventato un fattore da prendere in considerazione per gli investimenti. Lo sviluppo sostenibile è, dunque, sempre più centrale e l’Italia e l’Europa, grazie agli investimenti del Recovery e alla combinazione tra sapere e impresa, hanno una straordinaria occasione per diventare competitive in un mondo che dovrà pensare alle prossime generazioni.

Per questo, nel documento, SACE e Fondazione Enel hanno sviluppato, per ogni Paese, un indicatore di rischio riguardante il climate change ed alcuni punteggi sintetici che definiscono lo scenario di benessere ed il contesto della transizione energetica. Il rischio climatico nei prossimi anni è destinato a crescere in tutte le aree geografiche, in particolare sotto il profilo delle temperature, mentre i contesti di benessere e transizione energetica mostrano una eterogeneità, a seconda dei diversi scenari nazionali e, in particolare, fra Paesi Avanzati ed Emergenti.

In conclusione, le imprese potranno guardare guardare al 2021 con cauto ottimismo, con la consapevolezza, però, di dover adeguare rapidamente, sostiene SACE, le proprie strategie a un contesto in continua evoluzione e monitorare costantemente sia i mercati di interesse sia le controparti vecchie e nuove a cui dovranno opportunamente concedere termini di pagamento più vantaggiosi.

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Vittorio Iacovacci, ecco chi era il carabiniere italiano ucciso in Congo https://www.business.it/vittorio-iacovacci-ecco-chi-era-il-carabiniere-italiano-ucciso-in-congo/ Mon, 22 Feb 2021 14:37:18 +0000 https://www.business.it/?p=74676 Avrebbe compiuto 31 anni il prossimo mese, a marzo, Vittorio Iacovacci. Ucciso in Congo, insieme all’ambasciatore italiano Luca Attanasio, mentre prestava servizio come carabiniere. Una morte terribile, inaccettabile, la sua. Originario di Sonnino, paese della Ciociaria famoso per aver dato i natali anche all’ex calciatore Alessandro Altobelli, era entrato in servizio nell’ambasciata del nostro Paese… Read More »Vittorio Iacovacci, ecco chi era il carabiniere italiano ucciso in Congo

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Avrebbe compiuto 31 anni il prossimo mese, a marzo, Vittorio Iacovacci. Ucciso in Congo, insieme all’ambasciatore italiano Luca Attanasio, mentre prestava servizio come carabiniere. Una morte terribile, inaccettabile, la sua. Originario di Sonnino, paese della Ciociaria famoso per aver dato i natali anche all’ex calciatore Alessandro Altobelli, era entrato in servizio nell’ambasciata del nostro Paese in Congo a settembre 2020, effettivo al Battaglione Gorizia dal 2016.

Iacovacci, che aveva prestato servizio anche alla Folgore, in Congo era impiegato come parte della scorta all’ambasciatore. Non era sposato, non aveva figli, era in servizio dallo scorso settembre presso l’ambasciata italiana ed era in forza al 13° reggimento Friuli Venezia Giulia, a Gorizia, che fa parte della seconda Brigata mobile dell’Arma dei carabinieri, un nucleo di elite con proiezione operativa all’estero. In passato, proprio alcuni carabinieri di quella Brigata erano stati tra le vittime nell’attentato di Nassiriya e negli agguati in Afghanistan ad opera dei talebani.

Vittorio Iacovacci, ecco chi era il carabiniere italiano ucciso in Congo

Iacovacci aveva fatto un corso di addetto ai servizi di protezione e si occupava della tutela dell’ambasciatore. “La comunità di Sonnino è sgomenta per questa giovane e tragica perdita. Proclameremo il lutto cittadino”. Così il sindaco di Sonnino, Luciano De Angelis, alla notizia della morte in Congo del carabiniere Vittorio Iacovacci, originario del centro in provincia di Latina. «Era andato a portare la pace ed è stato ucciso – conclude il sindaco- ci stringiamo attorno alla famiglia”.

Vittorio Iacovacci, ecco chi era il carabiniere italiano ucciso in Congo

L’attacco costato la vita al carabiniere si è verificato nella cittadina di Kanyamahoro. Sono molti i gruppi armati che operano nella zona dei monti Virunga, fra Congo, Ruanda e Uganda, e spesso prendono di mira i ranger del parco, famoso per i gorilla di montagna. Fonti sostengono che la milizia responsabile appartenga ai ribelli rwandesi, che superano il confine per rubare, uccidere e rapire. Oltre ai due italiani, nel conflitto a fuoco è rimasto ucciso anche l’autista del convoglio.

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Arriva il progetto “HERA Incubator”: possibile produrre vaccini anche in Italia https://www.business.it/arriva-il-progetto-hera-incubator-possibile-produrre-vaccini-anche-in-italia/ Fri, 19 Feb 2021 13:38:10 +0000 https://www.business.it/?p=74588 di Gabriele e Nicola Iuvinale La Commissione Europea ha lanciato un nuovo progetto che consentirà la produzione di vaccini Covid nei Paesi UE. Si chiama Hera Incubator. Sostanzialmente è un piano di preparazione alla difesa biologica contro le preoccupanti varianti Covid che riunirà ricercatori, aziende di biotecnologie, produttori, autorità di regolamentazione e autorità pubbliche, per monitorare… Read More »Arriva il progetto “HERA Incubator”: possibile produrre vaccini anche in Italia

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di Gabriele e Nicola Iuvinale

La Commissione Europea ha lanciato un nuovo progetto che consentirà la produzione di vaccini Covid nei Paesi UE. Si chiama Hera Incubator. Sostanzialmente è un piano di preparazione alla difesa biologica contro le preoccupanti varianti Covid che riunirà ricercatori, aziende di biotecnologie, produttori, autorità di regolamentazione e autorità pubbliche, per monitorare le varianti, scambiare dati e collaborare all’adattamento dei vaccini.Il piano si articola su cinque punti:

identificare e analizzare le varianti del virus più rapidamente;
supportare l’adattamento degli attuali vaccini alle varianti e, se necessario, svilupparne di nuovi;
lanciare una rete europea di sperimentazioni cliniche;
accelerare la procedura di approvazione regolamentare dei vaccini, con orientamenti sugli obblighi in materia di dati e agevolazione della certificazione dei siti produttivi, nuovi o riconvertiti;
aumentare la produzione di massa dei vaccini.
Riguardo tale ultimo punto, è intenzione della Commissione promuovere la creazione di un meccanismo specifico per il rilascio delle licenze, su base volontaria, per consentire la condivisione del know-how tecnico attraverso partenariati industriali al fine di aumentare la produzione.

La Commissione, inoltre, sosterrà, la cooperazione tra imprese per conseguire obiettivi specifici in termini di ricerca e sviluppo, produzione o fornitura, che non sarebbero raggiungibili se le imprese agissero da sole. A tal riguardo, verrà offerta una consulenza in tema di diritto della concorrenza per quanto riguarda la produzione di vaccini o medicinali, anche alla luce dei criteri stabiliti nella comunicazione sul quadro temporaneo in materia di antitrust.

Attraverso questo progetto, dunque, sarà possibile avviare una produzione di vaccini anche in Italia.

Attualmente, è in corso la mappatura delle capacità industriali dei singoli Paesi attraverso il progetto EU FAB.

Il piano sarà avviato immediatamente e getterà anche le basi per la nascita di una futura Autorità, responsabile della preparazione biologica: l’Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA). Autorità, peraltro, già inserita nel pacchetto legislativo sul rafforzamento della resilienza alle minacce per la salute dell’11 novembre scorso.Questa nuova Agenzia supplirebbe alle carenze strutturali in termini di preparazione sanitaria e capacità di risposta dell’UE per quanto riguarda lo sviluppo in campo biomedico, la produzione e il miglioramento della capacità di gestire situazioni di emergenza. Inoltre, svolgerebbe anche una funzione di analisi delle tendenze emergenti, concentrandosi sulle tecnologie biomediche emergenti che possono essere replicate su ampia scala per applicazioni concrete in situazioni di crisi. L’autorità collaborerà, inoltre, con le reti che riuniscono l’industria, gli esperti scientifici, il mondo accademico e le organizzazioni di ricerca clinica allo scopo di istituire una collaborazione tra il settore pubblico e quello privato.

Finanziamenti

La Commissione investirà in vari aspetti del progetto, in particolare:

75 milioni di euro per sostenere il sequenziamento genomico e sviluppare nuovi test standardizzati per le varianti;
150 milioni di euro per progetti di ricerca, esistenti e nuovi, sulle varianti nell’ambito di Horizon Europe.
E’ previsto anche il completamento dell’Emergency Support Instrument e l’impiego dell’InnovFin Infectious Diseases Finance Facility di Horizon 2020, oltre che di InvestEU per il finanziamento degli Advance purchase agreements.

Insulti e minacce di morte alla Segre sui social. La “colpa”? Aver fatto il vaccino

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Covid, a Loreto un caso della “variante inglese” del virus https://www.business.it/covid-a-loreto-un-caso-della-variante-inglese-del-virus/ Wed, 23 Dec 2020 14:22:59 +0000 https://www.business.it/?p=72706 Arriva un caso della cosiddetta “variante inglese del Covid-19” anche in Italia, rilevato a Loreto in provincia di Ancona. Una sequenza parziale è stata infatti individuata dal Laboratorio di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona: si tratta di una persona che non ha avuto collegamenti diretti con la Gran Bretagna e che si è sottoposta a tampone molecolare… Read More »Covid, a Loreto un caso della “variante inglese” del virus

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Arriva un caso della cosiddetta “variante inglese del Covid-19” anche in Italia, rilevato a Loreto in provincia di Ancona. Una sequenza parziale è stata infatti individuata dal Laboratorio di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona: si tratta di una persona che non ha avuto collegamenti diretti con la Gran Bretagna e che si è sottoposta a tampone molecolare nei giorni scorsi perché aveva un forte raffreddore e che ora è in isolamento con la famiglia.“Nel frattempo abbiamo approfondito gli accertamenti – ha spiegato all’Ansa il direttore del Laboratorio Stefano Menzo – e ora sappiamo che si tratta della variante inglese”. Sulla “Vui 202012/01” ormai nota come la “variante inglese” nei giorni scorsi, infatti, si sono susseguite informazioni convulse sulla portata e i rischi che potrebbe comportare il virus mutato in terra britannica.Come spiegato da Repubblica, la prima analisi dell’Agenzia europea per il controllo delle malattie di pochi giorni fa illustra come “il numero insolitamente alto di mutazioni della proteina Spike e l’alta copertura del sequenziamento nel Regno Unito suggerisca che la variante non sia emersa attraverso un accumulo graduale di mutazioni” in Gran Bretagna. Piuttosto, una possibile spiegazione è l’infezione prolungata da Sars-cov-2 in “un singolo paziente, potenzialmente con immunocompetenza ridotta”. Se questo tipo di infezione si prolunga, scrivono gli scienziati europei, “può portare all’accumulo di mutazioni di fuga immunitaria a un tasso elevato”.Altra possibilità è quella di “processi di adattamento del virus verificatisi in una diversa specie animale suscettibile, che viene poi ritrasmessa all’uomo dagli animali ospiti”, come sarebbe potuto accadere per il caso dei visoni in Danimarca. Fino ad oggi la variante è stata segnalata in Danimarca, Paesi Bassi e “secondo i media in Belgio”, con un caso confermato anche su Roma. Fortunatamente, i risultati degli studi hanno mostrato che su questo tipo di mutazione “si possono dissipare i timori che possa sfuggire all’immunità indotta dal vaccino”.

Oltre 20 boss della mafia con il reddito di cittadinanza, la scoperta a Messina

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Bertolaso: “Serve un lockdown subito, o saremo presto come a marzo” https://www.business.it/bertolaso-serve-un-lockdown-subito-o-saremo-presto-come-a-marzo/ Fri, 30 Oct 2020 12:18:23 +0000 https://www.business.it/?p=71093 Una situazione complicata, che rischia presto di diventare tragica. E che suggerisce di chiudere per un mese il Paese, onde evitare che presto ci si ritrovi nella stessa situazione di marzo. A dirlo è l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso, che in un’intervista al Corriere della Sera ha suggerito di intervenire il prima possibile… Read More »Bertolaso: “Serve un lockdown subito, o saremo presto come a marzo”

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Una situazione complicata, che rischia presto di diventare tragica. E che suggerisce di chiudere per un mese il Paese, onde evitare che presto ci si ritrovi nella stessa situazione di marzo. A dirlo è l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso, che in un’intervista al Corriere della Sera ha suggerito di intervenire il prima possibile “perché purtroppo a metà novembre saremo come a fine marzo. Con la differenza che allora l’epidemia riguardava Lombardia e Veneto, mentre ora abbraccia tutta Italia”.Secondo Bertolaso, dai grafici si evidenzia “chiaramente come a metà del prossimo mese la curva di contagi, ricoveri e morti avrà un’impennata insostenibile se non si prendono misure drastiche”. Il servizio sanitario “ha l’acqua alla gola e non sarà in grado di rispondere all’emergenza incalzante”. I nuovi letti di rianimazione veri “a me risultano molto pochi oppure sono stati realizzati chiudendo sale operatorie o togliendo spazio altrove”.Per Bertolaso, quindi, in questo momento “sarebbe meglio fermare del tutto il Paese per un mese, subito». Con uno stop generale, «da un lato potremmo cercare di arrestare la diffusione, dall’altro permetteremmo al sistema di riorganizzarsi. Resettiamo l’Italia, senza aspettare di vedere se le nuove misure sono state efficaci”.Le conseguenze economiche disastrose “sono già in atto. Si può intervenire aumentando le disponibilità del decreto Ristori, magari prendendo i soldi del Mes”. La prima ondata è stata gestita dall’Italia ma “nei mesi estivi non è stato fatto nulla per mettere il Paese in sicurezza. In migliaia sono in isolamento a casa, perché non si è capaci di dare alloggio ai positivi. Quando ci fu il terremoto noi mandammo in albergo 70mila persone in pochi giorni”.

Lamorgese replica a Salvini: “I tuoi Decreti Sicurezza hanno creato insicurezza”

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Anna, Diego, Cristiano: le storie dell’Italia che non ce la fa più https://www.business.it/anna-diego-cristiano-le-storie-dellitalia-che-non-ce-la-fa-piu/ Sat, 17 Oct 2020 11:00:00 +0000 https://www.business.it/?p=70588 Storie diverse, persone diverse, età diverse. Raccolte dall’Huffington Post e pubblicate per alzare il velo su uno spaccato terribile, quello di chi non riesce più ad arrivare a fine mese. E allora dalle periferie di Roma si mette in fila davanti alla sede della Croce Rossa per la consegna dei buoni spesa e dei pacchi… Read More »Anna, Diego, Cristiano: le storie dell’Italia che non ce la fa più

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Storie diverse, persone diverse, età diverse. Raccolte dall’Huffington Post e pubblicate per alzare il velo su uno spaccato terribile, quello di chi non riesce più ad arrivare a fine mese. E allora dalle periferie di Roma si mette in fila davanti alla sede della Croce Rossa per la consegna dei buoni spesa e dei pacchi alimentari. Latte a lunga conservazione, marmellate, qualche scatoletta. In molti non avevano mai chiesto aiuti prima d’ora. Poi è arrivato il Covid a complicare tutto.Tra questi c’è Anna, 60 anni, che vive a Colle Prenestino: “Faccio la collaboratrice domestica, ovviamente in nero. Prima di marzo lavoravo per quattro famiglie. Nel periodo del lockdown non ho lavorato per niente. Dalla riapertura sono riuscita a rientrare in un’unica famiglia: le altre, alcune danneggiate a loro volta dalla crisi, hanno tagliato tutto ciò che non era essenziale, inclusa me. Non mi sono mai trovata nelle condizioni di dover chiedere aiuto. Prima non facevo lussi, però avevo a sufficienza per vivere dignitosamente. Ora sono qui, in fila per un pacco alimentare, dopo aver avuto aiuti da parenti e amici”.In fila anche Diego, 41 anni, che vive per strada in zona Tiburtina: “Da quando la mia azienda mi ha licenziato, anni fa, ho fatto tanti lavori, tutti saltuari; ho provato ad aggiornarmi su internet, ho le patenti. Ora con questa pandemia l’idea di un lavoro vero mi sembra un miraggio”. E Cristiana, che vive a Laurentino 38 insieme al marito: “La mia vita è peggiorata tantissimo col Covid, il fronte economico è un disastro. Faccio le pulizie, mi hanno messo in cassa integrazione ma i soldi non arrivavano mai e così siamo entrati in un circolo vizioso: bollette accumulate, affitti non pagati, mio marito che non lavora in regola… siamo andati in sofferenza”.L’Istat ha parlato di “ondata di povertà senza precedenti”: nel suo rapporto di luglio 2020, l’Istituto nazionale di statistica ha stimato che la crisi legata al Covid abbia generato oltre un milione di “nuovi poveri”, persone che hanno bisogno di aiuto anche per mangiare. Nel 2019 vivevano in povertà assoluta 4,6 milioni di persone; altri 8,8 milioni erano nel limbo della povertà relativa. Proprio loro sono stati i primi a finire in ginocchio.

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L’allarme dei virologi: “Possibile un lockdown nazionale a Natale” https://www.business.it/lallarme-dei-virologi-possibile-un-lockdown-nazionale-a-natale/ Wed, 14 Oct 2020 14:54:55 +0000 https://www.business.it/?p=70475 Nonostante le rassicurazioni del premier Giuseppe Conte, che ha garantito di essere pronto a tutto pur di evitare il ritorno a una situazione di lockdown nazionale, i virologi continuano a dirsi dubbiosi su quanto accadrà nei prossimi mesi. I numeri sono in peggioramento nel corso delle ultime settimane, e non manca chi intravede all’orizzonte la… Read More »L’allarme dei virologi: “Possibile un lockdown nazionale a Natale”

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Nonostante le rassicurazioni del premier Giuseppe Conte, che ha garantito di essere pronto a tutto pur di evitare il ritorno a una situazione di lockdown nazionale, i virologi continuano a dirsi dubbiosi su quanto accadrà nei prossimi mesi. I numeri sono in peggioramento nel corso delle ultime settimane, e non manca chi intravede all’orizzonte la possibilità di chiusure dolorose. Tra questi, anche Andrea Crisanti.Virologo dell’università di Padova, Crisanti ha spiegato nel corso di un’intervista rilasciata a Studio 24: “Credo che un lockdown a Natale sia nell’ordine delle cose: si potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus e aumentare il contact tracing. Così come siamo il sistema è saturo”. Nel sottolineare l’eventualità, Crisanti ha ricordato anche come la Gran Bretagna abbia già iniziato ad adottare misure più drastiche, come per esempio il lockdown durante il periodo delle vacanze di Natale. “I mezzi affollati sono una situazione che favorisce il contagio. Una cosa che si potrebbe fare è obbligare i passeggeri a indossare mascherine chirurgiche e vietare l’ingresso con mascherine fai da te. Avrebbe più effetto che discutere se diminuire la capienza” è invece stato il commento sul fronte mezzi pubblici.Il vero problema, per Crisanti, “è l’impostazione per cui le misure vengono prese per inseguire il virus e non per anticiparlo. È vero che non c’è un manuale per affrontare la pandemia ma dalla prima ondata avremmo dovuto imparare molte cose”.

Il peso dell’economia sommersa: all’Italia è già costata 211 miliardi

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Il peso dell’economia sommersa: all’Italia è già costata 211 miliardi https://www.business.it/il-peso-delleconomia-sommersa-allitalia-e-gia-costata-211-miliardi/ Wed, 14 Oct 2020 13:57:54 +0000 https://www.business.it/?p=70470 Il valore aggiunto generato dall’economia non osservata, che comprende sia il sommerso che le attività economiche illegali, è in calo. Ma le cifre continuano a essere imponenti. Nel 2018 si attestava infatti intorno ai 211 miliardi di euro, contro i 213,9 dell’anno precedente. Una flessione, quindi, dell’1,3% rispetto al 2017, che ha fatto scendere di 0,4… Read More »Il peso dell’economia sommersa: all’Italia è già costata 211 miliardi

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Il valore aggiunto generato dall’economia non osservata, che comprende sia il sommerso che le attività economiche illegali, è in calo. Ma le cifre continuano a essere imponenti. Nel 2018 si attestava infatti intorno ai 211 miliardi di euro, contro i 213,9 dell’anno precedente. Una flessione, quindi, dell’1,3% rispetto al 2017, che ha fatto scendere di 0,4 punti percentuali l’incidenza dell’economia non osservata sul Pil. Il valore arriva così all’11,9% e conferma la tendenza in discesa in atto dal 2014, anno in cui si era registrato un picco del 13%.Questi i dati riportati dall’Istat nel suo report sull’economia non osservata nei conti nazionali, in cui viene appunto preso in considerazione il periodo tra il 2015 e il 2018. Ma vediamo nello specifico che cosa afferma il documento dell’Istituto nazionale di statistica. All’interno del dossier si distingue tra economia sommersa e illegale: sommerso è ciò che non viene dichiarato al fisco (tutto ciò che è frutto di evasione fiscale, in altre parole) e i profitti generati dal lavoro nero. Con economia illegale, invece, si fa riferimento a quelle attività di produzione e distribuzione o a quei servizi che sono proibiti per legge, come ad esempio il traffico di stupefacenti.Rispetto all’anno precedente, nel corso del 2018 l’incidenza di questa sul Pil si è ridotta di circa 3 miliardi. L’Istat precisa che nell’ultimo anno preso in esame si è osservata una lieve variazione del peso relativo delle diverse componenti dell’economia non osservata: “A una riduzione delle quote ascrivibili alla sotto-dichiarazione (dal 46,0% al 45,3%) – come possono essere ad esempio le mance – e all’utilizzo di input di lavoro irregolare (dal 37,5% al 37,2%), fa fronte un incremento di quelle riconducibili alle altre componenti del sommerso (dal 7,6% all’8,3%) e all’economia illegale (dall’8,8%al 9,1%)”.Nel 2018 il complesso dell’economia sommersa ha riportato un valore di 191,8 miliardi, con una riduzione di 3,2 miliardi rispetto all’anno precedente. Si tratta comunque del 12% del valore aggiunto prodotto dal sistema economico. La quota che deriva da quanto evaso al Fisco è pari a 95,6 miliardi (contro i 98,5 del 2017) mentre quella connessa al lavoro irregolare si attesta intorno ai 78,5 miliardi (contro gli 80,2 dell’anno precedente). I settori dove risulta più alto il peso del sommerso economico sono quelli riguardanti i servizi alla persona, commercio, trasporti, alloggio e ristorazione, costruzioni.

“Destineremo parte significativa del Recovery plan all’occupazione femminile”

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E alla fine Feltri si innamorò di Conte: “Ho sbagliato, l’Italia sta facendo bene” https://www.business.it/e-alla-fine-feltri-si-innamoro-di-conte-ho-sbagliato-litalia-sta-facendo-bene/ Fri, 09 Oct 2020 11:19:56 +0000 https://www.business.it/?p=70309 Un’inversione a U spericolata, di quelle che passeranno alla storia. Vittorio Feltri, come illuminato sulla via di Damasco, si è infatti improvvisamente accorto di quanto fatto di buono in questi mesi difficili dal premier Giuseppe Conte. Spendendo per lui inattese parole di apprezzamento dopo settimane di accuse e attacchi gratuiti alla prima occasione utile: “Prima… Read More »E alla fine Feltri si innamorò di Conte: “Ho sbagliato, l’Italia sta facendo bene”

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Un’inversione a U spericolata, di quelle che passeranno alla storia. Vittorio Feltri, come illuminato sulla via di Damasco, si è infatti improvvisamente accorto di quanto fatto di buono in questi mesi difficili dal premier Giuseppe Conte. Spendendo per lui inattese parole di apprezzamento dopo settimane di accuse e attacchi gratuiti alla prima occasione utile: “Prima di linciare il governo, guadiamoci intorno e osserviamo cosa succede in mezzo mondo”.Per Feltri, Conte “va ringraziato per aver adottato misure fastidiose, liberticide, che però hanno salvato la pelle a tanta gente”. Un post che viene difficile associare al direttore di Libero. E invece proprio lui ha commentato la situazione attuale sostenendo che “tutto sommato siamo più efficienti” di altri Stati, alle prese con difficoltà superiori alle nostre. Un messaggio che suona come una folgorazione improvvisa e che ha lasciato interdetti molti utenti.Nell’analizzare la situazione sanitaria a livello globale, Feltri ha infatti constatato come “la Francia è devastata e non sa più che fare, il Belgio detiene addirittura il record mondiale, l’Inghilterra è messo peggio di noi, gli Stati Uniti continuano ad essere una sorta di tritacarne umano”. Diversa la situazione italiana, dove le contromisure “tutto sommato hanno funzionato”. Da qui, l’ammissione pubblica di errore: “Anche noi di Libero quanto i colleghi di altri giornali abbiamo esagerato con le critiche rivolte al governo. Ma prima di linciarlo guardiamo cosa succede in mezzo mondo”.
In passato, infatti, Feltri si era lanciato in titoli di tono decisamente opposto come “Conte sequestra tutti i cittadini e la fa pure franca”, accusando il premier di non “saper gestire nemmeno un condominio” e ammettendo con fierezza di non indossare mascherine perché “mi danno fastidio”. Altri tempi, evidentemente. “Non sono filogovernativo ma di fronte alla realtà non posso chiudere gli occhi. Abbiamo analizzato i dati di molti Paesi e ci siamo resi conto che l’Italia al confronto è un fiore all’occhiello”.

Autostrade, adesso è rottura Benetton-governo: torna l’ipotesi della revoca

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Merkel consiglia l’ Italia per le vacanze dei tedeschi: “Andateci, è un paese sicuro” https://www.business.it/merkel-consiglia-italia-per-le-vacanze/ Wed, 30 Sep 2020 20:21:50 +0000 https://www.business.it/?p=69898 Si alle vacanze invernali in Italia per i tedeschi. Angela Merkel ha sconsigliato di affrontare viaggi all’estero in zone a rischio per il coronavirus, ma ha indicato il Bel Paese come una meta possibile perché “non a rischio”. “In Europa ci sono molte zone a rischio”, ha detto, sostenendo che sarebbe poco indicato andarci per… Read More »Merkel consiglia l’ Italia per le vacanze dei tedeschi: “Andateci, è un paese sicuro”

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Si alle vacanze invernali in Italia per i tedeschi. Angela Merkel ha sconsigliato di affrontare viaggi all’estero in zone a rischio per il coronavirus, ma ha indicato il Bel Paese come una meta possibile perché “non a rischio”. “In Europa ci sono molte zone a rischio”, ha detto, sostenendo che sarebbe poco indicato andarci per le vacanze per evitare il rischio di contagiarsi. “Si può viaggiare in Germania e si può andare in zone non a rischio in Europa”, ha aggiunto: “In Italia, ad esempio, si agisce con grandissima cautela”. Nuove misure anti-contagio
Intanto per contrastare i contagi sempre più in aumento, la Germania imporrà un limite massimo ai partecipanti alle feste negli spazi pubblici e privati come misura per contenere i contagi da Covid-19. La cancelliera tedesca lo ha reso noto alla fine di un incontro con i capi dei governi dei 16 stati federati tedeschi, o laender. Merkel ha segnalato che, assieme al ritorno dei turisti dalle vacanze, “le feste private rappresentano una causa importante” dell’aumento dei contagi. Pertanto, su quello, “è necessario reagire”. Probabilmente, nei prossimi giorni verrà varata una norma per far sì che feste ed eventi pubblici siano limitati a 50 persone.Mai più lockdown
Norme per limitare i contagi sì, ma evitare in ogni modo altri lockdown. E’ questo è l’obiettivo di Angela Merkel per le settimane e i mesi a venire. “Vogliamo lavorare in modo mirato nelle regioni e su scala locale. Non vogliamo più un lockdown generalizzato” ha dichiarato la Cancelliera.Nella Germania alle prese con la pandemia uno dei principali obietti è ovviamente garantire che l’anno scolastico proceda senza interruzioni. “I bambini devono poter andare il più a lungo possibile a scuola e all’asilo” ha dichiarato Angela Merkel. Un problema, quello della scuola, comune a tutti i Peasi. Nonostante la “grande cautela”, anche in Italia, oggi più che mai.

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La teoria di Johnson sul Covid: “In Italia le cose vanno meglio? Loro amano meno la libertà” https://www.business.it/la-teoria-di-johnson-sul-covid-litalia-va-meglio-perche-ama-meno-la-liberta/ Wed, 23 Sep 2020 13:09:27 +0000 https://www.business.it/?p=69630 Era finito al centro di una bufera gigantesca al momento dello scoppio della crisi sanitaria, quando il Regno Unito si era trovato di fronte l’esempio italiano, primo Paese europeo a fare i conti col coronavirus, ma aveva scelto di non imitarne inizialmente il modello. Ora, Boris Johnson fa di nuovo discutere di sé per delle… Read More »La teoria di Johnson sul Covid: “In Italia le cose vanno meglio? Loro amano meno la libertà”

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Era finito al centro di una bufera gigantesca al momento dello scoppio della crisi sanitaria, quando il Regno Unito si era trovato di fronte l’esempio italiano, primo Paese europeo a fare i conti col coronavirus, ma aveva scelto di non imitarne inizialmente il modello. Ora, Boris Johnson fa di nuovo discutere di sé per delle frasi che non sono piaciute a tutti in un momento altrettanto delicato, con il numero di contagi nel Paese che aumenta in maniera significativa.Il sistema di tracciamento voluto dal governo inglese, al momento, non sembra aver dato alcun frutto, anzi. E così durante le interrogazioni alla Camera dei Comuni lo speaker, Ben Bradshaw, dei labour, ha chiesto al primo ministro Boris Johnson come mai in Italia e in Germania la percentuale dei contagi si mantenga più bassa di quella nazionale: “Potrebbe essere che abbiano un sistema di test e di tracciamento pubblico e a livello territoriale che funzioni per davvero”.Johnson non ha però accettato l’accusa, giustificandosi in maniera piuttosto singolare: “C’è un’importante differenza tra il nostro Paese e il resto del mondo. Ci sono paesi che amano la libertà e se guardate alla storia di questo Paese negli ultimi 300 anni, è sempre stato all’avanguardia per libertà di pensiero e democrazia. È difficile – conclude il primo ministro – costringere il nostro popolo a obbedire in modo uniforme alle linee guida considerate indispensabili”.Non sono mancate, ovviamente, le repliche di utenti inferociti che hanno accusato Johnson di non assumersi le proprie responsabilità in un momento così delicato. Altri hanno ironizzato sul fatto che gli italiani, solitamente additati come popolo disordinato e irrequieto da tanti luoghi comuni, siano di colpo diventati più obbedienti degli inglesi.

M5S, Fico replica a Di Battista: “Nessuna catastrofe, alle Politiche ci rialzeremo”

 

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Come la Libia ha esteso il controllo sul Mediteranneo, nel silenzio degli italiani https://www.business.it/come-la-libia-ha-esteso-il-controllo-sul-mediteranneo-nel-silenzio-degli-italiani/ Wed, 16 Sep 2020 14:20:05 +0000 https://www.business.it/?p=69385 Una polemica che si trascina da tempo lungo, lunghissimo, quella tra Italia e Libia per il controllo delle acque del Mediteranneo. Tornata di colpo d’attualità dopo il sequestro dei 18 marittimi di Mazara del Vallo, che tanto ha fatto discutere. E che arriva in un momento in cui il Paese africano, segnato da conflitti interni,… Read More »Come la Libia ha esteso il controllo sul Mediteranneo, nel silenzio degli italiani

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Una polemica che si trascina da tempo lungo, lunghissimo, quella tra Italia e Libia per il controllo delle acque del Mediteranneo. Tornata di colpo d’attualità dopo il sequestro dei 18 marittimi di Mazara del Vallo, che tanto ha fatto discutere. E che arriva in un momento in cui il Paese africano, segnato da conflitti interni, non è neanche un’entità politica ben definita. La questione affonda le radici negli anni Settanta, per la precisione in quel 1973 che vide l’allora regime del colonnello Gheddafi dichiarare che il Golfo di Sirte faceva parte delle acque interne. Una rivendicazione che avrebbe allargato i confini libici e che fu respinta da diversi Paesi, tra i quali l’Italia.E ancora: nel 2005 il governo di Tripoli stabilì, in modo unilaterale, una zona marittima di protezione della pesca. Un’altra decisione che provocò la protesta di diversi Stati e dell’Unione Europea, visto che ancora una volta la modifica sarebbe andata a tutto vantaggio dello Stato nordafricano. Nel 2009, la Libia dichiarò una ZEE (Zona Esclusiva Economica) “adiacente e che si estende oltre le sue acque territoriali come consentito dal diritto internazionale”. A oggi, non è ancora stato tracciato un limite preciso.Il 28 giugno 2018 l’IMO (Organizzazione Marittima internazionale) registrava infine su comunicazione delle autorità libiche la zona SAR (Search and Rescue) libica con un proprio centro di coordinamento di soccorsi dei migranti (JRCC). Calcoli alla mano, risulta che dalla costa di Tripoli fino al limite delle acque territoriali libiche ci sarebbero circa 116 miglia, una fascia all’interno della quale ogni imbarcazione sorpresa a pesca va incontro al sequestro.Una normativa che penalizza non poco l’attività ittica siciliana, è la rivendicazione avanzata da tempo da diversi esponenti della categoria, anche perché la Marina Militare non offre più protezione come in passato, invitando i pescherecci ad allontanarsi. Nel 2015 il peschereccio Airone, uscito dal porto di Mazara del Vallo, era sfuggito a un tentativo di sequestro grazie all’intervento degli incursori del GOI e della fregata Bergamini.

Salvini-Meloni, spese folli sui social per le Regionali (e record di bufale)

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Coronavirus: il dossier sul piano italiano scomparso dal sito dell’Oms https://www.business.it/coronavirus-il-dossier-sul-piano-italiano-scomparso-dal-sito-delloms/ Fri, 11 Sep 2020 10:39:57 +0000 https://www.business.it/?p=69193 Un dossier apparso in rete e poi prontamente rimosso. Non in maniera abbastanza rapida, però, da impedire a diverse testate di accorgersene. Tra queste anche il britannico Guardian, che nel frattempo aveva pubblicato, proprio sulla base di quei dati, un articolo dal titolo “Il piano pandemico italiano è vecchio e inadeguato”. Alla base, 65 pagine… Read More »Coronavirus: il dossier sul piano italiano scomparso dal sito dell’Oms

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Un dossier apparso in rete e poi prontamente rimosso. Non in maniera abbastanza rapida, però, da impedire a diverse testate di accorgersene. Tra queste anche il britannico Guardian, che nel frattempo aveva pubblicato, proprio sulla base di quei dati, un articolo dal titolo “Il piano pandemico italiano è vecchio e inadeguato”. Alla base, 65 pagine compilate durante il lockdown dal generale dell’esercito in pensione Pier Paolo Lunelli. Una serie di passaggi che erano stati poi rimossi, mentre il Paese affrontava ancora la durissima sfida Covid-19. 
Nel rapporto scritto dal generale si parlava di come 10.000 degli oltre 35.000 decessi in Italiasarebbero potuti essere evitati se solo ci fossero stati protocolli anti-pandemici all’altezza della situazione. Un altro dossier, invece, era finito il 13 maggio scorso sul sito dell’Oms, l’Organizzazione mondiale per la Sanità. Oggetto del documento era la risposta italiana alla pandemia e all’interno venivano messi in luce errori commessi eppure prevedibili. Un elemento che però resta sul sito dell’Oms per meno di 24 ore. Poi, come notato dallo stesso Guardian, “sparisce”. 

A riportare il testo sotto la lente d’ingrandimento è ora Luca Fusco, presidente del Comitato “Noi denunceremo” che assiste le famiglie delle vittime del Covid-19. “L’Italia era impreparata, seppur non del tutto, a un’epidemia quando arrivarono i primi notiziari dalla Cina. Ora abbiamo il documento. Il nostro team ha analizzato tutta la documentazione e le responsabilità emergeranno in maniera chiara e incontrovertibile a partire dal fatto che un membro del Cts ha dichiarato in un’intervista a Repubblica che non esisteva alcun piano pandemico alla data del 31 gennaio 2020”.
Anche il figlio Stefano, vice presidente del comitato, ha confermato quanto detto dal padre: “Non aggiornavano quel piano dal 2006. Stando al suo resoconto, l’Oms ha deciso di oscurare quel report perché «emergevano troppo chiaramente i punti dove il sistema e il Governo hanno fallito. Vogliamo sapere perché non ci siamo preparati, perché abbiamo fatto 35.000 morti, tanti dei quali si sarebbero potuti evitare. Non vogliamo soldi, è una questione tutt’altro che pecuniaria. Ma etica”.

Scuole, il Lazio è senza mascherine: i presidi costretti a scrivere alle famiglie

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Italia, un triste primato: è leader in Europa per evasione dell’Iva https://www.business.it/italia-un-triste-primato-e-leader-in-europa-per-evasione-delliva/ Thu, 10 Sep 2020 14:57:30 +0000 https://www.business.it/?p=69165 Un triste primato, di quelli di cui non c’è affatto da andare fiero. Nel 2018 l’Italia è il Paese dell’Unione europea con il record nell’evasione dell’Iva in valore nominale. Un dato che emerge dal rapporto della Commissione Ue, che spiega come tutti i Paesi dell’Unione, nello stesso periodo di tempo, hanno perso in totale 140 miliardi. Una cifra destinata ad aumentare… Read More »Italia, un triste primato: è leader in Europa per evasione dell’Iva

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Un triste primato, di quelli di cui non c’è affatto da andare fiero. Nel 2018 l’Italia è il Paese dell’Unione europea con il record nell’evasione dell’Iva in valore nominale. Un dato che emerge dal rapporto della Commissione Ue, che spiega come tutti i Paesi dell’Unione, nello stesso periodo di tempo, hanno perso in totale 140 miliardi. Una cifra destinata ad aumentare nel 2020, arrivando a quota 164 miliardi a causa della crisi collegata all’epidemia di coronavirus.Lo Stato, calcolatrice alla mano, ha perso 35,4 miliardi di imposta sul valore aggiunto. Seguono il Regno Unito, che nel 2018 era ancora nell’Unione europea, con 23,5 miliardi, e la Germania 22,1 miliardi. Sempre nel 2018 Roma è quarta nella classifica che misura il divario tra gettito previsto e riscosso con il 24%, dietro solo a Romania (33,8%), Grecia (30,1%) e Lituania (25,9%). Germania e Regno Unito, invece, sono dietro visto che hanno un’economia più grande di quella italiana con un Vat gap (che misura la differenza tra gettito previsto e riscosso) rispettivamente dell’8,6% e del 12,2%.La Francia subisce un danno del 7%, pari a 12,7 miliardi. La Spagna, invece, fa registrare un dato intorno al 6%, con circa 4,9 miliardi di euro di imposte sottratte al fisco. “I dati di oggi dimostrano che gli sforzi per chiudere le opportunitò di frode ed evasione dell’Iva stanno facendo progressi graduali, ma anche che c’è’ ancora molto lavoro da fare” ha commentato il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni.“La pandemia di coronavirus ha drasticamente modificato le prospettive economiche dell’Ue ed è destinata a colpire duramente anche il gettito dell’Iva. In questo momento più che mai, i paesi dell’Ue non possono permettersi tali perdite. Ecco perchè dobbiamo fare di più per intensificare la lotta contro la frode all’Iva con rinnovata determinazione, semplificando al contempo le procedure e migliorando la cooperazione transfrontaliera” ha aggiunto. Tra i dati del 2017 e quelli del 2018 per il nostro Paese è cambiato poco è: il gap tra gettito previsto e introiti effettivi si è ridotto dello 0,2%: dal 24,7% è passato al 24,5%. Il danno economico, invece, è addirittura aumentato da 35,3 a 35,4 miliardi.

Lecce, cittadinanza onoraria al migrante: il centrodestra lascia l’Aula

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Gli americani invidiano l’Italia: “Loro hanno saputo gestire il coronavirus” https://www.business.it/gli-americani-invidiano-litalia-loro-hanno-saputo-gestire-il-coronavirus/ Fri, 31 Jul 2020 11:31:37 +0000 https://www.business.it/?p=68032 “Perché l’America di Trump non riesce a imitare l’Italia?”. Non una provocazione, ma la domanda che si è realmente posto Paul Krugman, da vent’anni opinionista di spicco del New York Times, riflettendo sulla gestione dell’emergenza coronavirus, che continua a spaventare gli Stati Uniti con dati allarmanti su decessi e numero di contagiati. Un interrogativo al… Read More »Gli americani invidiano l’Italia: “Loro hanno saputo gestire il coronavirus”

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“Perché l’America di Trump non riesce a imitare l’Italia?”. Non una provocazione, ma la domanda che si è realmente posto Paul Krugman, da vent’anni opinionista di spicco del New York Times, riflettendo sulla gestione dell’emergenza coronavirus, che continua a spaventare gli Stati Uniti con dati allarmanti su decessi e numero di contagiati. Un interrogativo al quale si sono uniti molti utenti del quotidiano americano, che hanno rilanciato: “Siamo arrivati al punto in cui è il resto del mondo a provare pena per noi”.Vincitore del Nobel per l’economia nel 2008, Krugman ha pubblicato sul New York Times un’approfondita analisi delle differenze tra Italia e Stati Uniti sulla gestione della crisi Covid-19, sostenendo che l’Italia, Paese segnato negli anni dalle difficoltà legate a una classe politica instabile, all’assenza di una visione strategica e all’impatto minimo delle riforme, è comunque riuscita a mettere in piedi una strategia vittoriosa nel momento più difficile, prima fra tutti i Paesi occidentali a fare i conti con il patogeno.A funzionare è stato innanzitutto il senso di unità di una nazione che si è stretta attorno alle sue istituzioni e rispettato le imposizioni, pur faticosamente. Canti dal balcone, applausi all’eroismo dei sanitari impegnati giorno e notte nelle corsie degli ospedali. Tutti aspetti sconosciuti all’America di Trump, che ha invece espresso rabbia e frustrazione. Il presidente è ormai considerato addirittura da tante testate americano come “distrutto”, “da compatire”, vittima del suo ego anche nella scriteriata gestione delle proteste successive alla morte di George Floyd.E così alla fine l’Italia si è trasformata nel termine di paragone di Trump: “A questo punto, possiamo solo agognare al successo dell’Italia nel contenere il coronavirus”. Per Krugam il Bel Paese, pur con i suoi problemi, non era “schiacciato dalla disastrosa leadership americana”. E molti utenti sono subito accorsi a dargli ragione: “Gli italiani sono lontani dalla perfezione, ma le persone mostrano solidarietà nei tempi difficili. È un posto dove sei apparentemente ignorato dai tuoi vicini, fino a quando non hai davvero bisogno e li vedi arrivare, in un modo o nell’altro”. E ancora: “Dopo anni passati a spiegare perché avrebbe dovuto emulare gli aspetti positivi della nostro stile di vita, adesso l’Italia è satura di esempi del fallimento americano”.

Open Arms, tutta l’arroganza di Salvini: “Io a processo? E chi se ne frega”

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L’ex consigliere leghista: “I controlli dell’Ue sono un bene per l’Italia” https://www.business.it/lex-consigliere-leghista-i-controlli-dellue-sono-un-bene-per-litalia/ Wed, 22 Jul 2020 14:12:48 +0000 https://www.business.it/?p=67592 Mentre continua la bagarre intorno al Recovery Fund, festeggiato dalla maggioranza giallorossa come un prezioso obiettivo raggiunto e osteggiato da una Lega che cerca a tutti i costi altri terreni di scontro col governo, c’è anche chi trova tutto sommato positivi gli strumenti di controllo che l’Europa avrà a disposizione. Tra questi Alberto Brambilla, presidente… Read More »L’ex consigliere leghista: “I controlli dell’Ue sono un bene per l’Italia”

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Mentre continua la bagarre intorno al Recovery Fund, festeggiato dalla maggioranza giallorossa come un prezioso obiettivo raggiunto e osteggiato da una Lega che cerca a tutti i costi altri terreni di scontro col governo, c’è anche chi trova tutto sommato positivi gli strumenti di controllo che l’Europa avrà a disposizione. Tra questi Alberto Brambilla, presidente del centro ricerche Itinerari Previdenziali nonché in passato sottosegretario al Lavoro con i governi Berlusconi e consigliere economico della Lega.Proprio mentre il Carroccio continua con l’opposizione sempre e comunque, Brambilla ha spiegato alle pagine dell’Huffington Post: “Se l’Europa darà un’occhiata su come lìItalia spenderà i 209 miliardi del Recovery Fund non sarei scontento. Anzi, mi sentirei più tranquillo. Negli ultimi 20 anni le politiche populiste di spesa pubblica, a destra come a sinistra, non hanno funzionato. Purtroppo, abbiamo dimostrato di non saper spendere bene i soldi. Le faccio solo un esempio: dal 2008 a oggi la spesa assistenziale è aumentata di parecchio ma contemporaneamente è cresciuto anche il numero di persone in povertà assoluta”.“Spendiamo ogni anno il 57% delle entrate totali per la spesa sociale, quindi si tratta di cifre importanti – ha aggiunto Brambilla – Sicuramente sono soldi che non sempre vengono spesi bene ma è anche vero che la politica gioca molto spesso in maniera scorretta e propagandistica nei confronti dei cittadini. C’è sempre una gara fra i partiti a chi vuole spender di più e che ingenera negli elettori la convinzione che lo Stato non li tuteli e li assista abbastanza”.“Gli italiani pensano che gli sia tutto dovuto, che i soldi ci siano e che possiamo continuare a sperperare. Una convinzione bestiale per un paese che ha quasi 2500 miliardi di debito pubblico, un macigno che ipoteca le prossime generazioni. Così come è insensato per la maggioranza degli italiani lamentarsi delle tasse. Dai dati viene fuori che una percentuale bassa degli italiani si fa carico del peso fiscale: il 37% della popolazione paga circa il 93% delle imposte dirette. Queste cose andrebbero spiegate bene a tutti, servirebbe un piano di informazione economica, ma in Italia non si studia neanche l’educazione civica”.

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Conte va allo scontro frontale con Rutte: “Ognuno ha il suo Salvini” https://www.business.it/conte-va-allo-scontro-frontale-con-rutte-ognuno-ha-il-suo-salvini/ Sun, 19 Jul 2020 08:36:25 +0000 https://www.business.it/?p=67393 Italia e Olanda, a capeggiare due blocchi contrapposti e simboleggiare i due volti dell’Europa. Quella che chiede coesione nel momento più difficile e una nuova Unione all’insegna della solidarietà, da un lato. E quella, “frugale”, ostinata nello sventolare la bandiera del rigorismo e degli equilibri economici. Con il premier Giuseppe Conte determinato ad affrontare a… Read More »Conte va allo scontro frontale con Rutte: “Ognuno ha il suo Salvini”

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Italia e Olanda, a capeggiare due blocchi contrapposti e simboleggiare i due volti dell’Europa. Quella che chiede coesione nel momento più difficile e una nuova Unione all’insegna della solidarietà, da un lato. E quella, “frugale”, ostinata nello sventolare la bandiera del rigorismo e degli equilibri economici. Con il premier Giuseppe Conte determinato ad affrontare a muso duro la sfida, con tanto di accuse violente alla nazione leader dello schieramento avversario.Per riuscire a strappare un accordo favorevole, Conte potrebbe addirittura giocarsi la carta della Corte di giustizia europea: in caso l’Olanda non dovesse cedere, il governo italiano potrebbe tentare di chiamare in causa l’organo che ha il compito di garantire il rispetto del diritto comunitario e l’incompatibilità di un meccanismo del genere con i trattati europei. In questo modo verrebbero tagliati fuori da un’eventuale decisione finale Commissione e Parlamento, uno strappo che straccerebbe ulteriormente (ce ne fosse bisogno) l’idea di spirito comunitario.Nel frattempo Conte, nella sua personalissima sfida con l’Olanda, continua a tentare di mantenere toni moderati senza però risparmiarsi frecciate velenose: “Con Rutte ho un buon rapporto personale — ha spiegato il premier al Corriere della Sera — ma lo scontro è durissimo anche se non si è mai permesso di chiedermi questa o quella riforma”. Parole arrivate poco dopo un affondo ben più duro: “Caro Mark capisco che tu abbia in testa solo le elezioni che a primavera ci saranno nel tuo Paese. E capisco pure che ognuno ha il suo Salvini”.Conte sa che in Olanda si voterà a marzo, quando il premier uscente Rutte si ripresenterà per il partito popolare dovendo però sfidare il populista Geert Wilders, fondatore del partito per le libertà, il “Salvini d’Olanda”. Un premier troppo accomodante con i Paesi del Sud rischierebbe di essere travolto, in popolarità, da chi invece si presenta come difensore degli olandesi duri e puri. E così il rischio è che, pur di non perdere pericolosamente consenso all’interno, Rutte vada verso il naufragio sul fronte europeo.

Consiglio Ue, Conte contro i frugali: “Approccio poco costruttivo, ignorate la crisi”

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“Al Consiglio Europeo tifiamo tutti Conte, per il bene dell’Italia” https://www.business.it/al-consiglio-europeo-tifiamo-tutti-conte-per-il-bene-dellitalia/ Fri, 17 Jul 2020 07:38:43 +0000 https://www.business.it/?p=67344 Sarà una partita vera, difficilissima, quella che attende il premier Conte in Europa. Con i leader dei Paesi dell’Unione a sedersi allo stesso tavolo per due giorni, dopo tante conferenze a distanza, nel tentativo di trovare un accordo su tanti passaggi chiave per il futuro: la possibilità di aggirare il vincolo dell’unanimità sulle norme europee in materia… Read More »“Al Consiglio Europeo tifiamo tutti Conte, per il bene dell’Italia”

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Sarà una partita vera, difficilissima, quella che attende il premier Conte in Europa. Con i leader dei Paesi dell’Unione a sedersi allo stesso tavolo per due giorni, dopo tante conferenze a distanza, nel tentativo di trovare un accordo su tanti passaggi chiave per il futuro: la possibilità di aggirare il vincolo dell’unanimità sulle norme europee in materia fiscale, gli sconti sui contributi al budget comunitario, i criteri di ripartizione dei fondi strutturali e i requisiti per riceverli. Tutti punti da affrontare e sui quali cercare un compromesso, tutt’altro che scontato.Sarebbe bello, per una volta, mettere da parte le rispettive casacche e fare tutti il tifo per chi dovrà rappresentarci in sede di Consiglio Ue, nella speranza che riesca a strappare le condizioni migliori per un Paese messo in ginocchio dal coronavirus. Lo ha chiarito, con un messaggio piuttosto eloquente, Enrico Mentana: “Oggi e domani facciamo il tifo tutti per la stessa squadra. Se andasse male il vertice europeo sugli aiuti non sarebbe una sconfitta di Conte, ma una tragedia per l’Italia”. Della stessa opinione anche Mara Carfagna, che attraverso Facebook ha spiegato: “Ora e sempre Forza Italia. In questi due giorni di trattativa europea io non guardo a maggioranza e opposizione. Io spero che l’Italia vinca la propria partita. Perché ne va del nostro futuro”.

Le posizioni, al momento, non sono affatto vicine. Dei 500 milioni di trasferimenti a fondo perduto proposti dalla Commissione Europea, 190 sono a forte rischio. La Germania sta ormai tentando di imporre il suo ruolo di mediatore tra il blocco Mediterraneo (Italia, Francia, Spagna e Portogallo) e i frugali guidati dall’Olanda. Si dovrà lavorare, e parecchio, sulla cornice finanziaria dei prossimi sette anni, sull’ammontare delle risorse, sull’equilibrio prestiti-trasferimenti,e sulle modalità di controllo a livello nazionale per l’utilizzo dei fondi.Più facile a dirsi che a farsi, certo. Ma i margini di trattativa ci sono. E sarebbe bello, per una volta, vedere una nazione unita nella speranza di strappare le migliori condizioni possibili in un momento così complicato. Abbandonando certi atteggiamenti da tifoso che forse non starebbero ormai bene nemmeno più negli stadi. E sentendoci tutti sulla stessa barca, nonostante i tentativi di certi sovranisti di spingerci a pensare il contrario.

Il mondo accusa la Russia: “Cerca di rubare il vaccino anti-coronavirus”

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“Puntare sulla qualità per rilanciare il turismo: così l’Italia può rialzarsi” https://www.business.it/puntare-sulla-qualita-per-rilanciare-il-turismo-cosi-litalia-puo-rialzarsi/ Mon, 29 Jun 2020 09:33:58 +0000 https://www.business.it/?p=66530 Puntare sulla qualità per rialzare in fretta la testa. Questa la ricetta detta dal direttore esecutivo Enit Giovanni Bastianelli, che attraverso le pagine di QN, Quotidiano Nazionale, ha parlato di ottimismo in vista delle sfide che attendono il turismo italiano. “Assistiamo a un adattamento al nuovo scenario. II bisogno di andare in vacanza resta forte, ma quest’anno… Read More »“Puntare sulla qualità per rilanciare il turismo: così l’Italia può rialzarsi”

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Puntare sulla qualità per rialzare in fretta la testa. Questa la ricetta detta dal direttore esecutivo Enit Giovanni Bastianelli, che attraverso le pagine di QN, Quotidiano Nazionale, ha parlato di ottimismo in vista delle sfide che attendono il turismo italiano. “Assistiamo a un adattamento al nuovo scenario. II bisogno di andare in vacanza resta forte, ma quest’anno c’è chi dovrà rinunciare o chi deve convivere con difficoltà economiche legate all’emergenza sanitaria. La maggior parte degli italiani resterà in patria, questa è una prima conseguenza. Un altro cambiamento è legato alle modalità”.“Il mordi e fuggi non è una novità: da tempo c’è la tendenza a prendersi più momenti di pausa e non soltanto un periodo lungo. Le prenotazioni ci dicono che si predilige un ambiente controllato, come le abitazioni private, e che si partirà per lo più con la famiglia o in coppia. La pandemia ha cambiato le abitudini”. L’allungamento delle vacanze fino a ottobre? “Il clima lo consente. E il settore ha bisogno di provare a recuperare il terreno perduto negli ultimi mesi”.“Il turismo, che impegna 4 milioni di persone, ha subìto gli effetti della crisi prima e più di altri settori – ha spiegato Bastianelli – Ma sono convinto che ripartiremo più forti di prima, quando il Coronavirus sarà alle spalle. Intanto ci prepariamo a una stagione di transizione, con flussi turistici più bassi”. L’emergenza? “La stima è di circa 65 miliardi di euro per il 2020, di cui una ventina generati dagli stranieri”.
“L’Italia conta mezzo miliardo di presenze all’anno ed è al vertice tra le destinazioni nel mondo. I grandi numeri arrivano soprattutto dalle città d’arte come Roma, Firenze, Venezia e Napoli, quelle che ora soffrono di più proprio perché gli stranieri non arrivano. Non solo: l’Italia è prima in Europa per turisti a lungo raggio: uno su quattro proveniente da Paesi extraeuropei sceglie noi. Ecco perché lo scenario attuale ci penalizza”.
La riapertura delle frontiere? “Va considerato che la maggior parte degli stranieri arrivano in Italia dall’Europa. Un esempio: i turisti di lingua tedesca pesano per il 35%, c’è anche chi viene in auto. Molti Paesi puntano a trattenere i turisti in casa, la scelta di spostarsi dipende da diversi fattori compresa la fiducia. Diverso il discorso che riguarda i Paesi extraeuropei. Prendiamo gli Stati Uniti, secondo bacino di provenienza dopo quello tedesco: almeno fino a ottobre i voli verso l’Italia non ripartiranno. Faremo i conti con un calo dei valori assoluti, il calo degli stranieri non sarà compensato dagli italiani che non andranno all’estero”.

“Le cose cambiano rapidamente, un mese fa riusciva difficile pensare alla vacanze. Vivremo una ripartenza lenta, per il turismo a medio e lungo raggio sarà fondamentale il completo ripristino dei voli. La varietà dell’offerta resta un nostro punto di forza, occorre saper intercettare le nuove esigenze turistiche. Non si tratta soltanto di garantire la sicurezza, ma della capacità di comprendere al meglio le mutate abitudini dei viaggiatori”.

La Meloni fa il malocchio al governo: “In autunno andranno sotto al Senato”

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L’Italia che ha paura di Immuni ma si diverte da matti con FaceApp https://www.business.it/litalia-che-ha-paura-di-immuni-ma-si-diverte-da-matti-con-faceapp/ Thu, 18 Jun 2020 12:50:28 +0000 https://www.business.it/?p=66116 Un’Italia a due volti, quella che abbiamo visto dimenarsi in questi mesi. Schiacciata dalla paura per le possibili implicazioni dell’adesione all’app Immuni, dietro la quale in molti denunciavano presunte volontà di controllo sui cittadini e violazione della privacy. E ora divertita nel consegnare alla rete i risulti degli esperimenti fatti con FaceApp, che permette di… Read More »L’Italia che ha paura di Immuni ma si diverte da matti con FaceApp

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Un’Italia a due volti, quella che abbiamo visto dimenarsi in questi mesi. Schiacciata dalla paura per le possibili implicazioni dell’adesione all’app Immuni, dietro la quale in molti denunciavano presunte volontà di controllo sui cittadini e violazione della privacy. E ora divertita nel consegnare alla rete i risulti degli esperimenti fatti con FaceApp, che permette di trasformare il proprio volto in quello di una donna e viceversa per il diletto dei propri contatti. Senza paura delle informazioni rese pubbliche.Una moda non nuova, in realtà. Chi ha un minimo di memoria ricorderà infatti come FaceApp era già stata protagonista dell’invecchiamento dei volti degli utenti, che postavano felici foto di sé stessi in versione anziani divertendosi a immaginare come sarebbe stata la loro vita fra qualche anno. Anche stavolta, come allora, sono i vip a fare da traino, gettandosi per primi nella mischia virtuale dando il via a una vera e propria mania.Qualcuno, però, non ha mancato di sollevare ancora una volta dubbi sul trattamento dei dati personali fatto dai gestori dell’app. Sottolineando come le differenze con la famigerata Immuni, bollata in fretta e furia come “pericoloso strumento di controllo”, non siano poi così tante. Perché le informazioni raccolte diventano il fulcro del business dell’azienda, con sede a San Pietroburgo in Russia ma che risponde alla giurisdizione legale dello stato della California. Per quanto concerne i sistemi di archiviazione, il CEO di FaceApp ha dichiarato che l’app utilizza Amazon Web Service e il cloud di Google.La maggior parte delle foto ricevute, a detta della stessa azienda, viene poi cancellata entro 48 ore per garantire una maggiore ottimizzazione dell’applicazione. Eppure nella pagina della policy viene chiesto agli utenti di accettare una possibile archiviazione delle foto scattate. E se è vero che la società ha specificato di non voler vendere informazioni personali a terze parti, non può che suonare paradossale la totale disinvoltura con cui gli italiani hanno accettato queste rassicurazioni senza farsi domande.

Scuola, perché l’accordo di governo sui precari è un disastro per professori e alunni

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Londra prenota 30 milioni di dosi di vaccino prodotto tra Oxford e Pomezia https://www.business.it/londra-prenota-30-milioni-di-dosi-di-vaccino-prodotto-tra-oxford-e-pomezia/ Mon, 18 May 2020 08:28:40 +0000 https://www.business.it/?p=64593 La sperimentazione umana al momento più avanzata in Europa, quella condotta da aprile su un prototipo di vaccino anti Coronavirus dall’Istituto Jenner dell’Università di Oxford in collaborazione con l’azienda italiana Advent-IRBM di Pomezia e finanziata dal governo britannico. Avvolta da grandi speranze ma anche, immancabili, da polemiche su come un’eventuale cura sarà poi lanciata sul mercato. Il ministro delle Attività Produttive inglese Alok… Read More »Londra prenota 30 milioni di dosi di vaccino prodotto tra Oxford e Pomezia

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La sperimentazione umana al momento più avanzata in Europa, quella condotta da aprile su un prototipo di vaccino anti Coronavirus dall’Istituto Jenner dell’Università di Oxford in collaborazione con l’azienda italiana Advent-IRBM di Pomezia e finanziata dal governo britannico. Avvolta da grandi speranze ma anche, immancabili, da polemiche su come un’eventuale cura sarà poi lanciata sul mercato. Il ministro delle Attività Produttive inglese Alok Sharma, nel frattempo, ha precisato che la prima fase dei dosaggi sui volontari è stata completata, raccomandando comunque cautela sul risultato finale.Se il vaccino dovesse funzionare in modo sicuro sugli uomini così come sembra aver fatto su degli esemplari di scimmia, da settembre il colosso farmaceutico AstraZeneca potrebbe produrre 30 milioni di dosi: tutte destinate al Regno Unito per una fase successiva di test. “Per superare questa malattia dobbiamo trovare un vaccino sicuro ed efficace” ha detto Sharma, affermando che “la prima sperimentazione clinica dell’Università Oxford sta progredendo bene” malgrado l’accelerazione dei protocolli a “una velocità senza precedenti”.Il ministro, come già Johnson, ha insistito che per ora il vaccino è una speranza, non una certezza. Ma ha comunque elogiato i ricercatori britannici e rivendicato “con orgoglio” gli stanziamenti assicurati dal governo Tory sia al progetto di Oxford, sia a quello parallelo di un team dell’Imperial College di Londra che “fa pure progressi”.Restano le polemiche per una vicenda che vede coinvolta anche un’azienda italiana sulla quale, però, il nostro governo pare non aver voluto puntare, lasciando che fosse Downing Street a prendersi il rischio e gli eventuali onori del successo della sperimentazione. Con il risultato che 30 milioni di dosi del vaccino, dovesse la ricerca andare a buon fine, saranno a disposizione di Londra, mentre non è chiaro nemmeno se l’Italia sia in corsa per i restanti campioni di un’eventuale prima produzione.

Qualcosa si è rotto nel centrodestra: silenzio e tensioni tra Meloni e Salvini

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Conte: “I dati sono incoraggianti, inizia la Fase 2. Affronteremo un rischio calcolato” https://www.business.it/conte-dati-incoraggianti-inizia-la-fase-2-affronteremo-un-rischio-calcolato/ Sat, 16 May 2020 18:42:05 +0000 https://www.business.it/?p=64571 “Una Fase 2 da affrontare con ottimismo ma anche responsabilità”. Così Giuseppe Conte ha presentato in conferenza stampa le nuove disposizioni del governo, fermo restando la possibilità di modificare le regole in caso di evoluzioni della curva epidemiologica. Il tutto in collaborazione con le Regioni. Il premier ha parlato di “rischio calcolato”: “Da lunedì nessuna… Read More »Conte: “I dati sono incoraggianti, inizia la Fase 2. Affronteremo un rischio calcolato”

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“Una Fase 2 da affrontare con ottimismo ma anche responsabilità”. Così Giuseppe Conte ha presentato in conferenza stampa le nuove disposizioni del governo, fermo restando la possibilità di modificare le regole in caso di evoluzioni della curva epidemiologica. Il tutto in collaborazione con le Regioni. Il premier ha parlato di “rischio calcolato”: “Da lunedì nessuna limitazione per gli spostamenti nella Regione, via alle autocertificazioni. Si potrà andare dove si vuole. Resterà il divieto per chi è positivo al virus e per chi ha sintomi riconducibili al Covid”.“Resterà il divieto di assembramento e l’obbligo di portare con sé la mascherina, che raccomandiamo comunque di indossare anche all’aperto in strade affollate dove non si possono mantenere le distanze”. Fuori dalla Regioni ci si potrà spostare sempre per motivi di salute o lavoro fino al 3 giugno. “Dopo quella data valuteremo con i nostri esperti le statistiche. In caso siano positive potremo continuare a muoverci fuori dalle Regioni e tra gli Stati europei dove non c’è obbligo di quarantena, così da creare la base per la ripresa del turismo”. “Dal 18 maggio riapriranno parrucchieri, barbieri, centri estetici, bar, ristoranti e pub. Il tutto a condizione che le Regioni adottino protocolli di sicurezza e tengano d’occhio la curva dei contagi. Lo stesso vale per gli stabilimenti balneari. Ripartiranno anche le funzioni religiose, nel rispetto delle misure anti-contagio. Riprenderanno gli allenamenti per gli sport di squadra e i musei. Dal 25 maggio alzeranno invece le saracinesche piscine e palestra, dal 15 giugno teatri, cinema e un ventaglio di offerte ludiche per i bambini”. Anche in questo le Regioni potranno restringere o ampliare le misure in base alla curva”.“Per alcuni settori sappiamo che resteranno disagi economici e sociali. Ho ricevuto tante lettere, sono consapevole del fatto che nonostante i 55 miliardi del decreto Rilancio i problemi non siano spariti. L’emergenza sta assorbendo grandi energie per tutti. Ora più che mai dobbiamo correre e far correre l’economia. Ci dedicheremo subito al decreto Semplificazioni e al piano europeo per i nuovi strumenti finanziari”.

Il decreto Semplificazioni servirà, ha spiegato Conte, ad accelerare la crescita economica. Subito dopo arriveranno interventi di più ampio respiro per un’Italia “più verde, più digitale, più inclusiva”.

Sondaggi, resta alta la fiducia nel premier Conte. Scende ancora Matteo Salvini

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La fake news dell’orologio di lusso al polso di Silvia Romano https://www.business.it/la-fake-news-dellorologio-di-lusso-al-polso-di-silvia-romano/ Tue, 12 May 2020 12:55:31 +0000 https://www.business.it/?p=64308 Una bufala, niente di più. Saltata fuori in mezzo alla gran confusione che ha accompagnato il ritorno in Italia di Silvia Romano, un momento che non ha mancato di scatenare, nel pieno dello stile italiano, di scatenare polemiche, insinuazioni, teorie di ogni tipo. Tra le notizie circolate in rete, anche quella che vedeva la ragazza… Read More »La fake news dell’orologio di lusso al polso di Silvia Romano

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Una bufala, niente di più. Saltata fuori in mezzo alla gran confusione che ha accompagnato il ritorno in Italia di Silvia Romano, un momento che non ha mancato di scatenare, nel pieno dello stile italiano, di scatenare polemiche, insinuazioni, teorie di ogni tipo. Tra le notizie circolate in rete, anche quella che vedeva la ragazza sbarcare in Italia con al polso un Rolex Lady Oro, orologio non certo in linea con il look che ci si aspetterebbe di vedere in un ostaggio appena liberato dopo 18, lunghissimi mesi di prigionia. Ovviamente, però, di vero non c’è assolutamente nulla.E d’altronde era scontato aspettarsi che la notizia del ritorno della Romano sarebbe stata accompagnata da fake news di ogni sorta. Nelle prime ore dal rilascio, infatti, aveva iniziato a circolare anche la presunta rivelazione di un agente membro della squadra che aveva proceduto alla liberazione della giovane, che avrebbe confermato la provenienza dei soldi del riscatto. Una presa in giro organizzata da qualche utente spiritoso, in realtà. Poi, ecco saltar fuori anche la storia dell’orologio.Il clima d’odio intorno alla ragazza, con il passare dei minuti, è infatti di colpo cresciuto in concomitanza con l’annuncio della sua conversione all’Islam. Un passaggio che, a quanto pare, non è proprio andato giù a qualcuno. Ed ecco arrivare, come in passato con i migranti, l’accusa di essere stata trattata al meglio, in condizioni agiate, e non come un qualsiasi ostaggio. A comprovarlo, la foto dell’orologio Rolex Lady Oro al polso della giovane. Peccato che, in realtà, il modello non è quello, di lusso, che molti dicono di aver riconosciuto. A testimoniarlo, il quadrante rettangolare ben visibile. Si tratta di un accessorio molto meno costoso e che potrebbe essere stato fornito alla giovane da uno dei liberatori, o che lei stessa potrebbe aver acquistato prima di partire per l’Italia. Ah il buonsenso, questo sconosciuto.

“Impiccate Silvia Romano, una tr**a”. Post choc di un consigliere veneto

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Conte: “Gli italiani andranno in vacanza, non sarà un’estate in quarantena” https://www.business.it/conte-gli-italiani-andranno-in-vacanza-non-sara-unestate-in-quarantena/ Sun, 10 May 2020 07:49:41 +0000 https://www.business.it/?p=64202 Gli italiani non passeranno l’estate a casa, bloccati senza la possibilità di godersi le vacanze. Ad annunciarlo è stato il premier Giuseppe Conte, che in un’intervista al Corriere della Sera ha spiegato:”La bellezza dell’Italia non rimarrà in quarantena. Potremo andare al mare, in montagna, godere delle nostre città. E sarebbe bello che gli italiani trascorressero… Read More »Conte: “Gli italiani andranno in vacanza, non sarà un’estate in quarantena”

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Gli italiani non passeranno l’estate a casa, bloccati senza la possibilità di godersi le vacanze. Ad annunciarlo è stato il premier Giuseppe Conte, che in un’intervista al Corriere della Sera ha spiegato:”La bellezza dell’Italia non rimarrà in quarantena. Potremo andare al mare, in montagna, godere delle nostre città. E sarebbe bello che gli italiani trascorressero le ferie in Italia, anche se lo faremo in modo diverso, con regole e cautele. Attendiamo l’evoluzione del quadro epidemiologico per fornire indicazioni precise su date e programmazione”.Il premier ha ammesso che quelli che arriveranno “saranno mesi molto difficili, siamo di fronte alla prova più dura dal Dopoguerra. Avremo una brusca caduta del Pil e le conseguenze economiche saranno molto dolorose”. Sulla ricaduta economica della pandemia ha invece aggiunto: “Il governo ce la sta mettendo tutta e continuerà a operare con la massima determinazione per garantire la tenuta sociale ed economica del Paese e renderlo più competitivo, più equo e inclusivo”.“Stiamo raccogliendo i dati dell’ultimo monitoraggio e con gli esperti stiamo definendo regole chiare sulla sicurezza per lavoratori e clienti. Se sul piano epidemiologico la situazione rimarrà sotto controllo, potremo concordare con le Regioni alcune anticipazioni. L’importante è procedere sulla base di monitoraggi puntuali, perché per le imprudenze pagheremmo costi enormi” ha detto, interrogato circa la possibilità che tanti locali, dai bar ai parrucchieri, aprano il 18 maggio e non il 1 giugno.Infine sull’Europa: “Siamo in costante dialogo con la Commissione europea perché venga introdotto un ‘Recovery fund’ di notevoli dimensioni. Le risorse del Mes, della Bei, del Sure da sole sono insufficienti. Sulla nuova linea di credito del Mes sono arrivate parole chiare da parte dell’Eurogruppo. Ora attendiamo i regolamenti attuativi, poi valuteremo in Parlamento”. Sulle tempistiche del Recovery Fund “è necessario che le risorse siano anticipate attraverso un prestito ponte, un front loading che le renda disponibili già nella seconda metà del 2020, per quei Paesi che maggiormente stanno risentendo della pandemia”.

Silvia Romano, la fine di un incubo: “A breve potrà sbarcare a Ciampino”

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L’Italia dei nuovi poveri: il triste boom delle richieste di assistenza alla Caritas https://www.business.it/litalia-dei-nuovi-poveri-il-triste-boom-delle-richieste-alla-caritas/ Sun, 03 May 2020 08:41:21 +0000 https://www.business.it/?p=63812 Un’Italia sempre più povera, sempre più bisognosa di aiuti e di attenzioni. Con le famiglie in coda fuori dalle mense, nei punti dove si distribuiscono beni di prima necessità, alla ricerca di soluzioni per far fronte a spese che, mentre il lavoro si è fermato, continuano a esigere pagamenti puntuali e salati. Una fotografia drammatica,… Read More »L’Italia dei nuovi poveri: il triste boom delle richieste di assistenza alla Caritas

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Un’Italia sempre più povera, sempre più bisognosa di aiuti e di attenzioni. Con le famiglie in coda fuori dalle mense, nei punti dove si distribuiscono beni di prima necessità, alla ricerca di soluzioni per far fronte a spese che, mentre il lavoro si è fermato, continuano a esigere pagamenti puntuali e salati. Una fotografia drammatica, quella scattata dal Censis sul Bel Paese a ridosso dell’inizio della Fase 2. Una tragedia sociale che porta con sé una conseguenza terribile: la nascita di una nuova classe di bisognosi.Soltanto nel periodo che va dal 9 al 24 aprile 2020, stima il Censis, la Caritas ha visto arriva nei suoi centri 38.580 persone che chiedevano aiuto. Il 105% in più rispetto alle settimane precedenti al lockdown, un nuovo esercito di indigenti che si è sommato a quello già esistente. Si tratta di italiani e stranieri che avevano lavori stagionali e occupazioni precarie, piccoli commercianti, operai edili, collaboratrici domestiche, persone con già delle difficoltà e che sopravvivevano grazie a dei lavori saltuari. Un’Italia già al limite che si è trovata precipitata in un incubo.Nei mesi di gennaio e febbraio erano state già 19 mila le persone che si erano rivolte alla Caritas per la prima volta, sommandosi agli oltre 2oo mila poveri già assistiti ogni anno. Ad aprile il numero è cresciuto fino a toccare quota 38.580. Dati impietosi che si aggiungono a quelli forniti da Coldiretti, che ha parlato di circa un milione di nuovi poveri a causa della pandemia. 23 mila, invece, i contatti in più registrati dalla Caritas per il supporto psicologico. Il segno che non è solo il portafogli, sempre più vuoto, a condizionare la vita degli italiani in questi mesi tormentati: persone che sono alla ricerca di conforto, che hanno perso un lavoro, un parente caro, una quotidianità che sperano possa tornare il prima possibile. In mezzo a tanto dolore un segnale positivo: la crescita di quasi il 60% dei nuovi volontari under 34. Il segno di una solidarietà che non si spezza, in un’Italia ancora dal cuore grande.

Sondaggi amari per la Lega: gli italiani credono ancora in Conte (e non in Salvini)

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Dal 4 maggio la Fase 2: sì a incontri con parenti e funerali, riparte l’export https://www.business.it/dal-4-maggio-la-fase-2-si-a-incontri-con-parenti-e-funerali-riparte-lexport/ Sun, 26 Apr 2020 18:54:00 +0000 https://www.business.it/?p=63473 L’Italia riparte ma con cautela, per evitare che la Fase 2 si trasformi in un pericoloso boomerang. In conferenza stampa, il premier Giuseppe Conte ha spiegato il piano messo appunto dal governo: “Il rischio che la curva dei contagi risalga c’è ma dobbiamo affrontarlo. Sarà fondamentale il comportamento responsabile di ognuno di noi e il… Read More »Dal 4 maggio la Fase 2: sì a incontri con parenti e funerali, riparte l’export

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L’Italia riparte ma con cautela, per evitare che la Fase 2 si trasformi in un pericoloso boomerang. In conferenza stampa, il premier Giuseppe Conte ha spiegato il piano messo appunto dal governo: “Il rischio che la curva dei contagi risalga c’è ma dobbiamo affrontarlo. Sarà fondamentale il comportamento responsabile di ognuno di noi e il rispetto della distanza di sicurezza anche tra parenti. Lo slogan potrebbe essere: se ami l’Italia, mantieni le distanze. Ci aspetta una sfida complessa, anche perché dopo settimane di rinunce vorremmo un definitivo allentamento delle restrizioni. Non dobbiamo cercare però colpevoli di fronte alla nostra frustrazione, ma scacciare via la rabbia e pensare a cosa possiamo fare per risollevare la comunità”.Il piano parte dal 4 maggio: “Il presidente Arcuri calmiererà il prezzo delle mascherine per evitare che lieviti, visto che le protezioni saranno fondamentali. Elimineremo inoltre l’Iva. In Europa abbiamo fatto un grande passo avanti con il riconoscimento dell’importanza del Recovery Fund e questo è stato possibile grazie a un lavoro di squadra con altri Paesi. Una prova di orgoglio e dignità. Ora bisognerà fare il possibile affinché questo strumento sia rapido ed efficace. Siamo al lavoro, inoltre, per ulteriori misure economiche che possano soddisfare le esigenze di tutti, senza dimenticare che è stato già fatto un grande sforzo”.

“Sono allo studio, inoltre, nuovi fondi per le imprese e i lavoratori. Per chi ha già avuto il bonus di 600 euro, stiamo sperimentando l’idea di una conferma con un semplice click, senza nuove richieste. Finanzieremo, anche a fondo perduto, le imprese per affitti commerciali e taglio delle bollette. Poi bisognerà pensare al turismo, non lasceremo soli gli operatori. Anche nella ripresa saremo ammirati dal resto d’Europa”.
 Poi il punto sulle riaperture: “Dal 4 maggio saranno confermate le misure di distanziamento, gli spostamenti rimarranno all’interno della Regione. Rispetto alle precedenti richieste per gli spostamenti ci si potrà muovere per far visita a congiunti, ma con visite mirate e nel rispetto delle distanze. Non si potranno fare ritrovi famigliari. Per il resto resta il divieto di muoversi in altre Regioni salvo esigenze lavorative, assoluta urgenza o motivi di salute. Si potrà rientrare verso il proprio domicilio per chi non l’ha già fatto”. Potranno essere di nuovo celebrati i funerali, con la presenza solo dei parenti prossimi, mentre resta in vigore lo stop alle messe.“Chi presenta una sintomatologia precisa (febbre e tosse) sarà obbligatorio rimanere nel proprio domicilio e avvisare il medico. Resta il divieto di assembramento, anche in privato. Il sindaco potrà disporre la chiusura di specifiche aree se non possibile il rispetto di questi vincoli. Sarà possibile visitare giardini e parchi pubblici purché esistano misure per contingentare gli ingressi. Sul fronte sport, ci si potrà allontanare ma rispettando distanze di almeno 2 metri, 1 se si tratta di semplice attività motoria. Saranno consentiti gli allenamenti di atleti professionisti e non, ma a porte chiuse e senza assembramenti”. Gli sport collettivi torneranno a effettuare allenamenti il 18 maggio, il campionato di calcio al momento resta sospeso.

Consentita dal 4 maggio, oltre alle consegne a domicilio, la ristorazione con asporto, evitando assembramenti. “Riapre la manifattura, il settore delle costruzioni e il commercio all’ingrosso funzionale a questi due ambiti, nel rispetto del nuovo protocollo di sicurezza”. Sarà sempre possibile, in caso di curva del contagio verso l’alto, intervenire per chiudere di nuovo il rubinetto. Dal 18 maggio riaprono negozi, musei e biblioteche, dal 1 giugno bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici.

Dal 4 maggio la Fase 2: sì a incontri con parenti e funerali, riparte l’export

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L’Italia riparte: dal 4 maggio si potrà tornare a vedere amici e parenti https://www.business.it/litalia-riparte-dal-4-maggio-si-potra-tornare-a-vedere-amici-e-parenti/ Sat, 25 Apr 2020 16:35:49 +0000 https://www.business.it/?p=63455 Continuano ancora le discussioni all’interno del governo per l’avvio della Fase 2, quella che vedrà l’Italia tornare a muoversi con la consapevolezza che la battaglia contro il coronavirus non è però ancora vinta. Proprio per questo il premier Giuseppe Conte continua a voler tenere il freno a mano tirato: “Finché non esisterà un vaccino, non… Read More »L’Italia riparte: dal 4 maggio si potrà tornare a vedere amici e parenti

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Continuano ancora le discussioni all’interno del governo per l’avvio della Fase 2, quella che vedrà l’Italia tornare a muoversi con la consapevolezza che la battaglia contro il coronavirus non è però ancora vinta. Proprio per questo il premier Giuseppe Conte continua a voler tenere il freno a mano tirato: “Finché non esisterà un vaccino, non potremo dire che è davvero finita”. Questa la preoccupazione emersa durante l’ultimo incontro con i capidelegazione Roberto Speranza, Dario Franceschini, Alfonso Bonafede, Teresa Bellanova e il commissario speciale Domenico Arcuri.Conte sa però anche di dover dare risposte ai tanti italiani in attesa di conoscere come e quando potranno tornare a lavorare o spostarsi. Entro poche ore dovrebbero arrivare le linee guida, mentre il Dpcm potrebbe essere pronto per lunedì 27 aprile. Un compito gravoso, visto che andranno indicate le distanze da mantenere, i comportamenti individuali da adottare, l’obbligo o meno delle mascherine e via dicendo. Qualche informazione, però, ha già iniziato a filtrare. Dal 4 maggio, stando all’orientamento al momento prevalente, non dovrebbe esserci più l’obbligo di indossare mascherine. Impossibile mantenere una fornitura costante per ogni cittadino, oltre ai problemi respiratori che causano nelle persone più anziane. Dovranno essere utilizzate, però, sugli autobus, nei negozi e nei luoghi pubblici. Non sarà inoltre più necessaria l’autocerficiazione per uscire di casa e si potranno visitare amici e parenti. Resterà il divieto, salvo “comprovati motivi di salute o lavoro”, di lasciare la propria Regione. La stretta potrebbe poi essere ulteriormente allentata a fine maggio se le cose andranno per il meglio.Poi si procederà a cadenza bisettimanale: si programmeranno nuove aperture ma con un occhio alla curva dei contagi. Probabile che le attività commerciali possano rialzare la saracinesca, quindi, il prossimo 18 maggio, sempre che l’allarme non sia nel frattempo tornato alto. Le imprese avranno inoltre una sorta di “patente di sicurezza”: sanificazioni, mascherine, turni negli spazi comuni e via dicendo. Il settore terziario dovrà ricorrere il più possibile allo smart working. Il piano si applicherà, questa l’idea attuale, su tutto il territorio nazionale, senza distinzioni.

Il deputato leghista va in Parlamento con la febbre e senza mascherina

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Il paradosso dell’Olanda: ruba tasse agli altri Paesi Ue ma si oppone agli eurobond https://www.business.it/il-paradosso-dellolanda-ruba-tasse-agli-altri-paesi-ue-ma-si-oppone-agli-eurobond/ Fri, 17 Apr 2020 11:50:43 +0000 https://www.business.it/?p=62967 In Europa, l’Olanda è una delle più ferme avversarie della linea italiana, decisa a fare il possibile per non condividere il rischio della ripresa economica di altri Paesi Ue con conti pubblici messi molto peggio dei suoi. All’interno dei propri confini, però, resta uno Stato al centro di accuse pesanti, quelle di essersi trasformato in… Read More »Il paradosso dell’Olanda: ruba tasse agli altri Paesi Ue ma si oppone agli eurobond

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In Europa, l’Olanda è una delle più ferme avversarie della linea italiana, decisa a fare il possibile per non condividere il rischio della ripresa economica di altri Paesi Ue con conti pubblici messi molto peggio dei suoi. All’interno dei propri confini, però, resta uno Stato al centro di accuse pesanti, quelle di essersi trasformato in una sorta di paradiso fiscale che attira aziende e ruba agli altri miliardi di tasse. La tassazione, particolarmente favorevole per chi viene da fuori, incentiva soprattutto le multinazionali a spostare nei Paesi Bassi la propria sede legale. Sottraendo così soldi al fisco nei luoghi dove vengono fisicamente generati utili.Gli analisti hanno calcolato che solo considerando il trasferimento dei profitti europei delle multinazionali americane verso i Paesi Bassi, al Vecchio continente manchino almeno 10 miliardi di dollari l’anno: 1,5 solo all’Italia. Il meccanismo è semplice: ogni volta che prendiamo un caffè in uno Starbucks in Italia o sfruttiamo servizi come lo statunitense Booking, i soldi arrivano indirettamente a una finanziaria in Olanda. Con il paradosso che ora l’Unione si trova a rischiare una crisi politica per colpa di quel Paese che beneficia maggiormente del meccanismo comunitario sulla libera circolazione di capitali e la possibilità per le multinazionali di spostare a piacimento i propri utili.Uno studio di Tax Justice ha spiegato a tal proposito: “Nel caso delle società americane, a fronte di 70 miliardi di utili le tasse pagate nel paese ammontano a 3,4 miliardi. Motivo per cui i profitti in Olanda, pari all’8% del Pil del Paese, superano tutti quelli registrati all’interno della Ue. Senza questo atteggiamento, gli olandesi incasserebbero un decimo delle imposte che ottengono mentre i vicini europei raddoppierebbero o triplicherebbero gli introiti”.L’Olanda, dunque, da un lato offre condizioni fiscali talmente vantaggiose da minare i sistemi fiscali degli altri Paesi Ue, dall’altro rifiuta proprio a questi Paesi di dare il via libera a strumenti come gli eurobond. Mettendo così a rischio l’esistenza di quella stessa Unione grazie alla quale è oggi diventata così appetitosa per le multinazionali. Un paradosso particolarmente odioso, al quale forse è arrivato il momento di dire basta.

L’ennesimo capolavoro di Salvini: in Europa la Lega vota contro gli Eurobond

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La ricetta di Cottarelli: “Eurobond? Si può andare avanti anche senza l’Olanda” https://www.business.it/la-ricetta-di-cottarelli-eurobond-si-puo-andare-avanti-anche-senza-lolanda/ Mon, 13 Apr 2020 10:31:52 +0000 https://www.business.it/?p=62723 Avanti sugli eurobond in Europa anche se non arriverà l’ok da parte dell’Olanda. A sostenerlo è Carlo Cottarelli, economista e direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici dell’Università Cattolica di Milano, che ospite durante l’ultima puntata della trasmissione Che Tempo che Fa in onda su Rai 2 ha affrontato il tema dei titoli di debito comune in… Read More »La ricetta di Cottarelli: “Eurobond? Si può andare avanti anche senza l’Olanda”

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Avanti sugli eurobond in Europa anche se non arriverà l’ok da parte dell’Olanda. A sostenerlo è Carlo Cottarelli, economista e direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici dell’Università Cattolica di Milano, che ospite durante l’ultima puntata della trasmissione Che Tempo che Fa in onda su Rai 2 ha affrontato il tema dei titoli di debito comune in Europa: “La strada è stata aperta ma non è ancora stato trovato un accordo”.Gli olandesi, secondo Cottarelli, “hanno un peso non determinante nella Banca centrale europea perché sono stati messi in minoranza. Per quanto riguarda questi accordi invece ci vuole unanimità, non si può obbligare l’Olanda a far parte di un programma di eurobond. Se l’Olanda però decidesse di non starci, possiamo andare avanti lo stesso. Addirittura si potrebbe dire ‘andiamo avanti’ anche se la Germania non ci stesse, ma quello sarebbe ovviamente più difficile”.E allora come si potrebbe trovare una ricetta per un accordo comune? “Senza Olanda si potrebbe andare avanti, se la Germania vuole proseguire su questa strada degli eurobond e del finanziamento del recovery fund”. Sul fronte interno, invece, “lascerei perdere in questo momento ogni aumento di tasse, questa è una fase in cui la spesa pubblica deve aumentare e deve essere finanziata in deficit perché è una situazione di emergenza”.“Una situazione seria e in recessione bisogna aumentare il deficit. Non starei ad aumentare le tasse anche perché anche dal punto di vista psicologico non sarebbe un bel segnale”. Il governo ora “dovrebbe spingere sulla domanda e sugli investimenti pubblici, è la strada migliore per la ripresa”.

Negli Usa c’è ormai più di un morto al minuto. E tutti se la prendono con Trump

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Favino: “Le prossime vacanze? Io andrò in Italia”. Facciamolo tutti appena sarà possibile! https://www.business.it/favino-le-prossime-vacanze-io-andro-in-italia-facciamolo-tutti-appena-possibile/ Mon, 13 Apr 2020 07:31:03 +0000 https://www.business.it/?p=62701 Un’idea per dare una mano a un settore, il turismo, messo in ginocchio dal coronavirus, in quest’Italia disperatamente in lotta per evitare che si diffonda ancora il contagio. A lanciarla l’attore Pierfrancesco Favino, in quarantena insieme alla compagna Anna Ferzetti e alle figlie nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, parlando di cinema… Read More »Favino: “Le prossime vacanze? Io andrò in Italia”. Facciamolo tutti appena sarà possibile!

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Un’idea per dare una mano a un settore, il turismo, messo in ginocchio dal coronavirus, in quest’Italia disperatamente in lotta per evitare che si diffonda ancora il contagio. A lanciarla l’attore Pierfrancesco Favino, in quarantena insieme alla compagna Anna Ferzetti e alle figlie nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, parlando di cinema e di cosa succederà dopo l’emergenza: “Sono consapevole vivere una condizione di privilegio, uno dei motivi per cui non mi sono fatto vedere sui social è anche questo: stiamo imparando a rispettare gli spazi reciproci, abbiamo a turno il momento di nervosismo”. “Non avevamo mai passato tanto tempo insieme, ti fa scoprire cose nuove di chi ci è vicino e di noi stessi. Ad esempio una manualità che non sapevo di avere, mi sto scoprendo elettricista di un certo livello, faccio un corso di montaggio cinematografico online, mi dedico a nuovi progetti. Ma prima cucino, faccio i compiti con le mie figlie” ha spiegato Favino. Per poi lanciare la sua proposta: quella di organizzare le prossime vacanze, appena sarà possibile, in Italia.“Anche ora – ha spiegato l’attore – possiamo aiutare la nostra cultura e il nostro Paese: le strade sono vuote? Occupiamoci del decoro urbano delle città d’arte, mettendo i lavoratori in condizioni di farlo in sicurezza. Il mio piccolo appello: semmai ci saranno vacanze, io le passerò in Italia, la filiera italiana deve essere premiata. Sarebbe importante che lo facessero tutti”.Un appello che molti utenti stanno già facendo proprio e rilanciando. Sulla cultura, Favino ha invece detto: “La cultura ci coccola l’anima. Ci fa capire che non siamo fatti solo del tempo del lavoro e dell’obbligo. Ci accompagna nel piacere di elevare lo spirito. Un film, un gioco, una discoteca. Tutto questo è cultura”.

 

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50 miliardi al mese: ecco il costo (mostruoso) del lockdown per l’Italia https://www.business.it/50-miliardi-al-mese-ecco-il-costo-mostruoso-del-lockdown-per-litalia/ Sat, 11 Apr 2020 10:03:36 +0000 https://www.business.it/?p=62682 Un’emergenza che non potrà essere lasciata alle spalle prima di 6 mesi almeno, quelli necessari affinché le attività produttive possano riprendere. E che avrà un costo altissimo per il nostro Paese, che rischia di bruciare circa 300 miliardi a causa del coronavirus e delle conseguenti restrizioni imposte ad aziende e lavoratori. A lanciare l’allarme è Francesco… Read More »50 miliardi al mese: ecco il costo (mostruoso) del lockdown per l’Italia

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Un’emergenza che non potrà essere lasciata alle spalle prima di 6 mesi almeno, quelli necessari affinché le attività produttive possano riprendere. E che avrà un costo altissimo per il nostro Paese, che rischia di bruciare circa 300 miliardi a causa del coronavirus e delle conseguenti restrizioni imposte ad aziende e lavoratori. A lanciare l’allarme è Francesco Manfredi, ordinario di economia aziendale LUM Jean Monnet di Bari e prorettore della Formazione manageriale postgraduate della stessa università, per la quale è anche direttore della School of Management.Attraverso le pagine di Italia Oggi, Manfredi ha stimato che l’emergenza possa costare all’Italia a una perdita a fine 2020 del 15% del Pil, con conseguenze particolarmente devastanti soprattutto al Sud: “La probabilità di uscita dal mercato delle imprese meridionali è diventata 4 volte superiore a quella del Centro-Nord”. Il tutto nonostante un intervento del governo che ha messo sul piatto sì risorse per aiutare le aziende, ma in maniera “ancora insufficiente”. “Per ogni mese di blocco il sistema economico perde circa 50 miliardi. Prima di 6 mesi, e sono molto molto ottimista, è impossibile che si torni a una parvenza di normalità e di ripresa dei normali cicli aziendali. E in sei mesi corriamo il rischio di bruciare 300 miliardi. Lo Stato deve agire come in un periodo postbellico. Se vuole salvare almeno la parte sana o comunque salvabile del sistema economico, deve iniettare subito 300 miliardi veri, non ipotetici. Di questi, 150 devono essere a fondo perduto e 150 di prestiti garantiti a tasso zero con rientro in almeno 15 anni. Altrimenti si aggiunge solo debito a debito e le imprese, se non nel breve ma nel medio, moriranno comunque”.“Oggi la probabilità di uscita dal mercato delle imprese meridionali è diventata 4 volte superiore a quella del Centro-Nord, anche a causa della minore elasticità del valore aggiunto alla domanda nelle fasi ascendenti del ciclo economico. Per capire la situazione, invito tutti a leggere l’ultimo rapporto Svimez. Sembra la serena ma puntuale descrizione di Hiroshima alle 10 del 6 agosto 1945, due ore dopo il bombardamento nucleare: non si vedeva ancora distintamente l’effetto, ma lo si poteva già chiaramente intuire”.

Tutta la verità sul Mes: ecco chi l’ha voluto e quando è stato introdotto

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Il cuore grande di Taiwan: cittadini in fila agli sportelli per donare soldi all’Italia https://www.business.it/il-cuore-grande-di-taiwan-cittadini-in-fila-agli-sportelli-per-donare-soldi-allitalia/ Tue, 07 Apr 2020 15:41:24 +0000 https://www.business.it/?p=62416 Tante le iniziative che in queste ore si stanno susseguendo in ogni Stato del mondo per manifestare vicinanza a un’Italia ancora in ginocchio a causa del coronavirus, con aiuti che arrivano da tantissimi Paesi. A far notizia, più di altri, è però la vicinanza di chi si trova a sua volta a vivere in situazioni… Read More »Il cuore grande di Taiwan: cittadini in fila agli sportelli per donare soldi all’Italia

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Tante le iniziative che in queste ore si stanno susseguendo in ogni Stato del mondo per manifestare vicinanza a un’Italia ancora in ginocchio a causa del coronavirus, con aiuti che arrivano da tantissimi Paesi. A far notizia, più di altri, è però la vicinanza di chi si trova a sua volta a vivere in situazioni economicamente di difficoltà, come Taiwan. Che, pure, non si è tirato indietro e ci ha teso la mano nel momento del bisogno.La presidente Tsai Ing-wen aveva già annunciato nei giorni scorsi una donazione di dieci milioni di mascherine, destinate a chi ne aveva bisogno. Ora ha disposto che 500 mila di questi dispositivi siano spediti in Italia. Nel frattempo, i cittadini della piccola nazione insulare asiatica hanno deciso di raccogliere dei soldi e inviarli all’Italia come forma di gratitudine nei confronti dei preti che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, hanno aiutato Taiwan nella costruzione di ospedali e strutture sanitarie.Un gesto forte, fortissimo, da parte di un Paese che non naviga certo in ottime acque e che pure ha voluto far sentire all’Italia tutto il suo calore. I cittadini hanno già raccolto tre milioni di dollari, che serviranno per comprare materiale da inviare nello Stivale. “Ora che l’Italia ha bisogno – ha spiegato un sacerdote in un video lanciato per sponsorizzare l’iniziativa – i cittadini di Taiwan vogliono restituire quel prezioso aiuto”.In passato la Chiesa aveva aiutato i cittadini taiwanesi quando, negli anni Cinquanta, la condizione del Paese era di estrema difficoltà, portando loro cibo e soldi. In rete si vedono ora filmati di tantissimi cittadini in coda intenti a donare denaro per inviarlo in Italia, nonostante anche loro siano alle prese come molti altri con l’epidemia dovuta al diffondersi del coronavirus.

Forza Nuova sfida i divieti anti-coronavirus: “Processione a Roma per la Pasqua”

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Conte-Macron, braccio di ferro con l’Europa: subito gli eurobond o niente accordo https://www.business.it/conte-macron-braccio-di-ferro-con-leuropa-subito-gli-eurobond-o-niente-accordo/ Sun, 05 Apr 2020 08:35:09 +0000 https://www.business.it/?p=62264 Continuano le trattative serrate in seno a un’Unione Europea che continua a mostrare crepe preoccupanti e cerca ora disperatamente una soluzione che accontenti tutti per garantirsi una sopravvivenza non troppo scontata. La situazione è la stessa dei giorni scorsi: il blocco dei Paesi del Nord schierato da una parte, quelli del Mediterraneo dall’altra. In mezzo,… Read More »Conte-Macron, braccio di ferro con l’Europa: subito gli eurobond o niente accordo

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Continuano le trattative serrate in seno a un’Unione Europea che continua a mostrare crepe preoccupanti e cerca ora disperatamente una soluzione che accontenti tutti per garantirsi una sopravvivenza non troppo scontata. La situazione è la stessa dei giorni scorsi: il blocco dei Paesi del Nord schierato da una parte, quelli del Mediterraneo dall’altra. In mezzo, la ricerca di un punto condiviso sul piano da mettere in atto per contrastare i devastanti effetti economici dell’emergenza coronavirus all’interno degli Stati membri più colpiti. In primis l’Italia, ma anche Francia e Spagna, che da giorni si trovano ad affrontare difficoltà crescenti.La Germania, che guida il blocco di chi non vuole condividere il rischio economico con gli altri e non accetta l’idea di dare aiuti senza porre condizioni, nelle scorse ore aveva fatto trapelare un grande ottimismo, sostenendo che tra Berlino e Parigi si fosse ormai vicini a un accordo da proporre poi agli altri Paesi membri. Senza i discussi eurobond, punto sul quale Giuseppe Conte continua invece a insistere. La realtà, però, è che Macron e la Merkel restano molto lontani, con la Francia che guarda piuttosto all’Italia come alleato del quale condividere le richieste.Francia e Italia si stanno così arroccando sulla medesima posizione: se nel programma che l’Ue presenterà non ci saranno gli eurobond, rifiuteremo senza se e senza ma. Non basteranno, dunque, le proposte fatte dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, che aveva anticipato l’idea di una cassa integrazione europea per tutelare i lavoratori bloccati a casa dall’emergenza. Strategia apprezzata ma non ritenuta sufficiente, da sola. E allora, si torna indietro al solito punto: un meccanismo solidale di distribuzione dei debito a livello europeo attraverso la creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi facenti parte dell’eurozona. O si va in questa direzione, o Conte e Macron sono pronti a mettere il veto.Macron e Conte possono contare a loro fianco su altri 16 Paesi, gli stessi che nei giorni scorsi hanno condiviso la loro rabbia verso un’Ue ancora poco solidale nonostante i tempi. E così il rischio è che il Consiglio Europeo delle prossime ore, quello che dovrebbe confrontarsi e stabilire una linea d’azione condivisa, possa slittare. I negoziati proseguono feroci, dietro le quinte. Ma la soluzione è ancora molto lontana. E un confronto, ora come ora, potrebbe non avere altro risultato che quello di esasperare gli animi ed evidenziare le divergenze.

A 104 anni Ada guarisce dal coronavirus: la commozione dei medici di Biella

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Chi ammaina la bandiera europea è un fuorilegge. E come tale va trattato https://www.business.it/chi-ammaina-la-bandiera-europea-e-un-fuorilegge-e-come-tale-va-trattato/ Fri, 03 Apr 2020 07:21:06 +0000 https://www.business.it/?p=62142 L’inadeguatezza di una classe politica che troppo spesso, tanto a livello nazionale quanto a livello locale, continua a fomentare la rabbia degli italiani giocando con i loro istinti più primordiali, invece di fornire loro risposte adeguate alle sfide che si palesano di volta in volta, è sintetizzata in quel gesto apparentemente goliardico e in realtà… Read More »Chi ammaina la bandiera europea è un fuorilegge. E come tale va trattato

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L’inadeguatezza di una classe politica che troppo spesso, tanto a livello nazionale quanto a livello locale, continua a fomentare la rabbia degli italiani giocando con i loro istinti più primordiali, invece di fornire loro risposte adeguate alle sfide che si palesano di volta in volta, è sintetizzata in quel gesto apparentemente goliardico e in realtà criminale, contrario alla legge oltre che al senso del dovere: il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri di Forza Italia, che ha fatto ammainare la bandiera europea in polemica per la presunta mancanza di solidarietà da parte dell’Ue verso il nostro Paese.Un gesto purtroppo non isolato, con protagonisti sempre e ovviamente personaggi appartenenti all’area di centrodestra, quella che al momento si trova all’opposizione e ribolle di rabbia nel veder crescere giorno dopo giorno la popolarità del premier Giuseppe Conte, l’uomo che sta tentando in questi giorni complicati di trovare una quadra con Bruxelles per mettere le basi di una futura, rapida ricostruzione economica. Per sfidare Palazzo Chigi e ricavarsi visibilità, l’unica strategia possibile è alzare l’asticella: suggerire agli italiani che, proprio nel bel mezzo della crisi, sia giusto abbandonare l’Europa e tentare di cavarsela da soli.Un ragionamento insensato, irresponsabile, pericoloso. Dato in pasto agli elettori da quegli stessi partiti che, in realtà, non si azzarderebbero mai e poi mai a portare l’Italia fuori dall’Unione. Non lo pensano nemmeno. Lo ha chiarito tante volte Berlusconi, lo ha spiegato il leghista Borghi con chiarezza. E allora quel gesto, quella bandiera ammainata, si rivela per quello che è: una provocazione vuota, buona soltanto a catturare qualche like sui social, a generare qualche commento furioso da utenti esasperati. Ed è contrario alla legge, quindi va punito.Battersi per gli interessi nazionali non significa inneggiare su Facebook a bandiere europee ammainate e bruciate. Significa portare avanti le proprie ragioni con determinazione nelle sedi opportune, Bruxelles in primis, per costruire pian piano un’Europa diversa, più equa e solidale. L’emergenza coronavirus ha portato alla luce, inesorabile, tutti i problemi ancora iscritti nel dna dell’Unione. Per cambiarla, però, serve responsabilità, non facili slogan di piazza.

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L’appello disperato di Linda, positiva al coronavirus: “A Londra ci lasciano morire come cani” https://www.business.it/lappello-di-linda-positiva-al-coronavirus-a-londra-ci-lasciano-morire-come-cani/ Fri, 03 Apr 2020 06:00:20 +0000 https://www.business.it/?p=62136 “Lasciati morire da soli a casa, come cani”. Parole forti, disperate, quelle pronunciate da Linda, italiana residente a Londra. Avvocato di 49 anni, originaria della provincia di Frosinone, ha raccontato la sua drammatica esperienza attraverso un video lanciato su Facebook. Lei, positiva al coronavirus, vive in casa con il compagno cardiopatico e ha volto denunciare… Read More »L’appello disperato di Linda, positiva al coronavirus: “A Londra ci lasciano morire come cani”

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“Lasciati morire da soli a casa, come cani”. Parole forti, disperate, quelle pronunciate da Linda, italiana residente a Londra. Avvocato di 49 anni, originaria della provincia di Frosinone, ha raccontato la sua drammatica esperienza attraverso un video lanciato su Facebook. Lei, positiva al coronavirus, vive in casa con il compagno cardiopatico e ha volto denunciare il modo in cui l’Inghilterra sta gestendo l’emergenza sanitaria, chiedendo allo stesso tempo aiuto ai suoi concittadini.La donna ha spiegato di aver avuto nei giorni scorsi i primi sintomi della malattia: da allora sta combattendo una dura battaglia contro il virus. “Ho febbre alta, dolori ovunque, un fuoco in petto, difficoltà a respirare. Nessuno mi può aiutare, sono abbandonata a me stessa” ha spiegato con fatica dal letto della sua stanza. “Ho chiamato i numeri per le emergenze, loro mi hanno risposto ‘non possiamo farvi niente, non andate in panico, restate a casa, ce dovete fare, dovete dare il buon esempio'”. Il tutto senza alcuna forma di assistenza da parte dei sanitari.“Sono una cittadina europea, residente in Inghilterra e con lo stesso diritto degli inglesi di essere curata” ha aggiunto. Poi ha lanciato un appello rivolto agli italiani, per chiedere il loro aiuto nel far emergere le condizioni in cui sta vivendo e farle arrivare all’attenzione delle istituzioni: “Italiani, fate qualcosa, fatevi sentire”.Gli ultimi dati divulgati dal ministero della Sanità britannico diffusi hanno testimoniato un aumento giornaliero dei contagi di oltre 3 mila pazienti nuovi positivi, cifra leggermente in calo rispetto alle ore precedenti, per un totale che passa da 29.474 a 33.718. In Inghilterra è aumentato anche il numero dei decessi, con 569 morti in più negli ospedali in Gran Bretagna. È di 2.921 il numero totale dei decessi, 163.200 i test eseguiti.

L’appello di Gloria, neo mamma positiva al Covid-19: “A chi vuole uscire di casa mostrate questo”

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Grida e insulti contro i volontari della Croce Rossa di ritorno dalla Lombardia https://www.business.it/grida-e-insulti-contro-i-volontari-della-croce-rossa-di-ritorno-dalla-lombardia/ Tue, 31 Mar 2020 16:25:53 +0000 https://www.business.it/?p=61928 Nell’Italia in lotta costante con il coronavirus, dove soltanto ora si iniziano finalmente a vedere spiragli positivi all’orizzonte dopo settimane complicate, succede che alle volte la paura si impossessi delle persone, spingendole a comportamenti aggressivi, dettati dal terrore del contagiato. E così la Croce Rossa italiana si è trovata a denunciare le condizioni in cui… Read More »Grida e insulti contro i volontari della Croce Rossa di ritorno dalla Lombardia

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Nell’Italia in lotta costante con il coronavirus, dove soltanto ora si iniziano finalmente a vedere spiragli positivi all’orizzonte dopo settimane complicate, succede che alle volte la paura si impossessi delle persone, spingendole a comportamenti aggressivi, dettati dal terrore del contagiato. E così la Croce Rossa italiana si è trovata a denunciare le condizioni in cui si trova a lavorare, con insulti rivolti dai cittadini agli operatori di ritorno dalle zone rosse, dove vanno regolarmente per prestare assistenza a chi ne ha più bisogno.Uomini e donne che scelgono di mettersi a servizio delle comunità e che però, una volta di ritorno verso casa, spesso e volentieri finiscono nel mirino dei vicini, dei residenti dello stesso quartiere, che rivolgono loro intimidazioni e improperi. A denunciare una situazione che non esita a definire “assurda” è stato Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Italiana, attraverso le pagine dell’Huffingon Post. “Sono troppe le notizie che giungono da alcune parti d’Italia e che ci narrano di esecrabili intimidazioni ai danni dei soccorritori di ritorno dalle ‘zone rosse’ trattati come untori”.Tra gli episodi più recenti, quello di tre volontari tornati dalla Lombardia, dove la Croce Rossa sta inviando infermieri, medici e squadre con le ambulanze a supporto del sistema della regione più colpita dalla pandemia in Italia. Erano stati sistemati in un appartamento dove trascorrere il periodo di autoisolamento volontario, ma sono stati pesantemente insultati da diversi condomini del palazzo e trattati come appestati.“È stato presentato un esposto e la nostra volontaria che aveva messo a disposizione la casa è stata convocata in Questura, le è stato chiesto di spiegare a che titolo quelle persone alloggiassero in una sua proprietà” ha raccontato Rocca, che ha telefonato ai tre volontari in quarantena “per manifestare vicinanza, solidarietà e abbracciarli a distanza. È inaudito che a persone che, per spirito di servizio verso la comunità, non esitano, come in questo caso, a mettere a rischio la loro vita, venga riservato un trattamento del genere – scandisce Rocca – Anche perché si tralascia un dato: senza la rete di supporto del volontariato alcune aree del Paese non avrebbero retto, non ce l’avrebbero fatta a gestire un’emergenza come quella in corso nel nostro Paese”.

Spagna, sassi e insulti contro un pullman con a bordo 28 anziani positivi al coronavirus

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L’Italia aveva già i respiratori per gli ospedali, ma se n’è accorta tardi https://www.business.it/litalia-aveva-gia-i-respiratori-per-gli-ospedali-ma-se-ne-accorta-tardi/ Mon, 30 Mar 2020 08:58:20 +0000 https://www.business.it/?p=61803 Una corsa disperata, quella alla ricerca di attrezzature per aiutare i medici impegnati ogni giorno nella difficilissima battaglia contro il coronavirus. Con l’Italia che, nel corso dei primi giorni marzo, si è rivolta a un’azienda del nostro Paese, la Siare Engineering, che produce ventilatori polmonari, i macchinari necessari per ampliare le terapie intensive e curare i… Read More »L’Italia aveva già i respiratori per gli ospedali, ma se n’è accorta tardi

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Una corsa disperata, quella alla ricerca di attrezzature per aiutare i medici impegnati ogni giorno nella difficilissima battaglia contro il coronavirus. Con l’Italia che, nel corso dei primi giorni marzo, si è rivolta a un’azienda del nostro Paese, la Siare Engineering, che produce ventilatori polmonari, i macchinari necessari per ampliare le terapie intensive e curare i malati più gravi. Il tutto circa un mese dopo il decreto che proclamava lo stato di emergenza, con il mandato alla protezione civile di coordinare i lavori e panificare gli interventi per limitare il contagio.Come spiega Il Fatto Quotidiano, però, l’Italia si è accorta tardi delle risorse che già esistevano sul proprio territorio. Tornando indietro nel tempo, il 2 marzo la società statale Consip veniva indicata “soggetto attuatore” per gli acquisti per fronteggiare il Covid-19; il 4 marzo la protezione civile comunicava poi il fabbisogno ospedaliero. Consip aveva individuato in poche ore la Siare Engineering con sede a Valsamoggia in provincia di Bologna, azienda con una trentina di dipendenti che vende all’estero il 90 per cento della propria produzione e normalmente non supera i 40 respiratori alla settimana. Il premier Giuseppe Conte avrebbe poi telefonato al direttore generale di Siare Engineering Gianluca Preziosa per chiedergli uno sforzo da almeno 2 mila ventilatori polmonari, dopo che per un mese nessuno lo aveva interpellato al telefono. Né la protezione civile, né il ministero della Salute. Proposta accettata da Preziosa, con il ministero della Difesa che manda nei capannoni di Valsamoggia i militari dell’esercito mentre il gruppo Fca e la Ferrari forniscono del materiale.Il tutto mentre il mercato asiatico aumentava le commesse per far fronte all’emergenza. Con Preziosa rammaricato: “Si poteva fare meglio con un po’ di anticipo. Dopo il contatto con Conte ho subito bloccato i respiratori già imballati nei cartoni per partire verso l’Asia, così ne abbiamo recuperati più di trecento per gli ospedali italiani. Ho vuotato il magazzino. Adesso dal Sudamerica mi domandano 3.500 pezzi, ma ho rifiutato perché la mia fabbrica è a totale disposizione del governo”. Una situazione che poteva probabilmente essere gestita diversamente, con più anticipo, prima che gli italiani iniziassero a morire a centinaia ogni giorno.

A Bergamo i pazienti “con gli occhi sempre aperti, hanno paura di non riaprirli”

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Conte: “4,3 miliardi ai Comuni e 400 milioni di bonus spesa per chi è più in difficoltà” https://www.business.it/conte-43-miliardi-ai-comuni-e-400-milioni-di-bonus-spesa-per-chi-e-piu-in-difficolta/ Sat, 28 Mar 2020 18:54:33 +0000 https://www.business.it/?p=61774 Un nuovo intervento, in conferenza stampa, per annunciare l’arrivo di misure in favore dei cittadini costretti a casa e che faticano ad arrivare a fine mese, che con l’aiuto di Comuni e associazioni di volontariato potranno beneficiare di buoni spesa per l’acquisto di beni di prima necessità. Ad annunciarlo è stato il premier Conte, che… Read More »Conte: “4,3 miliardi ai Comuni e 400 milioni di bonus spesa per chi è più in difficoltà”

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Un nuovo intervento, in conferenza stampa, per annunciare l’arrivo di misure in favore dei cittadini costretti a casa e che faticano ad arrivare a fine mese, che con l’aiuto di Comuni e associazioni di volontariato potranno beneficiare di buoni spesa per l’acquisto di beni di prima necessità. Ad annunciarlo è stato il premier Conte, che al termine di una riunione con i vertici della maggioranza e il ministro dell’Economia Gualtieri, accompagnato dallo stesso Gualtieri e dal presidente Anci Antonio De Caro. “Oggi abbiamo superato le 10 mila vittime, un numero che colpisce, una ferita che si allarga e che non potremo mai dimenticare. Esprimiamo vicinanza alle vittime e ai loro famigliari. Un altro dato però ci incoraggia, il record dei guariti”. “Vogliamo dare un segno concreto della presenza dello Stato. Non giriamo lo sguardo dall’altra parte di fronte alle difficoltà. Abbiamo lavorato per varare un provvedimento di urgenza, coinvolgendo i sindaci che sono le nostre sentinelle: disponiamo 4 miliardi e 300 mila euro sul fondo di solidarietà comunale, un anticipo del 66% rispetto alla scadenza prevista a maggio che giriamo loro. Con un’ordinanza della protezione civile aggiungiamo a questo fondo 400 milioni con il vincolo di utilizzare questa somma per aiutare chi non riesce a fare la spesa”. I soldi saranno distribuiti tra i Comuni del territorio italiano per l’acquisto di generi di prima necessità, sfruttando anche la catena del volontariato”.“Contiamo sul fatto che già dalla prossima settimana i sindaci riescano a consegnare generi di prima necessità ai bisognosi. Siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo aiutare chi è più in difficoltà. Per questo prevediamo anche misure rafforzate per favorire le donazioni, anche di produttori e distributori. Non vogliamo tassare la solidarietà. Faccio appello alla grande distribuzione affinché possa aggiungere uno sconto del 5-10% per chi acquista con questi buoni spesa. Stiamo facendo di tutto perché i tempi ordinari della burocrazia siano azzerati”.

“La ministra Catalfo e l’Inps stanno lavorando senza sosta. Vogliamo mettere tutti i beneficiari della Cassa integrazione di accedervi subito, entro il 15 aprile, e se possibile anche prima.Gli uffici Inps stanno lavorando alacramente per far sì che chiunque ha diritto alla cassa integrazione e alla cassa in deroga possa beneficiare il prima possibile, entro il 15 aprile o prima, delle somme che spettano loro”. Dopo Conte sono arrivate le parole del ministro Gualtieri: “L’erogazione di queste risorse sarà certa e rapida. È importante che nessuno sia lasciato da solo. De Caro, presidente Anci e sindaco di Bari, ha poi spiegato: “La priorità oggi è permettere ai cittadini di sfamare i propri figli. A noi sindaci arrivano tante richieste. Abbiamo messo in campo ogni energia. Le risorse saranno distribuite sulla popolazione in base anche all’indice di povertà delle nostro comunità. Faremo la nostra parte”.

Conte ha poi toccato brevemente il tema Europa: “La storia non aspetta. Bisogna dimostrare di essere adeguati a questa emergenza. L’italia sa a quale sforzo siamo chiamati. Io mi batterò fino all’ultima goccia di sudore per ottenere una risposta europea forte, vigorosa e coesa”.

“La Merkel ha dimenticato quando l’Europa permise alla Germania di rialzarsi nel dopoguerra?”

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“La Merkel ha dimenticato quando l’Europa permise alla Germania di rialzarsi nel dopoguerra?” https://www.business.it/la-merkel-ha-dimenticato-quando-leuropa-permise-alla-germania-di-rialzarsi/ Sat, 28 Mar 2020 13:02:12 +0000 https://www.business.it/?p=61768 Non ci sono soltanto gli italiani, i francesi, gli spagnoli a chiedere un rapido cambio di rotta all’Europa in un momento di crisi senza precedenti, con il Vecchio Continente piegato dall’emergenza coronavirus. Anche all’interno della Germania, infatti, si levano voci feroci contro l’operato di Angela Merkel, accusata di “euroegoismo”. Una strategia che potrebbe essere arrivata… Read More »“La Merkel ha dimenticato quando l’Europa permise alla Germania di rialzarsi nel dopoguerra?”

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Non ci sono soltanto gli italiani, i francesi, gli spagnoli a chiedere un rapido cambio di rotta all’Europa in un momento di crisi senza precedenti, con il Vecchio Continente piegato dall’emergenza coronavirus. Anche all’interno della Germania, infatti, si levano voci feroci contro l’operato di Angela Merkel, accusata di “euroegoismo”. Una strategia che potrebbe essere arrivata al capolinea e che, però, potrebbe aver minato l’esistenza stessa dell’Unione. A sostenerlo è l’ex ministro degli Esteri teutonico Joschka Fischer che ha da poco lanciato il suo ultimo libro dal titolo, emblematico, “Scheitert Europa?”, “L’Europa fallisce?”.Fischer ha accusato la Merkel e i suoi sostenitori di aver dimenticato momenti importanti della storia della Germania come la Conferenza di Londra del 1953, quando l’Europa le cancellò buona parte dei debiti di guerra per permetterle una rapida ripresa economica. “Senza quel regalo – scrive l’ex ministro tedesco nel suo libro – non avremmo riconquistato la credibilità e l’accesso ai mercati. La Germania non si sarebbe ripresa e non avremmo avuto il miracolo economico”.Di un passaggio di importanza epocale del quale però la Germania di oggi, guidata dal duo Merkel-Schaeuble, sembra essersi scordata. La politica del rigore imposta all’Europa, di contro, si sarebbe rivelata “devastante”: “Ha imposto ai Paesi del Sud Europa una deflazione dei salari e dei prezzi impossibile da superare con il peso del rigore. Ora la trappola della spirale dei debiti condanna questi Paesi a non uscire dalla crisi con il pretesto del risanamento dei conti”. “Se la Bce – ha spiegato ancora Fischer – non avesse seguito le decisioni di Draghi ma le obiezioni dei tedeschi a quest’ora l’euro non esisterebbe più. Il più grande pericolo per l’Europa  attualmente è la Germania. Bisognerebbe approfittare della impasse causata dalla crisi per fare un altro passo avanti verso l’integrazione europea. La Merkel così distrugge l’Europa”.

L’Europa che non vuole aiutare l’Italia? È guidata dagli “amici” sovranisti di Salvini

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“Italia, il Paese degli spaghetti al coronavirus”: a Dubai ci prendono in giro così https://www.business.it/italia-il-paese-degli-spaghetti-al-coronavirus-a-dubai-ci-prendono-in-giro-cosi/ Fri, 27 Mar 2020 10:32:27 +0000 https://www.business.it/?p=61716 Un’immagine terribile, a corredo di un articolo imbottito di stereotipi sull’Italia. Al centro della foto un piatto di spaghetti, alimento tipico del nostro Paese, con i colori dell’Unione Europea. Il sugo versato sopra, però, ha la forma del coronavirus, la malattia che continua a tenere in ginocchio il Vecchio Continente e che si è abbattuta… Read More »“Italia, il Paese degli spaghetti al coronavirus”: a Dubai ci prendono in giro così

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Un’immagine terribile, a corredo di un articolo imbottito di stereotipi sull’Italia. Al centro della foto un piatto di spaghetti, alimento tipico del nostro Paese, con i colori dell’Unione Europea. Il sugo versato sopra, però, ha la forma del coronavirus, la malattia che continua a tenere in ginocchio il Vecchio Continente e che si è abbattuta con particolare veemenza sullo Stivale (e in questi ultimi giorni sulla Spagna). Una scelta di pessimo gusto quella fatta da GulfNews.com, magazine online diffuso prevalentemente nell’area del Golfo Persico. Le polemiche, ovviamente, sono subito esplose.L’ambasciatore italiano ad Abu Dhabi Nicola Lener è andato su tutte le furie alla vista di quella trovata estremamente irrispettosa per il nostro Paese. Con una lettera inviata al direttore del quotidiano online Abdul Hamid Ahmad ha così espresso tutta la sua rabbia contro la foto gli stereotipi di cui l’articolo è infarcito. Nel testo l’Italia è infatti associata a parole come “instabilità”, “inaffidabilità”, “incapacità di governo”. Una serie di luoghi comuni non supportati da controprove e che portano a una condanna senza appello del nostro paese che, secondo l’autore, si appresta ad affrontare una crisi economica che trascinerà dietro di sé l’intera Europa.Tesi considerata inaccettabile dall’ambasciatore Lerner, che nella sua lettera si è scagliato soprattutto contro l’immagine sulla copertina del giornale virtuale, un piatto di spaghetti al coronavirus sembrato una presa in giro intollerabile in un momento così delicato: “Trovo inaccettabile che quell’immagine sia associata all’idea che l’Italia possa ‘infettare’ l’economia europea. Lo scopo, niente affatto nascosto, di minare la credibilità del nostro Paese presso il pubblico di riferimento del giornale con un’immagine del genere è un’operazione di pessimo gusto”.“A essere offesi sono nell’ordine tutti i malati di Covid-19 e tutte le vittime italiane, i dottori, gli infermieri e i professionisti impegnati nella battaglia contro il virus, i milioni di cittadini italiani che stanno affrontando questa emergenza e lo stop della maggior parte delle attività produttive con un grande spirito di unità nazionale. L’Italia in questo momento  si aspetta “rispetto, solidarietà e supporto, non sciocche prese in giro”. L’immagine è stata poi cancellata.

E Salvini, di colpo, si innamorò di Mario Draghi, simbolo dell’Europa che ha sempre odiato

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Conte guida il fronte di chi vuole gli eurobond. Con lui, altri 8 governi europei https://www.business.it/conte-guida-il-fronte-di-chi-vuole-gli-eurobond-con-lui-altri-8-governi-europei/ Wed, 25 Mar 2020 17:32:23 +0000 https://www.business.it/?p=61551 Conte non è solo nella sua sfida all’Europa. Oltre al premier italiano, infatti, altri otto leader hanno firmato una lettera congiunta al presidente del Consiglio d’Europa Charles Michel per chiedere, in vista del vertice europeo, la creazione dei cosiddetti “Coronabond” per fronteggiare la crisi economica dovuta alla pandemia. Le firme sulla lettera sono quelle di Spagna, Francia, Portogallo,… Read More »Conte guida il fronte di chi vuole gli eurobond. Con lui, altri 8 governi europei

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Conte non è solo nella sua sfida all’Europa. Oltre al premier italiano, infatti, altri otto leader hanno firmato una lettera congiunta al presidente del Consiglio d’Europa Charles Michel per chiedere, in vista del vertice europeo, la creazione dei cosiddetti “Coronabond” per fronteggiare la crisi economica dovuta alla pandemia. Le firme sulla lettera sono quelle di Spagna, Francia, Portogallo, Slovenia, Grecia, Irlanda, Belgio, Lussemburgo e Italia.  Dall’altra parte della barricata, però, la Germania continua a manifestare tutta la propria contrarietà di fronte all’idea di un’emissione di debito sovranazionale dell’area euro, con rischi condivisi. Steffen Seibert, portavoce di Angela Merkel, lo ha ribadito in queste ore in maniera chiara: “Sugli eurobond l’idea del governo tedesco e della cancelliera non è cambiata: anche in tempi di crisi è ancora necessario che controllo e garanzia restino nella stessa mano”.Nella lettera inviata a Bruxelles, pubblicata dal Corriere della Sera, i leader europei motivano le loro richieste definendo la pandemia “uno shock senza precedenti. Abbiamo bisogno di intraprendere azioni straordinarie che limitino i danni economici e ci preparino a compiere i passi successivi. Questa crisi globale richiede una risposta coordinata a livello europeo”. Per i leader è necessario attivare “tutti i comuni strumenti fiscali a sostegno degli sforzi nazionali. In particolare, lavorare su uno strumento di debito comune emesso da una Istituzione dell’Ue per raccogliere risorse sul mercato sulle stesse basi e a beneficio di tutti gli Stati Membri, garantendo in questo modo il finanziamento stabile e a lungo termine delle politiche utili a contrastare i danni causati da questa pandemia”.“Questo strumento di debito comune dovrà essere di dimensioni sufficienti e a lunga scadenza, per essere pienamente efficace e per evitare rischi di rifinanziamento ora come nel futuro” si legge ancora nella lettera. La Germania, invece, ritiene sufficienti le misure messe in atto in questi giorni per contrastare gli effetti economici del coronavirus e, sul fronte Mes, ha ribadito l’importanza dello strumento ma senza mettere in discussione le regole attualmente in vigore.

A Salvini servono ripetizioni di economia: attacca il governo, ma la gaffe è clamorosa

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E l’Italia scoprì il digitale: così il coronavirus ha cambiato le nostre abitudini di vita https://www.business.it/e-litalia-scopri-il-digitale-cosi-il-coronavirus-ha-cambiato-le-nostre-abitudini-di-vita/ Wed, 25 Mar 2020 16:53:46 +0000 https://www.business.it/?p=61563 Se c’è un lato positivo da trovare in una situazione drammatica come quella che l’Italia sta vivendo, sicuramente è l’improvvisa digitalizzazione di un’ampia fetta della popolazione. Costretta a casa da un’epidemia che continua a mietere vittime, una parte dei cittadini dello Stivale si è infatti rimboccata le maniche e ha preso dimestichezza con smartphone e… Read More »E l’Italia scoprì il digitale: così il coronavirus ha cambiato le nostre abitudini di vita

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Se c’è un lato positivo da trovare in una situazione drammatica come quella che l’Italia sta vivendo, sicuramente è l’improvvisa digitalizzazione di un’ampia fetta della popolazione. Costretta a casa da un’epidemia che continua a mietere vittime, una parte dei cittadini dello Stivale si è infatti rimboccata le maniche e ha preso dimestichezza con smartphone e portatili, per rimanere aggiornata su quanto accade fuori dalla porta e intrattenersi nella maniera più stimolante possibile.A dirlo sono le stime realizzate da Comscore, che  ha analizzato come la pandemia del Coronavirus stia influenzando il comportamento dei consumatori online in Europa. Il numero totale di visite a siti generalisti di news è di per sé emblematico di quanto sta accadendo. In tutti e cinque i Paesi europei esaminati, infatti, le visite a siti di General News sono rimaste sostanzialmente stabili fino alla settimana del 10-16 febbraio per poi impennarsi. Nella settimana 17-23 febbraio, gli andamenti si sono ad esempio profondamente modificati in Italia, che proprio in quei giorni si trasforma tristemente nel centro della pandemia europea. Negli altri paesi europei, l’interesse è aumentato gradualmente e poi è esploso nella settimana 9-15 marzo. Rispetto la prima settimana dell’anno 2020, il numero di visite sui siti di notizie generiche è aumentato del +50% in Francia, +29% in Germania, +142% in Italia, +74% in Spagna e +44% nel Regno Unito.Anche i social media hanno cominciato a dedicare attenzione all’epidemia, in particolare durante il periodo dal 17 febbraio al 15 marzo. Nel dettaglio, il numero di visite è aumentato del +14% in Francia, +11% in Germania, +30% in Italia, +55% in Spagna e +18% nel Regno Unito.

Coronavirus, Bertolaso ricoverato al San Raffaele di Milano

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Conte: “L’Italia non può permettersi scioperi in un momento così difficile” https://www.business.it/conte-litalia-non-puo-permettersi-scioperi-in-un-momento-cosi-difficile/ Tue, 24 Mar 2020 18:32:34 +0000 https://www.business.it/?p=61494 Un nuovo decreto per introdurre multe più salate a danno di chi viola le normative adottate contro la diffusione del coronavirus. E per mettere ordine sugli scontri delle ultime ore tra Stato e Regioni, dopo lo stop arrivato a tutta la filiera produttiva considerata non essenziale. Questo il frutto della riunione del Consiglio dei ministri… Read More »Conte: “L’Italia non può permettersi scioperi in un momento così difficile”

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Un nuovo decreto per introdurre multe più salate a danno di chi viola le normative adottate contro la diffusione del coronavirus. E per mettere ordine sugli scontri delle ultime ore tra Stato e Regioni, dopo lo stop arrivato a tutta la filiera produttiva considerata non essenziale. Questo il frutto della riunione del Consiglio dei ministri durata quasi due ore, che ha visto il premier Conte uscire soddisfatto così come gli altri esponenti dell’esecutivo giallorosso, con Orlando, vicesegretario Pd, a twittare subito: “Ce la faremo se tutti insieme ci diamo una mano”.Nell’introdurre sanzioni fino a 3 mila euro per i trasgressori, Conte ha anche smentito che l’emergenza possa protrarsi fino al 31 luglio. “Lo stato di emergenza per sei mesi – ha spiegato il premier – non vuol dire restrizioni fino al 31 luglio. Siamo pronti ad allentare le misure in ogni momento, speriamo prestissimo. I governatori  possono adottare misure più restrittive. Ma rimane al Governo la funzione di coordinamento. Sono orgoglioso della reazione di tutti i cittadini, la maggioranza dei quali rispetta le regole”.Conte ha poi affrontato il tema delle parti sociali: “Questo è il periodo del confronto. Quando abbiamo chiuso le attività produttive ci siamo confrontati con sindacati e con le associazioni di categoria, perché è complicatissimo decidere quali siano i comparti essenziali e quali invece non lo siano. Stiamo facendo degli aggiustamenti, coinvolgendo anche i sindacati, che non sono sempre rimasti soddisfatti da tutte le disposizioni del governo in materia di chiusura. Mi auguro che non ci siano scioperi, in questa fase d’emergenza il Paese non se lo può permettere”.Lo stesso vale per i carburanti, ha sottolineato Conte: “Dobbiamo garantire tutti i servizi essenziali, quindi posso assicurare che la filiera alimentare verrà garantita, così come il rifornimento di carburante”. Conte ha comunque rassicurato sul fatto che l’attività produttiva essenziale non si fermerà, affermando di aver trovato finora un grande senso di responsabilità nel mondo dei lavoratori e dei sindacati, “fermo restando che dobbiamo tutelare la salute anche dei lavoratori”.

Benzinai dimenticati dallo Stato italiano: “In ginocchio per il coronavirus chiudiamo i distributori”

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Tanti contagi, pochi morti: perché in Germania il virus sembra meno letale? https://www.business.it/tanti-contagi-pochi-morti-perche-in-germania-il-virus-sembra-meno-letale/ Sun, 22 Mar 2020 10:13:28 +0000 https://www.business.it/?p=61298 In questi giorni durissimi, con il mondo intero impegnato nella difficile battaglia al coronavirus, c’è un Paese che sembra stranamente meno esposto al contagio rispetto agli Stati confinanti. Si tratta della Germania, dove Angela Merkel dopo qualche tentennamento ha adottato un lockdown sul modello italiano ma dove i numeri sono molto diversi rispetto a quelli… Read More »Tanti contagi, pochi morti: perché in Germania il virus sembra meno letale?

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In questi giorni durissimi, con il mondo intero impegnato nella difficile battaglia al coronavirus, c’è un Paese che sembra stranamente meno esposto al contagio rispetto agli Stati confinanti. Si tratta della Germania, dove Angela Merkel dopo qualche tentennamento ha adottato un lockdown sul modello italiano ma dove i numeri sono molto diversi rispetto a quelli che arrivano dal resto del pianeta. Secondo le analisi della John Hopkins University, infatti, se è vero che il numero di persone risultate positive al Covid-19 è in netto aumento, altrettanto vero è che la percentuale dei decessi resta bassissima. I morti, in tutta la Germania, sono a oggi poco più di 70, con un tasso di letalità che si attesta dunque allo 0,3%. Il più basso dato del mondo, ancora meno grave di quello della Corea del Sud. Ben al di sotto di quello spagnolo, dove la mortalità è del 5,4%, e di quello italiano, dove muoiono 8,5 persone su 100 infettate. Come si spiega questo dato? Presto per dirlo con certezza, visto che molti analisti sostengono che in Italia, per esempio, il numero complessivo dei contagiati sarebbe molto più alto e quindi la letalità sovrastimata. Ma qualche scienziato ha provato comunque a spiegare il perché dell’anomalia tedesca.Gli analisti sostengono innanzitutto che, in questa prima fase, in Germania si sono ammalati soprattutto i giovani, quelli che hanno possibilità più basse di morire. L’età media tedesca non è molto diversa da quella italiana, quindi non bassa, ma a fare la differenza potrebbe essere il fatto che lì i giovani e gli anziani hanno rapporti più distanziati. Mentre in Italia e Cina, ad esempio, le persone tra i 30 e 40 anni che vivono ancora con i genitori sono il 20% della popolazione, in Germania il numero è dimezzato. Più difficile, dunque, che i nonni e genitori vengano contagiati da figli e nipoti.Detto che il contagio è ancora agli inizi in Germania, e la situazione potrebbe quindi precipitare, un’altra spiegazione possibile è nel sistema sanitario, con un uso massiccio di tamponi fin dai primi giorni. Secondo la Federazione dei medici tedeschi anche prima di registrare i primi decessi in Germania sarebbero stati fatti decine di migliaia di test, uno screening preziosissimo per evitare il dilagare del contagio. I tedeschi, inoltre, hanno un ampio numero di terapie intensive a disposizione (28 mila unità sparse per il Paese) e il governo è già al lavoro per aumentarle. L’obiettivo è evitare quel saturamento che in alcune Regioni italiane sta costando tante vite.

Calabria, 300 medici e infermieri si mettono in malattia di fronte all’emergenza

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L’Europa batte un altro colpo: sospeso il Patto di Stabilità per far fronte alla crisi https://www.business.it/leuropa-batte-un-altro-colpo-sospeso-il-patto-di-stabilita-per-far-fronte-alla-crisi/ Fri, 20 Mar 2020 18:27:14 +0000 https://www.business.it/?p=61230 La Commissione Ue ha attivato la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità, una mossa che arriva dopo l’intervento della Bce e la messa a disposizione dei fondi europei. Una scelta che secondo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha annunciato la decisione attraverso un video lanciato su Twitter, servirà ai vari Paesi… Read More »L’Europa batte un altro colpo: sospeso il Patto di Stabilità per far fronte alla crisi

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La Commissione Ue ha attivato la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità, una mossa che arriva dopo l’intervento della Bce e la messa a disposizione dei fondi europei. Una scelta che secondo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha annunciato la decisione attraverso un video lanciato su Twitter, servirà ai vari Paesi per “pompare nel sistema denaro finché serve”. Un tentativo di porre un argine a un’emergenza che continua a far registrare numeri preoccupanti. La decisione di far scattare la cosiddetta General Escape Clause era attesa, ma come ha spiegato il premier italiano, Giuseppe Conte in una intervista al Financial Times, i governi chiedono di più. Nonostante il rialzo della Borsa e il raffreddamento dello spread, infatti, i vari leader europei sottolineano come “la politica monetaria non basta, bisogna aprire le linee di credito del Mes  a tutti gli Stati membri per aiutarli a combattere le conseguenze del Covid-19 a condizione di una piena tracciabilità del mondo in cui le risorse sono spese”.Insieme al premier francese Macron, Conte è tra i più decisi sostenitori di un’altra soluzione che avrebbe portata storica, quella dei Coronabond. Titoli emessi proprio dal Mes, con la garanzia dell’intero blocco europeo alle spalle, per finanziarsi a buon prezzo sul mercato e destinare fondi a superare l’emergenza.“Il Coronavirus ha un impatto drammatico sull’economia, molti settori sono colpiti. Il lockdown è necessario ma rallenta severamente l’attività economica – ha detto la von der Leyen – La scorsa settimana ho detto che faremo tutto il possibile per sostenere l’economia e i cittadini, e oggi rispettiamo quanto detto. Gli aiuti di Stato sono i più flessibili di sempre e i vostri Governi possono dare i soldi che servono a ristoranti, negozi, imprese piccole e medie”.

Il folle esodo dal nord verso la Puglia: il 15% dei fuorisede ha viaggiato con la febbre

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L’esperto del Cnr: “Ecco perché in Italia si muore così tanto per il coronavirus” https://www.business.it/lesperto-del-cnr-ecco-perche-in-italia-si-muore-cosi-tanto-per-il-coronavirus/ Fri, 20 Mar 2020 11:09:46 +0000 https://www.business.it/?p=61213 Un dato che fa paura, quello del numero dei morti in Italia a causa del coronavirus. Più alto che in tutto in resto del mondo, persino di quella Cina dove pure il numero dei contagiati risulta essere, dati ufficiali alla mano, oltre il doppio. E allora perché, da noi, ci sono così tante vittime? A… Read More »L’esperto del Cnr: “Ecco perché in Italia si muore così tanto per il coronavirus”

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Un dato che fa paura, quello del numero dei morti in Italia a causa del coronavirus. Più alto che in tutto in resto del mondo, persino di quella Cina dove pure il numero dei contagiati risulta essere, dati ufficiali alla mano, oltre il doppio. E allora perché, da noi, ci sono così tante vittime? A provare a dare una risposta alla domanda che spaventa gli italiani in queste ore è stato Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Igm).Attraverso l’agenzia Agi, Maga ha spiegato: “Non mi sento di dire che abbiamo sbagliato qualcosa, direi di no. Tutto quello che al momento si può fare lo stiamo facendo. Probabilmente paghiamo lo scotto di una popolazione molto anziana. E malattie come diabete, ipertensione o problemi cardiovascolari che si possono curare, combinate con questo virus, possono dare prognosi infausta. Probabilmente poi, ci sono differenze fra noi e la Cina dal punto di vista demografico e dell’incidenza delle malattie”Maga ha poi aggiunto che “dobbiamo ancora aspettare per vedere gli effetti delle misure di contenimento” senza però abbassare la guardia. “C’è stato un aumento dei casi nuovi, sono circa 2000 in più dei casi notificati nelle scorse e la Lombardia è sempre di più la regione che traina l’epidemia. I dati mostrano un aumento importante dei nuovi infetti nella provincia di Brescia e nella provincia di Milano che ha contato oltre 600 nuovi casi”.“Questo non ci deve spaventare – ha concluso Maga – nel senso che stiamo vedendo l’ondata delle infezioni che si sono verificate due settimane fa, dieci giorni fa, quindi prima del blocco totale imposto l’undici marzo. Per cui è probabile che nei prossimi giorni ci siano ancora dei picchi di nuovi casi mentre gli effetti dei provvedimenti di contenimento si potranno vedere a partire probabilmente già a partire dalla prossima settimana”.

“Noi, famiglie con disabili, seppellite in casa dallo Stato in piena crisi coronavirus”

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Bono Vox canta contro il coronavirus: “Per gli italiani e i medici in prima linea” https://www.business.it/bono-vox-canta-contro-il-coronavirus-per-gli-italiani-e-i-medici-in-prima-linea/ Wed, 18 Mar 2020 13:36:22 +0000 https://www.business.it/?p=61114 Una canzone per gli italiani che in queste ore stanno affrontando un momento difficilissimo, alle prese con una battaglia contro un nemico invisibile. Per dare coraggio e allo stesso tempo per celebrare le tante persone che sono in prima linea per dare il proprio contributo, mettendo a rischio la propria vita. Così Bono Vox, il… Read More »Bono Vox canta contro il coronavirus: “Per gli italiani e i medici in prima linea”

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Una canzone per gli italiani che in queste ore stanno affrontando un momento difficilissimo, alle prese con una battaglia contro un nemico invisibile. Per dare coraggio e allo stesso tempo per celebrare le tante persone che sono in prima linea per dare il proprio contributo, mettendo a rischio la propria vita. Così Bono Vox, il cantante degli U2 famoso in tutto il mondo, ha deciso di rendere omaggio a un’Italia che non si arrende.“A chiunque, in questo giorno di San Patrizio, è in difficoltà e continua a cantare” sono state le parole della star della musica internazionale, che ha voluto approfittare della speciale ricorrenza per realizzare una dedica speciale. Una canzone su Instagram, interpretata da quella che resta una delle voci più belle dei nostri tempi, a sostegno di chi combatte contro l’epidemia di coronavirus, Italia in testa.Per i dottori, le infermiere, i caregiver in prima linea” sono state le parole di Bono. “È per voi che cantiamo”. Il leader della band irlandese ha poi interpretato nel video un brano inedito dedicato a chi combatte contro l’emergenza coronavirus: il titolo della canzone è “Let your love be known”.
Molte le iniziative come quella di Bono Vox, al secolo Paul Hewson, di artisti italiani e internazionali che in queste ore stanno scendendo in campo  a sostegno della battaglia contro la pandemia e della lotta che si sta portando avanti in Italia. In tanti hanno anche effettuato donazioni ingenti per aiutare il personale medico che da settimane è costretto a fare i conti con turni massacranti, ospedali pieni e attrezzatura che non basta mai.

Coronavirus, l’Istituto Superiore di Sanità: “Sono solo 12 i morti senza patologie pregresse”

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L’Oms ci batte le mani: “L’Italia un modello per tutti, va imitata” https://www.business.it/loms-ci-batte-le-mani-litalia-un-modello-per-tutti-va-imitata/ Tue, 17 Mar 2020 16:42:34 +0000 https://www.business.it/?p=61075 L’Italia viene già indicata come modello da seguire per gli altri Paesi del mondo alle prese con l’emergenza coronavirus. E non siamo più soltanto noi a dirlo. A parlare di “rapida risposta” del nostro stato di fronte all’emergenza è infatti ora l’Oms, che ha lodato la rapidità con cui abbiamo reagito in tutte le fasi… Read More »L’Oms ci batte le mani: “L’Italia un modello per tutti, va imitata”

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L’Italia viene già indicata come modello da seguire per gli altri Paesi del mondo alle prese con l’emergenza coronavirus. E non siamo più soltanto noi a dirlo. A parlare di “rapida risposta” del nostro stato di fronte all’emergenza è infatti ora l’Oms, che ha lodato la rapidità con cui abbiamo reagito in tutte le fasi di diffusione della malattia sul territorio, fin dal momento in cui la crisi sembrava poca cosa e i pazienti erano in numero ridotto.L’organizzazione mondiale della sanità “plaude al lavoro fatto”. Lo hanno detto in conferenza stampa Hans Kluge, direttore regionale per l’Europa, e Dorit Nitzan, coordinatrice delle emergenze sanitarie dell’organizzazione, spiegando che “in Italia il Covid-19 è stato come un incendio, c’è stata una finestra molto breve nel passaggio tra pochi casi e una diffusione ampia e tutto è stato fatto nel modo giusto. Ora altri paesi stanno prendendo esempio sulle misure da prendere”.L’Oms vuole quindi “dimostrare apprezzamento per il lavoro fatto dal ministro della sanità speranza. Ora l’Italia è diventato il modello a cui si guarda sulle misure da mettere in campo, è la piattaforma di know how, anche per il resto dell’europa e del mondo”. Parole che arrivano mentre il nostro Paese continua a combattere una battaglia durissima, giorno dopo giorno.E d’altronde tutti i Paesi del Vecchio Continente si stanno pian piano adeguando al modello italiano, dopo aver inizialmente sottovalutato la portata della crisi. Francia e Spagna stanno già adottando provvedimenti simili a quelli voluti dal nostro esecutivo, così come la Germania, che pure aveva inizialmente tentennato. Restano le polemiche per l’approccio inglese, da molti considerato il più rischioso per la popolazione.

Il coronavirus ferma gli Europei di calcio: scatta il rinvio al 2021

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Il Grand Est francese come la Lombardia: “Reparti stracolmi, qualcuno ci aiuti” https://www.business.it/il-grand-est-francese-come-la-lombardia-reparti-stracolmi-qualcuno-ci-aiuti/ Tue, 17 Mar 2020 14:34:10 +0000 https://www.business.it/?p=61064 Uno scenario tristemente già visto in Italia e che potrebbe a breve replicarsi in tutta Europa o quasi: l’assenza di letti di rianimazione per gestire tutti i pazienti affetti da coronavirus che arrivano negli ospedali. È successo in Lombardia, e in particolare nella provincia di Bergamo, sta succedendo in queste ore in Francia. Josiane Chevalier, prefetto… Read More »Il Grand Est francese come la Lombardia: “Reparti stracolmi, qualcuno ci aiuti”

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Uno scenario tristemente già visto in Italia e che potrebbe a breve replicarsi in tutta Europa o quasi: l’assenza di letti di rianimazione per gestire tutti i pazienti affetti da coronavirus che arrivano negli ospedali. È successo in Lombardia, e in particolare nella provincia di Bergamo, sta succedendo in queste ore in Francia. Josiane Chevalier, prefetto di tutta la regione Grand Est, che include l’Alto Reno e il Basso Reno, ha annunciato che i servizi di rianimazione nel suo dipartimento sono ormai saturi.Chevalier ha lanciato l’allarme sottolineando l’alto numero di persone infette, in crescita giorno dopo giorno, e l’impossibilità nella regione dell’Haut Rhin di far fronte a un’emergenza troppo grande, che necessita risorse ben al di sopra di quello a disposizione. Una crisi che potrebbe avere conseguenze sull’intera Europa, visto che il capoluogo è Strasburgo, uno dei cuori dell’Unione Europea. Il prefetto ha ribadito inoltre la mancanza negli ospedali alsaziani di letti, mascherine, respiratori e anche di personale.“Prima di tutto, sono necessarie competenze mediche poiché la rianimazione è un servizio molto specifico, quindi sono necessari professionisti con specialità” si legge nel messaggio diramato da Chevalier, che ha poi aggiunto: “La solidarietà interregionale potrebbe essere altrettanto importante” appellandosi così ad altre Regioni, seguendo modalità già seguite in Italia dalla sanità lombarda. Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato lacostruzione in Alsazia di un ospedale da campo: il Ministero delle forze armate ha specificato che avrà una capacità di 30 posti letto di terapia intensiva. Su un totale di 1.543 casi di pazienti con coronavirus risultati positivi nella regione del Grand Est, nel solo dipartimento dell’Alto Reno sono stati accertati 688 casi, con 30 morti. Alla fine di febbraio, molti fedeli riuniti per un grande raduno evangelico proprio nell’Alto Reno e più precisamente a Mulhouse sono stati contaminati prima di tornare alle loro case nella regione e in tutta la Francia e nella Guyana francese.

Senza saluti, senza funerali: così si muore nell’Italia del coronavirus

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Conte agli italiani: “Continuate a cantare l’inno, tutti uniti ce la faremo” https://www.business.it/conte-agli-italiani-continuate-a-cantare-linno-tutti-uniti-ce-la-faremo/ Sun, 15 Mar 2020 12:19:45 +0000 https://www.business.it/?p=60958 Giuseppe Conte torna a parlare, nel bel mezzo dell’emergenza nazionale che sta mettendo in ginocchio l’Italia alle prese con il coronavirus. Lo ha fatto, stavolta, non con la solita conferenza stampa a reti unificate ma attraverso i socia, per la precisione Twitter, per dire grazie a tutti quei cittadini che in questi giorni non si… Read More »Conte agli italiani: “Continuate a cantare l’inno, tutti uniti ce la faremo”

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Giuseppe Conte torna a parlare, nel bel mezzo dell’emergenza nazionale che sta mettendo in ginocchio l’Italia alle prese con il coronavirus. Lo ha fatto, stavolta, non con la solita conferenza stampa a reti unificate ma attraverso i socia, per la precisione Twitter, per dire grazie a tutti quei cittadini che in questi giorni non si sono arresti e continuano a combattere una durissima battaglia. Cantando, battendo le mani, per ricordare al mondo che il Paese c’è ed è ancora vivo, forte.“Ognuno di noi, con la propria determinazione, può offrire un prezioso contributo per vincere questa battaglia”sono state le parole con cui Conte ha scelto di accompagnare un nuovo video che raccoglie immagini di italiani che cantano l’inno nazionale dai balconi e dalle finestre di tutto il Paese. “Facciamo risuonare ancora il nostro Inno. Possono separarci una porta, un balcone, una strada. Ma niente e nessuno potrà separare i nostri cuori. Uniti ce la faremo”, ha poi concluso il presidente del Consiglio.Un modo per rilanciare l’iniziativa che in queste ore ha visto gli italiani trasformare il proprio condominio, il proprio terrazzo, la propria finestra in una sorta di megafono con il quale parlare e mostrarsi al mondo. L’inno di Mameli, i brani pop, le bandiere che sventolano. Scene che si sono susseguite in ogni Regione d’Italia. Insieme ai disegni, spesso fatti dai più piccoli e coloratissimi, con l’augurio “andrà tutto bene”.
Parole di incoraggiamento che arrivano in un momento molto delicato per il Paese, con l’allarme lanciato dal governatore della Lombardia Attilio Fontana: “Siamo vicini al momento in cui non avremo letti di rianimazione”. Il problema principale è trovare nuovi respiratori, grazie a quelli infatti avrà un senso la realizzazione di un ospedale da 500 posti nei padiglioni della Fiera di Milano, progetto già annunciato nei giorni scorsi. Negli ospedali, intanto, si cercano letti che potrebbero essere utilizzati per i pazienti colpiti dal coronavirus.

In fuga in Francia, Berlusconi ha già preparato il suo testamento politico

 

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Solidarietà in salsa tedesca: la Germania blocca le mascherine dirette in Italia https://www.business.it/solidarieta-in-salsa-tedesca-la-germania-blocca-le-mascherine-dirette-in-italia/ Sat, 14 Mar 2020 08:56:45 +0000 https://www.business.it/?p=60905 Stop della Germania all’esportazione di mascherine verso vari Paesi europei, tra i quali l’Italia. Un particolare emerso da una lettera inviata a inizio marzo dalla multinazionale statunitense 3M alle società italiane clienti e riportata proprio in queste ore dal sito Startmag.it. La restrizione imposta da Berlino interesserebbe camici chirurgici (sterili e non sterili), respiratori per particolato (FFP2/FFP3),… Read More »Solidarietà in salsa tedesca: la Germania blocca le mascherine dirette in Italia

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Stop della Germania all’esportazione di mascherine verso vari Paesi europei, tra i quali l’Italia. Un particolare emerso da una lettera inviata a inizio marzo dalla multinazionale statunitense 3M alle società italiane clienti e riportata proprio in queste ore dal sito Startmag.it. La restrizione imposta da Berlino interesserebbe camici chirurgici (sterili e non sterili), respiratori per particolato (FFP2/FFP3), maschere chirurgiche, occhiali di protezione, visiere, indumenti di protezione e altri dispositivi.3M, società specializzata nella produzione di prodotti e soluzioni per la protezione personale, opera in tutta Europa e non può far fronte a tutte le richieste che arrivano dalla sola Italia, tra i Paesi più in difficoltà in questi giorni. La società comunque ha specificato nella lettera di essere allo studio di soluzione per un approvvigionamento alternativo e attivato.

Berlino ha notificato la scorsa settimana a Bruxelles il provvedimento che introduce il divieto di export dei dispositivi di protezione. Sulla decisione è poi intervenuto il ministro alla Sanità Jens Spahn che, rispondendo a Bruxelles alle critiche rivoltegli dai rappresentanti di vari Paesi, ha detto: “Come anche in Francia e in Italia, anche in Germania oramai ci sono più contagi da coronavirus nati all’interno dei confini che presi all’estero. Siamo in una fase diversa rispetto ad altri Paesi”, le sue parole riportate dall’agenzia Agi.
La Commissione europea, una volta a conoscenza del blocco tedesco, ha preparato una procedura di infrazione con iter accelerato nei confronti della Germania per lo stop all’export delle mascherine e degli altri dispositivi di protezione verso l’Italia e non solo. Stessa sorte per i governi di Bulgaria, Repubblica Ceca e Polonia, che hanno adottato provvedimenti simili nonostante le necessità italiane. È invece atteso un chiarimento della Francia, che nei giorni scorsi aveva deciso di requisire tutto il materiale sul territorio nazionale: Parigi dovrebbe assicurare che non ci sarà alcuna restrizione all’export.Il dossier è nelle mani del commissario francese Thierry Breton (Mercato Interno), che in questi giorni ha più volte consultato i vertici delle principali imprese europee che producono i dispositivi di protezione. Materiale utile al personale ospedaliero, ma che non rientra nell’ambito sanitario perché di fatto viene considerato nella categoria della sicurezza sul lavoro. E dunque viene gestito nell’ambito delle normative sul Mercato Interno. “Oggi tocca all’Italia, domani a voi” aveva tuonato Breton all’ultima riunione tra ministri della Salute.

De Luca: “Sequestrate mascherine dirette in Campania, ridatecele o sarà guerra”

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De Luca: “Sequestrate mascherine dirette in Campania, ridatecele o sarà guerra” https://www.business.it/de-luca-sequestrate-mascherine-dirette-in-campania-ridatecele-o-sara-guerra/ Fri, 13 Mar 2020 18:42:34 +0000 https://www.business.it/?p=60899 “La Asl 2 di Napoli ha comprato 70.000 mascherine da un fornitore italiano, ma il carico è stato bloccato dalle forze dell’ordine o dalla Protezione Civile, stiamo approfondendo”. Queste le parole del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca in diretta Facebook. Un caso che ha suscitato non poche polemiche in queste ore sui social italiani, con… Read More »De Luca: “Sequestrate mascherine dirette in Campania, ridatecele o sarà guerra”

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“La Asl 2 di Napoli ha comprato 70.000 mascherine da un fornitore italiano, ma il carico è stato bloccato dalle forze dell’ordine o dalla Protezione Civile, stiamo approfondendo”. Queste le parole del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca in diretta Facebook. Un caso che ha suscitato non poche polemiche in queste ore sui social italiani, con tanti utenti infuriati che hanno condiviso la notizia.L’episodio, sul quale la Regione non fornisce per ora altri dettagli, sarebbe avvenuto ai confini tra Umbria e Toscana. “Dobbiamo capirci: le forniture che strappiamo sul mercato – ha aggiunto De Luca – devono essere garantite, nessuno ci deve dare fastidio, non è tollerabile che ce le sequestrano se le abbiamo reperite noi nel mondo”.“La Campania – ha spiegato De Luca – è stata la prima Regione a dare disponibilità di posti letto in terapia intensiva per i politraumatizzati così da liberare posti a favore di Lombardia, Emilia e Veneto. Ci siamo mossi con solidarietà ma questo non significa essere presi in giro. Se dopo questa disponibilità arriva un camion di mascherine della nostra Asl e ce lo bloccano allora vuol dire che non ci siamo capiti, e in questo caso facciamo la guerra”.Notizie che arrivano proprio mentre la protezione civile ha diramato l’ennesimo bollettino negativo: più di 2 mila malati in 24 ore. L’iItalia vede crescere i pazienti positivi a 14.955 (+2.116 rispetto a ieri). I nuovi decessi sono 250, per un totale di 1.266. I guariti e dimessi sono 1.439 Totali (+181 rispetto a ieri). In totale sono 17.660 i casi di contagio registrati nel Paese dall’inizio dell’epidemia.

Evviva, in Europa non comandano i banchieri!

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Europeisti ma non scemi. L’Italia non ha bisogno di questa Europa menefregista https://www.business.it/europeisti-ma-non-scemi-litalia-non-ha-bisogno-di-questa-europa-menefregista/ Fri, 13 Mar 2020 07:58:43 +0000 https://www.business.it/?p=60852 Lo ha detto a chiare lettere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, incarnando con estrema sobrietà un pensiero che ha attraverso la testa di tutti gli italiani in un momento così complicato, con la quotidianità fatta di sacrifici dettati dall’emergenza coronavirus. “”L’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione… Read More »Europeisti ma non scemi. L’Italia non ha bisogno di questa Europa menefregista

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Lo ha detto a chiare lettere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, incarnando con estrema sobrietà un pensiero che ha attraverso la testa di tutti gli italiani in un momento così complicato, con la quotidianità fatta di sacrifici dettati dall’emergenza coronavirus. “”L’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione europea”. Per poi aggiungere il passaggio più importante: “Si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione”.Il senso della sfida che questa pandemia ci sta mettendo di fronte è proprio quello: l’Italia, che al contrario di altri Stati è sempre stata paladina dell’Europa, deve saper di poter contare sull’aiuto dell’Unione. Altrimenti, la sopravvivenza stessa di questa realtà non potrebbe che essere messa in discussione. Regalando, nell’immediato, altre pallottole nel fucile dei sovranisti, quelli che attaccano Bruxelles per il proprio tornaconto personale. E contribuendo alla percezione, nei cittadini, che da soli tutto sommato si stia meglio che in compagnia di un’Europa così.Christine Lagarde, presidente Bce, ha in questo senso incarnato il peggio del peggio che ci si potesse aspettare dall’Ue. Serviva un suo intervento deciso per dare segnali rassicuranti alle banche, per responsabilizzare gli Stati, per mediare tra le diverse linee che i Paesi stanno adottando in queste ore di fronte alla crisi. Niente di tutto questo. La conferenza stampa si è trasformata in un boomerang, con la Lagarde che ha mostrato un pessimo autocontrollo e una drammatica scelta delle parole, arrivando a pronunciare la fatidica frase: “Non è compito della Bce favorire la riduzione degli spread”. Il risultato è stato spread alle stelle e nuove, forti agitazioni dei mercati.Il contrario di quello che serviva, insomma. Tutt’altro che un aiuto per un Paese, il nostro, che con coraggio sta mostrando all’Europa come affrontare e vincere la guerra al coronavirus. Senza tirarsi indietro, senza far finta che il problema non esista, assistendo tutti, anche i malati e gli anziani, perché una vita è una vita sempre. Tanti Stati finiranno per prendere appunti, eleggendoci a modello. Nel frattempo, vale però la pena chiedersi se un’Italia così coraggiosa non si meriti un’Europa migliore. Se esiste, inizi presto a fare capolino.

L’inno d’Italia cantato sul balcone: il coronavirus si affronta così, con orgoglio

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Defender Europe 20, l’Italia dice no: “I nostri soldati saranno impegnati contro il coronavirus” https://www.business.it/defender-europe-20-litalia-dice-no-i-nostri-soldati-impegnati-contro-il-coronavirus/ Thu, 12 Mar 2020 16:22:33 +0000 https://www.business.it/?p=60842 L’Italia dice no a Defender Europe 20, l’esercitazione in programma dal 27 aprile al 22 maggio. Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che ha spiegato: “Gli uomini e le donne della Difesa sono in campo senza sosta per fronteggiare, in questo delicato momento, l’emergenza sanitaria e per garantire l’attuazione delle importanti delibere… Read More »Defender Europe 20, l’Italia dice no: “I nostri soldati saranno impegnati contro il coronavirus”

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L’Italia dice no a Defender Europe 20, l’esercitazione in programma dal 27 aprile al 22 maggio. Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che ha spiegato: “Gli uomini e le donne della Difesa sono in campo senza sosta per fronteggiare, in questo delicato momento, l’emergenza sanitaria e per garantire l’attuazione delle importanti delibere decise del governo. Ho valutato congiuntamente con lo Stato maggiore della Difesa e informando il Comando Nato, di non confermare il nostro contributo all’esercitazione Defender 2020”.“Pur sostenendo il valore strategico dell’esercitazione, ho ritenuto opportuno mantenere massimo l’apporto delle Forze armate in questa situazione” ha concluso Guerini. Defender Europe 20 è un’esercitazione Usa alla quale parteciperanno anche le forze di altri Paesi Nato con le finalità di testare le capacità logistiche dell’Alleanza e le procedure di mobilità militare nelle zone del Nord Europa (Lettonia, Germania e Polonia). La partecipazione nazionale era limitata esclusivamente ad alcuni assetti dell’esercito. Per quanto riguarda l’Italia nello specifico, era previsto l’impiego di un gruppo operativo della Brigata Folgore in Lettonia e un gruppo operativo della Brigata Garibaldi in Germania. “L’Italia è tra i principali contributori delle missioni Nato, Ue e Onu, e l’operato delle sue Forze armate è riconosciuto in tutto il mondo. La Nato – ha continuato Guerini – è il pilastro fondamentale, insieme all’Unione europea, per la nostra difesa e l’Italia continuerà a fornire il suo prezioso contributo nelle missioni internazionali per la stabilizzazione delle aree di crisi da dove provengono le minacce per la nostra sicurezza”.“Gli uomini e le donne della Difesa sono in campo senza sosta per fronteggiare, in questo delicato momento, l’emergenza sanitaria e per garantire l’attuazione delle importanti delibere decise del Governo. Per questo ho valutato, congiuntamente con lo Stato Maggiore della Difesa e informando il Comando NATO, di non confermare il nostro contributo all’esercitazione Defender 2020. Pur sostenendo il valore strategico dell’esercitazione, ho ritenuto opportuno mantenere massimo l’apporto delle Forze Armate in questa situazione” ha concluso Guerini. Gli Usa hanno comunque annunciato il ridimensionamento dell’operazione a causa del contagio da coronavirus.

Coronavirus: nel 2009 l’influenza suina che causò 400 mila morti nel silenzio generale

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Coronavirus, almeno una buona notizia: cala lo smog in tutto il Nord Italia https://www.business.it/coronavirus-almeno-una-buona-notizia-cala-lo-smog-in-tutto-il-nord-italia/ Thu, 12 Mar 2020 13:58:27 +0000 https://www.business.it/?p=60824 Difficile trovare motivi per sorridere in una situazione così drammatica come quella che il Paese sta vivendo in queste ore, costretto a fare i conti con la chiusura totale di gran parte delle sue attività commerciali e non e con l’obbligo di rimanere a casa per la popolazione, spinta a muoversi il meno possibile e… Read More »Coronavirus, almeno una buona notizia: cala lo smog in tutto il Nord Italia

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Difficile trovare motivi per sorridere in una situazione così drammatica come quella che il Paese sta vivendo in queste ore, costretto a fare i conti con la chiusura totale di gran parte delle sue attività commerciali e non e con l’obbligo di rimanere a casa per la popolazione, spinta a muoversi il meno possibile e solo per necessità. Una buona notizia, però, c’è, legata alla serrata decisa dal governo che ha visto le strade di ogni città svuotarsi di colpo.Al nord, dove le misure per contenere l’epidemia del coronavirus erano già in vigore da giorni, l’inquinamento ha infatti iniziato a diminuire in misura sensibile, facendo registrare un forte calo.  Tra zone “rosse”, restrizioni e chiusura di scuole e attività, la situazione sembra migliorata dopo tante denunce arrivate nel corso degli anni sul deterioramento costante dell’ambiente a causa delle emissioni di auto e fabbriche.I livelli di biossido di azoto, ovvero un marcatore dell’inquinamento, sembrano essersi ridotti notevolmente come mostrano le immagini del satellite Sentinel 5 del programma europeo Copernicus, gestito dalla Commissione Europea e dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Rilevata, dunque, la riduzione della nube rossa di biossido di azoto, gas nocivo emesso dai combustibili fossili, quindi da veicoli a motore e dalle strutture industriali. Stesso effetto in Cina dove, all’inizio di marzo, è stato registrato un calo del 30% dei livelli di biossido di azoto.A pubblicare le foto su Twitter è stato Santiago Gassò, ricercatore dell’Università di Washington e della Nasa. Una notizia che ha fatto il giro dei social, suscitando anche qualche riflessione da parte degli utenti: “Una volta finito tutto questo caos, riusciremo a continuare su questa strada?”.

Per l’Inghilterra le misure italiane non sono “basate su prove scientifiche”

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Conte annuncia il lockdown totale per l’Italia: “Chiusi tutti i negozi e i ristoranti” https://www.business.it/conte-annuncia-il-lockdown-totale-per-litalia-chiusi-tutti-i-negozi-e-i-ristoranti/ Wed, 11 Mar 2020 20:57:04 +0000 https://www.business.it/?p=60776 Dopo le richieste arrivate dalla Lombardia per chiedere delle misure più restrittive, così da contrastare la diffusione del coronavirus in Italia, Giuseppe Conte ha deciso di voler estendere norme più ferree a tutto il Paese. Lo ha fatto con annuncio in diretta, spiegando: “Il mio grazie va a tutti quelli che stanno rispettando le misure… Read More »Conte annuncia il lockdown totale per l’Italia: “Chiusi tutti i negozi e i ristoranti”

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Dopo le richieste arrivate dalla Lombardia per chiedere delle misure più restrittive, così da contrastare la diffusione del coronavirus in Italia, Giuseppe Conte ha deciso di voler estendere norme più ferree a tutto il Paese. Lo ha fatto con annuncio in diretta, spiegando: “Il mio grazie va a tutti quelli che stanno rispettando le misure adottate dal governo per combattere la malattia. So che state compiendo sacrifici e che non è facile, ma le vostre rinunce stanno offrendo un grande contributo al Paese. Siamo una comunità unita e responsabile, tutto il mondo ci guarda. Ci vedono in difficoltà ma ci apprezzano perché stiamo dando prova di vigore e resistenza”.“Sono sicuro – ha proseguito Conte – che un domani ci guarderanno come il Paese che ha vinto la propria battaglia, diventando un modello come tutti gli altri. Stiamo tenendo conto di tutte le esigenze, soprattutto economiche. Ma al primo posto dev’esserci la salute. Ora è il momento di fare un passo in più: “Saranno chiusi tutti i negozi tranne quelli per i beni di prima necessità, come farmacie e alimentari. Resta consentita la consegna a domicilio”. Sono sospese dunque anche le attività di bar, pub, ristoranti (per tutto il giorno e non solo dopo le 18). Mentre saranno aperte edicole e tabacchi.“Industrie e fabbriche potranno rimanere aperte se adotteranno i protocolli di sicurezza. Restano garantiti i trasporti e i servizi di pubblica utilità, nonché tutte le attività necessarie o accessorie per il funzionamento dei settori rimasti in attività. Gli spostamenti vanno limitati alle attività lavorative o a motivi di necessità. Abbiamo da poco cominciato a cambiare le nostre abitudini, l’effetto dello sforzo potremo vederlo soltanto fra qualche settimana”.“Per avere un riscontro effettivo – ha spiegato Conte – bisognerà attendere. Prenderemo altre misure solo se necessario, gradualmente. A breve nominerò un commissario delegato con ampi poteri per rafforzare produzione e distribuzione di attrezzature per terapie intensive e subintensive, con potere di aprire nuovi stabilimenti. La persona scelta è Domenico Arcuri, capo di Invitalia, che si coordinerà con Borrelli e la protezione civile, che ringrazio per l’incredibile lavoro”.

“Voglio dirvi un’ultima cosa – ha concluso Conte – se rispettiamo tutte le regole usciremo più in fretta da questa crisi. Abbiamo bisogno dello sforzo di tutti. Siamo parte di una medesima comunità. Tutti insieme ce la faremo”.

Coronavirus Napoli, anziano siede su una panchina ma il poliziotto lo rimprovera: “Torna a casa, è reato”

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“L’Italia deve restare a casa”: zona rossa estesa a tutto il Paese https://www.business.it/litalia-deve-restare-a-casa-zona-rossa-estesa-a-tutto-il-paese/ Mon, 09 Mar 2020 20:50:47 +0000 https://www.business.it/?p=60573 L’intera Italia è considerata zona rossa. Per tutta l’estensione del Paese, quindi, vengono adottati i provvedimenti che finora erano stati limitati soltanto alle regioni più colpite dalla diffusione del coronavirus, nella parte settentrionale del Paese. Bloccate, dunque, tutte le attività considerate non strettamente necessarie, con l’invito a tutti a rimanere a casa e limitare gli… Read More »“L’Italia deve restare a casa”: zona rossa estesa a tutto il Paese

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L’intera Italia è considerata zona rossa. Per tutta l’estensione del Paese, quindi, vengono adottati i provvedimenti che finora erano stati limitati soltanto alle regioni più colpite dalla diffusione del coronavirus, nella parte settentrionale del Paese. Bloccate, dunque, tutte le attività considerate non strettamente necessarie, con l’invito a tutti a rimanere a casa e limitare gli spostamenti allo stretto necessario, evitando qualsiasi movimento superfluo.A dare l’annuncio è stato il premier Giuseppe Conte: “Il tempo purtroppo non c’è. I numeri parlano purtroppo di crescita di contagi e persone ricoverate in terapia intensiva, oltre che dei decessi. Le nostre abitudini vanno cambiate e vanno cambiate ora: dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia, dei nostri cari. Abbiamo deciso perciò di adottare misure più stringenti per contenere l’avanzata del coronavirus. Firmerò un provvedimento che possiamo sintetizzare con l’espressione ‘io resto a casa’. Non ci saranno più distinzioni in zone, l’intero Paese sarà una zona protetta e saranno da evitare gli spostamenti”.“Tre le uniche possibili eccezioni che permetteranno di muoversi al di fuori delle proprie abitazioni: comprovate ragioni di lavoro, casi di necessità o motivi di salute. Divieto, inoltre, degli assembramenti all’aperto e nei locali aperti al pubblico. Comprendiamo la voglia di socialità, soprattutto dei più giovani. Siamo decisi a intervenire in modo deciso soprattutto per proteggere le persone più fragili e vulnerabili”. Sospese le attività didattiche nelle scuole e nelle università fino al 3 aprile.Per gli spostamenti resta in vigore la misura dell’autocertificazione, con dichiarazioni che in caso di falso potrebbero comportare un ulteriore reato oltre allo spostamento non giustificato. Gli spostamenti pubblici, al momento, non saranno limitati. Sul fronte europeo, Conte ha spiegato che è al vaglio l’idea di chiedere all’Europa uno scostamento rispetto ai parametri economici. “Il nostro futuro – ha concluso il premier – è nelle nostre mani ma ognuno deve fare la sua parte”. Annunciata poi la chiusura delle palestre e lo stop a tutte le attività sportive, compreso il campionato di calcio di Serie A che in questi giorni si era invece svolto a porte chiuse, tra non poche polemiche.

Attenzione, gira su Whatsapp un falso messaggio audio sul coronavirus

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Tutti pretendono, nessuno ha senso civico: ecco l’Italia del coronavirus https://www.business.it/tutti-pretendono-nessuno-ha-senso-civico-ecco-litalia-del-coronavirus/ Mon, 09 Mar 2020 10:41:02 +0000 https://www.business.it/?p=60528 Una crisi che, nel giro di poche ore, ha messo in mostra il peggio del nostro Paese, parso schizofrenico e impreparato di fronte a una crisi sì imprevista e forse prevedibile fino a un certo punto, quella legata alla diffusione del coronavirus in tutto il territorio con picchi principalmente nel nord Italia, ma di fronte… Read More »Tutti pretendono, nessuno ha senso civico: ecco l’Italia del coronavirus

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Una crisi che, nel giro di poche ore, ha messo in mostra il peggio del nostro Paese, parso schizofrenico e impreparato di fronte a una crisi sì imprevista e forse prevedibile fino a un certo punto, quella legata alla diffusione del coronavirus in tutto il territorio con picchi principalmente nel nord Italia, ma di fronte alla quale si poteva e doveva reagire in maniera diversa. A partire da una classe politica, maggioranza e opposizione, parsa estremamente incompetente nel gestire una situazione di emergenza improvvisa.Il mondo degli “uno vale uno”, dei vaffa, di chi chiede poteri forti subito è crollato di colpo. Distruggere è facile, costruire molto meno e in molti se ne sono accorti solo ora, incapaci di muoversi con un minimo di buonsenso di fronte a una catastrofe ben più grande delle rispettive agende politiche. Non certo un bel segnale per quegli imprenditori che proprio alla politica dovranno ora chiedere una mano, schiacciati da una crisi inevitabile che in alcuni settori, alberghiero in primis, sta già facendo registrare cali del fatturato pari in alcuni casi all’80%.Anche i cittadini, però, hanno le loro responsabilità. Tutti in fila, puntualissimi, a lamentarsi quando le cose non vanno, nessuno in grado di adottare un barlume di senso civico e lungimiranza in un momento così delicato. Il treno affollato in marcia da Milano a Salerno ha dell’incredibile. Il direttore del Mattino di Napoli Alessandro Barbano ha parlato a tal proposito di “dirittismo”, la “percezione collettiva di essere titolari di un credito politico nei confronti della democrazia, a cui non corrisponde una parallela responsabilità sociale”. Per superarlo, l’auspicio è un cambiamento linguistico, un ritorno a un lessico fatto di coraggio e impegno civile.Un’epoca, la nostra, in cui tutti si sentono in credito con l’Italia, si sentono migliori della classe politica che li governa, si mostrano estremamente scontenti a fronte dei livelli di benessere raggiunti. Un sentire comune, il sentirsi parte di un unico ingranaggio sono concetti ormai lontani. Un tessuto sociale non più coeso, guidato da leader fra i quali, francamente, si fatica a trovare statisti illuminati. Non certo le premesse migliori per affrontare il periodo, durissimo, che ci aspetta.

MODES sbarca in Svizzera, nuova Boutique a Sankt Moritz

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Nella fabbrica dell’Amuchina: lavoro senza sosta per non lasciare l’Italia a secco https://www.business.it/nella-fabbrica-dellamuchina-lavoro-senza-sosta-per-non-lasciare-litalia-a-secco/ Thu, 05 Mar 2020 14:40:56 +0000 https://www.business.it/?p=60429 Quattromila flaconcini al giorno, la media di uno ogni due secondi. Una fabbrica che lavora senza sosta, giorno e notte, per fornire a tutti un prodotto apparentemente banale, l’Amuchina, diventato preziosissimo in un momento così delicato, quello che vede l’Italia fare i conti ogni giorno con il coronavirus, impegnata nel disperato tentativo di evitare che… Read More »Nella fabbrica dell’Amuchina: lavoro senza sosta per non lasciare l’Italia a secco

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Quattromila flaconcini al giorno, la media di uno ogni due secondi. Una fabbrica che lavora senza sosta, giorno e notte, per fornire a tutti un prodotto apparentemente banale, l’Amuchina, diventato preziosissimo in un momento così delicato, quello che vede l’Italia fare i conti ogni giorno con il coronavirus, impegnata nel disperato tentativo di evitare che il contagio prosegua. Lo stabilimento di Casella, nell’entroterra di Genova, marcia spedito per soddisfare le richieste di tutti: qui, 24 ore su 24, si lavora per fornire all’Italia il suo “oro trasparente”.Il responsabile delle operazioni industriali di Angelini Pharma, Enrico Giaquinto, ha raccontato a Repubblica: “All’inizio di febbraio le richieste sono improvvisamente esplose. In una sola settimana sono andate esaurite tutte le scorte di due mesi e abbiamo dovuto adeguarci in fretta aumentando la produttività”. Dallo stabilimento genovese escono l’ipoclorito di sodio e lo spray per le mani, una produzione aumentata del 60%.Ad Ancona, invece, nascono i contenitori piccoli di gel: un milione di esemplari ogni sette giorni. Il tutto nonostante trovare l’Amuchina sia oggi sempre più difficile e i prezzi siano nel frattempo lievitati, con casi di denunce che arrivano ogni giorno da ogni zona d’Italia. Una storia vergognosa, considerando che l’azienda dal momento dello scoppio della crisi coronavirus non ha aumentato il costo del prodotto di un solo centesimo di euro. Il prodotto era nato per combattere la tubercolosi ed era poi stato usato come acqua potabile nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Poi era stato utilizzato per gli strumenti diagnostici, diventando fondamentale dopo l’epidemia di colera nel Sud Italia. Oggi le macchine non si fermano più, giorno e notte, per fare i conti con un’emergenza inaspettata.

L’Europa è morta a Lesbo, nelle botte ai migranti sotto gli occhi del mondo

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L’allarme delle imprese italiane: “Gli stranieri non caricano più le nostre merci” https://www.business.it/lallarme-delle-imprese-italiane-gli-stranieri-non-caricano-piu-le-nostre-merci/ Mon, 02 Mar 2020 09:18:10 +0000 https://www.business.it/?p=60270 Un’emergenza che non sembra destinata a finire entro breve, quella legata al diffondersi del coronavirus sul territorio italiano. Con il governo che ha sostanzialmente diviso in tre il Paese, con fasce rosse, gialle e verdi a seconda dell’incidenza del contagio e provvedimenti mirati a evitare il diffondersi ulteriore della malattia. E con gli imprenditori che,… Read More »L’allarme delle imprese italiane: “Gli stranieri non caricano più le nostre merci”

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Un’emergenza che non sembra destinata a finire entro breve, quella legata al diffondersi del coronavirus sul territorio italiano. Con il governo che ha sostanzialmente diviso in tre il Paese, con fasce rosse, gialle e verdi a seconda dell’incidenza del contagio e provvedimenti mirati a evitare il diffondersi ulteriore della malattia. E con gli imprenditori che, nel frattempo, lamentano uno stato di crisi che ha messo a dura prova i diversi settori dello Stivale. L’ultimo appello, attraverso le pagine di Repubblica, lo ha lanciato il presidente di Confindustria Bergamo Stefano Scaglia, amministratore delegato dell’omonimo gruppo di sistemi di automazione industriale.“La situazione delle imprese è già molto difficile – ha spiegato Scaglia – e tra gli imprenditori c’è grande preoccupazione perché si è interrotta la comunicazione con i nostri clienti e fornitori: non ci sono più visite in stabilimento e ora si sta bloccando anche il trasporto. I trasportatori internazionali iniziano a rifiutare di ritirare le nostre merci perché temono di essere messi in quarantena nei loro Paesi. È successo anche alla mia azienda: un ungherese ha preferito tornare in Ungheria a mani vuote”.“Bergamo – ha proseguito Scaglia – è una provincia a forte vocazione esportatrice, con 16,5 miliardi di export l’anno scorso. Questa immagine dell’Italia sotto scacco penalizza il nostro interscambio. Cosa chiediamo? Subito due cose. Innanzitutto cambiare il tono del racconto. Giusto tutelare la salute ma serve meno enfasi comunicativa e meno spettacolarizzazione. E poi chiediamo alla Farnesina di adoperarsi con le ambasciate all’estero per migliorare l’immagine del Paese in questo momento e gestire i provvedimenti restrittivi annunciati nei nostri confronti”.“In questa fase – la conclusione di Scaglia – la priorità va data alla misure di sostegno per il reddito delle imposte e dei lavoratori, quindi subito credito d’imposta per le aziende che subiscono un forte calo del fatturato e cassa integrazione in deroga. Ma poi vogliamo un piano di crescita strutturale per il Paese, per il quale occorre forte coesione politica”.

La vera epidemia si chiama guerra ed è a pochi chilometri da noi

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Latte italiano contaminato da antibiotici, cortisonici e antinfiammatori: un marchio su due a rischio, ecco quali https://www.business.it/latte-italiano-contaminato/ Fri, 21 Feb 2020 10:43:41 +0000 https://www.business.it/?p=59822 A colazione o prima di dormire, sono moltissime le persone che hanno come abitudine quella di bere una tazza di latte. Quello italiano poi viene descritto come un prodotto naturale e genuino, ma sarà davvero così? Secondo un nuovo test svolto dalla rivista Il Salvagente, la verità non è proprio quella che in molti credono,… Read More »Latte italiano contaminato da antibiotici, cortisonici e antinfiammatori: un marchio su due a rischio, ecco quali

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A colazione o prima di dormire, sono moltissime le persone che hanno come abitudine quella di bere una tazza di latte. Quello italiano poi viene descritto come un prodotto naturale e genuino, ma sarà davvero così? Secondo un nuovo test svolto dalla rivista Il Salvagente, la verità non è proprio quella che in molti credono, visto che dai risultati più della metà del latte in commercio in Italia è “contaminato da antibiotici e altri tipi di farmaci. La rivista ha esaminato 21 confezioni di latte fresco e a lunga conservazione Uht di alcuni tra i marchi più famosi commercializzati in Italia, come Parmalat, Granarolo, Coop, Conad, Lidl, Esselunga e Carrefour”.

I biologi hanno scoperto che in oltre il 50%% dei casi (12 su 21) sono state rilevate tracce di farmaci. Le più frequenti sono desametasone (un cortisonico), neloxicam (antinfiammatorio) e amoxicillina (un antibiotico), in concentrazioni tra 0,022 mcg/kg e 1,80 mcg/kg. Si tratta di prodotti che vengono somministrati alle mucche da latte per curare le mastiti, cioè infezioni alle mammelle. Grazie ad un nuovo metodo messo a punto dall’Università Federico II di Napoli e da quella di Valencia, in grado di scoprire contenuti anche minimi, si sono riuscite a scovare le tracce di medicinali nel latte contaminato.

Secondo il direttore della rivista Riccardo Quintili, la presenza di farmaci non deve suscitare allarmismi, visto che sembrerebbe in regola con i limiti di legge. L’intento de Il Salvagente – ha spiegato il giornalista – è semplicemente quello di fare chiarezza.”Queste analisi non vogliono essere una penalizzazione alle aziende nelle cui confezioni abbiamo trovato residui di farmaci”, ha spiegato Quintilli.

Lo studio ha rivelato che l’unico latte in cui è stata trovata contemporaneamente la presenza di tutti e tre i farmaci è il latte fresco Lidl mentre altri quattro marchi (Ricca Fonte, Esselunga fresco, Carrefour fresco e Parmalat Zymil fresco), hanno presentato tracce di due farmaci e infine, altri cinque campioni, sono risultati positivi ad un solo farmaco.

 

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L’Italia schiera il meglio della sua eccellenza medica per combattere il coronavirus https://www.business.it/litalia-schiera-il-meglio-della-sua-eccellenza-medica-per-combattere-il-coronavirus/ Fri, 31 Jan 2020 08:12:45 +0000 https://www.business.it/?p=58823 Nel rassicurare gli italiani, terrorizzati alla notizia del primo caso di persone infette da coronavirus in Italia, il premier Giuseppe Conte ha usato parole precise. Parlando dello Spallanzani di Roma, la struttura all’interno della quale sono ricoverati i due cinesi colpiti dal virus, come di una “Bibbia” in casi del genere. Parole che secondo molti… Read More »L’Italia schiera il meglio della sua eccellenza medica per combattere il coronavirus

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Nel rassicurare gli italiani, terrorizzati alla notizia del primo caso di persone infette da coronavirus in Italia, il premier Giuseppe Conte ha usato parole precise. Parlando dello Spallanzani di Roma, la struttura all’interno della quale sono ricoverati i due cinesi colpiti dal virus, come di una “Bibbia” in casi del genere. Parole che secondo molti cittadini, in preda alla paura per il possibile contagio, sarebbero esagerate. E che però sintetizzano appieno le capacità di un’eccellenza assoluta del nostro Paese.Proprio lo Spallanzani di Roma era stato, infatti, un punto chiave nella lotta all’Ebola nel 2015, in un periodo per certi versi analogo in cui la psicosi per la possibile diffusione della malattia in Italia aveva iniziato a diffondersi. Il primo paziente italiano affetto dal virus, un medico italiano di Emergency, era stato ricoverato proprio nella struttura, dove era rimasto per 39 giorni: la procedura seguita dal team dell’ospedale era stata addirittura pubblicata sulla rivista ‘BMC Infectious Diseases’ come esempio da seguire per i medici di tutto il mondo in situazioni analoghe.Dall’impegno per la gestione della polmonite interstiziale fino all’analisi critica delle situazioni, in quell’occasione la comunità scientifica aveva lodato ùtutte le persone e le istituzioni coinvolte “in una grandissima catena di collaborazione scientifica e solidarietà umana”, sottolineando il ruolo “determinante per l’evoluzione positiva del caso che ha avuto la ventilazione meccanica, che ha permesso le ripresa delle funzioni respiratorie, e la terapia antimalarica somministrata anche se non c’era rilevanza della presenza”.La notizia di un caso di Ebola in Italia si era diffusa alla fine del 2014, quando la stessa Emergency aveva parlato di un suo operatore che aveva mostrato i sintomi della malattia. Anche di fronte al coronavirus, quindi, l’Italia si prepara ora a mettere in campo il meglio della sua eccellenza in campo medico. Al momento i casi accertati sono soltanto due, una coppia di turisti cinesi in visita in Italia di 67 e 66 anni, ma sono sotto controllo anche le persone che viaggiavano e che hanno interagito con loro in questi giorni.

L’arrivo a Milano, il tour in Italia, il soggiorno a Roma: chi sono i due pazienti colpiti dal coronavirus

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“L’Italia non è sicura per i migranti”: la Svizzera blocca l’espulsione di una nigeriana https://www.business.it/litalia-non-e-sicura-per-i-migranti-la-svizzera-blocca-lespulsione-di-una-nigeriana/ Tue, 14 Jan 2020 13:45:50 +0000 https://www.business.it/?p=57909 L’Italia non è più in grado di garantire un’adeguata assistenza umanitaria e sanitaria ai migranti. A dirlo è la sentenza emanata da un tribunale svizzero e che ha bloccato l’espulsione verso il nostro Paese di una donna nigeriana richiedente asilo. A rendere noto l’accaduto è stata l’agenzia Swissinfo, che ha citato e reso nota una sentenza… Read More »“L’Italia non è sicura per i migranti”: la Svizzera blocca l’espulsione di una nigeriana

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L’Italia non è più in grado di garantire un’adeguata assistenza umanitaria e sanitaria ai migranti. A dirlo è la sentenza emanata da un tribunale svizzero e che ha bloccato l’espulsione verso il nostro Paese di una donna nigeriana richiedente asilo. A rendere noto l’accaduto è stata l’agenzia Swissinfo, che ha citato e reso nota una sentenza del tribunale amministrativo federale del 17 dicembre scorso. Secondo l’agenzia, il provvedimento seguirebbe una linea tenuta dai giudici elvetici anche in altri casi analoghi.Al centro del caso, una una donna proveniente dalla Nigeria e che si era stabilita in un primo tempo in Italia, dove si era anche sposata. Successivamente era fuggita in Svizzera, in seguito a una serie di violenze subite dal marito, dove aveva presentato domanda di asilo politico. Nel luglio del 2018 la Segreteria di Stato per l’immigrazione (Sem) di Berna aveva però respinto la domanda interpretando alla lettera l’accordo di Dublino: ‘’esame della richiesta di asilo spetta al primo Stato in cui il migrante fa ingresso, in questo caso l’Italia. Si prospettava, dunque, l’accompagnamento alla frontiera di Chiasso.Tutto bloccato, però, dalla sentenza del tribunale federale ha bloccato l’espulsione invitando la Sem a riesaminare più da vicino il caso della donna prestando attenzione “alle condizioni effettive e concrete della presa a carico delle famiglie in Italia nei centri di prima accoglienza”. Il tribunale, presieduto dalla giudice Emilia Antonioni, ha infatti ritenuto che in Italia, in seguito al decreto Salvini, siano peggiorate le condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo, in particolare quelli che devono avere accesso a cure mediche specialistiche, come nel caso della donna nigeriana al centro del contendere.Il decreto Salvini avrebbe peggiorato la situazione perché ha smantellato il sistema degli Sprar, che prevedevano un’accoglienza diffusa anche a piccoli gruppi, concentrando invece l’accoglienza in strutture di grandi dimensioni. Il tribunale ha anche rilevato che le sovvenzioni statali per l’assistenza ai migranti sono state tagliate.

L’antisemitismo in Italia è un problema reale: numeri che preoccupano. Il sondaggio

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Basket, gli Azzurri con la sindrome di Down sono campioni del mondo: bravissimi! https://www.business.it/basket-gli-azzurri-con-la-sindrome-di-down-sono-campioni-del-mondo-bravissimi/ Mon, 02 Dec 2019 07:08:50 +0000 https://www.business.it/?p=55633 Un’impresa, una vittoria bellissima che ha ricordato a tutti noi come la forza di volontà permetta di realizzare i propri sogni superando ostacoli che potrebbero sembrare insuperabili. La Nazionale Italiana Atleti di pallacanestro con sindrome di Down si è infatti laureata campione del mondo per la seconda volta consecutiva, un successo arrivato sulla scia di quello… Read More »Basket, gli Azzurri con la sindrome di Down sono campioni del mondo: bravissimi!

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Un’impresa, una vittoria bellissima che ha ricordato a tutti noi come la forza di volontà permetta di realizzare i propri sogni superando ostacoli che potrebbero sembrare insuperabili. La Nazionale Italiana Atleti di pallacanestro con sindrome di Down si è infatti laureata campione del mondo per la seconda volta consecutiva, un successo arrivato sulla scia di quello già ottenuto lo scorso anno, in quella che era stata la prima edizione del torneo.Il bis è arrivato a Madeira, in Portogallo, dove la formazione tricolore si è accomodata sul gradino più alto del podio superando i padroni di casa del Portogallo. La finale non è mai stata in bilico e ha visto i nostri atleti superare i portoghesi con un punteggio nettissimo: 36 a 22 il finale. Già sconfitti sempre dagli Azzurri nella fase a gironi, i lusitani si sono così dovuti accontentare dell’argento, mentre la Turchia si è classificata ala terzo posto.i cestisti che hanno composto la fortuna spedizione in Portogallo, tornati tutti a casa con una belle medaglia d’oro: Davide Paulis, Antonello Spiga, Emanuele Venuti, Alessandro Ciceri, Andrea Rebichini, Alessandro Greco. Ad allenare il gruppo, i mister Giuliano Bufacchi & Mauro Dessì.Che la spedizione italiana potesse rivelarsi di nuovo vincente lo si era capito fin dall’inizio, con la Nazionale che si era subito imposta sulla Turchia con il punteggio di 26 a 11. Un esordio fortunato, che ha visto poi gli Azzurri strapazzare i padroni di casa del Portogallo, contro i quali è riuscita successivamente a imporsi anche in finale. Sugli scudi l’atleta dell’Atletico Aipd Oristano Davide Paulis, che nell’ultima gara, quella decisiva, ha realizzato 28 dei 36 punti messi a segno dall’Italia.

Gli eroi del London Bridge? Tra loro anche l’assassino di una ragazza disabile

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L’Italia a rischio alluvione: oltre 6 milioni di persone vivono in zone a rischio https://www.business.it/litalia-a-rischio-alluvione-oltre-6-milioni-di-persone-vivono-in-zone-a-rischio/ Mon, 18 Nov 2019 09:20:41 +0000 https://www.business.it/?p=54972 Venezia sott’acqua, sotto gli occhi del mondo che guarda sconvolto una delle città più belle in balia del maltempo. Ma allargando lo sguardo, quello che si vede è un’Italia dove sono sei milioni le persone che vivono in zone a rischio inondazione, una percentuale parti al 10,4% della popolazione. Stando a un’infografica pubblicata da Repubblica,… Read More »L’Italia a rischio alluvione: oltre 6 milioni di persone vivono in zone a rischio

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Venezia sott’acqua, sotto gli occhi del mondo che guarda sconvolto una delle città più belle in balia del maltempo. Ma allargando lo sguardo, quello che si vede è un’Italia dove sono sei milioni le persone che vivono in zone a rischio inondazione, una percentuale parti al 10,4% della popolazione. Stando a un’infografica pubblicata da Repubblica, la fotografia dello Stivale è di quella da far paura, con fiumi abbandonati a sé stessi e cantieri che proseguono ovunque a rilento.Sul Seveso, alle porte di Milano, gli abitanti si ritrovano per esempio a mollo 2,6 volte all’anno: ci sono state 107 esondazioni dal 1976, 8 solo nel 2014 nonostante ci siano 125 milioni pronti. Anche qui si è scelto di realizzare 5 casse di espansione a monte della città. “Un cantiere è pronto a partire, per altri faremo le gare a fine anno. La quinta vasca sta incontrando più problemi. È stata avversata in modo violento da alcuni Comuni alle porte di Milano e dai comitati civici locali” ha spiegato Luigi Mille, direttore dell’Aipo, Agenzia interregionale per il Po.
La Stampa spiega invece che il Piano Stralcio del ministero dell’Ambiente ha destinato alle “esigenze prioritarie” 315 milioni di euro nel 2019. Sono 263 le opere già avallate dai commissari straordinari. In totale 11 miliardi di euro per il triennio 2019-2021, con i primi 3 miliardi disponibili per interventi subito da mettere in cantiere. Nella distribuzione dei fondi, quasi 35 milioni vanno al Piemonte, 29 alla Lombardia, 22 al Lazio, 21 alla Sicilia e all’Emilia Romagna. Al dicastero è stata istituita una task force per collaborare con gli enti locali e velocizzare l’avvio dei lavori.Stando ai dati Ispra, dal 1998 al 2018 in Italia sono stati spesi 5,6 miliardi di euro in progettazione e realizzazione di opere di prevenzione del rischio idrogeologico, a fronte di oltre 20 miliardi di euro spesi per riparare i danni del dissesto. Cnr e Protezione civile riferiscono di un miliardo all’anno in media, considerando che dal 1944 ad oggi sono stati spesi 75 miliardi di euro.

Marina Baldi, climatologa del Cnr, ha spiegato che la stagione delle piogge non è finita: “Per la nuova settimana dobbiamo aspettarci ancora instabilità. Ci sarà in tutta Italia fino a mercoledì. Poi al Sud la situazione migliorerà, mentre giovedì e venerdì ci sarà una nuova perturbazione al Nord, in Sardegna e sulle regioni del Tirreno. Scontiamo l’estate e l’ottobre molto caldi, con temperature dei mari sopra la media, soprattutto in Adriatico. In questi giorni poi ci stupisce soprattutto la pioggia, ma fa anche più caldo del normale”.

Da Venezia alla Campania, quelle Regioni italiane che continuano a non funzionare

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Renzi sogna un’Italia modello Expo: 120 miliardi per ripartire https://www.business.it/renzi-sogna-unitalia-modello-expo-120-miliardi-per-ripartire/ Fri, 15 Nov 2019 08:15:29 +0000 https://www.business.it/?p=54850 120 miliardi di euro in tre anni, da spendere in opere pubbliche. Per far ripartire l’Italia tentando di replicare su scala nazionale il modello Expo. Questa la proposta di Matteo Renzi, che punta su uno schema simile a quello che ha contribuito al rilancio dell’economia milanese, con la semplificazione della burocrazia, la nascita di infrastrutture… Read More »Renzi sogna un’Italia modello Expo: 120 miliardi per ripartire

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120 miliardi di euro in tre anni, da spendere in opere pubbliche. Per far ripartire l’Italia tentando di replicare su scala nazionale il modello Expo. Questa la proposta di Matteo Renzi, che punta su uno schema simile a quello che ha contribuito al rilancio dell’economia milanese, con la semplificazione della burocrazia, la nascita di infrastrutture e una gestione commissariale con un forte intervento pubblico.L’ex premier ha lanciato la sfida a Torino, prima tappa del suo tour Giro d’Italia Viva: nei suoi piani, l’alta velocità dovrà investire tutto il sud, sarà necessario rilanciare porti e aeroporti e si dovrà lottare per sbloccare le opere pubbliche, tra le quali anche la metropolitana di Roma. E ancora, l’unità di missione sul dissesto idrogeologico e la rete fognaria del Mezzogiorno. Il tutto anticipando una parte dei finanziamenti previsti per il 2024: “Sono stato due giorni a Londra a parlare con gli investitori e questo piano fa venire gli ‘occhini’ entusiasti a tutti gli operatori finanziari. Così l’Italia riacquisterà forza e credibilità”.Dopo Torino, Renzi riprenderà la marcia per l’Italia. Un viaggio lungo due mesi per discutere le sue proposte con elettori, sindacati, rappresentanti di categoria, imprenditori. Martellando giorno dopo giorno con ogni mezzo stampa a disposizione per avvicinare a sé gli alleati di governo e spingere il premier Conte ad appoggiare il decreto. E tentando di vincere le resistenze dei Cinque Stelle: “L’alternativa è la stagnazione. Se vogliono la decrescita infelice, basta dirlo, ma se ne assumeranno la responsabilità davanti agli italiani”.Italia Viva è determinata a presentare la sua proposta operativa in Parlamento anche se i grillini non dovessero convincersi. Un modo per colpire da un lato proprio i pentastellati, togliendo loro l’iniziativa politica, e dall’altro quella Lega che dall’opposizione continua a sbraitare di ricette facili per risolvere i guai del Paese. Renzi vuole il voto di riformisti e moderati, a prescindere dal partito. Se la sua scommessa sarà stata vincente, lo si capirà soltanto con l’avvicinarsi delle elezioni.

Salvini stecca la prima: l’adunata leghista a Bologna è un flop

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16 anni in Iraq: ecco quanto ha speso l’Italia durante le sue missioni https://www.business.it/16-anni-in-iraq-ecco-quanto-ha-speso-litalia-durante-le-sue-missioni/ Wed, 13 Nov 2019 14:08:45 +0000 https://www.business.it/?p=54751 L’Italia continua la sua missione in Iraq, tristemente famosa per l’attentato di Nassiriya che 16 anni fa era costato la vita a 19 italiani (17 dei quali presenti sul posto come militari) impegnati nell’operazione Antica Babilonia. Stando a quanto riportato dall’osservatorio Milex, da quel giorno l’intervento del nostro Paese non si è fatto per niente… Read More »16 anni in Iraq: ecco quanto ha speso l’Italia durante le sue missioni

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L’Italia continua la sua missione in Iraq, tristemente famosa per l’attentato di Nassiriya che 16 anni fa era costato la vita a 19 italiani (17 dei quali presenti sul posto come militari) impegnati nell’operazione Antica Babilonia. Stando a quanto riportato dall’osservatorio Milex, da quel giorno l’intervento del nostro Paese non si è fatto per niente meno timido: le spese, aggiornate alla fine del 2018, ammontano a circa 2,9 miliardi di euro. Stando alle ricerche effettuate dall’istituto, nel 2016 gli uomini presenti in Iraq erano 1400, per un costo di 334 milioni. Nel 2017 la presenza italiana è stata aumentata a 1500 unità, con uno stanziamento di altri 277 milioni. Una riduzione c’è invece stata nel 2018  e sono stati stanziati 277 milioni d euro. Nel 2018 invece c’è stata una riduzione dei costi per le missioni del 17 per cento e al momento sarebbero presenti circa 1100 uomini. Le spese finalizzate alla cooperazione civile sono di 360 milioni di euro, a cui si aggiunge una linea di credito d’aiuto per 400 milioni. Un intervento iniziato molto tempo fa, durante la prima Guerra del Golfo che vide l’Iraq opposto a una coalizione di 35 stati sotto la guida dell’Onu. L’Italia, in quell’occasione, aveva preso parte alle operazioni Desert Shield e Desert Storm che avevano dato inizio al conflitto. Anche nel corso della Seconda Guerra del Golfo il nostro Paese aveva poi confermato la propria presenza, con la missione Antica Babilonia iniziata nel 2003, appena concluso il conflitto sul territorio, alla quale il governo Berlusconi aveva dato la propria adesione. Il costo complessivo per i primi 3 anni era stato di circa 1,5 miliardi di euro.Con l’esecutivo Renzi aveva invece preso il là, nel 2014, la missione Prima Parthica seguita dalla Centuria (che il 10 novembre ha visto 5 militari rimasti feriti). Fino al 2017 si parla di 750 mila euro spesi. Un impegno che è stato ribadito recentemente anche da Luigi Di Maio, che in merito all’attacco subito dai nostri militari aveva chiarito: “L’Italia non indietreggerà un centimetro di fronte alla minaccia terroristica”.

Filmano gli stranieri nelle case popolari, la Meloni li difende: “Nessuna violazione”

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L’Italia in guerra: 7 mila i nostri soldati impiegati in missioni nel mondo https://www.business.it/litalia-in-guerra-7-mila-i-nostri-soldati-impiegati-in-missioni-nel-mondo/ Mon, 11 Nov 2019 08:35:09 +0000 https://www.business.it/?p=54604 Sulla carta, l’Italia è un Paese che non ama impegnarsi militarmente. Non partecipa, al contrario ad esempio dei cugini francesi, alle missioni di combattimento. Impiega soltanto l’1,5% del proprio Pil per la difesa, una cifra inferiore alla media di quella degli altri Stati che hanno aderito alla Nato. Eppure, sotto questa apparenza, c’è una realtà… Read More »L’Italia in guerra: 7 mila i nostri soldati impiegati in missioni nel mondo

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Sulla carta, l’Italia è un Paese che non ama impegnarsi militarmente. Non partecipa, al contrario ad esempio dei cugini francesi, alle missioni di combattimento. Impiega soltanto l’1,5% del proprio Pil per la difesa, una cifra inferiore alla media di quella degli altri Stati che hanno aderito alla Nato. Eppure, sotto questa apparenza, c’è una realtà diversa e decisamente di segno opposto: quella che vede lo Stivale distribuire oltre 7 mila soldati nelle aree di crisi e di conflitto.Dalla Libia all’Iraq, passando per il Corno d’Africa, nella maggior parte si tratta di missioni definite di “mentoring and training” o di “peacekeeping”. In sostanza non si tratta di vera e propria guerra ma di aree da stabilizzare in situazioni di delicatissime transizioni politiche. Intensità bassa, rischi molto alti. Lo scorso luglio, il Parlamento ha licenziato il decreto che autorizza il rinnovo delle missioni per tutto il 2019: sono 37 in 22 Paesi diversi del mondo, per un costo complessivo di 1 miliardo e 100 milioni di euro.La zona sulla quale l’Italia ha spostato da tempo le sue mire è oggi l’Africa. Un passaggio inesorabile, quello che ha visto il Bel Paese allontanarsi sempre di più dal Medio Oriente per concentrasi altrove. In Libia, soprattutto, uno Stato diventato cruciale per la nostra strategia attuale, sostenendo il governo di unità nazionale di al Serraj, appoggiato militarmente dalle forze turche e del Qatar.A operare in Libia non sono però solitamente soldati normali ma forze speciali. Un impiego secretato, il loro, che rende impossibile conoscere con esattezza il numero degli uomini impiegati e le loro mansioni effettive. I militari di questi corpi sono gli unici a sapere effettivamente cosa succede in prima linea e il loro peso sta crescendo anno dopo anno.

Conte pronto a tutto per l’Ilva: “Sì allo scudo penale per ArcelorMittal”

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L’Europa non ha (troppa) fiducia nell’Italia: riviste le stime di crescita https://www.business.it/leuropa-non-ha-troppa-fiducia-nellitalia-riviste-le-stime-di-crescita/ Thu, 07 Nov 2019 13:12:39 +0000 https://www.business.it/?p=54490 L’Europa non ha fiducia nell’Italia. O quanto meno, ne ha meno rispetto alle prospettive del nostro governo. Stando alle previsioni che arrivano da Bruxelles, infatti, il nostro Paese crescerà meno di quanto atteso, con un’economia che nel 2020 avanzerà dello 0,4% a fronte dello 0,7% stimato a luglio. I dati arrivano dagli studi sulle economie autunnali… Read More »L’Europa non ha (troppa) fiducia nell’Italia: riviste le stime di crescita

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L’Europa non ha fiducia nell’Italia. O quanto meno, ne ha meno rispetto alle prospettive del nostro governo. Stando alle previsioni che arrivano da Bruxelles, infatti, il nostro Paese crescerà meno di quanto atteso, con un’economia che nel 2020 avanzerà dello 0,4% a fronte dello 0,7% stimato a luglio. I dati arrivano dagli studi sulle economie autunnali realizzati dalla Commissione europea. “L’economia italiana è in stallo dall’inizio del 2018 e ancora non mostra segnali significativi di ripresa” si legge nelle note dell’esecutivo Ue, che lascia invariata rispetto all’estate la stima sul Pil 2019 (+0,1%). Nel 2020 c’è una “modesta” ripresa della crescita, “grazie a domanda esterna e spesa delle famiglie, che però è attenuata dal mercato del lavoro in deterioramento”. L’Italia si conferma comunque ultima in Europa sia nel 2019 che nel 2020.Il dato più allarmante arriva sul fronte dell’incremento del debito pubblico che, stando alle stime di Bruxelles, nel 2019 salirà a 136,2%, e nel 2020 a 136,8%, ben oltre le previsioni di primavera che lo davano a 133,7% e 135,2%. Le cause principali sono “debole crescita del Pil nominale, deterioramento dell’avanzo primario” e “costo in aumento delle misure passate” cioè reddito di cittadinanza e quota 100. Quanto al deficit, per la Commissione si attesterà al 2,2% per il 2019 e in leggero aumento al 2,3% nel 2020.L’esecutivo Ue non si è espresso sull’impianto complessivo della legge di Bilancio, ma ha avanzato dubbi su una parte delle coperture e in particolare sul gettito delle misure anti-evasione previsto dal Governo nella manovra 2020. “Ci si aspetta che anche le misure addizionali contro le frodi fiscali previste nella manovra 2020 sostengano le entrate” del Governo, “anche se il gettito correlato è soggetto a qualche incertezza”, scrive Bruxelles.

Cottarelli, spallata alla manovra giallorossa: “Peggiorerà i conti pubblici”

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Sud Italia, una crisi senza fine: ma non chiamatela “Questione meridionale” https://www.business.it/sud-italia-una-crisi-senza-fine-ma-non-chiamatela-questione-meridionale/ Tue, 05 Nov 2019 13:14:52 +0000 https://www.business.it/?p=54387 La chiamano, ancora oggi, “Questione meridionale”, termine usato e abusato tante di quelle volte da non poterne più tenere il conto. Ma quella che interessa il Sud Italia è, piuttosto, un’emergenza che dovrebbe farci riflettere tutti, dalla portata disastrosa per il nostro Paese. I numeri, impietosi, sono quelli che raccontano di due milioni di persone… Read More »Sud Italia, una crisi senza fine: ma non chiamatela “Questione meridionale”

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La chiamano, ancora oggi, “Questione meridionale”, termine usato e abusato tante di quelle volte da non poterne più tenere il conto. Ma quella che interessa il Sud Italia è, piuttosto, un’emergenza che dovrebbe farci riflettere tutti, dalla portata disastrosa per il nostro Paese. I numeri, impietosi, sono quelli che raccontano di due milioni di persone scappate dal 2000 a oggi da una macro area che si scopre anno dopo anno più povera. E che non sembra avere davanti prospettive incoraggianti.Le previsioni, infatti, non parlano affatto di tendenze destinate a invertirsi. Piuttosto, entro il 2065 dovrebbero abbandonare il Meridione altri 5 milioni di abitanti, portandosi dietro il 40% della ricchezza, stando a quanto preventivato dall’istituto Svimez diretto da Luca Bianchi. Istituto del quale l’attuale ministro per il Mezzogiorno Giuseppe Provenzano è stato in passato vicedirettore e che proprio per questo dovrebbe ascoltare con maggiore attenzione un campanello d’allarme terribile.Sì, deve far paura pensare che nel Sud dello Stivale la disoccupazione galoppa, quella femminile addirittura il doppio rispetto alle zone del Centro Nord, superiore persino a quella registrata in aree pur non certo ricchissime del mondo come la Macedonia. L’economia è in recessione, il prodotto interno lordo medio pro capite fa segnare divari col resto del Paese più marcati che nel 1953. L’emigrazione è tornata, tristemente, quella di quegli anni.E però, di fronte a una situazione tanto drammatica, le soluzioni latitano. Lo sviluppo industriale forzato, senza infrastrutture all’altezza e priva di imprese a valle, non ha mai dato frutti. Il reddito di cittadinanza, che aveva spinto tante persone del Sud a votare in massa per i Cinque Stelle, si è dimostrato utile per una parte della popolazione ma totalmente inefficace nella lotta alla disoccupazione. Si mettono pezze invece di chiudere buchi che sono voragini. E di fronte ai quali tutti, ancora oggi, voltano il capo.

Ilva, parliamo di numeri: lavoratori, perdite, guadagni e rischi. Tutto quello che c’è da sapere

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Gli italiani non credono più a Salvini: “I migranti? Non sono una preoccupazione” https://www.business.it/gli-italiani-non-credono-piu-a-salvini-i-migranti-non-sono-una-preoccupazione/ Thu, 10 Oct 2019 12:56:41 +0000 https://www.business.it/?p=53174 Nonostante i proclami della Lega e di Fratelli d’Italia, l’immigrazione non sembra proprio essere in cima alle preoccupazioni degli italiani. A turbare i sonni dei cittadini del Bel Paese sono, piuttosto, la situazione economica e le tasse. Questi i risultati del sondaggio CIAK MIgrACTION sulla percezione del fenomeno migratorio in Italia condotto dall’istituto Ipsos e presentato… Read More »Gli italiani non credono più a Salvini: “I migranti? Non sono una preoccupazione”

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Nonostante i proclami della Lega e di Fratelli d’Italia, l’immigrazione non sembra proprio essere in cima alle preoccupazioni degli italiani. A turbare i sonni dei cittadini del Bel Paese sono, piuttosto, la situazione economica e le tasse. Questi i risultati del sondaggio CIAK MIgrACTION sulla percezione del fenomeno migratorio in Italia condotto dall’istituto Ipsos e presentato oggi a Bologna da WeWorld Onlus, organizzazione italiana indipendente che lavora in 29 Paesi – compresa l’Italia – con progetti di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario.Gli italiani sono sì preoccupati, ma tra loro priorità non c’è l’immigrazione: ci sono piuttosto la disoccupazione, nel 50% delle risposte al sondaggio, seguita dalla situazione economica (38%) e dalle tasse (34%). Il fenomeno migratorio è solo al 4° posto tra i problemi, con il 28%. Dai dati emerge anche una percezione falsata della presenza reale dei migranti in Italia, un fenomeno migratorio sovrarappresentato: gli italiani credono che il 31% dei residenti in Italia sia straniero. Ma il dato reale certificato dall’Istat parla di meno di un terzo di quella cifra: sono il 9% della popolazione.L’aspetto lavorativo-occupazionale è tra quelli che più alimentano le paure: i migranti sono vittime, spesso sfruttate dal mercato del lavoro (per il 75% degli intervistati), e spesso svolgono professioni che gli italiani non vogliono più fare (55%). Ecco perché per il 56% degli italiani il mercato del lavoro dovrebbe riconoscere le loro competenze e titoli di studio (56%). Ma allo stesso tempo le aziende dovrebbero dare la precedenza nelle assunzioni ai lavoratori italiani per il 46% degli intervistati, e un terzo è convinto che i migranti abbiano reso più difficile trovare lavoro per gli italiani.Per il 33% vanno chiuse le frontiere, ma il 68% ancora ben disposto nei confronti dei rifugiati e a favore del diritto all’accoglienza. “Una percentuale importante degli italiani pensa che chi fugge da paesi a rischio di guerra, conflitti e disastri naturali vada accolto e distinto da chi migra per altri motivi”. Gli italiani riconoscono anche, infine, che ci sono ormai determinati lavori (agricoltura, edilizia, ristorazione) che si possono fare solo grazie ai migranti. Quasi unanime (84%) appare la richiesta all’Unione Europea di svolgere un ruolo più centrale a sostegno dell’Italia nella gestione dei rifugiati.

Siria, dopo l’invasione Erdogan minaccia l’Europa: “Vi spedisco i rifugiati siriani”

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Alitalia, Atlantia ora detta le sue condizioni: “Niente salvataggio senza concessione” https://www.business.it/alitalia-atlantia-ora-detta-le-sue-condizioni-niente-salvataggio-senza-concessione/ Fri, 04 Oct 2019 07:43:36 +0000 https://www.business.it/?p=52879 Atlantia è pronta a sfilarsi dal salvataggio Alitalia in mancanza di un piano serio per il rilancio. E soprattutto, per la prima volta, la holding dei Benetton mette nero su bianco il nesso tra il rinnovo o l’eventuale cancellazione della concessione per Autostrade da parte del governo e la sua partecipazione al capitale della compagnia con il… Read More »Alitalia, Atlantia ora detta le sue condizioni: “Niente salvataggio senza concessione”

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Atlantia è pronta a sfilarsi dal salvataggio Alitalia in mancanza di un piano serio per il rilancio. E soprattutto, per la prima volta, la holding dei Benetton mette nero su bianco il nesso tra il rinnovo o l’eventuale cancellazione della concessione per Autostrade da parte del governo e la sua partecipazione al capitale della compagnia con il 35%. Un messaggio chiaro, arrivato al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.“Il permanere di una situazione di incertezza in merito ad Autostrade per l’Italia o ancor più l’avvio di un provvedimento di caducazione non ci consentirebbero, per senso di responsabilità riconducibile sia alle risorse finanziarie necessarie che alla tutela degli interessi dei nostri circa 40 mila azionisti italiani ed esteri, dei circa 31 mila dipendenti del gruppo e di tutti gli stakeholders, di impegnarsi in un’operazione onerosa di complessa gestione ed elevato rischio” dice una lettera firmata dal presidente di Atlantia Fabio Cerchiai e dal direttore generale Giancarlo Guenzi.Una mossa forte che ha suscitato subito le reazioni del governo. “Non sottostiamo ai ricatti di nessuno”, è stata la risposta a caldo il viceministro dello Sviluppo economico Stefano Buffagni. Alitalia affronta nella lettera anche i dubbi sulla partecipazione della compagnia Usa Delta, che dovrebbe avere il 10-12% della nuova Alitalia, e sulla sua effettiva volontà di salvare la compagnia.“Nonostante l’indubbio e significativo impatto che il mancato rilancio di Alitalia potrebbe avere su Aeroporti di Roma – scrive Atlantia – non sarà per noi possibile aderire al consorzio che formulerebbe l’eventuale offerta formale per la scadenza del 15 ottobre se molte cose non cambieranno. L’analisi del piano industriale Alitalia consente infatti, al massimo un rischioso salvataggio con esiti limitati nel tempo ed è ben lungi da costituire una piattaforma di rilancio della compagnia aerea”.

Mille spine per Bergoglio: tra scissioni e riforme, il papa alle prese col Sinodo

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Un conto salatissimo: i dazi Usa colpiscono il meglio dell’export italiano https://www.business.it/un-conto-salatissimo-i-dazi-usa-colpiscono-il-meglio-dellexport-italiano/ Tue, 01 Oct 2019 06:31:41 +0000 https://www.business.it/?p=52678 Un conto che rischia di essere salatissimo, otto miliardi di dollari per l’Europa. E che peserà anche sull’Italia, anche se non è ancora certa la misura. I dazi in arrivo dagli Stati Uniti permettono per ora soltanto di avanzare delle stime, che oscillano tra i circa 200 milioni di dollari fino, nello scenario peggiore, al miliardo… Read More »Un conto salatissimo: i dazi Usa colpiscono il meglio dell’export italiano

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Un conto che rischia di essere salatissimo, otto miliardi di dollari per l’Europa. E che peserà anche sull’Italia, anche se non è ancora certa la misura. I dazi in arrivo dagli Stati Uniti permettono per ora soltanto di avanzare delle stime, che oscillano tra i circa 200 milioni di dollari fino, nello scenario peggiore, al miliardo di dollari. Una percentuale legata al prelievo e alle filiere penalizzate. Le più esposte sono quelle dell’agroindustria: formaggi dop, come Parmigiano Reggiano, Grana, Mozzarella, Pecorino. Vini, spumanti e liquori. Ma anche olio d’oliva, pasta, caffè, salumi.Il mercato americano vale infatti complessivamente 5,2 miliardi di dollari per l’alimentare italiano (fonte Ice, dato riferito al 2018). La cifra totale di 8 miliardi è stata fissata dal Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, come risarcimento dei danni subiti dalla Boeing per la concorrenza sleale di Airbus. Ora non solo i produttori europei, ma anche le grandi catene della distribuzione americana e, naturalmente, i consumatori, aspettano di conoscere le decisioni dell’Amministrazione Trump.
Il Rappresentante per il Commercio e consigliere del presidente Robert Lighthizer ha già fatto preparare la lista delle merci da penalizzare. Da Washington hanno fatto sapere di essere pronti ad applicare prelievi fino al 100% del valore, con primo blocco di quattro miliardi che andrebbe a toccare il comparto dell’aeronautica dei Paesi che fanno parte del consorzio Airbus e cioè Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna. Un primo passaggio che non interesserà l’Italia.Guai in arrivo, invece, nella seconda tranche, degli altri quattro miliardi di dollari. Qui le specialità italiane sono investite in pieno, così come quelle francesi. In mezzo a questo potenziale conflitto commerciale, il Bel Paese spera in Mike Pompeo, Segretario di Stato a breve in visita nel nostro territorio. Conte e Di Maio non potranno pretendere l’esenzione dai dazi, ma il governo farà presente che, se le indiscrezioni sono corrette, le tariffe doganali si abbatteranno in modo sproporzionato sull’agricoltura italiana. 

La bizzarra vita di Salvini: passa all’opposizione ma “detta” la legge di Bilancio

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L’Italia ai piedi di Conte: un italiano su due sostiene il premier https://www.business.it/litalia-ai-piedi-di-conte-un-italiano-su-due-sostiene-il-premier/ Wed, 25 Sep 2019 13:06:54 +0000 https://www.business.it/?p=52444 L’Italia è ancora ai piedi di Giuseppe Conte. Secondo il sondaggio Ixè, realizzato per Cartabianca, il presidente del Consiglio può contare sull’appoggio dell’elettorato: un italiano su due lo sostiene. Il premier è stimato al 49%, percentuale che somma coloro che gli danno “molta fiducia” e colore che hanno in lui “abbastanza fiducia” emerse dalle rilevazioni. Al… Read More »L’Italia ai piedi di Conte: un italiano su due sostiene il premier

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L’Italia è ancora ai piedi di Giuseppe Conte. Secondo il sondaggio Ixè, realizzato per Cartabianca, il presidente del Consiglio può contare sull’appoggio dell’elettorato: un italiano su due lo sostiene. Il premier è stimato al 49%, percentuale che somma coloro che gli danno “molta fiducia” e colore che hanno in lui “abbastanza fiducia” emerse dalle rilevazioni. Al secondo posto c’è Matteo Salvini, al 34%. In terza posizione troviamo la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che è in netta crescita, e insegue il segretario del Carroccio con il suo 32%.Scendendo ancora la graduatoria, più giù troviamo il segretario Pd Nicola Zingaretti (30%), che ha superato il capo politico M5s Luigi Di Maio, fermo al 27%. All’ultimo posto della classifica c’è Silvio Berlusconi, apprezzato solo dal 18% dei cittadini. Il successo della Meloni, che lo scorso weekend ha organizzato a Roma la tre giorni Atreju, si ripercuote anche sul gradimento di Fratelli d’Italia, ormai stabilmente il quarto partito e ancora in crescita all’8,6%.Chi non se la passa bene è Forza Italia, in calo (6,5%), che deve vedersela con l’emorragia di consensi dovuta alla nascita di un nuovo soggetto politico, che guarda proprio al suo elettorato moderato e liberale: stiamo parlando di Italia Viva di Renzi che però otterrebbe solo il 2,9% dei voti, se si votasse adesso, posizionandosi appena sopra PiùEuropa. La Lega frena e si ferma al 29,9%, mentre Pd e M5s, i due più grandi partiti al governo, invertono le loro percentuali, ma non superano la soglia del 22 per cento: i dem sono al 21,8%, mentre i pentastellati sono dati al 21,5%.La nascita di un nuovo soggetto più spostato al centro e il divorzio di Matteo Renzi dal Partito Democratico influiscono anche sulla percezione della possibile durata del governo giallo-rosso: solo per il 12% degli intervistati si arriverà al termine della legislatura nel 2023, contro il 20% di 15 giorni fa. Italia Viva, il nuovo partito fondato da Renzi, è stimato da Ixè appena al 2,9%.

Berlusconi indagato nel processo per le stragi mafiose

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Che strano il caso: Borghi guadagna con i Btp dopo la caduta del governo https://www.business.it/che-strano-il-caso-borghi-guadagna-con-i-btp-dopo-la-caduta-del-governo/ Sat, 31 Aug 2019 09:25:47 +0000 https://www.business.it/?p=51391 Parlava dei minibot e della loro utilità per gli italiani, così da pagare crediti fiscali o saldare debito dello Stato. Ma Claudio Borghi i soldi li ha fatti speculando sui tradizionali Btp. Lo ha rivelato lo stesso deputato eletto con la Lega, presidente della commissione Bilancio, ma soprattutto uno degli economisti che hanno sempre suggerito a… Read More »Che strano il caso: Borghi guadagna con i Btp dopo la caduta del governo

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Parlava dei minibot e della loro utilità per gli italiani, così da pagare crediti fiscali o saldare debito dello Stato. Ma Claudio Borghi i soldi li ha fatti speculando sui tradizionali Btp. Lo ha rivelato lo stesso deputato eletto con la Lega, presidente della commissione Bilancio, ma soprattutto uno degli economisti che hanno sempre suggerito a Matteo Salvini le più radicali posizione anti euro.E, spiega Repibblica, il ministro degli Interni lo ha ripagato: perché Borghi – come lui stesso ha fatto sapere sul suo account di Twitter – ha venduto i titoli di stato che aveva acquistato un anno fa, esattamente il 18 settembre. Guadagnandoci, in poco meno di un anno, circa il 25 per cento. Non male, considerando che siamo in un momento di tassi vicino allo zero o poco più. E tutto grazie alla scommessa sbagliata di Salvini che sperava di andare ad elezioni anticipate.“Lo ha ammesso lo stesso parlamentare, contattato dall’agenzia Bloomberg, che per prima aveva calcolato la plusvalenza messa a segno. Di fatto, Borghi ha comprato i titoli di stato nel momento in cui i prezzi erano bassi, a causa dello spread a 250 punti di differenziale sul bund tedesco e con il Tesoro costretto a pagare interessi al 3 per cento. Secondo gli analisti, il rialzo dello spread era dovuto in buona parte alle posizioni anti europeiste e contrarie all’euro da parte della componente leghista del governo”. 
Borghi ha sostenuto di aver comprato i Btp proprio per sfidare lo scetticismo degli investitori che prendevano posizione scommettendo contro l’Italia. “Peccato che per vendere – e guadagnarci – ha aspettato che Salvini presentasse la mozione di sfiducia al governo Conte e dopo che il premier ha accettato il nuovo incarico da parte del Quirinale”.

Di fatto, Borghi ha spiegato che ha scommesso sull’Italia quando c’era la Lega al governo e ora che verrà sostituita con il Pd non si fida e vende i titoli di Stato. “Senza ricordare, però, che i prezzi dei Btp sono saliti – e lo spread è sceso – proprio perché i mercati si sentono rassicurati dal fatto che la Lega, in quanto il partito anti euro e anti Ue non è più nel governo”.

La Lega torna a spararla grossa. Borghi: “L’Italia dovrebbe uscire dall’euro”

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Se ne va Borrelli, il magistrato che con Mani Pulite ha cambiato l’Italia https://www.business.it/se-ne-va-borrelli-il-magistrato-che-con-mani-pulite-ha-cambiato-litalia/ Sat, 20 Jul 2019 09:33:13 +0000 https://www.business.it/?p=49916 Francesco Saverio Borrelli è morto oggi a Milano, dopo una lunga malattia, all’età di 89 anni. L’ex magistrato ha guidato il pool di Mani Pulite, l’inchiesta giudiziaria che ha segnato la fine della Prima Repubblica. Entrato in magistratura nel luglio 1955, ha legato la sua carriera a Milano dove, salvo un anno a Bergamo, ha svolto ogni… Read More »Se ne va Borrelli, il magistrato che con Mani Pulite ha cambiato l’Italia

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Francesco Saverio Borrelli è morto oggi a Milano, dopo una lunga malattia, all’età di 89 anni. L’ex magistrato ha guidato il pool di Mani Pulite, l’inchiesta giudiziaria che ha segnato la fine della Prima Repubblica.
Entrato in magistratura nel luglio 1955, ha legato la sua carriera a Milano dove, salvo un anno a Bergamo, ha svolto ogni tipo di funzione: pretore, giudice fallimentare e poi civile, pubblico ministero, procuratore capo dal 1988 fino alla nomina di procuratore generale nel 1999.Sposato con Maria Laura e padre di due figli, il primogenito Andrea è giudice civile a Milano. Tra i suoi interventi a difesa dell’indipendenza della magistratura resta celebre la frase pronunciata nel 2002, a pochi mesi dalla pensione: “Resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave”.“Era un capo che sapeva proteggere i suoi uomini, una persona che ha fatto la storia d’Italia”, ha commentato Francesco Greco, a capo della procura di Milano e considerato l’allievo dell’ex magistrato, all’Adnkronos la scomparsa di Borrelli. Parole commosse di chi ha raccolto il suo testimone, dopo anni di lavoro fianco a fianco.“Ho appreso la notizia della morte dell’amico perché era un amico Saverio e ovviamente è una notizia che mi addolora molto. Abbiamo passato tanti anni lavorando gomito a gomito, era una persona eccezionale”. Così l’ex magistrato Gherardo Colombo all’Adnkronos.

Business by AdnKronos

Salvini ha un nuovo nemico, pericolosissimo: Giuseppe Conte

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Salvini, che figura! Anche l’ambasciatore ucraino ora ce l’ha con l’Italia https://www.business.it/salvini-che-figura-anche-lambasciatore-ucraino-ora-ce-lha-con-litalia/ Thu, 18 Jul 2019 12:56:04 +0000 https://www.business.it/?p=49843 Non è decisamente un periodo fortunato per Matteo Salvini, che sembra improvvisamente trovarsi nei panni del celebre Paperoga di Topolino, pronto a finire nei guai a ogni occasione. Mentre le polemiche per il caso dei finanziamenti dalla Russia continuano a tenere banco, provocando anche forti turbolenze nel governo, ecco arrivare sul vicepremier un’altra tegola: nei… Read More »Salvini, che figura! Anche l’ambasciatore ucraino ora ce l’ha con l’Italia

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Non è decisamente un periodo fortunato per Matteo Salvini, che sembra improvvisamente trovarsi nei panni del celebre Paperoga di Topolino, pronto a finire nei guai a ogni occasione. Mentre le polemiche per il caso dei finanziamenti dalla Russia continuano a tenere banco, provocando anche forti turbolenze nel governo, ecco arrivare sul vicepremier un’altra tegola: nei giorni scorsi, infatti, il numero uno del Carroccio aveva affermato che un gruppo neonazista ucraino, scoperto con un missile Matra e delle armi, stava preparando un attentato contro di lui. Parole che non sono piaciute alle istituzioni del Paese dell’est Europa. Mentre la Digos smentiva la teoria di Salvini, infatti l’ambasciatore dell’Ucraina in Italia, Evhen Perelygin, ha scritto a Salvini per chiedergli “di confermare o smentire le sue dichiarazioni” sul presunto “gruppo ucraino” che avrebbe pianificato un attentato contro il ministro dell’Interno. Per l’ambasciatore “una tale precisazione sarebbe importante per evitare un danno nei rapporti bilaterali tra Italia e Ucraina, nonché per non ledere l’immagine impeccabile della comunità ucraina residente in Italia conosciuta per la sua adesione ai principi europei e ai valori cristiani e non certo per attività o azioni terroristiche”.L’ambasciatore prosegue nella lettera: “La minaccia alla vita di qualsiasi persona, e, in particolare, di un ministro, da un fantomatico ‘gruppo ucraino’ è una notizia che ha allarmato l’Ucraina, la nostra ambasciata, nonché la comunità ucraina in Italia. Da rappresentante di uno Stato amico ho immediatamente contattato il suo ministero per approfondire la situazione e, nel caso si trattasse di una vera minaccia, offrire la massima collaborazione del Governo ucraino al fine di prevenire qualsiasi danno alla sua persona, quale atto di piena e fattiva collaborazione bilaterale tra i nostri due Paesi”.“Tale notizia ci ha sorpreso ancor di più – conclude il diplomatico – tenendo conto del fatto che durante le mie numerose visite nelle regioni d’Italia i questori ed i prefetti che ho incontrato hanno sempre evidenziato l’alto rispetto di cui gode la comunità ucraina in Italia e la sua estraneità al crimine organizzato. Nello stesso modo, in seguito alle pubblicazioni apparse nei diversi media sul recente blitz della polizia italiana contro gruppi di estrema destra, tra i nomi delle persone arrestate non figura alcun cittadino ucraino. Pertanto, ci rivolgiamo a lei, signor ministro, chiedendo di confermare o smentire le sue dichiarazioni sul presunto gruppo ucraino”.

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L’Italia ha il freno tirato: cresce meno di tutti i Paesi Ue https://www.business.it/litalia-ha-il-freno-tirato-cresce-meno-di-tutti-i-paesi-ue/ Wed, 10 Jul 2019 12:26:43 +0000 https://www.business.it/?p=49419 Nessuna sorpresa rispetto alle ultime previsioni: la Commissione Europea conferma una crescita per l’Italia del +0,1% nel 2019 e del +0,7% nel 2020. Un Paese che non si trova in recessione, quindi, ma che viaggia decisamente col freno a mano tirato rispetto agli altri. I dati, resi pubblici a Bruxelles il 10 luglio, contengono come indicatori… Read More »L’Italia ha il freno tirato: cresce meno di tutti i Paesi Ue

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Nessuna sorpresa rispetto alle ultime previsioni: la Commissione Europea conferma una crescita per l’Italia del +0,1% nel 2019 e del +0,7% nel 2020. Un Paese che non si trova in recessione, quindi, ma che viaggia decisamente col freno a mano tirato rispetto agli altri. I dati, resi pubblici a Bruxelles il 10 luglio, contengono come indicatori solo il Pil e l’inflazione. Si tratta infatti di “stime intermedie” che vengono diffuse due volte l’anno.I dati sono stati resi noti nel corso della conferenza stampa del commissario Ue all’economia Pierre Moscovici. Ma alcuni numeri erano stati già anticipati dal vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis. Il politico lettone ha confermato la crescita economica diffusa, ma con ampie differenze. Se l’Italia resta fanalino di coda, poco sopra la stagnazione, la crescita dell’Eurozona si attesta intorno al +1,2% per il 2019 e al +1,4% per il 2020.La crescita dell’Italia nel 2019 è “marginale” dicono da Bruxelles. E, nonostante la “ripresa moderata” del 2020, “non ci si attende che l’attività economica rimbalzi significativamente prima della fine dell’anno. I rischi alla crescita restano pronunciati, specialmente nel 2020, quando le politiche di bilancio affrontano particolari sfide”. Nelle nuove previsioni economiche della Commissione europea, è Malta in cima alla lista dei Paesi in crescita: nel 2019 (+5,3%), seguita da Ungheria e Polonia (+4,4%), e dall’Irlanda (+4%). In fondo alla classifica, ma prima dell’Italia, c’è la Germania (+0,5%), che però nel 2020 recupererà, crescendo del +1,4%.“Dopo la perdita di posti di lavoro nella seconda metà del 2018, l’occupazione è salita marginalmente nei primi cinque mesi del 2019 e la disoccupazione è scesa sotto il 10% – si legge nel rapporto della Commissione Ue – Ma la debole attività economica è probabile pesi sul mercato del lavoro come indica il numero in crescita dei lavoratori e le aspettative delle imprese sull’occupazione, spiccatamente più basse”.

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Malta dice no alla Alan Kurdi: ancora un caso migranti nel Mediterraneo https://www.business.it/malta-dice-no-alla-alan-kurdi-ancora-un-caso-migranti-nel-mediterraneo/ Sun, 07 Jul 2019 11:41:46 +0000 https://www.business.it/?p=49238 La barca a vela Alex della ong Mediterranea Saving Humans ha forzato il blocco delle autorità italiane, attraccando al molo Favaloro del porto di Lampedusa. I 38 migranti ancora a bordo sono stati fatti sbarcare a terra nella notte per effetto del sequestro penale dell’imbarcazione disposto dalla Guardia di Finanza. Altri 16 erano già stati portati sull’isola tra venerdì… Read More »Malta dice no alla Alan Kurdi: ancora un caso migranti nel Mediterraneo

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La barca a vela Alex della ong Mediterranea Saving Humans ha forzato il blocco delle autorità italiane, attraccando al molo Favaloro del porto di Lampedusa. I 38 migranti ancora a bordo sono stati fatti sbarcare a terra nella notte per effetto del sequestro penale dell’imbarcazione disposto dalla Guardia di Finanza. Altri 16 erano già stati portati sull’isola tra venerdì e sabato, per ragioni sanitarie. Lo skipper comandante è ora indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.Una vicenda che ha provocato nuovi scontri nel Governo, col Viminale che avrebbe rifiutato l’intervento della Difesa. La portavoce e il capo missione Alessandra Sciurba ed Erasmo Palazzotto hanno difeso le scelte di Mediterranea: “Non abbiamo mai rifiutato l’aiuto di nessuno, siamo sempre stati disponibili a trasbordare i naufraghi su assetti navali italiani o maltesi per il trasporto a Malta. Ma c’è stata una volontà politica di non darci nessuna possibilità”.Ha cambiato invece rotta dirigendosi verso Malta la nave “Alan Kurdi’”, con altri 65 migranti a bordo,ma La Valletta ha deciso di negare l’accesso alle proprie acque territoriali. Il governo ha incaricato le forze armate di “intraprendere le azioni appropriate se la nave dovesse entrare” entro le 12 miglia dall’isola. “Pur di evitare la sofferenza spettacolarizzata, lasciando le persone a largo, avevamo detto sì a Malta man poi non abbiamo abbiamo potuto considerare La Valletta un posto sicuro, era a rischio la sicurezza di tutti, eravamo nelle condizioni di dire solo no. Salvini voleva solo il nostro scalpo”.

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